Educazione&Scuola Newsletter n. 1186

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Giugno 2026 – XXXI Anno

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Notizie

Verifica Programma annuale

Entro il 30 giugno il Consiglio d’Istituto verifica le disponibilità finanziarie dell’Istituto nonché lo stato di attuazione del programma e le modifiche che si rendano eventualmente necessarie

Consenso informato

Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n.142, del 22 giugno 2026, la Legge 9 giugno 2026, n. 104

CCNL Comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027

Consiglio dei Ministri, 16 giugno 2026

AscoltaMi

Con Nota 15 giugno 2026, AOODGSIP 2538, vengono fornite ulteriori indicazioni operative per studenti e famiglie circa l’utilizzo del servizio AscoltaMI

Mobilità 2026/2027

La diffusione dei risultati delle domande di mobilità del personale ATA è prevista per il 12 giugno 2026

Liceo Matematico

Con il DM 104 del 10 giugno 2026 autorizzata la sperimentazione nazionale

Adozione Libri di Testo A.S. 2026/2027

Entro l’8 giugno va effettuata la comunicazione dei dati adozionali

Norme

Decreto Dipartimentale 26 giugno 2026, AOODPIT 1378

Fasce complessità Istituzioni scolastiche – Anno scolastico 2026/2027

Nota 19 giugno 2026, AOODGPER 16054

Gestione degli spezzoni inferiori a 7 ore nella scuola secondaria – ulteriori indicazioni operative

Nota 19 giugno 2026, AOODGPER 16067

Operazioni di conferimento degli incarichi dirigenziali: conferme, mutamenti e mobilità interregionale con decorrenza 01/09/2026

Nota 19 giugno 2026, AOODGSIP 2628

ecreto legislativo 15 marzo 2024, n. 29 “Disposizioni in materia di politiche in favore delle persone anziane, in attuazione della delega di cui agli articoli 3, 4 e 5 della legge 23 marzo 2023, n. 33”. …

Nota 18 giugno 2026, AOODGPER 16012

Concorsi per titoli per l’aggiornamento e l’integrazione delle graduatorie per l’accesso ai ruoli provinciali dei profili professionali dell’area A e B del personale ATA ai sensi dell’articolo …

Avvisi 17 giugno 2026, AOODPPR 5412 – 5413

Candidatura a Presidente e Componente del Comitato di Indirizzo della Scuola di alta formazione dell’Istruzione

Nota 16 giugno 2026, AOOGABMI 153284

Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Aggiornamento dei termini per la rendicontazione dei progetti delle istituzioni scolastiche finanziati con risorse PNRR

Nota 15 giugno 2026, AOODGSIP 2538

AscoltaMI – Servizio per il benessere delle studentesse e degli studenti. Ulteriori indicazioni operative per studenti e famiglie circa l’utilizzo del servizio

Nota 11 giugno 2026, AOODGSIP 2479

Il valore della lettura e la costruzione dei saperi. Iniziativa nazionale #ioleggoperché – Edizione 2026, 7/15 novembre 2026

Avviso 11 giugno 2026, AOODGPER 15215

apertura funzioni per la presentazione telematica delle istanze di scioglimento della riserva ai fini dell’inclusione a pieno titolo nella I fascia delle GPS e di conferma del servizio svolto nell’anno …

Legge 9 giugno 2026, n. 104

Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico

Nota 5 giugno 2026, AOODGRUF 11253

Attivazione della piattaforma “Gestione fasce di Complessità” per l’individuazione della graduazione delle istituzioni scolastiche – determinazione per l’a.s. 2026/2027

Nota 4 giugno 2026, AOODGTVET 1605

Scrutini finali classi prime dei percorsi di istruzione professionale di cui al D.Lgs 61/2017

Rubriche

in Bacheca della Didattica

Disegno di Legge n. 664

Avv. Gianfranco Nunziata

Scrutini finali classi prime percorsi istruzione professionale

di Gennaro Palmisciano

Supplenze brevi e contratto per gli scrutini

Avv. Gianfranco Nunziata

Nuovo consenso informato

Avv. Gianfranco Nunziata


in Esami

Terza prova scritta Esame di Maturità 2026

25 giugno 2026

Seconda prova scritta Esame di Maturità 2026

19 giugno 2026

Prima prova scritta Esame di Maturità 2026

18 giugno 2026

Commissari e Presidenti di commissione: incompatibilità e sanzioni

Avv. Gianfranco Nunziata

Diario d’Esame 2025-2026

di Dario Cillo


in Informagiovani – La Rete di Vincenzo Andraous

di Vincenzo Andraous

Veterani di una guerra sconosciuta

di Vincenzo Andraous

La nave dei folli


in Psicologia

La mente che apprende

di Bruno Lorenzo Castrovinci

Neurodidattica e personalizzazione dell’insegnamento

di Bruno Lorenzo Castrovinci

Estate e apprendimento

di Bruno Lorenzo Castrovinci

L’ultimo mese di scuola

di Bruno Lorenzo Castrovinci

Il diritto dei bambini al teatro

di Margherita Marzario


in Recensioni

A. Baricco, Senza sangue

di Antonio Stanca

S. Zweig, Lettera di una sconosciuta

di Antonio Stanca

H. Hesse, La cura

di Antonio Stanca

P. Granata, Generative Knowledge

di Laura Nascimben

S. Sancassani e D. Casiraghi, Il potere di imparare

di Laura Nascimben


in Software

Internet, Reti, Nuove tecnologie

VAL.ER.AI

Roma, 30 giugno 2026

Primo Rapporto sulla didattica digitale

Roma, 15 giugno 2026


in Statististiche

Primo Rapporto sulla didattica digitale

Roma, 15 giugno 2026

Impact study on pupils’ key competences with e Twinning

INDIRE


in Stranieri

VAL.ER.AI

Roma, 30 giugno 2026

La Scuola italiana in Europa

Roma, 30 giugno 2026

Impact study on pupils’ key competences with e Twinning

INDIRE

Formazione ed Eventi

VAL.ER.AI

Roma, 30 giugno 2026

La Scuola italiana in Europa

Roma, 30 giugno 2026

Ustica e i terrorismi degli anni ‘80

Ragusa, 26 giugno 2026

Primo Rapporto sulla didattica digitale

Roma, 15 giugno 2026

Forum PA 2026

Roma, 9 – 11 giugno 2026

Forum dell’Istruzione Tecnica e Professionale dei Paesi del Mediterraneo (TechSkills Forum)

Il Cairo, 5 – 6 giugno 2026

Giornata Mondiale dell’Ambiente

5 giugno 2026

Rassegne

Stampa

Lotta ai diplomifici

Ministero dell’Istruzione e del Merito

L’anno scolastico è un anno corto!

da Scuola.napoletana

Piano Casa

Ministero dell’Istruzione e del Merito


Diritto – Politica – Sindacato

Disegno di Legge n. 664

Avv. Gianfranco Nunziata

Maturità, errori nella traccia del liceo musicale

FLC CGIL

CCNL Comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027

Consiglio dei Ministri, 16 giugno 2026

Presidi su WhatsApp

Avv. Gianfranco Nunziata

Commissari e Presidenti di commissione: incompatibilità e sanzioni

Avv. Gianfranco Nunziata

Adesione Sciopero 29 maggio 2026

Ministero dell’Istruzione e del Merito

Sentenza TAR Lazio Sez. IV Bis 8 giugno 2026, n. 10470

Avv. Maurizio Danza

Supplenze brevi e contratto per gli scrutini

Avv. Gianfranco Nunziata

Nuovo consenso informato

Avv. Gianfranco Nunziata

Sciopero breve 13 – 21 giugno 2026

Ministero dell’Istruzione e del Merito

Adesione Sciopero 6 maggio 2026

Ministero dell’Istruzione e del Merito


Gazzetta Ufficiale

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 149

del 30-06-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 148

del 29-06-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 147

del 27-06-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 146

del 26-06-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 145

del 25-06-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 144

del 24-06-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 143

del 23-06-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 142

del 22-06-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 141

del 20-06-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 140

del 19-06-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 139

del 18-06-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 138

del 17-06-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 137

del 16-06-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 136

del 15-06-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 135

del 13-06-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 134

del 12-06-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 133

del 11-06-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 132

del 10-06-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 131

del 09-06-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 130

del 08-06-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 129

del 06-06-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 128

del 05-06-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 127

del 04-06-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 126

del 03-06-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 125

del 01-06-2026

Decreto Ministeriale 30 giugno 2026, AOOGABMI 125

Ministero dell’Istruzione e del Merito

Piano per il potenziamento delle competenze linguistiche attraverso esperienze, percorsi formativi, stage, tirocini e progetti di mobilità linguistica all’estero per gli studenti, nell’ambito del Programma Nazionale “PN Scuola e competenze”2021-2027, in attuazione del regolamento (UE) n. 2021/1060

Nota 30 giugno 2026, AOODPIT 3803

Ministero dell’ i struzione e del merito
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e f ormazione

Ai Dirigenti scolastici delle istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado
Ai Direttori generali degli Uffici Scolastici Regionali
e p.c. Al Capo di Gabinetto
Al Direttore generale per il personale scolastico
al Direttore generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione

Oggetto: Svolgimento a distanza delle attività di carattere collegiale che rivestono carattere deliberativo nelle istituzioni scolastiche. Esiti chiusura confronto con le organizzazioni sindacali.

La Scuola italiana in Europa

Martedì 30 giugno, alle ore 11.30 circa, presso la sala “Aldo Moro” del Ministero dell’Istruzione e del Merito, in Viale Trastevere 76/a (Roma), il Ministro Giuseppe Valditara interverrà alla presentazione del piano “La Scuola italiana in Europa”, volto a rafforzare il ruolo internazionale del sistema scolastico italiano. L’iniziativa prevede un programma di mobilità educativa e di formazione in Europa degli studenti delle Scuole secondarie di secondo grado, finalizzato al potenziamento dello studio delle lingue.

L’evento sarà trasmesso in diretta streaming al seguente link: https://www.youtube.com/live/LkxG5rW3Onw

Il programma

VAL.ER.AI

INDIRE, Microsoft e Hevolus presentano VAL.ER.AI (Valutazione Erasmus+ Assistita da Intelligenza Artificiale), una piattaforma innovativa che supporta i valutatori Erasmus+ nell’analisi delle candidature ai progetti europei.

L’evento sarà l’occasione per illustrare una delle prime applicazioni in Italia dell’intelligenza artificiale agentica in un processo istituzionale ad alta responsabilità, sviluppata per rendere più rapido, uniforme e trasparente il processo di valutazione, mantenendo il pieno controllo decisionale in capo ai dipendenti esperti.

Quando
Martedì 30 giugno 2026 – dalle 10 alle 14

Dove
Microsoft House Roma – Viale Avignone, 10, 00144 Roma

Nel corso dell’incontro interverranno rappresentanti dell’Agenzia Nazionale Erasmus+ – INDIRE, Microsoft e Hevolus, che illustreranno il progetto, gli aspetti tecnologici della piattaforma e le prospettive di utilizzo dell’intelligenza artificiale nei processi della pubblica amministrazione.

Saranno presentati i risultati della collaborazione e le potenzialità di VAL.ER.AI, una soluzione che consente una riduzione stimata dei tempi di valutazione di almeno il 30%, grazie all’automazione delle attività documentali e di pre-analisi delle candidature Erasmus+.

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 149

149 del 30-06-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 148

148 del 29-06-2026

La mente che apprende

La mente che apprende

Strategie semplici per una scuola più efficace

 di Bruno Lorenzo Castrovinci

Un docente entra in aula, accende il computer oppure la lavagna digitale, apre il registro elettronico, controlla presenze e assenze, aggiorna i dati della giornata. Sono gesti ormai abituali, quasi automatici, che scandiscono l’inizio di ogni lezione. Eppure, dietro questa apparente normalità, si prepara qualcosa di molto più importante. Sta per iniziare quell’ora in cui l’insegnamento prende forma, può trasformarsi in coinvolgimento, curiosità, passione, partecipazione, oppure ridursi a un semplice monologo destinato a scorrere senza lasciare traccia.

Ogni giorno, nelle aule scolastiche, accade infatti qualcosa di infinitamente più complesso di una semplice trasmissione di informazioni. Uno studente ascolta, osserva, cerca di comprendere, collega ciò che sente a ciò che già conosce, costruisce ipotesi, si distrae, ritorna sul compito, commette errori, li corregge, dimentica e poi recupera. In questo continuo movimento si realizza l’apprendimento, un processo che non è mai lineare né meccanico, ma profondamente umano, perché coinvolge attenzione, emozioni, memoria, motivazione, linguaggio, relazioni e significati.

La scuola più efficace non nasce necessariamente dall’introduzione continua di nuove tecnologie o da rivoluzioni metodologiche presentate come soluzioni definitive. Nasce, piuttosto, dalla capacità di comprendere meglio come funziona la mente che apprende e di costruire intorno ad essa condizioni favorevoli alla crescita. Le neuroscienze cognitive, la psicologia dell’apprendimento e la pedagogia contemporanea convergono oggi su un punto fondamentale: non basta spiegare bene un contenuto perché esso diventi conoscenza. Tra l’esposizione e l’apprendimento esiste uno spazio complesso fatto di elaborazione, interpretazione e costruzione personale del significato.

Perché un sapere diventi realmente patrimonio dello studente, deve essere collegato alle conoscenze pregresse, deve essere utilizzato, discusso, rielaborato, sperimentato in contesti differenti. La comprensione autentica nasce quando l’alunno riesce a riconoscere ciò che ha appreso dentro situazioni nuove, quando il contenuto smette di essere un’informazione esterna e diventa uno strumento per leggere la realtà.

In questa prospettiva, la scuola non perde la propria funzione culturale, ma la rafforza. Insegnare non significa abbassare il livello delle proposte, né semplificare fino a svuotare i contenuti della loro profondità. Al contrario, richiede di accompagnare gli studenti lungo percorsi che rendano il sapere accessibile senza renderlo banale, complesso senza trasformarlo in qualcosa diincomprensibile, offrendo strategie, strumenti e occasioni di riflessione che consentano a ciascuno di costruire gradualmente la propria comprensione.

Una didattica efficace non elimina la complessità del mondo, perché educare significa anche preparare ad affrontarla. Costruisce però ponti, crea connessioni, offre punti di appoggio, e forse è proprio questo il compito più autentico della scuola contemporanea: trasformare ogni lezione non in un semplice trasferimento di informazioni, ma in un’esperienza capace di lasciare una traccia duratura nella mente e nella vita degli studenti.

Attenzione, memoria e tempo dell’apprendere

La prima grande risorsa dell’apprendimento è l’attenzione, senza la quale anche la spiegazione più ricca rischia di scivolare via, come acqua su una superficie impermeabile. Gli studenti di oggi vivono in un ambiente saturo di stimoli, notifiche, immagini, velocità comunicativa e frammentazione. Questo non significa che siano meno capaci di concentrarsi, ma che hanno bisogno di essere educati con maggiore consapevolezza alla gestione dell’attenzione. Una lezione efficace non può fondarsi soltanto sulla durata dell’esposizione, ma deve prevedere variazioni di ritmo, momenti di ascolto, domande, pause di rielaborazione e occasioni in cui lo studente sia chiamato a fare qualcosa con ciò che sta apprendendo. Anche una breve interruzione intenzionale, nella quale l’alunno è invitato a riassumere, formulare un dubbio o collegare il nuovo contenuto a un’esperienza già nota, può trasformare un ascolto passivo in un’elaborazione attiva. L’attenzione cresce quando lo studente percepisce un orientamento chiaro, quando sa dove si sta andando, quale obiettivo si vuole raggiungere e perché quel percorso ha senso. Non sempre servono effetti speciali. A volte basta iniziare una lezione esplicitando la domanda guida, il problema da affrontare, il nodo concettuale intorno a cui si lavorerà.

La memoria, allo stesso modo, non può essere considerata un semplice magazzino da riempire. Ricordare significa ricostruire, collegare, riorganizzare. La memoria è un laboratorio attivo, nel quale le informazioni diventano più stabili quando vengono richiamate, usate e intrecciate con altre conoscenze. Una delle strategie più semplici e potenti consiste nel recupero attivo. Chiedere agli studenti di provare a ricordare senza avere subito davanti il libro o gli appunti è molto più efficace di una rilettura ripetuta e meccanica, perché il piccolo sforzo di recuperare un concetto, una definizione, un passaggio storico, una formula o un collegamento letterario rafforza le tracce mnestiche e rende l’apprendimento più duraturo. Anche la distribuzione dello studio nel tempo è decisiva. Studiare tutto in una volta può dare l’illusione di sapere, ma spesso produce conoscenze fragili, destinate a dissolversi rapidamente. Tornare più volte sugli stessi contenuti, a distanza di giorni, con attività brevi ma mirate, permette invece alla mente di consolidare. La scuola può aiutare molto in questa direzione, progettando riprese frequenti, domande di richiamo, esercizi brevi e momenti di revisione non percepiti come punizione, ma come normale parte del processo.

Comprendere significa collegare

La mente apprende in modo più profondo quando riesce a stabilire connessioni. Un contenuto isolato resta fragile, mentre un contenuto collegato ad altri saperi, a esperienze personali, a problemi reali o a immagini significative diventa più accessibile e più resistente. Comprendere non vuol dire soltanto ripetere correttamente, ma riconoscere relazioni. Per questo una scuola efficace dovrebbe dedicare tempo non solo alla trasmissione dei contenuti, ma anche alla costruzione dei legami tra i contenuti. Un concetto scientifico può dialogare con una questione ambientale, un testo letterario può aprire una riflessione sul presente, un evento storico può aiutare a comprendere le dinamiche della cittadinanza, una formula matematica può diventare uno strumento per leggere fenomeni concreti. Non si tratta di forzare collegamenti artificiali, ma di restituire al sapere la sua naturale complessità. Gli studenti spesso faticano non perché non abbiano studiato, ma perché non sanno dove collocare ciò che hanno studiato. Hanno frammenti, definizioni, pagine sottolineate, ma non sempre possiedono una mappa mentale capace di dare ordine. In questo compito il docente ha un ruolo decisivo. Aiutare a costruire schemi, mappe, sintesi ragionate, domande trasversali e parole chiave non significa impoverire il sapere, ma renderlo navigabile. La conoscenza diventa davvero formativa quando permette allo studente di orientarsi. Una scuola che insegna a collegare non prepara soltanto a superare una verifica, ma educa a leggere la realtà.

Errore, feedback ed emozione

In molte classi l’errore continua a essere vissuto come una colpa, un segno di debolezza, una prova di incapacità. Eppure la mente apprende proprio attraverso tentativi, aggiustamenti, correzioni progressive. L’errore, se accolto e interpretato, diventa una delle informazioni più preziose del processo educativo, perché mostra dove il pensiero si è interrotto, quale passaggio non è stato compreso, quale rappresentazione va riorganizzata. Una didattica efficace non elimina l’errore, ma lo rende dicibile. Lo studente deve poter sbagliare senza sentirsi definito dal suo sbaglio. Questo non significa rinunciare al rigore, ma distinguere con chiarezza la persona dalla prestazione. Un compito non riuscito non è un’identità fallita, ma una tappa del percorso. Quando l’aula diventa un luogo in cui è possibile chiedere, provare, correggere e riprovare, l’apprendimento si libera dalla paura e diventa più autentico. Anche il feedback svolge un ruolo fondamentale. Dire soltanto che una risposta è sbagliata serve a poco ed è molto più utile indicare che cosa funziona, che cosa va rivisto, quale strategia può essere usata, quale passaggio deve essere chiarito. Il feedback efficace non umilia e non si limita a giudicare, ma orienta. È una forma di accompagnamento, una restituzione che permette allo studente di comprendere come migliorare.

Non esiste, inoltre, apprendimento senza emozione. Ciò che suscita curiosità, meraviglia, interesse, sorpresa o coinvolgimento personale tende a imprimersi con maggiore forza nella memoria. Questo non significa trasformare ogni lezione in intrattenimento, né inseguire continuamente l’effetto spettacolare. Significa, piuttosto, riconoscere che la dimensione emotiva incide sulla disponibilità ad apprendere. Uno studente che si sente visto, ascoltato e rispettato è più disposto a rischiare cognitivamente. Al contrario, un alunno che vive costantemente ansia, vergogna o senso di inadeguatezza può chiudersi, anche quando possiede buone capacità. La relazione educativa non è un elemento decorativo della didattica, ma una condizione che può favorire o ostacolare l’accesso al sapere. La scuola efficace è quella che tiene insieme cuore e mente, senza contrapporli. Un racconto, una domanda provocatoria, un esempio vicino alla vita degli studenti, una discussione ben guidata, un’esperienza laboratoriale, una lettura capace di aprire risonanze personali possono rendere il contenuto più vivo. Quando lo studente sente che ciò che apprende parla anche alla sua esperienza, il sapere smette di essere un oggetto distante e diventa parte della sua crescita.

Strategie semplici per una didattica intenzionale

La scuola ha bisogno di strategie semplici, ma non superficiali. La semplicità non coincide con la banalizzazione, bensì con la capacità di rendere i percorsi chiari, intenzionali e sostenibili, senza rinunciare alla loro ricchezza e profondità educativa. Una strategia è davvero efficace quando può essere compresa dagli studenti, utilizzata dai docenti e inserita nella quotidianità senza trasformarsi in un adempimento ulteriore. Tra le pratiche più utili vi sono la riformulazione con parole proprie, il recupero attivo, la revisione distribuita, la costruzione di collegamenti, l’uso di esempi concreti, il confronto tra casi diversi, la verbalizzazione dei passaggi mentali. Sono azioni apparentemente ordinarie, ma se vengono progettate con consapevolezza possono cambiare la qualità dell’apprendimento. Anche insegnare agli studenti come si studia è parte essenziale del compito della scuola. Non possiamo dare per scontato che un ragazzo sappia organizzare il tempo, prendere appunti, distinguere le informazioni principali, ripetere in modo efficace, prepararsi a una verifica o controllare la propria comprensione. Il metodo di studio non è una dote naturale, ma una competenza che si costruisce. Quando la scuola lo esplicita, riduce le disuguaglianze, perché non lascia che siano soltanto le famiglie o le risorse personali a determinare il successo formativo.

In questo scenario il ruolo del docente non si riduce, ma diventa ancora più importante. L’insegnante non è un semplice trasmettitore di contenuti, né un facilitatore generico, ma un architetto dell’apprendimento. Progetta ambienti, tempi, domande, attività, feedback, relazioni, sceglie quando spiegare, quando far esercitare, quando fermarsi, quando rilanciare, quando semplificare un passaggio e quando invece chiedere uno sforzo maggiore. La professionalità docente si vede proprio nella capacità di tenere insieme rigore e cura, conoscenza disciplinare e attenzione ai processi cognitivi, obiettivi culturali e bisogni reali degli studenti. Ogni classe è diversa, ogni gruppo ha una storia, ogni alunno porta con sé risorse e fragilità. Per questo non esiste una ricetta valida sempre, ma esistono principi affidabili che possono orientare le scelte. La scuola più efficace non è quella che accumula tecniche, ma quella che costruisce coerenza. Quando le strategie didattiche sono collegate a un’idea chiara di apprendimento, diventano parte di una visione educativa. Insegnare bene non significa fare molte cose, ma fare con intenzionalità ciò che aiuta davvero gli studenti a comprendere, ricordare, collegare, esprimere e crescere.

Rendere visibile il pensiero

Uno degli obiettivi più importanti della didattica contemporanea dovrebbe essere rendere visibile il pensiero. Troppo spesso vediamo solo il prodotto finale, la risposta data, il voto ottenuto, il compito consegnato. Molto più raramente osserviamo il percorso mentale che ha portato a quel risultato. Eppure, è lì che si gioca la vera partita dell’apprendimento. Chiedere agli studenti di spiegare come sono arrivati a una soluzione, quali strategie hanno usato, dove hanno incontrato difficoltà, che cosa hanno capito meglio rispetto all’inizio significa educarli alla metacognizione. La mente che riflette su se stessa diventa più autonoma. Imparare a riconoscere ciò che si sa, ciò che non si sa ancora e ciò che si può fare per migliorare è una competenza decisiva, non solo per la scuola, ma per tutta la vita. Una scuola che rende visibile il pensiero aiuta gli studenti a non sentirsi prigionieri del risultato immediato. Li invita a guardare il percorso, a comprendere che l’intelligenza non è una misura fissa, ma una possibilità che cresce attraverso esercizio, strategie, fiducia e perseveranza. In questo modo l’apprendimento diventa anche educazione alla responsabilità.

Per una scuola più umana e più efficace

La mente che apprende ha bisogno di attenzione, tempo, emozione, ordine, sfida, feedback e relazione. Ha bisogno di docenti capaci di progettare e di ascoltare, di contenuti significativi, di strategie accessibili, di ambienti in cui l’errore non sia una condanna e il sapere non sia percepito come una distanza incolmabile. Rendere la scuola più efficace non significa inseguire mode didattiche o moltiplicare strumenti senza una direzione, ma tornare all’essenziale con maggiore consapevolezza. Ogni volta che aiutiamo uno studente a comprendere meglio, a ricordare in modo più stabile, a collegare ciò che impara, a fidarsi un po’ di più delle proprie possibilità, stiamo costruendo una scuola più giusta. La vera innovazione, forse, comincia proprio da qui. Dal guardare con rispetto la mente che apprende, non come un contenitore da riempire, ma come un territorio da accompagnare, coltivare e far fiorire. Una scuola efficace è quella che non si limita a trasmettere conoscenze, ma insegna agli studenti a farle proprie, a trasformarle in strumenti di pensiero e a riconoscere, dentro il cammino dell’apprendere, una parte fondamentale della propria crescita umana.

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 147

147 del 27-06-2026

Direttiva 26 giugno 2026, AOOGABMI 119

Il Ministro dell’istruzione e del merito

Accreditamento delle istituzioni deputate ad erogare la formazione in servizio continua al personale scolastico e la formazione in servizio incentivata ai docenti in attuazione dell’articolo 16-ter, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59.

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 146

146 del 26-06-2026

Decreto Dipartimentale 26 giugno 2026, AOODPIT 1378

Ministero dell’Istruzione e del Merito
Dipartimento per le risorse, l ’organizzazione e l’innovazione digitale
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione

Fasce complessità Istituzioni scolastiche – Anno scolastico 2026/2027

Ustica e i terrorismi degli anni ‘80

Ragusa, il 26 giugno il 3° Forum sulle stragi in Italia

«Ustica e i terrorismi degli anni ‘80». La ricerca storica come responsabilità civile

Venerdì 26 giugno 2026, con inizio alle ore 14.30, presso il Laboratorio degli Annali di storia di Ragusa, in via Pezza n. 108, si svolgerà il 3° Forum sulle stragi in Italia, dedicato quest’anno al tema «Ustica e i terrorismi degli anni ‘80. Sguardi storici su una stagione nell’ombra».

Giunto alla terza edizione, il Forum si configura ormai come un appuntamento permanente di ricerca e riflessione sulla storia della Repubblica italiana. Nato negli alvei della ricerca storica, esso si propone di affrontare alcuni dei passaggi più controversi della storia nazionale secondo criteri rigorosamente scientifici, sottraendo il dibattito sia alle contrapposizioni ideologiche sia alla riduzione cronachistica.

L’obiettivo è contribuire al riordino della conoscenza storica su fenomeni che hanno profondamente inciso sulla vita democratica del Paese ­– stragismo, terrorismi, depistaggi, apparati di sicurezza e dinamiche istituzionali – attraverso il dialogo tra studiosi, magistrati, giornalisti investigativi, rappresentanti delle istituzioni e ricercatori.

La relazione di apertura sarà affidata allo storico Carlo Ruta, direttore scientifico del Laboratorio degli Annali di storia, che presenterà il documento metodologico «Un forum periodico sulle stragi in Italia come laboratorio di riordino storico e civile», nel quale viene delineata la prospettiva civile e storica del progetto.

Interverranno inoltre Giuseppe Lumia, già presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie; la giornalista e saggista Stefania Limiti; la deputata dell’Assemblea Regionale Siciliana Stefania Campo; Corrado De Fecondo, Luogotenente in congedo della Guardia di Finanza; Corrado Fianchino, ingegnere e già docente di Ingegneria civile all’Università di Catania. Seguirà infine il dibattito aperto a tutti.

Il dibattito sarà moderato da Gianluca Floridia.

Il Forum nasce dalla convinzione che la storia non possa limitarsi alla memoria delle tragedie, ma debba contribuire alla ricostruzione critica dei processi storici, quale fondamento della maturazione civile e democratica del Paese.

L’iniziativa è promossa dal Laboratorio degli Annali di storia.


Concluso a Ragusa il 3° Forum sulle stragi in Italia

Un confronto storico sulle trasformazioni della violenza politica e sui nodi irrisolti della Repubblica

 

Si è svolto venerdì 26 giugno, presso il Laboratorio degli Annali di storia di Ragusa, il 3° Forum sulle stragi in Italia, dedicato al tema Ustica e i terrorismi degli anni Ottanta. Sguardi storici su una stagione nell’ombra. L’iniziativa, trasmessa in diretta streaming e destinata ad essere riproposta nei prossimi giorni attraverso YouTube e canali televisivi telematici, ha registrato un vivo interesse da parte del pubblico e degli studiosi, confermando il Forum come uno spazio stabile di riflessione storica sulle vicende più controverse della storia repubblicana.

Ad aprire i lavori è stata la relazione dello storico Carlo Ruta, direttore scientifico del Laboratorio degli Annali di storia, che ha proposto una lettura di lungo periodo delle trasformazioni della violenza politica nella storia della Repubblica. Muovendo dalle diverse strategie che hanno attraversato il secondo dopoguerra, la relazione ha posto al centro dell’analisi il mutamento intervenuto negli anni Ottanta, individuando il passaggio da una violenza orientata prevalentemente alla destabilizzazione a forme più complesse, nelle quali assumono un ruolo decisivo l’opacità, i depistaggi e la frammentazione della conoscenza storica. Una riflessione, quella del professor Ruta che ha inteso ricondurre le singole vicende entro un quadro interpretativo più ampio, nel quale la ricerca storica è chiamata a confrontarsi con le trasformazioni delle razionalità politiche e istituzionali che hanno segnato quel decennio.

È seguito l’intervento del senatore Giuseppe Lumia, già presidente della Commissione parlamentare antimafia, che ha affrontato il tema del rafforzamento degli strumenti parlamentari di indagine, sottolineando l’esigenza di consolidare il ruolo delle Commissioni d’inchiesta come presidi permanenti della trasparenza democratica.

Il luogotenente della Guardia di Finanza Corrado De Fecondo ha quindi ricostruito con ampiezza documentaria il tema dei depistaggi che hanno accompagnato il disastro del DC-9 Itavia precipitato nei cieli di Ustica il 27 giugno 1980, soffermandosi sui numerosi ostacoli che hanno reso particolarmente difficile l’accertamento della verità.

La scrittrice investigativa Stefania Limiti ha infine sviluppato una riflessione sulle premesse politiche e istituzionali delle stragi degli anni Ottanta, soffermandosi sulle caratteristiche delle forme di violenza politico-criminale che hanno segnato quella fase della storia italiana e sulle persistenti aree di ricerca ancora aperte.

Particolarmente significativa è stata inoltre la partecipazione morale e istituzionale all’iniziativa. Al Forum sono infatti pervenuti messaggi di condivisione e di augurio da parte di enti di notevole autorevolezza. Uno molto significativo è arrivato dal Rettore dell’Università degli Studi di Bari «Aldo Moro», prof. Roberto Bellotti, con cui peraltro il Laboratorio degli Annali diretto dal prof. Ruta intrattiene rapporti nell’ambito dei convegni storici internazionali che il Laboratorio ha realizzato con la collaborazione di diverse Università degli Studi di Genova, Siena, Milano e altre. Il rettore ha rimarcato l’importanza del Forum come momento di confronto tra il mondo accademico, le istituzioni, la magistratura e la società civile, per ricostruire parti importanti della storia italiana contemporanea. Un altro lungo messaggio di condivisione e di saluto è arrivato dal Rettore dell’Università di Macerata, prof. John McCourt che ha citato tra l’altro Marc Bloch, secondo cui “l’incomprensione del presente nasce fatalmente dall’ignoranza del passato”.

Tra i messaggi assume inoltre particolare rilievo la disponibilità espressa dall’Accademia dei Georgofili di Firenze, ente di studi agrari tra i più antichi e prestigiosi nel mondo, ad avviare un rapporto di collaborazione con il Laboratorio degli Annali di storia, a testimonianza del crescente interesse che il progetto del Forum sta suscitando anche in ambito accademico e scientifico. Un altro messaggio di forte spessore è giunto da Amnesty International Italia, nella persona della presidente, Alba Bonetti, che sottolinea tra l’altro l’impegno di Amnesty anche sul fronte della memoria come strumento fondamentale per impedire l’oblio che incombe su vicende dolorose che toccano l’umanità intera.

Rilievo emblematico assumono inoltre i messaggi di partecipazione morale e di augurio provenienti da associazioni antifasciste italiane. La presidente dell’ANPI di Oristano, Carla Cossu, nel suo lungo messaggio, sottolinea le situazioni di depistaggio che hanno caratterizzato le condotte istituzionali nel caso di Ustica. Il presidente dell’ANPI provinciale di Brescia, Lucio Pedroni, nel sostenere l’importanza del Forum, rileva come ancora dopo 52 anni dalla strage nella Piazza della Loggia di Brescia, insista ancora la ricerca giudiziaria per fare piena luce su quel tragico evento. Il presidente dell’ANPI di Modena, Vanni Bulgarelli,  ha espresso il proprio pieno apprezzamento della scelta di porre gli anni ottanta, spesso trascurati nell’analisi storiografica, al centro del 3° Forum.  

Sono ancora significativi i messaggi pervenuti dalle associazioni impegnate nel contrasto al mondo criminale. Mirko Schio, presidente dell’associazione nazionale “Feriti e vittime della criminalità e del dovere”, con sede a Venezia ha scritto che solo una lettura fondata sul rigore delle fonti e sull’apporto di diverse chiavi interpretative può contribuire a restituire pienamente il significato di quegli eventi e il loro impatto sulla vita democratica del Paese. La presidente dell’Associazione Peppino Impastato e Adriana Castelli di Milano, Silvia Gissi, ha rilevato che sgombrare il campo delle zone d’ombra, attraverso una riflessione storiografica rigorosa e un dialogo aperto tra studiosi, magistrati, giornalisti e istituzioni, è un profondo dovere civile e morale. Raffaele d’Alfonso del Sordo, presidente dell’Associazione antimafia e di promozione della Legalità “I ragazzi di via D’Amelio”, presente nella Sapienza Università di Roma, conclude il suo lungo messaggio, rilevando che momenti come il forum semestrale sono vitali per la democrazia e per la comunità nazionale intera. 

Il dibattito è stato moderato dal volontario civile Gianluca Floridia, che ha sottolineato la forza innovativa e paradigmatica del Forum e dell’analisi tracciata dal direttore scientifico nel ragionamento storico di apertura, sulla violenza e sull’oblio come “disabilità cognitiva sociale”.

Con questo terzo appuntamento il Forum consolida insomma il proprio percorso come laboratorio permanente di ricerca storica, orientato a promuovere un confronto rigoroso tra studiosi, magistrati, giornalisti investigativi, rappresentanti delle istituzioni e società civile. L’obiettivo rimane quello indicato sin dalla prima edizione: contribuire, attraverso gli strumenti della ricerca storica, a una comprensione sempre più approfondita delle vicende che hanno segnato la storia della Repubblica, nella convinzione che la conoscenza costituisca una condizione essenziale della maturazione democratica.

Il Laboratorio degli Annali di storia ha poi comunicato che i lavori del 3° Forum saranno resi disponibili integralmente attraverso i canali digitali dell’ente scientifico e costituiranno la base per la costituzione di una memoria resistente delle discussioni, in forma multimediale, perché restino fruibili agli studiosi, alle agenzie della società civile e ai percorsi formativi delle scuole di ogni ordine e grado. Infine il direttore scientifico, prof. Ruta, ha indicato la data del quarto Forum: il 12 dicembre 2026.

Disegno di Legge n. 664

Disegno di Legge n. 664 – Relazioni sindacali scavalcate: l’impatto sulla contrattazione integrativa

Avv. Gianfranco Nunziata (Foro di Salerno)

Il Disegno di Legge n. 664, attualmente all’esame della 7ª Commissione del Senato e proposto dal senatore Roberto Marti, introduce un tema di grande attualità e rilevanza per il mondo della scuola: la formazione del personale docente su competenze relazionali e civiche. L’obiettivo dichiarato è quello di promuovere una cultura del rispetto, prevenire le discriminazioni e gestire in modo non violento i conflitti, dotando gli insegnanti di strumenti per sviluppare l’empatia e l’intelligenza emotiva negli studenti.

Sebbene le finalità del DDL siano ampiamente condivisibili, un’analisi giuridica più approfondita rivela diverse criticità, in particolare riguardo alla sua compatibilità con il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) del comparto Istruzione e Ricerca e con alcuni principi costituzionali ed europei.

Cosa Prevede il Disegno di Legge n. 664

 

Il testo del DDL mira a istituire, a partire dall’anno scolastico 2026/2027, percorsi strutturati di aggiornamento per il personale docente del sistema nazionale di istruzione. Le aree tematiche individuate sono cruciali per l’educazione contemporanea:

  • Rispetto reciproco e promozione di relazioni consapevoli.
  • Gestione non violenta dei conflitti.
  • Sviluppo dell’empatia e dell’intelligenza emotiva.
  • Contrasto a stereotipi, pregiudizi e disuguaglianze.
  • Prevenzione della violenza e delle discriminazioni anche negli ambienti digitali.

Per l’organizzazione di tali percorsi, il Ministero dell’Istruzione e del Merito potrà avvalersi dell’INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa), che curerebbe l’aggiornamento professionale, il supporto alla progettazione didattica e la diffusione di buone pratiche. Il DDL prevede inoltre che le istituzioni scolastiche, nel rispetto della loro autonomia, possano inserire nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) specifici progetti extracurricolari su queste tematiche.

Tuttavia, l’elemento più critico e potenzialmente problematico del disegno di legge risiede nella clausola di invarianza finanziaria. Il testo stabilisce esplicitamente che l’attuazione delle sue disposizioni non deve comportare “nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”. Di conseguenza: “Le attività dovranno quindi essere realizzate utilizzando le risorse umane, organizzative e finanziarie già disponibili nelle scuole e negli enti coinvolti.”.

Questa clausola rappresenta il fulcro delle principali perplessità giuridiche che verranno analizzate di seguito.

Il Contrasto con il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL)

 

Il CCNL del comparto Istruzione e Ricerca è la fonte normativa che disciplina il rapporto di lavoro del personale scolastico, inclusi gli obblighi di servizio, l’orario di lavoro, la formazione e la retribuzione. Il DDL 664, in particolare a causa della clausola di invarianza finanziaria, rischia di entrare in conflitto con diverse disposizioni contrattuali.

  1. Formazione e Orario di Lavoro: La formazione del personale docente è un “diritto-dovere” fondamentale. Il CCNL 2019-2021 stabilisce che gli obblighi di lavoro dei docenti si articolano in attività di insegnamento e attività funzionali all’insegnamento, il cui piano annuale è deliberato dal collegio dei docenti. Qualsiasi attività formativa imposta per legge, se collocata al di fuori dell’orario di servizio e non riconducibile alle attività funzionali già previste e non retribuite, dovrebbe essere considerata un’attività aggiuntiva e, come tale, retribuita. Il CCNL 2019-2021 (parte 3) prevede specifiche tariffe orarie per le prestazioni aggiuntive del personale docente. Imporre una nuova formazione obbligatoria senza prevedere una copertura finanziaria significa, di fatto, introdurre un obbligo di lavoro non retribuito, in palese contrasto con i principi contrattuali.
  2. Violazione delle Prerogative della Contrattazione Integrativa: Il CCNL 2022-2024 riserva alla contrattazione collettiva integrativa, a livello di istituzione scolastica, materie fondamentali quali i “criteri per la ripartizione delle risorse del fondo per il miglioramento dell’offerta formativa” e i “criteri generali per l’utilizzo di strumentazioni tecnologiche di lavoro in orario diverso da quello di servizio, al fine di tutelare i tempi di riposo e la disconnessione”. L’introduzione di un obbligo formativo senza stanziamenti dedicati costringerebbe le scuole a utilizzare le risorse del Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa (MOF), sottraendole alla loro destinazione naturale, che deve essere decisa in sede di contrattazione integrativa d’istituto. Un intervento legislativo di questo tipo scavalcherebbe di fatto le relazioni sindacali e l’autonomia negoziale delle parti a livello locale, violando il sistema di governance delineato dal CCNL.

Profili di Illegittimità Costituzionale ed Europea

 

Le criticità non si limitano al solo contrasto con la normativa contrattuale, ma si estendono a potenziali profili di incostituzionalità e di non conformità con il diritto europeo.

  • Violazione dell’art. 36 della Costituzione: L’articolo 36 della Costituzione sancisce il diritto del lavoratore a una retribuzione “proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. L’imposizione di un’attività formativa obbligatoria da svolgersi al di fuori dell’orario di servizio, senza alcuna forma di compenso, si configurerebbe come una prestazione lavorativa gratuita, in potenziale violazione di tale principio fondamentale.
  • Violazione dell’art. 97 della Costituzione: Secondo il principio di buon andamento della pubblica amministrazione, l’azione amministrativa deve essere efficace ed efficiente. Una legge che introduce un obbligo formativo ma, al contempo, nega le risorse necessarie per la sua corretta e capillare attuazione, rischia di essere una norma “manifesto”, priva di effettività. Si creerebbe un obbligo formale che le scuole non avrebbero gli strumenti per adempiere in modo sostanziale, con il rischio di una formazione disomogenea, insufficiente o, semplicemente, non realizzata.
  • Lesione dell’Autonomia Scolastica (Artt. 33 e 117 Cost.): Sebbene il DDL dichiari di voler rispettare l’autonomia scolastica, l’introduzione di un modello formativo centralizzato, gestito tramite INDIRE, potrebbe incidere sull’autonomia organizzativa e didattica delle singole istituzioni scolastiche, le quali sono titolari della programmazione delle attività formative per il proprio personale attraverso il PTOF.
  • Contrasto con i Principi Europei: Le finalità del DDL, volte a prevenire le discriminazioni, sono certamente in linea con i valori e gli obiettivi dell’Unione Europea, sanciti anche nella Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. Tuttavia, le modalità di attuazione potrebbero entrare in conflitto con altri principi. L’articolo 31 della stessa Carta tutela il diritto a “condizioni di lavoro giuste ed eque”, che includono il rispetto degli orari di lavoro e una giusta retribuzione. L’imposizione di lavoro non retribuito potrebbe essere considerata una violazione di tali condizioni.

Conclusioni

 

Il Disegno di Legge n. 664 si prefigge obiettivi lodevoli e necessari per la scuola del XXI secolo. Tuttavia, la scelta di vincolarne l’attuazione a una rigida clausola di invarianza finanziaria ne compromette la sostenibilità giuridica e l’efficacia pratica. Per come è formulato, il DDL rischia di generare un conflitto insanabile con le disposizioni del CCNL in materia di orario di lavoro e contrattazione integrativa, oltre a sollevare fondati dubbi di legittimità costituzionale, in particolare riguardo al diritto a un’equa retribuzione (art. 36 Cost.) e al principio di buon andamento della P.A. (art. 97 Cost.).

Affinché una riforma così importante possa essere attuata con successo, è indispensabile che il legislatore affronti il nodo delle risorse, prevedendo stanziamenti adeguati che consentano di remunerare l’impegno aggiuntivo richiesto ai docenti e di rispettare le prerogative della contrattazione collettiva, trasformando un’intenzione lodevole in un diritto esigibile e in una reale opportunità di crescita per tutto il sistema scolastico.

Decreto Interministeriale 25 giugno 2026, AOOGABMI 118

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per il Personale scolastico
Ufficio II – Dirigenti scolastici

Agli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI
e p.c. Alle OO.SS. Area Istruzione e Ricerca – Dirigenza scolastica Comparto Scuola

Oggetto: Trasmissione del Decreto del Ministro dell’istruzione e del merito di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze n.118 del 25 giugno 2026

Con riferimento all’oggetto si trasmette, in allegato, il decreto del Ministro dell’istruzione e del merito, adottato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, n. 118 del 25 giugno 2026, recante i criteri per la definizione del contingente organico dei dirigenti scolastici e delle posizioni di lavoro di direttore dei servizi generali e amministrativi funzionari attribuibili con incarichi di elevata qualificazione (ex DSGA), nonché la relativa ripartizione tra le Regioni per gli anni scolastici 2027/2028, 2028/2029 e 2029/2030, ai sensi dell’art. 1, commi 557 e 558, della legge 29 dicembre 2022, n. 197. PNRR. M4.C1. Riforma 1.3.
Il decreto è stato ammesso dalla Corte dei conti alla registrazione il 13/07/2026 n. 1614.
L’occasione è gradita per porgere distinti saluti

IL DIRIGENTE
Maria Teresa Stancarone


Organico dei dirigenti scolastici e delle posizioni di lavoro di direttore dei servizi generali e amministrativi funzionari attribuibili con incarichi di elevata qualificazione (ex DSGA) per gli anni scolastici 2027/2028, 2028/2029, 2029/2030