Educazione&Scuola Newsletter n. 1102


Educazione&Scuola Newsletter n. 1102

Giugno 2019 – XXIV Anno

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Notizie

Verifica Programma annuale

Entro il 30 giugno il Consiglio d’Istituto verifica le disponibilità finanziarie dell’Istituto nonché lo stato di attuazione del programma e le modifiche che si rendano eventualmente necessarie
Esame di Stato I Ciclo

L’Esame si svolge nel periodo compreso tra il termine delle lezioni e il 30 giugno 2019

Terza prova scritta Esame II Ciclo

Il 25 giugno si svolge la terza prova scritta dell’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di Istruzione

Concorso DSGA

Dal 24 giugno 2019 i candidati possono prendere visione del proprio elaborato accedendo al portale Istanze on line

Seconda prova scritta Esame II Ciclo

Il 20 giugno si svolge la seconda prova scritta dell’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di Istruzione

Prima prova scritta Esame II Ciclo

Il 19 giugno si svolge la prima prova scritta dell’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di Istruzione

Esami di Stato II Ciclo

Il 17 giugno, con l’insediamento delle Commissioni d’Esame, hanno inizio gli Esami di Stato conclusivi del secondo ciclo di Istruzione

CCNL in Consiglio dei Ministri

Roma, 11 giugno 2019

Dichiarazione di Roma

Roma, 10 giugno 2019

Nuovo Esame di Stato

Diffusione dei risultati delle nomine delle commissioni dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione

Festa della Repubblica

2 giugno 2019

Norme

Ordinanza Ministeriale 28 giugno 2019, AOOUFGAB 598

Trasferimenti del personale docente e tecnico amministrativo delle Accademie e dei Conservatori di musica e del personale tecnico amministrativo degli Istituti superiori per le industrie artistiche (ISIA) …

Legge 28 giugno 2019, n. 58

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, recante misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi

Competenze di base – 2a edizione: autorizzazioni all’avvio dei progetti

Autorizzazioni del 25 giugno 2019

Nota 24 giugno 2019, AOODGOSV 13806

Manifestazione “Maker Faire Rome – The European Edition 2019” – Fiera di Roma, dal 18 al 20 ottobre 2019 – “Educational Day” del 18 ottobre 2019. Proroga dei termini della “Call for schools” …

Nota 21 giugno 2019, AOODGOSV 13612

Primo “Contest School” – Host di Milano Fiere, dal 19 al 22 ottobre 2019

Convenzione 21 giugno 2019, AOODGOSV 13610

Convenzione MIUR – OPERA NAZIONALE MONTESSORI

Nota 20 giugno 2019, AOODGPER 28978

Trasmissione ipotesi di CCNI Utilizzazioni e Assegnazioni Provvisorie personale docente, educativo ed A.T.A. – anni scolastici 2019-20, 2020-21 e 2021-22

Legge 19 giugno 2019, n. 56

Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo

Bando 18 giugno 2019, AOODGSINFS 20723

Costituzione del «Comitato dei cinquanta ovldlanl»

Ambienti digitali per la didattica integrata: autorizzazioni dei progetti e impegni di spesa per scorrimento graduatorie

Pubblicazioni del 17 giugno 2019

PON – Disposizioni e manuali: Ticket assistenza verso AdG – Attivo il nuovo servizio

Prima versione – 17 giugno 2019

Nota 14 giugno 2019, AOODGOSV 13052

III Edizione Campionato nazionale di Pasticceria – Istituti alberghieri d’Italia. Bando di concorso per l’edizione dell’anno scolastico 2019-2020. Ercolano (NA), 19-20-21 novembre 2019

Legge 14 giugno 2019, n. 55

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, recante disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, …

Decreto Ministeriale 13 giugno 2019, AOOUFGAB 470

Ammissione ai corsi di laurea e laurea magistrale a ciclo unico ad accesso programmato nazionale a.a. 2019/2020 – Modifica della data di attivazione della procedura di iscrizione in modalità online

Nota 13 giugno 2019, AOODGOSV 12977

Istruzione degli adulti e apprendimento permanente – VI Assemblea nazionale dei CPIA Centri regionali di Ricerca, Sperimentazione e Sviluppo per l’istruzione degli adulti – Esiti

Ipotesi Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (MIUR, 12.6.19)

Utilizzazioni ed Assegnazioni provvisorie del Personale Docente, Educativo ed A.T.A. per gli anni scolastici 2019/20, 2020/21 e 2021/22

Decreto Ministeriale 11 giugno 2019, AOOUFGAB 465

Integrazione dei posti disponibili per le immatricolazioni ai CdL in Scienze della formazione primaria

Decreto Ministeriale 11 giugno 2019

Definizione dell’elenco dei Paesi particolarmente poveri, caratterizzati anche dalla presenza di un basso indicatore di sviluppo umano, per l’anno accademico 2019/2020

Nota 11 giugno 2019, AOODGCASIS 1500

Precisazione comunicazione esiti finali in Anagrafe Studenti – a.s. 2018/2019

Nota 10 giugno 2019, AOODGOSV 12629

Commissioni esaminatrici per gli Esami di Stato di abilitazione all’esercizio della libera professione di Perito Industriale, Agrotecnico Perito Agrario e Geometra – Sessione 2019 – Reperimento dei …

Nota 6 giugno 2019, AOODGOSV 12396

Adempimenti di carattere operativo e organizzativo relativi all’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione – anno scolastico 2018-2019

Nota 6 giugno 2019, AOODGOSV 12199

“Lingue di minoranza a scuola”. Seminario nazionale nel ventennale della Legge n. 482/1999. Pozza di Fassa (TN), 3-4 ottobre 2019

Decreto Ministeriale 6 giugno 2019, AOOUFGAB 461

Linee di indirizzo nazionali sulla scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare

Nota 6 giugno 2019, AOODGCASIS 1479

Comunicazione esiti finali in Anagrafe Studenti – a.s. 2018/2019

Decreto Dipartimentale 6 giugno 2019, AOODPIT 856

Graduatoria vincitori Concorso nazionale “Facciamo 17 goal. Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile” III edizione Anno Scolastico 2018/2019

Competenze di base – 2a edizione: graduatorie definitive regionali

Prot. 18425 del 05 giugno 2019

Nota 4 giugno 2019, AOODGOSV 11981

Nuovi percorsi di Istruzione professionale ai sensi del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 61 – Valutazione intermedia degli apprendimenti nel biennio – Indicazioni per gli scrutini dall’anno scolastico …

Sentenza Tribunale Lavoro Taranto 4 giugno 2019, n. 2143

Precedenza in mobilità interprovinciale

Nota 3 giugno 2019, AOODGCASIS 1445

Esami di Stato secondo ciclo a.s. 2018/2019 – Attività a supporto della procedura e adempimenti sulla comunicazione dei dati

Nota 3 giugno 2019, AOOGPER 26398

Operazioni di attribuzione degli incarichi dirigenziali: conferme, mutamenti, mobilità interregionale con decorrenza 01/09/2019 – C.C.N.L. sottoscritto in data 15/07/2010 per il personale dell’Area …

Rubriche

in Bacheca della Didattica

Gli stipendi degli insegnanti

di Nicola Puttilli

Situazioni delle scienze e missione della scuola 1

di Gabriele Boselli

Le coccinelle murgiane

di Carlo De Nitti

in Esami

di Dario Cillo

Il colloquio degli Esami di Stato del secondo ciclo di istruzione

di Carlo De Nitti
in Europ@Fondi Strutturali di Fabio Navanteri

in Handicap&Società di Rolando Alberto Borzetti

FAQ Handicap e Scuola – 63

a cura dell’avv. Salvatore Nocera e di Evelina Chiocca

I principali dati relativi agli alunni con DSA anno scolastico 2017/2018

MIUR – Ufficio Statistica e Studi

Alunni con disabilità – A.S. 2017/2018

MIUR – Ufficio Gestione Patrimonio Informativo e Statistica

in InformagiovaniLa Rete di Vincenzo Andraous

Droga come vetro refrattario alla luce

di Vincenzo Andraous

Bambini innocenti e adulti colpevoli

di Vincenzo Andraous

L’accoglienza deprivata delle sue radici profonde

di Vincenzo Andraous

in LRE di Paolo Manzelli

I SEGRETI dell’ACQUA per la VITA

di Paolo Manzelli

IV Stato dell’Acqua

Casciana Terme, 29 giugno 2019

in Recensioni

K. Gallmann, Elefanti in giardino

di Antonio Stanca

D. Pennac, Mio fratello

di Antonio Stanca

in Software

Internet, Reti, Nuove tecnologie

Computer di classe pre-exascale in Italia

Il 10 giugno alle 16.00 la conferenza stampa al MIUR

Capire l’Informatica di Paolo Rocchi

in Statististiche

Iscrizioni Anno Scolastico 2019/2020

MIUR – Ufficio Gestione Patrimonio Informativo e Statistica

OCSE TALIS 2018

Pubblicati i risultati dell’indagine sull’insegnamento e l’apprendimento

in Tiriticcheide di Maurizio Tiriticco

Del Rav et similia

di Maurizio Tiriticco

Le Mosche del Mamiani

a cura di Seàn-Patrick Lovett e Alessandra Faitelli

Tristezza e rabbia

di Maurizio Tiriticco

Rassegne

Stampa

Sindacato

Gazzetta Ufficiale

Italia, Paese dei giovani Neet non lavora né studia il 28,9%

da la Repubblica

Rosaria Amato

In Europa sono uno su sei, in Italia più di uno su quattro: il 28,9 per cento dei giovani tra i 20 e i 34 anni non lavora, non studia, è fuori da qualunque percorso d’inserimento o apprendistato. “Garanzia Giovani”, le politiche attive del lavoro, i click day: niente tra i tentativi degli ultimi anni riesce a scalfire questo primato italiano. Persino la Grecia, che viene da una crisi durissima, ci precede con una percentuale del 26,8. I Neet, come vengono definiti secondo l’acronimo inglese, sono 3 milioni e 78 mila in Italia: tra loro 390 mila hanno la laurea o il master, e quasi un milione e mezzo sono diplomati. Alcuni hanno già dei figli: 728 mila sono madri e circa 100 mila padri.

La media europea di Neet per Paese, secondo Eurostat, è del 16,5%. Ma in Svezia sono l’8%, in Olanda l’8,4%, a Malta il 10,1%, in Portogallo l’11,9%, e dunque la situazione italiana è di gran lunga la peggiore anche se si considera il solo confronto con i Paesi del Sud Europa. Una situazione ancora più grave se si mette a confronto con i dati demografici: i giovani, così maltrattati in Italia, sono sempre meno, l’incidenza, si legge in un recente studio pubblicato da Neodemos, è scesa al 34,1%, contro una media europea del 39% (ma anche un picco del 46% in Irlanda).

I giovani italiani sono stretti nella trappola del non lavoro, delle scarsissime opportunità, che li porta a due scelte: o rimangono in casa con i genitori fino a oltre 30 anni (mentre nel Nord Europa il distacco avviene in media un po’ prima dei 23) oppure fuggono all’estero in cerca di opportunità; questo, insieme al calo delle nascite, spiega l’incidenza sempre più bassa rispetto alla popolazione.

La pubblicazione dei dati Eurostat è l’occasione per l’ennesimo dibattito sull’Italia senza sbocchi per i giovani: la Cgil punta il dito contro «la trappola dei tirocini», che, accusa la segretaria confederale Tania Sacchetti, allungano i periodi di prova e sotto-qualificazione». In effetti da un’indagine appena pubblicata dalla Repubblica degli Stagisti (e riferita solo alle Università milanesi) emerge come la stragrande maggioranza degli stage curriculari venga effettuato a titolo gratuito (a differenza che all’estero, dove viene previsto un vero e proprio stipendio), e non sia previsto alcun tipo di monitoraggio per capire quanti si trasformino in contratti di lavoro.

Il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo definisce il dato Eurostat «un record di cui avremmo fatto volentieri a meno»: «Non c’è più fiducia nel futuro e così il nostro Paese è destinato a una stagnazione perpetua», osserva. Vista la situazione «non c’è da stupirsi per il forte aumento di giovani che vanno a cercare all’estero migliori condizioni », rileva il segretario aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra.

E la soluzione non può certo essere il reddito di cittadinanza, afferma il senatore del Pd Edoardo Patriarca, capogruppo in Commissione Lavoro, definendolo «un intervento di puro assistenzialismo», che «non dà speranza a nessuno, né ai giovani, né ai poveri».

Decreto Crescita, cosa è previsto per la scuola. Delusi i precari

da Orizzontescuola

di redazione

Sarebbe dovuta arrivare nel primo provvedimento legislativo “utile” la modifica al modello di abilitazione e reclutamento per docenti con tre anni di servizio.

Il decreto Crescita, inizialmente individuato come utile, non si è però rivelato adatto.

L’emendamento quindi slitta. Due le reazioni: da una parte i sindacati firmatari dell’intesa dell’11 giugno, che chiamano in causa anche il Presidente del consiglio Conte e da una parte il Sen. Pittoni (Lega)

Cosa è previsto per la scuola nel Decreto Crescita.

Bonus assunzioni per chi “dona” alle scuole

Le imprese che doneranno almeno 10.000 euro in un anno a istituti tecnici o professionali, per la realizzazione di laboratori, a partire dal 2021 sarà riconosciuto un bonus per l’assunzione di giovani diplomati proprio di quella scuola.

Edilizia scolastica

Appalti semplificati per la messa in sicurezza delle scuole, con la possibilità di ricorrere alle centrali di committenza statali in supporto a comuni e province per le procedure di progettazione e di appalto di lavori per l’edilizia scolastica, ma anche la possibilità di utilizzare alla procedura negoziata per l’affidamento di lavori di importo fino a 5,4 milioni di euro nel caso in cui le centrali nazionali non provvedano in tempi brevi.

A darne l’annuncio è il Ministro Bussetti “Il #DecretoCrescita è legge. Dopo anni di lunghe procedure burocratiche, con il governo abbiamo finalmente definito un sistema semplificato che consentirà di supportare gli enti locali nelle procedure, ridurre i tempi per l’assegnazione delle risorse e di rendere più sicure le nostre scuole. Un altro impegno mantenuto nei confronti di tutte quelle famiglie che ci chiedevano scuole più sicure per i loro figli. Avanti così.”

Settimana corta: migliora la didattica e la gestione della scuola. A dirlo il Tar, sentenza

da Orizzontescuola

di redazione

Il TAR del Lazio con una Sentenza pubblicata il 25 giugno 2019 N. 08279/2019 REG.PROV.COLL., N. 02631/2019 REG.RIC tratta la questione della settimana corta, affermando dei principi di diritto interessanti su una tematica che spesso determina dei contenziosi.

Il TAR Lazio nel caso di specie respinge il ricorso difendendo in sostanza la “settimana corta” con delle motivazioni articolate che potranno essere utili per avviare delle riflessioni all’interno delle varie istituzioni scolastiche.

Fatto

I ricorrenti impugnavano la Deliberazione assunta da una scuola on la quale è stata approvata, con decorrenza immediata per il prossimo anno scolastico la variazione del calendario scolastico settimanale, dai precedenti sei giorni, comprensivi del sabato, a cinque giorni, ovvero dal lunedì al venerdì, per tutte le classi dell’Istituto; nonché per l’annullamento di tutti gli atti presupposti, preparatori, antecedenti o conseguenti o comunque connessi, ivi compresa, la decisione assunta in materia dal Collegio Docenti. In particolare i ricorrenti lamentavano la lesione del proprio legittimo affidamento nei confronti della scuola che, nonostante le recenti riforme prevedano la possibilità della c.d. settimana corta, aveva mantenuto, fino all’anno scolastico i riferimento, la frequentazione scolastica per sei giorni a settimana lamentando una pluralità di violazioni. Il ricorso verrà respinto con i motivi che ora seguiranno.

La normativa

“Innanzitutto, rientra evidentemente nell’autonomia didattica ed organizzativa dell’amministrazione scolastica, ai sensi degli artt. 4 e 5 del d.p.r. n. 275/1999, ogni decisione inerente l’organizzazione e la programmazione delle attività didattiche, ivi inclusa la relativa calendarizzazione delle ore di lezione nell’arco dei giorni della settimana. Nella materia de qua l’autonomia organizzativa delle istituzioni scolastiche resta improntata al criterio della “flessibilità” come riconosciuto dal comma 3 dell’art. 5 cit. a tenore del quale: “L’orario complessivo del curricolo e quello destinato alle singole discipline e attività sono organizzati in modo flessibile, anche sulla base di una programmazione plurisettimanale, fermi restando l’articolazione delle lezioni in non meno di cinque giorni settimanali e il rispetto del monte ore annuale, pluriennale o di ciclo previsto per le singole discipline e attività obbligatorie”. (…) Come si è anticipato, alle istituzioni scolastiche è riconosciuta la facoltà di adottare tutte le forme di flessibilità ritenute opportune e funzionali alle esigenze didattiche, attraverso la pianificazione modulare del monte ore annuale di ciascuna disciplina ed attività, ferma restando l’articolazione delle lezioni in non meno di cinque giorni settimanali ed il rispetto del monte ore annuale o pluriennale del ciclo previsto per le singole discipline ed attività obbligatorie.”

Se la scelta della settimana corta è adottata con adeguata istruttoria può non dirsi illogica

“Nella specie, la scelta dell’orario settimanale, rimessa all’autonomia ed alla discrezionalità organizzativa della scuola, è stata esercitata in armonia e coerenza con l’intera offerta normativa programmata, non risultando intaccato il monte ore ivi assegnato per ciascuna disciplina, ed indirizzo di studi. Essa, inoltre, non può dirsi illogica né arbitraria, in quanto è stata adottata con il supporto di un’adeguata istruttoria ed esplicitando le ragioni della scelta funzionalizzata all’allineamento del modulo settimanale agli standard nazionali, regionali ed europei, nonché a consentire agli studenti di usufruire del tempo occorrente per l’approfondimento di interessi personali, culturali, sportivi e di volontariato.”

La settimana corta può comportare dei miglioramenti nella vita della scuola

“Il passaggio dai sei ai cinque giorni della settimana scolastica consente infatti, nella valutazione del Collegio dei Docenti, di migliorare la distribuzione dell’impegno e del recupero psicofisico degli Studenti, di ottimizzare la presenza dei Docenti e del Personale amministrativo concentrandoli in un numero inferiore di giornate, di articolare in modo più funzionale la didattica con il raddoppio più frequente delle ore delle diverse discipline diminuendone la dispersione, di incrementare la possibilità di rientro pomeridiano per le possibili attività extracurricolari per la maggiore presenza dei Collaboratori scolastici al pomeriggio, oltre al risparmio energetico derivante da un giorno di chiusura (il sabato).”

Sul principio del legittimo affidamento

“Il principio del legittimo affidamento rileva quando l’azione della Pubblica Amministrazione pregiudichi sostanzialmente la posizione giuridica soggettiva di interesse del cittadino che abbia già acquisito una ragionevole stabilità. Invero il principio del buon andamento di cui all’art. 97 Cost. impone all’Amministrazione l’onere di valutare continuamente la scelta dei mezzi e le modalità per la miglior realizzazione e cura dell’interesse pubblico. Nel caso in esame l’Amministrazione scolastica ha valutato, nell’esercizio della discrezionalità che le è attribuita per legge in materia, che l’articolazione dell’offerta didattica in cinque giorni a settimana in luogo di sei fosse più idonea all’effettiva ed efficace implementazione dell’insegnamento.

Quali le opportunità della settimana corta?

“ La valutazione effettuata dall’Amministrazione scolastica del -OMISSIS-è del tutto ragionevole ove si consideri che, come correttamente rilevato dalla difesa erariale, la rimodulazione dell’offerta didattica in cinque giorni in luogo di sei consentirebbe:

1) una distribuzione migliore dell’impegno nello studio degli Studenti;

2) una più razionale ed efficiente gestione del personale scolastico;

3) una più efficace articolazione della didattica;

4) il superamento del problema delle numerose assenze, mediamente più di cento, e delle uscite anticipate, mediamente più di venti, che gli Studenti concentrano nella giornata del sabato con nocumento della didattica;

5) il possibile miglioramento delle condizioni di studio e di frequenza anche per gli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento, DSA, o con altre difficoltà nei confronti dello studio e della concentrazione: la possibilità di una pausa settimanale di due giorni dalla frequenza scolastica può rappresentare infatti una corretta risposta al loro bisogno di tempi maggiori di recupero. Inoltre la riduzione del numero delle discipline giornaliere, tramite il loro raddoppio orario più frequente, può rispondere meglio alle loro esigenze di usufruire di tempi più distesi nell’impegno e nella pianificazione dello studio, dovendo affrontare giorno per giorno un numero inferiore di discipline nonostante l’aumento delle ore;

6) l’aumento dell’efficacia dell’azione educativa, permettendo di legare tra di loro le ore di alcune discipline, offrendo più opportunità di promuovere didattiche laboratoriali e metodologie innovative, favorendo le compresenze dei Docenti e l’interdisciplinarietà;

7) il prolungamento dell’orario di apertura pomeridiana della scuola, organizzando il lavoro del personale ATA, favorendo l’attivazione di progetti di recupero delle carenze con corsi, sportelli e peer to peer;

9) la possibilità eventuale di riservare la mattina del sabato o i pomeriggi per organizzare e realizzare progetti e attività facoltative, che ad oggi, si svolgono in orario curricolare;

10) una serena partecipazione alla vita familiare e sociale: le Studentesse e gli Studenti avrebbero due giorni consecutivi per gestire tranquillamente i propri rapporti familiari e sociali, lo studio, lo sport e le attività extrascolastiche;

11) la possibilità, per gli studenti iscritti al primo anno, di proseguire con l’articolazione su 5 giorni settimanali di didattica, come già fatto nelle Scuole Secondarie di primo grado sin qui frequentate.”

Criteri immissioni in ruolo insegnanti: obiettivo utilizzare 100% posti vacanti

da Orizzontescuola

di redazione

Al momento la disposizione riguarda la provincia di Trento che, con qualche anticipo su quella nazionale, ha avviato le procedure per la stabilizzazione degli insegnanti.

“Prosegue l’impegno dell’amministrazione provinciale di stabilizzare il personale docente – si legge in un comunicato – e assicurare quanto più possibile continuità didattica agli studenti: con il provvedimento presentato oggi dall’assessore all’istruzione Mirko Bisesti la Giunta fissa le direttive per la programmazione delle assunzioni in ruolo del personale docente della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado per l’anno scolastico 2019/2020, confermando la copertura del 100% dei posti vacanti. Si procederà, quindi, nelle prossime settimane con l’assunzione a tempo indeterminato degli insegnanti.

L’assegnazione del 50% dei posti avverrà attraverso lo scorrimento delle graduatorie dei concorsi per esami e titoli, mentre per il restante 50% i criteri prevedono di attingere i nominativi dei neoassunti per il 25% dalle graduatorie provinciali per titoli e per il restante 25% dalle graduatorie del recente concorso straordinario per titoli.”
Anche a livello nazionale i posti lasciati liberi dai pensionamenti potranno essere utilizzati al 100% sia per docenti che ATA. Lo prevede una disposizione inserita nel decreto legge sulle semplificazioni.

Esame di Stato I Ciclo

Come previsto dall’Ordinanza Ministeriale 24 agosto 2018, AOOUFGAB 600, l’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione si svolge, per l’anno scolastico 2018/2019, nel periodo compreso tra il termine delle lezioni e il 30 giugno 2019, secondo i calendari definiti dalle commissioni d’esame insediate presso le istituzioni scolastiche statali e paritarie.

MIUR convoca sindacati il 2 luglio per immissioni in ruolo e rettifiche mobilità

da Orizzontescuola

di redazione

Il MIUR ha convocato i sindacati per un incontro con il seguente ordine del giorno:

  • Informativa immissioni in ruolo personale docente per l’a.s. 2019/2020;
  • Richiesta informazioni in merito alle rettifiche ai trasferimenti del personale docente per l’a.s. 2019/20

L’incontro si terrà il prossimo martedì 2 luglio alle ore 12 presso la Direzione generale per il personale scolastico.

Istruzione, tagli per 4 miliardi: meno soldi per gli insegnanti di sostegno. Finanzieranno quota 100

da Orizzontescuola

di redazione

Si tratta dell’allegato al disegno di legge di bilancio che presenta alcune voci di taglio alla spesa, tra cui quello dell’istruzione

Secondo quanto riporta il Corriere, la spesa per l’istruzione si riduce, a legislazione vigente, di 4 miliardi nel triennio, cioè di circa il 10%. Si passa da 48,3 a 44,4 miliardi nel giro di tre anni, con una riduzione delle risorse sia per l’istruzione primaria (da 29,4 a 27,1 miliardi di euro) che per quella secondaria (da 15,3 a 14,1 miliardi).

La voce che subirà i maggiori tagli sarà quella dei fondi per i docenti di sostegno, un miliardo nel ciclo primario, 300 milioni in quello secondario.

Di contro, la spesa per quota 100 crescerà tra il ‘19 e il ‘21 di 4 miliardi

Secondo quanto riporta il Corriere, Quota 100 proietterà ad oltre 100 miliardi di euro la spesa per tutte le politiche previdenziali, che passa da 96,4 a 100,2 miliardi tra il ‘19 e il ‘21.

Tfr agli statali dopo 24 mesi e a rate, per la Consulta è lecito: il lavoro privato è diverso

da La Tecnica della Scuola

Di Alessandro Giuliani

I giudici riuniti della Corte Costituzionale, stabilendo che non c’è alcuna discriminazione nell’assegnare il Tfr agli statali dopo 24 mesi dall’uscita dal lavoro, se si è optato per la pensione anticipata, e anche a rate, in tutti quei casi, frequenti, in cui l’importo superasse i 50 mila euro. In pratica, per la Consulta si può.

La tesi della Consulta

La Corte Costituzionale ha spiegato che non si ravviserebbe “alcuna ingiustificata disparità di trattamento tra dipendenti pubblici e dipendenti privati. La disciplina applicabile ai due settori sarebbe, difatti, eterogenea e, con riguardo al lavoro prestato alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, si apprezzerebbero inderogabili esigenze di equilibrio finanziario, estranee all’àmbito del lavoro privato. Peraltro, i trattamenti di fine servizio dei dipendenti pubblici, quanto a criteri di computo e a modalità di finanziamento, presenterebbero peculiarità tali da renderli incomparabili «rispetto agli omologhi istituti prettamente privatistici”.

Usb: i diritti costituzionali vengono garantiti se non incidono sulla spesa

“Tutto a posto insomma – commenta con sarcasmo l’Usb -, la Costituzione Italiana consente, secondo la Corte, diversità di trattamento tra lavoratori privati e lavoratori pubblici e la sentenza ne dà una giustificazione che segue un sentiero tracciato da tempo e che è figlio delle modifiche Costituzionali apportate negli ultimi anni in ossequio alle richieste perentorie dell’Unione Europea”.

Secondo il sindacato di base, la sentenza sostiene che “il lavoro pubblico e il lavoro privato non possono essere considerati alla stessa stregua poiché il settore pubblico è una voce di bilancio e pertanto ne va controllata la spesa affinché questa rimanga all’interno dei parametri definiti attraverso, ad esempio, il pareggio di bilancio. Insomma i diritti costituzionali vengono garantiti se non incidono sulla spesa”.

“Questo ennesimo segnale di sottomissione dei principi costituzionali alle esigenze dell’economia decreta definitivamente la fine dello stato di diritto, quello che – conclude l’Usb – non ammetteva nessuna deroga ai principi ispiratori dei padri costituenti”.

Con Quota 100 è anche peggio

Ricordiamo, comunque, che la tendenza a pagare la pensione fuori dai tempi è stata confermata anche dall’attuale Governo.

L’articolo 23 del DL 4/2019 stabilisce che ai dipendenti pubblici che ricorrono a ‘Quota 100’, il pagamento dell’indennità di fine servizio è “corrisposta al momento in cui il soggetto avrebbe maturato il diritto alla corresponsione stessa secondo quanto stabilito dall’articolo 24 del decreto legge 201 del 6 dicembre 2011, tenuto conto degli adeguamenti di cui alla speranza di vita. Quindi, tanto per capirci, un docente o Ata che riesca ad anticipare di cinque anni l’uscita dal lavoro, non solo si vedrà decurtato l’assegno pensionistico, ma dovrà attendere il compimento dei 67 anni prima di vedersi assegnare il Tfr.

Anche se poi, tutti i lavoratori che accedono al trattamento pensionistico possono presentare richiesta di finanziamento di una somma fino ad un massimo di 30mila euro, ovvero dell’importo spettante, nel caso in cui il TFS sia di importo inferiore.

L’ex ministro Elsa Fornero: c’è chi si ribella al cambiamento

Intanto, però, l’ex ministro del lavoro, Elsa Fornero, promotrice della riforma pensionistica, con l’innalzamento dei parametri d’accesso, ha tenuto a dire che “ci sono paesi in cui la resistenza al cambiamento è più forte che altrove, ma non cambiare può suggerire una sicurezza solamente illusoria. Mentre le riforme sono la risposta di una politica che dovrebbe guardare lontano e anticipare i cambiamenti strutturali”.

Secondo la Fornero, da qualche tempo in pensione, le riforme della scuola e del mercato del lavoro sono necessarie per “eliminare privilegi, redistribuire ricchezza e aumentare le opportunità occupazionali”.

Oggi, ha concluso l’ex ministro, occorre raggiungere “un difficilissimo equilibrio tra flessibilità e protezione dello status quo”, ma “bisogna provarci con onestà e competenza”.

Manovra, tagli da 4 miliardi in tre anni per la scuola: si disinveste sui docenti di sostegno

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

Il bilancio pubblico riclassificato per “azioni politiche” che viene allegato al disegno di legge di bilancio 2019 rende in modo evidente le scelte operate con la manovra, cioè come i nuovi stanziamenti e i tagli alla spesa necessari per finanziarli modificheranno il bilancio del prossimo triennio.

Al netto di nuovi interventi che certamente ci saranno, se non altro per scongiurare gli aumenti dell’Iva con altri tagli o tasse.

Lo segnala il Corriere della Sera

cfr. Legge di Bilancio 2019

Brutte notizie per la scuola: le risorse si riducono, a legislazione vigente, di 4 miliardi nel triennio, cioè di circa il 10%. Si passa da 48,3 a 44,4 miliardi nel giro di tre anni, con una riduzione delle risorse sia per l’istruzione primaria (da 29,4 a 27,1 miliardi di euro) che per quella secondaria (da 15,3 a 14,1 miliardi).

A determinare la flessione contribuisce in modo decisivo la riduzione dei fondi per gli insegnanti di sostegno, un miliardo nel ciclo primario, 300 milioni in quello secondario.

In compenso si spenderà qualcosa in più per l’Istruzione universitaria (da 8,3 a 8,5 miliardi tra il ‘19 e il ‘21).

Attesa, dunque, per vedere cosa accadrà nella prossima Legge di Bilancio, quella da approvare entro dicembre 2019.

Carta docente, il bonus deve essere validato entro il 31 agosto

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

la Legge 107/2015 ha introdotto un bonus docenti di 500 euro o carta del docente, da utilizzare per l’aggiornamento e l’auto formazione professionale dei docenti di ruolo.

Sulla pagina dedicata alla carta del docente, è apparso un messaggio: “Si ricorda che il bonus docenti deve essere validato entro il 31 agosto 2019″

Pertanto, per essere valido, il bonus docenti 500 euro dovrà essere validato entro la data del 31 agosto 2019.
La somma di 500 euro infatti, prima deve essere validata e da quel momento è possibile utilizzarla per gli acquisti.

Come ogni anno, quindi, il Ministero fissa tale data in quanto il giorno 1° settembre, verrà sospesa la piattaforma per il cambio di anno scolastico.
I buoni della carta del docente validati ma non utilizzati dai docenti, verranno annullati e attribuiti al residuo anno scolastico 2018/19, sommandosi alla somma dell’anno scolastico 2019/2020.
Ricordiamo infatti che le somme non spese entro la conclusione dell’anno scolastico di riferimento (31 agosto 2019) sono rese disponibili nella Carta del docente dell’anno scolastico successivo, in aggiunta alle risorse ordinariamente erogate.

Come ottenere lo SPID per la carta del docente

Lo SPID è il sistema di autenticazione che permette a cittadini ed imprese di accedere ai servizi online della pubblica amministrazione e dei privati aderenti con un’identità digitale unica.

L’identità SPID è costituita da credenziali (nome utente e password) che vengono rilasciate all’utente e che permettono l’accesso a tutti i servizi online, in questo modo si potrà accedere ai vari servizi senza la necessità di acquisire le diverse credenziali previste dai singoli enti. È utilizzabile da computer, tablet e smartphone.

Secondo le istruzioni fruibili sul sito dell’Agenzia per l’Italia digitale, occorre essere in possesso di un indirizzo e-mail, un numero di telefono cellulare, tessera sanitaria e di un documento di identità valido (uno tra carta di identità, passaporto o patente).

Il primo passo è quello di registrarsi sul sito di uno degli “Identity provider” a scelta tra Aruba, InfoCert, Namirial, Poste Italiane, Register.it, Sielte e Tim. I tempi di rilascio dell’identità digitale dipendono dai singoli gestori. La procedura di registrazione varia a seconda dell’Identity provider scelto.

L’accesso avviene utilizzando il nome utente e la password scelti al momento della registrazione. Per alcuni servizi, che richiedono un grado di sicurezza maggiore, è necessaria anche la generazione di un codice temporaneo di accesso (OTP: one time password) via sms o utilizzando una “app” su smartphone o tablet.

Maggiori informazioni sono disponibili a questo LINK (clicca qui)

Quando ci si può iscrivere alla piattaforma

Il DPCM del 28 novembre 2016 stabilisce che “A partire dall’anno scolastico 2017/2018, la registrazione di nuovi soggetti beneficiari dell’applicazione web dedicata è consentita dal 1° settembre al 30 ottobre di ciascun anno”. Questo vuol dire, come chiarito in precedenza, che non esiste alcuna scadenza per il bonus docenti e l’operatività del sistema non prevede finestre di registrazione prefissate. Inoltre, l’accesso con le credenziali dopo la procedura di autenticazione rimane attivo ad oltranza.

Cosa si può acquistare con la Carta del docente

Altra domanda molto frequente, ancora non molto chiara, è cosa acquistare con la carta docente. Ecco una lista fornita dal Ministero:

  1. a)libri e testi, anche in formato digitale, pubblicazioni e riviste comunque utili all’aggiornamento professionale;
  2. b)hardware e software;
  3. c)iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca;
  4. d)iscrizione a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale;
  5. e)titoli di accesso per rappresentazioni teatrali e cinematografiche;
  6. f)titoli per l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo;
  7. g)iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione.

Ricordiamo che La Tecnica della Scuola è ente formativo accredito dal ministero dell’Istruzione.

Nella sezione CORSI del nostro portale è disponibile l’elenco di tutte le proposte formative della casa editrice, mentre nella sezione E-BOOK  è possibile consultare il catalogo dei materiali digitali realizzati dai nostri esperti, anch’essi acquistabili con la carta del docente.

Mobilità 2019, quali sono i motivi delle rettifiche e degli annullamenti?

da La Tecnica della Scuola

Di Fabrizio De Angelis

La giornata del 27 giugno è stata contraddistinta dalla segnalazione di errori negli esiti della mobilità docenti 2019: infatti, sono arrivate diverse lamentele di docenti che hanno ricevuto una nuova mail con il trasferimento annullato. Contestualmente anche gli Uffici scolastici provinciali hanno pubblicato degli avvisi in cui si fa riferimento a rettifiche o annullamenti degli esiti della mobilità docenti 2019. Il motivo? A seguito di verifiche effettuate sui bollettini dei trasferimenti, sono state apportate delle modifiche agli esiti.

Mobilità docenti: quali motivi per gli errori degli esiti?

I sindacati nelle ultime 48 ore si sono mossi ed hanno ottenuto alcune risposte: il MIUR ha fornito l’elenco dei movimenti del personale docente per i quali, essendo state riscontrate anomalie, sono stati disposti l’annullamento o la rettifica. Si tratta in totale di 945 casi, analizzando i quali emerge che le domande annullate sono 352 (8 per posti di scuola dell’infanzia, 14 di primaria, 187 di secondaria di I grado e 143 di secondaria di II grado), mentre risultano rettificate 573 operazioni.

La Cisl Scuola chiede un approfondito confronto con l’Amministrazione, su quali siano state le cause che hanno prodotto un così rilevante numero di anomalie nelle operazioni di mobilità.

La Flc Cgil, invece, fa sapere che gli errori sarebbero stati causati in parte dal mancato accantonamento sui posti FIT. Ciò ha comportato l’erroneo l’utilizzo dei suddetti posti ai fini dei trasferimenti, almeno nella scuola secondaria.

Mobilità docenti: si attendono notizie dal Miur

Seppur già individuate e tutte le posizioni degli interessati risultano sistemate, con gli UST che stanno procedendo alla pubblicazione degli elenchi aggiornati, sarebbe opportuno un intervento del Ministero dell’Istruzione che chiarisca realmente i motivi che hanno portato tali errori, seppur limitati ad alcune province.
Sono tanti i docenti che ci contattano per esprimere il loro disappunto e la loro amarezza per tale beffa. E che non sanno come procedere.

Mobilità docenti come fare reclamo

Al di là di quanto accaduto, può capitare che nel controllare i bollettini ufficiali della mobilità si dovessero trovare delle anomalie, come per esempio riscontrare che una scuola da voi espressa è stata assegnata ad un docente con minore punteggio del vostro, allora è importante vederci chiaro e fare immediatamente reclamo motivato e magari anche accesso agli atti. Ecco allora che il docente può produrre reclamo.

Modello Reclamo mobilità docenti, cosa scrivere e a chi indirizzarlo

La Tecnica della scuola mette a disposizione un modello di reclamo avverso all’esito sfavorevole dei trasferimenti scuola 2019, al mancato riconoscimento di diritti contrattuali già notificati al momento della convalida della domanda da parte dell’ufficio scolastico provinciale di titolarità.

CLICCA QUI PER SCARICARE IL MODELLO

Nel reclamo per la mobilità docenti bisogna scrivere i motivi della presentazione di tale istanza, facendo riferimento alla data di presentazione della domanda di mobilità, alla data della notifica della convalida del punteggio e all’anomalia riscontrata nella fase di pubblicazione degli esiti della mobilità 2019/2020. Più è particolareggiato il reclamo e meglio sono impostate le motivazioni dello stesso, più alto sarà il successo di trovare soddisfazione e l’immediata correzione da parte dell’ufficio preposto.

Il suddetto reclamo bisogna indirizzarlo, entro i 10 giorni successivi la pubblicazione degli esiti della mobilità, all’ufficio scolastico provinciale di titolarità, ovvero quello a cui era stata inviata la domanda di mobilità docenti 2019/2020.

Concorso DSGA: come consultare la prova preselettiva

da Tuttoscuola

Nelle giornate degli scorsi 11, 12 e 13 giugno 2019 si sono svolte le prove preselettive del concorso DSGA. I vari USR hanno pubblicato anche gli elenchi degli ammessi alla prova scritta e dallo scorso 24 giugno è possibile prendere visione del proprio elaborato accedendo al portale delle Istanze on line (Polis) nella sezione “Altri servizi” con le credenziali assegnate al momento della registrazione. Ma come fare nello specifico? Prova a spiegarlo Tuttoscuola.

Come accedere alla prova preselettiva del concorso DSGA su Istanze Online

Prima di tutto bisogna assicurarsi di essere in possesso di una valida utenza di accesso al Servizio e di aver effettuato la procedura di abilitazione.

Una volta sulla homepage di Istanze Online bisogna entrare nell’area riservata indicata alla voce “Accesso al Servizio” cliccando sul pulsante blu “Accedi” e inserendo le proprie credenziali (username e password).

Dopo aver completato l’operazione, cliccare in alto e sinistra su “Altri Servizi” e successivamente su “Visualizza prova preselettiva Concorso Dsga” in fondo alla pagina.

Tenere fuori la scuola da ogni ipotesi di regionalizzazione

Tenere fuori la scuola da ogni ipotesi di regionalizzazione

“Siamo fermamente convinti che la scuola vada lasciata fuori da ogni ipotesi di autonomia differenziata, operazione a nostro avviso in contrasto per molti aspetti col dettato costituzionale ed estremamente pericolosa – dichiarano Francesco Sinopoli, Maddalena Gissi, Giuseppe Turi, Elvira Serafini e Rino Di Meglio – perché destinata ad accentuare squilibri e disuguaglianze già oggi presenti, situazioni che andrebbero affrontate e risolte proprio con un deciso investimento in istruzione e formazione. Il carattere unitario e nazionale del sistema scolastico è per questo una risorsa preziosa di cui il Paese non può essere privato”.

L’esame dei testi da parte del Consiglio dei Ministri, previsto per oggi, sembra sia stato rinviato, ma i sindacati scuola non abbassano la guardia, forti anche del vasto consenso espresso dalla categoria in numerose iniziative svolte in tutte le regioni italiane e dell’altissimo numero di adesioni alla raccolta di firme contro la regionalizzazione.
Le ragioni del no ai progetti di autonomia differenziata che contemplano anche una regionalizzazione delle competenze in materia di istruzione sono state ribadite il 26 giugno con un flash mob, organizzato dalle segreterie regionali del Lazio, davanti alla Camera dei Deputati dai maggiori sindacati del comparto istruzione e ricerca (FLC CGIL, CISL FSUR, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams).

“Ricordiamo al Governo – affermano i segretari generali – che nell’intesa sottoscritta a Palazzo Chigi dal Presidente del Consiglio vi sono impegni espliciti e chiari in questo senso, laddove si riconosce il ruolo assegnato alla scuola per garantire identità e unità culturale del Paese, anche attraverso l’unitarietà dello stato giuridico del personale, il valore nazionale dei contratti, un sistema nazionale di reclutamento del personale e le regole per il governo delle scuole autonome”.

L’impegno dei sindacati prosegue, non solo in relazione al procedere dell’iter delle intese, sulle quali peraltro hanno chiesto ai Presidenti delle Camere di farsi garanti di un pieno coinvolgimento del Parlamento su questioni che non possono essere gestite in un rapporto esclusivo tra Governo e singole regioni: per contrastare quello che ritengono un disegno disgregatore dell’unità nazionale le organizzazioni sindacali non trascureranno alcuna iniziativa.