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15 settembre Inizio Trattative Contratto Integrativo di Istituto

In ragione di quanto previsto dall’art. 6, c. 2, del CCNL Scuola, le trattative per il rinnovo del Contratto integrativo di Istituto devono avere inizio non oltre il 15 settembre e chiudersi entro il successivo 30 novembre.

12 – 13 maggio Confronto sulla Buona Scuola

Il 13 maggio il presidente del Consiglio – alla vigilia dell’esame in Aula alla Camera del Disegno di Legge di Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti – scrive agli insegnanti italiani e si rivolge con un video a tutti i cittadini:

Gentilissime e gentilissimi insegnanti,oggi per la prima volta dopo undici trimestri il PIL italiano torna a crescere. È un risultato di cui dovremmo essere felici, dopo anni di recessione. Ma personalmente credo non basti questo dato: l’unica strada per riportare l’Italia a crescere è investire sulla scuola, sulla cultura, sull’educazione. Non ci basta una percentuale del PIL, ci serve restituire prestigio e rispetto alla scuola.Stiamo provando a farlo ma purtroppo le polemiche, le tensioni, gli scontri verbali sembrano più forti del merito delle cose che proponiamo di cambiare. Utilizzo questa email allora per arrivare a ciascuno di voi e rendere ragione della nostra speranza: vogliamo restituire centralità all’educazione e prestigio sociale all’educatore. Vogliamo che il posto dove studiano i nostri figli sia quello trattato con più cura da chi governa. Vogliamo smetterla con i tagli per investire più risorse sulla scuola. In una parola, vogliamo cambiare rispetto a quanto avvenuto fino ad oggi. Dopo anni di tagli si mettono più soldi sulla scuola pubblica italiana.L’Italia non sarà mai una superpotenza demografica o militare. Ma è già una potenza superculturale. Che può e deve fare sempre meglio. Per questo stiamo lavorando sulla cultura, sulla Rai, sul sistema universitario e della ricerca, sull’innovazione tecnologica. Ma la scuola è il punto di partenza di tutto. Ecco perché crediamo nel disegno di legge che abbiamo presentato e vogliamo discuterne il merito con ognuno di voi.Intendiamoci. Non pensiamo di avere la verità in tasca e questa proposta non è “prendere o lasciare”. Siamo pronti a confrontarci. La Buona Scuola non la inventa il Governo: la buona scuola c’è già. Siete voi. O meglio: siete molti tra voi, non tutti voi. Il nostro compito non è fare l’ennesima riforma, ma metterci più soldi, spenderli meglio e garantire la qualità educativa.Per questo con il progetto La Buona Scuola:I. Assumiamo oltre centomila precari. Ovviamente chi non rientra nell’elenco si lamenta, quelli del TFA non condividono l’inclusione degli idonei del 2012, quelli della GAE chiedono di capire i tempi, quelli del PAS fanno sentire la propria voce. Tutto legittimo e comprensibile. Ma dopo anni di precariato, questa è la più grande assunzione mai fatta da un Governo della Repubblica. E non è vero che ce l’ha imposta la Corte di Giustizia: basta leggere quella sentenza per capire che la Corte non ci ha certo imposto questo.II. Bandiamo un concorso per altri 60 mila posti il prossimo anno. Messa la parola fine alle graduatorie a esaurimento si entra nella scuola per concorso. Ma i concorsi vanno fatti, non solo promessi. Altrimenti si riparte da capo.III. Mettiamo circa quattro miliardi sull’edilizia scolastica. Ancora non sono sufficienti a fare tutto, ma sono un bel passo in avanti, grazie anche all’operazione Mutui BEI che vale circa 940 milioni di euro. Costruire una Buona Scuola passa anche dai controsoffitti e dagli infissi, non solo dalle previsioni normative. É il più grande investimento in edilizia scolastica mai fatto da un Governo della Repubblica.IV. Diamo più soldi agli insegnanti. Ci sono 40 milioni di euro per la vostra formazione. A questi si devono aggiungere 500 euro netti a testa per la Carta del Professore: musica, libri, teatro, corsi per pagare ciò che ritenete utile per aiutarvi nella vostra crescita culturale. E ci sono 200 milioni di euro per il merito. Possiamo discutere sui criteri con cui applicare il merito, ma questi soldi non possono essere dati in parti uguali a tutti.V. Attuiamo l’autonomia. Dopo anni di ritardi completiamo il disegno dell’autonomia attribuendo libertà educativa e progettuale alle singole scuole e impedendo alle circolari ministeriali di governare in modo centralistico gli istituti. Si rafforzano responsabilità (e conseguenti valutazioni) del dirigente scolastico che non è certo uno sceriffo ma un primus inter pares dentro la comunità educativa.VI. Realizziamo la vera alternanza scuola-lavoro. Abbiamo il 44% di disoccupazione giovanile e un preoccupante tasso di dispersione scolastica. Segno evidente che le cose non funzionano. Replichiamo le esperienze di quei Paesi come Germania, Austria e Svizzera che già sono presenti sul territorio nazionale in Alto Adige con il sistema duale, puntando a un maggior coinvolgimento dei ragazzi nelle aziende e ad un rafforzamento delle loro competenze.VII. Educhiamo cittadini, non solo lavoratori. L’emergenza disoccupazione giovanile va combattuta. Ma compito della Buona Scuola non è solo formare lavoratori: è innanzitutto educare cittadini consapevoli. Per questo reintroduciamo spazio per la musica, la storia, l’arte, lo sport. E valorizziamo la formazione umanista e scientifica.VIII. Affidiamo a deleghe legislative settori chiave. Ci sono temi su cui da decenni si aspetta un provvedimento organico e che finalmente stanno nelle deleghe previste dal testo. In particolar modo un maggiore investimento sulla scuola 0-6 e gli asili nido, sulla semplificazione normativa, sul diritto allo studio, sulla formazione iniziale e l’accesso al ruolo degli insegnanti.Ho letto tante email, appassionate, deluse, propositive, critiche. Mi hanno aiutato a riflettere, vi sono grato. Leggerò le Vostre risposte se avrete tempo e voglia di confrontarvi. Da subito posso fare chiarezza su alcune voci false circolate in queste settimane:- Le aziende non hanno alcun ruolo nei consigli di Istituto;- I giorni di vacanza non si toccano:- Nessuno può essere licenziato dopo tre anni;- Il preside non può chiamare la sua amica/amico, ma sceglie tra vincitori di concorso, in un ambito territoriale ristretto. C’è un Paese, l’Italia, che sta ripartendo. Con tutti i nostri limiti abbiamo l’occasione di costruire un futuro di opportunità per i nostri figli. Sciuparla sarebbe un errore. Conosco per esperienza di padre, di marito, di studente l’orgoglio che vi anima, la tenacia che vi sorregge, la professionalità che vi caratterizza. Mentre scrivo sul computer scorrono nella mente i volti e i nomi dei professori che mi hanno accompagnato come credo accada spesso a ciascuno di voi: le storie di chi all’elementare Rodari, alla media Papini, al Liceo Dante si è preso cura della formazione mia e dei miei compagni di classe. Un professore collabora alla creazione della libertà di una persona: è veramente una grande responsabilità. Vi chiedo di fare ancora di più: darci una mano a restituire speranza al nostro Paese, discutendo nel merito del futuro della nostra scuola. Il nostro progetto non è “prendere o lasciare” e siamo pronti a discutere. Ma facciamolo nel merito, senza la paura di cambiare. L’Italia è più forte anche delle nostre paure. Aspetto le Vostre considerazioni.Intanto, buon lavoro in queste settimane conclusive dell’anno scolastico.Molto cordialmente,

Matteo Renzimatteo@governo.it

Il 13 maggio, nella Sala Verde di Palazzo Chigi, il sottosegretario Claudio De Vincenti e i ministri Stefania Giannini, Maria Elena Boschi e Marianna Madia hanno incontrato rappresentanti degli studenti, nel pomeriggio hanno ricevuto le associazioni dei genitori.

Con il confronto di stamani con le associazioni degli studenti e quello del pomeriggio con le rappresentanze dei genitori, si è conclusa la due giorni che il Governo ha voluto dedicare ad approfondire il ddl per la “Buona Scuola”.

Gli appuntamenti odierni hanno rappresentato per l’Esecutivo anche l’occasione per tornare ad esprimere un giudizio molto severo sull’ipotesi – ventilata ieri da alcune sigle sindacali – di un blocco degli scrutini di fine anno, definito “minaccia gravissima e inaccettabile”. Altrettanto dura la presa di posizione contro il boicottaggio dei test Invalsi.

Dopo il dibattito pubblico dei mesi scorsi, in questa nuova fase di ascolto e di confronto il Governo ha recepito le richieste e le proposte pervenute dagli interlocutori, aprendo a possibili modifiche da apportare al ddl durante il suo esame in Parlamento.

In particolare, l’Esecutivo ha ribadito l’impegno a migliorare il testo in modo da rendere ancora più incisivo il progetto per la “Buona Scuola” nei punti chiave: il superamento definitivo del precariato, la valorizzazione del corpo docente, la piena attuazione dell’autonomia scolastica, il collegamento con il mondo del lavoro e gli investimenti per l’edilizia scolastica. Con l’obiettivo – è stato detto – di imprimere alla scuola italiana un cambio di passo per rispondere ai bisogni dei giovani nel mondo che cambia.

Nel corso di questa due giorni sono state in tutto ventinove le sigle, tra sindacati e associazioni, intervenute a Palazzo Chigi in rappresentanza del mondo della scuola e incontrate dalla delegazione governativa guidata dal Sottosegretario alla Presidenza Claudio De Vincenti affiancato dal Segretario Generale Paolo Aquilanti e composta dai Ministri dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini, delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi e della Semplificazione e della Pubblica Amministrazione Maria Anna Madia.

Martedi 12 maggio alle ore 15.00, nella Sala Verde di Palazzo Chigi, il sottosegretario Claudio De Vincenti e i ministri Stefania Giannini, Maria Elena Boschi, Graziano Delrio e Marianna Madia hanno incontrato i sindacati.

Scuola, De Vincenti: sconcertanti le minacce di blocco degli scrutini

Iniziativa irresponsabile che colpirebbe studenti e famiglie.

“Sconcerta che, a fronte di una manifesta volontà del Governo di dialogare su un tema così delicato come quello di una necessaria riforma della scuola e di una altrettanto necessaria stabilizzazione dei precari, si risponda- da parte di alcune sigle sindacali- minacciando il blocco degli scrutini. Un’iniziativa del genere sarebbe irresponsabile perché finirebbe unicamente per colpire studenti e famiglie”. E’ quanto afferma il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti al termine dell’incontro che si è svolto nel pomeriggio a Palazzo Chigi.

“Durante la riunione, nonostante esplicite divergenze – prosegue – si è registrato un positivo clima di confronto nel merito delle questioni specifiche. Domani, il confronto proseguirà nell’incontro con le organizzazioni studentesche e quelle dei genitori. Al Senato, poi, in occasione di ulteriori consultazioni, ci sarà modo di proseguire nello scambio di opinioni. Con l’obiettivo, si spera condiviso da tutti, di arrivare a quel rinnovamento della scuola di cui il Paese ha bisogno e al quale il Governo non intende rinunciare”.

Sentenza TAR Lazio 17 aprile 2015, n. 5714

Sentenza TAR Lazio 17 aprile 2015, n. 5714

Assenza per malattia per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici

Avviso 13 aprile 2015, AOODGPER 11158

Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione generale per il personale scolastico

AVVISO PER LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DEL COMPARTO SCUOLA E DELL’AREA V DELLA DIRIGENZA SCOLASTICA

Oggetto: Rilevazione delle deleghe sindacali al 31 dicembre 2014 – Circolare ARAN n. 4/2014 (prot. 18596 del 15 dicembre 2014).

Si informano le OO.SS. che sono disponibili per la sottoscrizione le schede elaborate mediante la procedura informatizzata realizzata dall’ARAN sulla base dei dati del censimento disposto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Ai sensi del punto E1 della citata circolare ARAN, le schede potranno essere sottoscritte da un dirigente sindacale in rappresentanza dell’organizzazione interessata.

Detto rappresentante potrà prendere visione e procedere alla sottoscrizione delle schede di competenza presso il Gabinetto dell’On.le Ministro – Ufficio Relazioni sindacali – stanza 309 – piano secondo – dalle ore 9,30 alle ore 13,00 nei giorni 20 21 22 23 e 24 aprile 2015.

Si comunica che i dati relativi alle schede non sottoscritte verranno comunque inviati all’ARAN unitamente alle eventuali motivazioni di mancata sottoscrizione in caso di contestazione dei dati medesimi.

Per ogni eventuale necessità di chiarimento le OO.SS. potranno rivolgersi al Prof. Tonino Proietti (in qualità di RLE) ai seguenti recapiti di posta elettronica tonino.proietti@istruzione.it oppure dgpersonalescuola@postacert.istruzione.it.

Il Direttore Generale
Maria Maddalena Novelli

3 – 5 marzo Elezioni RSU

Come previsto dal Protocollo per la definizione del calendario delle votazioni per il rinnovo delle rappresentanze unitarie del personale dei comparti – tempistica delle procedure elettorali, nei giorni 3, 4 e 5 marzo 2015 si svolgono le elezioni per il rinnovo delle Rappresentanze sindacali unitarie (RSU) per il personale non dirigente.

Le elezioni si svolgeranno con la procedura prevista dalla Circolare ARAN 12 gennaio 2015, n. 1

Di seguito il calendario e la tempistica delle procedure elettorali

  • 13 gennaio 2015: annuncio delle elezioni da parte delle associazioni sindacali e contestuale inizio della procedura elettorale
  • 14 gennaio 2015:
    – messa a disposizione, da parte delle Amministrazioni, dell’elenco generale alfabetico degli elettori e consegna della relativa copia a tutte le organizzazioni sindacali che ne fanno richiesta;
    – contestuale inizio da parte delle organizzazioni sindacali della raccolta delle firme per la presentazione delle liste
  • 23 gennaio 2015: primo termine per l’insediamento della Commissione elettorale
  • 28 gennaio 2015: termine conclusivo per la costituzione formale della Commissione elettorale
  • 6 febbraio 2015: termine per la presentazione delle liste elettorali
  • 19 febbraio 2015: affissione delle liste elettorali da parte della Commissione
  • 3-4-5 marzo 2015: votazioni
  • 6 marzo 2015: scrutinio
  • 6 marzo -12 marzo 2015: affissione risultati elettorali da parte della Commissione
  • 13 – 23 marzo 2015: invio, da parte delle Amministrazioni, del verbale elettorale finale all’ARAN per il tramite dell’apposita piattaforma presente sul sito dell’Agenzia

Nota 15 gennaio 2015, AOODGPER 1465

Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione generale per il personale scolastico

Ai Dirigenti Scolastici
LORO SEDI

e, p.c.

Al Gabinetto dell’On.le Ministro
SEDE

Oggetto: Elezioni R.S.U. – 3 – 5 marzo 2015 – Comparto Scuola. Circolare ARAN n.1/2015 (prot. 710 del 12 gennaio 2015) – Chiarimenti circa lo svolgimento delle elezioni

In riferimento alla circolare in oggetto, inoltrata alle SS.LL. a cura dell’Agenzia a mezzo PEC, e tenuto conto della tempistica relativa alle varie operazioni previste, si richiama l’attenzione sulla necessità che le iniziative di competenza, espressamente indicate al paragrafo 15 della circolare medesima, vengano tempestivamente attivate al fine di favorire l’ordinato e corretto svolgimento della consultazione elettorale.

Con l’occasione si rammenta che la stessa circolare, il protocollo riguardante la tempistica delle operazioni e ogni altra documentazione riguardante la presente procedura è raggiungibile all’indirizzo http://www.aranagenzia.it/index.php/rappresentativita-sindacale-loader/rsu/circolari.

Nel ringraziare per la consueta collaborazione, si porgono distinti saluti.

Il Direttore Generale
– Maria Maddalena Novelli –

Circolare Funzione Pubblica 20 agosto 2014, n. 5

DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

Ufficio Relazioni Sindacali Pubbliche Amministrazioni

Circolare FP 20 agosto 2014, n. 5

(GU n.215 del 16-9-2014)

 

Alle Amministrazioni Pubbliche

Alle Associazioni Sindacali

 

Oggetto: Prerogative sindacali nelle pubbliche amministrazioni. Articolo 7 del decreto-legge del 24 giugno 2014 n. 90, convertito con modificazioni dalla legge n. 114 dell’11 agosto 2014. (14A07062)

 

1. Premessa

L’articolo 7 del decreto-legge 24 giugno 2014 n. 90, convertito con modificazioni dalla legge n. 114 dell’11 agosto 2014, stabilisce che, a decorrere dal 1° settembre 2014, i contingenti complessivi dei distacchi, delle aspettative e dei permessi sindacali già attribuiti al personale delle pubbliche amministrazioni, stabiliti a seconda dei rispettivi ordinamenti di settore mediante le procedure bilaterali tipizzate (procedimenti negoziali recepiti con decreti del Presidente della Repubblica e contratti collettivi nazionali), sono ridotti del cinquanta per cento per ciascuna associazione sindacale.

Per le Forze di polizia ad ordinamento civile e per il Corpo nazionale dei vigili del fuoco (personale non direttivo e non dirigente e personale direttivo e dirigente), in sostituzione della riduzione del 50 per cento, il comma 1-bis prevede che alle riunioni sindacali indette dall’amministrazione possa partecipare un solo rappresentante per associazione sindacale.

Limitatamente ai distacchi sindacali, la riduzione derivante dalla decurtazione del cinquanta per cento è operata con arrotondamento dell’eventuale frazione residua all’unità superiore. La decurtazione del 50 per cento non trova comunque applicazione qualora l’associazione sindacale sia titolare di un solo distacco sindacale.

La disciplina in esame rinvia alle procedure contrattuali e negoziali, proprie di ciascun ordinamento di settore, l’eventuale modifica della ripartizione, tra le associazioni sindacali, dei contingenti delle prerogative sindacali derivanti dall’esito della riduzione.

 

2. Ambito di applicazione e fonti di riferimento

Le riduzioni derivanti dall’applicazione del citato articolo 7, con la richiamata specificità prevista dal comma 1-bis, si applicano alle prerogative sindacali riconosciute al personale di tutte le pubbliche amministrazioni, sia contrattualizzato sia in regime di diritto pubblico.

Le fonti normative e negoziali cui occorre fare riferimento, ai fini della individuazione delle vigenti prerogative sindacali oggetto della riduzione in questione, sono le seguenti:

personale contrattualizzato: CCNQ 7 agosto 1998 e successive modifiche.

aree della Dirigenza: CCNQ 5 maggio 2014comparti per il personale: CCNQ 17 ottobre 2013

personale in regime pubblicistico:

forze di polizia ad ordinamento civile: D.P.R. n. 164/2002;carriera diplomatica: D.P.R. n. 107/2006, D.M. 15 settembre 2010 ;carriera prefettizia: D.P.R. n. 105/2008, D.M. 6 agosto 2010 ;corpo dei Vigili del fuoco:

  • personale dirigente e direttivo: D.P.R. 7 maggio 2008;

  • personale non direttivo e non dirigente: D.P.R. 7 maggio 2008.

 

3. Distacchi sindacali

(CCNQ 5 maggio 2014, artt. 2,3,6 e Tavole allegate – CCNQ 17 ottobre 2013, artt. 2,3,6 e Tavole allegate – D.P.R. n. 107/2006, art. 9; D.M. 15 settembre 2010, art. 1 – D.P.R. n. 105/2008, art. 12; D.M. 6 agosto 2010, art. 1).

In base alla disciplina in esame, il contingente complessivo dei distacchi sindacali spettanti alle singole associazioni sindacali rappresentative, con esclusione delle Forze di polizia ad ordinamento civile e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco (personale non direttivo e non dirigente e personale direttivo e dirigente), e già attribuiti dalle rispettive disposizioni negoziali (si vedano le tavole allegate ai CCNQ) e di recepimento (si vedano i decreti ministeriali di ripartizione) vigenti è ridotto del cinquanta per cento a decorrere dal 1° settembre 2014.

Per ciascuna associazione sindacale la riduzione è operata con arrotondamento dell’eventuale frazione residua all’unità superiore. La riduzione non si applica nell’ipotesi di attribuzione all’associazione sindacale di un solo distacco.

Il contingente complessivo dei distacchi, rideterminato in virtù della riduzione del cinquanta per cento, potrà essere nuovamente ripartito tra le associazioni sindacali con le relative procedure contrattuali e negoziali. In tale ambito, sarà possibile definire, con invarianza di spesa, forme di utilizzo compensativo tra distacchi e permessi sindacali.

Pertanto, entro la data del 31 agosto 2014 tutte le associazioni sindacali rappresentative dovranno comunicare alle amministrazioni la revoca dei distacchi sindacali non più spettanti. Le amministrazioni provvederanno poi a comunicare – secondo le consuete modalità previste dai rispettivi ordinamenti – al Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri la revoca dei distacchi, al fine di consentire nell’anno corrente la verifica a consuntivo del rispetto dei contingenti complessivi derivanti dalla riduzione ed attribuiti a ciascuna associazione sindacale. Di conseguenza, la revoca non è necessaria se, al momento dell’attivazione del distacco sindacale, è stato già previsto il termine del 31 agosto 2014.

Il rientro nelle amministrazioni dei dirigenti sindacali oggetto dell’atto di revoca avverrà nel rispetto dell’articolo 18 del CCNQ 7 agosto 1998, nonché delle altre disposizioni di tutela dei dirigenti sindacali previste dagli ordinamenti di settore per il personale in regime di diritto pubblico.

 

4. Distacchi da permessi utilizzati in forma cumulata (solo per il personale in regime contrattualizzato)

(CCNQ 5 maggio 2014, artt. 2, 4, 6 e Tavole allegate – CCNQ 17 ottobre 2013, artt. 2,4,6 e Tavole allegate).

Per tali prerogative sindacali si applicano, in via transitoria e fino all’esito delle eventuali procedure di cui all’articolo 7, comma 3, del decreto-legge n. 90 del 2014, gli stessi principi enunciati per i distacchi sindacali. Pertanto, il numero dei distacchi cumulati, richiesti dalle associazioni sindacali rappresentative e conseguentemente calcolati dall’ARAN e dalla stessa comunicate ed indicate nelle apposite tabelle, deve essere ridotto del cinquanta per cento. Come previsto in via generale, la riduzione è operata con arrotondamento dell’eventuale frazione residua all’unità superiore e non si applica nell’ipotesi di attribuzione di un solo distacco.

Analogamente ai distacchi sindacali, anche per i distacchi cumulati entro la data del 31 agosto 2014 tutte le associazioni sindacali dovranno procedere alla revoca dei distacchi cumulati non più spettanti. Di conseguenza la revoca non è necessaria se, al momento dell’attivazione del distacco sindacale, è stato già previsto il termine del 31 agosto 2014.

5. Rientro nell’amministrazione dei dirigenti sindacali

Si ricorda che, ai sensi dell’articolo 5 del CCNQ 7 agosto 1998, “I periodi di distacco sono equiparati a tutti gli effetti al servizio prestato nell’amministrazione”, pertanto vanno considerati anche con riguardo alla conservazione del posto nella dotazione organica della singola amministrazione. Ai dirigenti sindacali che rientrano in servizio al termine del distacco si applicano le previsioni di cui all’articolo 18 del predetto CCNQ 7 agosto 1998 e, in particolare, i commi 1, 2 e 3 che si riportano di seguito di seguito:

“1. Il dipendente o dirigente che riprende servizio al termine del distacco o dell’aspettativa sindacale può, a domanda, essere trasferito – con precedenza rispetto agli altri richiedenti – in altra sede della propria amministrazione quando dimostri di aver svolto attività sindacale e di aver avuto il domicilio nell’ultimo anno nella sede richiesta ovvero in altra amministrazione anche di diverso comparto della stessa sede.

  1. Il dipendente o dirigente che rientra in servizio ai sensi del comma 1 è ricollocato nel sistema classificatorio del personale vigente presso l’amministrazione ovvero nella qualifica dirigenziale di provenienza, fatte salve le anzianità maturate, e conserva, ove più favorevole, il trattamento economico in godimento all’atto del trasferimento mediante attribuzione “ad personam” della differenza con il trattamento economico previsto per la qualifica del nuovo ruolo di appartenenza, fino al riassorbimento a seguito dei futuri miglioramenti economici.

  2. Il dipendente o dirigente di cui al comma 1 non può essere discriminato per l’attività in precedenza svolta quale dirigente sindacale né può essere assegnato ad attività che facciano sorgere conflitti di interesse con la stessa.”.

Si richiama l’attenzione, in particolare, sulla disposizione del comma 1 dell’articolo 18, che introduce un criterio di priorità nei processi di mobilità, anche intercompartimentale. La suddetta disposizione si aggiunge alla disciplina vigente in materia di mobilità e va applicata nel rispetto dei princìpi ai quali si ispira questa disciplina, con particolare riferimento ai requisiti e alle competenze professionali richiesti per il trasferimento.

Per il personale in regime di diritto pubblico (carriera diplomatica e carriera prefettizia) si rinvia alle analoghe disposizioni previste dagli ordinamenti di settore.

 

6. Permessi sindacali retribuiti

(CCNQ 5 maggio 2014, artt. 2, 4 e 6 – CCNQ 17 ottobre 2013, artt. 2,4,6 – D.P.R. n. 107/2006, art. 10 – D.P.R. n. 105/2008, art. 13).

La riduzione del cinquanta per cento prevista dal decreto-legge in esame si applica anche al monte-ore complessivo dei permessi sindacali retribuiti concessi dall’amministrazione di appartenenza ai dirigenti delle associazioni sindacali per l’espletamento del proprio mandato.

Nell’anno corrente, la riduzione del contingente dei permessi sindacali spettanti alle associazioni sindacali rappresentative deve essere effettuata secondo il metodo del calcolo pro-rata, pertanto dal 1° gennaio 2014 al 31 agosto 2014 il contingente spetta in misura piena, mentre il contingente relativo al periodo intercorrente tra il 1° settembre 2014 ed il 31 dicembre 2014 deve essere ridotto nella misura del 50 per cento.

Per le aree della Dirigenza contrattualizzata, il medesimo metodo del calcolo pro-rata, deve essere effettuato considerando il CCNQ sottoscritto in data 5 maggio 2014.

Fino alla data del 31 agosto 2014 l’amministrazione è tenuta a concedere i menzionati permessi sindacali, qualora siano ancora disponibili in base al calcolo del monte ore spettante per l’anno in corso. Ne consegue che a decorrere dal 1° settembre 2014, qualora in seguito alla riduzione ed alla rideterminazione del contingente le associazione sindacali abbiano esaurito il relativo contingente a disposizione, le medesime non potranno più essere autorizzate alla fruizione di ulteriori ore di permesso retribuito.

 

7. Modalità applicative per specifiche categorie di personale

Solo per il personale in regime contrattualizzato si evidenziano le modalità di applicazione dei seguenti istituti:

a) Permessi sindacali per le RSU La riduzione disposta dalla norma in esame non si applica ai permessi sindacali attribuiti alle RSU, previsti dagli articoli 2 e 4 del CCNQ del 17 ottobre 2013.

Per il personale delle aree della Dirigenza si richiama la previsione dell’art. 9, comma 5 del CCNQ sottoscritto il 5 maggio 2014.

b) Permessi sindacali retribuiti per le riunioni di organismi direttivi statutari

(CCNQ 5 maggio 2014, artt. 2,5,6 e Tavole allegate – CCNQ 17 ottobre 2013, artt. 2,5,6 e Tavole allegate).

Il contingente complessivo dei permessi per le riunioni di organismi direttivi statutari, nazionali, regionali, provinciali e territoriali spettanti alle singole Associazioni sindacali rappresentative attribuiti dalle disposizioni contrattuali vigenti è ridotto del 50 per cento a decorrere dal 1° settembre 2014.

In virtù della riduzione del 50 per cento, il contingente complessivo dei predetti permessi sindacali viene rideterminato e potrà essere nuovamente ripartito tra le associazioni sindacali con le relative procedure contrattuali.

Per l’anno corrente, alla rideterminazione del contingente dei permessi sindacali in questione secondo il metodo del calcolo del pro-rata provvede direttamente il Dipartimento della Funzione pubblica a decorrere dalla data del 1° settembre 2014, apportando le conseguenti modifiche nella banca dati GEDAP operativa sulla piattaforma digitale PERLAPA.

Pertanto, fino alla data del 31 agosto 2014 l’amministrazione è tenuta ad autorizzare le richieste dei menzionati permessi sindacali qualora il contingente disponibile per l’anno in corso non sia stato ancora saturato. A decorrere dal 1 settembre 2014, qualora in seguito alla riduzione ed alla rideterminazione il relativo contingente a disposizione delle associazioni sindacali sia esaurito, le medesime non potranno più essere autorizzate alla fruizione di ulteriori ore di permesso retribuito.

 

Solo per le Forze di polizia ad ordinamento civile e per il Corpo nazionale dei vigili del fuoco si evidenziano le modalità di l’applicazione dei seguenti istituti:

a) Permessi sindacali su convocazione dell’amministrazione

(D.P.R. 164/2002 art. 32, comma 4 – DD.P.R 7 maggio 2008 art. 40, comma 4 – DPR 7 maggio 2008, art. 23, comma 4)

Il comma 1-bis dell’articolo 7 del decreto-legge n. 90 del 2014, stabilisce che le riduzioni del 50 per cento di cui al comma 1 non si applicano alle Forze di polizia ad ordinamento civile ed al Corpo nazionale dei vigili del fuoco (personale non direttivo e non dirigente e direttivo e dirigente). Per esse, invece, è prevista la possibilità di utilizzare: per le Forze di polizia ad ordinamento civile, i permessi sindacali di cui all’articolo 32, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 18 giugno 2002, n. 164; per il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, i permessi di cui all’articolo 40, comma 4, per il personale non direttivo e non dirigente e di cui all’articolo 23, comma 4, per il personale direttivo e dirigente dei decreti del Presidente della Repubblica 7 maggio 2008, solo nei confronti di un rappresentante per ciascuna associazione sindacale rappresentativa.

Pertanto, se alle predette riunioni partecipa più di un rappresentante per ciascuna sigla sindacale i relativi permessi per consentire la presenza di detti rappresentanti devono essere computati nel monte ore annuo dei permessi sindacali retribuiti di cui al comma 2 dei citati articoli a carico di ciascuna associazione sindacale.

 

8. Altre prerogative sindacali

La riduzione prevista dal decreto-legge in esame non si applica alle aspettative sindacali non retribuite, ai permessi non retribuiti e ai permessi per la partecipazione a riunioni sindacali su convocazione dell’amministrazione per il solo personale della carriera diplomatica, carriera prefettizia, in quanto per essi non è previsto alcun contingente.

9. Modalità di recupero delle prerogative non spettanti

Nel caso in cui le associazioni sindacali abbiano comunque utilizzato prerogative sindacali in misura superiore a quelle loro spettanti nell’anno si provvederà secondo le ordinarie previsioni contrattuali e negoziali. Di conseguenza, ove le medesime organizzazioni non restituiscano il corrispettivo economico delle ore fruite e non spettanti, l’amministrazione compenserà l’eccedenza nell’anno successivo, detraendo dal relativo monte-ore di spettanza delle singole associazioni sindacali il numero di ore risultate eccedenti nell’anno precedente fino al completo recupero.

Per le eventuali ore residue non recuperate per saturazione del monte-ore complessivo, l’amministrazione procederà al recupero per equivalente.

 

Il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione