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Trattati di Roma

Il 25 marzo 2017 ricorre il 60° anniversario della firma dei “Trattati di Roma”.


Trattati di Roma, Fedeli invia a Scuole, Università e Istituzioni dell’Afam
l’intervento alle Camere del Presidente Mattarella

In occasione del Sessantesimo Anniversario dei Trattati di Roma la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli invia a Scuole, Università e Istituzioni dell’Afam il testo del discorso che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha tenuto davanti alle Camere in seduta congiunta mercoledì 22 marzo, perché sia “oggetto di diffusione a tutte le studentesse e tutti gli studenti e stimolo alla loro riflessione in aula, accompagnata dalle e dai docenti”.

Nella lettera che accompagna l’invio del discorso del Capo dello Stato la Ministra ricorda che “I 60 anni dei trattati di Roma, che rappresentano l’atto di nascita dell’Unione Europea, sono un’occasione importante per riflettere sulla storia del nostro continente e sul senso dell’essere e del sentirsi, per il presente e per il futuro, cittadine e cittadini europei”.

“Ritengo decisivo, in questo senso – prosegue la lettera della Ministra – che le Scuole, le Università e tutte le Istituzioni del sistema di Alta formazione siano coinvolte in questo momento di riflessione, per permettere alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi di approfondire la conoscenza e lasciarsi ispirare dalle scelte coraggiose che 60 anni fa i leader europei seppero prendere. Nel suo discorso il Presidente ci ricorda che l’Europa “è stata uno strumento essenziale di stabilità e di salvaguardia della pace, di crescita economica e di progresso, di affermazione di un modello sociale sin qui ancora ineguagliato, fatto di diritti e civiltà“”.

“Dobbiamo esserne tutte e tutti consapevoli: ieri come oggi – conclude Fedeli – serve portare avanti con convinzione il progetto europeo e serve farlo trasmettendo alle nuove generazioni i valori che hanno ispirato la sua fondazione per rendere le nostre ragazze e i nostri ragazzi protagonisti del futuro dell’Unione”.

Italian Teacher Prize

Annamaria Berenzi, docente di matematica in una sezione ospedaliera di Brescia, ha vinto l’edizione italiana del Premio Nazionale Insegnanti.



Premio Nazionale Insegnanti,
annunciati i cinque vincitori
Una docente di matematica in cima al podio

Annamaria Berenzi, docente di matematica in una sezione ospedaliera di Brescia, Daniela Ferrarello, insegnante di matematica in una sezione carceraria di Catania, Consolata Maria Franco, docente di italiano nel carcere minorile di Nisida, Dario Gasparo, insegnante di scienze in un istituto comprensivo di Trieste e Antonio Silvagni, docente di latino e materie letterarie in un istituto superiore di Arzignano (VI). Sono i cinque vincitori della prima edizione del Premio Nazionale Insegnanti – Italian Teacher Prize, gemellato con il Global Teacher Prize. In cima al podio Annamaria Berenzi.

Alla prima finalista andrà un premio pari a 50.000 euro, gli altri quattro riceveranno 30.000 euro ciascuno. Il premio in denaro verrà assegnato direttamente alle scuole delle e dei docenti vincitori per la realizzazione di attività e progetti promossi e coordinati dalle e dai premiati.

I nomi delle vincitrici e dei vincitori, annunciati oggi dalla Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli, sono il frutto di una selezione effettuata fra oltre 11.000 profili arrivati al Ministero. I docenti potevano candidarsi o essere candidati da colleghe e colleghi, studentesse e studenti o dalle famiglie. Una giuria interna al Miur ha operato una prima fase di selezione, arrivando ad una rosa di 50 finalisti. Fra questi, una Giuria Nazionale composta dalla Presidente della Rai Monica Maggioni, dallo scrittore e docente Eraldo Affinati e dal professor Nando Dalla Chiesa, ha individuato prima i 10 finalisti e poi i 5 vincitori.

“Oggi arriviamo alla fine di un percorso iniziato un anno fa. Questo premio – ha spiegato la Ministra Fedeli – è nato con lo scopo di valorizzare il ruolo delle e degli insegnanti nella società, portando all’attenzione di tutti le esperienze di quelle e quei docenti che sono riusciti ad ispirare in modo particolare le proprie studentesse e i propri studenti e che hanno prodotto un cambiamento rilevante nella comunità scolastica di appartenenza. Attraverso le storie di queste e questi docenti vogliamo raccontare quanto sia fondamentale la scuola per le nostre ragazze e i nostri ragazzi. Oggi diamo un riconoscimento a insegnanti che hanno saputo fare scuola oltre la scuola, aprendo alle studentesse e agli studenti mondi e orizzonti non tradizionali. Come previsto dal bando dobbiamo decretare delle vincitrici e dei vincitori, ma oggi a vincere non sono solo cinque insegnanti. Vince la scuola e vincono tutte e tutti coloro che accompagnano ogni giorno, con passione e dedizione, le nostre ragazze e i nostri ragazzi verso il loro futuro. Insegnare significa imprimere un segno. Il ruolo delle e dei docenti è essenziale per lo sviluppo di un Paese, non dobbiamo mai dimenticarlo”.

I cinque premiati

Tre donne e due uomini. In prevalenza docenti di materie scientifiche. Questo  il profilo delle finaliste e dei finalisti del Premio Nazionale Insegnanti.

La prima classificata, Annamaria Berenzi, insegna in una sezione ospedaliera a Brescia. “Mi ritengo una privilegiata”, spiega la docente. “Solo quando durante una lezione in una stanza di degenza lo studente non si accorge di quanto tempo è passato, riesce ad allontanarsi dal sé malato, si sente ‘bene’”, aggiunge, “solo allora un docente può sentirsi soddisfatto”.

Daniela Ferrarello insegna matematica nella sede carceraria dell’Istituto alberghiero Karol Wojtyla di Catania. Ma è impegnata anche nella ricerca sulla didattica della matematica. Dice di sé: “Pur dedicandomi alla ricerca, non ho mai lasciato la scuola perché sento di essere una privilegiata: ho le radici e le ali. Con le ali da ricercatrice sono sempre entusiasta di portare in classe le nuove frontiere della ricerca in didattica; con le radici da insegnante so quali sono le problematiche delle scuole e degli studenti e rivolgo la mia ricerca nei settori che vedo carenti”.

Consolata Maria Franco insegna nell’Istituto penale minorile di Nisida, a Napoli, dove ha sperimentato percorsi linguistici e di educazione alla legalità innovativi. “A Nisida ho imparato ad insegnare sperimentando sulla mia pelle tutte le difficoltà di avviare curiosità e interessi culturali nei ragazzi dalle pesanti esperienze di vita, che dalla scuola si sono, o sono stati, allontanati”, spiega.

Dario Gasparo, docente di Scienze presso l’Istituto comprensivo Valmaura di Trieste, ha realizzato e documentato sperimentazioni di insegnamento della matematica mediante l’uso del corpo. Di sé dice: “Ricordo quando mia madre, fondamentale figura per me e i miei quattro fratelli, vedendo la mia insofferenza adolescenziale per le ingiustizie, mi disse: ‘Dario, se vuoi cambiare le cose devi diventare o giudice o insegnante’”.

Un glaucoma agli occhi non è riuscito a fermare la passione di Antonio Silvagni, docente di latino e materie letterarie all’Istituto di istruzione superiore Leonardo Da Vinci di Arzignano. “Nonostante le oggettive difficoltà fisiche dovute alla cecità- racconta – intraprendo azioni didattiche innovative senza che queste siano e vengano percepite come compensative di una situazione svantaggiata”.

I docenti vincitori parteciperanno a Dubai al GESF, il Global Education & Skills Forum, insieme ad una delegazione di insegnanti, studentesse e studenti che rappresenteranno l’eccellenza della scuola italiana. Quest’anno il Forum è dedicato alla cittadinanza globale e l’Italia è Paese partner.

In fondo alla ‘corsa’ del Premio Nazionale Insegnanti sono arrivati in 10. Oltre ai 5 vincitori, fra i finalisti c’erano Riccardo Canesi,docente dell’Istituto superiore Zaccagna di Carrara; Lorella Carimali, insegnate del Liceo scientifico Vittorio Veneto di Milano; Gianluca Farusi dell’Istituto tecnico Galilei di Avenza; Marco Ferrari del Liceo Malpighi di Bologna e  Maria Lina Saba dell’Istituto tecnico Fermi di Pontedera.


Cinque donne e cinque uomini,
ecco i finalisti del Premio Nazionale Insegnanti
Dalla docente di sezione ospedaliera all’innovatore: on line i 10 profili

La prossima settimana la proclamazione dei vincitori

C’è chi insegna in una sezione carceraria, chi in una scuola ospedaliera. C’è il docente che fin dai banchi della primaria aveva capito che la passione per la chimica lo avrebbe portato dietro la cattedra. E c’è l’insegnante pioniera dell’Alternanza. Sono on line i dieci nomi e i profili delle finaliste e dei finalisti del Premio Nazionale Insegnanti, gemellato con il Global Teacher Prize di Dubai.

Si tratta di Annamaria Berenzi dell’Istituto tecnico Castelli di Brescia, Riccardo Canesi dell’Istituto superiore Zaccagna di Carrara, Lorella Carimali del Liceo scientifico Vittorio Veneto di Milano, Gianluca Farusi dell’Istituto tecnico Galilei di Avenza, Daniela Ferrarello dell’Istituto professionale Karol Wojtyla di Catania, Marco Ferrari del Liceo Malpighi di Bologna, Consolata Maria Franco, docente presso l’Istituto penale minorile di Nisida, Dario Gasparo dell’Istituto comprensivo Valmaura di Trieste,  Maria Lina Saba dell’Istituto tecnico Fermi di Pontedera e Antonio Silvagni dell’Istituto superiore Leonardo Da Vinci di Arzignano.

Sono cinque donne e cinque uomini, prevalentemente insegnanti di area scientifica. Le loro schede complete sono disponibili qui: http://www.italianteacherprize.it/site/it/home-page/

I nomi delle finaliste e dei finalisti sono il frutto di una selezione effettuata fra oltre 11.000 profili arrivati al Ministero. La prossima settimana la Ministra Valeria Fedeli proclamerà i 5 vincitori. Scopo dell’iniziativa è valorizzare il ruolo delle insegnanti e degli insegnanti nella società, portando all’attenzione di tutte le cittadine e di tutti i cittadini le esperienze di quei docenti che sono riusciti ad ispirare in modo particolare le proprie studentesse e i propri studenti, favorendone la crescita come cittadini attivi, e che hanno prodotto un cambiamento rilevante nella comunità scolastica di appartenenza.
Al primo finalista andrà un premio pari a 50.000 euro, gli altri quattro riceveranno 30.000 euro ciascuno. Il premio in denaro verrà assegnato alle scuole dei docenti vincitori per la realizzazione di attività e progetti promossi e coordinati dagli insegnanti premiati. Promuovere la formazione digitale dei colleghi, fare innovazione didattica, acquistare pc per i ragazzi della sezione carceraria sono alcuni dei progetti che le finaliste e i finalisti realizzerebbero in caso di vittoria.

Per approfondimenti: http://www.italianteacherprize.it/site/it/about/


Premio Nazionale Insegnanti: ecco i nomi dei 50 finalisti. In maggioranza donne, il più giovane ha 28 anni

(Roma, 5 dicembre 2016)  Sono 26 donne e 24 uomini i 50 finalisti dell’Italian Teacher Prize, il Premio Nazionale degli Insegnanti lanciato lo scorso 29 maggio dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, sulla scia del Global Teacher Prize. Il più giovane finalista ha 28 anni, il più anziano 66. Le regioni più rappresentate sono la Lombardia, il Lazio e la Toscana con 6 docenti ciascuna, seguono l’Emilia Romagna e la Puglia con 4 insegnanti rispettivamente.

I docenti avevano tempo fino al 18 ottobre per candidarsi o essere candidati. Complessivamente sono stati 11.000 gli insegnanti che hanno partecipato alla selezione, il 67% donne, il 53% docenti in istituti secondari di II grado, principalmente di età compresa tra i 50 e i 59 anni. Rispetto al totale, 7.426 sono stati proposti dai propri alunni, dalle famiglie o da persone che fanno parte della loro comunità scolastica, i rimanenti 3.372 si sono autocandidati. Selezionati i 50 finalisti, a partire dal 15 dicembre una Giuria Nazionale, composta da personalità del mondo della scuola e non, valuterà i profili per decretare i 5 vincitori. Il primo classificato riceverà un premio di 50mila euro. Agli altri 4 saranno corrisposti 30mila euro ciascuno. I premi verranno assegnati alle scuole dei docenti vincitori per la realizzazione delle attività e dei progetti promossi e coordinati dai premiati.

L’obiettivo del premio è valorizzare il ruolo del docente nella nostra società, individuando le esperienze di eccellenza di coloro che siano riusciti ad ispirare i propri studenti favorendone la crescita come cittadini attivi e, in generale, che abbiano prodotto un cambiamento positivo nella comunità di appartenenza. Il Premio Italiano, così come quello globale, punta infatti a sottolineare l’importanza della professione di docente, nella profonda convinzione che gli insegnanti di tutto il mondo meritino di essere riconosciuti e celebrati.

http://www.italianteacherprize.it/site/it/finalisti/


Premio Nazionale Insegnanti, 11.000 i candidati
Il 67% è una donna, il 53% insegna alle superiori

(Roma, 03 Novembre 2016) Donna, docente di scuola superiore, spesso impegnata ad operare in aree a rischio o ad insegnare ad alunni diversamente abili. Questo il profilo ‘tipo’ del candidato al Premio Nazionale Insegnanti lanciato lo scorso 29 maggio dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini, gemellato con il Global Teacher Prize, meglio conosciuto come il Nobel dei docenti.
Scopo dell’iniziativa è valorizzare il ruolo degli insegnanti nella società, portando all’attenzione di tutti le esperienze di quei docenti che sono riusciti ad ispirare in modo particolare i propri studenti, favorendone la crescita come cittadini attivi, e che hanno prodotto un cambiamento rilevante nella comunità scolastica di appartenenza. “Dal Premio emergeranno storie di ordinario impegno quotidiano e straordinaria potenza educativa. Storie capaci di lasciare un segno e trasmettere valore – sottolinea il Ministro Stefania Giannini -. Gli insegnanti appassionati, bravi e carismatici non esistono soltanto nei film e con questa iniziativa abbiamo voluto promuovere un vero e proprio racconto della realtà. È un primo successo che due candidature su tre dei docenti siano arrivate da famiglie, studenti, dirigenti e colleghi: la scuola è la prima comunità creativa di ogni società”.
Quasi 11.000 i profili arrivati al Ministero. Era possibile candidarsi o essere candidati: 7.426 docenti sono stati proposti dai propri alunni, dalle famiglie o da persone che fanno parte della loro comunità scolastica, i rimanenti 3.372 si sono autocandidati. Nella maggior parte dei casi (67%) si tratta di donne. È la Campania la regione con il maggior numero di candidature (12,3%), seguita dalla Lombardia (12,1%), dal Lazio (11,8%) e dalla Puglia (10,4%). Il 43% dei candidati lavora in aree a rischio, il 35% insegna ad alunni con disabilità, il 32% opera in scuole di aree socio-economiche disagiate e il 20% in scuole di aree interne. La fascia d’età 50-59 è quella più rappresentata (38%), seguita immediatamente da quella 40-49 (37%). Oltre la metà dei candidati (53%) insegna in scuole secondarie di II grado, il 24% nell’infanzia e nella primaria e il 23% in scuole secondarie di I grado. Una commissione tecnica del Ministero vaglierà le candidature individuando i primi 50 docenti che dovranno produrre un elaborato. I vincitori saranno decretati nel mese di dicembre.
Una giuria composta dalla Presidente della Rai Monica Maggioni, dallo scrittore e insegnante Eraldo Affinati, dallo scrittore ed ex magistrato Gianrico Carofiglio, dal professore e Presidente onorario di ‘Libera’ Nando Dalla Chiesa, e dall’attrice Cristiana Capotondi, individuerà i 5 finalisti. Al primo finalista andrà un premio pari a 50.000 euro, gli altri quattro riceveranno 30.000 euro ciascuno. Il premio in denaro verrà assegnato alle scuole dei docenti vincitori per la realizzazione di attività e progetti promossi e coordinati dagli insegnanti premiati.


File 01-07-16, 04 53 48Sino al 18 ottobre aperte le candidature per l’italianteacherprize


Italian Teacher Prize, le candidature entro il 18 ottobre

C’è tempo fino al 18 ottobre 2016 per essere candidati o per candidarsi al Premio Nazionale Insegnanti, l’Italian Teacher Prize. Il premio vuole valorizzare il ruolo strategico che i docenti rivestono nella vita dei giovani, cittadini del futuro, vuole essere un riconoscimento per quei docenti che si sono particolarmente distinti nel trasmettere il sapere e la passione per lo studio agli studenti in maniera innovativa, a dispetto delle difficoltà e della scarsità di mezzi. L’Italian Teacher Prize è stato lanciato a fine giugno dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, ed è gemellato con il Global Teacher Prize, noto come il Nobel dei Docenti.

Il premio è destinato ai docenti e ai dirigenti attualmente in servizio presso le scuole di ogni ordine e grado. La candidatura può essere fatta esclusivamente on line attraverso il sito www.italianteacherprize.it (indicando nome e cognome, scuola di appartenenza e una breve motivazione).

Al docente che sarà classificato come primo sarà assegnato un premio di 50.000 euro, gli altri quattro classificati riceveranno 30.000 euro ciascuno. Il premio in denaro verrà assegnato alle scuole dei docenti vincitori per la realizzazione di attività e progetti promossi e coordinati dagli insegnanti premiati.

Particolare attenzione sarà dedicata dalla giuria alle realtà più significative del nostro territorio. Per questa ragione la Giuria potrà valutare l’opportunità di istituire premi o menzioni speciali a favore dei docenti che in questi giorni sono impegnati nelle attività di ripresa dell’anno scolastico nelle istituzioni scolastiche colpite dal sisma del 24 agosto scorso.


Premio Nazionale Insegnanti
Giannini: “Da oggi le candidature su www.italianteacherprize.it. Segnalate i docenti che hanno lasciato un segno nella vostra vita scolastica”

Al via da oggi le candidature per la prima edizione del Premio Nazionale Insegnanti, voluto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dal Ministro Stefania Giannini per valorizzare il ruolo dei docenti nella società. Il Premio nasce in collaborazione con il Global Teacher Prize, più noto come Nobel degli insegnanti.

“Attraverso il Premio saranno raccolte e raccontate le storie e le esperienze di quegli insegnanti che sono riusciti ad ispirare in modo particolare i loro studenti. Docenti che hanno prodotto cambiamenti significativi all’interno della loro comunità scolastica”, dichiara il Ministro Stefania Giannini.

“Tutti abbiamo avuto un insegnante del cuore. Se c’è o c’è stato un docente che ha lasciato il segno nella vostra vita scolastica o in quella dei vostri figli, se avete un collega che secondo voi merita di essere valorizzato, inviateci il suo nome, raccontateci la sua storia – continua il Ministro -. Vogliamo che questa diventi l’occasione per un grande racconto su come i nostri insegnanti incidono positivamente ogni giorno sulla vita delle nuove generazioni, accompagnandole per mano verso un futuro da cittadini attivi e consapevoli”.

La sezione per le candidature è da oggi disponibile sul sito www.italianteacherprize.it. L’apertura delle procedure sarà rilanciata questo pomeriggio anche nel corso del Festival “Conoscenza in Festa” a Udine. Durante le giornate della manifestazione, in occasione del lancio del Premio Nazionale Insegnanti, sono previste lezioni aperte di docenti che utilizzano metodologie didattiche innovative (il programma: http://www.conoscenzainfesta.eu/2016-sezioni/2016-itp).

Il premio è destinato a docenti attualmente in servizio presso le scuole di ogni ordine e grado. I tempi di svolgimento saranno coordinati con quelli del Premio internazionale. Da oggi è possibile candidarsi ed essere candidati attraverso il sito www.italianteacherprize.it. La procedura rimarrà aperta fino all’1 ottobre 2016.

Chi vorrà candidare un insegnante dovrà indicarne nome, cognome, istituzione scolastica di appartenenza e allegare una breve motivazione. A quel punto il docente sarà informato via e-mail della candidatura e gli verrà chiesta conferma dell’interesse a partecipare al Premio. Gli insegnanti che aderiranno, a seguito di candidatura da parte di terzi o autocandidatura, dovranno compilare una scheda con dati relativi, fra l’altro, alla loro attività educativa, al contesto in cui operano, ai modelli didattici utilizzati, agli eventuali progetti di internazionalizzazione o inclusione messi in atto, alla partecipazione a convegni o eventi sull’istruzione, alle modalità di utilizzo del premio finale.

La scheda di adesione è composta da una serie di domande a risposta chiusa (sì/no) e da alcune domande a risposta aperta. Una prima scrematura dei profili avverrà sulla base di questi dati e porterà ad una lista di 50 finalisti, a cui sarà chiesto di fornire ulteriori informazioni per comprendere più a fondo l’attività che svolgono nella loro scuola. Una Giuria Nazionale, composta da personalità di spicco provenienti da mondi rappresentativi della società italiana, provvederà a indicare i 5 vincitori. La Giuria sarà individuata dal Ministro Giannini.

Al primo degli insegnanti scelti fra i finalisti andrà un premio pari a 50.000 euro, gli altri quattro riceveranno 30.000 euro ciascuno. Il premio in denaro verrà assegnato alle scuole dei docenti vincitori per la realizzazione di attività e progetti promossi e coordinati dagli insegnanti premiati. Il vincitore del Premio Nazionale Insegnanti sarà valutato dal comitato del Global Teacher Prize al fine del possibile inserimento fra i 50 finalisti mondiali. Tutti i docenti italiani potranno comunque partecipare direttamente all’Edizione Mondiale anche se non hanno aderito al Premio Nazionale.


ITALIAN TEACHER PRIZE
PREMIO NAZIONALE INSEGNANTI

IL MINISTRO GIANNINI PRESENTA LA PRIMA EDIZIONE ITALIANA
LICEO CLASSICO STATALE “ENNIO QUIRINO VISCONTI”
PIAZZA DEL COLLEGIO ROMANO, 4 – ROMA
29 MAGGIO 2016 ORE 18.30

Domenica 29 maggio, alle 18.30, presso il Liceo Classico Statale “Ennio Quirino Visconti” di Roma, in piazza del Collegio Romano 4, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, presenterà la prima edizione del Premio Nazionale Insegnanti, organizzato in collaborazione con il Global Teacher Prize (www.globalteacherprize.org).
Interverranno il direttore della Varkey Foundation, Vikas Pota; la vincitrice dell’Edizione 2016 del Global Teacher Prize, l’insegnante palestinese Hanan Al Hroub; le finaliste italiane, rispettivamente, delle Edizioni 2015 e 2016 del Global Teacher Prize, Daniela Boscolo e Barbara Riccardi.


Lanciato a Roma il ‘Premio Nazionale Insegnanti’
Candidature on line dall’1 luglio su www.italianteacherprize.it

Il Ministro Stefania Giannini:
“Racconteremo al Paese le storie di chi sta ispirando i nostri ragazzi”
Sunny Varkey: “Questo premio aiuterà a rilanciare la centralità dei docenti”
Hanan Al Hrub: “Gli insegnanti italiani fanno la differenza nella vita di tanti giovani”

Si apriranno ufficialmente venerdì 1 luglio 2016 le candidature alla prima edizione italiana del Premio Nazionale Insegnanti, gemellato con il Global Teacher Prize, meglio conosciuto come il Nobel dei docenti. Obiettivo del Premio italiano, valorizzare il ruolo degli insegnanti nella società, portando all’attenzione di tutti le esperienze di quei docenti che sono riusciti ad ispirare in modo particolare i propri studenti, favorendone la crescita come cittadini attivi, e che hanno prodotto un cambiamento rilevante nella comunità scolastica di appartenenza.

L’iniziativa è stata lanciata oggi a Roma, al Liceo Visconti, alla presenza del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini, dell’ideatore del Global Teacher Prize Sunny Varkey, del direttore della Varkey Foundation Vikas Pota, della vincitrice dell’Edizione 2016 del Global Teacher Prize, l’insegnante palestinese Hanan Al Hroub, e delle finaliste italiane delle Edizioni 2015 e 2016  del Global Teacher Prize, Daniela Boscolo e Barbara Riccardi. 

“Il Global Teacher Prize – ha affermato il Ministro Stefania Giannini – ha il merito di valorizzare il ruolo strategico che i docenti rivestono nella vita dei nostri figli. Raccontando le storie di insegnanti speciali, il Premio internazionale porta all’attenzione di un vasto pubblico la possibilità e la capacità che i docenti hanno di incidere sul percorso dei nostri giovani, cittadini del futuro. È per noi un onore lanciare la prima Edizione italiana del Premio alla presenza di Hanan Al Hroub che, nel difficile contesto di un campo profughi, educa i suoi alunni, attraverso il gioco, al rispetto degli altri, alla capacità di ascolto. Anche nel nostro Paese possiamo contare su molte ‘Hanan’, su tanti insegnanti che riescono a fare la differenza nelle loro comunità scolastiche come punti di riferimento per colleghi, famiglie, studenti. Con il Premio Nazionale vogliamo conoscere le loro storie, raccoglierle e raccontarle al Paese”.

“Quando abbiamo lanciato il Global Teacher Prize non avevamo come obiettivo quello di trovare il miglior insegnante al mondo, ma volevamo creare un movimento che portasse alla luce le migliaia di storie di eroi che hanno trasformato le vite di tanti giovani. Volevamo mettere sotto i riflettori il lavoro incredibile che gli insegnanti fanno in tutto il mondo ogni giorno”, ha sottolineato Sunny Varkey. “Sono felice – ha proseguito – che l’Italia, ispirata dal Global Teacher Prize, abbia ora deciso di lanciare un proprio Premio Nazionale”.

“Gli insegnanti italiani incidono positivamente sulla vita di tanti giovani – ha dichiarato Hanan Al Hroub -. Sono loro, i docenti, ad indicare la strada ai loro studenti, a fare da guida. Sto parlando di persone come Barbara Riccardi, Daniela Boscolo e Daniele Manni. Il loro entusiasmo per ciò che insegnano e la loro gioia per il fatto di essere dei docenti sono contagiosi. Sono certa che ci sono tanti altri come loro in Italia che possono essere valorizzati. Per questo invito i genitori e i ragazzi italiani ad individuare modelli postivi e candidare questi docenti al Premio Nazionale”.
“La prima sensazione che ho provato nello scoprire di essere stata nominata tra i candidati del Global Teacher Prize è stata di incredulità – ha raccontato la docente Daniela Boscolo, finalista dell’Edizione 2015 – . Quando mi è arrivata l’e-mail che mi informava della nomina e mi invitava a compilare il format per concorrere al Premio, l’ho cancellata pensando ad una truffa. Alla seconda e-mail ho prestato più attenzione e mi sono chiesta: è possibile che qualcuno abbia così a cuore gli insegnanti da organizzare un concorso con un premio così considerevole? Ebbene, era proprio così e la sensazione dominante è stata quella della gratitudine per l’attenzione verso la nostra professione. Un’attenzione che raramente ci viene dedicata. Esorto quindi i genitori, i colleghi, i dirigenti e chiunque conosca un docente ‘speciale’ ad approfittare dell’occasione del Premio Nazionale Insegnanti per nominare il suo ‘docente del cuore’”.

“Il Premio Nazionale Insegnanti può diventare una straordinaria occasione per mettere in luce le cose che funzionano all’interno delle scuole – ha aggiunto la docente Barbara Riccardi, finalista dell’edizione 2016 del Global Teacher Prize -. Ogni giorno tutti coloro che lavorano nell’istruzione fanno rete per contribuire con le loro abilità e competenze a raggiungere i migliori risultati nell’interesse dei nostri ragazzi. Il Premio è un modo per valorizzare la professione docente non solo all’interno della scuola, ma nella società, poiché la scuola contribuisce, con valori e buone pratiche, alla formazione dei cittadini di domani”.

Il premio, tempi e modalità di partecipazione

Il premio è destinato a docenti attualmente in servizio presso le scuole di ogni ordine e grado. I tempi di svolgimento saranno coordinati con quelli del Premio Internazionale. Dal prossimo 1 luglio sarà possibile candidarsi ed essere candidati esclusivamente on line attraverso il sito www.italianteacherprize.it. La procedura rimarrà aperta fino all’1 ottobre 2016.

Chi vorrà candidare un insegnante dovrà indicarne nome, cognome, istituzione scolastica di appartenenza e allegare una breve motivazione. A quel punto il docente sarà informato via e-mail della candidatura e gli verrà chiesta conferma dell’interesse a partecipare al Premio. Gli insegnanti che aderiranno, a seguito di candidatura da parte di terzi o autocandidatura, dovranno compilare una scheda con dati relativi, fra l’altro, alla loro attività educativa (anni di insegnamento, tipologia di scuola), al contesto in cui operano (ad esempio aree a rischio o aree interne), ai modelli didattici utilizzati, agli eventuali progetti di internazionalizzazione o inclusione messi in atto, alle eventuali attività di volontariato effettuate, alla partecipazione a convegni o eventi sull’istruzione, alle pubblicazioni legate alla propria professione, alle modalità di utilizzo del premio finale. La scheda di adesione è composta da una serie di domande a risposta chiusa (sì/no) e da alcune domande a risposta aperta. Una prima scrematura dei profili avverrà sulla base di questi dati e porterà ad una lista di 50 finalisti, a cui sarà chiesto di fornire ulteriori informazioni per comprendere più a fondo l’attività che svolgono nella loro scuola. Una Giuria Nazionale, composta da personalità di spicco provenienti da mondi rappresentativi della società italiana, provvederà a individuare i 5 finalisti. Al primo di loro andrà un premio pari a 50.000 euro, gli altri quattro riceveranno 30.000 euro ciascuno. Il premio in denaro verrà assegnato alle scuole dei docenti vincitori per la realizzazione di attività e progetti promossi e coordinati dagli insegnanti premiati. Il vincitore del Premio Nazionale Insegnanti sarà valutato dal comitato del Global Teacher Prize al fine del possibile inserimento fra i primi 50 finalisti mondiali. Tutti i docenti italiani potranno comunque partecipare direttamente all’Edizione Mondiale anche se non hanno aderito al Premio Nazionale.

Settimana dell’Amministrazione Aperta

Dal 4 all’11 marzo 2017 si svolge la prima edizione della Settimana dell’amministrazione aperta, sette giorni di iniziative in tutta Italia per promuovere la cultura e la pratica della trasparenza, della partecipazione e dell’accountability sia nelle amministrazioni pubbliche che nella società.

Disponibili dal 9 marzo 2017:

“Questi portali erano molto attesi – sottolinea la Ministra Valeria Fedeli -. Siamo felici di rilasciarli durante una settimana come questa che tiene alta l’attenzione delle cittadine e dei cittadini sul tema della trasparenza e dell’accessibilità delle informazioni. I dati saranno disponibili in formati diversi per consentire a tutte le cittadine e tutti i cittadini di poter navigare nei portali”.

Il portale dei dati della scuola
Il Portale unico dei dati della scuola, previsto dalla  Buona Scuola, mette da oggi a disposizione di tutte le cittadine e i cittadini, delle amministrazioni pubbliche, delle studentesse e degli studenti, delle famiglie, dei giornalisti, del personale della scuola, informazioni e dati sul sistema di Istruzione.
Il Portale, oltre ad attuare il principio di trasparenza, semplifica e garantisce accesso e riutilizzabilità dei dati pubblici: tutti potranno accedere liberamente ai dati del Miur e, secondo i termini della licenza IODL 2.0, potranno utilizzarli anche per lo sviluppo di applicazioni di utilità. Tre le sezioni a disposizione: Open Data, dedicata agli utenti esperti che vogliono consultare ed elaborare dati anche grazie alla spazio SPARQL per le interrogazioni on-line; Esplora i dati, rivolta alla navigazione grafica e “dinamica” dei dati con l’utilizzo dei filtri per trovare ciò che si desidera; Documentale, specifica per gli atti del Ministero.
Con questo primo rilascio vengono messi a disposizione 47 dataset su Scuole, Studenti, Personale, Sistema nazionale di valutazione ed Edilizia scolastica. I dataset, completi di tracciati e metadatazione, sono rilasciati nei formati csv, json, rdf, xml ed è possibile interrogare i dati con il linguaggio SPARQL, disponibile grazie ad un modulo applicativo EndpointSPARQL. Quindi, con riferimento al modello qualitativo dei dati aperti su Web (cosiddetto Modello 5 stelle) tutti i dataset sono di livello 4 stelle. Il Portale sarà via via aggiornato ed arricchito con nuove aree, nuovi dataset, con aggiornamenti dei dati e creazione di ambienti didattici e si darà seguito ai Linked Open Data (ultimo livello del Modello 5 stelle) che permettono i collegamenti (interlinking) verso altri enti. Tutti gli utenti potranno inviare il proprio feedback, grazie ad un link predisposto in ogni pagina: compilando un breve ed anonimo questionario, si potranno valutare le varie aree del portale e inviare i propri suggerimenti.

Il portale dell’Istruzione superiore
Il nuovo portale dei dati dell’istruzione superiore del Miur è dedicato alla presentazione e al rilascio dei dati relativi all’Università , agli Istituti AFAM e al Diritto allo Studio. Il portale è anche in questo caso aperto al pubblico e si rivolge agli esperti del settore e a tutti coloro, fra le cittadine e i cittadini, che vogliono comprendere ed analizzare il mondo dell’istruzione superiore. Nella sezione Esplora i dati sono previsti due macro percorsi tematici per guidare l’utente nell’esplorazione dei dati relativi a Didattica (Università e AFAM) e Diritto allo Studio. Nella parte dedicata alla Didattica la navigazione sui dati avverrà selezionando un’area geografica (regione) e/o una tipologia di Ateneo (ad esempio, Statali) o AFAM (ad esempio, “Accademia di Belle Arti”). Nella sezione Diritto allo studio si potranno visualizzare tabelle e grafici con filtro per Regione, Enti per il Diritto allo studio, Collegi universitari.

Nella parte dedicata agli Open Data è prevista una raccolta di dataset dei principali aggregati di interesse pubblico relativi all’ultimo anno disponibile. La sezione Esplora i dati sarà aggiornata nelle prossime settimane con nuove informazioni ed ulteriori  funzionalità che consentiranno una navigazione sempre più immediata e completa. Inoltre, nella sezione Open data, prossimamente verranno rilasciati nuovi dataset che metteranno a disposizione l’intero patrimonio informativo degli ultimi anni sul sistema di istruzione terziaria.


#SAA2017 dal 4 marzo al via la Settimana dell’Amministrazione Aperta
Anche il Miur partecipa con eventi il 9 e 10 marzo

Seminari, hackathon, dibattiti pubblici, webinar e tanto altro ancora: sette giorni di iniziative in tutta Italia per promuovere la cultura e la pratica della trasparenza, della partecipazione e dell’innovazione nelle amministrazioni pubbliche e nella società. È la Settimana dell’Amministrazione Aperta che prende il via nella giornata in cui in tutto il mondo si celebra l’Open Data Day e che andrà avanti fino all’11 marzo.

Il Miur parteciperà con due eventi.

Il 9, nel corso dell’#OpenMiurDay, sarà reso disponibile il Portale unico dei dati della scuola. La navigazione, semplice e intuitiva, consentirà a tutte le cittadine e tutti i cittadini di accedere a numerosi dati e informazioni che consentiranno di conoscere e approfondire il sistema di istruzione nazionale. Il giorno dopo al Ministero si terrà il primo hackathon sui dati della scuola. Il Ministero dispone infatti di un grande patrimonio di dati, frutto delle procedure amministrative e gestionali, di apposite rilevazioni statistiche, delle attività di valutazione e autovalutazione della didattica e della ricerca. Le informazioni raccolte sono state finora utilizzate per la formulazione delle politiche e per l’analisi dei sistemi scolastico, universitario e della ricerca e solo parzialmente messe a disposizione in modo aperto al più ampio pubblico.

Il MIUR, come previsto nel Piano Nazionale Scuola Digitale (http://www.istruzione.it/scuola_digitale/) e come raccomandato nel rapporto ‘Big Data@MIUR’ (http://www.istruzione.it/allegati/2016/bigdata.pdf), è nelle condizioni di realizzare una strategia di sistematica valorizzazione dell’informazione sia per il soddisfacimento delle istanze sociali di trasparenza e responsabilizzazione della PA in un’ottica di open government, sia per offrire alle studentesse e agli studenti la materia prima per accompagnare la formazione e la crescita dei futuri scienziati dei dati. Il primo hackathon sui dati della scuola sarà l’evento di avvio per l’attuazione della strategia sui dati della scuola.

La SAA nasce nell’ambito delle iniziative di open government avviate dal Dipartimento della Funzione Pubblica che, su proposta delle organizzazioni della società civile aderenti all’Open Government Forum, ha assunto l’impegno di promuovere la Settimana dell’Amministrazione Aperta ogni anno, nell’ambito del terzo Piano d’Azione OGP.

Per maggiori informazioni  sulla Settimana dell’Amministrazione Aperta su open.gov.it/saa

Gli eventi si possono seguire in diretta su twitter con l’hashtag #SAA2017

Le studentesse contano!

L’8 marzo 2017, Giornata delle donne, parte la seconda edizione del mese delle #Stem  (Science, Technology, Engineering and Math), iniziativa realizzata in collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha l’obiettivo di sensibilizzare sul tema delle pari opportunità e sul superamento degli stereotipi.


#8 marzo, Fedeli lancia “Le studentesse contano!”
Al via la seconda edizione del mese delle #Stem
Per la Giornata delle donne al Miur incontro
sul linguaggio dell’Amministrazione

“Chi ha detto che la matematica e le materie scientifiche o tecnologiche non sono adatte alle ragazze? Non c’è nulla che una studentessa e uno studente non possano ottenere impegnandosi. Il nostro è il Paese di Rita Levi Montalcini, una delle più grandi scienziate della storia. Un Paese con incredibili studiose e ricercatrici. Purtroppo le nostre ragazze sono condizionate inconsapevolmente da pregiudizi e stereotipi secolari. Voi studentesse contate. Non lasciate che qualcuno affermi il contrario”. La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, lancia la seconda edizione del Mese delle #Stem che prenderà il via domani, #8marzo, in occasione della Giornata Internazionale della Donna.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e rientra nella strategia di attuazione della Buona Scuola (comma 16) e nell’azione 20 prevista dal Piano Nazionale Scuola Digitale.

Il Mese delle #Stem ha l’obiettivo di sensibilizzare le ragazze e i ragazzi sul tema delle pari opportunità e sul superamento degli stereotipi  e delle false credenze, fra cui quella che vorrebbe le studentesse meno inclini allo studio delle cosiddette discipline Stem (acronimo di Science, Technology, Engineering and Math).
Cosa accadrà, dunque, da domani? Per un mese tutte le scuole italiane potranno collegarsi al sito del Miur www.noisiamopari.it e avere accesso a materiali informativi raccolti grazie al coinvolgimento di enti, associazioni ed esperti e messi a disposizione per sensibilizzare e orientare le studentesse e gli studenti allo studio delle materie scientifiche e tecnologiche. Le ragazze e i ragazzi potranno conoscere le esperienze di vita e professionali di scienziate e ricercatrici, potranno mettersi alla prova attraverso percorsi di formazione e didattica specifica o in giochi logico-matematici, potranno entrare in contatto con le ricadute di queste discipline nella quotidianità e nel processo di sviluppo del Paese.

Ogni scuola potrà, inoltre, aderire all’iniziativa “Le studentesse contano!” selezionando una ragazza talentuosa e appassionata ad una di queste discipline, alla quale destinare un percorso di formazione specifico, che verrà svolto con il coinvolgimento dell’intero istituti di appartenenza. Tutti i materiali prodotti e tutte le attività – che potranno essere svolte anche in orario extrascolastico –  costituiranno una documentazione di buone pratiche che sarà ospitata sul sito del Miur.

Le studentesse appassionate di una delle materie STEM potranno inviare un videomessaggio che racconti la loro esperienza. Il video non dovrà superare i 60 secondi e dovrà cominciare con la frase “Io conto perché…”

La giornata dell’8 marzo sarà dedicata anche alla riflessione sul superamento del divario fra uomini e donne nel linguaggio, a partire da quello amministrativo. Alle ore 12.30 nella Sala della Comunicazione del Miur, si terrà infatti il convegno dal titolo “Donne e linguaggio dell’amministrazione”, tavola rotonda sull’utilizzo dei generi grammaticali nella redazione di testi normativi e degli atti del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

All’incontro prenderanno parte la Ministra Fedeli, che ha fortemente voluto questo momento di approfondimento; Claudio Mazzarini, Presidente dell’Accademia della Crusca; Cecilia Robustelli, docente di Linguistica e filologia all’Università di Modena e Reggio Emilia; Sabrina Bono, prima Capo di Gabinetto donna del Miur, e Claudia Arletti, vice caporedattrice de “La Repubblica” e curatrice della collana L’Italiano edito da La Repubblica e l’Accademia della Crusca. Il linguaggio di genere”. A valle dell’incontro, sarà istituito un gruppo di lavoro interno al Ministero per la redazione di un documento di indirizzo sul linguaggio da utilizzare all’interno dell’Amministrazione.

A completamento di questo momento di approfondimento, verranno inoltre intitolate all’interno del Miur due sale: una a Tullio De Mauro, il linguista recentemente scomparso cui si deve uno studio e una ricerca sulla nostra lingua che sono eredità straordinaria per il nostro Paese, l’altra a Franca Falcucci, prima donna a ricoprire l’incarico di Ministra dell’Istruzione negli anni ’80 del secolo scorso, il cui contributo è stato determinante per la costruzione di una scuola inclusiva nei confronti delle studentesse e degli studenti con disabilità. Durante il corso della giornata, la Ministra Fedeli parteciperà alle 11 alle celebrazioni della Giornata Mondiale della Donna che si terranno al Quirinale alla presenza del Presidente Mattarella, che premierà le scuole vincitrici del concorso “Donne per la pace”.


Giornata Europea dei Giusti

La Giornata europea dei Giusti (European day of the Righteous) è celebrata ogni anno il 6 marzo, anniversario della morte di Moshe Bejski, per commemorare coloro che si sono opposti ai genocidi ed ai totalitarismi.


Giornata Europea dei Giusti, Fedeli: “Celebrazione importante
mette al centro responsabilità, tolleranza, solidarietà”

‘I Giusti del dialogo: l’incontro delle diversità per superare l’odio’ è il tema scelto quest’anno per la Giornata europea dei Giusti che si celebra oggi in oltre cinquanta città italiane e nel mondo. La Giornata è stata istituita dal Parlamento Europeo su proposta di Gariwo (l’acronimo di Gardens of the Righteous Worldwide) nel 2012.

“La Giornata Europea dei Giusti è una celebrazione di grande valore, perché sottolinea  l’importanza della responsabilità, della tolleranza, della solidarietà e ci ricorda l’insegnamento scritto nel Talmud: Chi salva una vita salva il mondo intero” sottolinea la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli.

“Che lottino contro i fondamentalismi, la pulizia etnica, i genocidi o che vengano in soccorso di quanti tentano di lasciare i propri Paesi dilaniati dalle guerre, i Giusti sono al contempo la spina nel fianco dei prepotenti e la parte migliore dell’umanità – sottolinea Fedeli-. Sono donne e uomini che scelgono di mettere a repentaglio la propria vita, il proprio status e il proprio benessere per una causa più alta, la salvezza di altri esseri umani”.

Le celebrazioni della Giornata andranno avanti anche nei prossimi giorni con un fitto programma di eventi. In particolare, la Ministra Fedeli parteciperà alla cerimonia di piantumazione di alcuni ciliegi commemorativi, il prossimo 15 marzo, presso il Giardino dei Giusti di Milano sul Monte Stella, insieme al Sindaco di Milano, Giuseppe Sala; al Presidente del Consiglio Comunale di Milano, Lamberto Bertolé; a Gabriele Nissim; al Vicepresidente dell’UCEI Giorgio Mortara; a Piotr Jakubowski, rappresentante del Giardino dei Giusti di Varsavia; al portavoce di Amnesty International Italia in rappresentanza di Raif Badawi, Riccardo Noury; al Direttore del Centro di Ricerche Etty Hillesum, Klaas Smelik, e al ciclista della memoria Giovanni Bloisi. Quest’anno i ciliegi saranno piantati per ricordare Etty Hillesum, la giovane ebrea olandese morta ad Auschwitz che rifiutò la logica dell’odio verso i tedeschi nonostante la persecuzione; Lassana Bathily, il musulmano che ha nascosto gli ebrei nell’Hyper Cacher di Parigi nell’attentato del 2015; Raif Badawi, blogger saudita simbolo della lotta per una società libera dal fondamentalismo e Pinar Selek, la scrittrice turca costretta all’esilio per aver difeso i diritti delle minoranze.

La cerimonia sul Monte Stella sarà il culmine delle celebrazioni italiane che si aprono oggi con l’inaugurazione del Giardino Virtuale dei Giusti, presso la Sala Alessi di Palazzo Marino.

Giornata internazionale per le donne e le ragazze nella scienza

Giornata internazionale per le donne e le ragazze nella scienza
Fedeli: “Loro contributo essenziale per il progresso della società”
Dall’8 marzo al via la seconda edizione del “Mese delle Stem”

È un “augurio a sognare senza limitazioni, anche controcorrente” quello che la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli rivolge alle studentesse e alle ricercatrici italiane in occasione della Giornata internazionale per le donne e le ragazze nella scienza, promossa dall’Onu a partire dal 2015 per abbattere stereotipi di genere e costruire una società di pari opportunità, prerequisito fondamentale per un futuro di crescita sostenibile.

“Troppo spesso – aggiunge Fedeli – le nostre ragazze sono condizionate inconsapevolmente da pregiudizi e stereotipi secolari che le vogliono non inclini per natura allo studio del sapere scientifico. ‘Non è roba per te’, ‘non sono cose da femmine’: sono espressioni che abbiamo sentito rivolgere a noi stesse più volte nella vita. Non è così. Non c’è niente che una studentessa o uno studente italiano non possano ottenere studiando e impegnandosi in uno sforzo di conoscenza. Il nostro obiettivo, un obiettivo che trova stimolo nell’articolo 3 della nostra Costituzione, è quello di creare una scuola, un’università, un mondo della ricerca di pari opportunità, che abbattano stereotipi culturali e forniscano a tutte le ragazze e a tutti i ragazzi uguali strumenti di crescita in linea con le loro ambizioni e con il loro desiderio di futuro. Per questo come Ministero, in collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, stiamo realizzando una serie di iniziative per avvicinare le nostre ragazze alle cosiddette discipline Stem (Science, Technology, Engineering, Mathematics) e proseguiremo su questa doverosa strada per avere una società che sappia fare della diversità di genere occasione di sviluppo e arricchimento, in linea con gli obiettivi globali delineati dall’Agenda 2030 dell’Onu per lo sviluppo sostenibile”.

In particolare, a partire dalla data simbolica dell’8 marzo, prenderà il via la seconda edizione del ‘Mese delle Stem’, sperimentata già un anno fa per stimolare le scuole a promuovere, con il supporto di università, enti esterni, associazioni, imprese, attività didattiche legate alle discipline scientifiche. I progetti potranno riguardare anche la formazione degli insegnanti. Nei prossimi giorni il Ministero, in collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità, metterà a disposizione sul sito www.noisiamopari.it, con richiamo sul sito istituzionale www.istruzione.it, una piattaforma su cui potranno essere caricate le proposte di progetto e attività.

“Il nostro è il Paese di Rita Levi Montalcini, una delle più grandi scienziate della storia. Ed è pieno di studiose e ricercatrici che, vincendo le resistenze culturali con la propria determinazione e la propria passione, svolgono la loro attività qui in Italia e all’estero. Di recente, grazie al piano straordinario di assunzione di ricercatori, numerosi enti di ricerca hanno potuto avvalersi delle capacità di donne che hanno fatto della scienza il proprio percorso di vita e professionale. Continuiamo a lavorare in questa direzione, perché una società che cammina verso il futuro su una sola gamba è una società a mobilità ridotta. Non possiamo permetterci di disperdere un patrimonio prezioso di intelligenze”, conclude la Ministra.

Giorno del ricordo

Con la Legge 30 marzo 2004, n. 92, la Repubblica riconosce il 10 febbraio quale ‘Giorno del ricordo, al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della piu’ complessa vicenda del confine orientale’.


Giorno del Ricordo delle Foibe e dell’Esodo Giuliano – Dalmata:
a Montecitorio le celebrazioni con centinaia di studenti.
Fedeli: “La scuola in prima linea nella trasmissione del ricordo,
da memoria attiva dipende cittadinanza responsabile”

In occasione del Giorno del Ricordo delle Foibe e dell’esodo Giuliano – Dalmata, che si celebra il 10 febbraio, centinaia di ragazze e ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado, accompagnati dagli insegnanti, riempiranno gli scranni dell’Aula di Palazzo Montecitorio, a partire dalle ore 11, insieme ai tanti componenti delle Associazioni degli Esuli.

Ai saluti introduttivi della Presidente della Camera Laura Boldrini seguiranno gli interventi del Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Angelino Alfano, di Davide Rossi docente dell’Università di Trieste, del Presidente della Federazione delle Associazioni degli esuli istriani fiumani e dalmati Antonio Ballarin. Sarà presente il Presidente del Senato, Pietro Grasso.

Al termine della manifestazione, la Presidente Boldrini e il Sottosegretario all’Istruzione, Università e Ricerca Gabriele Toccafondi, consegneranno le targhe premio alle scuole vincitrici del concorso “10 febbraio – Nasce la Repubblica italiana senza un confine”, promosso dal Miur e dalle Associazioni degli Esuli. L’iniziativa, giunta alla sua settima edizione, è rivolta alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado con la finalità di promuovere l’educazione europea e la cittadinanza attiva, di sollecitare l’approfondimento della storia italiana attraverso una migliore conoscenza dei rapporti storici, geografici e culturali nell’area dell’Adriatico orientale e di migliorare la conoscenza delle vicende del confine orientale italiano e l’esodo dei cittadini italiani dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia.

L’edizione di quest’anno del concorso che ha invitato docenti e studenti a riflettere sul contesto storico e politico dell’epoca, sia a livello internazionale che nazionale, e a tentare una comparazione tra i fatti di allora e i casi che si prospettano in altre regioni europee investite in tempi più o meno recenti da processi di dissoluzione delle precedenti sovranità, di rivendicazione territoriale, di nuovi confini etnici non ancora riconosciuti e/o contestati.

Il Miur ha inoltre inviato una circolare alle scuole che invita a celebrare il Giorno del Ricordo del 10 febbraio con momenti di approfondimento e riflessione.

“Quella delle Foibe è stata una pagina molto dolorosa della storia e la scuola è in prima linea nella trasmissione di un ricordo che per troppo tempo non ha avuto il giusto spazio nella nostra memoria collettiva – sottolinea la Ministra Valeria Fedeli -. Abbiamo il dovere di promuovere e supportare una memoria attiva perché è da quella che dipende una cittadinanza responsabile per le nostre ragazze e i nostri ragazzi. Il Ministero è da tempo impegnato su questo fronte e anche quest’anno rinnova l’invito alle scuole a dedicare momenti di approfondimento e riflessione in occasione del Giorno del Ricordo”.