#IOLEGGOPERCHÉ

#IOLEGGOPERCHÉ, LA GRANDE INIZIATIVA NAZIONALE DI AIE A FAVORE DELLE BIBLIOTECHE SCOLASTICHE, SUPERA OGNI SUO RECORD. RAGGIUNTO L’OBIETTIVO DI 1MILIONE DI LIBRI DONATI ALLE SCUOLE

Dai primi dati parziali provenienti dall’86% delle librerie aderenti, le donazioni per l’edizione 2019 sono già oltre quota 273.000 (ben oltre il dato 2018)

Tra il 19 e il 27 ottobre oltre 1000 le iniziative sparse su tutto il territorio tra reading, flash mob e attività nelle piazze: grazie al Contest saranno premiate le 10 più creative e originali

Ora il testimone passa agli editori che doneranno altri 100.000 libri alle scuole

Levi (AIE): “Un risultato ancora una volta straordinario, merito di un grande gioco di squadra: insieme abbiamo raggiunto e superato l’obiettivo di 1 milione di libri donati alle scuole grazie al progetto in 4 anni”

Il Ministro Fioramonti: “Contento del successo per due motivi: ci ricorda la centralità del libro nella formazione e nella crescita dei ragazzi ed è un’iniziativa ‘corale’, dove più soggetti fanno la loro parte di passione e responsabilità per l’educazione dei nostri ragazzi”

Milano, 7 novembre 2019 – #ioleggoperché si supera, ancora una volta. L’iniziativa lanciata nel 2015 dall’Associazione Italiana Editori(AIE) si conferma “a furor di popolo” la più grande maratona nazionale di solidarietà a favore delle biblioteche scolastiche:i cittadini hanno infatti risposto con grande generosità alla chiamata, accorrendo a donare un libro per le oltre 15.000 scuole iscritte omogeneamente tra Nord, Centro, Sud Italia e isole (un’adesione superiore al 70% rispetto allo scorso anno, quando erano state circa 9.000 le scuole partecipanti), durante la campagna che si è svolta dal 19 al 27 ottobre scorsi nelle oltre 2.400 librerie aderenti. In base ai primi dati parziali, provenienti dall’86% delle librerie, si è già superato l’ammontare complessivo dei libri donati lo scorso anno, toccando quota 273.676. Il testimone passa ora agli editori aderenti che contribuiranno con altri 100.000 libri da ripartire tra le scuole che ne avranno fatto richiesta entro e non oltre il 15 novembreprossimo attraverso il portale www.ioleggoperche.it
La manifestazione – organizzata e promossa dall’Associazione Italiana Editori (AIE) in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca(MIUR), con l’Associazione Librai Italiani (ALI) e il Sindacato Librai e Cartolibrai (SIL), l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB), il Centro per il Libro e la LetturaConfindustria – Gruppo Tecnico Cultura e Sviluppo, con il supporto di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, che vanta anche il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per i Beni e per le Attività culturali e per il Turismo (MIBACT) e della Banca d’Italia – ha battuto in questa edizione tutti i dati delle precedenti, confermando ancora una volta quanto sia urgente il “fabbisogno” di libri per gli istituti scolastici di tutti gli ordini e i gradi nel Paese.

“Questo è il risultato di un grande gioco di squadra – ha sottolineato il presidente di AIE, Ricardo Franco Levi –. Un grazie a tutti coloro che hanno partecipato al progetto per raggiungere l’obiettivo. Ma un grazie particolare va ai testimonial Rudy Zerbi e Luciana Littizzetto, ai partner, agli autori – Paola Calvetti, Chiara Francini, Alessia Gazzola, Andrea Vitali – che ci hanno aiutato a lanciare questa edizione, fino ai testimonial spontanei del progetto: dal Premier Giuseppe Conte al Sottosegretario Martella, alla Viceministra Ascani. Un gesto molto apprezzato da tutti noi perché d’esempio per tutti gli italiani. Il sogno di superare 1 milione di libri donati complessivamente da #ioleggoperché sin dalla sua nascita non solo è diventato realtà ma è stato anche superato”.
“Sono contento del successo di questa iniziativa per almeno due motivi – ha commentato il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Lorenzo Fioramonti -. Il primo, è perché ci ricorda la centralità del libro nella formazione e nella crescita dei ragazzi, ma direi di chiunque, perché un adulto che legge un libro è una persona che vuole continuare a crescere. Il secondo motivo è altrettanto importante. Questa è un’iniziativa collettiva, mi verrebbe da dire ‘corale’, dove più soggetti fanno la loro parte di passione e responsabilità per l’educazione dei nostri ragazzi. Senza retorica, un obiettivo meraviglioso”.
#ioleggoperché e le 1000 iniziative in giro per lo Stivale
Per 9 giorni #ioleggoperché è stata un’ininterrotta festa di partecipazione civilesu scala nazionale soprattutto per i bimbi e i ragazzi – quest’anno gli studenti coinvolti complessivamente sono stati oltre 3 milioni -, con circa un migliaio di eventi spontanei – tra letture ad alta voce, incontri con l’autore, flash mob letterari, lezioni, gare di abilità, spettacoli, installazioni in vetrina –organizzati e condivisi sulla piattaforma del progetto Agorà. Per le migliori iniziative, torna il contest #ioleggoperché a cui hanno aderito più di mille scuole in tutta Italia con la collaborazione delle librerie gemellate: alle 10 scuole che hanno organizzato le attività più efficaci e originali verranno consegnati entro dicembre 2019, grazie al supporto di SIAE, altrettanti buoni del valore di 1.500 euro per l’acquisto di libri in libreria.

#ioleggoperché in tv
Il risultato straordinario, in termini di partecipazione e donazioni, è stato supportato dalla collaborazione di tutte le reti televisive e dall’endorsement istituzionale: l’iniziativa è stata insignita anche quest’anno della Medaglia del Presidente della Repubblica ed è sostenuta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Informazione ed Editoria che, per la prima volta, ne ha fatto una campagna di comunicazione del Governo sulle reti televisive. Lo spot è stato programmato sulle reti Rai come campagna istituzionale e sulle reti Mediaset (con il sostegno di Mediafriends Onlus), Sky La7 come campagna sociale (https://we.tl/t-43NMB2rGyn). Con l’ingresso in “Un posto al sole” – la storica serie televisiva in onda su Rai 3, prodotta da Rai Fiction e ambientata a Napoli – per la prima volta #ioleggoperché è entrata anche in una trasmissione di intrattenimento destinata al largo pubblico, accanto al circuito stretto dei programmi tematici di cultura e libri. I passaggi televisivi promozionali sono stati migliaia, rendendo visibile il progetto di #ioleggoperché come mai prima d’ora.

#ioleggoperché sui social
Davvero significativa anche la mobilitazione sui social media: i canali dell’iniziativa hanno ricevuto oltre 25 milioni di visualizzazioniraggiungendo, soltanto nella settimana di donazioni, oltre 5 milioni di persone(2.835.000 Facebook + 1.716.813 Instagram + 700.000 Twitter) e generando intorno all’hashtag #ioleggoperché quasi 1.200.000 interazioni. La maratona #ioleggoperché è stata raccontata anche in diretta social alla Libreria dei Ragazzi di Milano sabato 19 ottobre.

#ioleggoperché sui campi di calcio
Anche quest’anno il mondo del calcio ha fatto sua la causa della promozione alla lettura tra i più giovani: la rinnovata sinergia con Lega Serie A e Lega B ha portato sui campi da calcio di 10 città italiane gli striscioni e i video di #ioleggoperché con il coinvolgimento diretto dei giocatori della A, scesi in campo portando un libro per 250 bimbi accompagnatori, e quelli della Lega B con video nei quali hanno invitato tutti a donare un libro alle scuole della città della loro squadra.

#ioleggoperché tra libri, sport e senso di squadra
Grazie alla collaborazione con la Fondazione Pirelli, lunedì 21 ottobre si è svolta “Facciamo squadra con i libri”, una mattinata rivolta ai bambini dell’ultimo anno delle scuole elementari e ai ragazzi delle secondarie inferiori per parlare della passione per la lettura e dell’importanza del fare squadra in classe, alla presenza di Luigi Garlando, autore di libri per ragazzi e giornalista, Javier Zanetti, mito nerazzuro, Regina Baresi, leader dell’Inter femminile e Mario Isola, Head of F1 e Car Racing del Gruppo Pirelli.
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#ioleggoperché è un progetto di AIE, in collaborazione con Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), con l’Associazione Librai Italiani (ALI), con il Sindacato Italiano Librai e Cartolibrai (SIL), con l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) e con il Centro per il libro e la lettura, Confindustria – Gruppo Tecnico Cultura e Sviluppo, con il supporto di SIAE – Società Italiana Autori ed Editori. Il progetto ha il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per i Beni e le Attività culturali e del Turismo (MIBACT) e della Banca d’Italia.
Si svolge con il sostegno di Mediafriends Onlus, Lega Serie A e Lega B e con il contributo di Pirelli.

Mediapartner: Corriere della Sera, Gruppo Mondadori, la Repubblica, La7, TGcom24, Rai, SKY. 
Mediasupporter: Giornale della Libreria, Il Fatto Quotidiano, Il Giornalino, ILlibraio.it, Radio Capital, Studenti, Sorrisi e Canzoni TV

Aderiscono, oltre alle librerie indipendenti di ALI SIL: Ancora, LaFeltrinelli, Giuntialpunto, Libraccio, Librerie Claudiana, Librerie Coop, MondadoriStore, Paoline, San Paolo, TCI Touring Club Italiano, Ubik.

Per saperne di piùwww.ioleggoperche.it 
ELENCO SCUOLE
https://www.ioleggoperche.it/uploads/2019/10/10/scuole2019.pdf
ELENCO LIBRERIE
https://www.ioleggoperche.it/uploads/2019/10/10/librerie2019.pdf

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LEGGE DI BILANCIO: PER ISTRUZIONE URGE CAMBIO DI ROTTA

LEGGE DI BILANCIO, DI MEGLIO: PER ISTRUZIONE URGE CAMBIO DI ROTTA
“Se davvero il Governo ritiene che l’istruzione sia un comparto strategico per il nostro Paese e che le retribuzioni degli insegnanti debbano essere adeguate alla responsabilità che ricoprono, come affermò il presidente del Consiglio Giuseppe Conte dopo la firma dell’accordo con i sindacati il 24 aprile scorso, mantenga fede agli impegni assunti e reperisca nella legge di Bilancio le risorse necessarie a un congruo incremento degli stipendi. Ci auguriamo che il dibattito parlamentare imprima un cambiamento di rotta netto che noi solleciteremo senza tregua con ogni forma di mobilitazione possibile”. È quanto scrive Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, in un post pubblicato sul suo profilo Facebook. 

Al Nord vincono i licei paritari, al Sud il primato resta alle scuole statali

da Il Sole 24 Ore

di Eugenio Bruno e Claudio Tucci

A Milano e Torino “ vincono” i licei paritari. A Roma e Napoli invece il primato resta saldamente in mano agli istituti statali. A dirlo è l’edizione 2019 del portale Eduscopio della Fondazione Agnelli, che da 5 anni scandaglia il mare magnum delle scuole superiori italiane. Classificandole in base a due parametri: quale prepara meglio all’università; quale apre le porte del lavoro. In un contesto generale che vede crescere l’occupazione degli studenti usciti da un istituto tecnico o professionale.

Un dato confermato anche dall’ultimo rapporto dell’Ocse che ha espressamente riconosciuto il valore dell’istruzione tecnica del nostro paese, evidenziando, infatti, che i periti, da noi, hanno le stesse chance di trovare lavoro dei laureati perché è forte l’integrazione con le imprese.

Le scuole censite da Eduscopio
Il portale www.eduscopio.it nasce nel 2014 con l’obiettivo dichiarato di aiutare gli studenti a scegliere la scuola da frequentare dopo la terza media. Per l’edizione 2019 , i ricercatori della Fondazione Agnelli (Martino Bernardi e Gianfranco De Simone ) hanno analizzato i dati di circa 1.255.000 diplomati italiani in tre successivi anni scolastici (anni scolastici 2013/14, 2014/15, 2015/16) in circa 7.300 indirizzi di studio nelle scuole secondarie di secondo grado statali e paritarie.

Due i criteri utilizzati dal portale Eduscopio per raggruppare e classificare le scuole superiori:
•la capacità di licei e istituti tecnici di preparare e orientare gli studenti a un successivo passaggio agli studi universitari;
•la capacità di istituti tecnici e istituti professionali di preparare l’ingresso nel mondo del lavoro per quanti, dopo il diploma, non intendono andare all’università e vogliono subito trovare un impiego.

I criteri utilizzati per la classifica
Nel misurare la capacità delle scuole di preparare agli studi successivi vengono presi in considerazione soltanto i licei (classico, scientifico, scienze umane, linguistico, artistico) e gli istituti tecnici (tecnico economico e tecnico tecnologico), con l’eccezione di quelli della Valle d’Aosta e della Provincia autonoma di Bolzano. Non tutti però, ma solo quelli che mandano in facoltà almeno un diplomato su tre (per un totale minimo di 21 diplomati nell’arco di un triennio). In totale sono stati seguiti più di 700mila diplomati al loro primo anno da immatricolati (negli anni accademici, 2014/15, 2015/16, 2016/17).

Per tradurlo in numeri ed elaborare una classifica comune per comune, che il singolo utente può poi consultare, Eduscopio utilizza il suo indice «Fga», che pesa al 50% la velocità nel percorso di studi (percentuale di crediti universitari ottenuti) e per l’altra metà la qualità negli apprendimenti universitari (media dei voti agli esami).

Gli esiti occupazionali
Per gli esiti occupazionali, invece, la comparazione si limita ad analizzare due indirizzi per gli istituti tecnici (tecnico economico e tecnico tecnologico) e altrettanti dei professionali (servizi e industria e artigianato). Comparando la percentuale di ragazzi che hanno lavorato per più di sei mesi nei due anni successivi al diploma e la coerenza tra studi fatti e impiego svolto. In totale, sono stati analizzati gli esiti lavorativi di più di 500mila diplomati.

Il portale permette di conoscere la percentuale di occupati che hanno lavorato almeno 6 mesi entro i primi due anni dal diploma tra quanti non si sono immatricolati all’università. Per i tecnici tecnologici nel Nord-Ovest l’indice sale dal 57% dei ragazzi diplomati nel 2014 al 60,3% di quelli che hanno finito la scuola nel 2016, nel Nord-Est dal 65% a 67,5%, nel Centro dal 46% al 53%, al Sud dal 33% a 35%. Per i professionali la crescita è nel Nord-Ovest dal 60 al 68%, nel Nord-Est dal 70 a 76%, nel Centro dal 52% al 61% e nel Sud dal 34 al 38%.

I migliori licei da Nord a Sud
Limitandoci ai risultati delle principali città italiane il primo dato che balza agli occhi è la presenza di tanti istituti paritari nei primi posti dei licei del Nord. A Milano, tra i classici si conferma prima l’Alexis Carrel della Fondazione Grossman ma al secondo posto torna lo statale Berchet che nel 2018 era terzo. In totale, tra i primi dieci troviamo quattro licei paritari: San Raffaele (3°), Sacro Cuore (4°), Faes Monforte (6°) e Sant’Ambrogio (7°). Diverso il panorama offero dagli scientifici: i primi due posti vanno di nuovo ad Alessandro Volta e Leonardo Vinci e la prima paritaria (Sacro Cuore) la troviamo al terzo posto.

Uno scenario simile lo si ritrova anche a Torino: se il primo liceo classico resta il Cavour nei primi otto posti compaiono tre istituti paritari: Valsalice – che è anche secondo tra gli scientifici dopo lo statale Galileo Ferraris -, Sacra famiglia e Istituto sociale.

Da Roma in giù il quadro muta e le paritarie praticamente scompaiono dalla classifica dei licei. Per quanto riguarda il classico nella capitale primeggia nuovamente il Torquato Tasso, ma l’Ennio Quirino Visconti è ora secondo (laddove l’anno scorso si era classificato decimo). Per trovare un altro protagonista storico dell’istruzione superiore capitolina (il Mamiani) bisogna andare al quinto posto. Un quadro simile arriva anche dagli scientifici dove l’Augusto Righi resta in testa davanti al Virgilio.

A Napoli sempre primo fra i classici il Sannazaro, ma fra gli scientifici ora primeggia il Convitto Vittorio Emanuele II, testa a testa con il Mercalli,
entrambi di gran lunga i migliori della città.

Con i tecnici si lavora di più
I dati comunicati da Eduscopio danno in crescita, rispetto agli anni
scorsi, l’indice di occupazione dei ragazzi provenienti da istituti professionali e tecnici. Con un panorama opposto rispetto a quello osservato nei licei. A Milano si conferma in vetta il Pietro Custodi tra i tecnici economici e l’Enrico Mattei tra i tecnici tecnologici. A Torino, nell’indirizzo economico, primeggia il Carlo Ignazio Giulio, che ha scavalcato il Germano Sommeiller, in vetta nell’edizione 2018. All’indirizzo tecnologico si conferma al top, a Torino, il Giovanni Battista Pininfarina. A Genova primeggia il Primo Levi; a Bologna il Tanari e l’Ettore Majorana; a Roma in testa l’IS Via dei Papareschi e il Vincenzo Arangio-Ruiz. A Napoli rimontano le paritarie: i primi quattro istituti tecnici a indirizzo economico sono Diderot, Santa Anna, Santo Stefano e Salesiano Sacro Cuore. Nell’indirizzo tecnologico tornano primi due istituti statali: il Marie Curie e il Carlo Levi.


In aumento i diplomati che hanno affrontato i temi di Cittadinanza e Costituzione

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

AlmaDiploma ha presentato un focus sulla valutazione degli argomenti inerenti a Cittadinanza e Costituzione da parte dei diplomati 2019 che hanno partecipato all’indagine sul Profilo dei diplomati.

I temi
Si tratta di sei temi: Costituzione italiana, Cittadinanza europea, Diritti umani, Dialogo interculturale, Educazione alla legalità e Educazione ambientale, inseriti per la prima volta da AlmaDiploma nel questionario di valutazione del percorso scolastico su stimolo di Apidge e con la collaborazione informale di Invalsi.

L’iniziativa vuole raccogliere dati strutturali in un momento di profonda transizione: infatti, dopo anni in cui l’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione veniva lasciato alla completa autonomia delle scuole, dall’a.s. 2018/19 è entrato a far parte dell’Esame di Stato, fino alla recente legge 92 dell’agosto 2019 in cui viene introdotta la nuova Educazione civica nel sistema scolastico italiano.

I risultati
La prima dimensione rilevata è quanti diplomati hanno affrontato ciascuno dei sei argomenti durante la propria esperienza scolastica: Costituzione italiana e Diritti umani sono le tematiche più diffuse (le hanno affrontate oltre l’80% dei diplomati), mentre Dialogo interculturale è stata la meno trattata (70%).
La seconda dimensione è la valutazione del livello di utilità degli argomenti trattati: in questo caso i diplomati hanno apprezzato particolarmente i Diritti umani (i giudizi positivi arrivano fino all’83%), mentre all’opposto sono meno soddisfatti della tematica inerente alla Cittadinanza europea (68%).
La terza dimensione è la quota di quanti, dopo averli affrontati, avrebbero gradito un approfondimento degli argomenti. L’89% dei diplomati intende approfondire il tema dei Diritti umani, mentre la propensione è inferiore per Cittadinanza europea (77%).
I liceali (a parte quelli delle scienze umane) affrontano meno frequentemente degli altri studenti tutte e sei le tematiche per ovvie ragioni disciplinari. I liceali che affrontano gli argomenti sono tendenzialmente più critici nella valutazione dell’utilità di questi argomenti, ma allo stesso tempo sono quelli che vorrebbero approfondirli più degli altri.

Rispetto all’anno scorso, sono aumentati i diplomati che hanno affrontato gli argomenti di Cittadinanza e Costituzione (in particolare Costituzione italiana, Cittadinanza europea e Diritti umani), tranne che per il Dialogo interculturale. L’aumento nei livelli di trattazione degli argomenti è trainato dagli studenti liceali, tra cui si registrano aumenti molto vistosi. Rispetto all’anno scorso, inoltre, le richieste di approfondimento di chi ha già affrontato gli argomenti sono stabili o in leggera crescita. Spicca l’aumento significativo degli studenti che vorrebbero approfondire Educazione ambientale, che rispecchia probabilmente una sensibilizzazione crescente nella popolazione giovanile per le questioni legate all’ambiente.

«Erasmus Italiae»: scambi culturali e attività formative tra le province italiane

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

Scambi culturali e formativi nell’ambito del territorio nazionale. Un progetto per dare agli studenti delle superiori l’opportunità di trascorrere almeno un quadrimestre di studi in una provincia diversa da quella di appartenenza, per conoscerne non solo le bellezze culturali ma apprenderne anche i valori industriali e artigianali.

Sono gli obiettivi del Progetto “Erasmus Italiae”, collegato al Protocollo d’intesa firmato dal ministro Lorenzo Fioramonti, e dal presidente dell’Associazione cultura Italiae, Angelo Argento. Nel corso dell’evento, moderato dalla giornalista Rai Maria Soave, sono intervenuti esponenti del mondo dell’impresa, dell’associazionismo e delle professioni. L’imprenditrice Margherita Amarelli, dell’Associazione imprese storiche, lo stilista e maestro d’arte Hicham Ben ‘Mbarek e Yasmeen De Piante, a nome dell’associazione CultYt – Cultura Italiae Young. Il professor Santo Rullo, psichiatra, ha tenuto un intervento relativo ai rischi connessi alla povertà educativa.

«Questo Protocollo offre la possibilità di creare una connessione del vicinato e può aiutare gli studenti, attraverso una mobilità intelligente, a confrontarsi con gli altri territori – ha sottolineato il ministro Lorenzo Fioramonti -. Andare e tornare serve per apprezzare quello che si fa e per capire come migliorarlo. Le scuole sono il cuore pulsante delle comunità ed è proprio dai banchi che può partire la promozione della cultura locale, collegandola anche a fenomeni internazionali».

«La scuola, la formazione, la consapevolezza dei giovani. Con Erasmus Italiae gettiamo un seme – ha dichiarato il presidente dell’associazione Cultura Italiae, Angelo Argento -. Una politica di lungo termine, che rafforza consapevolezza e identità dei nostri ragazzi. Valori essenziali per andare incontro ad opportunità di realizzazione. Questo progetto incarna lo spirito di Cultura Italiae: piccole e grandi azioni che danno corpo ad una visione sul futuro del Paese, incentrata sulla cultura. Per noi, la collaborazione con il Miur è essenziale e speriamo sia il primo passo di un lungo cammino».

Il Protocollo ha l’obiettivo di promuovere l’insegnamento della disciplina di Cittadinanza e Costituzione per educare futuri cittadini responsabili e consapevoli. Miur e Cultura Italiae collaboreranno per realizzare un programma pluriennale di attività che puntino alla valorizzazione delle eccellenze del territorio italiano, in particolare lo sport, la moda, il cibo, l’artigianato, il turismo e la tutela del paesaggio, soprattutto con riferimento alle situazioni di emergenza educativa e alla prevenzione dei fenomeni di disagio sociale.

«Liberi di scegliere»: per dare alternative di vita ai minori delle famiglie della criminalità organizzata

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

«Liberi di scegliere». Si intitola così il Protocollo d’intesa siglato al Miur che vuole dare una opportunità – concreta – ai minori provenienti da famiglie inserite in contesti di criminalità organizzata.

A sottoscrivere l’Intesa è stato il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, con il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede; la ministra per le Pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti; Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo; Giovanni Bombardieri, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria; Roberto Di Bella, presidente del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria; Giuseppina Latella, procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria e Luigi Ciotti, presidente di Libera.

«Ci confrontiamo con un tema molto complesso: come poter dare un’opportunità di vita alternativa a ragazzi e a ragazze che si trovano a nascere e a crescere in contesti familiari che non fanno il loro bene. – ha spiegato Fioramonti – La lotta alla criminalità è articolata ed è compito dello Stato ricreare le condizioni per permettere a tutti i giovani di fiorire».

Il Protocollo vuole offrire un sostegno educativo, formativo, psicologico. Ma anche logistico, economico e lavorativo ai minori e alle loro famiglie nei contesti della criminalità organizzata della provincia di Reggio Calabria.

L’intesa propone una rete adeguata di supporto ai minori e agli adulti che desiderino affrancarsi dalle logiche della ‘ndrangheta. L’Accordo siglato questo pomeriggio al MIUR ha validità di tre anni.

Docenti hanno diritto a ricostruzione di carriera integrale, così stabilisce il Giudice

da Orizzontescuola

di redazione

Riconosciuto al personale scolastico il diritto alla ricostruzione integrale di carriera.

Il tribunale del lavoro di Roma, facendo propri gli orientamenti adottati già da altri giudici italiani, ha riconosciuto il diritto di una dipendente del Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca appartenente al personale del Comparto Scuola, assistito e difeso dagli Avvocati Domenico Naso e Giulia Venanzangeli, ad ottenere la piena valorizzazione nella propria carriera del servizio prestato durante il precariato, in forza di plurimi contratti a termine stipulati con l’Amministrazione scolastica e ripetutamente reiterati.

Il Giudice di Roma, in particolare, ha motivato la propria decisione ritenendo che la normativa interna che disciplina il trattamento economico degli insegnanti, che durante il precariato si vedono negare gli incrementi retributivi che il CCNL di comparto riserva ai soli dipendenti di ruolo e, una volta ottenuta l’auspicata stabilizzazione, si vedono ricostruire solo parzialmente la propria carriera, non sia conforme al principio comunitario di non discriminazione sancito dalla clausola 4 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, il quale vieta l’adozione di un trattamento (anche retributivo) difforme tra dipendenti precari e di ruolo di una stessa PA in assenza di “ragioni oggettive”, le quali, come chiarito a più riprese dalla Corte Europea e dalla Cassazione, non possono essere individuate nella mera temporaneità dell’impiego, bensì in elementi specifici di distinzione delle mansioni espletate e funzioni ricoperte.

Il Giudice capitolino, dunque, osservando come “ricorrono i presupposti per l’applicazione del principio di non discriminazione nel trattamento retributivo tra lavoratori di cui all’art. 4 dell’Accordo Quadro attuato con direttiva 1999/70/CE.

Infatti, la modalità di selezione del personale non incide sulla qualità del lavoro prestato, sicché nessuna ragionevole giustificazione di una disparità di trattamento economico può trarsi da tale argomento.

Né l’amministrazione resistente ha poi indicato alcun elemento o circostanza o modalità di esecuzione che valga a distinguere l’attività lavorativa prestata dal personale assunto a tempo determinato rispetto a quella svolta dai colleghi assunti a tempo indeterminato.

Del resto, tale interpretazione stabilita in via pregiudiziale dalla CGUE costituisce applicazione concreta del principio generale di non discriminazione scolpito dall’art. 21 della Carta dei Diritti Fondamentali UE”, ha ritenuto di concludere che “la progressione economica fondata sulla maturazione dell’anzianità di servizio e disciplinata dall’art. 79 del CCNL e dalle relative tabelle allegate al contratto, costituisca una delle condizioni dell’impiego per le quali opera il principio del divieto di trattamenti differenziati tra lavoratori a tempo indeterminato e lavoratori a tempo determinato stabilito dalla clausola n. 4.1 dell’Accordo.

Tenuto conto che il predetto contratto collettivo non esclude, all’art. 79, espressamente i docenti non di ruolo ed impiegati in virtù di contratti a tempo determinato dalla maturazione degli scatti retributivi di anzianità, esso va interpretato, in modo conforme alla clausola n. 4 dell’Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70, nel senso che gli aumenti retributivi correlati alla maturazione dell’anzianità di servizio competono anche ai lavoratori della scuola assunti in virtù di contratti a tempo determinato.

Nella medesima prospettiva, l’art. 526 del d.lgs. n. 297/1994, nella parte in cui prevede che “al personale docente ed educativo non di ruolo spetta il trattamento economico iniziale previsto per il corrispondente personale docente di ruolo” va interpretato, in modo conforme alla clausola n. 4 dell’Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70, come riferito al trattamento iniziale, relativo, cioè, alla prima assunzione del personale non di ruolo e non come norma che osta al riconoscimento della progressione economica correlata all’anzianità di servizio, disciplinata dalle fonti collettive”.

Alla luce di ciò, il tribunale del lavoro di Roma, sulla scia di quanto già deciso da altri giudici italiani, ha ritenuto illegittima la condotta del Ministero dell’Istruzione che ancora oggi continua a negare il riconoscimento degli incrementi retributivi previsti dal CCNL del Comparto Scuola ai propri dipendenti precari e a decurtare l’anzianità dagli stessi maturata una volta raggiunta la stabilizzazione, condannandolo al pagamento di cospicue differenze stipendiali per un importo complessivo di Euro 12.357,65 nei confronti della lavoratrice ricorrente.

Concorso Dirigenti Scolastici, immessi in ruolo anche candidati con riserva

da Orizzontescuola

di redazione

Concorso Dirigenti Scolastici 2017: verranno immessi in ruolo (con riserva) anche i candidati che figurano con riserva nella graduatoria generale, destinatari di ordinanza favorevole del Consiglio di Stato.

Posti accantonati per candidati con riserva

La nota Miur prot. AOODGPER36621 del 08.08.2019 ha previsto espressamente che:”… Per candidati ammessi con riserva, evidenziati nell’allegato elenco nominativo, dovrà essere accantonato esclusivamente il posto nella regione di destinazione ma non si dovrà procedere all’immissione in ruolo fino a quando il contenzioso pendente non sia risolto a favore degli stessi…”;

Immissione in ruolo con riserva

In seguito con l’ordinanza n. 5399/2019 emessa sul ricorso iscritto al numero di registro generale 8113/2018  il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) “…accoglie l’istanza per l’esecuzione delle misure cautelari disposte con l’ordinanza di questa Sez. VI, n. 5850 del 4.12.2018, e ordina al Ministero appellato di darvi piena ed integrale esecuzione, entro trenta giorni dalla comunicazione della presente…”;

Note Miur

Il Miur è intervenuto con le note prot. AOODGPER46546 e prot. AOODGPER46547 del 30.10.2019 con le quali  ha dato disposizioni circa le modalità di esecuzione delle ordinanze n. 5399/2019 del Consiglio di Stato e 6499/2019 del TAR Lazio precisando di poter procedere alla stipula dei relativi contratti;

Il MIUR ha rappresentato che si dovrà dare esecuzione stipulando con i candidati  “…un contratto con inserimento di condizione risolutiva in caso di mancata conferma della riserva e ripristino dello status quo ante di docente al suo eventuale avveramento…”

I vincitori del concorso indetto con DDG n. 1259 del 23 novembre 2017 inclusi nella graduatoria generale di merito con riserva di cui all’allegato elenco, in caso di esito favorevole all’Amministrazione del giudizio pendente, cesseranno automaticamente dal ruolo dei Dirigenti scolastici con conseguente restituzione al ruolo di provenienza.

I dirigenti neo assunti sono soggetti al periodo di prova disciplinato dal vigente Contratto collettivo nazionale del personale dirigenziale scolastico.

I dirigenti medesimi sono tenuti a permanere nella regione di assegnazione per un periodo pari alla durata minima dell’incarico dirigenziale previsto dalla normativa vigente.

Coloro che rinunciano all’assunzione sono esclusi dalla graduatoria.

Il provvedimento dell’USR Calabria

Fioramonti: sostenibilità introdotta fin dalla primaria con le fiabe. A gennaio pronta formazione docenti

da Orizzontescuola

di redazione

Il New York Times ha pubblicato un articolo sulle dichiarazioni del ministro Fioramonti di introdurre nella scuola italiana l’insegnamento sui cambiamenti climatici e sulla sostenibilità.

Tale decisione porrebbe l’Italia all’avanguardia nei confronti di tutti gli altri Paesi.

Fioramonti ha affermato che le lezioni, inizialmente impartite come parte integrante dell’educazione civica degli studenti, alla fine verranno insegnate in maniera trasversale, le varie materie saranno una sorta di “cavallo di Troia” che farà entrare la sostenibilità in tutti i corsi.

A partire da settembre 2020, dunque, secondo Fioramonti, gli insegnanti di ogni ordine e grado daranno lezioni di cambiamento climatico e sostenibilità ambientale. Saranno 33 ore l’anno di lezione, usate come programma pilota su quanto stabilito dall’agenda sul clima delle Nazioni Unite.

Lo studio della geografia riguarderà anche l’impatto delle azioni umane sul clima nelle diverse parti del pianeta, ha detto inoltre il ministro.

In un’intervista, Fioramonti ha affermato che un gruppo di esperti – tra cui Jeffrey D. Sachs, direttore dell’Harvard Institute for International Development e Kate Raworth dell’Istituto di cambiamento ambientale dell’Università di Oxford – prepareranno il personale del ministero. Entro gennaio, ha detto, il ministero sarà pronto per la formazione degli insegnanti.

Per introdurre la nuova materia ai bambini dai 6 agli 11 anni, ha detto, “stiamo pensando di utilizzare il modello delle fiabe”, in cui storie di culture diverse saranno collegate all’ambiente.

Agli studenti delle scuole medie toccherà invece apprendere maggiori informazioni tecniche e gli studenti delle scuole superiori esploreranno in profondità l’ agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile.

Fioramonti: 33 ore di studio sui cambiamenti climatici. Cambieremo geografia, fisica e matematica

Erasmus+, ecco il bando per il 2020: tutte le scadenze

da La Tecnica della Scuola

La Commissione europea ha pubblicato l’Invito a presentare proposte per il Programma Erasmus+ per il 2020, ultimo anno dell’attuale programma, e la Guida per la presentazione delle candidature.

Il bilancio totale è stimato in 3.207,4 milioni di euro, così suddiviso:

  • istruzione e formazione: EUR 2.943,3 milioni
  • gioventù: EUR 191,9 milioni
  • Jean Monnet: EUR 14,6 milioni
  • sport: EUR 57,6 milioni.

Per quanto riguarda, in particolare, le istituzioni scolastiche, le date da tener presenti per presentare le candidature sono:

  • 5 febbraio 2020, ore 12: Mobilità individuale nei settori dell’IFP, dell’istruzione scolastica e dell’istruzione per adulti
  • 24 marzo 2020, ore 12: Partenariati strategici nel settore dell’istruzione e della formazione.

Documenti da scaricare

Per approfondire

Studenti-atleti, adesioni alla sperimentazione entro l’8 novembre

da La Tecnica della Scuola

Anche per l’a.s. 2019/2020 il Miur ha deciso di implementare il sostegno e il supporto alle scuole nella programmazione di azioni efficaci che permettano di promuovere concretamente il diritto allo studio e il successo formativo degli studenti impegnati in attività sportive agonistiche di alto livello.

Il progetto è rivolto agli istituti di istruzione secondaria di secondo grado, statali e paritari, frequentati da studenti-atleti di alto livello che rientrino nelle tipologie riportate nell’ALLEGATO 1 alla nota 4322 del 4 ottobre 2019.

L’adesione dovrà essere effettuata mediante la presentazione di un’apposita richiesta di ammissione, attraverso una procedura on-line su www.campionatistudenteschi.it.

Le funzioni del portale saranno aperte fino all’8 novembre 2019.

PER APPROFONDIMENTI:

Graduatorie di istituto docenti, entro l’8 novembre la scelta delle sedi

da La Tecnica della Scuola

Il Miur, con nota 46266 del 28 ottobre 2019, ha fornito alcune importanti indicazioni in merito alla scelta delle sedi relativamente alle graduatorie di istituto del personale docente ed educativo (D.D. 9/10/2019 n. 1458).

Innanzitutto, ricordiamo che le funzioni in questione, aperte su POLIS fino alle ore 14 dell’8 novembre 2019, consentono di esprimere le sedi relative all’a.s. 2019/2020.

Nella nota il Miur spiega che gli aspiranti non precedentemente iscritti nelle graduatorie di istituto possono scegliere le istituzioni scolastiche della provincia in cui è ubicata la Scuola alla quale è stato inoltrato il modello di domanda A3.

Invece, i docenti che già figurano nelle graduatorie di qualsiasi fascia per insegnamenti diversi da quelli per i quali si chiede l’inserimento in II fascia aggiuntiva, possono inserire/cambiare una o più istituzioni scolastiche della Provincia di iscrizione, esclusivamente per l’inserimento nella II fascia aggiuntiva per la finestra temporale del 1° ottobre 2019. In particolare, le sedi già espresse ad inizio triennio o in occasione dell’iscrizione nelle precedenti finestre temporali, possono essere cambiate, esclusivamente, con sedi nelle quali sono presengli insegnamenti per i quali si chiede l’inserimento nella finestra temporale del 1° ottobre 2019. Pertanto, non possono essere sostituite le sedi ove risultino già impartiti gli insegnamenti per i quali si richiede l’inserimento in II fascia aggiuntiva nella presente finestra temporale. Ovviamente quanto sopra fermo restando il carattere triennale delle graduatorie di istituto costituite a decorrere dall’a.s. 2017/18.

In caso di sostituzione di sedi, l’aspirante potrà figurare nella nuova istituzione scolastica prescelta, solo relativamente agli insegnamenti per i quali chiede l’inserimento in II fascia aggiuntiva e per il quale ha presentato il modello A3 e non, anche, per gli altri, eventuali, insegnamenti per i quali era precedentemente iscritto nelle sedi sostituite o per i quali risulta iscritto in altra fascia delle graduatorie di istituto di diverse istituzioni scolastiche.

La scuola capofila precedentemente scelta può essere sostituita tra le preferenze, ma rimarrà comunque, per tutta la durata del triennio, referente della trattazione della posizione dell’aspirante.

I docenti che intendano confermare tutte le istituzioni scolastiche espresse negli anni scolastici precedenti ovviamente non sono tenuti a presentare istanza di scelta delle sedi.

A supporto della procedura sono consultabili i seguenti documenti:

Concorso Dsga, come calcolare il voto della prova scritta

da La Tecnica della Scuola

Anche oggi, mercoledì 6 novembre, si stanno svolgendo in tutta Italia le prove scritte per il concorso Dsga.

La procedura, ricordiamo, mette a bando oltre 2004 posti di direttore dei servizi amministrativi scolastici.

La griglia di valutazione della prova scritta sarà predisposta dal comitato tecnico-scientifico di cui all’art. 8 del decreto ministeriale ed è pubblicata sul sito internet del Ministero prima dell’espletamento della prova scritta.

A ciascuna delle prove scritte sarà assegnato un punteggio massimo di 30 punti.

A ciascuno dei sei quesiti a risposta aperta di cui si compone la prima prova scritta, è assegnato un punteggio compreso tra zero e 5 che sia multiplo intero di 0,5.

Alla prova teorico pratica è assegnato un punteggio compreso tra zero e 30.

Accedono alla prova orale i candidati che abbiano conseguito, in ciascuna delle prove, un punteggio non inferiore a 21/30.

Il punteggio delle prove scritte è dato dalla media aritmetica dei punteggi conseguiti in ciascuna delle prove.

Concorso Dsga: i temi da studiare per le prove scritte

I candidati, per la prova scritta, dovranno prepararsi su determinati argomenti, previsti dall‘allegato B:

– Diritto costituzionale e Diritto amministrativo con riferimento al diritto dell’Unione Europea.

– Diritto civile

– Contabilità pubblica in riferimento alla gestione amministrativa delle istituzioni scolastiche

– Diritto del lavoro con riferimento particolare al contratto del pubblico impiego

– Legislazione scolastica

– Ordinamento e gestione amministrativa delle istituzioni scolastiche autonome e stato giuridico del personale scolastico

– Diritto penale con particolare riferimento ai delitti contro la Pubblica amministrazione

IL BANDO (clicca qui)

PROGRAMMA D’ESAME E TABELLA CON VALUTAZIONE TITOLI (clicca qui)

Tempi congrui per le iscrizioni

da La Tecnica della Scuola

L’Anp, l’ Associazione dei presidi,  sottolinea la necessità che in questo anno scolastico, vengano concessi alle scuole tempi più ampi per l’aggiornamento e la pubblicazione del Ptof, facendo coincidere il termine ultimo per l’esecuzione di tali operazioni con l’apertura delle iscrizioni relative all’a.s. 2020/2021.

Ampliamento temporale per le iscrizioni

L’Anp, chiede ancora -come riporta Il Sole 24 Ore- un ampliamento temporale  alle iscrizioni per  garantire  alle segreterie, oberate di lavoro e con organici ridotti, di agire in un contesto operativo più favorevole e alle famiglie, specialmente quelle prive di strumentazione informatica alle quali le scuole offrono un prezioso servizio di supporto, di adempiere adeguatamente ai loro obblighi genitoriali.

L’associazione nazionale presidi auspica, inoltre, che anche le iscrizioni alla scuola dell’infanzia, fino all’a.s. 2019/2020 escluse dalla modalità telematica, possano effettuarsi on line. La richiesta è anche che l’Allegato Scheda A ministeriale rechi il riferimento agli adempimenti vaccinali.

Consiglio orientativo

Anp ritiene opportuno che il riferimento al “consiglio orientativo” espresso dal consiglio di classe per gli alunni delle classi terze della scuola media per supportare le scelte di prosecuzione dell’obbligo d’istruzione trovi collocazione in un paragrafo specifico o nel paragrafo riservato alle scuole secondarie di primo grado.

Dall’8 al 12 novembre studenti e docenti in piazza

da La Tecnica della Scuola

Venerdì 8 novembre 2019 gli studenti scontenti dei mancati investimenti da parte del nuovo Governo giallo-rosso, scenderanno in piazza. Subito dopo sarà la volta dei docenti e del personale delle scuole, che sciopereranno all’inizio della settimana prossima: l’11 e il 12 novembre 2019.

i motivi dello sciopero

Tra le principali lamentele dei ragazzi, secondo Skuola.net, i pochi fondi stanziati per la scuola dell’obbligo.  Ma anche  i temi ambientali avranno un ruolo da protagonisti.

I prof in piazza

L’11 novembre è fissata invece una manifestazione dei sindacati uniti  a Roma dei docenti con presìdi in molte altre città d’Italia. Nella giornata di lunedì verrà contestato soprattutto il fatto che il Governo abbia disatteso gli impegni assunti lo scorso aprile a Palazzo Chigi e poi ribaditi anche ad ottobre, in particolare quelli riguardanti i concorsi e le nuove norme sui diplomati magistrali.

Anief fuori dal coro

Ma  anche martedì 12 novembre 2019 sarà una giornata di sciopero, voluta solamente Anief concentrandosi sulla denuncia del precariato nella scuola unito all’immobilità degli stipendi.