Dirigenti si nasce, si diventa … o ci si inventa!

LA “ BONTA’ ” DEL DECRETO SALVAPRESIDI
Dirigenti si nasce, si diventa … o ci si inventa!

La Legge 107 del 2015 (“La buona scuola”), all’articolo 1 comma
87 e seguenti, prevede una
procedura “Salvapresidi” che ha dell’incredibile.
La legge recita di voler SANARE i ricorsi, le pendenze e le irregolarità di precedenti concorsi
per Dirigenti Scolastici al fine di “ … garantire il regolare svolgimento del servizio scolastico ”.
Chiaramente essa si riferisce ai fatti accaduti in varie regioni come Sicilia, Lombardia,
Campania e Toscana.
L’U.S.R. Sicilia, sulla base di quanto detto, in piena calura d’agosto, ha organizzato un corso
intensivo di 80 ore che si è svolto in 9 giorni lavorativi, e si prepara quindi a immettere in ruolo i
nuovi dirigenti (CONCORSI 20042006).
Questo comunicato vuole sottolineare la palese disparità di trattamento tra soggetti che
presentano simili condizioni e requisiti.
Nel pieno rispetto delle professionalità dei nostri colleghi, ci si chiede, tuttavia, come sia
possibile che docenti che non hanno superato alcuna prova concorsuale nel 2004 né la
ricorrezione dei loro elaborati negli anni successivi, abbiano accesso ad una corsia preferenziale
negata invece a chi una qualche prova l’ha superata!
Ciò è infatti avvenuto solo a discapito dei ricorsisti del concorso del 2011, i quali forse
vedranno “giustizia” solo tra tanti anni, in completo dispregio ai principi sulla parità di trattamento
universalmente riconosciuti e previsti altresì dalla Costituzione della Repubblica Italiana.
Ci domandiamo: in tutte le regioni d’Italia sono stati applicati gli stessi criteri di ammissione?
Siamo in un paese dove un Giudice della Repubblica che “. .. ha dato consiglio… o vi ha
prestato assistenza come consulente tecnico ” DEVE ASTENERSI ( art. 51 C.P.C), mentre
membri di commissione possono fare anche corsi a pagamento per Dirigenti Scolastici per
poi “dimettersi volontariamente”, stranamente ed immediatamente dopo la nomina?
Come mai, nel rispetto del diritto di uguaglianza e pari opportunità, non si dà la possibilità
anche ai concorrenti siciliani del 2011 di poter partecipare a quella che diverrebbe una nuova
prova concorsuale (corso di formazione con prova scritta) e che chiuderebbe definitivamente la
stagione dei ricorsi?
Si deve sottolineare inoltre che in Sicilia, a partire da settembre 2015:
• sarà necessario colmare i vuoti legati alla mobilità;
• resteranno un centinaio di istituti senza DS;
• con i pensionamenti 2016/2017 aumenteranno le presidenze vacanti;
• gli istituti in reggenza saranno alle prese con una “Riforma” di vasta portata.
Sulla q uaestio però è caduto l’oblio: tutto questo passa sotto il colpevole e complice silenzio di
quanti avrebbero dovuto e potrebbero intervenire per tutelare i diritti di tutti.
Tale modo di agire richiama alla memoria passate stagioni della politica, stagioni che si
credevano morte e sepolte, ma che di fatto risorgono all’occorrenza e non operano,
SICURAMENTE, per la “Buona scuola” tanto auspicata.

Un gruppo di docenti esclusi dal CorsoConcorso

Oltre 1800 ragazzi pronti a partire per studiare all’estero

da La Stampa

Oltre 1800 ragazzi pronti a partire per studiare all’estero

Germania, Francia,Inghilterra ma anche Stati Uniti, Cina, Giappone e Argentina le mete più scelte per il progetto Intercultura

Zaino, pc e biglietto di andata e ritorno per Germania, Francia e Inghilterra, ma anche (e sono sempre di più) per gli Stati Uniti, la Cina, il Giappone e l’Argentina. Sono i ragazzi tra i 15 e i 18 anni, che anche quest’anno stanno partendo per un’esperienza di vita e di studio all’estero.

A organizzare da molti anni le partenze o, meglio, gli scambi culturali tra giovani di diversi Paesi, è Intercultura, onlus guidata da Roberto Ruffino e gestita e amministrata da migliaia di volontari, che hanno deciso di operare nel settore educativo e scolastico, per sensibilizzarlo alla dimensione internazionale.

Tra i ragazzi che negli scorsi anni sono partiti con Intercultura ci sono nomi come l’astronauta Samantha Cristoforetti, la giornalista Maria Concetta Mattei, l’industriale Luca Barilla, Franco Bernabè, presidente Fondazione Quadriennale Roma, e ancora un astronauta, Luca Parmitano.

Infatti delle 1.857 partenze di quest’anno, 662 (35%) sono per l’Europa (48% nel 2000), 418 per l’America Latina (23%, erano il 7% 15 anni fa), 410 per il Nord America (22%, erano il 29%), 259 per l’Asia (14%, erano solo 1% 15 anni fa), 89 per l’Oceania (5%, erano invece 14%) e 19 per l’ Africa (è rimasto 1%). In termini assoluti, tra i Paesi più gettonati ci sono: gli Stati Uniti con 337 partenze, l’Irlanda con 169, la Cina con 117, l’Argentina con 92 e l’Australia con 72.

A presentare le domande per un’esperienza di lavoro e di vita all’estero sono per il 67% ragazze, e per il 33% maschi. I candidati provengono da tutte e 20 le regioni italiane, la maggior parte della Lombardia, dall’Emilia Romagna e dal Lazio . Il 60% di loro è iscritto a un liceo e in molti partiranno grazie alle borse di studio messe a disposizione da Intercultura e da diverse aziende, banche, fondazioni ed enti locali.

Spiega Roberto Ruffino, segretario generale dell’Associazione: «Quest’estate, quasi 2.000 studenti da tutta Italia hanno iniziato un cammino che proseguirà per tutta la loro vita. Sono la prossima generazione di innovatori, di coloro che costruiranno il cambiamento. A partire dai nostri studenti, fino alle loro famiglie, alle loro scuole, alle loro comunità, i programmi di Intercultura cambiano la vita delle persone coinvolte. Coraggio, volontariato ed apprendimento sono parte del nostro Dna della nostra organizzazione che, a livello internazionale, ha festeggiato 100 anni. Quale sarà l’impatto che queste persone avranno nel mondo? Sarà quello di creare il cambiamento. È questo ciò che fanno. Questo è quello che chiamiamo l’effetto Intercultura’’, conclude Ruffino.

E mentre proseguono a ritmo serrato le partenze sul sito dell’associazione è già disponibile il nuovo bando di concorso per i programmi all’estero 2016-17. Quasi 1.900 i posti a disposizione per 60 Paesi di tutto il mondo, riservati agli studenti che frequentano una scuola media superiore, nati tra il 1 luglio 1998 e il 31 agosto 2001. Le iscrizioni si apriranno il 1 settembre ed è prevedibile che la cifra record di seimila candidature dello scorso anno possa essere ulteriormente superata.

Faraone: “Nessuno stop all riforma della Buona Scuola”

da La Stampa

Faraone: “Nessuno stop all riforma della Buona Scuola”

Il sottosegretario all’Istruzione : “L’ssegnazione supplenze è una mano tesa ai docenti ma non blocca il piano delle assunzioni”

«Nessuno stop, nessun rinvio». Il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone risponde senza alcuna esitazione a quanti hanno visto nella circolare del Miur – che dà la possibilità ai precari di accettare una supplenza vicino casa e rinviare di un anno il trasferimento senza però perdere la cattedra – un blocco al piano assunzioni o un rinvio della riforma della “Buona Scuola”.

«L’assegnazione delle supplenze entro i primi giorni di settembre è senza dubbio una mano tesa ai docenti che vedono rispettata la loro aspirazione a lavorare quanto più possibile vicino casa – spiega all’Adnkronos – Ma non è affatto uno stop al piano straordinario di assunzioni che sta dando già i suoi frutti: 29mila sono stati i docenti assunti nelle prime due fasi, oltre 71mila le domande arrivate al Miur per le altre due fasi restanti. Le assunzioni non vengono fermate o rimandate in alcun modo».

Il sottosegretario del governo Renzi tiene a sottolineare che tutto quello che il ministero sta portando avanti è previsto nella legge approvata in parlamento «che infatti – aggiunge – prevede un piano di mobilità straordinaria. Si tratterà di un anno di assegnazione provvisoria, così come è avvenuto fino ad ora: al termine di questo periodo le immissioni in ruolo procederanno senza intoppi e nell’interesse della “buona scuola” per la quale abbiamo e stiamo lavorando».

Le polemiche dipenderebbero dunque «da una scarsa conoscenza della norma». La procedura secondo cui chi ottiene una supplenza può rinviare il trasferimento di un anno «non è stabilita dalla circolare del Miur ma è all’interno della legge 107/2015. Quello che ha fatto il Miur con quella circolare è stato anticipare l’assegnazione delle supplenze entro l’8 settembre».

Un beneficio non indifferente per tutte le scuole. «I dirigenti scolastici avranno i supplenti di cui hanno bisogno di fatto già da inizio anno scolastico e non a ottobre, come succedeva in passato – sottolinea Faraone – Vuol dire che dal 15 settembre gli istituti avranno 30mila docenti in più rispetto all’anno scorso grazie ai quali potranno fornire ai ragazzi qualità e continuità didattica».

E la risposta non cambia per quanti hanno posto dubbi sul fatto che le cattedre assegnate ai precari che rinvieranno il trasferimento dovranno essere coperte da supplenti. «Chi dice così evidentemente non conosce il meccanismo – rimarca il sottosegretario all’Istruzione – Il numero dei supplenti che andranno alle scuole non cambia. Cambiano semmai i tempi di assegnazione delle supplenze e credo che sia una decisione di tutto rispetto: va a vantaggio della didattica, degli studenti, degli insegnanti. Della scuola nel suo complesso. Il prossimo anno scolastico -conclude – partirà già con una marcia in più».

Faraone: per chi vuole lavorare, ormai la mobilità è un fatto normale

da La Tecnica della Scuola

Faraone: per chi vuole lavorare, ormai la mobilità è un fatto normale

“La mobilità deve essere considerata un fatto normale: lo dico per la scuola, ma in generale per il lavoro”: a dirlo, al Messaggero, è il sottosegretario Davide Faraone parlando delle assunzionii.

“Noto più l’entusiasmo di quanti saranno assunti rispetto alle polemiche di chi non vuole allontanarsi da casa. Certo, qualche disagio c’è o ci sarà. Stiamo cercando di alleviarli il più possibile”, sottolinea il rappresentante del Governo.

Faraone ricorda come la legge approvata, la L. 107/15, “già prevede misure per ridurre le difficoltà. Basti pensare all’attuazione graduale. Nella prima fase, ai docenti è consentito di scegliere se mantenere per un anno la supplenza o diventare subito di ruolo in altra sede. È una decisione che è stata presa proprio per dare il tempo di organizzarsi”, sostiene il sottosegretario.

Poi Faraone conferma che dal Governo, come dal Miur, non ci sanno passi indietro: “La circolare esplicita quello che era già nella legge”.

E ancora: “abbiamo considerato la protesta dei sindacati e ascoltato le proposte, recependo quelle utili. Personalmente, ho sempre giudicato incomprensibile la protesta dei sindacati contro la riforma. Sono convinto che molti docenti vogliano prendersi un anno in più solo per organizzarsi al meglio”.

“Convocato il primo consiglio di istituto, le scuole si accorgeranno di avere più risorse e le polemiche rimarranno per pochi estremisti. Intanto, abbiamo avviato tavoli istituzionali che saranno convocati da settembre proprio per deleghe e attuazione. I luoghi di discussione sono ancora aperti”, conclude il sottosegretario.

Proposte di nomina in ruolo a.s. 2015/2016 disponibili i primi di settembre

da La Tecnica della Scuola

Proposte di nomina in ruolo a.s. 2015/2016 disponibili i primi di settembre

L.L.

Con nota del 21 agosto il Miur ha comunicato che nei primi giorni del mese di settembre verrà pubblicato, sul sito del Ministero, l’avviso della disponibilità sul sistema informativo (Portale Istanze Online_archivio personale) delle proposte di nomina in ruolo in esito alla “Fase B” del piano assunzionale straordinario.

Contestualmente, sarà operativa una funzione di interrogazione per la relativa consultazione.

Gli interessati avranno tempo 10 giorni dalla pubblicazione per accettare o rinunciare alla propostae dovranno farlo sempre tramite il Portale Istanze Online.

Il Miur ricorda che la mancata accettazione entro il predetto termine perentorio produce gli stessi effetti della rinuncia.

Dell’esito della partecipazione alla “Fase B” del piano assunzionale verrà data notizia per posta elettronica alla casella e-mail indicata nella domanda. Ad ogni modo, le comunicazioni con i soggetti destinatari del piano assunzionale avverranno esclusivamente attraverso l’uso del sistema informativo.

ATA, una proposta per le supplenze

da La Tecnica della Scuola

ATA, una proposta per le supplenze

Se i docenti non ridono, piange molto più il personale Ata. La categoria, devastata dal blocco delle assunzioni, si mobilita da tempo contro una Buona scuola che l’ha dimenticata. Con una recente iniziativa gli Ata siciliani puntano il dito contro una politica colpevole di averli bistrattati e chiedono maggiore attenzione.
E’ stata infatti inviata una richiesta al PD Siciliano, alla Responsabile Scuola Dott.ssa Caterina Altamore e al Deputato Regionale, vice presidente della Commissione Lavoro all’ARS, M. Maggio per rendere partecipe la Direzione Nazionale del PD della gravità in cui versa il personale ATA e in particolare la categoria degli assistenti amministrativi ATA e la stessa scuola siciliana, e non solo, privata di risorse umane ed economiche indispensabili per il funzionamento generale dei servizi amministrativo – contabili.

Abbiamo chiesto al promotore, l’assistente amministrativo Mario Di Nuzzo, di spiegarci la loro rivendicazione
In sostanza gli Ata chiedono di valutare la fattibilità di assegnare per l’a.s. 2015/2016 gli incarichi annuali o fino al termine delle attività didattiche o lezioni, dettati da vacanza di posti per esigenze permanenti e durevoli secondo criteri diversi ben distinti:
1) dagli Ambiti Territoriali Provinciali attraverso lo scorrimento della Graduatoria Permanente Provinciale ATA (seppur fino all’avente diritto), in attesa del completamento delle procedure di ricognizione e di mobilità del personale delle Province e delle Città Metropolitane da ricollocare presso altre Amministrazioni (tenuto conto che le nomine residuali vengono assegnate entro il 31/12 dagli Ambiti Territoriali e non dai Dirigenti Scolastici sulla base dei posti disponibili dopo il 31 agosto termine ultimo per le nomine in ruolo);
in subordine
2) dai Dirigenti Scolastici attingendo “non” dalle sole Graduatorie d’Istituto inclusi i C.P.I.A., “ma” anche dai Distretti Scolastici, garantendo il rispetto dell’anzianità maturata dai candidati inclusi nelle Graduatorie Permanenti Provinciali ATA e secondo la posizione nelle medesime Graduatorie maturata a tutt’oggi. Ciò si evince da una costatazione evidente, che la scelta delle 30 scuole, inclusi i C.P.I.A. è insufficiente per garantire il rispetto dell’anzianità e del punteggio di ogni candidato incluso in Graduatoria Permanente Provinciale ATA e se tale rispetto vale per le sole istituzioni scolastiche prescelte (solo 30 scuole), inclusi i C.P.I.A. che sceglie il candidato attraverso l’All. G di Istanze On Line (Nota MIUR 16432 del 03/06/2015) non vale per tutte le restanti scuole della provincia dove ci siano posti vacanti al 31/08 (su organico di diritto) e al 30/06 (su organico di fatto) o fino al termine delle lezioni.
Qual è l’obiettivo di tale richiesta?
Questo per ovviare a una evidente ingiustizia. In sostanza il primo dei candidati incluso in Graduatoria Permanente Provinciale ATA teoricamente potrebbe restare a casa, se le nomine le fa il Dirigente Scolastico secondo la Nota 25141 del 10/08/2015, per non aver scelto le scuole dove ci sono posti vacanti e disponibili, mentre l’ultimo dei candidati incluso in Graduatoria Permanente Provinciale ATA potrebbe teoricamente lavorare per aver azzeccato una delle 30 scuole ove ci siano posti vacanti e disponibili.

E’ evidente come tale meccanismo di assegnazione dei posti potrebbe generare una palese ingiustizia nei confronti di chi ha maturato dopo molti anni di servizio un punteggio significativo, colpevole, si fa per dire, di aver scelto delle scuole in cui l’organico è completo, e altresì privati anche della possibilità di poter fruire di supplenze temporanee, come da riferimento legislativo sottoindicato (*).
Basterebbe riaprire i termini per la scelta delle 30 scuole (ALL. G) inclusi i C.P.I.A., prevedendo dall’a.s. 2015/2016 anche per i precari ATA inclusi nelle Graduatorie Provinciali la scelta dei Distretti Scolastici, esattamente come avviene per il Personale ATA di ruolo ai fini del trasferimento.


Ormai l’amministrazione dice e contraddice…

E’ evidente inoltre che l’amministrazione centrale, così facendo, sta operando contro l’art. 40 comma 9 della legge 449/97, dove si chiarisce che, passato il 31 agosto senza assunzioni in ruolo, i posti vacanti e disponibili, nonché quelli solo disponibili devono essere assegnati con supplenze definitive ai sensi della normativa vigente. Ulteriormente si potrebbero avere effetti annientanti sulla funzionalità dei servizi scolastici e andrebberonegati i diritti degli aspiranti inseriti nelle graduatorie dei 24 mesi, compresa l’applicazione dell’art. 59del CCNLe la disciplina assenze per malattia, nonché le retribuzioni ritardate.
Pensa che ci potrebbe essere qualche altra soluzione per gli Ata?
Una soluzione non meno importante potrebbe anche essere l’istituzione di una Graduatoria Nazionale ATA dove far confluire tutti i candidati inclusi nelle rispettive Graduatorie Provinciali ATA offrendo loro un doppio canale ai fini dell’immissione in ruolo (ad es. prima la provincia di appartenenza e se non c’è posto, l’individuazione in provincia diversa da quella di appartenenza). Nondimeno, non si sta coprendo neanche il Turn Over, ovvero i circa 6500 posti ATA che consentirebbero almeno un passo avanti nelle aspettative legittime di migliaia di precari a cui viene negata una legittima stabilizzazione, a fronte di circa 40.000 posti vacanti e disponibili.
Perché dunque ci si ostina a non trovare soluzioni possibili per la sopravvivenza di una categoria altrettanto importante nel funzionamento delle scuole pubbliche e si continua a tagliare indiscriminatamente posti in organico di diritto, negando anche le supplenze temporanee a migliaia di precari ATA come da riferimento legislativo sottostante?


(*) Di seguito lo stralcio della nota suddetta appena pubblicata:

 ESTRATTO DELLA NOTA 25141 DEL 10/08/2015
(CON LE MODIFICHE INTERVENUTE AI SENSI DELLA LEGGE 190/2014)
Dalla lettura dei commi 422 e successivi dell’art.1 della legge 190/2014 si ricava un espresso divieto di procedere alle assunzioni a tempo indeterminato, a pena di nullità, con esclusione del solo personale “non” amministrativo del comparto scuola, in attesa del completamento delle procedure di ricognizione e di mobilità del personale delle province e delle città metropolitane da ricollocare presso altre amministrazioni. Da ciò discende che, in attesa della ricollocazione del suddetto personale, non sarà possibile procedere al conferimento di supplenze annuali (su posti vacanti e disponibili) attingendo dalle graduatorie provinciali permanenti di cui all’art. 554 del D.L.vo n. 297/94 e in caso di esaurimento delle predette dagli elenchi e graduatorie provinciali predisposti ai sensi del D.M. 19.4.2001, n. 75 e del D.M. 24.3.2004, n. 35 e le nomine su tali posti saranno effettuate ai sensi dell’art. 40, comma 9, della legge 449/1997 con supplenze fino all’avente diritto, utilizzando a tal fine le graduatorie di circolo e di istituto. Si precisa, altresì, che ai sensi dell’art. 1, comma 332, della legge 190 del 2014 i dirigenti scolastici non potranno conferire le predette supplenze a:
a) personale appartenente al profilo professionale di assistente amministrativo, salvo l’ipotesi in cui l’esigenza di sostituzione nasca presso istituzioni scolastiche il cui organico di diritto abbia meno di tre posti;
b) personale appartenente al profilo di assistente tecnico;
c) personale appartenente al profilo di collaboratore scolastico, per i primi sette giorni di assenza.

Ma tu non canti

CANTA NELLINA MA TU NON CANTI di Umberto Tenuta

CANTO 516 Nellina canta.

Canta per chi?

Io lo so.

Lo so per certo.

E so che a cantare e ad amare ha imparato da sola.

 

Suonare, ballare, cantare, amare.

Le cose più belle non si imparano nella BUONASCUOLA.

Si imparano nell’Extrascuola!

Il loro apprendimento è aleatorio.

Dipende da mille circostanze.

Tutti potrebbero essere più alti di qualche centimetro.

Tutti potrebbero essere più atletici di me.

Tutti potrebbero…

Tutti potrebbero saper cantare.

Ma io non so ballare, non so suonare.

Non so cantare!

Ad amare ho imparato da me.

Ed ho imparato che più non si può.

Ma a cantare non ho imparato.

E mi sento un mutilato.

Mutilato di una guerra non combattuta.

Mutilato dalla BUONASCUOLA.

Maledetta BUONASCUOLA!

Il CANTO CORALE stava scritto solo sul libro di Musica.

Ma che io ricordi un solo momento in cui la docente di Musica ci avesse fatto cantare!

A scuola non si canta.

A scuola si studia le grammatica e la sintassi.

Si legge l’antologia, non i romanzi.

Si imparano a memoria le poesie, ma non si leggono poesie.

A scuola si impara la grammatica francese, ma non a parlare francese.

A scuola si impara la grammata inglese, ma non a parlare inglese.

A scuola si imparano i segni, ma non i simboli!

Segni, ghirigori, tracce di penna, flatus vocis…

La scuola è un’astrazione.

Pardon, no, un ghirigori!

L’astrazione parte dal concreto.

Nella scuola il mondo concreto non c’è.

Ci sono dei segni, ma non le note, ma non le lettere, ma non la musica, ma non il canto.

A scuola non si canta.

E Nellina a scuola non ha imparato a cantare.

La mamma glielo ha insegnato.

Oh bella nonna!

Ti verrò a trovare per ingraziarti di questo dono che hai fatto a Nellina.

Dono del canto.

Nellina lo ha ricevuto da te.

Ed or mi canta l’amore suo.

Tutti i miei Canti −ed altro− sono pubblicati in:

http://www.edscuola.it/dida.html

Altri saggi sono pubblicati in

www.rivistadidattica.com

E chi volesse approfondire questa o altra tematica

basta che ricerchi su Internet:

“Umberto Tenuta” − voce da cercare

Suonare Cantare

LIANA BALLA ANTONELLINA NON BALLA di Umberto Tenuta

CANTO 515 SUONARE CANTARE

E ballare?

Beati coloro che questo dono hanno avuto.

Non certamente dalla BUONASCUOLA.

 

A ballare si impara nelle scuole di ballo.

Mica nella BUONASCUOLA!

Sarebbe come dire che nella BUONASCUOLA si impara a suonare, a cantare, a dipingere…

La BUONASCUOLA è una cosa seria.

Vi si fa Educazione fisica.

Vi si fa Educazione artistica.

Vi si fa Educazione motoria.

Mica vi si insegna a ballare!

Certo, nel gran salone consiliare, che la scuola consolidata a tempo pieno di Tramonti utilizzava, la mia cara Adriana a ballare insegnava alla fanciulle ed ai fanciulli di Tramonti.

Il bel Frate francescano ammirava.

Ed il cuore del grande Sindaco Alfredo Mandara si rallegrava!

Ma il Carabiniere lamentava che tra le belle doti della figlia ci fosse anche la ballerina.

Or sono Cinquant’anni!

E nelle Buone Scuole educazione fisica si fa.

Flessioni, torsioni, piegamenti, la pertica e la scala svedese certo mai non mancano.

Di che ti lamenti tu, giovane lagnoso, coi tuoi capelli grigi?

‘a scola è ‘na cosa seria!

Mica una balera!

Ora le figlie tue la sera a ballare se ne vanno.

E tu a casa rimani a filar la lana.

Ballare non sai, Antonellina.

Non ti rattristare.

Aver compagni al duol, scema la pena.

Anch’io non so ballare!

Seria era la nostra scuola.

Di greco e di latino ci fece dono.

Altri tempi!

Panta rei.

Tutto scorre.

Solo la BUONASCUOLA non corre.

Nelle sue attrezzate palestre flessioni e torsioni certo non mancano.

Che importa, Antonellina, se ballare non sai?

Cantare ed amare sai.

Ma questo nemmeno la scuola te lo ha insegnato!

 

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