5 aprile Professionalità Docenti

Dal 5  aprile al 15 maggio 2012 è attiva su Istanze on linela procedura che consente ai docenti a tempo indeterminato nelle scuole statali di aggiornare, personalmente e annualmente, la propria scheda personale (vd. Note 4 aprile 2012, Prot. n. 1623 e n. 1624).

Di seguito il comunicato del MIUR e le FAQ:

Da oggi, su “Istanze on line”, il docente può direttamente e in breve tempo aggiornare la propria scheda professionale

(05.04.12) A partire da quest’anno, l’aggiornamento e l’implementazione delle informazioni che riguardano la professionalità dei docenti a tempo indeterminato, nelle scuole statali di ogni ordine e grado, sarà a cura dei docenti stessi.
I docenti potranno inserire direttamente, con cadenza annuale, gli ulteriori titoli culturali e professionali via via conseguiti, aggiornando la propria scheda dall’area riservata di “Istanze on line” (POLIS). La procedura è semplice e richiede poco tempo.
Tale approccio da un lato garantisce un aggiornamento puntuale e completo delle informazioni relative alla professionalità dei docenti e dall’altro rappresenta un ulteriore passo verso la digitalizzazione della pubblica amministrazione.

Frequently Asked Questions (Aggiornato il 19 aprile 2012)

A) Accesso al sistema POLIS
1. Non ricordo la password per accedere alla casella di Posta elettronica Istruzione.
Cosa devo fare?
Per recuperare la password deve andare alla sezione Assistenza dell’area Posta
elettronica (http://archivio.pubblica.istruzione.it/webmail/posta_docenti.shtml), selezionare
la voce Docenti/dirigenti e cliccare su recupero password. Se non ricorda la risposta alla
domanda per il recupero, oppure la stessa non è presente, deve recarsi alla propria
segreteria scolastica e richiederne il reset della password.
2. Ho effettuato la registrazione su Istanze on line. Cosa devo fare per accedere al
servizio?
Per accedere al servizio istanze on-line, dopo aver inserito username e password
nell’apposito spazio “Accedi ai servizi” si deve:
– inserire, per verifica, il Codice Fiscale e il Codice Personale Temporaneo (CPT) che
ha ricevuto con messaggio di posta elettronica da parte del Ministero al momento
della registrazione, confermare e premere “esci” per concludere la procedura;
– stampare il modulo allegato alla conferma della registrazione e recarsi presso la
scuola per il riconoscimento;
– attendere l’e-mail di attivazione dell’utenza;
– accedere al sistema Istanze on line con username e password (sempre quelle della
posta istituzionale) e procedere alla modifica (obbligatoria) del codice personale
temporaneo (CPT).
Se la procedura si è conclusa positivamente appare una schermata di conferma.
B) Compilazione Scheda e termine della procedura
1. Il docente visualizza solo le informazioni relative alle sezioni Anagrafica e Titoli di
Studio.
Per visualizzare e compilare tutte le sezioni della scheda, i docenti in possesso del
Diploma di Laurea devono inserire nella sezione Titoli di studio la data di conseguimento
(in formato gg/mm/aaaa) del titolo per l’accesso al ruolo; i docenti in possesso del diploma
devono comunque accedere alla sezione e salvarla.
2. Il docente può inserire nella scheda titoli acquisiti nell’anno scolastico in corso?
1 Al fine di rendere più agevole il reperimento delle nuove Faq di volta in volta inserite nelle sezioni per
argomento, si indicano nel titolo, con riferimento alla data di aggiornamento, sezione (solo la lettera) e
numero delle nuove FAQ).
Il docente può inserire anche i titoli conseguiti nel corrente anno scolastico alla data di
compilazione (30 aprile 2012)
3. Il docente dichiara di non avere titoli da aggiornare. Cosa deve fare?
Si deve comunque entrare nella scheda professionalità docente per inserire la data di
conseguimento della laurea che lo scorso anno non era richiesta e procedere con il
salvataggio della scheda.
4. Il personale educativo dei convitti deve compilare la scheda?
La scheda professionalità docenti riguarda attualmente il personale docente a tempo
indeterminato delle Istituzioni scolastiche statali.
5. Digitando il pulsante “Concludi e crea Pdf” mi viene richiesto il codice personale.
Cosa devo fare se non lo ricordo?
Il docente, per recuperare il codice personale, deve andare nell’area Gestione Utenza di
Polis, cliccare sulla dicitura “Recupero codice personale” e seguire le indicazioni.
6. I docenti collocati fuori ruolo permanentemente devono compilare la scheda?
No, possono non compilare la scheda professionalità docenti.
C) Anagrafica
1. Il docente, nella sezione anagrafica, visualizza una decorrenza giuridica che non
contempla la retrodatazione.
Il dato relativo alla retrodatazione della decorrenza giuridica, pur non essendo visualizzato
nella scheda, è comunque presente al sistema. Non occorre pertanto segnalare tale
difformità né alle Segreterie delle proprie Istituzioni scolastiche né agli Uffici Territoriali
competenti, anche se ciò è stato in alcuni casi precedentemente indicato.
2. L’informazione sulla retrodatazione della decorrenza giuridica verrà aggiornata sulla
scheda?
Il dato relativo alla retrodatazione della decorrenza giuridica, laddove valorizzato, verrà a
breve riportato nella sezione anagrafica della scheda professionalità docente.
D) Titoli di studio
1. Tra i diploma di laurea non trovo Scienze della Formazione Primaria.
Il codice della laurea in Scienze della formazione primaria è L-19/S e nell’elenco che si
visualizza si trova in sest’ultima posizione.
2. Tra i diplomi di istruzione artistica non trovo il diploma di Conservatorio di musica –
Saxofono. Dove devo inserire questo diploma?
In tutti i casi in cui non è indicato lo specifico strumento si deve valorizzare la voce
generica B003 – DIPLOMA DI CONSERVATORIO DI MUSICA.
L’elenco dei diplomi sarà integrato con i Diplomi di Conservatorio di Musica relativi a:
Saxofono, Jazz, Fisarmonica, Musica Elettronica e Percussioni.
Per altri eventuali specifici Diplomi si può valorizzare la voce generica “Diploma di
Conservatorio di Musica”.
3. Posso inserire anche il diploma di laurea in Scienze della Formazione Primaria –
indirizzo Infanzia?
Il codice della laurea in Scienze della formazione primaria – Infanzia è stata inserita
nell’elenco delle lauree con il codice L-19/SI.
4. Sono un docente a tempo indeterminato in possesso di una laurea conseguita
presso una Università straniera. Come posso inserire questo titolo?
Nell’elenco delle lauree sarà a breve disponibile la voce: L-EST Laurea conseguita
all’estero.
E) Abilitazioni
Nessuna segnalazione
F) Certificazioni
1. Se un docente è in possesso del diploma di laurea in Lingua e letteratura inglese
può indicare che è in possesso della certificazione linguistica in lingua inglese? E
se si che livello deve inserire?
Si, per il personale scolastico il recente decreto sulle certificazioni delle competenze
linguistiche – D.M. del 7 marzo 2012, all’art. 4 c.1 stabilisce che il possesso della laurea
magistrale in lingua straniera corrisponde alla certificazione della corrispondente lingua
straniera, livello C1 secondo il Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue
(QCER).
G) Altri Titoli
1. Posso inserire i titoli conseguiti nel corrente anno scolastico?
Certamente, si possono inserire tutti i titoli conseguiti entro il 30 aprile 2012 e anche gli
incarichi relativi all’anno scolastico in corso.
2. Il titolo di perfezionamento in mio possesso non ha l’indicazione del numero di
crediti formativi (CFU), posso inserirlo ugualmente?
No, nella sezione “Altri titoli” il campo crediti è obbligatorio per salvare correttamente la
sezione.
Se nel titolo posseduto compare la durata in ore, tenuto conto che 25 ore corrispondono
ad 1 credito, si può procedere al calcolo dei crediti.
Nel caso in cui nel titolo non siano esplicitate le ore complessive, è opportuno rivolgersi
all’Università che ha rilasciato il titolo, per avere informazioni in merito.
3. Il Master conseguito nel 1995 non riporta né il numero dei crediti né le ore
complessive e l’Università mi ha confermato che il titolo è stato conseguito prima
dell’introduzione del sistema dei crediti. Non posso inserire il Master?
Nella sezione “Altri titoli” sarà possibile inserire i titoli che non riportano né ore né crediti,
purché conseguiti entro il 31/12/2001, senza valorizzare il campo crediti formativi.
H) Incarichi
Nessuna segnalazione
I) Mobilità all’estero
Nessuna segnalazione
L) Formazione e pubblicazioni
1. Ho delle pubblicazioni senza codice ISSN/ISBN. Posso indicarle?
A breve sarà possibile indicare il numero di pubblicazioni anche in assenza di codice ISSN
o ISBN.

Disegno di Legge (5.4.12)

Disegno di legge

Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita

Capo I
Disposizioni generali

Capo II
Tipologie contrattuali

Capo III
Disciplina in tema di flessibilità in uscita e tutele del lavoratore

Sezione I – Disposizioni in materia di licenziamenti individuali
Sezione II – Disposizioni in materia di licenziamenti collettivi
Sezione III – Rito speciale per le controversie in tema di licenziamenti

Capo IV
Ammortizzatori sociali, tutele in costanza di rapporto di lavoro e protezione dei lavoratori
anziani

Sezione I – Ammortizzatori sociali
Sezione II – Tutele in costanza di rapporto di lavoro
Sezione III – Interventi in favore dei lavoratori anziani e incentivi all’occupazione

Capo V
Ulteriori disposizioni in materia di mercato del lavoro

Capo VI
Politiche attive e servizi per l’impiego

Capo VII
Apprendimento permanente

Capo VIII
Copertura finanziaria

Nota 5 aprile 2012, Prot. AOODGSC n. 1793

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Dipartimento per l’Istruzione

Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione

 

 

Ai Direttori Generali

degli Uffici Scolastici Regionali

LORO SEDI

 

Al Sovrintendente Scolastico

per la Regione Valle d’Aosta

AOSTA

 

Al Sovrintendente Scolastico

per la scuola in lingua italiana

BOLZANO

 

All’ Intendente Scolastico

per la scuola in lingua tedesca

BOLZANO

 

All’ Intendente Scolastico

per la scuola delle località ladine

BOLZANO

 

Al Dipartimento per l’Istruzione

per la Provincia di

TRENTO

 

Ai Dirigenti scolastici

delle scuole di ogni ordine e grado

LORO SEDI

 

Oggetto: Prosecuzione delle attività didattiche relative alla mostra “Fare gli italiani”

 

A seguito del grande successo riscosso nel 2011, con oltre 120.000 studenti che hanno usufruito dei laboratori e delle attività didattiche proposte, la mostra “Fare gli italiani” – organizzata presso le Officine Grandi Riparazioni di Torino dal Comitato Italia150 – prosegue fino al 4 novembre 2012 arricchita di una nuova sezione – LA FORZA DELL’UNITÀ – e da nuovi laboratori.

 

La mostra Fare gli italiani. 150 anni di storia nazionale, è un’ulteriore occasione per proseguire le celebrazioni dei centocinquanta anni dell’Unità d’Italia, grazie ad un allestimento multimediale che segue le tappe fondamentali della nostra Storia e racconta la storia di ognuno di noi e di come siamo diventanti italiani lungo i 150 di vita del nostro Paese.

 

Su uno spazio di più di 10.000 mq., attraverso l’unione di diversi strumenti e linguaggi e grazie al supporto delle nuove tecnologie, gli studenti potranno seguire il percorso della nostra unificazione come comunità nazionale. La nuova sezione della mostra – dal titolo La Forza dell’unità – indaga il cammino che ha portato l’Italia ad essere una realtà politica ed economica importante secondo quattro assi cronologici: l’economia, la partecipazione politica, la vita quotidiana e la cultura.

 

Si ritiene utile inoltre segnalare il progetto 150digit, nato dalla collaborazione tra il Ministero dell’Istruzione e il Comitato Italia 150 per la scuola del Web 2.0 che si concretizza in una piattaforma digitale che contiene i materiali delle esposizioni del 150° e in particolare della mostra Fare gli italiani. In questo ambiente le scuole e gli studenti possono intervenire, contribuendo allo sviluppo dei temi trattati e attingendo materiali (tra cui foto e video) per i propri approfondimenti. Per la sua struttura, 150Digit (a cui si accede attraverso il sito www.150digit.it) valorizza le lavagne interattive, progetto al quale il Ministero ha dedicato negli ultimi anni moltissima attenzione.

 

Data l’importanza delle tematiche trattate si invitano le SS.LL., nel rispetto dell’autonomia didattica ed organizzativa, a prendere visione delle diverse possibilità di partecipazione offerte alle scuole sul sito www.officinegrandiriparazioni.it/scuole/ e www.150digit.it.

 

IL DIRETTORE GENERALE

f.to Giovanna BODA

 

Sentenza Consiglio di Stato 5 aprile 2012, n. 2032

N. 02032/2012 REG.PROV.COLL.
N. 00488/2012 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Consiglio di Stato
in sede giurisdizionale (Sezione Sesta)
ha pronunciato la presente

SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 488 del 2012, proposto dai signori [omissis], rappresentati e difesi dall’avv. Fabio Rossi, con domicilio eletto presso [omissis];
contro il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca – Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Generale dello Stato, domiciliataria per legge in Roma, via dei Portoghesi, 12;
per l’ottemperanza della sentenza del CONSIGLIO DI STATO – SEZ. VI n. 4286/2011, resa tra le parti;

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Visti l’atto di costituzione in giudizio del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca – Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia;
Viste le memorie difensive;
Visto l ‘art. 114 del codice del processo amministrativo;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 20 marzo 2012 il consigliere di Stato Maurizio Meschino e udito per le parti l’avvocato Rossi;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO
1. I ricorrenti in epigrafe, tutti docenti supplenti inseriti nelle graduatorie ad esaurimento delle Province di Enna e Catania, hanno impugnato la sentenza del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, n. 3299 del 2010, con cui è stato respinto il ricorso, da essi proposto, avverso i decreti con cui il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ha in più momenti atteso alla determinazione del contingente nazionale di immissione in ruolo del personale docente e alla successiva distribuzione dello stesso per province e regioni.
2. Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 4286 del 2011, ha accolto l’appello “nei limiti di cui in motivazione” e ha condannato l’Amministrazione al pagamento delle spese del giudizio liquidate nel complesso in euro 5.000,00 (cinquemila/00).
3. Con il ricorso in epigrafe si deduce la mancata esecuzione della citata sentenza del Consiglio di Stato n. 4286 del 2011 da parte delle Amministrazioni soccombenti.
4. Nella camera di consiglio del 20 marzo 2012 la causa è stata trattenuta per la decisione.

DIRITTO
1. Nella sentenza di questo Consiglio di Stato, n. 4286 del 2011, rigettate le censure proposte dagli appellanti avverso i decreti ministeriali impugnati quanto al sottodimensionamento del numero delle assunzioni disposto a livello nazionale (25.000 per l’anno scolastico 2008 – 2009), si giudicano invece fondate le censure dedotte sulla “assenza di un’adeguata motivazione, e a monte di una congrua istruttoria a sostegno della disposta ripartizione del contingente fissato di assunzioni tra le province di Catania ed Enna e tra le province, meridionali e quelle del centro-nord”.
Al riguardo si afferma: a) che l’Amministrazione ha eseguito una prima ordinanza istruttoria del Collegio, indicando quale criterio adottato, per la ripartizione del personale tra le diverse regioni e province, quello “della proporzionalità al numero dei posti disponibili…dopo l’espletamento delle operazioni di mobilità del personale della scuola, tenendo conto dell’esigenza di non creare soprannumero nel corso del triennio scolastico 2007-2009”, non ha invece dato seguito ad una seconda ordinanza istruttoria volta in particolare a conoscere “le modalità aritmetiche o logiche con cui si è provveduto alla concreta applicazione” del detto criterio; b) cosicché, assegnato il dovuto rilievo probatorio al comportamento processuale serbato dall’Amministrazione, il Collegio è indotto “ad apprezzare favorevolmente le censure di difetto di istruttoria e motivazione dedotte dai ricorrenti riguardo alla disposta ripartizione del contingente fissato di assunzioni tra le province di Catania ed Enna e tra le province meridionali e quelle del centro-nord”, per cui “alla stregua delle esposte ragioni va pertanto accolto l’appello nei limiti illustrati con conseguente riforma della sentenza impugnata e annullamento degli atti impugnati in primo grado, limitatamente alla ripartizione del contingente fissato di assunzioni tra le varie regioni e province italiane.”.
2. Con il ricorso in epigrafe si deduce che:
– a seguito della pronuncia caducatoria di un provvedimento amministrativo in sede giurisdizionale, affinché il ricorrente vittorioso ottenga il bene della vita che gli è stato sottratto dall’esercizio illegittimo del potere amministrativo, sorge l’obbligo per l’Amministrazione di ripristinare la situazione di fatto o di diritto preesistente al provvedimento impugnato, essendo volto a questo fine il giudizio di ottemperanza;
– nella specie, pur essendo stati annullati i decreti impugnati di immissione in ruolo, l’Amministrazione ha omesso di rinnovare la relativa attività amministrativa con cui avrebbe dovuto: individuare i posti vacanti in ciascuna provincia, per gli anni scolastici 2008-2009 e 2009-2010, rinnovare i decreti di immissione in ruolo per tali anni con la esplicitazione della metodologia adottata e disporre in via retroattiva le assunzioni a tempo indeterminato eventualmente mancanti nelle province di Catania ed Enna.
Si conclude quindi chiedendo sia ordinato alle Amministrazioni soccombenti di eseguire la detta sentenza, con la nomina contestuale di un commissario ad acta e la fissazione, ai sensi dell’art. 114, comma 4, lett. e), del Codice del processo amministrativo, di una somma di denaro a carico delle Amministrazioni e a favore dei ricorrenti per ogni ritardo nell’esecuzione del giudicato. Si chiede anche che le spese legali al cui pagamento sia condannata l’Amministrazione, se soccombente ad esito del presente ricorso per ottemperanza, vengano distratte a favore del difensore dei ricorrenti “che dichiara di averle anticipate”.
3. Il ricorso deve essere accolto nei termini che seguono.
3.1. L’Amministrazione ha l’obbligo di eseguire il giudicato (art. 112, comma 2, lett. a) del Codice del processo amministrativo) al fine della piena garanzia della effettività della tutela giurisdizionale, e vi deve provvedere secondo quanto nel giudicato sia statuito, poiché la sentenza di annullamento di provvedimenti amministrativi produce, con l’effetto caducatorio della eliminazione dell’atto impugnato, anche quello conformativo, vincolante “la successiva attività dell’Amministrazione di riesercizio del potere perché il giudice, quando accerta l’invalidità dell’atto e le ragioni che la provocano, stabilisce (in maniera più o meno piena a seconda del tipo di potere che viene esercitato e del vizio riscontrato) quale è il corretto modo di esercizio del potere e fissa quindi la regola alla quale l’amministrazione si deve attenere nella sua attività futura” (Cons. Stato, Sez. VI, 22 settembre 2008, n. 4563), essendo perciò definita, tale regola, in relazione ai motivi esaminati e ritenuti fondati.
3.2. Nella specie: i provvedimenti annullati con la sentenza n. 4286 del 2011 sono attuativi della normativa di legge con cui è stata disposta la definizione di un piano triennale di assunzioni nella scuola (art. 1, comma 605, lett. c), della legge n. 296 del 2006); l’Amministrazione deve, di conseguenza, nuovamente provvedere con la riemanazione dei detti decreti poiché resterebbe altrimenti inattuata la disposizione legislativa per quanto attiene alla ripartizione del contingente nazionale fra le varie province italiane al fine delle immissioni in ruolo; nel riemanare i provvedimenti l’Amministrazione è vincolata a conformarsi al giudicato di cui alla sentenza n. 4286 del 2011 in relazione al vizio di inadeguatezza dell’istruttoria e della motivazione riconosciuto proprio dei provvedimenti annullati.
3.3. Non vi è luogo invece per il dispiegamento dell’ulteriore effetto riconducibile al giudicato di annullamento, vale a dire quello rispristinatorio, che “trova ragione nell’esigenza di riequilibrare gli effetti prodotti dal provvedimento prima del suo annullamento” e “implica la cancellazione delle modificazioni della realtà (giuridica e di fatto) intervenute per effetto dell’atto annullato e cioè l’adeguamento dell’assetto di interessi esistente prima della pronuncia giurisdizionale e venuto in vita sulla base dell’atto impugnato, alla situazione giuridica prodotta dalla pronuncia stessa” (Sez. VI, n. 4563 del 2008, cit.).
Nel patrimonio giuridico dei ricorrenti preesistente alla emanazione dei provvedimenti annullati non sussiste infatti una situazione lesa da tale emanazione, come è proprio degli interessi oppositivi, essendo essi all’epoca titolari del solo interesse pretensivo al corretto esercizio del potere della programmazione e ripartizione delle assunzioni, essendo stata accertata la illegittimità di tale esercizio per i vizi riscontrati con la sentenza n. 4286 del 2011 ed avendo perciò essi in atto titolo a che il potere sia nuovamente esercitato con modalità esente dai detti vizi.
4. Da tutto ciò consegue che, nei termini esposti, il ricorso in epigrafe deve essere accolto.
4.1. Il Collegio ordina pertanto al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca di provvedere, in ottemperanza alla sentenza di questo Consiglio di Stato n. 4286 del 2011, a che siano emanati nuovamente, ora per allora, i decreti annullati con tale sentenza “limitatamente alla ripartizione del contingente fissato di assunzioni tra le varie regioni e province italiane”e, in questo ambito “tra le province di Catania ed Enna e tra le province, meridionali e quelle del centro-nord”, in riferimento all’anno o gli anni scolastici oggetto dei decreti stessi, esplicitando compiutamente nella motivazione dei provvedimenti il metodo adottato nella istruttoria per la determinazione delle assegnazioni di personale nelle regioni e nelle province in relazione al procedimento aritmetico o logico che sia stato applicato.
I detti provvedimenti dovranno essere emanati entro centoventi giorni dalla comunicazione, o dalla notificazione se antecedente, della presente sentenza.
In caso di inadempimento il Collegio dispone sin da ora la nomina di un Commissario ad acta, nella persona del Capo del Dipartimento per l’Istruzione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, che provvederà per l’emanazione dei detti decreti entro sessanta giorni dalla scadenza del termine di cui sopra.
4.2. Il Collegio non rinviene, allo stato, i presupposti per l’applicazione dell’art. 114, comma 4, lett. e), del Codice del processo amministrativo, potendosi eventualmente esaminare la relativa domanda in caso di accertato ritardo nell’esecuzione del giudicato, ciò che, nella specie, è ipotizzabile soltanto alla scadenza del termine ultimo fissato nel precedente punto 4.1.
5. Le spese seguono, come di regola la soccombenza e sono liquidate nel dispositivo.

P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) accoglie il ricorso per ottemperanza in epigrafe, n. 488 del 2012, e, per l’effetto, ordina al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca di dare esecuzione al giudicato formatosi sulla sentenza del Consiglio di Stato n. 4286 del 2011 con le modalità e nei termini precisati in motivazione.
Nomina il Capo del Dipartimento per l’Istruzione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca Commissario ad acta per l’esecuzione del giudicato secondo quanto specificato in motivazione.
Condanna il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca al pagamento delle spese della presente fase del giudizio, da corrispondere direttamente al’avvocato difensore dei ricorrenti in epigrafe, distrattario, che liquida nel complesso in euro 5.000,00 (cinquemila/00), oltre gli accessori di legge se dovuti.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del giorno 20 marzo 2012, con l’intervento dei magistrati:
Giorgio Giovannini, Presidente
Rosanna De Nictolis, Consigliere
Maurizio Meschino, Consigliere, Estensore
Claudio Contessa, Consigliere
Giulio Castriota Scanderbeg, Consigliere

DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 05/04/2012
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

Nota 5 aprile 2012, Prot. A00DGPER 2560

Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca
Dipartimento per l’Istruzione
Direzione Generale per il Personale Scolastico
Ufficio VII

Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI
e, p.c. All’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica
Via Michelangelo Buonarroti, 10
50122 – FIRENZE

Oggetto: Personale ATA – Procedure per l’attribuzione delle posizioni economiche – Seconda posizione economica – Attività preliminari connesse all’organizzazione della prova selettiva 2012.

Si fa riferimento alle note nn. 193 del 12 gennaio 2012 e 2206 del 26 marzo 2012.
Come è noto, le prove sono realizzate con la collaborazione dell’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica (ANSAS) e sono organizzate, su base provinciale, dagli Uffici Scolastici Regionali. Esse dovranno essere somministrate prioritariamente presso i laboratori scolastici già individuati per lo svolgimento delle prove selettive erogate nel 2011, in occasione delle procedure relative all’attribuzione della seconda posizione economica, e nel 2010, durante la mobilità professionale ATA.
La prova selettiva, che si svolgerà esclusivamente in un’unica sessione, potrà essere erogata anche in più giorni a decorrere dal giorno 26 aprile e comunque entro e non oltre le ore 12 del giorno 4 maggio 2012. Si raccomanda di programmare le prove concentrandole nel minor numero di giorni possibile garantendo la formazione di edizioni di prova per categoria omogenea di richiedenti. Detta indicazione vale come avviso di convocazione del personale interessato.
Per l’effettuazione delle prove selettive in ogni laboratorio deve essere prevista la presenza di un apposito Comitato di Sorveglianza composto, di norma, dal Dirigente Scolastico della scuola ospitante o da un suo delegato, da un operatore esperto del laboratorio (docente o ATA) e da un rappresentante dell’U.S.R. L’operatore esperto potrà essere individuato anche tra gli assistenti tecnici addetti al laboratorio sede di esame, purché non rientri tra i richiedenti il beneficio economico. Data l’importanza della prova in questione, il personale della scuola  interessato alle attività di sorveglianza è da considerare in servizio a tutti gli effetti. Qualora il tempo dello svolgimento delle attività di sorveglianza dovesse eccedere il consueto orario di servizio, le maggiori ore prestate dal personale potranno essere da ciascuno recuperate o retribuite secondo quanto stabilito dal CCNL vigente e le modalità definite in sede di Contrattazione di Istituto.
Per consentire l’organizzazione delle prove selettive, come di consueto, l’ANSAS ex Indire (Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica), metterà a disposizione delle articolazioni provinciali degli Uffici Scolastici Regionali un’apposita procedura al fine di costituire le sessioni di prova a cui associare i nominativi di ciascun aspirante.
Di seguito vengono ricordate le indicazioni utili all’individuazioni dei laboratori scolastici da utilizzare come sedi di svolgimento della prova selettiva.
Ogni sede di erogazione di prova deve essere univocamente individuata tenendo conto che la sede di esame può essere diversa da quella sede principale dell’Istituzione scolastica e che per ogni sede scolastica potrebbero insistere più sedi di esame. Pertanto per ogni laboratorio dovranno essere indicate le seguenti informazioni:
· Codice Meccanografico e Denominazione della scuola ove è presente il laboratorio
· Identificativo descrittivo del laboratorio (es: lab. informatica, lab. multimediale …… )
· Nome del Dirigente Scolastico
· Nominativo dell’operatore esperto del laboratorio che assisterà allo svolgimento delle operazioni in qualità di componente del Comitato di Sorveglianza
· Indirizzo della scuola completo di telefono – fax – e-mail
· Numero di postazioni del laboratorio utili allo svolgimento delle prove selettive
· Riferimenti completi della scuola sede principale se diversa da quella ove è ubicato il laboratorio
I laboratori selezionati, inoltre, dovranno:
· rispondere ai requisiti delle norme riguardanti la sicurezza sui luoghi di lavoro
· rispondere ai requisiti di accessibilità da parte di tutti i candidati
· garantire l’adeguata separazione delle postazioni adibite alle prove
I PC, in particolare, dovranno essere stabilmente distanziati fra i monitor di almeno un metro, oppure separati a mezzo di opportuni pannelli divisori. La prescritta distanza tra le postazioni deve essere intesa come lo spazio libero che intercorre fra il fianco di un monitor ed il fianco del monitor più vicino posto sulla medesima fila. Nel caso di impiego di divisori questi devono essere posti in modo tale da garantire un confortevole svolgimento degli esami. Lo spazio libero a disposizione del candidato fra una parete divisoria e l’altra non può essere inferiore a 80 cm.
L’altezza dei divisori dal piano del tavolo deve essere minimo uguale a quella del monitor.
Il laboratorio e la disposizione delle postazioni devono consentire le operazioni di sorveglianza, cioè non devono presentare ostacoli alla completa visibilità di tutti i PC dedicati agli esami, dalla postazione occupata dagli addetti alla sorveglianza.
I laboratori, che dovranno consentire un veloce ed affidabile collegamento alla rete Internet delle varie postazioni, dovranno essere muniti di PC dotati di:
· Sistema operativo Windows (98 o succ.)
· Browser in cui sia prevista la disattivazione del Blocco Popup (sono sicuramente supportati Internet Explorer ver. 7 o superiore e Mozilla Firefox ver. 2 o superiore)
· Reader PDF (è sicuramente supportato Acrobat Reader ver. 6.0 o superiore)
· Monitor con risoluzione minima 1024×768
· Inoltre su ogni PC dovranno essere disabilitati tutti gli eventuali blocchi pop-up
Durante lo svolgimento della prova, alle postazioni dei corsisti dovrà essere garantito il collegamento al solo sito ubicato all’indirizzo che verrà successivamente comunicato.
Deve inoltre essere garantito che durante la prova di esame tutti i PC coinvolti mantengano costante l’indirizzo pubblico IP. In caso di configurazioni particolari quali bilanciatori di carico, proxy, ecc, queste dovranno essere segnalate all’ANSAS al fine di concordare gli interventi eventualmente necessari. Con l’occasione si anticipa che sarà comunque reso disponibile il software per l’erogazione della prova in modalità “stand-alone” a cui si potrà ricorrere qualora, per qualsiasi motivo, si rendesse impossibile l’utilizzo della procedura centralizzata via web.
Il laboratorio dovrà inoltre consentire la stampa di ogni prova di esame effettuata.
Nel sottolineare la tempistica programmata entro la quale devono essere portate a compimento le varie fasi operative, si richiama l’attenzione delle SS.LL. sull’estrema delicatezza delle procedure in questione. Seguiranno successive note per la definizione degli ulteriori aspetti della procedura.
Si pregano, infine, le SS.LL. di voler diramare, con la massima urgenza, la presente nota a tutte le Istituzioni Scolastiche e agli Ambiti Territoriali di competenza ove saranno attivate le presenti procedure. La stessa nota viene diffusa mediante apposita pubblicazione nelle news dei siti Intranet ed Internet di questo Ministero.

Il Direttore Generale
F.to Luciano Chiappetta

Sentenza TAR Lazio 5 aprile 2012, n. 5551

N. 05551/2012 REG.PROV.COLL.
N. 01568/2012 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Terza Bis)

ha pronunciato la presente
SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1568 del 2012, proposto da:
XXXXX e XXXXX in qualità di genitori esercenti la patria potestà sul minore XXXXX rappresentati e difesi dall’Avv. Gianluca Loreti presso il cui studio in Roma, Via Innocenzo XI, n. 8 sono elettivamente domiciliati;
contro
il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in persona del Ministro legale rappresentante p.t., la Scuola Primaria Statale “Brembio” in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi dall’Avvocatura Generale dello Stato presso la cui sede in Roma, Via dei Portoghesi, n. 12 domiciliano;

per la revocazione della sentenza in forma semplificata del TAR Lazio, sezione III bis in data 19 gennaio 2012, n. 638/2012;

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ministero dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca e di Scuola Primaria Statale “Brembio” di Roma;
Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 5 aprile 2012 il dott. Pierina Biancofiore e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue:

FATTO

Con ricorso notificato all’Amministrazione dell’istruzione in data 14 febbraio 2012 e depositato il successivo 2 marzo 2012, i ricorrenti espongono di avere presentato ricorso per l’annullamento dell’atto n. 36 del 28 ottobre 2011 con il quale il dirigente dell’Istituto in epigrafe indicato ha certificato che per l’a.s. 2011/2012 al loro figlio erano assegnate 5 ore di sostegno. Riprendono che, nel ricorso, veniva rappresentato che per la patologia da cui è affetto il bambino tale limitata erogazione del sostegno era gravemente lesiva e contrastante con la Costituzione e con i diritti riconosciuti dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’U.E., della Carta Sociale Europea e della Convenzione O.N.U, del 2007.
Nel ricorso originario essi concludevano per l’annullamento dell’atto impugnato e la condanna dei resistenti a concedere al piccolo l’apporto completo di 25 ore settimanali, chiedendo la condanna al risarcimento del
danno quantificato in Euro 8.000,00 e la sospensione cautelare dell’efficacia dell’atto impugnato.
Rappresentano ancora che a seguito di tale istanza in data 25 novembre 2011 veniva adottato il decreto presidenziale cautelare di accoglimento e con contestuale fissazione della Camera di Consiglio per il 6 dicembre 2011. In essa i ricorrenti insistevano per la richiesta di annullamento dell’atto limitativo delle ore di sostegno per il figliolo e rinunciavano alla domanda di risarcimento del danno.
E tale dichiarazione risulta dal verbale di udienza.
In data 19 gennaio 2012 veniva depositata la sentenza in forma semplificata n. 638/2012 con la quale il ricorso veniva dichiarato improcedibile, sostenendosi che parte ricorrente non avesse più interesse al ricorso come risultante dal verbale di udienza.
Col ricorso in esame, dunque, i ricorrenti chiedono la revocazione della sentenza affetta palesemente da errore materiale in quanto non corrispondente con la dichiarazione risultante dal verbale di udienza.
Il ricorso è stato trattenuto per la decisione alla pubblica udienza del 5 aprile 2012.

DIRITTO
1. Il ricorso è fondato e va pertanto accolto.
Come esposto in narrativa con esso i ricorrenti chiedono la revocazione della sentenza breve n. 638/2012 depositata il 19 gennaio 2012 con la quale la sezione ha dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse il proposto gravame n. reg. 9724/2011, avverso di essa opponendo l’errore materiale.
2. La richiesta revocazione va accolta.
Infatti da apposita annotazione recata dal verbale della Camera di Consiglio in data 6 dicembre 2011, alla quale è stato portato il citato ricorso n. 9724/2011, risulta che: “A seguito di istanza preliminare avanzata dall’Avv. Loreti che rinuncia alla domanda risarcitoria e dell’Avvocato dello Stato (segue il nome dell’Avv. Dello Stato), che dichiarano di volersi riportare agli scritti, la causa viene trattenuta in decisione. Il Collegio si riserva la sentenza in forma semplificata.”.
La parte motiva della sentenza semplificata e il relativo “PQM” recano invece rispettivamente, la prima: “Rilevato che è stato dichiarato a verbale che parte ricorrente non ha più interesse al ricorso, per cui il ricorso va dichiarato improcedibile;”; ed il secondo: “Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione III bis) definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, lo dichiara improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.”
E’ evidente il contrasto tra gli esiti della Camera di Consiglio per come verbalizzati e dalla cui apposita annotazione risulta che la difesa di parte ricorrente rinuncia alla domanda risarcitoria e soltanto ad essa e la sentenza breve adottata in esito all’udienza camerale, con la conseguenza che l’improcedibilità riguardava unicamente la domanda risarcitoria alla quale le parti avevano dichiarato di rinunciare, mentre doveva essere trattata la domanda principale di annullamento dell’atto recante la riduzione delle ore di sostegno imposta al bimbo dei ricorrenti.
Al riguardo va dunque data applicazione all’art. 106 del c.p.a stante il quale “Salvo quanto previsto dal comma 3, le sentenze dei tribunali amministrativi regionali e del Consiglio di Stato sono impugnabili per revocazione, nei casi e nei modi previsti dagli articoli 395 e 396 del c.p.c.”.
E’ bene precisare che nel caso in esame non ricorrono le ragioni indicate al successivo comma 3 della medesima norma, il quale recita: “Contro le sentenze dei tribunali amministrativi regionali la revocazione è ammessa se i motivi non possono essere dedotti con l’appello”.
Nel caso in esame a ben vedere più che di motivi veri e propri, a non essere stata trattata è una intera domanda, quella di annullamento dell’atto di mancata assegnazione delle ore di sostegno, sicché la sua trattazione in appello avverrebbe per la prima volta e poiché il giudizio di secondo grado ha mantenuto, anche dopo la riforma del processo amministrativo, la sua configurazione di revisio prioris istantiae, la ridetta domanda dovrebbe essere analizzata per la prima volta in grado di appello andando perciò a collidere col principio secondo il quale in tale secondo grado di giudizio non possono essere proposte domande nuove (art. 104 del c.p.a.).
La richiesta revocazione della sentenza in epigrafe va, pertanto, accolta proprio perché i motivi dedotti con la domanda principale ed essa stessa, non essendo stati trattati in primo grado, non possono essere revisionati nel grado di appello, ai sensi di quanto stabilito dagli articoli 106, primo comma e 104 c.p.a.
3. Tale osservazione introduce un’altra problematica e cioè se il richiesto annullamento dell’atto principalmente impugnato col ricorso n. 9724/2011 possa essere trattato nella stessa sede della revocazione oppure se il detto gravame debba essere rimesso a ruolo per la residua domanda sulla quale il giudice non si è pronunciato, nulla al riguardo disponendo l’art. 106 c.p.a. il cui unico rinvio alle norme del codice di procedura civile è recato per gli articoli 395 e 396, che disciplinano le ipotesi di revocazione.
Nel caso in esame, tuttavia, è consentito far riferimento all’art. 402 c.p.c. in virtù del rinvio dinamico contenuto nel codice del processo amministrativo all’art. 39 stante il quale: “Per quanto non disciplinato dal presente codice si applicano le disposizioni del codice di procedura civile in quanto compatibili o espressione di principi generali.”.
La norma testè citata per prima consente che con la sentenza che pronuncia la revocazione il giudice decide il merito della causa, che, nel caso in esame va pure esso accolto.
4. Nel ricorso n. reg. 9724/2011, parte ricorrente ha dedotto con un’unica articolata doglianza la violazione di legge, l’eccesso di potere in tutte le sue figure sintomatiche, ingiustizia manifesta, la violazione dei principi costituzionali e della carta dei diritti fondamentali dell’U.E., della carta sociale europea e della convenzione O.N.U. del 2007 e ratificata con legge n. 7 del 3 marzo 2009.
I ricorrenti osservano che l’art. 38, comma 3° Cost, disponendo che “gli inabili e i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale” dà concretezza ai principi generalissimi che esprime l’art. 2 Cost. e, in relazione alla pari dignità sociale esprime l’art. 3 Cost.; inoltre il diritto all’inserimento sociale dei disabili è garantito dall’art. 26 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE e dall’art. 26 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948. Anche gli articoli 15 e 17 della Carta sociale, ratificata con legge n. 30 del 1999 riconoscono il diritto delle persone portatrici di handicap all’educazione ed all’integrazione sociale ed alla partecipazione alla vita di comunità ed il diritto dei bambini a crescere in un ambiente favorevole allo sviluppo della loro personalità.
Rappresentano che con la legge n. 104/1992 è stato riconosciuto il diritto soggettivo del disabile all’educazione ed all’istruzione dalla scuola materna all’università e che la violazione di un diritto incomprimibile costituisce una reale e concreta situazione di rischio, danno e di illegittimità delle richiamate norme.
Le 5 ore di sostegno attribuite al loro figliolo sono quindi da considerarsi gravemente inadeguate a fronte delle 40 ore settimanali frequentate. Rilevano che la stessa Corte Costituzionale ha dichiarato  costituzionalmente illegittimo l’art. 2, commi 413 e 414 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 che fissavano rigidamente un limite al numero degli insegnanti di sostegno e sopprimendo radicalmente la possibilità di assumere con contratti a tempo determinato altri insegnanti, in deroga al rapporto docenti – alunni pur se in presenza di disabilità particolarmente gravi.
5. Le doglianze vanno accolte.
Come oramai rilevato in numerose pronunce dal Tribunale (TAR Lazio, sezione III bis, 17 febbraio 2012, n. 1669, 15 marzo 2012, n. 2573 soltanto per citare alcune delle più recenti) le prospettazioni dei ricorrenti vanno condivise, con particolare riferimento a quelle che pongono in rilievo come, avendo la Corte Costituzionale con la sentenza n. 80 del 26 febbraio 2010 “eliminato dall’ordinamento le disposizioni limitative contenute nei commi 413 e 414 dell’art. 2 della L. Fin. n. 244 del 2007, torna, per così dire, in auge il disposto dell’art. 40 della L. n. 449 del 1997 stante il quale “In attuazione dei princìpi generali fissati dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104, è assicurata l’integrazione scolastica degli alunni handicappati con interventi adeguati al tipo e alla gravità dell’handicap, compreso il ricorso all’ampia flessibilità organizzativa e funzionale delle classi prevista dall’articolo 21, commi 8 e 9, della legge 15 marzo 1997, n. 59, nonché la possibilità di assumere con contratto a tempo determinato insegnanti di sostegno in deroga al rapporto docenti-alunni indicato al comma 3, in presenza di handicap particolarmente gravi,”.(cfr. TAR Lazio, sezione III bis, n. 1669/2012 cit.).
A tale conclusione non può peraltro non pervenirsi se si tiene conto che la Corte Costituzionale, con la menzionata decisione, ha rilevato che: “la possibilità di stabilire ore aggiuntive di sostegno appresta una specifica forma di tutela ai disabili che si trovino in condizione di particolare gravità…(e) non si estende a tutti i disabili a prescindere dal grado di disabilità, bensì tiene in debita considerazione la specifica tipologia di handicap da cui è affetta la persona de qua…”.
Ancorché il figliolo dei ricorrenti non rientri nella situazione di handicap qualificato come grave ai sensi dell’art. 3, comma 3 della L. n. 104 del 1992 quanto piuttosto in quella di cui all’art. 3, comma 1 della medesima legge, tuttavia la eliminazione dal mondo giuridico dei due commi 413 e 414 dell’art. 2 della L. Fin. n. 244 del 2007 impone all’amministrazione di valutare in relazione alla situazione di gravità dell’handicap da cui sia affetto il fanciullo la possibilità di completare il suo percorso formativo con il sostegno di un insegnante ad hoc, nella considerazione che egli è iscritto alla seconda elementare e quindi si trova all’inizio del percorso di apprendimento scolastico.
5. Per le superiori considerazioni, ai sensi degli articoli 402 c.p.c. e 39 c.p.a. il ricorso n. 9724/2011 va accolto e per l’effetto vanno annullati i provvedimenti in epigrafe indicati dai quali risulta a favore dei figli dei ricorrenti un numero di ore di sostegno minore rispetto a quelle possibili in deroga per l’a.s. 2011/2012.
In relazione alla domanda risarcitoria gli interessati hanno dichiarato di rinunciare ad essa, sicchè tale parte del ricorso può essere dichiarata improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.
6. La novità delle questioni trattate consente di ritenere giusti i motivi per la compensazione delle spese di giudizio ed onorari tra le parti.

P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Bis) definitivamente pronunziando sul ricorso in epigrafe indicato così dispone:
– accoglie il ricorso n. 1568/2012 e per l’effetto dispone la revocazione della sentenza TAR Lazio, sezione III bis in data 19 gennaio 2012, n. 638/2012;
– accoglie il ricorso n. 9724/2011 e per l’effetto annulla l’atto n. 36 del 28 ottobre 2011 della Scuola Primaria Statale “Brembio” in Roma e per il resto lo dichiara improcedibile.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 5 aprile 2012 con l’intervento dei magistrati:
Evasio Speranza, Presidente
Paolo Restaino, Consigliere
Pierina Biancofiore, Consigliere, Estensore

L’ESTENSORE IL PRESIDENTE
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 16/06/2012

IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)