Come evitare il summer learning loss senza stressare i bambini
di Bruno Lorenzo Castrovinci
Ogni anno, con l’arrivo di giugno, molte famiglie si trovano davanti allo stesso dilemma. Da una parte c’è il desiderio di lasciare ai bambini un tempo finalmente libero, fatto di gioco, mare, passeggiate, sonno più lungo e giornate senza l’ansia della campanella. Dall’altra emerge la paura che tre mesi senza esercizio possano cancellare ciò che è stato appreso durante l’anno scolastico. È in questo spazio di preoccupazione che prende forma il cosiddetto summer learning loss, ovvero quella perdita parziale di competenze e conoscenze che può verificarsi durante la lunga pausa estiva.
Negli ultimi anni il tema è diventato sempre più presente nel dibattito educativo, spesso però affrontato con toni allarmistici che rischiano di trasformare l’estate in una prosecuzione della scuola. Accade così che bambini, già stanchi dopo mesi intensi, si ritrovino sommersi da quaderni operativi, schede, ripassi continui e programmi di studio rigidi che finiscono per sottrarre spazio proprio a quelle esperienze che nutrono la crescita cognitiva ed emotiva.
La vera sfida educativa non consiste nel riempire ogni giornata di esercizi, ma nel trovare un equilibrio tra riposo e stimolazione. Il cervello dei bambini non smette di apprendere quando la scuola chiude, ma continua a costruire connessioni attraverso il movimento, le relazioni, le emozioni, la curiosità, la scoperta spontanea del mondo. L’estate può allora diventare un tempo prezioso di apprendimento autentico, senza trasformarsi in una fonte di stress.
Comprendere davvero il summer learning loss
Quando si parla di perdita estiva degli apprendimenti è importante evitare semplificazioni. Non tutti i bambini dimenticano allo stesso modo e non tutte le competenze si deteriorano con la stessa intensità. Le ricerche mostrano che le difficoltà maggiori riguardano soprattutto abilità molto esercitative, come il calcolo automatico o alcune procedure grammaticali, mentre altre competenze possono persino consolidarsi grazie alle esperienze vissute fuori dalla scuola.
Un bambino che trascorre l’estate leggendo storie, facendo domande, parlando con gli adulti, esplorando luoghi nuovi, giocando all’aperto e vivendo relazioni significative continua, infatti, ad allenare linguaggio, memoria, attenzione e capacità di problem solving, anche senza accorgersene.
Il rischio maggiore non è tanto il rallentamento fisiologico di alcune abilità scolastiche, quanto piuttosto la perdita della motivazione e del piacere di imparare. Quando l’apprendimento viene percepito esclusivamente come obbligo, il bambino tende ad associare studio e fatica continua, sviluppando rifiuto e stanchezza emotiva. Per questo motivo un’estate troppo scolastica può diventare paradossalmente controproducente.
Il cervello ha bisogno anche di pausa
Le neuroscienze ci ricordano che il riposo non è un tempo vuoto. Durante le pause, il cervello continua a lavorare in profondità, rielaborando, consolidando e integrando le esperienze vissute durante l’anno attraverso processi che richiedono calma, un sonno adeguato, benessere emotivo e una riduzione dello stress.
I bambini oggi vivono spesso ritmi molto intensi. La scuola occupa gran parte delle loro giornate, a cui si aggiungono sport, attività extrascolastiche, compiti e una costante esposizione a stimoli digitali. L’estate rappresenta allora una sorta di spazio di decompressione cognitiva necessario per ritrovare equilibrio.
Anche la noia, tanto temuta dagli adulti, può avere una funzione positiva. Nei momenti non strutturati il cervello infantile sviluppa immaginazione, creatività e autonomia. Un bambino che inventa giochi osserva ciò che lo circonda o si perde nei propri pensieri sta esercitando abilità cognitive profonde, che difficilmente emergono in attività rigidamente programmate.
Questo non significa abbandonare completamente ogni stimolo educativo, ma comprendere che apprendere non coincide sempre con compilare pagine di esercizi.
La lettura come ponte tra scuola e vacanza
Tra tutte le attività estive, la lettura resta probabilmente quella più efficace e naturale per mantenere vivo l’apprendimento senza generare pressione. Leggere durante l’estate permette di conservare il contatto con il linguaggio, ampliare il lessico, allenare attenzione e immaginazione, rafforzare la comprensione del testo.
La differenza, però, sta nel modo in cui la lettura viene proposta. Quando diventa imposizione perde gran parte del suo potere educativo. Molti bambini associano il libro scolastico all’obbligo e finiscono per vivere anche i racconti come un dovere da svolgere.
Occorre, invece. restituire alla lettura una dimensione affettiva e libera. Lasciare scegliere i libri, leggere insieme, creare momenti sereni prima di dormire, raccontarsi storie durante un viaggio o sotto un ombrellone può trasformare il libro in un’esperienza di relazione e piacere.
Non tutti i bambini ameranno subito leggere da soli. Alcuni avranno bisogno della voce di un adulto, di immagini, di tempi più lunghi. È importante non trasformare la lettura in una gara di quantità, ma valorizzarne la dimensione emotiva e personale.
Imparare attraverso la vita quotidiana
L’estate offre infinite occasioni di apprendimento nascosto. Una passeggiata al mercato può diventare esercizio di matematica mentale e osservazione. Preparare una torta significa leggere istruzioni, misurare quantità, rispettare sequenze. Un viaggio permette di scoprire geografia, storia, culture e linguaggi diversi. Anche una semplice conversazione a tavola rappresenta un potente allenamento linguistico ed emotivo.
I bambini apprendono continuamente attraverso l’esperienza concreta. Il problema nasce quando gli adulti separano rigidamente il tempo dello studio dal tempo della vita reale. In realtà le competenze più profonde si costruiscono proprio nella capacità di collegare conoscenze ed esperienze.
Le famiglie non devono sentirsi obbligate a ricreare una scuola domestica. È sufficiente offrire occasioni di curiosità, dialogo, scoperta e partecipazione. Anche il gioco libero all’aperto continua a sviluppare competenze cognitive importanti come attenzione, pianificazione, autocontrollo e capacità relazionale.
Il ruolo delle emozioni nell’apprendimento estivo
Ogni apprendimento significativo passa attraverso le emozioni. Un bambino sereno, accolto e ascoltato apprende meglio rispetto a un bambino costantemente sotto pressione. Questo principio vale ancora di più durante l’estate, quando il bisogno di libertà e recupero emotivo diventa più forte.
Molti genitori vivono con ansia il timore che il figlio “resti indietro”, soprattutto dopo anni scolastici percepiti come difficili o fragili. Tuttavia, il confronto continuo con standard e prestazioni rischia di trasmettere ai bambini l’idea che il loro valore dipenda esclusivamente dal rendimento.
L’estate può, invece, diventare il tempo per recuperare fiducia, autostima e piacere della scoperta. Un bambino che si sente competente mentre costruisce qualcosa, esplora la natura, impara una nuova abilità pratica o riesce a raccontare un’esperienza sta rafforzando dimensioni fondamentali anche per il futuro scolastico.
Le emozioni positive facilitano memoria e attenzione, mentre lo stress prolungato ostacola i processi cognitivi. Per questo un clima familiare disteso rappresenta, già di per sé, una forma di prevenzione del summer learning loss.
Una nuova idea di compiti estivi
Anche la scuola può interrogarsi sul significato dei compiti estivi. Non si tratta di abolirli completamente, ma di ripensarne finalità e modalità. Spesso i compiti vengono assegnati in quantità eccessiva, con il rischio di generare conflitti familiari e disaffezione.
Sarebbe, forse, più utile proporre attività aperte, esperienze di osservazione, piccoli progetti personali, letture condivise, diari di viaggio, raccolte fotografiche, interviste ai nonni, esperimenti semplici, esplorazioni del territorio. Attività che mantengano viva la curiosità senza appesantire il tempo estivo.
La scuola dovrebbe aiutare le famiglie a comprendere che apprendere non significa necessariamente restare seduti a un tavolo per ore. Educare significa anche insegnare a guardare il mondo con attenzione, stupore e partecipazione.
Restituire valore al tempo lento
Viviamo in una società che tende a riempire ogni spazio della vita infantile, nella quale i bambini passano rapidamente da un’attività all’altra e spesso persino il tempo libero viene organizzato come una sequenza di impegni. L’estate rappresenta allora una rara occasione per recuperare la lentezza.
Il tempo lento non è tempo perso, ma il tempo in cui si consolidano relazioni, si osservano dettagli, si ascoltano emozioni, si costruiscono ricordi destinati a restare, anche questi aspetti hanno un valore educativo profondo.
Forse il modo migliore per evitare il summer learning loss non è combattere ogni possibile dimenticanza, ma coltivare il desiderio di continuare a conoscere. Un bambino curioso tornerà a scuola con maggiore disponibilità mentale rispetto a un bambino esausto dopo un’estate vissuta come un prolungamento dell’anno scolastico.
L’apprendimento autentico nasce quando conoscenza e benessere riescono a camminare insieme ed è proprio questa armonia che l’estate, più di ogni altro tempo dell’anno, può insegnarci a custodire.
Avviso 24 aprile 2026, AOOGABMI 95165 Azioni rivolte alla formazione del personale docente ed educativo al fine di potenziare le competenze professionali, nell’ambito del Programma Nazionale “PN Scuola e competenze 2021-2027”, del regolamento (UE) 2021/1060
Avviso 24 aprile 2026, AOOGABMI 95450 Acquisto di tablet, PC, dispositivi digitali, libri e sussidi didattici da concedere in comodato d’uso al personale della scuola, nell’ambito del Programma operativo complementare al Programma operativo nazionale “Per la Scuola” 2014-2020, in attuazione del regolamento (UE) n. 2013/1303
Decreto Ministeriale 9 marzo 2026, AOOGABMI 40 Destinazione di risorse per la formazione del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) della scuola, nell’ambito del Programma Nazionale “PN Scuola e competenze 2021-2027”, in attuazione del regolamento (UE) 2021/1060
Decreto Ministeriale 6 marzo 2026, AOOGABMI 38 Destinazione di risorse per la formazione del personale docente al fine di potenziare le competenze professionali, nell’ambito del Programma Nazionale “PN Scuola e competenze 2021-2027”, in attuazione del regolamento (UE) 2021/1060, nonché destinazione di ulteriori risorse per l’acquisto di tablet, PC, dispositivi digitali, libri e sussidi didattici da fornire in comodato d’uso al personale della scuola, a valere sul Programma operativo complementare al Programma operativo nazionale “Per la scuola” 2014-2020, in attuazione del regolamento (UE) n. 2013/1303
Legge 20 aprile 2026, n. 50 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19, recante ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e in materia di politiche di coesione
Con la Nota 25 marzo 2026, AOOGABMI 70841, il termine per l’invio delle rendicontazioni finali delle spese di tutti i progetti finanziati con risorse PNRR e già conclusi è fissato al 30 giugno 2026.
Decreto Direttoriale 19 maggio 2026, AOOGABMI 34 Avviso pubblico prot. n 73226 del 2026 – Assegnazione delle risorse sulla base dell’ordine cronologico di presentazione e di inoltro delle proposte progettuali
Avviso 27 marzo 2026, AOOGABMI 73226 Avviso pubblico per la presentazione di proposte progettuali per la costituzione di snodi formativi per la transizione digitale sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella scuola. Procedura a sportello
Pubblicato il 27 marzo l’avviso da 100 milioni per l’attivazione di percorsi di formazione per il personale scolastico, di workshop e laboratori per un utilizzo consapevole e sicuro dell’IA nella scuola. L’Avviso pubblico prot. n. 73226 del 27 marzo 2026 è pubblicato in attuazione del decreto del Ministro dell’istruzione e del merito 11 novembre 2025, n. 219, e in coerenza con il regolamento (UE) 2024/1689 del 13 giugno 2024 sull’intelligenza artificiale, con la legge 23 settembre 2025, n. 132, recante “Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale”, con le “Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle scuole”, adottate con decreto del Ministro dell’istruzione e del merito 9 agosto 2025, n. 166. La finalità dell’avviso, che prevede una procedura a sportello, è la costituzione di snodi formativi territoriali per la transizione digitale sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale (IA) nella scuola per la realizzazione di progetti formativi attraverso percorsi e workshop di formazione e approfondimento e laboratori con l’utilizzo di dispositivi e applicazioni di intelligenza artificiale, anche con il coinvolgimento degli studenti. L’avviso intende individuare le scuole che svolgeranno il ruolo di snodi formativi sull’Intelligenza Artificiale sul proprio territorio e prevede il finanziamento di azioni di formazione sugli aspetti connessi con la regolamentazione e le disposizioni di utilizzo dell’IA all’interno della scuola, in attuazione delle Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale. Le scuole potranno candidarsi fino alle ore 15.00 del 17 aprile 2026
La Nota 15 dicembre 2025, AOOGABMI 217613, prevede la proroga dei termini per la rendicontazione dei progetti delle istituzioni scolastiche finanziati con risorse PNRR, per il solo termine per l’invio della rendicontazione finale delle spese, al 31 marzo 2026.
Con Nota 26 marzo 2026, AOODGCASIS 2054, relativa a “Scuola digitale 2022-2026 – Avviso 1.2 Migrazione al Cloud”, si ricorda il termine del 31 marzo 2026 come scadenza generale per il completamento delle attività relative ai progetti finanziati, si comunica che con il Decreto n. 29/2026-PNRR il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha introdotto la possibilità di richiedere una proroga straordinaria del cronoprogramma oltre tale data, sia per la fase di contrattualizzazione del fornitore che per la fase di completamento delle attività.
La Nota 7 maggio 2025, AOOGABMI 69589, con riferimento alle procedure previste per l’attuazione della linea di investimento 2.1 “Didatticadigitale integrata e formazione sulla transizione digitale del personale scolastico”, Missione 4, Componente 1, del PNRR, in relazione alle azioni di coinvolgimento degli Animatori digitali 2022-2024 e in considerazione del target europeo M4C1-13, comunica che, fermo restando il termine per la conclusione delle attività, la rendicontazione del progetto è differita al 31 luglio 2025. Restano fermi tutti gli altri termini già stabiliti, nel rispetto di target e milestone dell’investimento.
Legge 5 giugno 2025, n. 79 Ulteriori disposizioni urgenti in materia di attuazione delle misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza e per l’avvio dell’anno scolastico 2025/2026
Decreto-Legge 16 gennaio 2025, n. 1 Misure urgenti in materia di riforma R. 1.3 «Riorganizzazione del sistema scolastico» della Missione 4 – Componente 1 del Piano nazionale di ripresa e resilienza
Legge 28 febbraio 2025, n. 20 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2024, n. 208, recante misure organizzative urgenti per fronteggiare situazioni di particolare emergenza, nonche’ per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza
Nota 5 febbraio 2025, AOOGABMI 16442 Decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 6 dicembre 2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale 4 gennaio 2025, recante Criteri e modalità per l’attivazione dei trasferimenti di risorse PNRR adottato in attuazione dell’articolo dall’art. 18-quinquies del decreto-legge 9 agosto 2024, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2024, n. 143. Indicazioni per la presentazione delle richieste di trasferimento intermedio delle risorse PNRR
Nota 30 dicembre 2024, AOOGABMI 187795 Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Investimento M4C1I2.1 “Didattica digitale integrata e formazione sulla transizione digitale del personale scolastico”. Avviso pubblico prot. n. 84750 del 10 ottobre 2022 “Poli formativi per la transizione digitale delle scuole”. Decreto del Direttore generale dell’Unità di missione per il PNRR 5 novembre 2022, n. 77. Avviso pubblico prot. n. 84780 del 10 ottobre 2022 “Realizzazione di progetti nazionali per lo sviluppo di modelli innovativi di didattica digitale e di curricoli per l’educazione digitale e per la diffusione della didattica digitale integrata nelle scuole”. Decreto del Direttore generale dell’Unità di missione per il PNRR 5 novembre 2022, n. 78. Indicazioni relative al cronoprogramma procedurale e alla conclusione delle attività
L’Avviso 13 gennaio 2025, AOOGABMI 4605, con riferimento alla nota prot. n. 171680 del 26 novembre 2024, con la quale sono state fornite indicazioni rispetto alla data di fine effettiva della fase delle “Aggiudicazioni” per l’affidamento delle attività connesse all’attuazione del decreto del Ministro dell’istruzione e del merito 12 aprile 2023, n. 65, a seguito delle problematiche riscontrate sulle piattaforme di approvvigionamento digitale per la generazione dei CIG e per la stipula dei contratti nell’imminenza della scadenza prefissata, si comunica che le istituzioni scolastiche, che siano incorse nel blocco delle piattaforme, possono procedere al completamento di dette procedure di affidamento entro il termine del 22 gennaio 2025.
Con Note 26 novembre 2024, AOOGABMI 171680 e 171688, in riferimento ai progetti di cui al decreto del Ministro dell’istruzione e del merito 12 aprile 2023, n. 65 e al decreto del Ministro dell’istruzione e del merito 12 aprile 2023, n. 66, si comunica che il termine della fase procedurale relativa alla data di fine effettiva delle “Aggiudicazioni” è fissata rispettivamente per il 20 dicembre 2024 ed il 20 gennaio 2025.
Con Nota 30 settembre 2024, AOOGABMI 128374, in riferimento ai progetti di cui al decreto del Ministro dell’istruzione e del merito 12 aprile 2023, n. 65 e al decreto del Ministro dell’istruzione e del merito 12 aprile 2023, n. 66, si comunica che il termine di chiusura della piattaforma “Futura Pnrr” per l’aggiudicazione delle procedure di affidamento dei servizi è differito alle ore 12.00 del giorno 30 novembre 2024.
Avviso 12 giugno 2025, AOOGABMI 984 Missione 4: Istruzione e ricerca – Componente 1: Potenziamento dell’offerta dei servizi di istru-zione: dagli asili nido alle Università – Investimento 3.2: Scuola 4.0: scuole innovative, cablaggio, nuovi ambienti di apprendimento e laboratori. Lettera di annuncio dell’avvio dei controlli sostanziali sulle procedure di gara
Avviso 7 gennaio 2024, AOOGABMI 2261 Decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 6 dicembre 2024, recante “Criteri è modalità per l’attivazione dei trasferimenti di risorse PNRR”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 4 gennaio Indicazioni operative in relazione ai trasferimenti intermedi.
Con Nota 29 novembre 2024, AOOGABMI 173866, in riferimento alle procedure previste per l’attuazione della linea di investimento 3.2 “Scuola 4.0: scuole innovative, cablaggio, nuovi ambienti di apprendimento e laboratori”, Missione 4, Componente 1, del PNRR, in relazione alle risorse assegnate con decreto ministeriale 8 agosto 2022, n. 218, in considerazione di alcune difficoltà rappresentate dalle istituzioni scolastiche in relazione al processo di dimensionamento scolastico nell’anno scolastico 2024-2025, il termine relativo alla data di fine effettiva del “Collaudo/Verifica di conformità” è fissata al 10 febbraio 2025.
Con Nota 23 settembre 2024, AOOGABMI 125321, in riferimento alle procedure previste per l’attuazione della linea di investimento 3.2 “Scuola 4.0: scuole innovative, cablaggio, nuovi ambienti di apprendimento e laboratori”, Missione 4, Componente 1, del PNRR, in relazione alle risorse assegnate con decreto ministeriale 8 agosto 2022, n. 218, si comunica che, in considerazione di richieste pervenute dalle Istituzioni scolastiche relative al completamento degli allestimenti degli ambienti per il differimento nella consegna delle forniture, la data prevista dall’articolo 4, comma 2, dell’accordo di concessione, relativa alla realizzazione degli ambienti innovativi di apprendimento e collaudo, è fissata al 30 novembre 2024. La data di fine effettiva relativa alla fase di “Collaudo/Verifica di conformità” del cronoprogramma di progetto dovrà essere conseguentemente aggiornata, nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 2 del decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 aprile 2024, n. 56. Restano fermi tutti gli altri termini già stabiliti, nel rispetto di target e milestone dell’investimento.
Decreto Direttivo 7 novembre 2024, AOOGABMI 51 Impegno di spesa relativo alla fornitura dei servizi di cui al contratto esecutivo dell’Accordo quadro avente ad oggetto “Servizi applicativi in ottica cloud”
Avviso 28 ottobre 2024, AOOGABMI 152374 Avviso pubblico per la presentazione di proposte progettuali per la realizzazione di percorsi nazionali di formazione alla transizione digitale in favore del personale scolastico, erogati con modalità e strumenti innovativi, nell’ambito dei “progetti in essere” del PNRR, Missione 4 – Istruzione e Ricerca – Componente 1 – Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione: dagli asili nido alle Università – Investimento 2.1: “Didattica digitale integrata e formazione alla transizione digitale per il personale scolastico”, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU
Avviso 28 ottobre 2024, AOOGABMI 152818 per la costituzione di poli per la realizzazione di iniziative nazionali e internazionali di formazione per studenti e docenti, svolte secondo metodi e approcci laboratoriali e innovativi di co-progettazione e apprendimento cooperativo, basato sul progetto e sull’esplorazione, attraverso l’utilizzo critico e consapevole delle potenzialità delle tecnologie digitali, nonché di diffusione sui territori delle azioni del PNRR, di documentazione di tutte le esperienze e le attività didattiche e formative innovative svolte e dei relativi contenuti, di orientamento e di scambio e disseminazione delle buone pratiche sulla didattica digitale, mirate al rafforzamento delle competenze digitali e di innovazione degli studenti e dei docenti nelle scuole
Con Nota 24 maggio 2024, AOOGABMI 73850, recante adempimenti urgenti ai sensi dell’art. 2 del decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19 “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)”, richiama tutte le istituzioni scolastiche in qualità di soggetti attuatori, alla scadenza già originariamente fissata al 2 aprile 2024 e aggiornata, in sede di conversione del citato decreto-legge, al 3 giugno 2024, ai fini del puntuale e urgente aggiornamento sulla piattaforma del sistema informativo locale “Futura PNRR – Gestione progetti” dei dati relativi ai progetti e ai pagamenti effettuati rientranti nella Missione 4 – Componente 1 – Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione: dagli asili nido alle Università.
Legge 29 aprile 2024, n. 56 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19, recante ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)
Con Nota 19 marzo 2023, AOOGABMI 48292, si richiama quanto previsto dal Decreto-Legge 2 marzo 2024, n. 19, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 52 del 2 marzo 2024, e, in particolare, dall’articolo 2, comma 1, che stabilisce che, entro e non oltre il 2 aprile 2024, “(…) i soggetti attuatori dei programmi e degli interventi provvedono a rendere disponibile ovvero ad aggiornare sul sistema informatico «ReGiS» di cui all’articolo 1, comma 1043, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, (…) il cronoprogramma procedurale e finanziario di ciascun programma e intervento aggiornato alla data del 31 dicembre 2023, con l’indicazione dello stato di avanzamento alla predetta data (…)”.
Nota 19 marzo 2023, AOOGABMI 48292 Adempimenti urgenti ai sensi dell’art. 2 del decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19 “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)”
Istruzioni operative 17 aprile 2024, AOOGABMI 58542 Interventi di tutoraggio e formazione per la riduzione dei divari negli apprendimenti e il contrasto alla dispersione scolastica (D.M. 2 febbraio 2024, n. 19)
Decreto Ministeriale 2 febbraio 2024, AOOGABMI 19 Riparto delle risorse per la riduzione dei divari territoriali e il contrasto alla dispersione scolastica, in attuazione della Missione 4 – Istruzione e Ricerca – Componente 1 – Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione: dagli asili nido alle Università – Investimento 1.4 “Intervento straordinario finalizzato alla riduzione dei divari territoriali nella scuola secondaria di primo e secondo grado e alla lotta alla dispersione scolastica” del Piano nazionale di ripresa e resilienza, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU
L’Unità di missione per il PNRR informa che: “In relazione alla linea di investimento “Didattica digitale integrata e formazione alla transizione digitale per il personale scolastico” del PNRR e alle Istruzioni operative prot. n. 141549 del 7 dicembre 2023 relative alla Formazione del personale scolastico per la transizione digitale (D.M. 66/2023), si comunica che mercoledì 14 febbraio 2024, alle ore 16.30, si svolgerà un webinar di approfondimento sulle Istruzioni operative e sulla presentazione dei progetti, in collaborazione con le Equipe formative territoriali. La partecipazione al webinar è gratuita ed è aperta al personale scolastico interessato delle scuole finanziate con D.M. 66/2023. È possibile l’iscrizione accedendo al seguente link: https://scuolafutura.webex.com/weblink/register/rb536af928e72f9a02ad9dbf881becb43 Si avvisa che sarà possibile registrarsi, fino alla capienza massima consentita dalla piattaforma di videoconferenza, e comunque entro le ore 15,00 del giorno 13 febbraio 2024. Il webinar sarà altresì trasmesso in streaming sul canale Youtube delle équipe formative territoriali, disponibile al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=DmLPBs_FsvU
Decreto Ministeriale 12 aprile 2023, AOOGABMI 66 Decreto di riparto delle risorse alle istituzioni scolastiche in attuazione della linea di investimento 2.1 “Didattica digitale integrata e formazione alla transizione digitale per il personale scolastico” nell’ambito della Missione 4 – Istruzione e Ricerca – Componente 1 – “Potenziamento dell’offerta dei servizi all’istruzione: dagli asili nido all’Università” del Piano nazionale di ripresa e resilienza, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU
Nota 7 dicembre 2023, AOOGABMI 141432 Piano nazionale di ripresa e resilienza. Investimento M4C11.3.1 “Nuove competenze e nuovi linguaggi’, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU. Istruzioni operative prot. n. 132935 del 15 novembre 2023. Diferimento del termine di chiusura dela piataforma per al presentazione dei progetti
Decreto Ministeriale 12 aprile 2023, AOOGABMI 65 Decreto di riparto delle risorse alle istituzioni scolastiche in attuazione della linea di investimento 3.1 “Nuove competenze e nuovi linguaggi” nell’ambito della Missione 4 – Istruzione e Ricerca – Componente 1 – “Potenziamento dell’offerta dei servizi all’istruzione: dagli asili nido all’Università” del Piano nazionale di ripresa e resilienza finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU
Decreto Ministeriale 3 aprile 2023, AOOGABMI 61 Decreto di destinazione di risorse per incentivare scambi ed esperienze formative all’estero per studenti e per il personale scolastico attraverso un potenziamento del programma Erasmus+ 2021-2027 e nell’ambito della Missione 4 – Componente 1 – Investimento 3.1 “Nuove competenze e nuovi linguaggi” del Piano nazionale di ripresa e resilienza, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU
Procedura selettiva pubblica mediante comparazione per titoli, esperienze professionali e colloquio per posizioni di comando per assistenti amministrativi presso l’Unità di missione per il PNRR del Ministero dell’Istruzione e del Merito (Avviso 22 agosto 2023, AOOGABMI 106909). Scadenza presentazione domande:entro e non oltre le ore 12:00 del 5 settembre 2023.
Decreto Ministeriale 8 agosto 2022, AOOGABMI 218 Decreto di riparto delle risorse tra le istituzioni scolastiche in attuazione del Piano “Scuola 4.0” di cui alla Missione 4 – Istruzione e Ricerca – Componente 1 – Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione: dagli asili nido alle Università – Investimento 3.2 “Scuola 4.0: scuole innovative, cablaggio, nuovi ambienti di apprendimento e laboratori” del Piano nazionale di ripresa e resilienza, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU
Nota 28 settembre 2023, AOOGABMI 116416 Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Investimento M4C1I3.2 “Scuola 4.0: scuole innovative, cablaggio, nuovi ambienti di apprendimento e laboratori”. Istruzioni operative prot. n. 107624 del 21 dicembre 2022. Aggiornamento del cronoprogramma procedurale
Con nota prot. n. 116416 del 28 settembre 2023 l’Unità di missione per il PNRR ha comunicato che, con riferimento alle procedure selettive dei soggetti affidatari delle forniture e dei servizi, nel rispetto delle norme in materia di contratti pubblici, relative alla linea di investimento 3.2 “Scuola 4.0: scuole innovative, cablaggio, nuovi ambienti di apprendimento e laboratori”, Missione 4, Componente 1, del PNRR, e alle risorse assegnate con decreto ministeriale 8 agosto 2022, n. 218, le istituzioni scolastiche, le quali hanno registrato problematiche nel completamento delle operazioni di aggiudicazione delle forniture e/o dei servizi, devono provvedere celermente a concludere le procedure di affidamento e a caricare la relativa documentazione nell’apposita sezione della piattaforma “FUTURA PNRR – Gestione Progetti” entro e non oltre il termine del 30 novembre 2023. Restano improrogabilmente fermi tutti gli altri termini stabiliti nel PNRR, nel Piano “Scuola 4.0” e negli Accordi di concessione per la realizzazione degli ambienti e dei laboratori e per la loro entrata in funzione.
Nota 19 giugno 2023, AOOGABMI 86810 Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Investimento M4C1I3.2 “Scuola 4.0: scuole innovative, cablaggio, nuovi ambienti di apprendimento e laboratori”. Cronoprogramma procedurale
La Nota 19 giugno 2023, AOOGABMI 86810 aggiorna il cronoprogramma della linea di investimento 3.2 “Scuola 4.0: scuole innovative, cablaggio, nuovi ambienti di apprendimento e laboratori”, Missione 4, Componente 1, del PNRR, sia per l’Azione 1 che per l’Azione 2:
entro la data del 31 luglio 2023 deve essere acquisito almeno un codice CIG delle procedure ed entro lo stesso termine il/i codice/i CIG acquisito/i deve essere caricato all’interno dell’area “Gestione”, sezione “Procedure”, della piattaforma “FUTURA PNRR – Gestione Progetti”;
la data di aggiudicazione, previa individuazione, tramite apposite procedure, del/i soggetto/i affidatario/i di forniture e/o servizi, nel rispetto delle norme vigenti in materia di contratti pubblici, è fissata al 30 settembre 2023. Sempre entro tale data dovranno essere caricate all’interno della citata area della piattaforma anche la/e determina/e di aggiudicazione e la documentazione relativa all’espletamento delle procedure.
Nota 5 giugno 2023, AOOGABMI 81370 Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Investimento M4C1I3.2 “Scuola 4.0: scuole innovative, cablaggio, nuovi ambienti di apprendimento e laboratori”. Comunicazioni
Le sintesi delle Istruzioni operative per l’attuazione delle misure “Scuola 4.0” e delle “Azioni di prevenzione e contrasto alla dispersione scolastica”, presentate nel corso dell’incontro con il tavolo partenariale svoltosi il 14 dicembre 2022.
Agenda Sud: un progetto del MIM per superare il divario territoriale tra Nord e Sud Italia, garantendo pari opportunità d’istruzione agli studenti su tutto il territorio nazionale, rivolto alle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia
ITS: ulteriori risorse PNRR: 700 milioni alle Fondazioni ITS Academy accreditate con almeno un percorso di formazione attivo
(Roma, 27 maggio 2023) Il MIM comunica:
“PNRR, Ministero dell’Istruzione e del Merito: ecco l’analisi dell’avanzamento della spesa, pagamenti dei progetti in linea con le previsioni
In relazione a quanto uscito su alcuni organi di stampa, il Ministero dell’Istruzione e del Merito precisa che:
I dati pubblicati non tengono conto delle disposizioni di pagamento di fine aprile e maggio 2023, perché non ancora registrate sul sistema e non tengono, inoltre, conto dei pagamenti effettuati sui “progetti in essere” del PNRR, e quindi sul bilancio dello Stato, che, per il Ministero dell’Istruzione e del Merito, ammontano a circa 6 miliardi di euro, cifra molto rilevante anche in considerazione del fatto che i “progetti in essere” sono quelli che hanno uno stato di avanzamento maggiore, in quanto autorizzati prima. Le previsioni di spesa del PNRR sono tutte riferite all’intero anno 2023 e, quindi, con proiezioni al 31 dicembre 2023.
Si precisa che la Missione 4 ricomprende sia Istruzione sia Ricerca per un totale di 30,87 miliardi, di cui 17,56 miliardi gestiti dal Mim. Nel periodo novembre – dicembre 2022 sono stati pagati, su sei linee di finanziamento, 1.026.694.871,35 euro. Per il periodo gennaio – dicembre 2023 per tutti gli investimenti Mim le previsioni di spesa sono 2,8 miliardi di euro, e la somma a oggi erogata (gennaio – maggio 2023) è pari a 1.425.809.828,60, comprendendo sia progetti in essere sia progetti nuovi.”
Riforma ITS: nell’ambito delle riforme previste dal PNRR (Missione 4 – componente 1 – investimento 1.5), il Ministero dell’Istruzione e del Merito e la Conferenza Stato-Regioni e Province Autonome hanno raggiunto l’intesa sui primi tre decreti attuativi della legge 99/22 sul sistema terziario dell’Istruzione tecnica superiore, in tema di Commissioni d’esame, di Statuto e di Comitato nazionale.
Personalizzazione e Orientamento: pubblicato il DM 63/2923 che stanzia 150 milioni di euro per le figure professionali di “docente tutor” e “docente orientatore” e la Nota 5 aprile 2023, AOODPPR 958, di avvio delle iniziative propedeutiche all’attuazione delle Linee guida per l’Orientamento
Nota 15 febbraio 2024, AOODGCASIS 885 Scuola digitale 2022-2026 – migrazione al cloud e siti web: webinar 20 febbraio 2024 (ore 10:30) e 27 febbraio 2024 (ore 10:30)
Nota 6 febbraio 2024, AOODGCASIS 675 Scuola digitale 2022-2026 – Avviso 1.2 Migrazione al Cloud. Promemoria per scadenza termine per contrattualizzazione fornitori
Nota 4 aprile 2023, AOODGCASIS 1695 Avviso PNRR “1.4.1 Esperienza del Cittadino nei servizi pubblici” – attività di sviluppo, implementazione e verifica dei Siti web delle Istituzioni scolastiche
Nota 14 febbraio 2023, AOODGCASIS 809 Scuola digitale 2022-2026 – Proroga scadenza Avviso pubblico 1.2 “Abilitazione al cloud per le PA locali” Scuole (dicembre 2022)
Nota 5 dicembre 2022, AOODGCASIS 4286 Avviso PNRR “1.4.1 Esperienza del Cittadino nei servizi pubblici” – attività di sviluppo, implementazione e verifica dei Siti web delle Istituzioni scolastiche
Nota 27 febbraio 2023,AOOGABMI 24917 Progetto in essere del PNRR per gli anni scolastici 2022-2023 e 2023-2024. Articolo 1, comma 512, della legge 30 dicembre 2020, n. 178. Decreto del Ministro dell’istruzione 11 agosto 2022, n. 222, articolo 2 – “Azioni di coinvolgimento degli animatori digitali” nell’ambito della linea di investimento 2.1 “Didattica digitale integrata e formazione alla transizione digitale per il personale scolastico” di cui alla Missione 4 – Componente 1 – del PNRR. Nota di autorizzazione per l’attuazione del progetto
Nota 31 ottobre 2022. AOOGABMI 91698 Progetti in essere del PNRR. Articolo 1, comma 512, della legge 30 dicembre 2020, n. 178. Decreto del Ministro dell’istruzione 11 agosto 2022, n. 222, articolo 2 – Azioni di coinvolgimento degli animatori digitali nell’ambito della linea di investimento 2.1 “Didattica digitale integrata e formazione alla transizione digitale per il personale scolastico” di cui alla Missione 4 – Componente 1 – del PNRR. Trasmissione del codice unico di progetto (CUP) e invio del progetto per gli anni scolastici 2022-2023 e 2023-2024
Il Consiglio dei Ministri del 16 febbraio 2023 approva un Decreto-Legge per l’Attuazione del PNRR
Decreto-Legge 24 febbraio 2023, n. 13 Disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e del Piano nazionale degli investimenti complementari al PNRR (PNC), nonché per l’attuazione delle politiche di coesione e della politica agricola comune
Decreto Direttoriale 8 settembre 2022, AOOGABM 57 Approvazione delle graduatorie per il raggiungimento dei target e milestone nell’ambito dell’Investimento 1.1 del PNRR: Piano per asili nido e scuole dell’infanzia e servizi di educazione e cura per la prima infanzia
PNRR per l’Istruzione: campagna social per spiegare risorse e investimenti per la scuola
Una campagna social per far conoscere meglio, con post dedicati e approfondimenti, le linee di investimento per l’istruzione previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). La campagna “#PnrrIstruzione quanto ne sai?” parte dal 20 settembre sui canali social del Ministero con l’obiettivo di informare e raggiungere la più ampia platea possibile. Dodici appuntamenti, due a settimana, ogni martedì e venerdì, per scoprire, attraverso grafiche, video e quiz, in cosa consistono, ad esempio, il Piano scuola 4.0, gli interventi di riqualifica degli edifici scolastici, il potenziamento di laboratori, mense e palestre e dell’attività sportiva a scuola. Testi in pillole e per conoscere in modo semplice e immediato come saranno impiegati i 17,59 miliardi del Pnrr destinati all’istruzione e come sarà la scuola del futuro.
PNRR, su nidi e infanzia rispettate le scadenze
(Ministero Istruzione, 6 ottobre 2022) Con riferimento a notizie di stampa secondo cui ci sarebbero dei ritardi nelle procedure del PNRR che riguardano scuole dell’infanzia e nidi, si precisa che le scadenze previste sono state rispettate e che il lavoro procede secondo gli obiettivi prefissati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Premesso che il target è fissato a marzo 2023 e non a dicembre 2022, si rappresenta comunque che sono già state attivate le procedure progressive per la sottoscrizione degli accordi di concessione con gli enti locali. Le uniche procedure ancora in via di definizione riguardano esclusivamente i comuni “ammessi con riserva” per i quali è in corso la conclusione dell’istruttoria.
Nuove scuole: concluso il primo grado del concorso di progettazione
Si è concluso venerdì 7 ottobre il primo grado del concorso di progettazione. Grazie al lavoro delle Commissioni sono stati selezionati i progetti che accedono al secondo grado, che è possibile consultare nella pagina dedicata.
Dal 10 al 21 ottobre i progettisti possono presentare le proprie richieste di chiarimento, le cui risposte saranno pubblicate entro il 28 ottobre.
Fino al 14 novembre si potranno inviare gli elaborati tecnici per il 2° grado, che saranno valutati dalle Commissioni entro il 16 dicembre.
Sono 1.737 le proposte ideative e progettuali arrivate alla chiusura del bando di concorso per la progettazione e la realizzazione di 212 nuove scuole finanziate con le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il 25 agosto è scaduto il termine per la presentazione delle proposte. Il concorso di idee è stato indetto dal Ministero dell’Istruzione con il supporto e l’utilizzo della piattaforma concorsi del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Le aree, tra le 212 già individuate, che hanno ottenuto più candidature di proposte ideative delle nuove scuole sono i comuni di Piove di Sacco, Lugagnano Val D’Arda, Alfonsine e Fidenza.
“La grande partecipazione registrata testimonia la voglia che c’è, nel Paese, di partecipare ai processi di innovazione e alla grande opportunità riformista offerta dal Pnrr – sottolinea il Ministro Bianchi -. Ringrazio il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori per il contributo prezioso e tutte e tutti i progettisti che si sono messi in gioco immaginando le scuole del futuro insieme a noi: innovative, aperte al territorio, sicure, accoglienti, pensate per una nuova didattica”.
Il Ministero dell’Istruzione ha provveduto, inoltre, alla nomina delle 20 commissioni giudicatrici, suddivise su base regionale, che valuteranno le 1.737 candidature pervenute per le 212 aree: si apre, così, la fase di valutazione del bando di concorso. Le commissioni sono composte da architetti, ingegneri, iscritti ai rispettivi ordini professionali, docenti universitari e ricercatori di enti di ricerca e fondazioni che si occupano di scuola, professionisti e dirigenti di pubbliche amministrazioni. Dal 1° settembre 2022 tutti i componenti potranno accedere al sistema informativo e iniziare la valutazione delle proposte candidate sulle singole aree.
I criteri di valutazione del primo grado del concorso sono la qualità architettonica della proposta (con riferimento alla didattica e alla relazione tra ambiente esterno e interno alla scuola); la funzionalità e flessibilità nella definizione e distribuzione degli spazi scolastici, con riferimento alle metodologie didattiche innovative; la sicurezza, con particolare riferimento agli aspetti anti sismici; la sostenibilità ambientale ed economica; l’accessibilità e il dimensionamento dell’edificio per il relativo grado di istruzione, considerato il numero delle studentesse e degli studenti beneficiari dell’intervento.
Le commissioni avranno tempo fino al 7 ottobre 2022, data in cui dovranno essere pubblicati, da parte del Ministero dell’Istruzione, i codici dei progettisti ammessi al secondo grado del concorso di progettazione. Possono essere ammessi al secondo grado del concorso al massimo 5 progetti per ciascuna area.
Il progetto migliore per ciascuna delle 212 aree riceverà un premio e diventerà di proprietà degli enti locali beneficiari che provvederanno ad affidare le fasi successive della progettazione e i lavori. Gli interventi previsti riguardano scuole dei diversi ordini grazie a uno stanziamento complessivo di un miliardo e 189 milioni di euro. Al Mezzogiorno è stato assegnato il 42,4% dei fondi. Le scuole verranno edificate a partire dai principi contenuti nel documento “Progettare, costruire e abitare la scuola”, elaborato da un gruppo di lavoro, composto da grandi architetti, pedagogisti ed esperti della scuola, voluto e istituto dal Ministro Patrizio Bianchi.
Dal 23 agosto scadono i termini di presentazione degli elaborati e della documentazione amministrativa per la partecipazione al Concorso di progettazione per la realizzazione di nuove scuole, mediante sostituzione edilizia. Obiettivo del concorso è la costruzione di edifici scolastici innovativi, sostenibili, sicuri e inclusivi.
Di seguito le scadenze:
Iscrizioni e contestuale invio elaborati e documentazione amministrativa 1° grado (chiusura periodo) – GRUPPO I entro le ore 15.00 del 23/08/2022
Iscrizioni e contestuale invio elaborati e documentazione amministrativa 1° grado (chiusura periodo) – GRUPPO II entro le ore 15.00 del 24/08/2022
Iscrizioni e contestuale invio elaborati e documentazione amministrativa 1° grado (chiusura periodo) – GRUPPO III entro le ore 15.00 del 25/08/2022
Pubblicate le graduatorie degli avvisi pubblici relativi ad asili nido e scuole dell’infanzia con i progetti di investimento che verranno finanziati con le risorse europee Next Generation EU, stanziate nell’ambito delle azioni per il potenziamento dei servizi d’istruzione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Ai 3 miliardi di risorse PNRR si aggiungono ulteriori oltre 108 milioni integrati dal Ministero dell’Istruzione, per un totale di 3.108.496.490,50 euro che andranno a finanziare 2.190 interventi: 333 per scuole dell’infanzia e 1.857 per asili nido e poli dell’infanzia per l’intera fascia di età 0-6 anni. La pubblicazione delle graduatorie conclude la prima fase dell’azione del PNRR per gli asili nido e le scuole e i servizi educativi per l’infanzia. Anche grazie alle risorse del Ministero, sono stati finanziati ulteriori 66 interventi, compresi i progetti con punteggio pari merito.
In particolare, alle regioni del Mezzogiorno andrà il 54,98% delle risorse per gli asili nido e il 40,85% di quelle per le scuole dell’infanzia. Lo stanziamento aggiuntivo del Ministero ha permesso di finanziare: 19 interventi in più con punteggio pari merito nella graduatoria degli asili nido e 18 interventi in più con punteggio pari merito nella graduatoria delle scuole dell’infanzia e, nella stessa graduatoria, ulteriori 18 interventi negli istituti del Mezzogiorno. È stato possibile finanziare inoltre anche ulteriori 11 progetti di asili nido nelle regioni del Mezzogiorno, candidati a seguito della riapertura dei termini.
Contestualmente, è stato disposto anche lo scorrimento delle graduatorie dell’avviso pubblico del 2021, da 700 milioni, su asili nido e centri polifunzionali per la famiglia che prevede l’autorizzazione di 234 nuovi interventi per un importo di 381 milioni. Questo avviso pubblico contribuisce al raggiungimento dei target del PNRR relativi all’attivazione di nuovi posti per servizi educativi nella fascia 0-6 anni e rientra tra i c.d. “progetti in essere” del PNRR.
“Si tratta del più grande Piano mai realizzato sul tema dell’istruzione per la fascia 0-6 anni, con un investimento complessivo di 4,6 miliardi di euro – dichiara il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi – Il governo ha lavorato in questi mesi e sta ancora lavorando affinché il Piano sia attuato, rispettando tutte le scadenze previste. Siamo particolarmente orgogliosi del risultato raggiunto sugli asili nido: siamo riusciti ad allocare tutte le risorse disponibili, con una quota ingente di finanziamenti destinata al Sud. Assicurare il diritto all’istruzione per i più piccoli, su tutto il territorio nazionale, è un elemento fondamentale per colmare il divario tra nord e sud, per rimuovere gli ostacoli al lavoro femminile e sostenere le famiglie con azioni concrete”.
Un programma di innovazione didattica per avere lezioni più interattive e studentesse e studenti più coinvolti. È il “Piano Scuola 4.0”, uno stanziamento di 2,1 miliardi di euro per trasformare 100.000 classi tradizionali in ambienti innovativi di apprendimento e creare laboratori per le professioni digitali del futuro negli istituti scolastici del secondo ciclo. Spazi di apprendimento flessibili e tecnologici per favorire la collaborazione e l’inclusione. In tutte le scuole italiane e in linea con le esigenze di crescita di bambini e ragazzi.
“Si tratta di un intervento trasformativo concreto della nostra scuola che stiamo realizzando nell’ambito del PNRR – afferma il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi -, il più grande di questo tipo mai realizzato, con risorse e tempi certi. Le ricerche educative ci dicono che gli ambienti influiscono sul processo di apprendimento e sulle metodologie della didattica. L’intervento mette al centro le studentesse e gli studenti, utilizzando la tecnologia come risorsa per l’innovazione e alleata dell’apprendimento. In questi mesi abbiamo investito molto sul digitale. Fra risorse PNRR e altri fondi europei si tratta di 4,9 miliardi messi a disposizione per cablare aule, formare docenti, portare la banda ultra larga a scuola, sostenere la digitalizzazione di segreterie e pagamenti legati alle attività scolastiche, innovare gli spazi didattici. Un lavoro che deve andare avanti per garantire una scuola al passo con i tempi a studenti e famiglie”.
Da oggi, dunque, sul sito del PNRR Istruzione sono pubblicate le risorse disponibili per ciascuna scuola che sono state assegnate attraverso un piano di riparto nazionale dei fondi, sulla base del numero delle classi di ciascuna scuola, con una riserva del 40% a favore degli istituti scolastici delle Regioni del Mezzogiorno. A disposizione di ogni istituto ci saranno strumenti di accompagnamento, come il Gruppo di supporto al PNRR, costituito al Ministero dell’Istruzione e negli Uffici Scolastici Regionali, oltre che la Task force scuole, gestita in collaborazione con l’Agenzia per la coesione territoriale.
Next generation classrooms, 100.000 classi innovative Grazie alle risorse del “Piano Scuola 4.0”, ciascuna istituzione scolastica del primo e del secondo ciclo potrà trasformare almeno la metà delle classi attuali, progettando nuovi ambienti e una nuova didattica secondo le proprie esigenze. Un finanziamento di 1 miliardo e 296 milioni per la creazione di spazi fisici e digitali di apprendimento innovativi negli arredi e nelle attrezzature. Metodologie e tecniche di insegnamento in linea con la trasformazione degli ambienti, per potenziare l’apprendimento e lo sviluppo di competenze cognitive, sociali, emotive di studentesse e studenti.
Il minimo comune denominatore saranno arredi facilmente posizionabili, attrezzature digitali versatili, la rete wireless o cablata. Ma a scegliere come saranno disposti o articolati saranno le scuole: il dirigente scolastico, in collaborazione con l’animatore digitale e il team per l’innovazione, potrà costituire un gruppo di progettazione che coinvolgerà progettisti, docenti e studenti per il disegno degli ambienti di apprendimento fisici e virtuali, per la progettazione didattica basata su metodologie innovative adatte ai nuovi ambienti, per la previsione di misure di accompagnamento nell’utilizzo degli spazi didattici modificati.
Next generation labs, gli spazi per le professioni digitali del futuro Questa azione si rivolge nello specifico alle scuole secondarie di secondo grado. Obiettivo è la realizzazione di laboratori in cui studentesse e studenti possano sviluppare competenze digitali specifiche nei diversi ambiti tecnologici avanzati (come robotica, intelligenza artificiale, cybersicurezza, comunicazione digitale), anche attraverso attività autentiche e di effettiva simulazione dei luoghi, degli strumenti e dei processi legati alle nuove professioni.
I laboratori sono un’opportunità per ampliare l’offerta formativa della scuola e devono essere disegnati coinvolgendo studenti, famiglie, docenti, imprese, università e Istituti tecnici superiori e integrandosi con i Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO).
A questa azione sono destinati 424 milioni, ripartiti in 124.044,57 euro per i licei e in 166.455,50 euro per le scuole del secondo ciclo che abbiano attivo almeno un indirizzo di istituto tecnico o professionale.
Gli altri interventi sul digitale Le misure del “Piano Scuola 4.0” richiamano anche altri interventi, per un totale di 2 miliardi e 443 milioni, previsti e predisposti per favorire l’innovazione del sistema di istruzione, come la didattica digitale integrata (379 milioni di progetti in essere), come il potenziamento delle reti locali, cablate e wireless delle scuole (445 milioni di fondi React EU), l’installazione di schermi interattivi nelle aule (455 milioni di fondi React EU); la creazione di ambienti STEM (99 milioni); il Piano per la Banda Larga (600 milioni in parte a valere sul PNRR); il Piano PagoPA-SPID-CIE (60 milioni a valere sul PNRR); migrazione cloud e siti internet delle scuole (155 milioni PNRR in collaborazione con il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri); ambienti innovativi per la scuola dell’infanzia (circa 250 milioni).
A queste risorse si aggiungono, infine, 800 milioni destinati alla formazione digitale del personale scolastico finanziati con il PNRR, per un totale complessivo di circa 4,9 miliardi.
L’azione “Next Generation Classrooms” ha l’obiettivo di trasformare almeno 100.000 aule delle scuole primarie, secondarie di primo grado e secondarie di secondo grado, in ambienti innovativi di apprendimento. Ciascuna istituzione scolastica ha la possibilità di trasformare la metà delle attuali classi/aule grazie ai finanziamenti del PNRR.
Il Piano fornisce precise indicazioni sulle modalità di progettazione e di trasformazione delle aule esistenti. In particolare
Il dirigente scolastico, in collaborazione con l’animatore digitale, il team per l’innovazione e le altre figure strumentali, costituisce un gruppo di progettazione, coinvolgendo i docenti e gli studenti
La progettazione riguarda almeno 3 aspetti fondamentali
il disegno (design) degli ambienti di apprendimento fisici e virtuali
la progettazione didattica e l’aggiornamento degli strumenti di pianificazione
la previsione delle misure di accompagnamento per l’utilizzo efficace dei nuovi spazi didattici.
Nella prima fase di progettazione occorre stabilire, se la scuola intenda adottare un sistema basato
su aule “fisse” assegnate a ciascuna classe per l’intera durata dell’anno scolastico,
oppure su ambienti di apprendimento dedicati per disciplina, facendo ruotare le classi in tali ambienti durante la giornata di scuola e nel passaggio da una disciplina all’altra,
oppure un sistema ibrido che comprende entrambe le soluzioni.
Le nuove classi, oltre ad avere uno schermo digitale, dispositivi per la fruizione delle lezioni che vi si possono svolgere anche in videoconferenza e dispositivi digitali individuali o di gruppo (notebook, tablet, etc.), dovranno avere a disposizione, anche in rete fra più aule, dispositivi
per la comunicazione digitale,
per la promozione della scrittura e della lettura con le tecnologie digitali,
per lo studio delle STEM,
per la creatività digitale,
per l’apprendimento del pensiero computazionale, dell’intelligenza artificiale e della robotica,
per la fruizione di contenuti attraverso la realtà virtuale e aumentata.
Le classi ricomprese nel progetto di trasformazione dovranno essere connesse in modalità cablata e/o wireless.
L’azione “Next Generation Labs” ha la finalità di realizzare laboratori per le professioni digitali del futuro nelle scuole secondarie di secondo grado, dotandole di spazi e di attrezzature digitali avanzate per l’apprendimento di competenze sulla base degli indirizzi di studio presenti nella scuola e nei seguenti, non esaustivi, ambiti tecnologici:
robotica e automazione;
intelligenza artificiale;
cloud computing;
cybersicurezza;
Internet delle cose;
making e modellazione e stampa 3D/4D;
creazione di prodotti e servizi digitali;
creazione e fruizione di servizi in realtà virtuale e aumentata;
comunicazione digitale;
elaborazione, analisi e studio dei big data;
economia digitale, e-commerce e blockchain.
I licei e gli istituti tecnici e professionali possono realizzare nuovi spazi laboratoriali sulle professioni digitali del futuro oppure trasformare, aggiornare e adeguare i laboratori già esistenti dotandoli delle tecnologie più avanzate, consentendo anche la gestione di curricoli flessibili orientati alle nuove professionalità che necessitano di competenze digitali più avanzate.
Concorso per la progettazione e la realizzazione di nuove scuole
Venti giorni in più per la presentazione delle candidature per la prima fase del concorso per la progettazione e la realizzazione di 212 nuove scuole finanziate con le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Ingegneri e architetti iscritti ai rispettivi Ordini professionali – grazie a un avviso di proroga emesso dal Ministero dell’Istruzione – avranno tempo per presentare le loro proposte fino alle ore 15 del 23, 24 e 25 agosto (inizialmente i termini previsti erano il 3, 4, 5 agosto, in base alle categorie delle aree individuate e previste dal bando).
Il concorso è indetto dal Ministero dell’Istruzione mediante l’utilizzo della piattaforma concorsi del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori ed è finalizzato all’acquisizione di proposte ideative e progettuali per la realizzazione di edifici innovativi dal punto di vista architettonico, strutturale e impiantistico.
Il concorso è articolato in due fasi. Nella prima, i partecipanti dovranno elaborare proposte ideative per la costruzione delle nuove scuole connesse a una o più aree tra le 212 già individuate. Le commissioni giudicatrici sceglieranno, per ciascuna area, le migliori 5 proposte, che accederanno così alla fase successiva. La seconda fase prevede, invece, la realizzazione di progetti di fattibilità tecnica ed economica. A valutare i progetti saranno fino a un massimo di 20 commissioni. Il progetto migliore per ciascuna delle 212 aree riceverà un premio e diventerà di proprietà degli enti locali beneficiari che provvederanno ad affidare le fasi successive della progettazione e i lavori.
Gli interventi previsti riguardano scuole dei diversi ordini grazie a uno stanziamento complessivo di un miliardo e 189 milioni di euro. Al Mezzogiorno è stato assegnato il 42,4% dei fondi. Le scuole verranno edificate a partire dai principi contenuti nel documento “Progettare, costruire e abitare la scuola”, elaborato da un gruppo di lavoro, composto da grandi architetti, pedagogisti ed esperti della scuola, voluto e istituto dal Ministro Patrizio Bianchi.
Riparto risorse risorse per le azioni di prevenzione e contrasto della dispersione scolastica
Disponibile il riparto delle risorse per le azioni di prevenzione e contrasto della dispersione scolastica in attuazione della linea di investimento 1.4. Intervento straordinario finalizzato alla riduzione dei divari territoriali nella scuola secondaria di I e II grado nell’ambito della Missione 4 – Componente 1 – del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Primo stanziamento.
Il decreto sarà pubblicato dopo la registrazione, attualmente in corso, da parte degli organi di controllo.
Lettera del Ministro ed “Orientamenti per l’attuazione degli interventi nelle scuole” nell’ambito del Piano di riduzione dei divari territoriali e del contrasto della dispersione scolastica
Decreto Ministeriale 24 giugno 2022, AOOGABMI 170 Definizione dei criteri di riparto delle risorse per le azioni di prevenzione e contrasto della dispersione scolastica in attuazione della linea di investimento 1.4. “Intervento straordinario finalizzato alla riduzione dei divari territoriali nel I e II ciclo della scuola secondaria e alla lotta alla dispersione scolastica” nell’ambito della Missione 4 – Componente 1 – del Piano nazionale di ripresa e resilienza, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU
Il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, come già annunciato nei giorni scorsi, ha scritto ai dirigenti scolastici degli Istituti beneficiari dei primi 500 milioni stanziati nell’ambito del Piano di riduzione dei divari territoriali e del contrasto della dispersione scolastica, previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
La lettera del Ministro accompagna gli “Orientamenti per l’attuazione degli interventi nelle scuole”, un documento pensato per guidare le scuole nell’utilizzo strategico delle risorse a disposizione.
“La sfida comune – scrive il Ministro – è quella di riuscire a superare i divari di lungo periodo e a rafforzare le condizioni per lo sviluppo di un’economia ad alto livello di conoscenza che, partendo dalle criticità attuali, possa essere in grado di investire sulle competenze delle studentesse e degli studenti. Gli orientamenti chiave per l’attuazione degli interventi nelle scuole forniscono le prime indicazioni operative, le finalità dell’investimento, le tempistiche e le principali misure attivabili, per iniziare a progettare azioni efficaci, partendo da un’analisi di contesto della scuola e dalle maggiori criticità sulle quali è necessario intervenire, anche attraverso progetti di rete con altre istituzioni scolastiche in modo da creare sinergie territoriali, collaborazioni e scambi”.
Coinvolte in questa prima fase di attuazione del Piano, che mette a disposizione complessivamente 1,5 miliardi di euro, 3.198 scuole secondarie di primo e secondo grado con studentesse e studenti nella fascia 12-18 anni, selezionate sulla base di indicatori relativi alla dispersione e al contesto socio-economico, alle quali le risorse saranno assegnate direttamente. I progetti pluriennali dovranno partire con il prossimo anno scolastico.
Il documento inviato oggi definisce gli orientamenti chiave per la progettazione degli interventi da parte delle scuole, delinea alcune tipologie di azioni che possono essere messe in campo, scandisce un cronoprogramma ed evidenzia gli strumenti a supporto degli istituti in tutte le fasi del Piano.
“Nell’ambito della loro autonomia – spiega Bianchi – le scuole sono chiamate a sviluppare, anche in rete e in raccordo con gli altri soggetti del territorio, una progettualità pluriennale di ampio respiro per il miglioramento e l’arricchimento dell’offerta educativa e per sostenere apprendimenti e attività extracurricolari, anche prevedendo patti educativi territoriali e individuando un team dedicato di docenti e tutor esperti per la prevenzione della dispersione scolastica”.
Gli orientamenti Le scuole dovranno predisporre azioni che abbiano una visione articolata in piani pluriennali, con l’obiettivo di costruire reti e rendere più forti i legami col territorio. Dovranno favorire sinergie, collaborazioni sistematiche e continuative e coinvolgere tutta la comunità educante – comprese le famiglie e il Terzo settore – anche tramite patti educativi. Le attività non dovranno essere circoscritte all’offerta curricolare: importante sarà la progettazione di percorsi di apprendimento extracurricolari, in un’ottica di apertura e di potenziamento delle competenze di ragazze e ragazzi. Centrale, nella definizione degli interventi, sarà l’orientamento soprattutto nella transizione tra scuola secondaria di primo e secondo grado. Nei casi di maggiore fragilità, si potranno prevedere percorsi di personalizzazione degli apprendimenti, oltre che attività di tutoraggio e una maggiore didattica laboratoriale. I progetti delle scuole dovranno essere strutturati anche per affrontare in modo preventivo eventuali segnali di disagio e situazioni di rischio.
Le tipologie di azioni e il cronoprogramma I percorsi che le scuole dovranno definire potranno essere organizzati per singoli studenti, nel caso di attività di mentoring, o per gruppi, per il potenziamento delle competenze, per l’orientamento, anche con il coinvolgimento attivo delle famiglie, per la realizzazione di attività laboratoriali extracurriculari (disciplinari o riguardanti cinema, teatro, sport, musica, ad esempio). Dopo una fase di analisi del contesto, i progetti dovranno essere predisposti entro ottobre del 2022 ed essere realizzati nel corso del biennio, entro dicembre 2024.
Il team per la prevenzione della dispersione scolastica All’interno di ciascuna scuola è prevista la costituzione di un team composto da docenti e tutor esperti per sostenere nell’individuazione delle studentesse e degli studenti a maggior rischio di abbandono e nella progettazione e nella gestione degli interventi. Gli istituti scolastici avranno a disposizione anche Gruppi di supporto, attivati negli Uffici Scolastici Regionali, le équipe formative territoriali e la “Task force scuole”, che assicurerà il supporto tecnico-amministrativo, nonché la raccolta di dati e il monitoraggio delle attività.
Un Piano da 1,5 miliardi contro la dispersione scolastica e le povertà educative e per superare i divari territoriali. È quanto prevede il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per l’Istruzione che, dopo una prima fase dedicata all’edilizia scolastica e agli Avvisi per gli Enti locali, entra ora nella seconda, quella dedicata alle scuole, con fondi che arriveranno direttamente agli Istituti scolastici per migliorare i risultati negli apprendimenti di studentesse e studenti.
“In questi giorni ho firmato la prima tranche di risorse del Piano contro la dispersione scolastica e per il superamento dei divari territoriali che andrà avanti fino al 2026. Abbiamo 1,5 miliardi a disposizione. I primi 500 milioni serviranno a finanziare progetti in 3.198 scuole con studentesse e studenti nella fascia 12-18 anni. Sono risorse che assegniamo direttamente alle istituzioni scolastiche, sulla base di precisi indicatori relativi alla dispersione e al contesto socio-economico”, spiega il Ministro Patrizio Bianchi.
“Si tratta di un finanziamento molto importante, un progetto nazionale che mette al centro i più fragili. Questa linea di finanziamento si aggiunge alla riforma degli istituti tecnici e professionali e alla riforma dell’orientamento, alle quali stiamo lavorando, misure altrettanto importanti sul fronte del contrasto alla dispersione e all’abbandono scolastico – prosegue Bianchi –. Prenderemo per mano le ragazze e i ragazzi che hanno difficoltà nella prosecuzione del loro percorso di studi e per questo rischiano di lasciare precocemente o, purtroppo, lo fanno. Saremo al fianco delle scuole lungo tutto il percorso”.
Il decreto, in via di registrazione, sarà disponibile nei prossimi giorni. Già disponibile l’elenco delle scuole che riceveranno le risorse. Oltre il 50% dei fondi è destinato al Sud.
Le scuole coinvolte in questo primo step riceveranno, nei prossimi giorni, la comunicazione del finanziamento, ma anche la convenzione con le indicazioni sulla base delle quali potranno realizzare la loro progettazione. Questo primo intervento si pone l’obiettivo di raggiungere almeno 420mila studentesse e studenti. I progetti partiranno con il prossimo anno scolastico e avranno durata biennale.
A questo primo step faranno seguito altre due tranche di finanziamento, la prima dedicata a favorire l’acquisizione di un diploma ai giovani, anche tra i 18-24 anni, che hanno abbandonato precocemente gli studi, mentre con la seconda saranno attivati progetti per il potenziamento delle competenze di base per superare i divari territoriali e anche alcuni progetti nazionali nelle aree più periferiche delle città e del Paese.
Pubblicate le graduatorie dell’Avviso per il potenziamento delle infrastrutture dello sport a scuola. Riaperti i termini dell’Avviso per la messa in sicurezza e/o realizzazione di mense scolastiche
Sono state pubblicate sul sito del Ministero dell’Istruzione le graduatorie dell’Avviso per il potenziamento delle infrastrutture dello sport a scuola nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Per le palestre (nuove costruzioni o interventi per la messa in sicurezza di quelle esistenti) lo stanziamento previsto dal PNRR è di 300 milioni. Con questi fondi e con ulteriori circa 31 milioni stanziati con decreto del Ministro dell’Istruzione, saranno finanziati a livello nazionale 444 interventi, 298 su strutture già esistenti e 146 per le nuove costruzioni.
Le quattro Regioni con il numero più alto di interventi finanziati sono del Mezzogiorno: Campania (70), Sicilia (54), Basilicata (48), Calabria (42).
Le risorse sono ripartite su base regionale e rispettando il criterio che prevede almeno il 40% dello stanziamento destinato alle regioni del Mezzogiorno: le Regioni del Sud hanno ottenuto oltre il 52% dei fondi, per un totale di 174.747.786,12 euro.
Le domande pervenute alla scadenza dell’Avviso, lo scorso 28 febbraio, erano 2.859, per un totale di finanziamenti richiesti oltre i 2,8 miliardi sui 300 milioni disponibili.
“L’incremento delle palestre e delle infrastrutture per le nostre ragazze e i nostri ragazzi rappresenta uno strumento importante per costruire quella scuola aperta, inclusiva e affettuosa che vogliamo – dichiara il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi –. Lo sport è un grande alleato della scuola”.
Inoltre, sono stati riaperti i termini dell’Avviso per la messa in sicurezza e/o realizzazione di mense scolastiche, sempre nell’ambito del PNRR. Sono risultate già ammissibili 600 candidature. Adesso, grazie a un ulteriore stanziamento di 200 milioni di euro, i Comuni avranno la possibilità di presentare la propria domanda fino alle ore 15 del 22 agosto 2022.
Conclusi i termini dell’Avviso per gli asili nido destinato ai Comuni delle Regioni del Mezzogiorno
Si è concluso il 31 maggio l’ulteriore Avviso per gli asili nido destinato ai Comuni delle Regioni del Mezzogiorno, con priorità per le Regioni Basilicata, Molise e Sicilia, finanziato con risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per circa 70 mln residui. Viene così definitivamente conclusa la procedura del PNRR per l’Istruzione 0-2 anni, con l’utilizzo completo dei 2,4 mld disponibili, e rispettando la percentuale del 55,29% di risorse prevista per il Sud. Con l’aggiunta dei fondi per Poli dell’infanzia e Scuole dell’infanzia, verranno impiegati per intero i 3 mld messi a disposizione dal PNRR. Per l’Avviso chiuso a fine maggio sono arrivate complessivamente ulteriori 74 domande, per un totale di richieste di finanziamento per 81.199.333,64 euro. Il maggior numero di candidature è arrivato dalla Sicilia (22), seguita da Campania (10), Abruzzo, Basilicata, Molise (9 ciascuna), Calabria (7), Puglia e Sardegna (4 ciascuna).
“Siamo riusciti a utilizzare per intero le risorse del PNRR per gli asili nido – dichiara il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi -. Un lavoro di squadra che ci rende orgogliosi, condotto con l’Agenzia per la coesione, le Prefetture, l’ANCI, la struttura ministeriale per il PNRR. Un’azione che ha permesso anche di rinsaldare e ricucire rapporti istituzionali con il territorio, con il costante supporto fornito ai Comuni per poter partecipare ai bandi. Ringrazio tutti coloro che ci hanno aiutato a conseguire questo importante risultato”.
Si procederà ora all’elaborazione e, nelle prossime settimane, alla pubblicazione delle graduatorie di quest’ultimo bando e di quello precedente, concluso a fine marzo.
Più 76% di domande presentate dai Comuni per l’avviso pubblico sugli asili nido del Pnrr Istruzione nel mese di marzo. Questo il risultato della proroga dei termini, dal 28 febbraio al 1° aprile, decisa dal Ministero dell’Istruzione, in accordo con quello del Sud e della Famiglia, per consentire una maggiore adesione da parte degli Enti locali al bando del valore complessivo di 2,4 miliardi di euro.
“In questo mese abbiamo avuto una risposta molto positiva grazie al lavoro fatto con gli altri Ministeri coinvolti, con l’Agenzia per la coesione, con le Prefetture, con l’Associazione dei Comuni – dichiara il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi -. Abbiamo organizzato seminari, incontri, aperto linee di supporto dedicate e previsto una campagna di comunicazione specifica. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è un’occasione senza precedenti: possiamo realizzare dei cambiamenti significativi del nostro sistema scolastico. Ma è un’azione collettiva per la quale c’è bisogno del contributo e della partecipazione di tutti”.
Alla chiusura del bando asili, lo scorso 1° aprile, risultano 1.676 le candidature presentate per la fascia da 0 a 2 anni, a fronte delle 953 arrivate il 28 febbraio, alla prima scadenza (+76% a livello nazionale). Le quattro regioni con più domande presentate in termini assoluti sono: Campania (196), Lombardia (157), Lazio (138), Calabria (137).
La quantità di risorse richieste ammonta a un totale di circa 2 miliardi di euro sui 2,4 disponibili. I 400 milioni residui andranno immediatamente ricollocati. Con un decreto firmato dal Ministro dell’Istruzione, di concerto con il Ministro per le Pari opportunità e la Famiglia, il Ministro per il Sud, la Coesione territoriale e il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie saranno destinati all’ulteriore finanziamento delle candidature già pervenute nell’ambito del bando PNRR per l’incremento dei poli dell’infanzia per la fascia 0-6 anni. In seguito a questa prima operazione, circa 70 milioni ancora residui saranno oggetto di un nuovo bando per gli asili nido destinato ai Comuni delle Regioni del Mezzogiorno, con priorità a Basilicata, Molise, Sicilia, che hanno presentato meno candidature rispetto al budget che poteva essere loro assegnato in base alle risorse disponibili nel Pnrr. Per loro ci sarà un ulteriore avviso con scadenza a fine maggio, e i comuni saranno accompagnati nella presentazione delle proposte con specifiche azioni di supporto.
Tutte le risorse del Pnrr Istruzione previste per il segmento educativo da 0 a 6 anni saranno utilizzate garantendo la quota pari al 55,29% dei fondi a favore del Mezzogiorno, superiore al 40% previsto dai bandi del Pnrr nazionale.
In particolare, vengono coperte tutte le candidature presentate dai Comuni delle Regioni del Mezzogiorno, sia per gli asili nido (fascia 0-2 anni) sia per i poli dell’infanzia (fascia 0-6 anni).
“Con il decreto che abbiamo predisposto all’esito dei bandi le risorse disponibili saranno destinate al potenziamento del sistema educativo, mantenendo la quota del 55,29% nel Mezzogiorno, dove più alto è il bisogno. Rispettiamo gli impegni presi con l’Europa: tutte le risorse disponibili vengono utilizzate. Aumentare il numero di posti negli asili nido significa dare più opportunità educative per le bambine e i bambini su tutto il territorio, sostenere le famiglie e l’occupazione femminile”, ha concluso il Ministro.
PNRR, chiusi gli avvisi. Proroga per i nidi fino al 31 marzo 2022
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la scuola prosegue il suo cammino. Si sono infatti chiusi i termini per le candidature, inviate da parte degli Enti locali, per ottenere i fondi PNRR destinati a mense, palestre, asili e scuole dell’infanzia e per ospitare una delle 195 scuole nuove previste dal Piano. Vi è stata un’alta adesione degli Enti locali agli avvisi pubblicati dal Ministero dell’Istruzione. Per i soli nidi le richieste pervenute sono inferiori al budget disponibile, pertanto l’avviso sarà prorogato fino al prossimo 31 marzo.
“Nel complesso abbiamo registrato un’ottima partecipazione – sottolinea il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi -. Dagli Enti locali è arrivata una risposta molto positiva per quanto riguarda in particolare la costruzione di nuove scuole, mense e palestre. Anche per le scuole dell’infanzia abbiamo riscontrato un forte interesse dei territori, in particolare per la costruzione di poli integrati 0-6 anni. Abbiamo deciso di prorogare i termini del bando sugli asili nido per consentire una maggiore adesione. Ci sono 2,4 miliardi di risorse a disposizione, un investimento eccezionale che abbiamo voluto con forza per potenziare, soprattutto nelle regioni del Sud, un segmento educativo in cui l’Italia mostra un ritardo rispetto agli altri Paesi Ue. Nelle scorse settimane abbiamo già siglato dei Protocolli d’intesa con la Coesione territoriale, l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), il Gestore Servizi Energetici (GSE) e Sport e Salute per sostenere scuole ed Enti locali e rendere più rapido il processo di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Continueremo nei prossimi giorni, coordinando il potenziamento delle azioni della task force dell’Agenzia per la Coesione a sostegno dei Comuni”.
I dati: Per la costruzione delle nuove scuole il finanziamento previsto dal Piano è di 800 milioni. Le domande pervenute alla scadenza dell’avviso sono state 543. Le cinque regioni che hanno inoltrato più candidature sono: Campania (95), Lombardia (61), Veneto (47), Emilia-Romagna (45), Toscana (42). Il totale dei finanziamenti richiesti supera i 3 miliardi. L’avviso si è chiuso lo scorso 8 febbraio. Ora è prevista una fase di individuazione delle 195 aree dove andranno costruite le nuove scuole e successivamente ci sarà l’indizione del concorso di progettazione.
Per le mense (nuove costruzioni o miglioramento di quelle esistenti) il finanziamento previsto dal PNRR è di 400 milioni. Le domande pervenute alla scadenza dell’avviso sono state 1.088. Le cinque regioni che hanno inoltrato più candidature sono: Lombardia (162), Emilia-Romagna (96), Campania (88), Veneto (87). Il totale dei finanziamenti richiesti supera i 581 milioni. L’avviso si è chiuso lo scorso 28 febbraio.
Per le palestre (nuove costruzioni o miglioramento di quelle esistenti) il finanziamento previsto dal PNRR è di 300 milioni. Le domande pervenute alla scadenza dell’avviso sono state 2.859. Le cinque regioni che hanno inoltrato più candidature sono: Lombardia (392), Campania (297), Veneto (221), Piemonte (199), Calabria (187). Il totale dei finanziamenti richiesti supera i 2,8 miliardi sui 300 milioni disponibili. L’avviso si è chiuso lo scorso 28 febbraio.
Per nidi e scuole dell’infanzia il Piano mette a disposizione 3 miliardi complessivi suddivisi in: 2,4 miliardi per la fascia 0-2 anni e 600 milioni per la fascia 3-5 anni. Per scuole dell’infanzia e poli dell’infanzia(questi ultimi ricomprendono anche lo 0-2) sono arrivate 1.223 domande. Le regioni che hanno inoltrato più domande sono: Lombardia (163), Emilia-Romagna (134), Campania (113), Toscana (108), Piemonte (92). Per questo segmento sono stati richiesti finanziamenti per oltre 2,1 miliardi sui 600 milioni disponibili.
Per i nidi sono giunte richieste pari a circa 1,2 miliardi sul totale di 2,4 miliardi disponibili. Per consentire di utilizzare tutte le risorse, i termini del bando saranno riaperti fino al prossimo 31 marzo. Il Ministero sosterrà la partecipazione dei Comuni con webinar e attraverso la task force di esperti dell’Agenzia per la Coesione, anche assicurando ai Comuni più tempo per le verifiche di vulnerabilità.
Martedì 30 novembre, il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, insieme alla Ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, alla Ministra per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, e alla Ministra per gli Affari Regionali e le Autonomie, Mariastella Gelmini, presenterà alla stampa le prime misure del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) relative al settore Istruzione.
La conferenza stampa si svolge nella Sala “Aldo Moro” del Ministero dell’Istruzione a partire dalle ore 12.00.
La conferenza con i Ministri Bianchi, Bonetti e Carfagna Almeno il 40% delle risorse al Sud Per gli Enti locali semplificazioni e strumenti di supporto per la realizzazione delle opere
Oltre cinque miliardi (5,2) per la realizzazione e messa in sicurezza di asili nido e scuole per l’infanzia, per la costruzione di scuole innovative, per l’incremento di mense e palestre, per la riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico. Sono le risorsedel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza presentate oggi, in conferenza stampa, dal Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchiinsieme alla Ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, e alla Ministra per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna. Un pacchetto di interventi che mette subito a disposizione un terzo dei fondi complessivi previsti nel PNRR per il sistema di Istruzione che ammontano, in tutto, a 17,59 miliardi.
“Il PNRR è un’azione di sistema che affronta i nodi del Paese. Con gli investimenti nell’istruzione ridurremo l’attuale divario tra Nord e Sud nei servizi educativi, in particolare nello 0-6. Garantire un maggiore accesso agli asili nido e alle scuole dell’infanzia significa anche affrontare il tema della denatalità e dare un sostegno concreto all’occupazione femminile. Con queste risorse avviamo, poi, il processo di innovazione della scuola sia sotto il profilo delle infrastrutture che della didattica”, dichiara il Ministro Bianchi.
In conferenza stampa Bianchi ha presentato i contenuti del decreto con cui vengono stabiliti i criteri di riparto delle risorse. Particolare attenzione viene data al Sud, con l’obiettivo di colmare i divari esistenti: almeno il 40% dei fondi messi a bando sarà destinato al Mezzogiorno per dare ai territori che ne hanno maggiore carenza mense scolastiche per il tempo pieno, servizi educativi per l’infanzia, palestre, scuole nuove ed efficienti. Più in generale, nell’attribuzione delle risorse peseranno la scarsità attuale di infrastrutture nei territori, la densità della popolazione studentesca e, ad esempio, nel caso di mense e palestre, conteranno anche i dati relativi alle difficoltà negli apprendimenti e alla dispersione scolastica.
In occasione della conferenza sono stati poi presentati i singoli bandi e un sito in continuo aggiornamento (pnrr.istruzione.it) attraverso il quale Istituzioni, scuole, cittadini ed Enti locali potranno accedere agilmente alle informazioni generali sul PNRR Istruzione, ai dati relativi ai finanziamenti (anche in versione open data), ai singoli bandi, ai servizi disponibili per chi dovrà effettuare le opere. Futura, la scuola per l’Italia di domani, questo il nome scelto per il PNRR Istruzione, a sottolineare l’importanza strategica di queste risorse per la costruzione di una nuova scuola.
“Quello di oggi è un grande risultato. Comincia il cammino del PNRR, comincia la costruzione della nuova scuola che vogliamo per i nostri bambini e ragazzi, inclusiva, innovativa, accogliente, sostenibile – prosegue il Ministro -. È un percorso che faremo insieme ai territori e alle scuole, mettendo a disposizione degli Enti locali semplificazioni e strumenti per agevolare il loro lavoro nella partecipazione ai bandi e nella realizzazione delle opere. Per questo stiamo realizzando una serie di convenzioni con Cassa depositi e prestiti, Agenzia per la coesione, Consip, Autorità nazionale anticorruzione, Sogei, Gse. Daremo il massimo supporto”.
“Il Pnrr rende possibile un investimento storico per portare finalmente la copertura di asili nido e servizi educativi per l’infanzia al livello degli altri paesi dell’Unione Europea – dichiara la Ministra Bonetti -. Assicurare il diritto all’educazione vuol dire tutelare sin dall’infanzia quelle pari opportunità che a tutte le bambine e i bambini vanno assicurate per la loro crescita di cittadine e cittadini già oggi. Il Governo lo fa con una visione integrata, quella del Family Act, che è riforma di accompagnamento del Pnrr e che investe al tempo stesso in servizi educativi, nel lavoro femminile e nell’empowerment delle nuove generazioni: è da questa alleanza tra generi e generazioni che il Paese può crescere e ripartire”.
“La scuola è il primo, grande banco di prova con cui ci siamo cimentati nell’azione di recupero dei divari tra Nord e Sud – dichiara la Ministra Carfagna – e sono pienamente soddisfatta del risultato ottenuto. Il lavoro di squadra col collega Patrizio Bianchi ha prodotto uno schema di bandi che vincola alle regioni del Mezzogiorno, nei diversi capitoli, quote dal 40 al 57,68 per cento. Abbiamo introdotto anche una specifica clausola di salvaguardia: se qualche Regione meridionale non riuscirà ad assorbire tutte le cifre disponibili, il residuo sarà comunque redistribuito al Sud. L’abbattimento del ‘muro invisibile’ che divide i cittadini del Sud da quelli del Nord, fin dall’età scolastica, non è più la richiesta inascoltata di una periferia del Paese ma una ‘missione nazionale’ in cui tutti sono impegnati”.
I bandi e il sito
Oggi sono stati presentati quattro avvisi pubblici e il Piano di riparto alle Regioni di risorse per la messa in sicurezza delle scuole per un totale di 5,2 miliardi.
In particolare, sono previsti:
· 3 miliardi di euro per il Piano per gli asili nido e le Scuole dell’infanzia: l’obiettivo è ridurre il divario esistente nei servizi educativi per la prima infanzia e potenziarli su tutto il territorio nella fascia di età 0-6 anni. I 3 miliardi saranno così divisi: 2,4 miliardi per la fascia 0-2 anni (il 55,29% di queste risorse andrà al Mezzogiorno) e 600 mln per la fascia 3-5 (40% al Mezzogiorno). Si tratta della seconda tranche di uno stanziamento complessivo di 4,6 miliardi previsti nel PNRR per questo capitolo, grazie ai quali si realizzeranno complessivamente 1.800 interventi di edilizia scolastica e saranno creati 264.480 nuovi posti per accogliere bambine e bambini, migliorando il servizio offerto alle famiglie a supporto, anche, dell’occupazione femminile.
· 800 milioni di euro per il Piano di costruzione di 195 nuove scuole che sostituiranno vecchi edifici (il 40% delle risorse andrà al Mezzogiorno). Si tratterà di scuole innovative dal punto di vista architettonico e strutturale, altamente sostenibili e con il massimo dell’efficienza energetica, inclusive e in grado di garantire una didattica basata su metodologie innovative e su una piena fruibilità degli ambienti didattici. Una volta individuate le aree per la costruzione delle scuole, il Ministero dell’Istruzione bandirà un concorso di progettazione.
· 400 milioni di euro per il potenziamento del tempo pieno attraverso l’incremento delle mense scolastiche (il 57,68% delle risorse andrà al Mezzogiorno). Lo stanziamento consentirà di realizzare circa mille interventi, costruendo nuovi spazi o riqualificando quelli esistenti.
· 300 milioni di euro (il 54,29% delle risorse andrà al Mezzogiorno) per aumentare l’offerta di attività sportive attraverso la costruzione di palestre o la riqualificazione di quelle esistenti, per un totale di 230.400 metri quadrati da realizzare o riqualificare.
· 710 milioni di euro per il Piano di messa in sicurezza e riqualificazione delle scuole (il 40% delle risorse andrà al Mezzogiorno): le Regioni individuano gli Enti da ammettere a finanziamento sulla base delle programmazioni regionali per garantire la messa in sicurezza e la riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico esistente.
In occasione della presentazione dei 5,2 miliardi per l’edilizia scolastica, il Ministro Bianchi ha anche lanciato il sito del PNRR per l’Istruzione, un portale unico che consentirà al mondo scuola, agli stakeholder, agli Enti locali, ai cittadini, di trovare, dati, informazioni, schede sintetiche, avvisi pubblici e anche di verificare lo stato di avanzamento di lavori e investimenti anche attraverso il racconto delle scuole coinvolte.
Come previsto dall’art. 10, del DI 129/18, il Consiglio d’istituto verifica, almeno una volta durante l’esercizio finanziario, con apposita delibera di assestamento al programma annuale da adottarsi entro il 30 giugno, le disponibilità finanziarie dell’istituto, nonché lo stato di attuazione del programma e le modifiche che si rendono eventualmente necessarie. Ulteriori verifiche possono essere disposte dal dirigente scolastico. L’attività di verifica è effettuata sulla base di apposita relazione predisposta dal dirigente scolastico e dal D.S.G.A., che evidenzia anche le entrate accertate e la consistenza degli impegni assunti, nonché i pagamenti eseguiti.
Nota 29 maggio 2026, AOODGCASIS 3684 Esame di maturità anno scolastico 2025/2026 – Attività a supporto della procedura e adempimenti sulla comunicazione dei dati
Nota 13 maggio 2026, AOODGOSV 120085 Percorso di formazione online “Formazione Commissioni Esame di Maturità – I edizione 2026” rivolto ai docenti aventi titolo alla nomina quali componenti delle commissioni degli esami di maturità
Nota 10 novembre 2025, AOODGOSV 74346 Esame di maturità per l’anno scolastico 2025/2026 – Candidati interni ed esterni: termini e modalità di presentazione delle domande di partecipazione
Il 16 giugno 2026, alle ore 8.30, con l’insediamento delle Commissioni, hanno inizio gli Esami di Maturità 2025/2026.
Disponibili dal 4 giugno le commissioni dell’Esame di Maturità.
Quest’anno sono 527.607 gli studenti coinvolti nelle prove (513.479 candidati interni e 14.128 esterni), mentre le commissioni sono 13.989 per un totale di 27.884 classi.
La ripartizione dei candidati per tipologia di percorso di studio è la seguente:
Licei 273.854;
Istituti tecnici 167.136;
Istituti professionali 86.617.
Le commissioni d’Esame sono composte da un Presidente esterno, da due membri esterni e due interni all’istituzione scolastica. La pubblicazione delle commissioni rappresenta un’altra tappa di avvicinamento alle prove di giugno. Si inizia giovedì 18 giugno, alle 8.30, con il primo scritto, Italiano, comune a tutti gli indirizzi. Si prosegue il 19 giugno con la seconda prova, che riguarda le discipline caratterizzanti i singoli percorsi di studio. È previsto, poi, un colloquio, incentrato su quattro discipline, volto ad accertare il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale di ciascun candidato, nonché il grado di responsabilità e maturità raggiunto.
Come previsto dall’articolo 10 dell’OM 54/2026, entro il 15 maggio 2026 il consiglio di classe elabora un documento che esplicita i contenuti, i metodi, i mezzi, gli spazi e i tempi del percorso formativo, i criteri, gli strumenti di valutazione adottati e gli obiettivi raggiunti, nonché ogni altro elemento che lo stesso consiglio di classe ritenga utile e significativo ai fini dello svolgimento dell’esame. Per le discipline coinvolte sono altresì evidenziati gli obiettivi specifici di apprendimento ovvero i risultati di apprendimento oggetto di valutazione specifica per l’insegnamento trasversale di Educazione civica. Il documento indica inoltre, per i corsi di studio che lo prevedano, le modalità con le quali l’insegnamento di una disciplina non linguistica (DNL) in lingua straniera è stato attivato con metodologia CLIL. Il documento del consiglio di classe è immediatamente pubblicato all’albo on-line dell’istituzione scolastica. La commissione si attiene ai contenuti del documento nell’espletamento del colloquio.
Nota 13 maggio 2026, AOODGOSV 120085 Percorso di formazione online “Formazione Commissioni Esame di Maturità – I edizione 2026” rivolto ai docenti aventi titolo alla nomina quali componenti delle commissioni degli esami di maturità
Le iscrizioni al percorso saranno disponibili dal 13 maggio 2026 al 30 settembre 2026 sulla piattaforma Scuola Futura.
Latino al Liceo classico; Matematica al Liceo scientifico; Scienze umane al Liceo delle Scienze umane; Economia aziendale per gli Istituti tecnici del Settore economico indirizzo “Amministrazione, finanza e marketing”; Discipline turistiche e aziendali per gli Istituti tecnici del Settore economico indirizzo “Turismo”; Progettazione, costruzioni e impianti per l’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”.
Queste alcune delle discipline scelte per la seconda prova scritta della #Maturità2026, secondo quanto prevede il Decreto Ministeriale 29 gennaio 2026, AOOGABMI 13. Sono state contestualmente definite anche le quattro materie del colloquio orale.
L’Esame di Maturità si svolge secondo la struttura definita dal d. lgs. 62/2017, come modificato dal d.l. 127/2025, convertito dalla l.164/2025: una prima prova scritta di Italiano, comune a tutti gli indirizzi di studio, che si svolgerà dalle ore 8:30 di giovedì 18 giugno 2026; una seconda prova scritta, riguardante le discipline caratterizzanti i singoli percorsi di studio e il colloquio.
“Da quest’anno si torna all’Esame di Maturità, con un orale radicalmente nuovo. Abbiamo tolto la discussione del documento, che obbligava a fare collegamenti interdisciplinari forzati, creando inutile apprensione nei ragazzi, anche a causa della sua casuale imprevedibilità, e che non contemplava necessariamente una valutazione disciplinare. Abbiamo preferito puntare su un colloquio riferito a quattro discipline, durante il quale il candidato potrà dimostrare non solo il grado di conoscenze e competenze raggiunto, ma anche il grado di autonomia e responsabilità acquisito. Da qui la rilevanza delle attività extracurricolari, sportive o culturali. Da qui l’importanza delle azioni particolarmente meritevoli compiute. Da qui anche la necessità di ripetere l’anno per chi si rifiuterà di essere valutato all’orale. In una società che ha necessità di riscoprire il valore della maturità, il nuovo esame orale consente di valorizzare nella sua interezza la persona dello studente”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
Dal corrente anno scolastico, le Commissioni d’esame saranno composte da un Presidente esterno, da due membri interni e da due esterni.
Il colloquio è incentrato su quattro discipline. Oltre ad accertare il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale della studentessa e dello studente e a verificare l’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri di ciascuna disciplina, nel corso del colloquio viene esaminata la capacità di utilizzare e raccordare le conoscenze acquisite e di argomentare in modo critico e personale, nonché il grado di responsabilità e maturità raggiunto. La prova orale pone in evidenza e valorizza la responsabilità e l’impegno dimostrati dagli studenti in azioni particolarmente meritevoli, anche desumibili dal Curriculum della studentessa e dello studente, in una prospettiva di sviluppo integrale della persona.
Nel corso del colloquio, il candidato espone anche le esperienze svolte nell’ambito delle attività di formazione scuola-lavoro e le competenze acquisite nell’ambito dell’Educazione civica.
Nel caso in cui il candidato interno riporti, in sede di scrutinio finale, una valutazione del comportamento pari a sei decimi, il colloquio prevede anche la trattazione di un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale, assegnato dal Consiglio di classe. Il voto in condotta incide sull’assegnazione del credito.
L’Esame di Maturità è validamente sostenuto se il candidato ha regolarmente svolto tutte le prove d’esame, compreso il colloquio.
È prevista una terza prova scritta in alcuni indirizzi di studio (sezioni EsaBac, EsaBac techno, sezioni con opzione internazionale, scuole della Regione autonoma Valle d’Aosta, della Provincia autonoma di Bolzano e scuole con lingua d’insegnamento slovena del Friuli-Venezia Giulia).
Per conoscere tutte le discipline oggetto della seconda prova e le quattro materie del colloquio è disponibile un apposito motore di ricerca. Le stesse saranno consultabili dagli studenti anche all’interno dell’area riservata della piattaforma unica.istruzione.gov.it.
Per i Licei, le materie scelte sono: Latino per il Classico; Matematica per lo Scientifico, anche per l’opzione Scienze applicate e la sezione a indirizzo Sportivo; Lingua e cultura straniera 1 per il Liceo linguistico; Scienze umane per il Liceo delle Scienze umane (Diritto ed Economia politica nell’opzione Economico-sociale); Discipline progettuali caratteristiche dei singoli indirizzi per il Liceo artistico; Teoria, analisi e composizione per il Liceo musicale; Tecniche della danza per il Liceo coreutico.
Per gli Istituti tecnici: Economia aziendale per l’indirizzo “Amministrazione, Finanza e Marketing” (anche nelle articolazioni “Relazioni internazionali per il marketing” e “Sistemi informativi aziendali”) e Discipline turistiche e aziendali per l’indirizzo “Turismo”; Progettazione, costruzioni e impianti per l’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”; nell’indirizzo “Informatica e telecomunicazioni”, Sistemi e reti sia per l’articolazione “Informatica” che per l’articolazione “Telecomunicazioni”; Produzioni vegetali per le articolazioni “Produzioni e trasformazioni” e “Gestione dell’ambiente e del territorio” degli Istituti agrari (Viticoltura e difesa della vite per l’articolazione “Viticoltura ed enologia”).
Nota 10 novembre 2025, AOODGOSV 74346 Esame di maturità per l’anno scolastico 2025/2026 – Candidati interni ed esterni: termini e modalità di presentazione delle domande di partecipazione
Nel seguente prospetto riepilogatiovo (All. 1) sono riassunti i termini di presentazione delle domande di ammissione agli esami di maturità A.S. 2025/2026 :
Presidi su WhatsApp: i rischi disciplinari che correte
Avv. Gianfranco Nunziata (Foro di Salerno)
La diffusione capillare della messaggistica istantanea ha profondamente modificato le abitudini comunicative anche all’interno delle istituzioni scolastiche. Dirigenti scolastici, docenti e personale ATA fanno ormai uso quotidiano di WhatsApp per scambiarsi informazioni, convocazioni e, sempre più spesso, veri e propri ordini di servizio. Tale prassi pone una serie di rilevanti questioni giuridiche che il presente parere si propone di esaminare in modo organico: (i) se gli ordini di servizio possano essere legittimamente impartiti tramite WhatsApp; (ii) quale valore abbiano le comunicazioni trasmesse con tale mezzo; (iii) quali cautele debba adottare il Dirigente Scolastico; (iv) se il personale possa rifiutarsi di ricevere comunicazioni o di far parte di gruppi WhatsApp; (v) entro quali limiti orari tali comunicazioni possano essere inviate.
II. IL QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO
Prima di affrontare i singoli quesiti, è necessario delineare il quadro normativo entro il quale si inserisce la questione.
Sul piano del diritto del lavoro pubblico, il riferimento essenziale è il D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, che disciplina il rapporto di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni e, all’art. 5, attribuisce al dirigente il potere di organizzazione e il potere direttivo nei confronti del personale. Le circolari e gli ordini di servizio del Dirigente Scolastico rientrano, pertanto, nell’esercizio di tale potere organizzativo.
Sul piano del codice di comportamento dei dipendenti pubblici, il D.P.R. 16 aprile 2013, n. 62, come modificato dal D.P.R. 13 giugno 2023, n. 81, contiene disposizioni specifiche sull’uso degli strumenti informatici e dei social media da parte dei pubblici dipendenti. In particolare, l’art. 11-bis stabilisce che: “L’utilizzo di account istituzionali è consentito per i soli fini connessi all’attività lavorativa o ad essa riconducibili e non può in alcun modo compromettere la sicurezza o la reputazione dell’amministrazione. L’utilizzo di caselle di posta elettronica personali è di norma evitato per attività o comunicazioni afferenti il servizio, salvi i casi di forza maggiore dovuti a circostanze in cui il dipendente, per qualsiasi ragione, non possa accedere all’account istituzionale.”.
L’art. 11-ter dello stesso D.P.R., introdotto dalla novella del 2023, prevede che le comunicazioni afferenti il servizio non si svolgono, di norma, attraverso conversazioni pubbliche mediante l’utilizzo di piattaforme digitali o social media. Sebbene WhatsApp, in quanto messaggistica privata chiusa, non sia assimilabile a un social media in senso stretto, il principio generale di riservatezza e di utilizzo di canali istituzionali si applica a fortiori.
Sul piano contrattuale, il CCNL del Comparto Istruzione e Ricerca 2019-2021 (sottoscritto il 18 gennaio 2024) e il CCNL 2022-2024 (sottoscritto il 23 dicembre 2025) disciplinano i rapporti di lavoro del personale scolastico, con particolare riguardo al diritto alla disconnessione e all’utilizzo degli strumenti tecnologici fuori orario di servizio. Il CCNL 2022-2024, all’art. 11, comma 4, lettera c8), include tra le materie di contrattazione integrativa di istituto: “i criteri generali per l’utilizzo di strumentazioni tecnologiche di lavoro in orario diverso da quello di servizio, al fine di una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare (diritto alla disconnessione)”.
Sul piano della tutela della riservatezza delle comunicazioni, la Corte Costituzionale ha affermato che i messaggi WhatsApp rientrano a pieno titolo nella sfera di protezione dell’art. 15 Cost., apparendo del tutto assimilabili a lettere o biglietti chiusi. Tale tutela, come ha precisato la stessa Corte, si estende anche ai messaggi già ricevuti e letti, conservati nella memoria dei dispositivi.
III. GLI ORDINI DI SERVIZIO VIA WHATSAPP: SONO LEGITTIMI?
3.1 Il principio generale
La risposta al primo quesito è, in linea di principio, negativa: WhatsApp non costituisce un canale istituzionale idoneo per ordini di servizio nel contesto scolastico.
Come chiarito in modo netto dalla prassi interpretativa e dalla dottrina giuslavorista: “Non è legittimo impartire ordini di servizio ai docenti comunicando con loro per le vie brevi, cercandoli attraverso il contatto WhatsApp personale o nel gruppo di servizio della scuola.”.
Le ragioni di tale conclusione sono molteplici e si fondano su precisi riferimenti normativi.
3.2 Il requisito della protocollazione e della tracciabilità
Le comunicazioni che costituiscono ordini di servizio sono atti recettizi, la cui efficacia è subordinata alla loro regolare comunicazione ai destinatari. Come ha affermato il Tribunale di Siracusa, Sezione Lavoro, con sentenza del 15 ottobre 2019: “l’efficacia della circolare…contenendo delle disposizioni di servizio ed avendo, pertanto, natura recettizia, deve ritenersi condizionata alla relativa comunicazione…le disposizioni della circolare non regolarmente trasmessa, devono ritenersi prive di efficacia vincolante nei confronti del personale docente.”.
Gli ordini di servizio del Dirigente Scolastico devono essere protocollati. Le circolari interne che impartiscono istruzioni rientrano nel potere di organizzazione dirigenziale previsto dall’art. 5 del D.Lgs. n. 165/2001 e, pertanto, il personale è tenuto a prenderne visione solo ove siano state pubblicate attraverso i canali istituzionali. In particolare: “L’ordine di servizio impartito da un dirigente scolastico ad un docente… sono comunicazioni che devono essere recapitate al docente con un numero di protocollo elettronico.”.
A conferma di ciò, l’art. 32 della Legge 18 giugno 2009, n. 69 prevede che gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale si intendono assolti con la pubblicazione nei siti informatici delle amministrazioni. Ne consegue che solo le comunicazioni pubblicate sul sito istituzionale attraverso i canali ordinari (circolare protocollata, registro elettronico, posta elettronica istituzionale) hanno piena efficacia vincolante nei confronti del personale.
3.3 Il principio di tracciabilità del processo decisionale
Il D.P.R. 16 aprile 2013, n. 62, art. 9, comma 2, enuncia il principio generale di tracciabilità dei processi decisionali dei dipendenti pubblici, che deve essere garantita con adeguato supporto documentale. Tale principio implica che le comunicazioni di servizio debbano essere documentate in forma ufficiale e suscettibili di verifica successiva.
WhatsApp, nella sua configurazione ordinaria, non garantisce la tracciabilità richiesta per gli atti amministrativi: i messaggi possono essere cancellati, modificati attraverso la funzione di editing, non sono inseriti nel sistema di protocollo informatico dell’ente, e non consentono di verificare con certezza la data certa dell’atto.
3.4 L’eccezione: la regolamentazione interna
L’uso di WhatsApp per comunicazioni urgenti può tuttavia essere legittimato qualora la scuola stessa, mediante apposito regolamento o circolare interna formalmente adottata, abbia individuato WhatsApp come canale per comunicazioni tempestive di urgenza: “Se la scuola stessa con un regolamento o una circolare interna ha individuato anche WhatsApp come canale per le comunicazioni tempestive di urgenza, l’uso può diventare legittimo per quegli scopi.”.
Anche in questo caso, tuttavia, tale regolamentazione dovrebbe essere adottata nel rispetto del diritto alla disconnessione del personale e dei principi di riservatezza.
IV. IL VALORE LEGALE DELLE COMUNICAZIONI VIA WHATSAPP
4.1 Valore probatorio nei procedimenti giudiziari
Indipendentemente dalla questione dell’ufficialità come canale istituzionale, i messaggi WhatsApp possiedono un riconosciuto valore probatorio nei procedimenti giudiziari civili e del lavoro.
La Corte di Cassazione, con la fondamentale Sentenza n. 11197 del 27 aprile 2023 (Sezioni Unite) e con la successiva Ordinanza n. 1254 del 18 gennaio 2025, ha cristallizzato i seguenti principi: “i messaggi ‘whatsapp’ e gli ‘sms’ conservati nella memoria di un telefono cellulare sono utilizzabili quale prova documentale e, dunque, possono essere legittimamente acquisiti mediante la mera riproduzione fotografica, con la conseguente piena utilizzabilità dei messaggi estrapolati da una ‘chat’ di ‘whatsapp’ mediante copia dei relativi ‘screenshot’, tenuto conto del riscontro della provenienza e attendibilità degli stessi.”.
Sul piano normativo, tale orientamento si fonda sull’art. 2712 del Codice Civile, che stabilisce che le riproduzioni fotografiche, informatiche o cinematografiche formano piena prova dei fatti e delle cose rappresentate, se colui contro il quale sono prodotte non ne disconosce la conformità ai fatti o alle cose medesime.
La Cassazione ha ulteriormente precisato che il messaggio WhatsApp: “costituisce un documento elettronico che contiene la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti che, seppure privo di firma, rientra tra le riproduzioni informatiche e le rappresentazioni meccaniche di cui all’art. 2712 c.c. e, pertanto, forma piena prova dei fatti e delle cose rappresentate se colui contro il quale viene prodotto non ne disconosca la conformità ai fatti o alle cose medesime.”.
Il Tribunale di Roma, con la sentenza n. 8802/2017, aveva già affrontato il tema, affermando che il messaggio WhatsApp è liberamente valutabile dal giudice quanto alla sua idoneità a soddisfare il requisito della forma scritta ai sensi dell’art. 20, comma 1-bis, del Codice dell’Amministrazione Digitale.
4.2 Valore probatorio e contestazione non specifica
È importante sottolineare che la parte che intende contestare il valore probatorio di una comunicazione WhatsApp deve farlo in modo circostanziato, indicando specificamente quale documento si intende contestare e in quali aspetti esso differisce dalla realtà. Una contestazione generica è considerata inidonea a inficiare il valore probatorio della riproduzione.
4.3 Valore come comunicazione istituzionale
Ben diverso è il piano del valore istituzionale delle comunicazioni WhatsApp. Come si è detto, WhatsApp non è un canale istituzionale riconosciuto: “I messaggi del Ds o dei suoi collaboratori, inviati come ordini di servizio ai docenti, non hanno una validità di legittimità e non sono sostitutive a quelle ufficiali di circolari regolarmente protocollate. È priva di ogni fondamento giuridico l’idea che la comunicazione di Whatsapp possa considerarsi un avviso ‘per le vie brevi’ e quindi acquisire un valore di ufficialità.”.
Coerentemente con questo principio, le circolari di alcuni istituti scolastici hanno esplicitamente affermato che: “L’utilizzo dell’app di messaggistica WhatsApp riveste un ruolo puramente personale e non può assumere alcun rilievo istituzionale.”.
Quanto alle comunicazioni tra dirigente e personale, va segnalato che lo stesso CCNL Scuola (nel documento citato relativo all’art. 30 delle Linee Guida Sindacati confederati relative al CCNL 2016/18) stabilisce espressamente che: “Qualunque comunicazione…tramite l’utilizzo di altri canali (ad esempio facebook, whatsapp, sms o altri social network) non regolamentata dal presente contratto non ha alcun valore prescrittivo per il personale.”.
V. LE CAUTELE DEL DIRIGENTE SCOLASTICO
Alla luce del quadro normativo e giurisprudenziale esposto, il Dirigente Scolastico che utilizzi WhatsApp per comunicazioni con il proprio personale deve osservare le seguenti cautele:
5.1 Utilizzo di canali istituzionali per gli atti formali
Il Dirigente Scolastico deve utilizzare i canali istituzionali — circolare protocollata pubblicata sul sito, posta elettronica istituzionale, PEC, registro elettronico — per tutti gli atti che hanno natura di ordini di servizio o che incidono sul rapporto di lavoro del personale.
5.2 Rispetto del codice di comportamento dei dipendenti pubblici
Il Dirigente, in quanto dipendente pubblico, è tenuto a rispettare le disposizioni del D.P.R. 62/2013 e s.m.i. In particolare, l’art. 11-bis, comma 2, stabilisce che l’utilizzo di caselle di posta personali è “di norma evitato” per le comunicazioni afferenti il servizio. Per analogia, l’utilizzo del profilo WhatsApp personale per comunicazioni di servizio è da evitare, salvo casi di forza maggiore.
Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 8642 del 2025, ha confermato la piena legittimità delle disposizioni del D.P.R. 62/2013, come modificato dal D.P.R. 81/2023, relative all’utilizzo degli strumenti informatici e dei social media, ritenendo che esse siano “dotate di sufficiente determinatezza” e che descrivano “in modo adeguatamente percepibile da una collettività di persone” il contenuto della condotta cui il dipendente deve conformarsi.
5.3 Divieto di trattare dati personali degli alunni tramite WhatsApp
Il Dirigente Scolastico deve assicurare che i docenti non trattino dati personali degli alunni su WhatsApp, in quanto titolare del trattamento ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR): “i docenti non possono trattare dati personali degli alunni su WhatsApp. A norma delle vigenti disposizioni in tema di privacy il titolare del trattamento dei dati è la Dirigente scolastica.”.
5.4 Regolamentazione formale dell’uso di WhatsApp
Qualora il Dirigente intenda consentire l’utilizzo di WhatsApp per comunicazioni urgenti internes, deve farlo con un apposito atto formale (circolare o regolamento protocollato), che definisca: (a) i casi e le finalità per cui WhatsApp può essere utilizzato; (b) le fasce orarie entro cui le comunicazioni possono essere inviate; (c) il rispetto del diritto alla disconnessione; (d) le misure per la tutela della riservatezza dei dati. Tale regolamentazione dovrebbe essere preceduta dalla contrattazione integrativa di istituto, in quanto il CCNL 2022-2024 rimette alla contrattazione di istituto i criteri generali per l’utilizzo di strumentazioni tecnologiche in orario diverso da quello di servizio.
5.5 Cautele per i gruppi WhatsApp con alunni e genitori
Il Dirigente deve vietare ai docenti di creare o partecipare a gruppi WhatsApp con alunni al di fuori dei canali istituzionali. Il Tribunale di Locri, con la sentenza n. 188 del 22 febbraio 2024, ha confermato la legittimità di sanzioni disciplinari irrogate a un docente che aveva intrattenuto chat private con un’alunna minorenne, ritenendo che tale condotta violasse i doveri di correttezza e buona fede incombenti sul docente, indipendentemente dall’esistenza di una circolare esplicita che la vietasse.
VI. IL DOCENTE E IL PERSONALE ATA POSSONO RIFIUTARSI DI RICEVERE COMUNICAZIONI VIA WHATSAPP?
6.1 Il principio di base: nessun obbligo di dotarsi di strumenti personali
Un principio fondamentale emerge con chiarezza: nessun docente o personale ATA può essere obbligato a dotarsi di un telefono cellulare personale, né a installare WhatsApp su di esso, né a comunicare il proprio numero personale all’amministrazione. Come afferma chiaramente la dottrina: “nessun docente può essere ‘obbligato’ a disporre di un telefono adeguatamente ‘equipaggiato’.”.
“l’Amministrazione scolastica dovrebbe dotare ogni docente di un telefono di servizio inserendo anche nelle norme contrattuali una disposizione che preveda l’obbligo di tenerlo acceso e di controllare con una certa frequenza messaggi e altro.”.
Affinché WhatsApp diventi un canale di comunicazione obbligatorio per il personale, sarebbe necessario: (a) che l’amministrazione dotasse ogni dipendente di un dispositivo di servizio con l’applicazione installata; (b) che una specifica norma contrattuale imponesse l’obbligo di tenerlo acceso e consultarlo con una determinata frequenza; (c) che tale obbligo fosse previsto dalla contrattazione integrativa di istituto, con il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali.
6.2 L’assenza di un obbligo di lettura
Poiché WhatsApp non costituisce un canale istituzionale ufficiale, non esiste un obbligo giuridico per il personale di leggere i messaggi ricevuti su tale piattaforma: “ovviamente no, e per molte buone ragioni, al di là di ciò che sta scritto nel CCNL o di ciò che può essere stato concordato a livello di singola scuola con il contratto di istituto.”.
Ciò non significa che il personale possa ignorare le comunicazioni ufficiali della scuola: l’obbligo di lettura e ottemperanza riguarda le circolari protocollate pubblicate sul sito istituzionale, non i messaggi inviati su canali privati non istituzionali. Il richiamo disciplinare ricevuto dalla docente che non aveva letto un ordine di servizio inviato via WhatsApp non avrebbe, pertanto, alcun fondamento giuridico.
VII. IL PERSONALE PUÒ RIFIUTARSI DI FAR PARTE DI GRUPPI WHATSAPP?
7.1 Il principio generale
Anche su questo punto, la risposta deve essere tendenzialmente affermativa: in assenza di una specifica regolamentazione interna che individui un gruppo WhatsApp come canale ufficiale — adottata con le dovute garanzie procedurali — non sussiste un obbligo giuridico per il personale di aderire a gruppi WhatsApp personali come condizione di servizio.
Quindi, imporre l’adesione a un gruppo WhatsApp personale comporterebbe la comunicazione del numero di telefono personale del dipendente ad altri soggetti, con possibili profili problematici sotto il profilo della protezione dei dati personali ai sensi del GDPR, Regolamento (UE) 2016/679.
7.2 La tutela della riservatezza delle comunicazioni nei gruppi WhatsApp
Va aggiunto che i messaggi scambiati all’interno di un gruppo WhatsApp composto da colleghi di lavoro, anche se contengono commenti critici o sfavorevoli nei confronti dell’amministrazione, godono della tutela costituzionale della segretezza della corrispondenza ai sensi dell’art. 15 Cost. La Cassazione ha affermato che tali messaggi “non sono assimilabili a forme di comunicazione pubblica e devono essere considerati alla stregua di corrispondenza privata, chiusa e inviolabile”. La Corte d’Appello di Ancona, con la sentenza n. 101 del 19 febbraio 2026, ha dichiarato illegittima una sanzione disciplinare basata su messaggi estratti da una chat WhatsApp privata tra colleghi, ribadendo che: “la comunicazione realizzata attraverso una chat ‘chiusa’ su piattaforma WhatsApp, cui accedono solo soggetti previamente selezionati, integra una forma di corrispondenza privata, attratta nella sfera di protezione dell’art. 15 Cost.”.
VIII. FINO A CHE ORA SI PUÒ RICEVERE ORDINI DI SERVIZIO O COMUNICAZIONI VIA WHATSAPP?
8.1 Il diritto alla disconnessione nel CCNL
Il CCNL Comparto Istruzione e Ricerca 2019-2021 (sottoscritto il 18 gennaio 2024), all’art. 14, disciplina le fasce di contattabilità e il diritto alla disconnessione per il personale in lavoro agile. In particolare, il contratto prevede che la fascia di inoperabilità comprenda un periodo di almeno 11 ore consecutive di riposo.
Il diritto alla disconnessione implica che, fuori dalle fasce di contattabilità previste dall’accordo individuale di lavoro agile, non sia richiesta al personale la lettura di messaggi, la risposta a telefonate o la risposta a comunicazioni di qualsiasi natura, incluse quelle via WhatsApp.
8.2 La contrattazione integrativa di istituto
Il CCNL 2022-2024, all’art. 11, comma 4, lettera c8), rimette alla contrattazione integrativa di istituto la definizione dei criteri generali per l’utilizzo di strumentazioni tecnologiche di lavoro in orario diverso da quello di servizio. Ciò significa che, in assenza di una specifica regolamentazione adottata a livello di istituto — con il necessario coinvolgimento delle RSU — non esiste un orario generale entro cui comunicazioni via WhatsApp possano essere inviate obbligatoriamente al personale.
8.3 Il diritto al riposo e alla disconnessione come principio generale
Anche a prescindere dal formale regime del lavoro agile, il principio del diritto alla disconnessione costituisce un principio generale del diritto del lavoro, che trova fondamento nell’art. 36 della Costituzione (diritto al riposo) e nella normativa europea in materia di orario di lavoro. La Legge 22 maggio 2017, n. 81 (art. 19), prevede che l’accordo sul lavoro agile individui i tempi di riposo del lavoratore e le misure per assicurare la disconnessione dalle strumentazioni tecnologiche.
In applicazione di tali principi, il personale scolastico ha il diritto di non rispondere a comunicazioni di servizio inviate via WhatsApp fuori dall’orario di servizio e, in ogni caso, durante le ore di riposo. L’eventuale inerzia del dipendente di fronte a messaggi ricevuti fuori orario non può essere sanzionata disciplinarmente, in assenza di una specifica regolamentazione che impone fasce di reperibilità concordate.
8.4 La questione dell’orario di servizio
Per il personale scolastico che presta servizio in presenza, il riferimento è l’orario di servizio previsto dal contratto e dal piano annuale delle attività. Fuori da tale orario — e in assenza della specifica regolamentazione di cui al punto precedente — non sussiste alcun obbligo di leggere o rispondere a comunicazioni via WhatsApp. In presenza di casi di urgenza che richiedano comunicazioni fuori orario, il canale appropriato rimane la telefonata con fonogramma protocollabile, e non la messaggistica istantanea.
IX. PROFILI DISCIPLINARI
9.1 Le conseguenze per il Dirigente Scolastico
Il Dirigente Scolastico che utilizzi WhatsApp come unico canale per impartire ordini di servizio senza previa regolamentazione formale si espone a plurimi rischi: (a) l’inefficacia degli ordini impartiti; (b) l’impossibilità di sanzionare il personale per la mancata esecuzione di ordini non protocollati; (c) possibili profili di responsabilità per violazione del codice di comportamento dei dipendenti pubblici ai sensi degli artt. 16 e 23 del D.P.R. 62/2013, con conseguenti sanzioni disciplinari.
9.2 Le conseguenze per il personale
Il personale che riceva ordini di servizio via WhatsApp e non li esegua non può, in linea di principio, essere sanzionato per tale omissione, laddove l’ordine non sia stato previamente formalizzato attraverso i canali istituzionali. Tuttavia, qualora l’ordine impartito via WhatsApp rientri pacificamente nelle mansioni del dipendente e non comporti rischi o responsabilità aggiuntive, la giurisprudenza — pur con orientamenti non uniformi — ha talvolta ritenuto legittimi anche ordini verbali o informali, sulla base del principio generale di subordinazione gerarchica. In ogni caso, il dipendente che ritenga un ordine illegittimo ha l’obbligo — previsto dall’art. 17 del D.P.R. 3 febbraio 1957 e richiamato dal CCNL — di fare rimostranza al superiore; se l’ordine è rinnovato per iscritto, ha il dovere di eseguire, salvo che non si tratti di atto vietato dalla legge penale.
X. CONCLUSIONI
Alla luce dell’analisi svolta, è possibile formulare le seguenti conclusioni:
Gli ordini di servizio via WhatsApp non sono, in linea di principio, legittimi come modalità ordinaria di comunicazione istituzionale. I canali riconosciuti sono la circolare protocollata pubblicata sul sito, la PEC, il registro elettronico e, per le urgenze, la telefonata con fonogramma protocollato. L’utilizzo di WhatsApp può tuttavia essere legittimato se la scuola lo ha formalmente disciplinato con apposito regolamento adottato in sede di contrattazione integrativa.
Le comunicazioni WhatsApp hanno valore probatorioai sensi dell’art. 2712 c.c. e possono essere usate come prova in giudizio se non disconosciute in modo circostanziato, ma non costituiscono automaticamente comunicazioni istituzionali ufficiali.
Il Dirigente Scolastico deve adottare canali istituzionali per gli atti formali, non trattare dati degli alunni su WhatsApp, evitare l’uso di profili personali per comunicazioni di servizio, e — qualora intenda usare WhatsApp per urgenze — regolamentare formalmente l’utilizzo attraverso la contrattazione integrativa, nel rispetto del diritto alla disconnessione.
Il personale docente e ATA non è obbligato, in via generale, a dotarsi di uno smartphone con WhatsApp, a comunicare il proprio numero personale, né a leggere messaggi su tale piattaforma come se fossero comunicazioni ufficiali, in assenza di specifica regolamentazione e di dotazione di dispositivi di servizio.
Il personale non ha l’obbligo di aderire a gruppi WhatsApp in assenza di previsione contrattuale o regolamentare. I messaggi scambiati in gruppi privati tra colleghi godono della tutela della segretezza della corrispondenza ex art. 15 Cost. e non possono essere utilizzati a fini disciplinari.
Non esiste un orario generale entro cui le comunicazioni via WhatsApp possano essere obbligatoriamente recapitate al personale. Il diritto alla disconnessione — garantito dal CCNL e dal principio costituzionale di tutela del riposo — esclude qualsiasi obbligo di risposta fuori orario. Le fasce di contattabili devono essere definite dalla contrattazione integrativa di istituto.
Commissari e Presidenti di commissione: tutti i nodi su incompatibilità e sanzioni
Avv. Gianfranco Nunziata (Foro di Salerno)
In base alla normativa e alla prassi amministrativa vigente, la partecipazione alle commissioni per gli esami di Stato costituisce un obbligo di servizio per il personale docente e dirigente. Tuttavia, la legge prevede specifiche cause di incompatibilità e di legittimo impedimento che possono precludere o giustificare la mancata partecipazione all’incarico di Presidente o di Commissario.
I. Obbligo di Partecipazione e Incarico
La partecipazione ai lavori delle commissioni dell’esame di Stato rientra tra gli obblighi inerenti allo svolgimento delle funzioni proprie del personale della scuola. L’incarico, una volta conferito, non può essere rifiutato o abbandonato se non per cause di legittimo impedimento, debitamente documentate e accertate. Come precisato, l’inosservanza di tale obbligo è suscettibile di valutazione sotto il profilo disciplinare.
Quindi, l’incarico non può essere rifiutato o abbandonato, salvo casi di legittimo impedimento documentato, come motivi di salute. In tali situazioni è necessario comunicare tempestivamente l’impedimento e presentare la relativa documentazione entro tre giorni.”.
II. Requisiti per la Nomina a Presidente e Commissario
La normativa individua precise categorie di personale scolastico che possono o devono presentare domanda per ricoprire i ruoli di Presidente e di Commissario esterno.
A. Requisiti per i Presidenti Sono tenuti a presentare istanza di nomina come Presidente i dirigenti scolastici in servizio preposti a istituti statali di istruzione secondaria di II grado. Hanno facoltà di presentare domanda:
Dirigenti scolastici di istituti del primo ciclo.
Docenti a tempo indeterminato in istituti di II grado con almeno 10 anni di servizio di ruolo.
Docenti che, oltre ai 10 anni di ruolo, abbiano svolto per almeno un anno nell’ultimo triennio l’incarico di collaboratore del dirigente scolastico.
Docenti di ruolo con laurea magistrale o specialistica e almeno 10 anni di servizio.
Dirigenti e docenti collocati a riposo da non più di tre anni.
B. Requisiti per i Commissari Esterni Possono presentare domanda come commissari esterni:
Docenti a tempo indeterminato o determinato (fino al termine dell’anno o delle attività didattiche) in servizio presso istituti di II grado, che insegnano discipline previste per l’ultimo anno o afferenti alle classi di concorso richieste.
Docenti che abbiano prestato servizio per almeno un anno negli ultimi tre con contratto a tempo determinato in istituti di II grado e siano in possesso di abilitazione.
Docenti di sostegno con abilitazione per la scuola secondaria di II grado.
Docenti tecnico-pratici [Maturità 2026, domanda commissari esterni e Presidenti entro oggi 13 aprile_ chi deve compilarla, chi può non farlo. I compensi.
C. Designazione dei Commissari Interni I commissari interni sono designati dai rispettivi consigli di classe tra i docenti, anche a tempo determinato, che insegnano le discipline oggetto della seconda prova scritta e quelle affidate ai commissari esterni. È un componente interno anche il docente della disciplina non linguistica del percorso CLIL.
III. Cause di Incompatibilità
Le incompatibilità mirano a garantire l’imparzialità e la trasparenza delle procedure d’esame, prevenendo conflitti di interesse, anche solo potenziali.
A. Incompatibilità Territoriali e di Servizio Non può essere nominato presidente o commissario esterno un docente:
Nella propria scuola di servizio.
Nelle scuole del medesimo distretto scolastico della sede di servizio.
Nelle scuole in cui abbia prestato servizio nei due anni precedenti.
Nelle scuole dove abbia già ricoperto l’incarico per due volte consecutive nei due anni precedenti.
B. Incompatibilità Personali e Conflitto di Interessi Le principali cause di incompatibilità, che devono essere dichiarate per iscritto da tutti i componenti, sono:
Lezioni private: L’aver impartito lezioni private a uno o più candidati della propria commissione. In tal caso, il componente deve essere immediatamente sostituito.
Rapporti di parentela o affinità: La presenza di rapporti di parentela o affinità entro il quarto grado, o di rapporto di coniugio, unione civile o convivenza di fatto con i candidati da esaminare. In questi casi, l’autorità competente (USR per presidenti e commissari esterni, dirigente scolastico per interni) provvede alla sostituzione. L’ordinanza ministeriale prevede che il Presidente possa disporre deroghe motivate per i soli commissari interni solo in casi di “ineludibile necessità”.
C. Il Principio Generale di Imparzialità e l’Art. 51 c.p.c. La giurisprudenza consolidata estende alle commissioni di concorso e d’esame l’obbligo di astensione previsto dall’art. 51 del Codice di procedura civile, le cui cause sono considerate tassative e non suscettibili di estensione analogica. Oltre alla parentela, tali cause includono:
Avere un interesse proprio nella procedura.
Avere una causa pendente, grave inimicizia o rapporti di debito/credito con uno dei candidati.
Essere tutore, curatore, procuratore, agente o datore di lavoro di uno dei candidati.
La giurisprudenza ha chiarito che non ogni rapporto professionale o di conoscenza integra un obbligo di astensione. È necessario che il legame sia così intenso da generare il fondato sospetto che il giudizio non sia imparziale, ma basato su conoscenza personale.
D. Incompatibilità Disciplinari e Penali Non possono essere nominati i docenti che:
Abbiano subito sanzioni disciplinari superiori alla censura.
Siano indagati o imputati per reati di particolare gravità.
Si siano resi responsabili di comportamenti scorretti in precedenti sessioni d’esame, che abbiano dato luogo a contestazioni.
E. Altre Cause di Incompatibilità
I docenti di sostegno che hanno seguito candidati con disabilità durante l’anno non possono essere nominati commissari esterni, in quanto devono assistere il proprio alunno durante le prove.
I docenti di religione con contratto a tempo indeterminato non hanno titolo per presentare domanda come presidente.
IV. Incompatibilità per Incarichi Politici e Sindacali
La normativa specifica per gli esami di Stato non prevede un divieto assoluto per chi ricopre cariche politiche o sindacali. Tuttavia, la questione va analizzata alla luce dei principi generali sul conflitto di interessi e l’imparzialità.
Incarichi politici: Un docente che svolge attività politica può essere nominato presidente o commissario, a condizione che non sussistano le specifiche situazioni di incompatibilità territoriale, di parentela o di conflitto di interessi. La giurisprudenza amministrativa ha sottolineato che l’incompatibilità non deriva dalla mera qualifica soggettiva, ma dalla concreta possibilità di influire sulla procedura.
Incarichi sindacali: Analogamente, la titolarità di una carica sindacale non è di per sé ostativa, a meno che non si configuri un conflitto di interessi specifico. È invece prevista una specifica incompatibilità per i docenti che usufruiscono di semidistacco o semiaspettativa sindacale, i quali non possono presentare domanda.
In generale, le note ministeriali e le norme sulla prevenzione della corruzione invitano a una valutazione caso per caso per evitare qualsiasi conflitto di interessi, anche potenziale.
V. Il Legittimo Impedimento
Il legittimo impedimento è l’unica causa che consente di rifiutare l’incarico o di abbandonarlo una volta iniziato. Deve essere documentato e comunicato tempestivamente (di norma entro 3 giorni) all’organo competente (USR per presidenti e commissari esterni, dirigente scolastico per commissari interni). Le cause riconosciute come legittimo impedimento includono:
Gravi motivi di salute: Patologie certificate da una struttura sanitaria pubblica che rendono impossibile lo svolgimento dell’incarico.
Gravi motivi familiari: Eventi eccezionali e documentati, come un lutto grave o la necessità di assistenza continua a familiari stretti.
Gravidanza e puerperio: Durante i periodi di astensione obbligatoria previsti dalla legge.
Mandato parlamentare o amministrativo:L’esercizio di funzioni elettive può costituire causa di impedimento.
Beneficiari della Legge 104/1992: Il personale che fruisce delle agevolazioni previste dall’art. 33 della Legge 104/1992 ha facoltà di non accettare la nomina.
Cause di forza maggiore: Eventi imprevedibili e oggettivi, come calamità naturali.
VI. Gestione delle Assenze e Sostituzioni
Le assenze devono essere gestite secondo precise regole per garantire la validità delle operazioni d’esame.
Assenza temporanea (fino a 1 giorno): La commissione può proseguire le operazioni di correzione degli scritti se sono presenti il presidente (o il suo sostituto) e almeno i commissari della prima e seconda prova. Per il colloquio, invece, l’assenza anche temporanea di un commissario comporta l’interruzione delle operazioni.
Assenza prolungata (superiore a 1 giorno):Comporta la sostituzione del componente per l’intera durata residua dei lavori.
Nota 13 marzo 2026, AOODGPER 6314 Mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A. per l’a.s. 2026/27: trasmissione dell’Ordinanza Ministeriale relativa alla mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A. e dell’Ordinanza Ministeriale relativa alla mobilità degli insegnanti di religione cattolica. Contratto Collettivo Nazionale Integrativo relativo al personale docente, educativo ed A.T.A. e Dichiarazione congiunta in merito alla valutazione dei punteggi per il personale A.T.A.
CCNI Mobilità 2025-2028 (10.03.26) Mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A. per gli anni scolastici relativi al triennio 2025/26, 2026/27, 2027/28
(1 – Scuola Infanzia e Primaria) Il dirigente scolastico competente provvede, entro i 15 giorni successivi al termine fissato dall’O.M. per la presentazione delle domande di mobilità, alla formazione e pubblicazione all’albo dell’istituzione scolastica delle relative graduatorie comprendenti gli insegnanti titolari su scuola nel rispetto della disciplina prevista per la protezione dei dati personali. (art. 19, c. 4, CCNI)
(2- Scuola Secondaria) I dirigenti scolastici, entro i 15 giorni successivi alla scadenza delle domande di trasferimento, formulano e pubblicano all’albo, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, le graduatorie per l’individuazione dei soprannumerari in base alla sopracitata tabella con le precisazioni concernenti i trasferimenti d’ufficio, tenendo presente che debbono essere valutati soltanto i titoli in possesso degli interessati entro il termine previsto per la presentazione della domanda di trasferimento. (art. 21, c. 3, CCNI)
(3) Il dirigente scolastico competente provvede – entro 10 giorni dalla data di pubblicazione della tabella organica – alla formazione e pubblicazione, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, all’albo della direzione delle graduatorie relative al personale educativo interessato al fenomeno delle soppressioni. (art. 31, c. 4, CCNI)
(4) I dirigenti scolastici, entro i 15 giorni successivi alla scadenza delle domande di trasferimento, formulano, nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali, e affiggono all’albo le graduatorie per l’individuazione dei perdenti posto sulla base dei punteggi previsti dalla tabella di cui all’allegato E al presente accordo con le precisazioni concernenti i trasferimenti d’ufficio e tenendo presente che debbono essere valutati soltanto i titoli in possesso degli interessati entro il termine previsto per la presentazione della domanda di trasferimento. (art. 45, c. 5, CCNI)
(5) Gli insegnanti di religione cattolica che si vengano a trovare in posizione di soprannumero rispetto alle dotazioni organiche di ogni singola diocesi sono individuati sulla base della graduatoria articolata per ambiti territoriali diocesani, predisposta dall’Ufficio scolastico regionale competente. (art. 27, c. 7, CCNI)
Alunni più creativi e digitali: l’impatto della didattica collaborativa eTwinning in una ricerca INDIRE
Coinvolti nello studio circa 500 alunni di 14 istituti scolastici italiani
Differenziali di crescita fino a 5 volte superiori nelle competenze chiave rispetto alla didattica tradizionale
I progetti didattici eTwinning innestano una crescita più ampia delle competenze chiave e a una maggiore tenuta della motivazione e dell’autopercezione degli alunni. È quanto emerge dal nuovo studio condotto dall’Unità nazionale eTwinning INDIRE – Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa, presentato nel volume“Impact on pupils’ key competences with eTwinning” edito da Pensa Multimedia e a cura della ricercatrice INDIRE Alexandra Tosi.
La ricerca ha messo a confronto per un intero anno scolastico un campione di 479 alunni tra 14 e 16 anni di 14 istituti scolastici italiani, divisi tra classi sperimentali (eTwinning) e classi di controllo (didattica tradizionale). Le cinque competenze chiave europee analizzate sono: competenza digitale; competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare; competenza in materia di cittadinanza; competenza imprenditoriale; competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturale.
Le valutazioni sono state triangolate tra il punto di vista dei docenti e l’autovalutazione degli studenti. I dati indicano le variazioni osservate tra l’inizio e la fine del percorso nei due gruppi; le percentuali esprimono il differenziale relativo a favore delle classi eTwinning rispetto alle classi di controllo.
Nelle valutazioni dei docenti emergono differenze positive a favore delle classi eTwinning in tutte le aree considerate. Il divario più marcato riguarda la consapevolezza ed espressione culturale, con una crescita oltre5 volte superiore rispetto al gruppo di controllo (+460%). Seguono le competenze digitali(+325%), la cittadinanza attiva (+225%) e la competenza imprenditoriale (+160%).
“I dati suggeriscono che la didattica collaborativa può offrire agli studenti occasioni concrete per riconoscere e mettere in pratica le proprie competenze”, spiega Alexandra Tosi, ricercatrice INDIRE. “I progetti eTwinning, in particolare, favoriscono contesti autentici di collaborazione, anche internazionale, nei quali le competenze diventano più visibili e spendibili”.
Un dato significativo emerge dall’autovalutazione degli studenti: mentre gli studenti eTwinning vedono crescere la fiducia nelle proprie competenze digitali, i coetanei delle classi di controllo registrano una flessione negativa della percezione delle proprie abilità, pari a delta -0.07, contro +0.21 del gruppo eTwinning. Un simile trend negativo si registra nell’imprenditorialità e nelle competenze personali.
Il volume offre anche strumenti operativi pronti all’uso come rubriche di valutazione per docenti e test di autovalutazione per studenti, basati sui framework europei, per misurare e valorizzare queste competenze nella pratica quotidiana.
eTwinning, azione del programma Erasmus+ della UE, promuove dal 2005 la collaborazione tra docenti e scuole europee attraverso progetti didattici basati sull’uso delle tecnologie digitali, favorendo lo sviluppo di competenze trasversali, la cittadinanza attiva e la dimensione europea dell’istruzione.
Dal 2025 si sono registrati nella community oltre 1,2 milioni di insegnanti in 46 Paesi europei. Solo nel 2025, in Italia, si registra un incremento del +70% di nuovi docenti registrati (133.000 in totale) e l’avvio di circa 3.700 nuovi progetti collaborativi (+26% rispetto all’anno precedente), con oltre 48.700 progetti complessivi attivati dalle scuole italiane dal 2005.
Ministero dell’istruzione e del merito Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione Direzione generale per il personale scolastico
O.M. n. 27 del 16 febbraio 2026, recante “Procedure di aggiornamento e rinnovo delle graduatorieprovinciali e di istituto di cui all’articolo 4, commi 6-bis e 6-ter, della legge 3 maggio 1999, n. 124, e diconferimento delle relative supplenze per il personale docente ed educativo”. Avviso apertura funzioni per la presentazione telematica delle istanze di scioglimento della riserva ai fini dell’inclusione a pieno titolo nella I fascia delle GPS e di conferma del servizio svolto nell’anno scolastico in corso.
Ministero dell’istruzione e del merito Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Direzione generale per lo studente, l’inclusione, l’orientamento e il contrasto alla dispersione scolastica
Ai Dirigenti e ai Coordinatori scolastici delle Istituzioni scolastiche del primo e del secondo ciclo d’istruzione statali e paritarie Ai Direttori generali degli Uffici scolastici regionali Alla Sovrintendenza Scolastica per la Provincia di Bolzano All’Intendenza Scolastica per la Scuola in lingua tedesca Bolzano All’Intendenza Scolastica per le Località Ladine Bolzano Al Dipartimento Istruzione e Cultura della Provincia Autonoma di Trento Alla Sovrintendenza agli studi per la Regione Valle d’Aosta e, p.c. All’Ufficio di Gabinetto Al Capo del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Al Ministero della cultura All’Associazione italiana editori
Il Forum PA 2026 si svolge dal 9 all’11 giugno presso il Convention Center la Nuvola di Roma
Anche quest’anno il Ministero dell’Istruzione e del Merito partecipa al Forum PA, in programma dal 9 all’11 giugno al Convention Center la Nuvola di Roma, uno dei principali eventi nazionali dedicati all’innovazione nella Pubblica Amministrazione, con incontri, confronti, momenti di approfondimento e di condivisione. Il tema cui è dedicata la manifestazione del 2026 è “Per una PA che genera futuro”. Il Ministero parteciperà con uno stand informativo, incontri e iniziative. Tra i temi al centro del programma del MIM, si parlerà dell’uso responsabile delle tecnologie e dell’IA, di innovazione delle infrastrutture scolastiche attraverso partenariati pubblico-privato, della formazione e dello sviluppo professionale del personale scolastico. Attraverso degli appositi visori, inoltre, sarà possibile sperimentare il primo prototipo di servizio digitale sviluppato con tecnologie innovative: con What’s Next si potrà vivere un’esperienza immersiva nel Metaverso per guidare studentesse, studenti e famiglie nella scelta del percorso scolastico e formativo, in modo semplice e coinvolgente.
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