Decreto scuola

Decreto scuola in Gazzetta Ufficiale. Disattesi alcuni impegni del Ministro Fioramonti

Decreto scuola: esclusi i facenti funzione senza laurea.
Ammessi al concorso straordinario, ai soli fini abilitanti,
i docenti con servizio nelle paritarie

In Gazzetta Ufficiale n. 255 del 30 ottobre 2019 è stato pubblicato il Decreto Legge 126 del 29 ottobre contenente alcune misure urgenti per la scuola e gli enti di ricerca.
La norma pubblicata è però difforme su diversi punti rispetto agli impegni assunti dal Ministro Fioramonti con l’intesa del primo ottobre.

Sul piede di guerra i sindacati che annunciano la mobilitazione dei lavoratori con una serie di assemblee che culmineranno il prossimo 11 novembre in un’iniziativa a Roma e diversi presìdi in altre città.

Docenti scuole paritarie e Decreto legge 126/2019

Docenti scuole paritarie e Decreto legge 126/2019 (cd “salvaprecari”)

il governo cambia linea

Anche i docenti in servizio nelle scuole paritarie possono partecipare alla procedura straordinaria di abilitazione prevista dal D.L. 126/2019 entrato in vigore oggi. 

Il ripensamento del Governo sul punto, sollecitato dalle proteste delle paritarie e dalle pressioni del Quirinale e di varie forze politiche e sindacali, non può che essere apprezzato. 

Anche se qualcuno ogni tanto se ne dimentica, le scuole paritarie fanno parte in modo irreversibile del sistema nazionale di istruzione, e questa caratteristica fondamentale dell’ordinamento scolastico italiano deve essere sempre rispettata. 

In primo luogo chiediamo che, come “promesso” le procedure ordinaria e straordinaria di cui al DL n. 126/2019 vengano bandite entro il 2019. 

Occorre inoltre al più presto garantire un sistema di idoneità/abilitazione all’insegnamento cui possano partecipare anche i neo laureati (e i docenti con meno di tre annualità di servizio) e che non sia “dipendente” dalle procedure bandite per la assunzione a tempo indeterminato nei ruoli dello Stato. 

È necessario infine prevedere una norma flessibile, in deroga alla disciplina ordinaria dei tempi determinati, che permetta alle scuole paritarie di ricorrere ai rapporti di lavoro a termine per i docenti che ancora non sono messi in grado di partecipare a procedure abilitanti. 

È fondamentale garantire ai giovani regole certe per poter esercitare la professione docente, al fine di assicurare qualità ed efficacia al sistema scolastico, cardine decisivo per il futuro del paese. 

Roma, 31 ottobre 2019 

GIANCARLO FRARE – Presidente AGeSC 

MARCO MASI – Presidente CdO Opere Educative 

PIETRO MELLANO – Presidente CNOS Scuola 

MARILISA MIOTTI – Presidente CIOFS scuola 

GIOVANNI SANFILIPPO – Delegato per le Relazioni Istituzionali FAES 

VIRGINIA KALADICH – Presidente FIDAE 

LUIGI MORGANO – Segretario Nazionale FISM

Premio di Laurea “Antonio Viezzoli” – VI edizione

  1. PREMESSA

L’Associazione Ordine Scout di San Giorgio (AOSSG) è l’Associazione che riunisce i soci del Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani (CNGEI) che, avendo ricoperto compiti di Capo Unità ed essendosi particolarmente distinti per spirito scout e per spirito di servizio, sono stati insigniti della massima onorificenza associativa. L’Associazione ha raccolto l’eredità morale, culturale e operativa dell’Ordine Scout di San Giorgio.

Per promuovere la conoscenza dello Scautismo e la sua diffusione anche a livello culturale, l’Associazione Ordine Scout di San Giorgio continua a bandire il Premio di Laurea “Antonio Viezzoli”, dedicato appunto a un protagonista insigne dello Scautismo laico italiano, Collare dell’Ordine, fondatore della Scuola Nazionale Capi e Commissario Nazionale alla Formazione del Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani per oltre 25 anni.

Il premio è riservato a 1. elaborati finali e/o tesi di laurea, discussi/e presso Corsi di Laurea triennali e/o specialistici/magistrali di Università Italiane, 2. lavori conclusivi di master annuali/biennali di primo e di secondo livello, 3. dissertazioni di dottorato di ricerca che non siano stati/e oggetto di pubblicazione.

L’argomento della tesi dovrà riguardare problematiche storiche, pedagogiche, psicologiche e/o sociologiche legate allo Scautismo, con particolare attenzione all’evoluzione del mondo giovanile degli ultimi 20 anni e al modo in cui lo Scautismo può/deve confrontarsi con esso al fine di offrire una proposta educativa efficace.

I criteri di valutazione della Commissione Giudicatrice saranno: l’originalità del lavoro, la rilevanza della dimensione empirica, l’analisi dell’evoluzione del mondo giovanile e il potenziale apporto al miglioramento delle pratiche educative dello Scautismo.

  • PREMIO DI LAUREA “ANTONIO VIEZZOLI”: VI EDIZIONE

Con la presente circolare, l’A.OSSG bandisce la VI edizione del Premio di Laurea “Antonio Viezzoli”.

Il premio di laurea sarà assegnato a un laureato o a una laureata, appartenente a un Corso di Laurea triennale o specialistico/magistrale, a un corso master di I e/o di II livello o a una Scuola di dottorato di Università Italiane, che abbia discusso un elaborato finale o una tesi di laurea o una dissertazione di dottorato sull’argomento indicato, nel periodo compreso tra il 16 aprile 2014 e il 23 dicembre 2019. Sono escluse dalla competizione le sei tesi presentate in occasione della V edizione della borsa di studio.

Saranno assegnati due premi: uno di 500 euro per gli elaborati finali di lauree triennali e uno di 1000 euro per tesi di laurea specialistica/magistrale, lavoro finale di master o dissertazione di dottorato di ricerca. Il premio, a insindacabile giudizio della Commissione Giudicatrice, può essere assegnato anche ex-aequo, oppure può non essere assegnato. Sarà data comunicazione ai vincitori entro il 30 aprile 2020.

Le borse di studio saranno assegnare durante i lavori della prima manifestazione/cerimonia di rilevanza nazionale utile successiva alla data di conduzione dei lavori della Commissione. A detta manifestazione/cerimonia si farà in modo che i vincitori possano partecipare e i lavori premiati saranno brevemente presentati al pubblico insieme alle motivazioni del premio.

  • COMPOSIZIONE DELLA COMMISSIONE GIUDICATRICE

La Commissione Giudicatrice che assegnerà il premio sarà composta dai seguenti membri:

Doriano Guerrieri (Presidente dell’Associazione Ordine Scout di San Giorgio – con funzioni di Presidente della commissione), Gianpino Vendola (Capo Scout del CNGEI), Ermanno Zappacosta (Direttore del Centro Studi Scout “Olivo” del CNGEI),  Enrica Corradini Adami (membro dell’Associazione Ordine Scout di San Giorgio), Fiorenzo Della Torre (membro dell’Associazione Ordine Scout di San Giorgio), Nicola Barbieri (professore associato dell’Università di Modena e Reggio Emilia – con funzioni di Segretario della commissione).

Eventuali modifiche in corso d’opera della composizione della commissione, dovute a causa di forza maggiore, saranno decise dal Presidente dell’AOSSG e ratificate dal Consiglio dell’AOSSG.

  • DOMANDE DI PARTECIPAZIONE

Le domande di partecipazione in carta semplice (vedi allegato 1) e tutti i materiali allegati saranno inviate alla

Segreteria del Premio di Laurea “Antonio Viezzoli”

C/O prof. Nicola S. Barbieri

Dipartimento di Educazione e Scienze Umane

Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

viale Antonio Allegri 9, 42121 Reggio Emilia

e dovranno pervenire, salvo diversi accordi, entro e non oltre il 31 dicembre 2019.

Nella domanda i candidati dovranno dichiarare sotto la propria responsabilità:

Nome e cognome

Data e luogo di nascita

Il proprio domicilio eletto ai fini del concorso, il recapito telefonico e l’indirizzo di posta elettronica

Il tipo di diploma di laurea, quando, presso quale Università e con quale valutazione è stato conseguito

Che la copia della tesi di laurea allegata è conforme all’originale depositato presso l’Università di appartenenza

Di autorizzare la pubblicazione del testo integrale o stralci di esso a titolo gratuito

Di autorizzare il trattamento dei dati personali ai sensi della Legge 675/96

Alla domanda si dovrà allegare:

Una copia cartacea della tesi

Una copia della tesi in formato digitale pdf

Sintesi della tesi (cartacea ed  in formato digitale pdf) di non più di 5000 caratteri

La certificazione relativa all’avvenuto conseguimento del titolo.

I materiali inviati non saranno restituiti.

I materiali in formato pdf saranno poi inoltrati ai membri della commissione a cura del presidente e del Segretario della Commissione stessa.

A conclusione del processo di valutazione, tutti i materiali, sia in formato digitale sia in cartaceo, saranno invece fatti pervenire al Centro Studi Scout “Eletta e Franco Olivo” di Trieste, dove saranno custoditi a cura del Direttore in carica.

Per maggiori informazioni e chiarimenti è possibile contattare Nicola S. Barbieri, all’indirizzo e-mail <nicola.barbieri@unimore.it>, o ai recapiti telefonici 0522/523141 (ore ufficio) e 347/1671830.

Doriano Guerrieri (Presidente AOSSG)

Bando approvato dal Consiglio dell’Associazione Ordine Scout di San Giorgio in data 27 Luglio 2019

ALLEGATO 1

DOMANDA DI PARTECIPAZIONE

AL PREMIO DI LAUREA “ANTONIO VIEZZOLI” – VI EDIZIONE

(da far pervenire entro e bon oltre il 31 dicembre 2019)

ALLA Segreteria del Premio di Laurea “Antonio Viezzoli” – VI edizione C/O prof. Nicola S. Barbieri – Dipartimento di Educazione e Scienze Umane – Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia – viale Antonio Allegri 9 – 42121 Reggio Emilia

IO SOTTOSCRITTO/A ………(nome e cognome)……………….

Nato/a a ………………………………… il ……………………………………………………..

chiedo

di partecipare al Premio di Laurea “Antonio Viezzoli” – VI edizione.

 A tal fine dichiaro:

  • di eleggere come domicilio ai fini del concorso il seguente indirizzo:

Via/piazza ……………………….. n. ……….

CAP ……………….. Città…………………………………….. Provincia ………………

Recapito telefonico …………………………….. (casa) …………………………..(lavoro)

…………………………………….. (cellulare)

Indirizzo di posta elettronica …………………………………………………….

  • di essere laureato/a in …………(corso di laurea)………………………………………………..

Presso il Dipartimento/Facoltà di …………………………………………….

Dell’Università degli Studi di ………………………………….

Voto di laurea ………………………….

Tipo di laurea triennale – magistrale/specialistica – master di I/II livello – dottorato di ricerca

  • che la copia della tesi di laurea allegata è conforme all’originale depositato presso l’Università di appartenenza;
  • di autorizzare la pubblicazione del testo integrale o stralci di esso a titolo gratuito;
  • di autorizzare il trattamento dei dati personali ai sensi della Legge 675/96.

Si allegano alla presente domanda:

  • Una copia cartacea della tesi
  • Una sintesi cartacea della tesi di non più di 5000 caratteri
  • La certificazione cartacea relativa all’avvenuto conseguimento del titolo
  • Un CD contenente una copia della tesi in formato digitale pdf, una sintesi della tesi in formato digitale pdf di non più di 5000 caratteri, la certificazione relativa all’avvenuto conseguimento del titolo in formato digitale pdf (questi tre documenti saranno inviati nello stesso formato anche all’indirizzo e-mail del Segretario della Commissione)

Luogo e data …………………………

FIRMA IN ORIGINALE

……………………………..………………

Educazione&Scuola Newsletter n. 1106


Educazione&Scuola Newsletter n. 1106

Ottobre 2019 – XXIV Anno

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Notizie
Elezioni OOCC

Il 31 ottobre è il termine per le elezioni degli OOCC di durata annuale e per il rinnovo annuale della rappresentanza studentesca nel Consiglio d’Istituto e nelle Consulte Provinciali

Revisione PTOF

Eventuale revisione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa entro il mese di ottobre

Prove INVALSI 2020

Le Prove INVALSI si svolgeranno da marzo a maggio 2020, iscrizioni fino al 22 novembre 2019

Giornata ProGrammatica

29 ottobre 2019

Patto per la Ricerca

Camera dei Deputati, 23 ottobre 2019

Protocollo d’intesa Camera-MIUR-Giustizia

Bari, 22 ottobre 2019

Nuova organizzazione MIUR in CdM

Consiglio dei Ministri, 21 ottobre 2019

#IOLEGGOPERCHÉ 2019

19 – 27 ottobre 2019

Protocollo d’intesa MIUR-ANAC

Roma, 16 ottobre 2019

Verifiche solai e controsoffitti

Stanziati 65,9 milioni di euro

Legge di Bilancio in CdM

Il Consiglio dei Ministri il 15 ottobre 2019 approva un DL in materia fiscale e un DdL recante il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e il bilancio pluriennale per il triennio …

DL Scuola in Consiglio dei ministri

Il 10 ottobre il Consiglio dei Ministri approva un decreto-legge recante Misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione …

Erasmusdays 2019

10 – 12 ottobre 2019

Fiera Didacta Italia

Firenze, 9 – 11 ottobre 2019

Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica

Roma, 8 ottobre 2018

FIABADAY 2019

Roma, 6 ottobre 2019

L’Europa inizia a Lampedusa

Lampedusa, 1 – 3 ottobre 2019

Mese dell’educazione finanziaria

Ottobre 2019

Norme

Intesa (MIUR, 29.10.19)

Area Dirigenziale Istruzione e Ricerca

Avviso 29 ottobre 2019, AOODGOSV 22115

ATTIVAZIONE IX EDIZIONE CORSO ONLlNE PER POTENZIARE LE COMPETENZE DIGITALI

Decreto-Legge 29 ottobre 2019, n. 126

Misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti

Nota 28 ottobre 2019, AOODGPER 46266

Graduatorie di istituto personale docente ed educativo. D.D. 9/10/2019 n. 1458. Apertura funzioni POLIS per la scelta delle sedi (mod. B)

Decreto-Legge 26 ottobre 2019, n. 124

Disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili

Nota 25 ottobre 2019, AOODGOSV 21974

“L’italiano sul palcoscenico”: Settima Giornata ProGrammatica con le scuole, 29 ottobre 2019, in collaborazione con Rai Radio3

Nota 24 ottobre 2019, AOODGOSV 21939

Premio “Tullio De Mauro” per docenti e dirigenti scolastici innovatori – IX edizione “Global Junior Challenge”. Roma, 11 – 13 dicembre 2019

Nota 24 ottobre 2019, AOODGOSV 21922

OLIMPIADI DI PROBLEM SOLVING – Informatica e pensiero computazionale

Lettera INVALSI 23 ottobre 2019, Prot.n. 7826

Rilevazione degli apprendimenti degli studenti per l’anno scolastico 2019-20 (prove INVALSI 2020), in ottemperanza a quanto previsto dal D. Lgs. 62/2017, dalla legge 107/2015 e dal D.P.R. 80/2013

Contrasto alla povertà educativa: prorogati i termini per le candidature

Prot. 30924 del 21 ottobre 2019

Intesa (18.10.19)

Docenti diplomati magistrali

Nota 18 ottobre 2019, AOODGOSV 21553

CONCORSO NAZIONALE “10 febbraio”. Arte, Scienze, Cultura, Sport: personaggi illustri del mondo giuliano-dalmata- a.s. 2019-2020

Avviso 16 ottobre 2019, AOODGEFID 30628

AVVISO PUBBLICO PER IL FINANZIAMENTO IN FAVORE DI ENTI LOCALI DI INDAGINI E VERIFICHE DEI SOLAI E CONTROSOFFITTI DEGLI EDIFICI SCOLASTICI PUBBLICI

Nota 14 ottobre 2019, AOODGOSV 21283

Modalità di partecipazione di docenti e scuole al Progetto Nazionale “Rinnovamento del curricolo del Liceo Classico” e accesso al Portale della Rete Nazionale dei Licei Classici per l’a.s. 2019/2020

Nota 14 ottobre 2019, AOODGOSV 21278

X Seminario nazionale 2019. Le vicende del confine orientale e il mondo della scuola. L’identità storica, sociale e culturale italiana nell’ Adriatico orientale. Trieste 7 – 9 novembre 2019

Organico Dirigenti scolastici A.S. 2019/2020

MIUR, 14 ottobre 2019

Decreto-Legge 14 ottobre 2019, n. 111

Misure urgenti per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell’aria e proroga del termine di cui all’articolo 48, commi 11 e 13, del decreto-legge 17 …

Nota 11 ottobre 2019, AOODGSIP 4446

Monitoraggio progetti relativi alle aree a rischio, a forte processo migratorio e contro l’emarginazione scolastica – a.s. 2018-2019

Legge Regione Puglia 11 ottobre 2019, n. 46

Modifiche e integrazioni alla legge regionale 4 dicembre 2009, n. 31 (Norme regionali per l’esercizio del diritto all’istruzione e alla formazione)

Nota 11 ottobre 2019, AOODGSIP 4445

Progetto “Bimbinsegnantincampo… competenti si diventa!” – percorso ludico-motorio per la Scuola dell’Infanzia. Adesioni 2019/20

Nota 11 ottobre 2019, AOODGSIP 4447

Concorso nazionale “I Linguaggi dell’immaginario” IV^ Edizione – 2019/20

Nota 9 ottobre 2019, AOODGPER 1458

Decreto Dipartimentale n 1458 del 9/10/2019. Integrazione graduatorie di istituto del personale docente, in attuazione del D.M. 3 giugno 2015 n. 326, come modificato dal D.M. 15 luglio 2019 n. 666

Legge costituzionale (8.10.19)

Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari

Bando 8 ottobre 2019, MiBAC C-LL 1624-P

FINANZIAMENTO DI POLI DI BIBLIOTECHE SCOLASTICHE PER LA PROMOZIONE DEL LIBRO E DELLA LETTURA – ANNO 2019

Nota 8 ottobre 2019, AOODGSIP 4363

Proroga adesioni “Scuola Amica delle bambine, dei bambini e degli adolescenti”, promosso da MIUR ed UNICEF per l’a.s. 2019/2020

Nota 4 ottobre 2019, AOODGOSV 20666

UNESCO ICT PRIZE

Nota 4 ottobre 2019, AOODGSIP 4322

Progetto didattico sperimentale studente-atleta di alto livello – D.M. 10 aprile 2018, n. 279. A.S. 2019 – 2020

Nota 2 ottobre 2019, AOODGPER. 43439

Rinnovo delle reti tra le istituzioni scolastiche riferite agli ambiti territoriali per le attività formative e di conferma/modifica delle scuole polo per la formazione

Intesa (MIUR, 1.10.19)

Reclutamento e precariato della scuola

Nota 1 ottobre 2019, AOODGOSV 20401

Modalità di partecipazione di docenti e scuole al progetto Nazionale PP&S, a sostegno della didattica nella disciplina di Matematica, per l’a.s. 2019/2020

Nota 1 ottobre 2019, AOODGSIP 4262

Piano di attuazione l.107/2015: elezioni dei rappresentanti degli studenti delle Consulte Provinciali – biennio 2019 – 2021

Nota 1 ottobre 2019, AOODGOSV 20404

Modalità di partecipazione di docenti e scuole al progetto Nazionale LS-OSAlab a sostegno della didattica nelle discipline di Fisica e Scienze e di Matematica, per l’a.s. 2019/2020

Nota 1 ottobre 2019, AOODGOSV 20399

Elezioni degli organi collegiali a livello di istituzione scolastica – a.s. 2019/2020

Rubriche

in Bacheca della Didattica

Per una programmazione didattica integrata

di Pier Gavino Sechi

Il dirigente scolastico nel sistema delle sanzioni disciplinari

di Francesco G. Nuzzaci

Intellettuali e Scuola

di Stefano Stefanel

Portfolio delle Competenze di Cittadinanza

di Giuseppe Adernò

Europ@ Fondi Strutturali di Fabio Navanteri


in Handicap&Società di Rolando Alberto Borzetti

FAQ Handicap e Scuola – 64

a cura dell’avv. Salvatore Nocera e di Evelina Chiocca

FAQ Handicap e Scuola – 63

a cura dell’avv. Salvatore Nocera e di Evelina Chiocca

in InformagiovaniLa Rete di Vincenzo Andraous

I traditori e gli indifferenti

di Vincenzo Andraous

in LRE di Paolo Manzelli

NEW TRENDS IN NEURO SCIENCE

di Paolo Manzelli

CARE WITH THE LASER LIGHT OR LED

di Paolo Manzelli

Green Marketing and Cultural Eco-innovation

di Paolo Manzelli

L’acqua e la vita

Firenze, 18 ottobre 2019

in Recensioni

R. Postorino, La stanza di sopra

di Antonio Stanca

J. Deaver, Promesse

di Antonio Stanca

P.L. Coda, Sherlock Holmes sulle tracce di Dante Alighieri

Il mistero dei robumani

in Statististiche

Report Insegnamento Storia

GILDA-SWG

Principali dati della scuola – Avvio Anno Scolastico 2019/2020

MIUR – Ufficio Gestione Patrimonio Informativo e Statistica


in Tiriticcheide di Maurizio Tiriticco

Del web e del linguaggio

di Maurizio Tiriticco

Manuale di Educazione Civica

di MaurizioTiriticco

Autonomia e differenziazione

di Maurizio Tiriticco

Nazistelli senza storia!

di Maurizio Tiriticco

I giovani hanno bisogno di storia!

di Maurizio Tiriticco

Rassegne a cura di Fabio Navanteri

Stampa

Sindacato

Gazzetta Ufficiale

Tar Lazio, la mancata comunicazione sul superamento del monte ore di assenze annulla la bocciatura

da Il Sole 24 Ore

di Pietro Verna

Il Tar Lazio fissa i “paletti” al provvedimento di non ammissione alla classe successiva e alla organizzazione di corsi di recupero. E’ l’effetto della sentenza 11231 del 23 settembre 2019 con la quale i giudici amministrativi capitolini hanno stabilito che: l’omessa comunicazione del superamento del monte ore di assenza dalle lezioni è causa di annullamento del provvedimento di non ammissione alla classe superiore; la mancata attivazione di corsi di recupero «si basa esclusivamente sulla constatazione oggettiva dell’insufficiente preparazione dello studente e sul grado di maturazione personale dello stesso».

Nel ricorso proposto dinanzi al Tar, i genitori di un liceale avevano impugnato il provvedimento con il quale il Consiglio d’istituto aveva deciso di non ammettere lo studente alla classe successiva «per aver superato il numero di assenze previsto dalla legge ai fini della validità dell’anno scolastico» e per «gravi insufficienze in matematica e informatica».

Decisione che i ricorrenti avevano ritenuto illegittima per due ordini di motivi. In primis perché il numero di assenze indicate negli atti d’ufficio era diverso da documento a documento (272 ore nel registro elettronico; 118 ore nella pagella finale; 270 ore nella comunicazione di non ammissione) e per la mancata segnalazione del rischio di «superamento del monte ore». In secondo luogo perché a fronte di «un’unica insufficienza» l’amministrazione scolastica avrebbe dovuto «sospendere il giudizio sull’ammissione […] fino all’esito dello svolgimento dei corsi di recupero». Argomentazioni che la sentenza in narrativa ha parzialmente accolto. Il Collegio ha infatti confermato l’indirizzo giurisprudenziale secondo cui:
– la “bocciatura” necessita di una motivazione che tenga conto «delle possibili azioni che la scuola avrebbe potuto porre in essere […] mediante comunicazioni alla famiglia o la convocazione dei genitori al fine di rendere noti i rischi di una non ammissione (Tar Puglia- Lecce, sentenza 899 del 25 maggio 2018);
– in tema di giudizio di valutazione, non possono incidere sulla legittimità del giudizio di non ammissione di un alunno alla classe superiore l’incompleta, carente o omessa attivazione di corsi di recupero «con la conseguenza che anche se l’istituto nulla avesse disposto al riguardo, tanto non costituirebbe […] un’omissione rilevante» ( Consiglio di Stato, sentenza 236 del 17 gennaio 2011).

Sei studenti su 10 si annoiano in classe

da Il Sole 24 Ore

Sei studenti su 10 si annoiano in classe, la metà degli studenti crede che la scuola non possa aiutarli a sviluppare la loro creatività, e quasi uno studente su due sogna una scuola con grandi spazi e laboratori in cui studiare. Alla domanda “mi piace studiare” solo 7% degli intervistati ha risposto positivamente. Sono alcuni dati del questionario somministrato a 1.300 alunni ed esposti da Maurizio Maglioni, presidente Flipnet in occasione del V convegno nazionale Flipnet «Questa scuola non fa per me. Proposte innovative di creatività, inclusione, benessere e libertà» presso l’Università Roma3.

L’emergenza
Risultato? Il primo è che dei 590 mila adolescenti che iniziano le scuole superiori statali almeno 130mila non arriveranno al diploma. Il secondo risultato, non meno allarmante, è che tra i ragazzi che stanno 13 anni, cioè 18mila ore, 40mila si diplomano ma non riescono a leggere un testo e rispondere a tre semplici domande. Si chiama analfabetismo funzionale.

Alcuni spunti
Con questo sconcertante panorama di riferimento si sono confrontati i relatori del Convegno e della tavola rotonda che hanno via via illustrato possibili antidoti e soluzioni alla dispersione scolastica che resta “il” vero problema della scuola oggi: dal service learning di Simone Consegnati (Lumsa) all’autoimprenditorialità di Daniele Manni, dalla didattica capovolta di Flipnet presentata da Maurizio Maglioni alle proposte di “A scuola senza zaino” di Marco Orsi, dall’educazione diffusa di Paolo Mottana (università Bicocca) all’Universal Design for Learning di Giovanni Savia. Tutte proposte che mirano a cambiare il paradigma dell’apprendimento passando dalla logica della trasmissione a quella della facilitazione, dal docente primo attore al docente coach, dall’alunno spettatore all’alunno protagonista, dalla noia al divertimento, dalla passività all’impegno.

Asili nido, spesa media da 303 euro al mese. Resta il forte divario Nord-Sud

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

Una famiglia media italiana, con un bimbo al nido, spende al mese 303 euro nell’anno in corso, +0,9% rispetto al 2018/19. I dati arrivano dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, realizzato nell’ambito del progetto “Consapevolmente consumatore, ugualmente cittadino”, finanziato dal ministero dello Sviluppo economico e mostrano una Italia divisa su tariffe, posti disponibili, agevolazioni per le famiglie: al Nord si registrano le rette più alte, ma anche maggiori misure di agevolazione per le famiglie; il Sud invece più contenuto sui costi, seppur in aumento rispetto all’anno precedente, pecca sulla disponibilità di posti.

La retta più alta è in Trentino Alto Adige, pari a 472 euro in media, quella più bassa in Molise, 169 euro. Le regioni settentrionali si caratterizzano per una spesa media per le famiglie più elevata, ma in decremento rispetto all’anno precedente, stabile la spesa al Centro e in aumento invece nelle regioni meridionali (+5,1%). Lecco è il capoluogo più costoso con 515 euro di spesa media a famiglia, Catanzaro il più economico con 100 euro. Ad Andria incremento boom del 105,5% (si passa dai 146 euro del 2018/19 ai 300 euro dell’anno in corso).

A livello comunale, il 48% prevede esenzioni dal pagamento della retta per le famiglie in stato di disagio economico e già seguite dai servizi sociali. A livello regionale, dieci regioni quasi esclusivamente del Centro Nord (Emilia Romagna, FVG, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta) hanno emanato disposizioni per contenere o abbattere i costi a carico delle famiglie.

In relazione alle Carte dei servizi, essa è presente nell’81% delle amministrazioni prese in esame, ma anche questo dato mostra molte discrepanze territoriali: la carta è assente nel 40% dei capoluoghi di provincia del Sud, nel 12,5% di quelli del Centro e nel 6% dei capoluoghi del Nord. Sono previsti strumenti per rilevare la soddisfazione delle famiglie nell’80% delle Carte dei servizi dei capoluoghi settentrionali, nel 67% di quelli dell’Italia centrale e nel 43% dei capoluoghi del Sud.

Con riferimento al rapporto numerico fra educatori e bambini, le singole leggi regionali stabiliscono misure differenti: ad esempio, nella fascia 0-12 mesi si va da 1 educatore ogni 5 bambini in 8 regioni, ad 1/6 in sette regioni, 1/7 in due regioni, fino ad arrivare ad 1/8 in quattro regioni.

Azzolina: prevedere deroghe per le assenze dei figli di detenuti

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

«Con la circolare emanata dal Miur sulle assenze scolastiche dei figli delle persone detenute si compie un passo avanti importante a tutela di questi ragazzi». Lo afferma la sottosegretaria all’Istruzione Lucia Azzolina. «È una circolare che ho personalmente
sollecitato, anche su segnalazione del mio collega parlamentare Raffaele Bruno, che conosce bene il tema ed è impegnato in un capillare tour nelle carceri alla scoperta delle buone pratiche e dei laboratori teatrali che saranno oggetto di una specifica mozione di cui sarà primo firmatario», aggiunge Azzolina.

La normativa attuale consente alcune eccezioni alla frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale necessaria per l’ammissione alla classe successiva. I collegi dei docenti possono infatti disporre motivate deroghe, ad esempio per casi che riguardano gravi motivi di salute adeguatamente documentati, donazioni di sangue, terapie e/o cure programmate,
partecipazione ad attività sportive e agonistiche organizzate da federazioni riconosciute dal Coni, motivi religiosi.

«Con la circolare si guarda, finalmente – sottolinea Azzolina – anche alle esigenze degli alunni e degli studenti figli, o parenti entro il secondo grado, di persone detenute e alle assenze che sono costretti a fare per andare in visita dai loro cari. Normalmente queste assenze vengono comprese nel monte ore annuale complessivo e spesso concorrono al raggiungimento della soglia massima consentita, mettendo a rischio l’anno scolastico di questi ragazzi. Una beffa. Soprattutto – prosegue Azzolina – se si considera il fatto che in molti istituti di pena il giorno del ricevimento è stabilito in modo rigido, non cade necessariamente nel fine settimana e si può determinare, di conseguenza, una reiterazione delle assenze. Per questo motivo abbiamo invitato le istituzioni scolastiche a porre particolare attenzione alla condizione di questi alunni e a inserire fra le possibili deroghe relative alle assenze anche queste visite, qualificandole come ”ricongiungimento temporaneo e documentato al genitore sottoposto a misure di privazione della libertà personale”. Credo sia un bel gesto di attenzione e civiltà. Che evita un danno ulteriore a ragazzini che affrontano già evidenti difficoltà».

Esami di Stato 2019/20, scadenze e modalità domande candidati interni ed esterni. Nota MIUR

da Orizzontescuola

di redazione

Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione – anno scolastico 2019/2020 – Candidati interni ed esterni: termini e modalità di presentazione delle domande di partecipazione. Nota Miur.

Candidati interni: studenti dell’ultima classe (termine presentazione domande: 30 novembre 2019); studenti della penultima classe – abbreviazione per merito (termine presentazione domande: 31
gennaio 2020).

In base all’articolo 13 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, sono ammessi a sostenere l’esame di Stato in qualità di candidati interni gli studenti che hanno frequentato l’ultimo anno di corso dei percorsi di istruzione secondaria di secondo grado presso istituzioni scolastiche statali e paritarie.

Sono ammessi, ai sensi dell’articolo 13, comma 4, del d. 19s. n. 62 del 2017, a domanda, direttamente all’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo, gli studenti che hanno riportato, nello scrutinio finale della penultima classe, non meno di 8/10 in ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con l’attribuzione di un unico voto secondo l’ordinamento vigente e non meno di 8/10 nel comportamento, che hanno seguito un regolare corso di studi di istruzione secondaria di secondo grado e che hanno riportato una votazione non inferiore a 7/10 in ciascuna disciplina o gruppo di discipline e non inferiore a 8/10 nel comportamento negli scrutini finali dei due anni antecedenti il penultimo, senza essere incorsi in non ammissioni alla classe successiva nei due anni predetti.

Candidati esterni: termine presentazione domande: 30 novembre 2019. Sono ammessi in qualità di candidati esterni coloro che:

  • compiano 19 anni entro l’anno solare in cui si svolge l’esame e dimostrino di aver adempiuto all’obbligo di istruzione;
  • possiedano un diploma di scuola secondaria di I grado da un numero di anni almeno pari a quello della durata del corso prescelto, indipendentemente dall’età;
  • abbiano cessato la frequenza dell’ultimo anno di corso prima del 15 marzo 2020;
  • possiedano titolo conseguito al termine di un corso di studio di istruzione secondaria di II grado di durata almeno quadriennale del previgente ordinamento o siano in possesso di diploma professionale di tecnico di cui all’articolo 15 del d. 19s.n. 226 del 2005.

Modalità presentazione domande

I candidati interni presentano domanda di immissione agli esami di Stato al dirigente scolastico/coordinatore didattico dell’istituzione scolastica da essi frequentata.

I candidati esterni presentano domanda all’Ufficio scolastico regionale territorialmente competente.

Nota Miur esami di Stato

dichiarazione sostitutiva

Modello_Domanda_candidato_Esterno

Decreto scuola, il 25 novembre inizia la discussione in Aula alla Camera

da Orizzontescuola

di redazione

Decreto scuola: si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e poi ci sarà il via libera all’iter parlamentare.

E’ già stata fissata al 25 novembre l’avvio della discussione generale in Aula alla Camera. E’ stato deciso dalla conferenza dei capigruppo  a Montecitorio.

Sarà dunque tempo di emendamenti per modificare ancora alcuni ulteriori aspetti del decreto.

Decreto scuola, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Ecco il testo

Per una programmazione didattica integrata

PER UNA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA INTEGRATA

di Pier Gavino Sechi

… saggezza è saper stare con la differenza
senza voler eliminare la differenza
                                  Gregory Bateson

La scuola in queste settimane attraversa la fase cruciale della programmazione dell’attività didattica  per l’anno scolastico in corso. Pertanto il dilemma annoso (e appunto annuale) che interpella ciascun docente è come conciliare la profondità con cui trattare ciascun argomento e la necessità di metterlo in relazione con quelli dei propri colleghi, per un più efficace apprendimento da parte degli allievi.

Lungi dal voler indicare in questa sede ricette e soluzioni valide per ogni contesto, nondimeno, col presente contributo proveremmo a suggerire una proposta basata sulle competenze di cittadinanza, (per le quali è assegnata una votazione nel nuovo di esame di Stato) in funzione di cerniera tra le altre discipline didattiche.

E ciò andando in una certa misura “fuori pista” rispetto ai manuali dedicati all’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione, specie rispetto a quelli che trattano una serie di argomenti di diritto incentrati perlopiù sull’analisi di alcuni articoli della Costituzione, finendo spesso, però, per riprodurre in scala ridotta i contenuti delle materie giuridiche ove già presenti tra le materie insegnate o per fornire al massimo uno scarno vademecum per il buon cittadino, laddove tale materia non è insegnata (come nei licei…dai quali si suppone esca tuttora la maggior parte dei futuri amministratori della cosa pubblica). Ovviamente con ciò non si vuole esprimere una critica nei confronti di uno strumento, come il libro di testo, che di più non può offrire, quanto mettere l’accento sul fatto che il cittadino di oggi, rispetto alla complessità delle moderne società, avrebbe bisogno di una palestra di riflessioni e di prove per la gestione e di progettazione delle strategie di condotta che possano essere all’altezza di quella complessità. Consci che ciò non possa essere tentato se non a scuola…se no dove? e quando?

Di qui una proposta per la programmazione curriculare integrata, che cerchi di collegare un significativo numero di discipline sulla base di nuclei tematici suggeriti dalle competenze di cittadinanza e costituzione, in particolare l’imparare ad imparare[1],  che, lungi dall’esaurire i contenuti di ciascuna, facciano da collegamento, come un ipertesto che alla bisogna offre tutti gli ulteriori approfondimenti specifici.

Per la sua esposizione ci serviamo della sottostante tabella, persuasi dall’idea che le difficoltà nel programmare possano dipendere anche dal ridotto uso di strumenti operativi che rendano “maneggiabile” e “maneggevole” un insieme di contenuti complessi.

Essa presenta nella prima colonna l’elenco delle materie scolastiche che siamo riusciti, in qualche misura, a collegare e nella seconda le competenze  che da esse scaturiscono come frutto di un incontro  destinato a diventare sempre più profondo. La terza è dedicata, invece, alle metodologie didattiche e ai testi da cui trarre qualche spunto di partenza…La riga finale è dedicata, da ultimo, a quei presupposti che un consiglio di classe coeso potrebbe/dovrebbe condividere anche grazie ad uno specifico momento formativo,  per rendere più efficace il lavoro interdisciplinare.


  MATERIE
LA COMPETENZA DI CITTADINANZA IMPARARE AD IMPARARE (e le sottocompetenze) TEMATICHE DI RACCORDO METODOLOGIE
FILOSOFIA RELIGIONE DIRITTO Come leggere i problemi e  impostare una strategia efficace (sapendone stimare la riuscita)…tenendo conto dei diversi livelli di azione… (tenendo conto delle divisione tra filoni di pensieri che esigono o meno una coerenza tra di essi) Le leggi del cambiamento in relazione alla tripartizione medioevale dei livelli personale, sociale e “globale”
La filosofia della crisi ecologica
L’egoismo “intelligente” Il concetto di tempo: rapporto tra tempo cronologico e tempo cairologico o opportuno.
Brainstorming sulle domande di fronte alla crisi ecologica (spunti da Alberto Melucci, L’invenzione del presente, 1991, da Vittorio Hӧsle, Filosofia della crisi ecologica, 1991 e da Aldo Sacchetti L’uomo antibiologico, 1985) Adozione del progetto “Il carrello della spesa”[2]
BIOLOGIA,  SCIENZE, SCIENZE MOTORIE DIRITTO ED ECONOMIA …dei vincoli pico-fisici della specie umana…che si riflettono in quelli di ciascuno (per farlo bisogna sottoporsi a prove…psico-fisiche) La teoria dell’errore evolutivo dei due cervelli. Il funzionamento della mente Con riferimento a quella della millennial generation La resilienza Lo sport come strumento di conoscenza delle proprie caratteristiche fisico atletiche La classificazione ICF[3]: una possibile cornice per cogliere le molteplici dimensioni dell’uomo.
DIRITTO/ ECONOMIA DISCIPLNE SPORTIVE …dei vincoli giuridici e materiali imposti dalle organizzazioni…imparando a cogliere le opportunità, prendere le decisioni collettive, sapendo COOPERARE E DIFENDERSI DALLE STRATEGIE DISTRUTTIVE. SAPER FARE GIOCO DI SQUADRA, CONCILIANDO POTENZIALITA’ PERSONALI E SUCCESSO DI SQUADRA Il concetto di sistema  Le regole del cambiamento per strategia individuale (dittatura) o per coinvolgimento (democrazia) La cittadinanza attiva. I limiti dello sviluppo (insostenibile) Spunti da Edgar Morin, Il Metodo, Ordine, disordine e organizzazione, 1994.  Elaborazione di un regolamento di classe[4]. La metafora dell’astronave (spunti da The economics of the coming spaceship Earth di Kenneth Boulding)  
MATEMATICA DISCIPLIE SPORTIVE DIRITTO ED ECONOMIA DELLO SPORT RELIGIONE …E PROGETTARE…contesti inclusivi…DI CUI L’EVENTO SPORTIVO PORTEBBE RAPPRESENTARE UN IMPORTANTE ESEMPIO La teoria dei giochi Giochi a somma zero e a somma diversa da zero… cooperazione come valore culturale da costruire in alternativa all’egoismo distruttivo   Il dilemma del prigioniero (Spunti da Robert Axelrod Giochi di reciprocità, 1985)  
ARTE RELIGIONE …per lasciare testimonianze tangibili La creatività e la serendipità. Esempi di problem solving applicati all’architettura e alle grandi opere. La scuola aperta al territorio come agente che contribuisce alla crescita del contesto sociale in cui è inserita Le figure ambivalenti e la Gestalt (spunti da Donatella Cesareni, M. Beatrice Ligorio, Nadia Sansone, Fare e collaborare: L’approccio trialogico nella didattica. 2018)  
    STORIA E LETTERATURA …attingendo dal passato per evitarne gli errori come dimostrano le strategie di azione dei personaggi storici.   I concetti di cambiamento di tipo 1 e di tipo 2 (Spunti da Change di Paul Watzlawick) e proposte per lo studio della storia vista come susseguirsi di forme sociali legate alle forme di energia (spunti da Ervin László Evoluzione? 1986) Studio di esempi storici e di attualità in cui la soluzione diventa il problema… (Spunti da Paul Watzlawick, Change, 1974 e per un’applicazione “non ortodossa” ai temi dello sviluppo del mezzogiorno italiano, da Tonino Perna, Lo sviluppo insostenibile, 1994)
CONTENUTI COMUNI PSICOLOGIA funzionamento della mente, i neuroni specchio, le difese dell’io, il comportamentismo e il rinforzo positivo e negativo, la pragmatica della comunicazione umana, l’intelligenza emotiva, la gestione dei sentimenti, i processi di attribuzione delle cause interne ed esterne del proprio comportamento[5], l’ottimismo, il dialogo interiore, il concetto di io temporale, le posizioni esistenziali e l’assertività. La resilienza. SOCIOLOGIA la teoria dei gruppi e delle fasi di vita dei gruppi, la società liquida. PEDAGOGIA strategie di insegnamento e di gestione del gruppo classe, le ricompense intrinseche ed estrinseche, la maieutica reciproca. LOGICA la teoria dei sistemi e dei tipi logici, i tipi di cambiamento: cambiamento 1 e cambiamento 2.

A commento, si può affermare che per una programmazione condivisa, posto che nessun docente può conoscere tutti i contenuti delle discipline didattiche dei colleghi, risulta indispensabile, oltreché individuare tematiche di cerniera, come nella nostra proposta le competenze di cittadinanza ed in particolare l’apprendere ad apprendere, individuare i punti di raccordo tra le discipline in modo tale che ciascuna possa saldarsi ad una struttura portante sufficientemente  salda (una sorta di pattern o trama che ricorda la struttura che connette di cui parlava Gregory Bateson).

Come si vede, il filo conduttore del lavoro da presentare all’esame di Stato lo abbiamo espresso nella seconda colonna in forma discorsiva, in modo tale da essere sempre facilmente rintracciabile dagli alunni e fare da filo rosso per gli insegnanti. Tale filo conduttore si incentra sulla necessità di affrontare con strategie adeguate i problemi, tenendo conto dei vincoli sia a livello di specie che a livello personale attraverso la valorizzazione della sottocompetenza del problem solving[6].

Non sfugge che della competenza dell’imparare ad imparare si sia data una valenza metacognitiva ossia come passaggio tra le conoscenze e le competenze. Perché riteniamo che solo se gli alunni imparano a riflettere sul percorso che stanno sviluppando col docente e quindi sui presupposti delle scelte che si compiono, solo allora si danno le condizioni perché esso sia una vera prova di ciò che dovranno fare in futuro e in autonomia.

Una parola va, infine, spesa per la terza colonna e l’ultima riga.

Le metodologie didattiche possono essere concepite come strumenti ai quali ricorrere per rendere la lezione più coinvolgente, ma soprattutto devono riferirsi al ragionamento che l’insegnante fa in ordine alla scelta degli strumenti stessi e dell’organizzazione dell’ambiente di apprendimento. Ciò è importante sottolinearlo perché le due dimensioni sono intimamente legate ma non a doppia mandata: si possono avere a disposizione, infatti, le migliori e performanti dotazioni strumentali ma se manca la seconda la lezione ritorna ad essere una lezione frontale improntata alla pedagogia delle domande illegittime cui si riferisce Heinz von Foerster: l’insegnante espone ciò che l’allievo dovrà replicare senza che vi sia ampliamento dell’esperienza.

Ecco che allora diventa fondamentale per essere sempre in collegamento con la dimensione metodologica di questo secondo livello, quelle conoscenze esposte nell’ultima riga.

Si tratta dello stretto necessario perché i docenti del consiglio di classe condividano alcune coordinate di massima sul piano concettuale per rimanere sintonizzati una volta che, prese le decisioni programmatiche e  passati alla fase operativa, si troveranno ad affrontare le incertezze del percorso di attuazione della programmazione.  Toccando con mano che le competenze strategiche che si cerca con tanto impegno di insegnare agli alunni devono essere agite innanzitutto dagli insegnanti stessi.

Una condivisione di questo genere, come intuibile, non può prescindere dalla partecipazione comune di un percorso formativo in grado di attivare (secondo l’approccio autoriflessivo di Donald Schӧn[7]), competenze analoghe a quelle poi da implementare nelle proprie classi. E ciò sia per soddisfare la precondizione educativa per cui nulla può essere richiesto agli allievi di ciò che il docente non è in grado di fare e dimostrare, sia per la funzione peculiare cui deve assegnarsi alla formazione stessa, quale percorso in cui fare proprie le competenze gestionali del percorso educativo, ossia quel qualcosa che va oltre la conoscenza dei contenuti da trasmettere agli allievi e che si situa sul versante del come insegnarlo e di quali contesti essere in grado di progettare per rendere possibile il processo di insegnamento-apprendimento.

Per suggerire un’idea con cui dare impulso alla programmazione integrata potrebbe essere utile individuare un termine tra quelli più capaci di operare molteplici collegamenti tra le discipline. A noi pare sufficientemente ampio e ricco di implicazioni quello di SISTEMA, sul quale fare un brainstorming[8] di ulteriori termini e concetti (espressi con una, al massimo due parole) in modo tale da cominciare ad individuare l’ossatura della struttura portante della programmazione. Così,  sempre a titolo esemplificativo, i docenti potrebbero indicare i seguenti concetti:

sistema: vivente, giuridico, economico, filosofico, urbano, architettonico, religioso, nervoso, umano….

Dal brainstorming quindi si potrebbe passare a disporre al centro di un cartellone il termine iniziale prescelto (sistema, appunto) e a raggera i diversi ulteriori concetti, che, data appunto la ricchezza del concetto iniziale, risultano essere tutti suoi aggettivi.

I termini posti a raggera potrebbero essere quindi numerati per dare un’impostazione crono-logica al loro sviluppo secondo la nostra proposta di procedere dal personale (ma in tal caso persino da quello cellulare) sino al globale…

All’inizio il tempo da dedicare alla trattazione del concetto dal punto di vista di ciascuna singola disciplina può essere contenuto in un’ora a settimana, riservando periodicamente un’ulteriore ora a rotazione per fare il punto sui collegamenti con le altre materie che gli allievi sono in grado di fare.

Lo strumento che potrebbe rivelarsi utile affinché gli alunni abbiano la possibilità di tenere presente il filo conduttore che attraversa le diverse discipline è costituito, come detto, dall’ipertesto utile per l’archiviazione dei risultati dell’apprendimento via via che si sviluppa.

Auspicabile potrebbe essere, come suggerito dall’approccio trialogico[9], prevedere inoltre un momento in cui gli alunni presentino il frutto del loro lavoro all’intera comunità scolastica tramite un breve seminario come occasione per testare e sviluppare le ulteriori competenze di cittadinanza connesse alla capacità di parlare in pubblico ed illustrare risultati di un lavoro di gruppo per recepirne le critiche e le proposte di miglioramento.


[1] Per una definizione di tale competenza vedi https://cutt.ly/8eiIRB1

[2] Per una descrizione del progetto cfr https://cutt.ly/6eu8ZeQ

[3] Per una sintetica descrizione cfr https://tinyurl.com/yytnz22a

[4] Per la descrizione di un’esperienza condotta all’interno di una classe cfr https://cutt.ly/eeu8J5s

[5] Sul punto si propone Martin Seligman, Imparare l’ottimismo, Firenze 2009.

[6] Per una sua definizione vedi il sito https://cutt.ly/BeiIv3u

[7] Donald A, Shӧn, Il Professionista riflessivo, 1983

[8] Per una sua definizione cfr https://tinyurl.com/yy9sneaw

[9] Donatella Cesareni, M. Beatrice Ligorio, Nadia Sansone, Fare e collaborare: L’approccio trialogico nella didattica.  2018

ATA: poche assunzioni, stipendi di 1.000 euro, compiti sempre più complessi

da Orizzontescuola

di redazione

Amara lettera di inizio anno a cura del Dipartimento stampa Feder.ATA.

Carissimi colleghi e compagni di sventura Il tempo passa e un altro anno scolastico ormai è iniziato fra mille problemi ennesime discriminazioni e solita scontata mancanza di considerazione nei confronti del personale ATA.

Purtroppo tutte le nostre giuste rivendicazioni che esplicitiamo di seguito passano in secondo piano, anzi scompaiono addirittura, di fronte a quanto successo a Milano, perché nulla è paragonabile alla vita di un nostro piccolo alunno che non c’è più a seguito di un tragico incidente accaduto nella sua scuola durante l’orario scolastico; profondamente colpiti siamo vicini alla famiglia in questo terribile momento ed evitiamo di rivangare quello che abbiamo sempre affermato con forza ma che solo ora tutti stanno ribadendo.

E’ cambiato il Governo ma i nuovi e/o vecchi politici continuano a proferire elogi ai docenti promettendo loro aumenti stipendiali “…..È necessario dare un riconoscimento agli insegnanti. Penso ad un aumento mensile a tre cifre,….””……Bisogna creare le condizioni perché i docenti possano fare bene, solo a quel punto valutazione e premio per merito….” “….i docenti italiani, come ci ha ricordato recentemente il rapporto Ocse, sono tra i meno pagati in Europa: aumentare la loro retribuzione è doveroso, trovare le risorse deve essere un impegno prioritario di tutto il governo…” ”….

Il problema è che lo stipendio di chi insegna in Italia, come certificato di recente dall’Aran, è talmente ridotto ai minimi termini che anche il costo della vita lo ha sovrastato: addirittura di 12-14 punti di inflazione certificata negli ultimi dieci anni rispetto ai compensi mensili. Un ritardo che è stato quantificato in oltre mille euro di potere d’acquisto solo negli ultimi sette anni…”.

E chi più ne ha più ne metta…… o sarà solo una distrazione un refuso e tutti pensano di aumentare gli stipendi giustamente anche al personale amministrativo tecnico ausiliario che vive lavora e si prodiga nelle scuole statali?……………

Peccato che nessuno si ricordi o colpevolmente non sappia che, come abbiamo fatto notare più volte, sono gli stipendi degli assistenti e dei collaboratori che fanno abbassare notevolmente la media stipendiale dei dipendenti della scuola statale come si può evincere facilmente consultando le tabelle con le retribuzioni lorde mensili:

collaboratore scolastico: 1390,21 – assistente amministrativo o tecnico: 1538,27

docente di scuola primaria o infanzia: 1871,93 – docente di scuola secondaria: 2014,38.

Pertanto decisamente molto bassi, se si pensa che il netto di un collaboratore si aggira sui mille euro, considerando inoltre che spesso il titolo di studio è uguale o maggiore a quello degli insegnanti e che le mansioni svolte attualmente non corrispondono più alla sorpassata ed anacronistica ma purtroppo sempre in vigore carriera esecutiva.

Speriamo che il nuovo Governo punti come detto sulla scuola, eliminando le diseguaglianze sociali e valutando quindi e finalmente gli ATA aumentandone in maniera consona gli organici in quanto sono figure indispensabili anche per la sicurezza e la sorveglianza.

I fondi si possono e devono reperire come abbiamo più volte affermato ad esempio con la eliminazione del “carrozzone” INVALSI, la drastica riduzione dei finanziamenti alle scuole paritarie che non utilizzano le graduatorie statali per le loro assunzioni ma altri sistemi…, l’eliminazione della figura dei revisori dei conti per le scuole, l’uso di tutti i risparmi generati da vari ridimensionamenti e contrazioni organiche solo per il comparto scuola pubblica, il blocco degli aumenti alle pensioni “baby”, l’eliminazione e/o riduzione delle spese militari all’estero, la diminuzione degli stipendi di politici parlamentari e addetti alle Camere, la riduzione del numero dei parlamentari (che forse finalmente sarà varata?!?), la riduzione delle consulenze esterne da riassegnare all’interno della P.A. o nelle Commissioni Parlamentari, la riduzione degli affitti della P.A. verso terzi ecc….

Eclatante è stata la decisione, non dissimile da quella degli anni precedenti, di prevedere per le nomine in ruolo solo 7.646 posti a fronte dei circa 19000 vacanti, procurando pertanto alle scuole e, ovviamente all’utenza e in primis agli alunni, notevoli problemi, ma di assumere a tempo indeterminato dal primo gennaio 2020 i lavoratori delle cooperative private; anche questa volta si è deciso di NON stabilizzare i nostri precari su tutti i posti vacanti con una fase transitoria di assunzioni da attingere, oltre che dalla prima fascia, anche, in caso di esaurimento delle permanenti, da nuove graduatorie provinciali, da istituire con una apposita legge, che comprendano tutti gli aspiranti inseriti in seconda e terza fascia che abbiano prestato servizio per almeno 180 giorni in sole scuole statali nella stessa qualifica e che abbiano anche il titolo di studio attualmente necessario, come ora stanno proponendo, ma solo per i docenti come al solito, alcuni sindacati e parlamentari.

In tal modo si riuscirà “a premiare il servizio già prestato, ma senza dimenticare la meritocrazia”, e si “restituirebbe alle scuole il personale adeguato e necessario per garantire la giusta vivibilità delle aule, per gli studenti e per gli stessi lavoratori” perché, come è stato giustamente detto “bisogna proprio ribaltare l’idea che dalla crisi si esca soltanto tagliando e risparmiando” e si eviterebbe di avere in servizio personale non qualificato.

Altra assurdità è stata la telenovela relativa ai fondi del FIS che sono stati accreditati alle scuole solo ad agosto inoltrato; questo ritardo vergognoso era dovuto ufficialmente all’Ufficio Centrale di Bilancio del Mef, che non aveva ancora registrato i relativi decreti, ma il risultato comunque è stato che le segreterie hanno dovuto affrontare l’ennesimo super lavoro, tra l’altro in un periodo di meritate ferie, per poter pagare i compensi al personale interessato che tuttavia in molti casi ha preso in ritardo quanto dovuto.

Anche la Commissione paritetica sull’ordinamento professionale del personale ATA istituita ai sensi dell’art. 34 del CCNL 2016-2018 e voluta probabilmente per non procedere in sede di contrattazione alla doverosa e da noi più volte richiesta revisione di aree e profili, ormai inadeguati rispetto a tutti i mutamenti dovuti all’autonomia e all’innalzamento dei titoli di studio necessari, si è riunita solo tre volte dalla sua costituzione perché nessuno ha compreso che i lavoratori ATA sono ormai oberati da impegni e compiti sempre più complessi e stressanti.

Non è stata ancora trovata una vera soluzione per la problematica situazione in cui versano quegli assistenti amministrativi facenti funzione DSGA, sfruttati dall’Amministrazione che oggi ritiene che non siano più competenti in quanto senza laurea specifica (ma ci sono ministri non laureati o addirittura non diplomati).

Il lavoro dei direttori dei servizi generali ed amministrativi, degli assistenti amministrativi e tecnici e dei collaboratori scolastici è anche quest’anno, e da ora purtroppo ancor di più, oltremodo stressante fra mille incombenze, continui e ulteriori trasferimenti di compiti da altre amministrazioni, come ad esempio l’INPS, sistemi che non funzionano, attrezzature obsolete, carenze ormai croniche degli organici dovute ai tagli perpetuati negli anni e alla mancata revisione dei loro criteri di definizione, divieti di sostituzione colleghi assenti e a volte penuria di disposizioni precise. Inutile dilungarci in esempi dettagliati poiché tutti voi conoscete perfettamente questa drammatica situazione vivendola ogni giorno, ma vogliamo ricordare che sicurezza e sorveglianza devono essere sempre e comunque “garantite nei luoghi in cui i nostri ragazzi passano le giornate”, perché non ci siano più tragedie immani; a tal proposito confidiamo che gli organismi preposti intervengano al più presto soprattutto su organici e divieti assurdi.

Il personale ATA non può e non deve essere equiparato agli altri dipendenti pubblici in quanto il suo lavoro è totalmente diverso essendo a contatto con minori, perciò il MIUR deve pretendere che non vengano applicate anche alle scuole misure pensate per la pubblica amministrazione nel suo insieme; auspichiamo pertanto che si elimini effettivamente, e non solo a parole, la decisione di impegnare milioni di euro, sottratti ad investimenti necessari come per la sicurezza e la funzionalità, per installare costosi rilevatori di impronte per combattere un assenteismo non presente nelle scuole.

Tutti voi dovreste finalmente capire che solo unendoci potremo farci rispettare e considerare ottenendo un giusto riconoscimento giuridico ed economico; da parte nostra cercheremo di far recepire ai nostri governanti e ai media le nostre e vostre giuste rivendicazioni offrendo la nostra consulenza e mettendoci a disposizione di chi vorrà finalmente e fattivamente interessarsi alle nostre problematiche in modo da rendere i nostri istituti luoghi dove tutti, sia alunni in primis che personale possano vivere e lavorare con serenità e tranquillità.

Anche se profondamente rattristati da quanto successo, vi e ci auguriamo comunque un buon lavoro nel delirio quotidiano delle nostre scuole statali, che sopravvivono anche grazie al nostro e vostro modesto ma essenziale contributo.

Sicurezza, presidi in protesta. Franca Principe: ‘Cambiare la legge e definire i decreti attuativi’

da Tuttoscuola

La Cassazione l’ha condannata per lesioni colpose gravi, non potrà tornare a scuola fino al prossimo marzo 2020 e nemmeno percepire lo stipendio. Parliamo di Franca Principe, preside dell’istituto Pisacane di Sapri dove nel 2011, durante gli esami di Maturità, uno studente cadde da un lucernaio ferendosi gravemente. La porta di accesso a quel terrazzino doveva essere chiusa, una collaboratrice scolastica, poi dichiarata inidonea, l’aveva aperta. E la dirigente scolastica finita sotto processo quel giorno, era persino in un’altra scuola. Nelle scorse settimane è poi arrivata la goccia che ha fatto traboccare il vaso scatenando la protesta dei presidi di oggi, 30 ottobre: la sanzione disciplinare dell’ufficio scolastico della Campania.

Così proprio oggi, mercoledì 30 ottobre, i dirigenti scolastici si sono dati appuntamento all’Istituto Da Vinci di Roma per raggiungere il MIUR per un sit-in. Con loro anche la stessa Franca Principe. Tuttoscuola l’ha intervistata.

Preside Principe, che senso ha questa manifestazione?
“Mi piace usare questo slogan: ‘no vittime, no capri espiatori, no eroi. Solo professionisti’. Siamo qui perché la comunità professionale dei dirigenti si è incontrata spontaneamente, prima sui social poi tramite le associazioni. Piano piano, nella discussione libera, sono stati messi sul tavolo problemi gravi che riguardano la sicurezza delle scuole e la responsabilità in capo ai dirigenti, i cosiddetti datori di lavoro. Questa giornata è un segnale importante, che testimonia la presenza di una comunità attiva, che si interroga, che prende posizione, che utilizza le competenze professionali per risolvere quello che, alla fine, è soprattutto un problema degli studenti: fornire strutture sicure e pedagogicamente adeguate alle finalità della scuola”.

Si aspettava una partecipazione così massiccia?
“In qualche misura no, per altri versi sì. È difficile immaginare un incontro dei dirigenti perché sono oberati di lavoro e perché, dal punto di vista logistico e del sistema dei trasporti, non è semplice spostarsi nel nostro Paese. Invece sono venuti dalla Sicilia, dal Piemonte, dal Veneto e dalla Sardegna, dandosi appuntamento a Roma: mi sembra una straordinaria dimostrazione di senso civico. I dirigenti testimoniano a famiglie, studenti, concittadini e istituzioni che è necessario garantire la propria presenza nei percorsi della responsabilizzazione civica per migliorare il vissuto di tutti a scuola. Negli anni avevamo un po’ preparato questo incontro dal punto di vista della socializzazione delle tematiche, informazioni e delle notizie; in parte siamo stati supportati da sindacati, organizzazioni di sistema e associazioni. Mi ricordo che Cittadinanzattiva e Legambiente hanno fornito dati sull’edilizia scolastica, “Modifica 81″ ha posto l’accento sull’analisi documentale dei casi di questi anni”.

Tuttoscuola ha recentemente pubblicato un dossier dedicato allo stress dei dirigenti scolastici…
“Sì, l’ho visto. Questo è un argomento molto importante. La tutela dei lavoratori non esclude la categoria dei dirigenti scolastici, che sono viste come figure “eroiche” (ma gli eroi esistono solo nella mitologia) che devono, in qualche modo, ‘recuperare’ dei disservizi del sistema scuola. Questa impostazione non è corretta. Occorre, invece, vivere le responsabilità per tutte le componenti ma con gli strumenti adeguati. Spero che questa protesta di oggi e le segnalazioni dei dirigenti, che senza dubbio proseguiranno, producano una discussione parlamentare seria. D’altro canto, è stata aperta un’inchiesta parlamentare”.

Secondo lei si riuscirà a cambiare la legge?
“La legge deve cambiare ma soprattutto devono essere definiti i decreti attuativi. Altrimenti una legge, anche migliorativa, non risolverebbe la problematica di fondo: adattare alle specificità gestionali ed organizzative del sistema scuola le norme di prevenzione, di analisi del rischio e della salute”.

Assenze figli detenuti: emanata circolare, Azzolina ‘È giusta tutela’

da Tuttoscuola

“Con la circolare emanata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca sulle assenze scolastiche dei figli delle persone detenute si compie un passo avanti importante a tutela di questi ragazzi”. Lo afferma la Sottosegretaria all’Istruzione, Università e Ricerca, Lucia Azzolina. “È una circolare che ho personalmente sollecitato, anche su segnalazione del mio collega parlamentare Raffaele Bruno, che conosce bene il tema ed è impegnato in un capillare tour nelle carceri alla scoperta delle buone pratiche e dei laboratori teatrali che saranno oggetto di una specifica mozione di cui sarà primo firmatario”.
La normativa attuale consente alcune eccezioni alla frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale necessaria per l’ammissione alla classe successiva. I Collegi dei docenti posso infatti disporre motivate deroghe, ad esempio per casi che riguardano gravi motivi di salute adeguatamente documentati, donazioni di sangue, terapie e/o cure programmate, partecipazione ad attività sportive e agonistiche organizzate da federazioni riconosciute dal CONI, motivi religiosi.
“Con la circolare appena emanata si guarda, finalmente – sottolinea Azzolina- anche alle esigenze degli alunni e degli studenti figli, o parenti entro il secondo grado, di persone detenute e alle assenze che sono costretti a fare per andare in visita dai loro cari. Normalmente queste assenze vengono comprese nel monte ore annuale complessivo e spesso concorrono al raggiungimento della soglia massima consentita, mettendo a rischio l’anno scolastico di questi ragazzi. Una beffa. Soprattutto – prosegue Azzolina – se si considera il fatto che in molti istituti di pena il giorno del ricevimento è stabilito in modo rigido, non cade necessariamente nel fine settimana e si può determinare, di conseguenza, una reiterazione delle assenze. Per questo motivo abbiamo invitato le istituzioni scolastiche a porre particolare attenzione alla condizione di questi alunni e a inserire fra le possibili deroghe relative alle assenze anche queste visite, qualificandole come ‘ricongiungimento temporaneo e documentato al genitore sottoposto a misure di privazione della libertà personale’. Credo sia un bel gesto di attenzione e civiltà. Che evita un danno ulteriore a ragazzini che affrontano già evidenti difficoltà”.