Bellezza e bontà

BELLEZZA E BONTA’ L’IDEALE DEI GRECI

di Umberto Tenuta 

Kalos kai agathos, bello e buono.
L’ideale greco dell’uomo si esprimeva nella sintesi di bello e di buono. di bellezza e di bontà,. 
La bellezza si coniuga con la bontà e la bontà con la bellezza. 
Se ce ne fosse pure bisogno, basterebbe questa interazione per rendere forte l’esigenza della formazione alla bellezza, della formazione artistica sin dai primi anni di vita del bambino, nella famiglia, nella scuola dell’infanzia, nella scuola primaria, nella scuola secondaria.
Educare al bello nelle sue mille sfaccettature, dal bello dei colori dei fiori al bello dei monti, delle valli, dei mari, del cielo, delle stelle, del sole che sorge e che tramonta arancione all’orizzonte, nei mari e sui monti.
Educare al bello dei canti, della poesia, della musica, dei movimenti del corpo, del salto, del tuffo, della danza… 
Il bello come obiettivo essenziale da tenere sempre  presente in ogni attività formativa della scuola.
C’è il bello dei colori e delle forme, a cominciare dall’arcobaleno e dalle simmetrie della natura, che  nel corpo umano abbondano. 
C’è il bello dalla parola, della poesia, del canto, della musica. 
C’è il bello della poesia.
Quante occasioni perdute! Quanti danni!
Foscolo, Pascoli, Leopardi, Carducci… ridotti ad esercizi mnemonici, a traduzione in prosa, a noticine! 
Perché non educare all’ascolto delle poesie, utilizzando gli strumenti oggi disponibili per far ascoltare nelle aule i grandi dicitori alla Gasman, e perché no alla Benigni?
Lo ricordo, ci sono nelle scuole dei bravi docenti che sanno recitare bene.
Utilizziamo per tutte le classi queste competenze. L’ho suggerito e l’han fatto a Faiano un tempo lontano. 
E, poi, la grande bellezza delle forme, da quella delle foglie, degli animali, delle figure geometriche…
Quanta è grande la bellezza intorno a noi!
La bellezza della natura, la bellezza dall’architettura…
E ancora la bellezza del canto, la bellezza di Beethowen! 
Ragazzo, ascoltavo la bella pastorella che cantava tra le ginestre in fiore. Oh quante melodie risuonavano là, nella mia piccola valle, e quanto mi innamorava quel canto!
Ancora, la bellezza dalla Matematica! Altro che arido calcolo di numeri dati a casaccio, calcolo di perimetri e di aree irreali.
Il ritmo è numero, il numero è ritmo.
Le foglie si susseguono sullo stelo e sul tronco secondo un ritmo, la fillotassi.
Ammiriamo incantati le forme delle piante, degli animali, dei minerali, dei monti, delle valli, della luna, del sole, delle stelle!
L’educazione fisica nella scuola, oh che tormento le quaranta flessioni! 
Ma che bella la danza!
Non c’è forse in ogni scuola una maestra che pratica la danza e la amerebbe far apprendere a tutti gli studenti della scuola?
E, via, utilizziamo tutte le specifiche competenze dei docenti, anche quelle artistiche.
Quella coreografiche, quelle poetiche, musicali, canore, pittoriche, e chi più ne ha più ne metta. 
Quanto spazio dovrebbe e potrebbe essere dedicato all’arte nelle scuole, per rendere sensibili gli animi al bello e quindi al bene.
Un’anima bella è anche una anima buona. 
Forse non abbiamo visto quanto brutto appare il cattivo, che correttamente noi chiamiamo mostruoso!
Suvvia, non c’è solo una disciplina specifica dall’arte, ma tutte le discipline possono dare un contributo all’educazione artistica, anche la geografia, anche la fisica, anche la matematica.
Importante è sapere che i giovani debbono crescere in virtute e canoscenza.
E la virtù i Greci chiamavano aretè, verità, bellezza, bontà, virtù.
A scuola non si memorizza l’enciclopedia dei saperi, magari con le sue mappe concettuali, ma si formano uomini in virtute e canoscenza, in bellezza e bontà.
Questo già gli Ateniesi avevano capito ed avevano creato il modello di democrazia a cui noi ancora aspiriamo.
E che la scuola può aiutare a realizzare solo che smetta la presunzione di sostituirsi alle enciclopedie e ad Internet

Tablet

TABLET TABLET TABLET LA CELLULOSA RESTA NEI BOSCHI

di Umberto Tenuta

I libri non esistevano, tutto era custodito nella memoria. 
Omero cantava nelle piazze gli amori di Elena e di Andromaca.
Poi vennero i papiri e le pergamene, e fu uno scandalo, uno scandalo grande. 
I sapienti gridarono: l’uomo perderà la memoria! 
Poi vennero i libri e il grido fu più forte, perché ora tutti avrebbero perduto la memoria, non solo i maestri. 
Oggi l’Iliade non si scrive più sulla carta, ma sulla superficie di Gorilla Glass e di zircone dei tablet. 
La bella carta di Amalfi, che perdita enorme! 
Certamente, per la Valle dei mulini!
Ma per gli studenti, per i lettori accaniti? 
Un disastro anche per loro.
Addio scaffali di mogano!
Addio scrivania quattrocentesca! 
Ora, là, sul divano del salotto si guarda il telegiornale e, di sbieco, si guarda il tablet dove si proietta un film.
E poi, gli studenti se ne vanno sgambettanti a scuola, con il piccolo tablet nella tasca, le mani libere per gesticolare, sì, come gli uomini che ancora il linguaggio orale non avevano inventato. 
Oddio, tutto ritorna, corsi e ricorsi storici. 
Aveva ragione Giovanbattista Vico!
Gli studenti non si portano più i libri sulle spalle, a rischio di lordosi, di scoliosi, di cifosi.
Quanti malanni evitati! 
Ma dite sul serio?
Non vedete che ora perderemo la memoria, come avvenne dopo la comparsa della stampa?
Oddio,non me ne ero accorto, mi sembra di ricordare tutte le cose belle della mia vita!
Non vedete che ora gli uomini non sapranno più scrivere con la penna d’oca.
Beh, scriveranno con la stilografica, e ancor meglio con la biro. 
Suvvia!
Ma se la biblioteca me la posso portare in tasca, là sulla montagna alta, che per scalarla mi sono liberato di tutti i pesi, compresi quelli dei libri, dei quaderni e delle biro per gli appunti, non vedete che vantaggio ho conquistato?
Ma se la sera, a letto, prima di addormentarmi, mi viene un pensierino e lo detto al tablet, senza nemmeno scriverlo col pennino elettronico, non vedete che sono fortunato?
La parola, la parola memorizzata, la parola tradotta in pittogrammi, tradotta in ideogrammi, tradotta nelle ventuno lettere dell’alfabeto, la parola sulla pelle delle povere pecore, la parola che distrugge tutte le piante di papiro, la parola che distrugge tutta la cellulosa del globo, la parola che ora occupa uno spazio piccolo piccolo nel mio orologio, nei miei occhiali da sole!
O grandezza dell’homo sapiens sapiens!
Dove andrai tu?
Sulla luna?
Ci sei già andato. 
Su Marte?
Ci hai già fatto andare i tuoi robot! 
Dove? Dove? Dove?
Nell’infinito universo, in altre Terre, in Terre lontane, lontane che più non si può. 
E saremo salvi, quando la Terra collasserà, e noi, preveggenti salteremo sulla nuova Terra, non quella di Colombo, ma quella dell’uomo di Prometeo. 
Evviva i tablet, evviva, evviva!
L’uomo è troppo intelligente per non farne un uso intelligente, come ha fatto con la parola, con la cartapecora, con la carta di cellulosa, con la stampa.
Abbiamo fiducia nell’uomo, nell’uomo che nel corso dei millenni ha costruito la cultura, ha costruito l’immenso capitale umano.
Ha costruito se stesso.
E continuerà a crescere, a diventare più grande, fino alla fine del secoli che egli mai vedrà.
Calma, calma, calma!
Per ora accontentiamoci dei Tablet

Specializzazione all’insegnamento nelle scuole montessoriane

Ulteriore conferma da parte del Tribunale di Roma sulla controversa vicenda della Specializzazione all’insegnamento nelle scuole montessoriane.

La confusione creata dal Ministero dell’istruzione, prima con la Circolare n. 6103/2012 e poi con il D.M. n. 53/2012 in cui esplicitava che “Per accedere all’insegnamento nelle scuole Montessori è necessario essere in possesso dello specifico diploma di Specializzazione nella didattica differenziata Montessori, conseguito presso l’Opera Nazionale Montessori o comunque presso Enti o Scuole autorizzati dall’Opera Nazionale Montessori”, è stata nuovamente censurata in Tribunale. La recente sentenza emessa dal Tribunale di Roma il 6 marzo 2014 conferma che nessun fondamento normativo autorizza il MIUR a discriminare i docenti che hanno frequentato un corso di specializzazione a indirizzo didattico differenziato presso Enti diversi dall’Opera Nazionale Montessori. Di conseguenza, il titolo da questi ultimi posseduto, se conseguito a norma dell’art. 46 R.D. n. 577/28, è parimenti abilitante e dà pieno diritto all’inserimento sia nelle relative Graduatorie a Esaurimento, sia nelle Graduatorie d’Istituto.
La docente, che si è rivolta presso il nostro Studio Legale, lamentava la mancata attribuzione di un contratto di lavoro a tempo determinato a seguito di regolare convocazione pervenuta dalle specifiche Graduatorie d’Istituto. Il Dirigente Scolastico dell’Istituto interessato aveva, però, negato l’attribuzione della supplenza temporanea alla ricorrente con l’esplicita motivazione che il titolo di specializzazione posseduto non fosse stato rilasciato dall’Opera Nazionale Montessori o da ente da quest’ultima autorizzato e aveva anche provveduto a richiederne la cancellazione dagli elenchi degli specializzati, segnalando la ricorrente all’Ambito Territoriale di competenza.
Il Giudice del Lavoro ha, invece, nuovamente riconosciuto l’assoluta validità del titolo di specializzazione a indirizzo differenziato Montessori rilasciato dall’Ente in possesso di specifica autorizzazione ministeriale, ribadendo che alcuna “esclusiva” può essere conferita attraverso un qualsiasi atto amministrativo non avente valore di legge. In sentenza, infatti, viene confermato che: “dalla disposizione, di rango legislativo (art. 46 del r.d. n. 577 del 1928) posta in materia, si evince che lo svolgimento dei corsi di sperimentazione e preparazione all’insegnamento secondo un indirizzo didattico differenziato (quale l’indirizzo Montessori) per gli insegnanti della scuola materna previsti, possono essere tenuti da persone fisiche e associazioni, di diritto pubblico o di diritto privato (dotati di soggettività giuridica, una volta chiamati “enti morali”), che debbono, comunque, essere autorizzati dal Ministero secondo la sua valutazione di discrezionalità amministrativa. Ovviamente, il legislatore ordinario può ben prescrivere che il rilascio dei titoli abilitanti all’insegnamento nei corsi suddetti, sia riservato soltanto a certi istituti particolarmente qualificati, ma – in base al principio di gerarchia delle fonti – detta deroga limitativa non può essere dettata da norma di rango inferiore quale un atto amministrativo”.
Nel caso di specie, il Giudice del Lavoro ha rilevato che la ricorrente era senza dubbio “in possesso di titolo di Specializzazione (all’insegnamento del metodo Montessori) rilasciato da associazione che ha ricevuto l’autorizzazione ministeriale”. L’Amministrazione convenuta è stata, altresì, condannata al risarcimento del danno subito dalla docente (pari alla retribuzione da essa non percepita a causa della mancata stipula del contratto di lavoro a tempo determinato),  nonché al riconoscimento del relativo punteggio spendibile ai fini dell’aggiornamento delle graduatorie a esaurimento.

Concorso Lombardia, Giannini: salvaguardata continuità didattica

Concorso Lombardia, Giannini: salvaguardata continuita’ didattica, subito formazione dei neo dirigenti

I 355 vincitori del concorso per dirigente scolastico della Lombardia “possono stare tranquilli: firmeranno subito il loro contratto, avranno le loro sedi assegnate, inizieranno subito la loro formazione ed entreranno in servizio il primo settembre, con il nuovo anno scolastico”. Così il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, sull’esito del concorso per dirigenti scolastici della Lombardia.

“Riusciremo così a salvaguardare – spiega il Ministro – le necessità dei lavoratori che da tre anni attendono di conoscere l’esito del concorso a cui hanno partecipato. Ma garantiremo anche il diritto sacrosanto e inviolabile dei nostri bambini e ragazzi di vedersi garantita quella che tecnicamente si chiama la continuità didattica, evitando che quarantamila alunni si ritrovino a cambiar docente in corso d’anno. Immettere in ruolo i nuovi 355 presidi a marzo avrebbe infatti significato doverli spostare dalle cattedre che occupano attualmente e, di conseguenza, rimandare in aula i 355 vicari che erano stati nominati per coprire le dirigenze rimaste vuote. Con un balletto di insegnanti insopportabile a danno dei nostri studenti, molti dei quali sosterranno la maturità a giugno”.

Il Ministero, conclude Giannini, “ha dato indicazioni sulla base di una visione politica chiara: la scuola è prima di tutto per gli alunni, a cui dobbiamo dare garanzia di continuità e qualità. Perciò faremo i contratti ai nuovi dirigenti con decorrenza da oggi e presa di servizio dal primo di settembre. Nel frattempo partirà anche la loro formazione in modo che dal settembre possano essere pienamente operativi. Questa è l’unica soluzione che ci consente di mettere in fila il diritto-dovere all’educazione per tutti: alunni, famiglie e insegnanti”.

Concorso dirigenti Toscana

Concorso dirigenti Toscana
Miur: al lavoro per riavviare rapidamente le procedure

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca è al lavoro per riavviare rapidamente le procedure del concorso per dirigenti scolastici della Toscana, annullato con sentenza del Consiglio di Stato, con l’obiettivo di avere i nuovi presidi in servizio all’inizio del prossimo anno scolastico.

CASO LOMBARDIA: un pasticcio superato in extremis

Serve direttiva semplice: gli atti valgano dal 1 settembre successivo

CASO LOMBARDIA: un pasticcio superato in extremis

Tutte le norme che hanno effetto sulla vita della scuola seguano questo principio.

La vicenda del concorso a  dirigente scolastico per la Lombardia è stata caratterizzata da errori di gestione e da un contenzioso con ripercussioni negative sul sistema di istruzione della regione lasciando molte scuole prive di dirigente scolastico.
In extremis la nota del Miur ha evitato un ulteriore scivolone.
La decisione di prevedere un sistema basato su ‘nomina ora, con raggiungimento della sede a settembre 2014’, è assolutamente di buon senso.
La Uil Scuola Lombardia l’aveva proposta da giorni alla Direzione regionale.
Con l’opportuno intervento del ministero si è evitato di far cambiare a  numerosi alunni i loro insegnanti nell’attuale fase delicata dell’anno scolastico.
Le modalità che aveva previsto la Direzione regionale – spiega  Massimo Di Menna – avrebbero determinato – a cascata – sostituzione di insegnanti e licenziamento di precari, oltre che incertezza, con il cambio di dirigente in corso di anno.
Tale  vicenda– sottolinea il segretario generale della Uil Scuola – suggerisce in modo molto evidente l’esigenza di una direttiva da parte del Ministro che, rispettando la specificità dell’anno scolastico, indichi chiaramente che tutti i cambiamenti ordinamentali, sistema di valutazione, attività formative,  atti conseguenti  ai diversi provvedimenti, etc,  “abbiamo effetto a partire dal primo settembre successivo”.
Questo semplice principio – conclude Di Menna – garantirebbe a tutta la comunità scolastica una sorta di ‘zona franca’ da interventi normativi  e amministrativi messi in vigore in modo estemporaneo e il rispetto del valore dell’anno scolastico come continuum.

L’ENNESIMA TAPPA DI UNA LUNGA VIA CRUCIS

Concorso a dirigente scolastico in Lombardia: L’ENNESIMA TAPPA DI UNA LUNGA VIA CRUCIS

Comunicato dell’ANP a seguito della nota del 6 marzo 2014 del Capo Dipartimento per l’Istruzione con la quale si blocca la nomina immediata dei vincitori del concorso a dirigente scolastico della Lombardia e si rinvia la loro assunzione al prossimo 1 settembre 2014

 

Si pensava di essere arrivati oggi all’ultima casella di questo tragico gioco dell’oca a cui è stato ridotto il concorso a dirigente scolastico della Lombardia: non è stato così.

Si pensava che la convocazione in data odierna dei vincitori rappresentasse il coronamento di una procedura tormentata e travagliata, ma giunta finalmente alla conclusione.

Si riteneva che la norma di legge (DL104/2013, articolo 17, comma 6) che recita: «Gli incarichi di reggenza ai dirigenti scolastici titolari presso altre istituzioni scolastiche e gli esoneri dall’insegnamento, conferiti nelle scuole individuate al comma 5, cessano alla conclusione, nella relativa regione della procedura concorsuale per il reclutamento dei dirigenti scolastici indetta con decreto direttoriale 22 novembre 2004, pubblicato nella Gazzetta ufficiale, 4a serie speciale, n. 94 del 26 novembre 2004, o di quella indetta con decreto direttoriale 13 luglio 2011, pubblicato nella Gazzetta ufficiale, 4a serie speciale, n. 56 del 15 luglio 2011, con la nomina in corso d’anno, ove possibile, dei vincitori di concorso, nel limite delle assunzioni già autorizzate, ovvero alla assegnazione, alle predette scuole, di un dirigente scolastico titolare, con incarico a tempo indeterminato», fosse chiara e non aggirabile.

Invece sono bastate”numerose segnalazioni, anche da parte delle organizzazioni sindacali”, come dichiara la nota del Capo Dipartimento del MIUR, per bloccare il meccanismo legislativo espressamente approvato per porre le condizioni di un ritorno alla normalità del sistema di istruzione in Lombardia. Tra le segnalazioni contrarie all’adempimento legislativo da un lato e il rispetto della norma dall’altro il MIUR non ha avuto dubbi: ha dato corso alle prime. E lo ha fatto formalizzando il blocco in extremis delle nomine con la nota ministeriale la sera prima del giorno in cui i vincitori del concorso erano convocati a Milano per la sottoscrizione del contratto e per l’attribuzione dell’incarico. Oltre al danno anche la beffa. In tutto questo non sorprende che alcune organizzazioni sindacali (ANP non era di certo fra queste) scoprano il valore della continuità didattica soltanto quando si tratta di lasciare 346 scuole della Lombardia prive del dirigente e non quando esercitano i loro diritti sindacali nelle forme più libere e fantasiose.

Per meglio ricostruire errori e responsabilità del concorso a dirigente in Lombardia, vale la pena di riprendere le tappe essenziali di un procedimento che non è eccessivo presentare come una dolorosa via crucis. È dal 13 luglio 2011, data del bando concorsuale a 2.836 posti di dirigente delle scuole statali, da effettuarsi su base regionale, che ha preso avvio la procedura. Il 12 ottobre 2011 si svolge una prova preselettiva, fatta subito oggetto di una prima salva di ricorsi. Il 18 luglio 2012 il Tar Lombardia annulla le prove concorsuali per la presunta irregolarità delle buste contenenti i nomi dei candidati, decisione che provoca la naturale reazione di 404 candidati già inclusi in una graduatoria, anche se pubblicata con deplorevole ritardo. Dal luglio 2012 la vicenda passa nella competenza del Consiglio di Stato che concede la sospensiva e poi a distanza di due mesi se la rimangia, con la conseguenza che salta l’affidamento degli incarichi prevista per il primo settembre 2012. Comincia da lì la lunghissima trafila delle udienze presso il Consiglio di Stato, spesso annunciate e altrettanto spesso rinviate. Si arriva, così, all’11 luglio 2013, quando la sentenza n. 3747 affossa il concorso sulla base dell’affermazione dell’ “astratta” possibilità che potesse essere stato leso il principio dell’anonimato. Alla ripresa autunnale il MIUR avoca a sé la responsabilità del riavvio della procedura a partire dal rimbustamento delle prove scritte (ripetuto due volte perché non fatto con tutti i crismi!) e dalla ricorrezione di tutti gli elaborati. Alla stessa, sempre per decisione del MIUR, viene impressa una forte accelerazione proprio allo scopo di poter chiudere al più presto la procedura stessa e affidare gli incarichi appena possibile.Cosa ha fatto cambiare impostazione all’Amministrazione? A detta della nota del MIUR, “le numerose segnalazioni, anche da parte delle organizzazioni sindacali”.

Anche su questa fase sarebbe necessario fare alcune osservazioni, ci limitiamo a ricordare che ben 96 candidati, già precedentemente valutati idonei alla funzione e collocati in posizioni più che egregie all’interno della graduatoria annullata, piuttosto inaspettatamente non hanno superato la nuova correzione.

Qualcosa dunque non torna. Se la fretta era giustificata dalla necessità di chiudere la fase emergenziale che le scuole lombarde hanno vissuto negli ultimi due anni scolastici(più di 400 istituti affidati in reggenza), come è possibile accettare, oggi, a poche ore dalla firma del contratto,una nota che blocca il tutto perché al ministero sono arrivate “segnalazioni”?! E alla mancata garanzia della continuità didattica non si doveva pensare quando in Parlamento si discuteva del provvedimento che, diventato legge, si era ispirato alla necessità di por fine nel più breve tempo possibile ai vuoti negli uffici dirigenziali delle scuole in Lombardia?

Nessuno ha poi pensato che un’azione del genere è un sonoro schiaffo in faccia a persone che da tre anni attendono di veder rispettati i loro diritti, conquistati attraverso una travagliata e controversa vicenda che li ha provati e frustrati. Qualcuno si è reso conto che sta giocando sulla pelle di persone in carne ed ossa, che si sono rese disponibili ad assumere la rappresentanza dello Stato, e che oggi da quello stesso Stato vengono beffate?

L’ANP, nell’affermare il proprio totale dissenso nei confronti della nota del Dipartimento con la quale si intende sovvertire il dettato legislativo, chiede che la stessa venga ritirata e che si portino a compimento le operazione avviate dall’USR per la Lombardia, nel rispetto dei diritti dei vincitori del concorso come pure delle scuole da troppo tempo prive di un preside titolare a tempo pieno.

Sentenza del Consiglio di Stato n. 990/2014

Al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano
Al Presidente del Senato della Repubblica, Piero Grasso
Al Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini
Al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi
Al Presidente della VII commissione della Camera, Manuela Ghizzoni
Al Presidente della VII commissione del Senato, Andrea Marcucci
Al Ministro per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi
Al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Stefania Giannini
Al Direttore Generale Reggente USR Toscana, Giovanna Boda
Al Dirigente Ufficio II Dipartimento per l’istruzione – Direzione gen.personale scolastico
Agli Organi di Stampa

OGGETTO: Sentenza del Consiglio di Stato n. 990/2014. Conseguente grave pregiudizio.
Istanza di intervento urgente a tutela dei dirigenti scolastici toscani.

I sottoscritti dirigenti scolastici e docenti, appartenenti a scuole di ogni ordine e grado del
territorio nazionale, desiderano esprimere con la presente la propria apprensione a seguito
della sentenza n. 990/2014 con la quale il Consiglio di Stato, relativamente alle procedure
di concorso, ha parzialmente accolto l’appello avverso la sentenza del TAR Toscana n.
748/13, limitando gli effetti della pregressa pronuncia di annullamento ai soli atti compiuti
dalla commissione determinata con il decreto in data 2 aprile 2012.
Pertanto gli scriventi vogliono non solo manifestare il proprio supporto ai lavoratori, uomini
e donne, che saranno inevitabilmente pregiudicati da tale pronuncia, ma sollecitare gli
organi competenti affinché si trovi una soluzione urgente che tuteli le posizioni degli stessi,
in considerazione anche dei vizi di legittimità riconosciuti.
Invero, a seguito della chiusura delle operazioni concorsuali ed all’esito della
summenzionata decisione del TAR Toscana, da settembre 2012 sono stati assunti nella
Regione Toscana 112 nuovi dirigenti scolastici, che da allora operano negli Istituti
Scolastici con un nuovo profilo giuridico, con la perdita conseguente del loro pregresso
incarico di docenti e l’assunzione di tutte le responsabilità degli atti connessi e conseguenti
alle loro nuove funzioni dirigenziali.
Per effetto della esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato sono palesi quindi non
solo le possibili conseguenze sulla validità di tali atti ma altresì il grave pregiudizio che
subirebbero le istituzioni scolastiche coinvolte nonché soprattutto in proprio i dirigenti
stessi, che non solo hanno rinunciato alla loro pregressa posizione lavorativa, ma in alcuni
casi si sono onerati di trasferimenti con coinvolgimento della sfera personale, familiare e
psicologica.
Secondo un costante e consolidato orientamento giurisprudenziale, l’Amministrazione non
può far ricadere sul lavoratore reclutato ed immesso in servizio le conseguenze negative
dei suoi errori. Per l’effetto, ove siano state riscontrare irregolarità definitivamente
accertate dal giudice amministrativo – come nel caso che ci occupa – che
conseguentemente ha annullato le operazioni concorsuali, può configurarsi la lesione
dell’aspettativa del dipendente assunto con prospettabilità del risarcimento del danno e
l’instaurarsi di un ulteriore contenzioso.
Confidiamo pertanto che si voglia intervenire per scongiurare tali negativi eventi e
deplorevoli conseguenze che coinvolgono soggetti, persone fisiche con la propria dignità
professionale e la propria vita familiare, incolpevolmente pregiudicati da un errore
dell’amministrazione.

Tanto premesso gli scriventi
CHIEDONO
l’immediata adozione di tutti i provvedimenti necessari ed urgenti per salvaguardare la
posizione giuridica ed umana dei 112 dirigenti scolastici, già in servizio, nonché dei 23
idonei di prossima nomina, coinvolti in tale incresciosa vicenda.

Dalle rispettive sedi di servizio, venerdì 7 marzo 2014

PULIZIA SCUOLE: ASSUMERE PERSONALE NEGLI ORGANICI ATA

PULIZIA SCUOLE, FGU: ASSUMERE PERSONALE NEGLI ORGANICI ATA

Assumere negli organici Ata il personale necessario per garantire la pulizia ordinaria delle scuole e il normale funzionamento del servizio scolastico in tutta Italia. A chiedere che il Governo adotti un provvedimento urgente è la Federazione Gilda-Unams che giudica l’intervento di Palazzo Chigi come “la solita soluzione tampone”.

“Di fatto si trasferiscono 20 milioni di euro dal Fondo per il funzionamento scolastico, già pesantemente decurtato negli ultimi anni, – spiega il sindacato – per garantire il pagamento del servizio di pulizia esternalizzato a cooperative e imprese di pulizie private fino al prossimo 31 marzo. Ma si tratta di una misura inadeguata a fronteggiare una situazione che è diventata ormai patologica e che potrebbe essere risolta del tutto soltanto attraverso una riforma  della normativa. A nulla servono i piani straordinari di messa in sicurezza delle scuole e di edilizia scolastica – conclude la Fgu – se poi non si riesce a garantire l’apertura degli istituti per motivi di igiene”.

Chiarimenti Concorso DS Lombardia

Al sig. Ministro all’Istruzione
Al Capo Dipartimento

On. Ministro
Egr. Dott.re
venuti a conoscenza ora dell’incredibile situazione creatasi presso l’USR Lombardia per la conclusione del concorso dirigenti, sono a chiederLe cortesemente:
–  quali ragioni abbiano dettato l’iniziativa del MIUR di fermare la sottoscrizione dei contratti;
–  se sul percorso di tutta la procedura, della conclusione del concorso e delle nomine,  vi sia stato un costante e chiaro accordo tra Dipartimento Istruzione e Ufficio Scolastico della Lombardia;
– quali misure intenda assumere da oggi per permettere alle scuole Lombarde di tornare al dovuto funzionamento e ad una direzione scolastica stabile, nel rispetto sia dei dirigenti scolastici ai quali spetta la nomina e sia delle comunità scolastiche fortemente provate dal comportamento contraddittorio di tutta l’Amministrazione, regionale e centrale che dura purtroppo da anni.
La ringrazio se avrà la cortesia di darci urgente risposta.
Roberto Fraccia
presidente regionale DiSAL

ASSICURARE IL RISPETTO DELLA LEGGE E UNA DIVERSA CONDUZIONE NELLA SCUOLA CAMPANA

LUIGI GALLO M5S: ASSICURARE IL RISPETTO DELLA LEGGE E UNA DIVERSA CONDUZIONE NELLA SCUOLA CAMPANA

ROMA, 07 mar – Presentata  interrogazione al ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca da parte di Luigi Gallo, cittadino portavoce del MoVimento 5 Stelle alla Camera per sapere “se il Ministro, prendendo atto dello stato della scuola campana, intenda assumere consequenziali, definitive decisioni, anche politiche, che assicurino il rispetto della legge e una diversa conduzione nella scuola campana”.

Nella scuola campana vi è una situazione di disagio che si protrae da tempo e che concerne quasi tutta l’attività amministrativa della direzione scolastica regionale, caratterizzata da lentezza operativa e scarsa vigilanza sul territorio e sulle scuole, da errori continui nella formazione delle graduatorie e degli elenchi di personale come accaduto per i corsi di riconversione e per i PAS (percorsi abilitanti speciali).

Vi sono, ad avviso del deputato Gallo, valide motivazioni che inducono a ritenere che parte delle determinazioni della direzione regionale assunte in base ad un potere discrezionale, invece di assicurare i fini perseguiti dalla legge, come in tanti casi che riguardano direttamente il personale tutto, la disapplica. In provincia di Caserta appare molto grave la vicenda, non ancora conclusa, dell’IC «Capoluogo» di San Nicola la Strada, per il quale sussistono situazioni di disagio lavorativo in danno di alcuni lavoratori; fattispecie che sono state documentate tramite esposto alla direzione generale scolastica regionale già dall’ottobre 2012 e tramite numerosi interventi sindacali; sembrerebbe che accertamenti probanti, scaturiti da una verifica ispettiva durata quasi un intero anno scolastico, siano stati ignorati dal direttore generale scolastico regionale il quale avrebbe disatteso sia le conclusioni ispettive urgenti interlocutorie sia quelle finali.

Dato il silenzio calato sull’intera vicenda, Gallo ha chiesto al Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca “di rendere noto  l’esito di tutte le verifiche ispettive disposte nelle scuole della Campania almeno negli ultimi tre anni, la durata dell’iter e le decisioni adottate in merito”.

Renzi a Siracusa: e se i bambini delle scuole avessero inneggiato Silvio?

da  Il Fatto Quotidiano

Renzi a Siracusa: e se i bambini delle scuole avessero inneggiato Silvio?

di Alex Corlazzoli

Giù le “mani” dai bambini, signor Presidente del Consiglio! Lo dico da cittadino prima ancora che da maestro. Vedere ragazzini che, ieri, all’istituto “Salvatore Raiti” di Siracusa, scandivano ripetutamente il nome di Renzi, non è stata una bella scena. Immaginate se invece di “Matteo, Matteo, Matteo” avessero urlato “Silvio, Silvio, Silvio”. Sarebbe stata la stessa cosa? Andava bene allo stesso modo?

Quel “Clup and jump per Renzi” cantato dai bambini tutti in coro, sorridenti e felici, è stato sicuramente scritto da un insegnante per far felice la sua dirigente, il sindaco, il vescovo e il premier visibilmente raggiante per la canzoncina in suo onore. Ma perché non l’hanno cantata i docenti, i bidelli e la dirigente al posto dei bambini?

Quelle parole del blues, “Siamo felici…e ti gridiamo…da oggi in poi, ovunque vai, tu non ti scordar di noi. Dei nostri sogni…delle speranze…che ti affidiamo, con fiducia, a ritmo di blues. Le ragazze…i ragazzi…tutti insieme…alle tue idee e al tuo lavoro affidiamo il futuro”, erano state scritte dai ragazzini? I bambini delle classi della scuola “Raiti”, conoscono le idee e il lavoro dell’ex sindaco di Firenze al punto da affidargli il loro futuro?

Chi fa il maestro ha il compito di insegnare ovvero di segnare le diverse strade ma mai di imporre qualcosa a dei ragazzini. Chi scrive, ha portato spesso i suoi alunni al Parlamento a Roma, per conoscere le istituzioni, realizzando un percorso di avvicinamento alla politica, privo di ideologia e di propaganda. Ho avuto in classe bambini tifosi di Renzi, quando ancora era sindaco e ragazzini che ammiravano Berlusconi ma non ho mai imposto loro il mio pensiero politico. La scuola non può diventare un luogo di propaganda, dove cantare inni per qualcuno. Chiunque esso sia.

Renzi, doveva saperlo: il “pellegrinaggio” di scuola in scuola, prima o poi sarebbe diventato una scenetta in salsa natalizia con tanto di coreografia e battimano. Le visite del premier, sempre gradite, dovevano essere fatte con maggiore discrezione, con cautela, tutelando i ragazzini. Più che tanti discorsi da premier, basterebbe donare a questi ragazzini la Costituzione e parlare di essa.

Ieri appena ho sentito quel blues in onore di Renzi, mi è venuta alla mente un’altra canzone, che lo staff del premier e lo stesso Presidente del Consiglio, farebbero bene a riascoltare: Non insegnate ai bambini di Giorgio Gaber. L’ho risentita mentre guardavo le immagini dei ragazzini di Siracusa: “Non insegnate ai bambini, non divulgate illusioni sociali; non gli riempite il futuro di vecchi ideali; l’unica cosa sicura è tenerli lontano dalla nostra cultura. Non esaltate il talento che è sempre più spento…se proprio volete, raccontategli il sogno di un’antica speranza. Non insegnate ai bambini ma coltivate voi stessi il cuore e la mente. Giro girotondo cambia il mondo…”

Giannini: entro settembre scuole più sicure e belle

da La Stampa

Giannini: entro  settembre scuole più sicure e belle

I lavori per la messa in sicurezza degli istituti potrebbero partire già durante l’estate
roma

Entro settembre «scuole più belle e sicure» grazie a fondi di 2 miliardi già predisposti dal governo anche se  «l’obiettivo è di arrivare a 4 miliardi». Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, a margine del convegno  “A scuola si cresce sicuri’’ tenuto oggi al Miur, aggiungendo che, attualmente, «circa il 40% degli edifici scolastici non e’ completamente a norma»

Al momento «la cifra attendibile da investire nell’edilizia scolastica è  quella indicata dal presidente del Consiglio ieri a Siracusa»ha indicato Giannini riferendosi ai 2 miliardi di euro già  stanziabili annunciati da Renzi.

Inoltre, «il progetto lanciato a Treviso e ribadito da Renzi a Siracusa prevede la possibilità di investire fondi che sono già nella disponibilità di comuni ed enti locali ma vincolati dal patto di stabilità interno», ha precisato Giannini aggiungendo che «noi, come ministero, abbiamo comunque fondi che confluiranno nel Fondo unico dell’edilizia che, quantificati su vari capitoli, arrivano a superare gli 800-900 milioni: quindi una parte considerevole è già accantonata anche al Miur e, unendo le forze, possiamo fare interventi significativi».

«L’obiettivo – ha proseguito il ministro – è  quello di raggiungere 4 miliardi» di fondi. Sul fronte dell’avvio concreto degli interventi negli edifici scolastici – pur riferendo che l’unitàdi governance di questo processo si costituirà nei prossimi giorni, quindi non ho elementi per anticipare dati precisi  Giannini ha detto che si punta a fare presto e bene, secondo quello che mi sembra sia il motto di questo governo.

«Diciamo – ha aggiunto la titolare del Miur – che il tutto dovrebbe avvenire durante l’estate con una cantierabilità tra giugno e settembre. A settembre, dunque, avremo scuole più sicure e più belle’», ha annunciato Giannini.

Logopedisti, allarme linguaggio per 300mila bimbi stranieri

da La Stampa

Logopedisti, allarme linguaggio per 300mila bimbi stranieri

Spesso i disturbi vengono scambiati per difficoltà ad apprendere la nuova lingua
milano

 I bambini stranieri in Italia rischiano che eventuali disturbi del linguaggio dei quali soffrono vengano confusi con le difficoltà di apprendimento della lingua. E’ l’allarme lanciato dai logopedisti che celebrano il 6 marzo la Giornata Europea dedicata al “multilinguismo”.

“’Per tutte le lingue del mondo”’ è lo slogan di quest’anno con cui la Federazione dei Logopedisti Italiani lancia la consueta campagna organizzata in occasione della Giornata , sottolineando come il “multilinguismo” sia una condizione legata principalmente al fenomeno dell’immigrazione e che vede maggiormente coinvolti bambini in età  scolare e prescolare. Un fenomeno massiccio: sono infatti oltre 800mila gli studenti stranieri in Italia, circa 300mila sono bambini tra i 6 ai 12 anni.

Considerando una prevalenza media dei disturbi del linguaggio nei bambini del 7%, è facile ipotizzare che almeno 20mila avrebbero bisogno del logopedista. Ma spesso i disturbi del linguaggio vengono scambiati solamente per difficoltà ad apprendere la nuova lingua e non viene dato il necessario peso al problema. In questi casi, invece, basta la presenza di un piccolo disturbo all’origine per creare enormi difficoltà di gestione del linguaggio e conseguente isolamento sociale all’asilo e a scuola e quindi nella vita successiva.

Si tratta di un fenomeno non solo italiano, ma europeo. Non a caso anche la Federazione Logopedisti Italiani promuove la Giornata Europea della Logopedia 2014 proprio sul tema del multilinguismo e della multiculturalità. E per questo offriràattraverso il proprio sito Internet (www.fli.it e relativi social) materiale informativo tradotto in tante lingue che sarà a disposizione di professionisti, operatori scolastici, famiglie e comunità straniere presenti in Italia. Oltre al sito sono disponibili anche un numero di telefono (049/8647936) attivo dal 3 al 7 marzo dalle 10 alle 12, e un indirizzo email (info@fli.itì) sempre attivo.

«Fenomeni come il passare da una lingua all’altra o il restare a lungo in silenzio in classe – spiega Tiziana Rossetto, presidente della Federazione Logopedisti Italiani – sono normali nel bambino bilingue e non devono far sospettare un disturbo del linguaggio. Generalmente, occorrono 2 anni di permanenza in un Paese per raggiungere una buona capacità conversazionale, ma se dopo 6 mesi di permanenza in Italia, il bambino non è per niente in grado di esprimersi in italiano, è necessario un approfondimento. Bisogna prestare attenzione innanzi tutto a come il bambino parla nella sua lingua madre. Difficoltà nel fare questo, riferite dai genitori o da altra persona fluente in tale lingua, richiedono un’attenzione immediata e la valutazione logopedia’».

«Il fenomeno migratorio e la globalizzazione – aggiunge Raffaella Citro, delegata italiana al CPLOL, logopedista e membro della segreteria nazionale FLI – hanno prodotto anche nel nostro Paese nuovi bisogni di salute ai quali bisogna dare risposte appropriate ed eticamente sostenibili’».

La presenza degli alunni stranieri nelle scuole italiane è di grande rilievo: oltre che variegata quanto all’origine geografica e linguistica (gli alunni provengono, infatti, da circa 200 Paesi differenti) è sempre più numerosa: secondo il Miur, nell’anno scolastico 2012/2013 il numero degli alunni con cittadinanza non italiana è stato di 786.630 unità, ovvero 30.691 in più rispetto all’anno scolastico precedente. Le ricadute sul piano sanitario e sull’intervento del Logopedista si traducono quindi nell’aumento del 20% dei bambini stranieri presi in carico nei servizi dell’età evolutiva. Parliamo solo di nativi italiani, i cui dati sono ufficiali, con punte più alte nelle zone urbane dove le comunità straniere sono più numerose.

A settembre edifici più sicuri e belli

da Tecnica della Scuola

A settembre edifici più sicuri e belli
di P.A.
Lo ha detto la ministra dell’Istruzione, Stefania Giannini, a margine del convegno ”A scuola si cresce sicuri”, tenuto al Miur. Filca-Cisl: bene il rilancio dell’edilizia
Ma ha pure aggiunto, per completezza, che, attualmente ”circa il 40% degli edifici scolastici non è completamente a norma”, ma entro settembre, grazie a fondi di 2 miliardi, già predisposti dal governo, ci sanno ”scuole più belle e sicure”, anche se ”l’obiettivo è di arrivare a 4 miliardi”. Al momento ”la cifra attendibile” da investire nell’edilizia scolastica ”è quella indicata dal presidente del Consiglio a Siracusa” ha indicato Giannini riferendosi ai 2 miliardi di euro già stanziabili annunciati da Renzi. Inoltre, ”il progetto lanciato a Treviso e ribadito da Renzi a Siracusa prevede la possibilità di investire fondi che sono già nella disponibilità di comuni ed enti locali ma vincolati dal patto di stabilità interno”, ha precisato Giannini aggiungendo che ”noi, come ministero, abbiamo comunque fondi che confluiranno nel Fondo unico dell’edilizia che, quantificati su vari capitoli, arrivano a superare gli 800-900 milioni: quindi una parte considerevole è già accantonata anche al Miur e, unendo le forze, possiamo fare interventi significativi. L’obiettivo – ha proseguito Giannini – è quello di raggiungere 4 miliardi” di fondi. Sul fronte dell’avvio concreto degli interventi negli edifici scolastici – pur riferendo che ”l’unità di governance di questo processo si costituirà nei prossimi giorni, quindi non ho elementi per anticipare dati precisi” – Giannini ha detto che si punta a ”fare presto e bene, secondo quello che mi sembra sia il motto di questo governo”. ”Diciamo che il tutto dovrebbe avvenire durante l’estate con una cantierabilità tra giugno e settembre. A settembre, dunque, avremo scuole più sicure e più belle”. Piena soddisfazione a questa parole è stata espressa dal segretario generale della Filca-Cisl, Domenico Pesenti: “L’annuncio del ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, dà speranza all’edilizia, devastata dalla crisi, e permette di offrire agli studenti scuole più confortevoli e sicure: due buone notizie in un sol colpo!” “I nostri figli hanno diritto a scuole sicure, belle, moderne – ha aggiunto Pesenti – è un battaglia di civiltà. Inoltre i lavori previsti metterebbero in moto il comparto delle costruzioni, che dal 2008 ad oggi ha perso circa 750mila addetti. Positivo, inoltre, che il ministro abbia indicato sia la tempistica che la cifra a disposizione. Dal momento che parte delle risorse arriverà dall’allentamento del Patto di stabilità per Comuni ed enti locali, può essere un incentivo per questi ultimi ad essere più attenti e virtuosi”.