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Decreto Interministeriale (Bozza, 22.09.17)

IL MINISTRO DELL’ ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA
di concerto con
IL MINISTRO DELL’ ECONOMIA E DELLE FINANZE

Decreto Interministeriale (Bozza, 22.09.17)

Regolamento recante i principi e le istruzioni generali sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche cui è stata attribuita personalità giuridica ed autonomia a norma dell’articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, del decreto del Presidente della Repubblica 18 giugno 1998, n. 233 e del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, anche alla luce della riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione di cui alla legge 13 luglio 2015, n. 107.

Decreto Direttoriale 15 settembre 2017, AOODGRUF 1502

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali
Direzione Generale per le risorse umane e finanziarie

Decreto Direttoriale 15 settembre 2017, AOODGRUF 1502

Bando finalizzato all’individuazione di una istituzione scolastica ed educativa statale, o di una rete di scuole, che supporti la Direzione Generale per le Risorse Umane e Finanziarie, nello svolgimento di attività volte a semplificare e ad uniformare le modalità e gli strumenti legati alla gestione amministrativo contabile delle scuole, con particolare attenzione ai processi di programmazione, registrazione contabile e consuntivazione, anche in considerazione della revisione, attualmente in corso, del D.I. 1° febbraio 2001, n. 44

Decreto Presidente Consiglio dei Ministri 16 giugno 2017

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 giugno 2017

Metodologia generale del bilancio di genere ai fini della rendicontazione, tenuto conto anche delle esperienze già maturate nei bilanci degli Enti territoriali. (17A05165)

(GU Serie Generale n.173 del 26-07-2017)

IL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

di concerto con

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

Vista la legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive
modificazioni, recante la legge di contabilita’ e, particolare,
l’art. 40, comma 1, concernente la delega al Governo per il
completamento della revisione della struttura del bilancio dello
Stato;
Visto il decreto legislativo 12 maggio 2016, n. 90, recante
completamento della riforma della struttura del bilancio dello Stato
in attuazione dell’art. 40, comma 1, della legge 31 dicembre 2009, n.
196, e, in particolare, l’art. 9, che ha inserito l’art. 38-septies,
della citata legge n. 196 del 2009, che dispone l’avvio di una
sperimentazione di un bilancio di genere per il bilancio dello Stato;
Visto, in particolare, il comma 2, del sopra citato art.
38-septies, secondo cui con apposito decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e
delle finanze, e’ definita la metodologia generale del bilancio di
genere ai fini della rendicontazione anche tenendo conto delle
esperienze gia’ maturate nei bilanci degli enti territoriali;
Visto il decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, recante
attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di
ottimizzazione della produttivita’ del lavoro pubblico e di
efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni e, in
particolare, l’art. 10, secondo cui la relazione annuale sulla
performance evidenzia, a consuntivo, con riferimento all’anno
precedente, i risultati organizzativi e individuali raggiunti
rispetto ai singoli obiettivi programmati ed alle risorse, con
rilevazione degli eventuali scostamenti, il bilancio di genere
realizzato;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22
novembre 2010, recante disciplina dell’autonomia finanziaria e
contabile della Presidenza del Consiglio dei ministri;
Vista la risoluzione del Parlamento europeo del 3 luglio 2003,
2002/2198(INI) recante «La costruzione dei bilanci pubblici secondo
la prospettiva di genere», nella quale si definisce il bilancio di
genere come lo strumento che consente di «adottare una valutazione
d’impatto di genere a tutti i livelli delle procedure di bilancio e
ristrutturando le entrate e le uscite al fine di promuovere
l’uguaglianza tra uomini e donne»;
Vista, altresi’, la risoluzione del Parlamento europeo del 25
febbraio 2010, P7_TA(2010)0037, su Pechino +15, recante «Piattaforma
d’azione delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere» che
ribadisce la necessita’ di mettere in atto e monitorare
sistematicamente l’integrazione della prospettiva di genere nei
processi legislativi, di bilancio e in altri importanti processi,
nonche’ strategie, programmi e progetti in vari ambiti, tra cui la
politica economica e le politiche d’integrazione;
Vista la raccomandazione del Comitato dei ministri CM/Rec (2007)17
rivolta agli Stati membri sulle norme e i meccanismi in materia di
uguaglianza di genere che individua nel bilancio di genere uno degli
strumenti piu’ efficaci per integrare la dimensione di genere e
garantire una presenza equilibrata di entrambi i sessi nei servizi
pubblici;
Vista la direttiva 23 maggio 2007 recante «Misure per attuare
parita’ e pari opportunita’ tra uomini e donne nelle amministrazioni
pubbliche», adottata dal Ministro per le riforme e le innovazioni
nella pubblica amministrazione e dal Ministro per i diritti e le pari
opportunita’, la quale prevede la necessita’ di redigere i bilanci di
genere e che questi «diventino pratica consolidata nelle attivita’ di
rendicontazione sociale delle amministrazioni»;
Tenuto conto della direttiva del Presidente del Consiglio dei
ministri 15 giugno 2017 recante «Indirizzi per l’attuazione dei commi
1 e 2 dell’art. 14 della legge 7 agosto 2015, n. 124 e linee guida
contenenti regole inerenti all’organizzazione del lavoro finalizzate
a promuovere la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro dei
dipendenti»;
Considerato che il Dipartimento della Ragioneria generale dello
Stato del Ministero dell’economia e delle finanze, d’intesa con la
Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della funzione
pubblica, ai sensi del titolo V del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, effettua una serie di rilevazioni relative al personale
dipendente dalle pubbliche amministrazioni, tra cui quelle note come
Conto annuale nel sistema informativo costituente la banca dati del
personale (SICO – Sistema conoscitivo del personale dipendente dalle
amministrazioni pubbliche);
Considerato che il Dipartimento degli affari generali del Ministero
dell’economia e delle finanze gestisce il sistema di pagamento del
c.d. cedolino unico di cui all’art. 2, comma 197 della legge 23
dicembre 2009, n. 191, attraverso il quale e’ possibile ricavare
informazioni utili a effettuare un’analisi del diverso impatto del
genere per le politiche del personale delle amministrazioni centrali
dello Stato;
Tenuto conto delle esperienze maturate nell’ambito di diverse
amministrazioni a livello centrale e territoriale per lo sviluppo di
metodologie e indicatori utili al fine di una rappresentazione del
bilancio secondo una prospettiva di genere e per l’attuazione di
azioni che promuovono le pari opportunita’ rivolte al personale delle
stesse amministrazioni;
Tenuto conto, altresi’, che tra gli indicatori di Benessere equo e
sostenibile (BES) introdotti dal Governo nel documento di economia e
finanza 2017 in via sperimentale per monitorare l’evoluzione del
benessere e valutare l’impatto delle politiche ai sensi dell’art. 10,
comma 10-bis figura, tra l’altro, il tasso di mancata partecipazione
al lavoro per gli uomini e per le donne;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16
dicembre 2016, con il quale alla Sottosegretaria di Stato alla
Presidenza del Consiglio dei ministri, on. avv. Maria Elena Boschi,
e’ stata conferita la delega per la firma di decreti, atti e
provvedimenti di competenza del Presidente del Consiglio dei
ministri;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 19
gennaio 2017, con il quale alla Sottosegretaria di Stato alla
Presidenza del Consiglio dei ministri, on. avv. Maria Elena Boschi,
e’ stata conferita la delega per esercitare le funzioni di
programmazione, indirizzo e coordinamento di tutte le iniziative,
nonche’ ogni altra funzione attribuita dalle vigenti disposizioni al
Presidente del Consiglio dei ministri nelle materie concernenti la
promozione dei diritti della persona, delle pari opportunita’ e della
parita’ di trattamento, la prevenzione e rimozione di ogni forma e
causa di discriminazione;

Decreta:

Art. 1

Sperimentazione del bilancio di genere

1. Per l’esercizio 2016 e’ realizzato, in via sperimentale, un
bilancio di genere con riferimento al conto del bilancio dello Stato,
quale strumento per la valutazione del diverso impatto delle
politiche di bilancio sulle donne e sugli uomini, in termini di
denaro, servizi, tempo e lavoro non retribuito, tramite una maggiore
trasparenza della destinazione delle risorse e attraverso un’analisi
degli effetti delle suddette politiche in base al genere.
2. I soggetti coinvolti sono i singoli centri di responsabilita’
delle amministrazioni centrali dello Stato incluse le loro
articolazioni periferiche, e della Presidenza del Consiglio dei
ministri, quali soggetti attivi delle politiche di bilancio e
detentori, rilevatori e fornitori dei dati, nonche’ il Dipartimento
della Ragioneria generale dello Stato, il Dipartimento delle finanze,
il Dipartimento degli affari generali del Ministero dell’economia e
delle finanze per i dati e le metodologie comuni a tutte le
amministrazioni centrali.

Art. 2

Riclassificazione contabile
della spesa secondo una prospettiva di genere

1. La metodologia generale per la realizzazione del bilancio di
genere richiede una riclassificazione contabile delle spese del
bilancio dello Stato in:
a) neutrali, rispetto al genere;
b) sensibili, ossia che hanno un diverso impatto su donne e
uomini;
c) destinate a ridurre le diseguaglianze di genere.
2. Ai sensi dell’art. 38-septies, comma 3, della legge n. 196 del
2009, gli schemi contabili e le modalita’ di rappresentazione sono
stabiliti dal Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento
della Ragioneria generale dello Stato tramite apposite linee guida
che specificano le categorie della riclassificazione di cui al comma
1 e le unita’ di analisi a cui applicarle.
3. I dati rilevati ed elaborati secondo i criteri delle linee guida
di cui al comma 2 sono trasmessi dai centri di responsabilita’ delle
amministrazioni centrali dello Stato al Dipartimento della Ragioneria
generale dello Stato secondo le modalita’ operative ed informatiche
ivi illustrate.
4. Gli Uffici centrali del bilancio curano il raccordo tra il
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato e le strutture
delle amministrazioni centrali dello Stato, anche ai fini della
trasmissione dei dati e della condivisione della metodologia,
facilitando i compiti delle amministrazioni e assicurando
l’unitarieta’ dell’applicazione dei principi e degli schemi contabili
contenuti nelle linee guida di cui al comma 2.
5. La riclassificazione della spesa fornisce evidenza anche della
diversa ripartizione di genere del personale delle amministrazioni
centrali dello Stato, in base alle risultanze del sistema di
pagamento del cd. cedolino unico di cui all’art. 2, comma 197 della
legge 23 dicembre 2009, n. 191 e alle rilevazioni relative al
personale dipendente delle pubbliche amministrazioni, tra cui quelle
del Conto annuale nel sistema informativo costituente la banca dati
del personale (SICO – Sistema conoscitivo del personale dipendente
dalle amministrazioni pubbliche).

Art. 3

Indicatori per il monitoraggio del diverso impatto delle politiche
sul genere

1. Al fine di monitorare il diverso impatto sul genere delle
politiche statali, il bilancio di genere si avvale di indicatori
statistici che riguardano sia le politiche del personale
dell’amministrazione, sia le politiche settoriali.
2. Ai sensi dell’art. 38-septies, comma 3, della legge n. 196 del
2009, le modalita’ di raccolta e presentazione degli indicatori
statistici sono stabiliti nelle linee guida, anche tenuto conto dei
contenuti previsti ai sensi dell’art. 10, comma 1, lettera b), del
decreto legislativo n. 150 del 2009. In particolare, gli indicatori
relativi alle politiche del personale delle amministrazioni centrali
sono stabiliti d’intesa con la Presidenza del Consiglio dei ministri
– Dipartimento della funzione pubblica.
3. La rilevazione del Conto annuale prevista dal titolo V del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, costituisce una fonte di
dati per la costruzione di indicatori riferiti alle diseguaglianze di
genere relative alle politiche di personale delle amministrazioni
centrali di cui all’ultimo periodo del comma 2. Le amministrazioni
sono tenute a rispettare la scadenza per la trasmissione dei dati
indicata nella circolare annuale del Dipartimento della Ragioneria
generale dello Stato relativa alla rilevazione del Conto annuale.
4. Le amministrazioni comunicano le azioni intraprese e gli
indirizzi specifici emanati per incidere nella direzione di una
riduzione delle diseguaglianze di genere sulla base degli schemi
stabiliti nelle linee guida, evidenziando il proprio contributo anche
tramite indicatori di risultato da esse individuati.
5. Gli indicatori statistici di riferimento per monitorare
l’impatto sul genere delle politiche statali possono essere adottati
da parte di ciascuna amministrazione anche nelle note integrative
allegate al bilancio dello Stato in relazione ai programmi di spesa
che possono maggiormente incidere in termini di politiche
sottostanti, nonche’ per la misurazione e la valutazione della
performance organizzativa, in coerenza con i contenuti previsti nel
piano della performance e nella relazione sulla performance, ai sensi
dell’art. 8, comma 1, lettera h) e dell’art. 10, comma 1, lettera a)
e lettera b) del decreto legislativo n. 150 del 2009.

Art. 4

Costruzione di indicatori per il monitoraggio dell’impatto delle
politiche sul genere

1. Al fine di supportare le amministrazioni nell’adozione di una
prospettiva di genere nell’ambito delle politiche del proprio
personale, il Dipartimento delle pari opportunita’ e il Dipartimento
della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri e
il Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della
Ragioneria generale dello Stato collaborano nella costruzione di
indicatori statistici utili al monitoraggio dell’impatto sul genere
delle politiche del personale delle amministrazioni, tra cui il
divario medio retributivo delle posizioni apicali nelle
amministrazioni centrali dello Stato e nella Presidenza del Consiglio
dei ministri. Tale collaborazione e’ volta a evitare duplicazioni e a
garantire uniformita’ di applicazione.
2. L’ISTAT collabora con la Presidenza del Consiglio dei ministri –
Dipartimento delle pari opportunita’ e il Ministero dell’economia e
delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato,
al fine dell’individuazione di indicatori utili al monitoraggio
dell’impatto sul genere delle politiche statali, assicurando
l’inclusione delle relative statistiche di base, distinte per genere,
nel Piano statistico nazionale.

Art. 5

Analisi delle politiche di entrata
secondo una prospettiva di genere

1. Il Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento delle
finanze effettua analisi sulle principali politiche tributarie ovvero
su particolari misure fiscali adottate per ridurre le diseguaglianze
di genere, quantificando il diverso impatto su donne e uomini.
2. Le analisi sono elaborate facendo riferimento anche a indicatori
statistici, quali il coefficiente di Gini per genere.
3. Sono, altresi’, individuate in un apposito elenco le eventuali
agevolazioni fiscali, previste dalla legislazione vigente, dirette a
ridurre le diseguaglianze di genere.

Art. 6

Applicazione ai bilanci
di altre amministrazioni pubbliche

1. Le amministrazioni pubbliche diverse dalle amministrazioni
centrali dello Stato e dalla Presidenza del Consiglio dei ministri
possono definire un percorso di adozione della riclassificazione
contabile secondo una prospettiva di genere e del ricorso a
indicatori di monitoraggio in analogia al bilancio dello Stato. Le
amministrazioni vigilanti supportano le amministrazioni vigilate, in
coerenza con quanto effettuato per il proprio bilancio.

Art. 7

Disposizioni finali

1. Entro il 30 settembre 2017, il Ministro dell’economia e delle
finanze trasmette alle Camere una relazione sulla sperimentazione di
cui all’art. 1, indicando le risultanze della sperimentazione e le
modalita’ per condurre a regime la realizzazione del bilancio di
genere.
2. All’esito della sperimentazione di cui all’art. 1, il Ministero
dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria
generale dello Stato procede, con apposite circolari, all’eventuale
aggiornamento delle linee guida e a specificare le modalita’
operative di raccolta e trasmissione delle informazioni occorrenti,
nonche’ a fissare la tempistica della redazione del bilancio di
genere.
3. La Presidenza del Consiglio dei ministri, nell’ambito della
propria autonomia organizzativa e contabile, adotta le misure
relative all’applicazione del presente decreto tenendo conto delle
peculiarita’ della propria struttura.
Il presente decreto e’ inviato ai competenti organi di controllo e
sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 16 giugno 2017

p. Il Presidente
del Consiglio dei ministri
La Sottosegretaria di Stato
Boschi

Il Ministro dell’economia
e delle finanze
Padoan

Registrato alla Corte dei conti l’11 luglio 2017
Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri giustizia e affari esteri,
reg.ne prev. n. 1574

Nota 29 settembre 2016, AOODGRUF 14207

D.G. per le risorse umane e finanziarie

All’Istituzione scolastica xxxxx
e pc Ai revisori dei conti
AII’USR competente per territorio
LORO SEDI

Nota 29 settembre 2016, AOODGRUF 14207

Oggetto: A.F. 2016 – a.s. 2016/2017 – Avviso assegnazione risorse finanziarie per funzionamento amministrativo didattico ed altre voci (integrazione al Programma Annuale 2016 – periodo settembre dicembre 2016) e comunicazione preventiva delle risorse finanziarie per funzionamento amministrativo didattico ed altre voci del Programma Annuale 2017 – periodo gennaio-agosto 2017


mof

Avviso 16 maggio 2016

Direzione Generale per le Risorse Umane e Finanziarie – Uff. IX

Oggetto: Sperimentazione Help Desk Amministrativo-Contabile Istituzioni scolastiche – art. 1, comma 142, legge 13 luglio 2015, n. 107

Si comunica che, ai sensi dell’art. 1, comma 142 della legge 13 luglio 2015, n. 107, la Direzione Generale per le Risorse Umane e Finanziarie – Uff. IX ha messo a punto un progetto informatico di help desk amministrativo-contabile, volto a fornire soluzioni a problematiche amministrative e contabili poste dalle Istituzioni scolastiche.

Nelle prossime settimane si intende avviare la sperimentazione della piattaforma realizzata con tale progetto, mediante il coinvolgimento dinamico di alcune scuole, che verranno divise in due gruppi: il primo dovrà richiedere assistenza nell’apposita area dell’Help Desk, formulando quesiti su problematiche riscontrate nei processi dell’area contabile; il secondo gruppo dovrà fornire le risposte e le soluzioni alle domande e alle richieste poste.

A tal fine, si invitano le Istituzioni scolastiche interessate a partecipare fattivamente alla fase di sperimentazione, a voler comunicare la propria candidatura, corredata dell’identificativo dell’utenza SIDI per la profilatura sul Sistema, inviando un’e-mail di conferma all’Ufficio IX della Direzione Generale per le Risorse Umane e Finanziarie (dgruf.ufficio9@istruzione.it), entro la data del 19 maggio 2016, riportando nell’oggetto del messaggio “Sperimentazione Help Desk Amministrativo- Contabile Istituzioni scolastiche”.

Nota 12 aprile 2016, Prot. n. 5454

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per la Programmazione e la Gestione delle Risorse Umane, Finanziarie e Strumentali
Direzione Generale per le risorse umane e finanziarie – ufficio IX

A tutte le Istituzioni Scolastiche
Ai revisori dei conti
E p.c. Agli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI

Nota 12 aprile 2016, Prot. n. 5454

OGGETTO: Conto consuntivo delle Istituzioni scolastiche per l’anno finanziario 2015 – PROROGA TERMINI.

Nota 11 settembre 2015, AOOOGRUF 13439

All’Istituzione scolastica xxxxx
e pc Ai revisori dei conti
All’USR competente per territorio
LORO SEDI

Nota 11 settembre 2015, AOOOGRUF 13439

Oggetto: A.F. 2015 – a.s. 2015/2016 – Avviso assegnazione risorse finanziaria per funzionamento amministrativo didattico ed altre voci (Programma Annuale 2015 – periodo settembre-dicembre 2015) e comunicazione preventiva delle risorse finanziarie per funzionamento amministrativo didattico ed altre voci del Programma Annuale 2016 – periodo gennaio-agosto 2016

Decreto Direttore Generale 7 agosto 2015, AOODGRUF 623

Direzione Generale per le Risorse Umane e Finanziarie

Decreto Direttore Generale 7 agosto 2015, AOODGRUF 623

Risorse finanziarie destinate alle istituzioni scolastiche ed educative statali che hanno subito eventi eccezionali di furti e/o danneggiamenti a seguito di atti vandalici

Nota 30 aprile 2015

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per la Programmazione e la Gestione delle Risorse Umane, Finanziarie e Strumentali
Direzione Generale per le risorse umane e finanziarie

All’Istituzione Scolastica
Codice Meccanografico XXXXXX

Ai Revisori dei Conti per il tramite della Scuola

Agli Uffici Scolastici Regionali
LORO E-MAIL

 

Oggetto: Rilevazione Residui Attivi, Residui Passivi e Giacenze di somme con vincolo di destinazione rimaste inutilizzate.

Con la presente si comunica che questa Direzione Generale (DGRUF), d’intesa con il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato – Ispettorato Generale di Finanza (IGF), ha avviato una procedura di rilevazione dei residui attivi e passivi, nonché delle economie esistenti nei bilanci delle scuole, relativi a finanziamenti di provenienza del Miur con vincolo di destinazione (escluse le somme di provenienza dai Fondi Europei).

Tale iniziativa, in continuità con quanto avviato con le due precedenti note MIUR prot. n. 18780 del 22 dicembre 2014 (Avviso assegnazione ed erogazione per situazioni di “sofferenza finanziarie”) e prot. n. 1444 del 28 gennaio 2015 (Avviso di assegnazione), deriva dall’esigenza di poter disporre di un quadro aggiornato e dettagliato della situazione finanziaria delle singole istituzioni scolastiche, necessario ad approfondire la conoscenza della tipologia e della natura dei residui iscritti nei bilanci scolastici, avuto particolare riguardo a quelli “passivi” riferibili ad oneri di Stato ed IRAP.

Quanto rilevato, inoltre, costituirà elemento informativo utile a consentire alla scrivente Amministrazione di porre in essere le opportune iniziative a sostegno delle istituzioni scolastiche autonome, anche in un’ottica di programmazione degli interventi.

Alla luce di quanto sopra esposto, si procede quindi all’attivazione della rilevazione di “Residui Attivi”, “Residui Passivi” e “Giacenze” del Miur, che andrà effettuata dal 30 aprile 2015 al 25 maggio 2015, invitando contestualmente tutte le istituzioni scolastiche a voler prestare la massima cura nella compilazione e trasmissione dei dati. A tal fine, si allega alla presente un manuale di istruzioni di ausilio alla compilazione dei format.

Ai fini dell’invio, è richiesta la validazione dei dati da parte del Dirigente Scolastico, non mancando di precisare che i Revisori dei conti, nominati in rappresentanza del Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dovranno verificare, alla prima visita utile, la coerenza delle informazioni rese con quelle rinvenibili nei documenti amministrativo-contabili della scuola.

A supporto delle Istituzioni scolastiche, infine, per agevolare il controllo e la qualità dei dati trasmessi, è stata messa a disposizione una funzione che dà la possibilità di visualizzare le informazioni inserite sotto forma di tabella riepilogativa dei residui attivi e passivi simile a quella del Mod L. Pertanto, prima di effettuare la validazione, si consiglia di utilizzare tale funzione per un riscontro dei valori inseriti.

 

IL DIRETTORE GENERALE

Jacopo Greco


 

Decerto Ministero Lavoro e Politiche sociali 30 gennaio 2015

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

Decerto Ministeriale 30 gennaio 2015

Semplificazione in materia di documento unico di regolarità contributiva (DURC). (15A04239)

(GU Serie Generale n.125 del 1-6-2015)

 
 
 
                       IL MINISTRO DEL LAVORO 
                      E DELLE POLITICHE SOCIALI 
 
 
                           di concerto con 
 
 
                      IL MINISTRO DELL'ECONOMIA 
                           E DELLE FINANZE 
 
 
                                  e 
 
 
                 IL MINISTRO PER LA SEMPLIFICAZIONE 
                    E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 
 
  Visto l'art. 4 del decreto-legge 20 marzo 2014, n.  34,  convertito
dalla legge 16  maggio  2014,  n.  78,  recante  «Semplificazioni  in
materia di Documento Unico di Regolarita' Contributiva»; 
  Visto in particolare il comma 2 del predetto art. 4, che demanda ad
un decreto del Ministro del lavoro  e  delle  politiche  sociali,  di
concerto con il Ministro dell'economia  e  delle  finanze  e,  per  i
profili di competenza, con il Ministro per la  semplificazione  e  la
pubblica amministrazione, sentiti I.N.P.S. e INAIL e  la  Commissione
Nazionale Paritetica per le Casse Edili (CNCE),  la  definizione  dei
«requisiti di regolarita', i contenuti e le modalita' della  verifica
nonche' le ipotesi di esclusione di cui al comma 1» del predetto art.
4; 
  Visto l'art. 4, comma 3, del decreto-legge 20 marzo  2014,  n.  34,
convertito, con modificazioni, dalla legge 16  maggio  2014,  n.  78,
secondo cui, dalla data di entrata in vigore  del  presente  decreto,
sono abrogate tutte le disposizioni  di  legge  incompatibili  con  i
contenuti del medesimo art. 4; 
  Visto l'art. 31, comma 3, del decreto-legge 21 giugno 2013, n.  69,
convertito dalla legge 9 agosto 2013, n. 98; l'art. 6, comma  11-ter,
del decreto-legge 8 aprile 2013, n.  35,  convertito  dalla  legge  6
giugno 2013,  n.  64;  l'art.  10  del  decreto  del  Presidente  del
Consiglio dei ministri del 4 febbraio 2013; l'art. 5, comma 2 lettera
a), del decreto del Ministero dell'interno  29  agosto  2012;  l'art.
13-bis, comma 5, del decreto-legge 7 maggio 2012, n.  52,  convertito
dalla legge 6 luglio 2012, n. 94, nonche'  l'art.  4,  comma  2,  del
decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n.  207,  che
disciplinano specifiche ipotesi e modalita' di rilascio del Documento
Unico di Regolarita' Contributiva (DURC); 
  Sentiti l'INPS, l'INAIL e la Commissione Nazionale  Paritetica  per
le Casse Edili (CNCE) nelle riunioni tenute il 25 marzo, il  15,  20,
23 maggio 2014 nonche' il 31 ottobre 2014; 
  Considerata la complessita'  degli  interventi  di  implementazione
degli applicativi necessari per la messa a punto della  procedura  di
verifica  della  regolarita'  contributiva  in  tempo  reale   e   la
conseguente necessita' di disporre  di  un  congruo  lasso  di  tempo
dall'emanazione del presente decreto; 
 
                              Decreta: 
 
                               Art. 1 
 
 
    Soggetti abilitati alla verifica di regolarita' contributiva 
 
  1.  Sono  abilitati  ad  effettuare  la  verifica  di   regolarita'
contributiva di cui all'art. 2, in relazione alle  finalita'  per  le
quali e' richiesto il possesso del  Documento  Unico  di  Regolarita'
Contributiva (DURC) ai sensi della vigente normativa: 
    a) i soggetti di cui all'art. 3, comma 1, lettera b), del decreto
del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207; 
    b) gli Organismi di attestazione SOA; 
    c)  le  amministrazioni  pubbliche  concedenti,  anche  ai  sensi
dell'art. 90, comma 9, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81; 
    d) le amministrazioni pubbliche procedenti, i concessionari ed  i
gestori di pubblici servizi che agiscono ai  sensi  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445; 
    e) l'impresa o il lavoratore autonomo in relazione  alla  propria
posizione contributiva o, previa delega dell'impresa o del lavoratore
autonomo medesimo, chiunque vi abbia interesse; 
    f) le banche o gli  intermediari  finanziari,  previa  delega  da
parte del soggetto titolare del credito, in relazione  alle  cessioni
dei crediti certificati ai sensi dell'art.  9  del  decreto-legge  29
novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge  28
gennaio 2009, n. 2 e dell'art. 37, comma 7-bis, del decreto legge  24
aprile 2014, n. 66, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  23
giugno 2014, n. 89. 
                               Art. 2 
 
 
                Verifica di regolarita' contributiva 
 
  1. I soggetti di cui all'art. 1 possono verificare in tempo  reale,
con le modalita' di cui all'art. 6, la regolarita'  contributiva  nei
confronti dell'INPS, dell'INAIL e,  per  le  imprese  classificate  o
classificabili  ai  fini  previdenziali  nel  settore   industria   o
artigianato per le attivita' dell'edilizia,  delle  Casse  edili.  La
verifica e' effettuata nei confronti  dei  datori  di  lavoro  e  dei
lavoratori autonomi ai quali e' richiesto il possesso  del  Documento
Unico di Regolarita'  Contributiva  (DURC)  ai  sensi  della  vigente
normativa. Ai sensi dell'art. 2, comma  1,  lettera  h)  del  decreto
legislativo 10 settembre 2003, n. 276, le Casse edili  competenti  ad
attestare la  regolarita'  contributiva  sono  esclusivamente  quelle
costituite da una o piu' associazioni dei datori e dei prestatori  di
lavoro stipulanti il contratto collettivo nazionale e che siano,  per
ciascuna  parte,  comparativamente  piu'  rappresentative  sul  piano
nazionale. 
  2. Il documento di cui all'art.  7,  generato  dall'esito  positivo
della  verifica,  fatte  salve  le  esclusioni  di  cui  all'art.  9,
sostituisce  ad  ogni  effetto  il  Documento  Unico  di  Regolarita'
Contributiva (DURC) previsto: 
    a) per l'erogazione di sovvenzioni, contributi,  sussidi,  ausili
finanziari e vantaggi economici, di qualunque genere, compresi quelli
di cui all'art. 1, comma 553, della legge 23 dicembre 2005, n. 266; 
    b) nell'ambito delle procedure di appalto  di  opere,  servizi  e
forniture pubblici e nei lavori privati dell'edilizia; 
    c) per il rilascio dell'attestazione SOA. 
                               Art. 3 
 
 
                      Requisiti di regolarita' 
 
  1.  La  verifica  della  regolarita'  in  tempo  reale  riguarda  i
pagamenti dovuti dall'impresa in relazione ai lavoratori  subordinati
e a quelli impiegati con contratto  di  collaborazione  coordinata  e
continuativa, che operano nell'impresa stessa  nonche',  i  pagamenti
dovuti dai lavoratori autonomi, scaduti sino  all'ultimo  giorno  del
secondo mese antecedente a quello in cui la verifica e' effettuata, a
condizione che sia scaduto anche il termine  di  presentazione  delle
relative denunce retributive. 
  2. La regolarita' sussiste comunque in caso di: 
    a) rateizzazioni concesse dall'INPS,  dall'INAIL  o  dalle  Casse
edili  ovvero  dagli  Agenti  della  riscossione  sulla  base   delle
disposizioni di legge e dei rispettivi regolamenti; 
    b)  sospensione  dei   pagamenti   in   forza   di   disposizioni
legislative; 
    c) crediti in fase amministrativa oggetto di compensazione per la
quale sia stato verificato il credito,  nelle  forme  previste  dalla
legge o dalle disposizioni emanate dagli Enti preposti alla  verifica
e che sia stata accettata dai medesimi Enti; 
    d) crediti in fase  amministrativa  in  pendenza  di  contenzioso
amministrativo sino alla decisione che respinge il ricorso; 
    e) crediti in fase  amministrativa  in  pendenza  di  contenzioso
giudiziario sino al passaggio  in  giudicato  della  sentenza,  salva
l'ipotesi cui all'art.  24,  comma  3,  del  decreto  legislativo  26
febbraio 1999, n. 46; 
    f) crediti affidati per il recupero agli Agenti della riscossione
per i quali sia stata  disposta  la  sospensione  della  cartella  di
pagamento o dell'avviso di addebito a seguito di ricorso giudiziario. 
  3. La regolarita' sussiste, inoltre, in presenza di uno scostamento
non grave tra le somme dovute e quelle  versate,  con  riferimento  a
ciascun Istituto previdenziale ed a  ciascuna  Cassa  edile.  Non  si
considera grave lo scostamento tra le somme dovute e  quelle  versate
con riferimento a ciascuna Gestione nella  quale  l'omissione  si  e'
determinata che risulti pari o inferiore ad € 150,00  comprensivi  di
eventuali accessori di legge. 
                               Art. 4 
 
 
                       Assenza di regolarita' 
 
  1. Qualora non sia possibile attestare la regolarita'  contributiva
in tempo reale e fatte salve le ipotesi di esclusione di cui all'art.
9,  l'INPS,  l'INAIL  e  le  Casse  edili  trasmettono  tramite  PEC,
all'interessato o al soggetto da esso delegato ai sensi  dell'art.  1
della legge 11 gennaio 1979, n.  12,  l'invito  a  regolarizzare  con
indicazione  analitica  delle  cause  di  irregolarita'  rilevate  da
ciascuno degli Enti tenuti al controllo. 
  2. L'interessato, avvalendosi delle procedure in uso presso ciascun
Ente, puo' regolarizzare la propria posizione entro  un  termine  non
superiore a 15 giorni dalla notifica dell'invito di cui al  comma  1.
L'invito a regolarizzare impedisce ulteriori verifiche e  ha  effetto
per tutte le interrogazioni intervenute durante il  predetto  termine
di 15 giorni e comunque per un periodo  non  superiore  a  30  giorni
dall'interrogazione che lo ha originato. 
  3. La regolarizzazione entro il termine  di  15  giorni  genera  il
Documento in formato «pdf» di cui all'art. 7. 
  4. Decorso inutilmente il termine di 15 giorni di cui al comma 2 la
risultanza negativa della verifica  e'  comunicata  ai  soggetti  che
hanno effettuato l'interrogazione con  indicazione  degli  importi  a
debito e delle cause di irregolarita'. 
                               Art. 5 
 
 
                        Procedure concorsuali 
 
  1. In caso di concordato con continuita' aziendale di cui  all'art.
186-bis del regio  decreto  16  marzo  1942,  n.  267,  l'impresa  si
considera regolare nel periodo intercorrente tra la pubblicazione del
ricorso nel registro delle imprese e il decreto  di  omologazione,  a
condizione che nel piano di  cui  all'art.  161  del  medesimo  regio
decreto sia prevista l'integrale soddisfazione dei crediti dell'INPS,
dell'INAIL e delle Casse edili e dei relativi accessori di legge. 
  2. In caso di fallimento con esercizio provvisorio di cui  all'art.
104 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, la regolarita'  sussiste
con riferimento agli obblighi contributivi  nei  confronti  di  INPS,
INAIL e Casse edili scaduti anteriormente alla data di autorizzazione
all'esercizio provvisorio a condizione  che  risultino  essere  stati
insinuati. 
  3. In caso di  amministrazione  straordinaria  di  cui  al  decreto
legislativo 8 luglio 1999, n. 270, l'impresa si considera regolare  a
condizione che i debiti contributivi nei confronti di INPS,  INAIL  e
Casse edili scaduti anteriormente alla data  della  dichiarazione  di
apertura della medesima procedura risultino essere stati insinuati. 
  4. Le imprese che presentano una proposta di  accordo  sui  crediti
contributivi ai sensi dell'art. 182-ter del regio  decreto  16  marzo
1942,  n.  267,  nell'ambito   del   concordato   preventivo   ovvero
nell'ambito delle trattative per l'accordo  di  ristrutturazione  dei
debiti disciplinati rispettivamente dagli articoli 160 e 182-bis  del
medesimo regio  decreto,  si  considerano  regolari  per  il  periodo
intercorrente tra la data di pubblicazione dell'accordo nel  registro
delle imprese e il decreto di omologazione  dell'accordo  stesso,  se
nel piano di ristrutturazione e' previsto  il  pagamento  parziale  o
anche dilazionato dei debiti  contributivi  nei  confronti  di  INPS,
INAIL e Casse edili e dei relativi accessori di legge,  nel  rispetto
delle condizioni e dei limiti previsti per i crediti di INPS e  INAIL
dagli articoli 1 e 3 del decreto ministeriale 4 agosto 2009. 
  5. Nelle  ipotesi  di  cui  ai  commi  precedenti,  l'impresa  deve
comunque essere regolare con riferimento agli  obblighi  contributivi
riferiti  ai  periodi  decorrenti,  rispettivamente,  dalla  data  di
pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese, dalla  data  di
autorizzazione all'esercizio provvisorio, dalla  data  di  ammissione
all'amministrazione straordinaria e dalla data di presentazione della
proposta di accordo sui crediti contributivi. 
                               Art. 6 
 
 
                      Modalita' della verifica 
 
  1. La verifica di cui all'art. 2 e' attivata dai  soggetti  di  cui
all'art. 1, in possesso di specifiche credenziali,  tramite  un'unica
interrogazione negli archivi  dell'INPS,  dell'INAIL  e  delle  Casse
edili che, anche in cooperazione applicativa, operano in integrazione
e  riconoscimento  reciproco,  indicando  esclusivamente  il   codice
fiscale del soggetto da verificare. 
  2. La verifica puo' essere effettuata, per conto  dell'interessato,
da un consulente del lavoro nonche' dai soggetti di  cui  all'art.  1
della legge 11 gennaio 1979, n.  12,  nonche'  dagli  altri  soggetti
abilitati da norme speciali. 
  3. Qualora, in riferimento al soggetto per il quale  si  chiede  la
verifica, sia gia' stato emesso il Documento di  cui  all'art.  7  in
corso di validita', la procedura rinvia allo stesso Documento. 
                               Art. 7 
 
 
                              Contenuti 
 
  1.  L'esito  positivo  della  verifica  di  regolarita'  genera  un
Documento  in  formato  «pdf»  non  modificabile  avente  i  seguenti
contenuti minimi: 
    a) la denominazione o ragione sociale, la sede legale e il codice
fiscale del soggetto nei cui confronti e' effettuata la verifica; 
    b) l'iscrizione all'INPS, all'INAIL e, ove previsto,  alle  Casse
edili; 
    c) la dichiarazione di regolarita'; 
    d) il numero  identificativo,  la  data  di  effettuazione  della
verifica e quella di scadenza di validita' del Documento. 
  2. Il Documento di cui al comma 1 ha validita' di 120 giorni  dalla
data effettuazione della verifica di cui all'art. 6 ed e' liberamente
consultabile   tramite   le   applicazioni   predisposte   dall'INPS,
dall'INAIL e dalla Commissione  Nazionale  Paritetica  per  le  Casse
Edili (CNCE) nei rispettivi siti internet. 
                               Art. 8 
 
 
                   Cause ostative alla regolarita' 
 
  1. Ai fini del godimento di benefici normativi e contributivi  sono
ostative alla regolarita', ai sensi dell'art. 1,  comma  1175,  della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, le violazioni di natura previdenziale
ed in materia  di  tutela  delle  condizioni  di  lavoro  individuate
nell'allegato  A,  che  costituisce  parte  integrante  del  presente
decreto, da parte del datore di lavoro o del dirigente  responsabile,
accertate  con   provvedimenti   amministrativi   o   giurisdizionali
definitivi, inclusa la sentenza di cui all'art.  444  del  codice  di
procedura penale.  Non  rileva  l'eventuale  successiva  sostituzione
dell'autore dell'illecito. 
  2. Il godimento  dei  benefici  normativi  e  contributivi  di  cui
all'art. 1, comma 1175, della legge 27  dicembre  2006,  n.  296,  e'
definitivamente precluso per i periodi indicati nell'allegato A ed  a
tal fine non rileva la riabilitazione di cui all'art. 178 del  codice
penale. 
  3. Le cause ostative di cui al comma 1 non  sussistono  qualora  il
procedimento  penale  sia   estinto   a   seguito   di   prescrizione
obbligatoria ai sensi  degli  articoli  20  e  seguenti  del  decreto
legislativo 19 dicembre 1994, n. 758,  e  dell'art.  15  del  decreto
legislativo 23 aprile 2004, n. 124,  ovvero  di  oblazione  ai  sensi
degli articoli 162 e 162-bis del codice penale. 
  4. Ai fini della regolarita' contributiva l'interessato  e'  tenuto
ad autocertificare alla competente Direzione territoriale del lavoro,
che ne verifica a campione la veridicita', l'inesistenza a suo carico
di provvedimenti,  amministrativi  o  giurisdizionali  definitivi  in
ordine alla commissione  delle  violazioni  di  cui  all'allegato  A,
ovvero il decorso del periodo indicato dallo stesso allegato relativo
a ciascun illecito. 
  5. Le cause ostative alla regolarita' sono riferite  esclusivamente
a fatti commessi successivamente all'entrata in  vigore  del  decreto
ministeriale 24 ottobre  2007  pubblicato  nella  Gazzetta  ufficiale
della Repubblica italiana n. 279 del 30 novembre 2007. 
                               Art. 9 
 
 
                             Esclusioni 
 
  1. In via transitoria e comunque non oltre il 1° gennaio 2017 resta
assoggettato alle previgenti modalita' di rilascio il Documento Unico
di Regolarita' Contributiva (DURC) richiesto in applicazione: 
    a) dell'art. 13-bis, comma 5, del decreto-legge 7 maggio 2012, n.
52, convertito dalla legge 6 luglio 2012, n. 94; 
    b) dell'art. 6, comma 11-ter, del decreto-legge 8 aprile 2013, n.
35, convertito dalla legge 6 giugno 2013, n. 64; 
    c) in applicazione dell'art. 5, comma 2 lettera a),  del  decreto
del Ministero dell'Interno 29 agosto 2012; 
    d) in applicazione dell'art. 10 del decreto  del  Presidente  del
Consiglio dei ministri del 4 febbraio 2013. 
  2.  Per  il   medesimo   periodo   transitorio   restano   altresi'
assoggettate alle previgenti  modalita'  di  rilascio  del  Documento
Unico di Regolarita' Contributiva (DURC) le ipotesi per le  quali  la
verifica di cui all'art. 6  non  e'  possibile  per  l'assenza  delle
necessarie  informazioni  negli  archivi  informatizzati   dell'INPS,
dell'INAIL e delle Casse edili. 
                               Art. 10 
 
 
                       Norme di coordinamento 
 
  1. Ai sensi dell'art. 4, comma 3, del decreto-legge 20 marzo  2014,
n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 maggio 2014,  n.
78, dalla data  di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto  sono
abrogate tutte le disposizioni di legge incompatibili con i contenuti
del medesimo art. 4 fra cui, in particolare: 
    a) il decreto del Ministero del lavoro e della previdenza sociale
24 ottobre 2007, pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Repubblica
italiana n. 279 del 30 novembre 2007; 
    b) i commi 2, 3 e 4 dell'art. 2 della legge 8 gennaio 1979, n. 7; 
    c) i commi 2, 3 e 4 dell'art. 39 della legge 14 agosto  1967,  n.
800; 
    d) il comma 4, dell'art. 10, del  decreto  legislativo  del  Capo
provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708. 
  2. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto i  soggetti
di cui all'art. 3, comma 1, lettera b), del  decreto  del  Presidente
della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207, utilizzano il  Documento  di
cui all'art. 7 in corso di validita' nelle ipotesi indicate dall'art.
31, commi 4 e 6, del decreto legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito,
con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98,  e  nell'ipotesi
di cui  al  comma  5  del  medesimo  articolo,  senza  necessita'  di
acquisire un nuovo Documento. 
  3. Il  Documento  di  cui  all'art.  7  soddisfa  il  possesso  del
requisito indicato dall'art. 38, comma 1,  lettera  i),  del  decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163, nonche' assolve all'obbligo della
presentazione della dichiarazione sostitutiva di  cui  agli  articoli
44-bis e 46, comma 1, lettera p), del decreto  del  Presidente  della
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, ovunque prevista. 
  4. Resta ferma in capo ai soggetti di  cui  all'art.  3,  comma  1,
lettera b), del decreto del Presidente  della  Repubblica  5  ottobre
2010, n. 207, l'attivazione del procedimento di cui all'art. 4, comma
2, del decreto del Presidente della Repubblica  5  ottobre  2010,  n.
207, e dell'art. 31, comma 3, del decreto-legge 21  giugno  2013,  n.
69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98. 
  5. Le disposizioni di cui al presente  decreto  divengono  efficaci
decorsi 30 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale  della
Repubblica italiana, fatte salve le disposizioni di cui  all'art.  3,
commi 2 e 3, e agli articoli 5 e 8. 
    Roma, 30 gennaio 2015 
 
          Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali 
                               Poletti 
 
 
              Il Ministro dell'economia e delle finanze 
                               Padoan 
 
 
                 Il Ministro per la semplificazione 
                    e la pubblica amministrazione 
                                Madia 
 
dml30115

Decreto MEF 23 gennaio 2015

Ministero dell’Economia e delle Finanze

Decreto MEF 23 gennaio 2015

Cessioni di beni e prestazioni di servizi di cui all’articolo 17-ter del decreto n. 633 del 1972, effettuate nei confronti delle pubbliche amministrazioni, per le quali tali amministrazioni non sono debitori d’imposta ai sensi della normativa in materia di imposta sul valore aggiunto