Viaggio d’istruzione Beach&Volley School 2020

Viaggio d’istruzione Beach&Volley School 2020

UNA GITA COINVOLGENTE E FORMATIVA CON UN PROGRAMMA DI ATTIVITA’ SEMPRE PIU’ AMPIO ED ENTUSIASMANTE
NOVITA’ ASSOLUTA: ALLE STORICHE LOCALITA’ DI BIBIONE, JESOLO E SCANZANO JONICO, SI AGGIUNGONO ANCHE QUELLE DI RICCIONE E TARQUINIA. CONFERMATA SAPPADA COME LOCALITA’ TOP PER LA GITA INVERNALE

Negli ultimi 10 anni di attività, la Federazione Italiana Pallavolo (FIPAV), in collaborazione con Kinder +Sport e con il Tour Operator Raduni Sportivi, ha coinvolto oltre 100.000 studenti di tutta Italia con un suo progetto didattico-sportivo rivolto alle scuole di ogni ordine e grado: si tratta del Beach&Volley School, un viaggio di istruzione che per l’anno 2020 offre la scelta tra un percorso “beach”: Bibione, Jesolo, Scanzano Jonico, Riccione, Tarquinia e un percorso “snow”: Sappada.

Il programma del viaggio prevede 6 ore di attività giornaliera ed un attraente proposta serale. Tutti i corsi sportivi sono affidati a qualificati tecnici federali e atleti di livello nazionale e internazionale, coinvolgendo tutti gli studenti, compresi quelli con bisogni educativi “speciali”.

Accanto ai corsi di volley ci saranno molte altre discipline sportive come; Zumba, Fitness, Frisbee, Tiro con l’Arco, Flag-Football, Haikido/Difesa Personale con istruttori altamente qualificati.

In aggiunta alle attività sportive, i partecipanti potranno accedere ai corsi di potenziamento linguistico, Alternanza Scuola Lavoro, e usufruire di un’ampia scelta di visite storico-artistiche culturali ed ambientali, comprese alcune escursioni guidate in city-bike con guide turistiche specializzate nel turismo scolastico.

 La parte serale offrirà diversificate attività di animazione con lo show di benvenuto, gli spettacoli musicali e d’intrattenimento, il torneo di pallavolo in notturna (che coinvolge docenti e studenti) nonché la grande festa di chiusura con la premiazione dei vincitori del torneo finale.

Inoltre per stimolare la creatività degli studenti, sarà proposta una serata “Talent Show” che offrirà loro la possibilità di esibirsi nella recitazione, nel canto e nel ballo progettando il proprio spettacolo, esercitandosi con l’aiuto e la supervisione di animatori esperti.

Il Viaggio d’istruzione Beach&Volley School si conferma una delle gite più complete e sicure. I soggiorni sono previsti in Villaggi Turistici attrezzati (per Riccione le sistemazioni sono previste in hotel) e tutte le strutture ricettive sono protette e sorvegliate da un servizio di guardiania notturna. All’interno dei bar e dei market sarà vietata la vendita di alcolici.

Per ulteriori informazioni: www.federvolley.it www.istruzionesportiva.it

Prima collaboratori scolastici, poi amministrativi: diritto alla formazione. Cosa prevede il CCNL

da Orizzontescuola

di Ilenia Culurgioni

Collaboratori scolastici che passano al profilo dell’assistente amministrativo, ma poi trovano difficoltà nello svolgere i compiti di segreteria sempre più complessi. I corsi di formazione?

Segreterie oberate di lavoro con mansioni ormai di diverso tipo, personale non esperto appena passato al profilo dell’amministrativo, ed ecco che giungono le lamentele.

Ci sono stati segnalati anche casi in cui, nella convocazione per la supplenza da assistenti amministrativi, era richiesta “esperienza”.

Esiste però il diritto alla formazione del personale scolastico.

Diritto alla formazione Ata

Il capo VI del CCNL è infatti dedicato a questo punto. All’articolo 63 (Formazione in servizio) comma 1 si legge: “La formazione costituisce una leva strategica fondamentale per lo sviluppo professionale del personale, per il necessario sostegno agli obiettivi di cambiamento, per un’efficace politica di sviluppo delle risorse umane. L’Amministrazione è tenuta a fornire strumenti, risorse e opportunità che garantiscano la formazione in servizio”.

Al comma 2 si ribadisce: “Per garantire le attività formative di cui al presente articolo l’Amministrazione utilizza tutte le risorse disponibili, nonché le risorse allo scopo previste da specifiche norme di legge o da norme comunitarie. Le somme destinate alla formazione e non spese nell’esercizio finanziario di riferimento sono vincolate al riutilizzo nell’esercizio successivo con la stessa destinazione. In via prioritaria si dovranno assicurare alle istituzioni scolastiche opportuni finanziamenti per la partecipazione del personale in servizio ad iniziative di formazione deliberate dal collegio dei docenti o programmate dal Dsga, sentito il personale Ata, necessarie per una qualificata risposta alle esigenze derivanti dal piano dell’offerta formativa”. Come si legge, il personale Ata ha diritto alla formazione adeguata per lo svolgimento delle attività previste dal CCNL.

All’articolo 64 (Fruizione del diritto alla formazione) comma 1 si specifica che la partecipazione ad attività di formazione e di aggiornamento costituisce un diritto per il personale in quanto funzionale alla piena realizzazione e allo sviluppo delle proprie professionalità, mentre al comma 4 – specificamente per il personale Ata – si legge che si può partecipare, previa autorizzazione del capo d’istituto, in relazione alle esigenze di funzionamento del servizio, ad iniziative o di aggiornamento organizzate dall’amministrazione o svolte dall’Università o da enti accreditati.

Il piano di formazione

Il piano di formazione viene predisposto dal Dsga e si articola in iniziative (art.66 comma 1):

  • promosse prioritariamente dall’Amministrazione;
  •  progettate dalla scuola autonomamente o consorziata in rete, anche in collaborazione con l’Università (anche in regime di convenzione), con le associazioni professionali qualificate, con gli Istituti di Ricerca e con gli Enti accreditati.

Oltre a quello che prevede il CCNL sulla formazione, vale sempre l’aiuto reciproco tra colleghi, quindi l’affiancamento di un altro assistente amministrativo nelle prime fasi può essere senza dubbio un buon punto di partenza per chi finora ha lavorato nel profilo di collaboratore scolastico e adesso passa ad assistente amministrativo, sia con supplenze da terza fascia che grazie all’art. 59.


Decreto scuola, lunedì 18 novembre inizia esame emendamenti. Testo in Aula il 25

da Orizzontescuola

di redazione

L’esame degli emendamenti presentati al Decreto scuola inizierà lunedì 18 novembre. Il testo sarà presentato in Aula alla Camera il 25.

Gli emendamenti presentati sono 275, di cui 13 firmati dalla maggioranza, che vanno a  modificare parti strutturali del testo.

E’ dunque possibile anticipare che il testo pubblicato in gazzetta ufficiale il 30 ottobre sarà modificato. Ancora alcuni giorni per capire come e quanto.

Abbiamo parlato con alcuni esponenti della maggioranza, che ci hanno spiegato la loro visione del decreto.

Decreto scuola, On. Casa (M5S): grande lavoro emendamenti, accolte anche istanze sindacati

Emendamenti del Governo

Decreto scuola, restituire posti Quota 100 metà a ruoli e metà a mobilità: ci sarà emendamento Governo

Decreto scuola, Azzolina: sì ad anno scolastico 2019/20 come terzo anno di servizio

Abilitazioni per docenti “ingabbiati”: decreto scuola sbloccherà percorsi

Diplomati magistrale: ci sarà proroga contratto 30 giugno 2020, ma ruolo anche ad aventi diritto GaE

Tutti gli emendamenti della maggioranza

Decreto scuola: anno in corso, servizio misto, docenti di ruolo, abilitazione. Gli emendamenti della maggioranza [ANTEPRIMA]

Concorso straordinario: estendere partecipazione anche a docenti paritarie. Emendamento Bossio (PD)

Toccafondi (IV): con Dl scuola invertita la rotta. Non si parla più di sanatoria

Decreto scuola, Fusacchia: chi vince concorso sarà valutato con prova seria dopo un anno di lavoro. E’ la prima volta che accade

Gli altri emendamenti

Fratelli d’Italia

Decreto scuola, emendamenti Bucalo (FdI): due anni e non tre per partecipare al concorso, sostegno anche per chi ha servizio ma non titolo

PSI

Decreto scuola, emendamenti PSI: riapertura terza fascia istituto, anno in corso, servizio IeFP, sostegno, stabilizzazione

Lega

Decreto scuola: PAS specializzazione sostegno. Emendamento Lega

Emendamento progressione carriera facenti funzione DSGA

Pittoni (Lega): concorso religione uno degli emendamenti al Decreto Scuola

Diplomati magistrale e laureati SFP: nuovo concorso straordinario, precedenza supplenze, proroga contratti. Emendamenti Lega

Concorso straordinario, Sasso (Lega): emendamenti per annualità in corso

Decreto scuola, Pittoni (Lega): recupero posti Quota 100. Emendamento

Decreto scuola e concorso straordinario secondaria: considerare anche 2019/20. Emendamento Lega


Sciopero scuola per l’intera giornata del 29 novembre: nota Miur

da Orizzontescuola

di redazione

Nota Miur: azioni di sciopero previste per venerdì 29 novembre 2019 riguardanti il Comparto Istruzione e
Ricerca – Settore Scuola

Sono previste le seguenti azioni di sciopero:

  • “sciopero per il comparto scuola per tutto il personale docente e dirigente, di ruolo e precario, in Italia e all’estero” proclamato da SISA – Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente con nota del 14 ottobre U.s.;
  • “sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private” indetto da USB – Unione Sindacale di Base – come da nota prot. 0071228 della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Funzione Pubblica del 13 novembre 2019.

Nota sciopero 29 novembre

Graduatorie di istituto docenti, nuove modalità controllo titoli

da Orizzontescuola

di redazione

Con Nota miur prot. n. 2135 del 29 agosto 2019 le segreterie scolastiche hanno avuto a disposizione un nuovo format per le supplenze.
Come spiegato in una conferenza di servizio a Torino, è stato introdotto un campo che consente alle scuole di registrare, tramite la funzione di acquisizione/aggiornamento posizione, tutte le verifiche fatte sulle domande per i docenti dall’a.s. 2017/18

Le segreterie, se il il controllo titoli è stato effettuato, dovranno mettere la spunta su Domanda verificata a seguito della stipula del primo contratto
L’aggiornamento di questa informazione consente alle scuole che convocano di sapere se stanno convocando un aspirante al quale i dati della domanda sono stati già verificati o meno.
Il gestore ha dato tempo alle scuole fino al 31/10 per inserire l’informazione solo nel caso in cui assuma il valore «si». Dopo tale data sarà il gestore a registrare a sistema il valore «no» per i restanti casi, salva in ogni caso la possibilità per la scuola di modificare il valore.
Altra nuova funzione SIDI è quella che consente di ricalcolare la posizione in graduatoria di un aspirante a fronte di una modifica intervenuta sulle funzioni di acquisizione/aggiornamento posizione della domanda.
Dopo la rettifica del punteggio attribuito, anche a seguito di cancellazione, sarà sufficiente accedere alla funzionalità di convocazione e impostare, nella funzione predisposta per il ricalcolo, il codice fiscale dell’aspirante interessato alla modifica. La nuova funzionalità effettua, in relazione ai soggetti coinvolti le seguenti operazioni per i docenti ricalcolo online della nuova posizione o sua cancellazione
Per il personale ATA prenotazione del ricalcolo della nuova posizione che sarà disponibile nelle 24 ore successive.

l’operazione di ricalcolo della nuova posizione (o cancellazione) è notificata via email a tutte le scuole interessate.
L’aggiornamento intervenuto sulle graduatorie sarà disponibile anche dalle funzioni polis di consultazione delle graduatorie.

Iscrizioni a.s. 2020/21, adempimenti vaccinali: chi fa che cosa. Sanzioni

da Orizzontescuola

di Nino Sabella

Iscrizioni anno scolastico 2020/2021: adempimenti vaccinali e sanzioni per studenti non in regola.

Circolare iscrizioni

Il Miur, come riferito, ha pubblicato la circolare sulle iscrizioni per l’anno scolastico 2020/21.

Le domande di iscrizione vanno presentate dal 7 al 31 gennaio 2020, in modalità online oppure cartacea.

Saranno effettuate online le iscrizioni:

  • per le classi iniziali della scuola primaria;
  • per le classi iniziali della scuola secondaria di primo e secondo grado;
  • ai percorsi di istruzione e formazione professionale, erogati dagli istituti professionali nonché dai centri di formazione professionale accreditati dalle Regioni che, su base volontaria, aderiscono alla procedura online;
  • per le classi iniziali delle scuole paritarie che hanno aderito facoltativamente alla procedura telematica.

Saranno effettuate in modalità cartacea le iscrizioni:

  • alle sezioni delle scuole dell’infanzia;
  • alle scuole della Valle d’Aosta e delle province di Trento e Bolzano;
  • alle classi terze dei licei artistici e degli istituti tecnici;
  • al percorso di specializzazione per “Enotecnico” degli istituti tecnici del settore tecnologico a indirizzo “Agraria, agroalimentare e agroindustria”, articolazione “Viticoltura ed enologia”;
  • ai percorsi di istruzione per gli adulti, ivi compresi quelli attivati presso gli istituti di prevenzione e pena;
  • agli alunni/studenti in fase di preadozione, per i quali l’iscrizione viene effettuata dalla famiglia affidataria direttamente presso l’istituzione scolastica prescelta.

Adempimenti vaccinali

La circolare, in merito agli adempimenti vaccinali, prevede che i dirigenti scolastici attuino quanto previsto dall’articolo 3-bis del DL n. 73/2017, convertito in legge n. 119/2017.

Il citato articolo 3 -bis, in merito alla verifica degli studenti in regola con l’obbligo vaccinale, ha previsto una procedura semplificata che vede coinvolti scuole e ASP di riferimento.

Questi gli adempimenti che devono svolgere scuole, ASP e famiglie:

  • i dirigenti scolastici (e i responsabili dei servizi educativi, dei centri di formazione professionale e delle scuole private non paritarie) devono trasmettere alle aziende sanitarie locali, entro il 10 marzo 2020, l’elenco degli iscritti (anno scolastico 2020/21) di età compresa tra zero e sedici anni, inclusi i minori stranieri non accompagnati, per l’anno scolastico successivo;
  • le ALS, entro il 10 giugno 2020, restituiscono i summenzionati elenchi con l’indicazione dei soggetti che non risultino in regola con gli obblighi vaccinali, che non rientrino nelle situazioni di esonero, omissione o differimento delle vaccinazioni e che non abbiano presentato formale richiesta di vaccinazione.
  • nei dieci giorni successivi all’acquisizione degli elenchi con le indicazioni succitate, i dirigenti scolastici invitano i genitori, i tutori o i soggetti affidatari a depositare, entro il 10 luglio 2020, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni ovvero l’esonero, l’omissione o il differimento delle stesse, o la presentazione della formale richiesta di vaccinazione all’ASL competente.
  • dopo il suddetto invito, i dirigenti scolastici trasmettono all’ASL, entro il 20 luglio 2020, la documentazione presentata dai genitori o la comunicazione dell’eventuale mancato deposito per gli adempimenti di competenza e, ricorrendone i presupposti, per l’applicazione delle sanzioni.  Per la scuola dell’infanzia e i servizi educativi per l’infanzia la mancata presentazione della documentazione summenzionata comporta la decadenza dall’iscrizione. Non determina, invece, la decadenza dall’iscrizione né impedisce la partecipazione  agli esami, per gli altri gradi di istruzione.

Sanzioni

Nella circolare si ricorda che la mancata regolarizzazione della situazione vaccinale per i bambini sino a 6 anni, comporta la decadenza dall’iscrizione, ossia non possono accedere agli asili nido e alle scuole dell’infanzia.

Per le famiglie degli alunni da 6 a 16 anni, invece, è prevista una sanzione pecuniaria da 100 a 500 euro.

Circolare

La scuola della ricerca: l’apprendimento, avventura e stupore

da Tuttoscuola

Forse poche altre parole, fra quante arricchiscono il lessico pedagogico, hanno subito uno snaturamento e un impoverimento di significato come è accaduto per la parola “ricerca”. Termine, questo, che ci è caro, perché ci rimanda ad un fiorire di esperienze intelligenti, ricche di qualità, proprie di una scuola intensamente impegnata nel rinnovamento dei metodi e dei contenuti, all’interno di una forte finalizzazione educativa del lavoro con gli alunni. Purtroppo, non poche volte alla “ricerca” si sono richiamate esperienze di ben altro segno, che hanno contribuito a stravolgere il significato autenticamente innovativo, riducendone e snaturandone il senso.

Quante volte abbiamo dovuto vedere studenti chiamati a svolgere, magari come compito per casa, certe “ricerche” sugli animali, o sull’inquinamento, o sullo sport, e via elencando, e che, con più o meno entusiasmo, scaricano da internet quante più informazioni possibili, senza però che tale raccolta sia collegata ad una domanda di ricerca, ad un problema da risolvere. Quando la ricerca scade nell’enciclopedismo e nel nozionismo, non c’è che da rallegrarsi se viene abbandonata.

Ma la ricerca, intesa nel suo significato autentico, è qualcosa di molto, molto diverso.

A. Giunti diceva che studiare equivale a pensare. Si potrebbe aggiungere che, nella metodologia della ricerca, gli strumenti disciplinari alimentano e modellano il pensiero.

La condizione essenziale, perché si possa parlare di ricerca è la presenza di un problema. Non c’è ricerca se non in presenza di un problema da risolvere, e la ricerca consiste, appunto, nel processo di soluzione. Il problema è il cuore del percorso della ricerca, l’origine e il termine di riferimento costante per tutta l’attività, che si conclude quando a questo problema è data soluzione.

Posto il problema, non ci si può sostituire all’alunno, che è invece responsabilizzato nell’attività volta alla soluzione. “Se faccio, capisco” è un buon motto, ancora valido. Solo che, nella logica della ricerca, il “fare” non si identifica né si esaurisce con l’azione diretta (la manipolazione, l’uscita, la realizzazione del cartellone…), ma riguarda il fare procedurale, l’impiego di metodi di indagine specifici, finalizzati alla soluzione del problema e alla scoperta. La scuola che sogniamo è una scuola che nasce dalla capacità di stupirsi, di interrogarsi, di fare dell’apprendimento una avventura di ricerca.

Bullismo: arriva il numero verde e l’allontanamento dalla famiglia. Il ruolo della scuola

da Tuttoscuola

“Il ragazzo che compie atti di bullismo e che non modifica i propri comportamenti dopo un percorso di rieducazione, potrebbe essere allontanato dalla famiglia dal Tribunale dei minori e affidato a una casa famiglia se la permanenza con i genitori risulta controproducente alla sua rieducazione”. È quanto prevede – secondo quanto riportato da Ansa.it – per i casi più gravi di bullismo, la legge che la Commissione Giustizia della Camera ha approvato e che arriverà in Aula lunedì prossimo. La legge istituisce anche un numero verde, il 114, per le vittime ed anche le sanzioni pecuniarie ai genitori che non mandano i figli a scuola. Non saranno punite solo più le famiglie che non mandano i bambini nelle scuole elementari ma anche quelli che non lo fanno per tutte le scuole dell’obbligo. Vediamo insieme cosa prevede la legge e quale sarà il ruolo della scuola.

Stretta sui bulli: bullismo come stalking

Il testo approvato prevede una parte penale per i maggiorenni: il bullismo viene accumunato allo stalking (articolo 612 bis del codice penale). Molto più articolata la parte preventiva ed rieducativa, nel caso in cui il bullo sia un minore, e infatti si interviene sul processo penale minorile. La proposta prevede che qualsiasi soggetto, nella scuola e fuori da essa, possa segnalare i casi di bullismo al Procuratore, il quale gira al Tribunale dei minori la segnalazione. Il Tribunale apre quindi un procedimento in cui stabilisce «gli obiettivi» di un percorso di rieducazione del “bullo”, mentre i dettagli dei “progetto” rieducativo vengono definiti dai servizi sociali insieme alla famiglia del ragazzo.

Il dirigente scolastico decide se coinvolgere i servizi sociali

In base alla proposta che ha ottenuto il via libera della Commissione, il dirigente scolastico che viene a conoscenza di qualsiasi tipo di atti di bullismo e cyberbullismo che coinvolgono a qualsiasi titolo studenti iscritti all’istituto scolastico che dirige, valuta se coinvolgere i servizi sociali e sanitari al fine di predisporre percorsi personalizzati per l’assistenza delle vittime e per l’accompagnamento rieducativo degli autori degli atti.

L’affidamento ai servizi sociali

Tra le ipotesi c’è quella poi che vede che «con scadenza annuale», il servizio sociale «trasmette al Tribunale per i minorenni una relazione che illustra il percorso e gli esiti dell’intervento. Il Tribunale per i minorenni, valutate le risultanze attestate nella relazione e sentito il minorenne e i genitori o gli esercenti la responsabilità genitoriale, con decreto motivato, può in via alternativa» dichiarare concluso il percorso rieducativo; proseguire il percorso e il progetto; disporre l’affidamento del minorenne ai servizi sociali; oppure «disporre il collocamento del minorenne in una comunità, qualora gli interventi previsti dai numeri precedenti appaiano inadeguati».

Bullismo: monitorare il fenomeno. Gli strumenti per i docenti

Sarà il Ministero dell’Istruzione, attraverso proprie piattaforme nazionali di formazione e monitoraggio, a mettere a disposizione delle scuole strumenti di valutazione e questionari da somministrare a docenti e studenti.

Eduscopio, scelte e bocciature

Eduscopio, scelte e bocciature

di Stefano Stefanel

​Anche quest’anno le valutazioni di Eduscopio (il portale sulle scuole superiori gestito dalla Fondazione Agnelli) premiano il Liceo Marinelli di Udine, scuola che io dirigo dal 2012, in quella che è una rilevazione cruciale per gli studi liceali: i risultati all’Università. Da quando vengono pubblicate le rilevazioni di Eduscopio il Liceo Marinelli si è sempre trovato nella “parte alta dellaclassifica” beneficiando di titoli sui giornali e di un certo risalto mediatico che comunque (e giustamente) si spegne dopo un po’ di clamore. Ritengto sia necessario a questo punto chiarire la mia posizione in merito alle rilevazioni di Eduscopio, che sarebbe la stessa anche se il Liceo che dirigo non fosse in cima alle rilevazioni, ma che assume forse un carattere più intenso vista la “posizione in classifica”. Le rilevazioni di Eduscopio hanno una grande incidenza mediatica soprattutto perché il Ministero non intende pubblicare niente di simile e anche i dati Invalsi (che riguardano comunque un altro tipo di contesto) non sono pubblici e – soprattutto – “non fanno classifica”.Personalmente ritengo questa scelta fortemente sbagliata, perché l’opinione pubblica ha dimostrato di tenere conto di queste rilevazioni ritenendole istituzionali, anche se derivano da un soggetto privato. 

Pur interessato ai risultati di Eduscopio non sono favorevole a questa classifica pubblica, che vede il Liceo Marinelli ai primi posti di in una gara che non c’è. Lascuola come le altre scuole che si occupano di preparare gli studenti per l’Università (Licei, ma anche Istituti Tecnici e Professionali) hanno contesti di riferimento, numeri di studenti, storie e problematiche troppo diverse e troppo complesse per essere inserite in una semplicistica classifica. Accade poi che molti studenti non rispondano per motivi personali alle attese maturate nel percorso superiore o che si perdano in percorsi personali o che rallentino gli studi universitari per problematiche che nascono in itinere nel loro vissuto privato. L’Università non è la vita, ma solo una parte importante della formazione personale. Dunque io e il Liceo Marinelli siamo felice dell’indice raggiunto, che conferma quanto emerso negli anni precedenti, ma notiamocome alla base della ricerca ci sia una sorta di “infantilismo universitario” che fa iniziare e finire il mondo con gli studi universitari, quasi che la vita precedente fosse una “breve attesa” e quella successiva un “lungo addio”. Direi che un’analisi più matura e più complessa forse farebbe meglio alla scuola, ma la Fondazione Agnelli è un soggetto privato che meritoriamente mette a disposizione di tutti i dati così come li ha raccolti e valutati. Il problema è che improvvisamente questa posizione privata è diventata monopolistica. 

​Notgo, invece, con grande piacere che da quest’anno la rilevazione Eduscopio evidenzia anche un ulteriore dato,molto interessante: quello relativo alla percentuale dei “diplomati regolari”, cioè di quegli studenti che non sono mai stati bocciati. In questo caso il divario tra il Liceo Marinelli e le altre scuole di confronto è molto alto e questo è un dato molto oggettivo. Se l’indice di Eduscopio è di 80 non vedo grosse differenze né con 85, né con 70 o 75: dipende dagli anni, dalle contingenze, dalla storia di quell’annata. Diverso è se quell’80 (o 75 o 85) si collega ad un 80% o ad un 50%. Nel caso del Liceo Marinelli si collega ad un 80% e questo, invece, fa la differenza. Il tasso di “bocciature” nel Liceo che dirigo va dallo 0,84% all’1,50% (a seconda delle annate) negli ormai sette anni della mia direzione e questo si collega con i dati che riceviamo dalle Università e che ci confermano in una convinzione assoluta: non sono le bocciature che alzano il livello della scuola.

Anche in questo caso penso sia necessario essere moderati, ma non può sfuggire che la tesi che bocciando molto si alza il livello della scuola non pare sia un dato confermato da Eduscopio, che un certo successo universitario oggettivamente lo monitora. Un dato che, invece, non emerge da Eduscopio è il numero dei diplomati annuali: nel Liceo Marinelli sono da 300 a 350 l’annocorca, anche perché nel Liceo Marinelli c’è il numero chiuso per le iscrizioni e dunque oltre 350 diplomati non si può andare. Inoltre il Liceo Marinelli è un Liceo scientifico puro, senza altri indirizzi istituzionali, ma solo con opzioni aggiuntive di carattere didattico. E un Liceo scientifico con 60 classi senza indirizzi aggiuntivi è piuttosto raro da trovare e quindi anche da confrontare. Nell’ambito dunque delle considerazioni sopra esposte e di una notevole cautela su dati eccellenti, ma comunque legati ad una rilevazione e classificazione troppo aggressiva, faccio notare come essere attenti agli studenti migliori cercando di limitare al minimo la dispersione scolastica è una strada che vale la pena percorrere. Il Liceo Marinelli, pur applicando una didattica che tende a recuperare il maggior numero di studenti, punta soprattutto ad innalzare il livello degli studenti di alto e altissimo livello attraverso un’offerta formativa e culturale ampia e completa che permette a tutti gli studenti di realizzare le loro potenzialità. L’investimento principale è per alzare il livello in alto, dando aiuto a chi ha problemi con la scuola, ma senza farne né un dramma, né un vessillo. Potrei dire che lo slogan è: cerchiamo di risolvere i problemi degli studenti alzando il livello dell’offerta formativa. E certamente il modello scolastico che negli anni abbiamo elaborato ci raffoza nella nostra idea. 

In conclusione il Liceo Marinelli è soddisfatto dei risultati di Eduscopio, ma invita a considerarli in maniera moderata e contestualizzata.

Come funziona l’App che aiuta le famiglie per le iscrizioni targate 2020/2021

da Il Sole 24 Ore

di Claudio Tucci

Novità sul web per le iscrizioni all’anno scolastico 2020/2021: per Scuola in Chiaro è disponibile una nuova App. Grazie a questa applicazione, a partire da un QR Code dinamico associato a ogni singola istituzione scolastica sarà possibile semplificare la procedura per una scelta più consapevole. Ma andiamo con ordine.
Per circa 1,5 milioni di famiglie si avvicina il tempo della scelta della scuola per il prossimo anno, il 2020/2021. Il ministero dell’Istruzione ha infatti pubblicato la consueta circolare con tutte le indicazioni operative per iscrivere gli alunni all’infanzia e alle prime classi di primaria, medie e superiori. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

I tempi
Le iscrizioni al nuovo anno si aprono alle ore 8 del 7 gennaio 2020 e si chiudono alle ore 20 del 31 gennaio 2020. La procedura è sempre online tramite il portale Iscrizioni on line. Ma i genitori, già a partire dalle ore 9 del 27 dicembre 2019, potranno accedere alla fase di registrazione che precede l’invio della domanda tramite il portale www.iscrizioni.istruzione.it.

La procedura online
La procedura online è stata introdotta nel 2012 dall’ex ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo. Funziona così, anche quest’anno. Chi ha un’identità digitale Spid (Sistema pubblico di identità digitale) potrà entrare nella sezione web con le credenziali del gestore che ha rilasciato l’identità. Le famiglie in difficoltà, o che non hanno internet, potranno far riferimento agli istituti scolastici, che quindi le aiuteranno nella domanda. Le iscrizioni online riguardano anche i corsi di istruzione e formazione dei centri di formazione professionale regionali (nelle Regioni che hanno aderito al progetto). Per le scuole dell’infanzia la procedura rimane cartacea. L’adesione degli istituti paritari al sistema delle Iscrizioni on line resta sempre facoltativa.

Dal Miur una App per aiutare la scelta
Per effettuare l’iscrizione online le famiglie dovranno innanzitutto individuare la scuola di preferenza. Come sempre è disponibile il portale Scuola in Chiaro che raccoglie i profili di tutti gli istituti per consentire anche una valutazione comparativa in base alle proprie esigenze. Nel portale ci sono infatti tutte le informazioni utili e necessarie per una scelta il più consapevole possibile: dall’organizzazione oraria ai risultati ottenuti negli anni passati dagli studenti, compreso il percorso successivo (eventuali studi universitari e ingresso nel mondo del lavoro). Per Scuola in Chiaro è disponibile una nuova App. Grazie a questa applicazione, a partire da un QR Code dinamico associato a ogni singola istituzione scolastica, viene data la possibilità non solo di accedere con i propri dispositivi mobili alle informazioni principali sulla scuola, ma anche di visualizzare alcuni dati presenti per confrontarli con quelli di altri istituti del territorio.

Infanzia, la domanda resta cartacea
La domanda alla scuola dell’infanzia resta cartacea e va presentata direttamente all’istituto prescelto. Hanno precedenza all’iscrizione i bambini che compiranno il terzo anno di età entro il 31 dicembre 2020. In caso di posti liberi, possono essere accettate le iscrizioni degli alunni che compiranno tre anni nei quattro mesi successivi (entro il 30 aprile 2021). Non sarà invece possibile in ogni caso iscrivere bambini più piccoli. I genitori possono scegliere tra tempo normale (40 ore settimanali), ridotto (25 ore) o esteso fino a 50 ore.

Alla primaria scelta tra 24 e 27 ore (estendibili a 30 o 40)
Alla primaria le domande di iscrizione si compilano solo online. I genitori iscriveranno alla prima classe i bambini che compiranno sei anni di età entro il 31 dicembre 2020. Sono accettate le iscrizioni, in caso di disponibilità di posti, anche degli alunni che compiranno i sei anni nei quattro mesi successivi, quindi entro il 30 aprile 2021. Non è consentita, come per l’infanzia, l’iscrizione alla prima classe della primaria di bambini più piccoli. I genitori, al momento della compilazione delle domande di iscrizione online, indicheranno le proprie preferenze rispetto alle opzioni possibili dell’orario settimanale che può essere di 24 o 27 ore, estendibili fino a 30 ore oppure 40 ore (tempo pieno), organico e strutture permettendo. Potranno anche indicare, in subordine rispetto alla scuola che costituisce la loro prima scelta, fino a un massimo di altri due istituti. Se non c’è disponibilità di posti nella prima scuola scelta, il sistema di Iscrizioni on line comunicherà in automatico di aver inoltrato la domanda verso le scuole indicate come seconda o terza opzione.

Alle medie fino a due istituti (oltre la prima scelta)
All’atto dell’iscrizione on line, i genitori indicheranno l’orario settimanale preferito. Potranno scegliere tra tempo ordinario di 30 ore oppure tempo prolungato (da 36 fino a 40 ore), se servizi e strutture lo consentiranno. In subordine alla scuola che costituisce la prima scelta, sarà possibile indicare fino a un massimo di altri due istituti di proprio gradimento. Per l’iscrizione alle prime classi a indirizzo musicale, i genitori devono barrare l’apposita casella del modulo di domanda di iscrizione on line. Le istituzioni scolastiche organizzeranno la prova orientativo-attitudinale in tempo utile per consentire ai genitori, nel caso di carenza di posti disponibili, di presentare una nuova richiesta di iscrizione anche a un’altra scuola.

Alle superiori si sceglie anche l’indirizzo di studio
Nella domanda di iscrizione online alla prima classe di una scuola superiore, i genitori esprimeranno anche la scelta dell’indirizzo di studio, indicando anche l’eventuale opzione rispetto ai diversi indirizzi attivati dalla scuola. Qui è infatti in vigore la riforma Gelmini del 2010 che ha suddiviso in diversi indirizzi licei, istituti tecnici e professionali. Per i professionali poi, la riforma del 2017, ha portato da 6 a 11 gli indirizzi da scegliere. Anche qui, come per gli altri gradi di istruzione, oltre alla scuola di prima scelta è possibile indicare, in subordine, fino a un massimo di altri due istituti di proprio gradimento. L’iscrizione alle prime classi dei licei musicali e coreutici è subordinata al superamento di una prova di verifica di competenze e attitudini. Questa prova sarà effettuata in tempo utile per consentire ai genitori, nel caso di mancato superamento o di carenza di posti, di presentare una nuova istanza di iscrizione presso un’altra scuola.

Studenti con cittadinanza non italiana, ok all’iscrizione
Norme ad hoc per gli studenti con cittadinanza non italiana. Con riferimento a questi ultimi, in particolare, il Miur chiarisce che anche per quelli sprovvisti di codice fiscale è consentito effettuare la domanda di iscrizione online. Una funzione di sistema, infatti, consente la creazione di un “codice provvisorio” che l’istituzione scolastica sostituirà appena possibile con il codice fiscale definitivo.

Che succede se si sbaglia la domanda o ci si ripensa
Se ci si sbaglia a procedura di iscrizioni aperta, si contatta la scuola a cui è stata inoltrata la domanda, chiedendone la restituzione e apportando così le modifiche, inoltrandola di nuovo. Se si cambia idea prima dell’inizio del nuovo anno o ad anno inoltrato, la famiglia deve chiedere il nulla osta per ottenere il trasferimento.

Un dipendente pubblico su 3 lavora nella scuola

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

L’Inps aggiorna le sue statistiche sui dipendenti pubblici e privati. Restando agli statali, la scuola si conferma il comparto più nutrito. Con 1,1 milioni di lavoratori su 3,5.

Il comparto più nutrito
I lavoratori pubblici con almeno una giornata retribuita nell’anno sono stati 3.583.175 (+0,6% su anno), con una retribuzione media di 32.968 euro, in crescita del 3,1% per effetto dei rinnovi 2016-2018 nel pubblico impiego. Il numero medio di giornate retribuite è stato 287; il comparto con più dipendenti è la scuola con 1,15 milioni di lavoratori.

La tipologia di contratto
Gli statali con contratto a tempo indeterminato sono 3.128.694 (87% del totale), con una retribuzione annua di 35.617 euro e 303 giornate retribuite la scuola presenta il tempo determinato per il 67,5%, con la retribuzione annua più bassa, 11.229 euro e 151 giornate retribuite. La struttura per età mostra che la classe modale è tra 50 e 54 anni (673.547 lavoratori, 18,8% del totale); il 96% ha più di 30 anni; i maschi sono il 41,5%. La retribuzione in generale è più alta per gli uomini (38.400 euro contro 29.120 euro per le donne). La distribuzione geografica mostra che il 23,7% degli statali lavora al Centro, segue Nord-Ovest (23,1%), Sud (21,8%), Nord-Est (19,8%) e Isole (11,6%). Sono 13.049 gli enti che impiegano dipendenti pubblici, con una spesa di 118 miliardi.

Erasmus: nel 2019 Italia prima in Ue per gli scambi tra scuole, oltre 1.000 progetti

da Il Sole 24 Ore

di Alessia Tripodi

Erasmus non fa più solamente rima con università: da anni ormai il programma di mobilità più famoso d’Europa si è esteso a tutti i settori dell’istruzione e della formazione, scuola compresa. E nel 2019 proprio le scuole hanno registrato il record di partecipazione, portando l’Italia al primo posto in Ue: su un totale di 2.052 partenariati scolastici approvati nel Vecchio Continente, infatti, 1.001 sono quelli di cui faranno parte gli istituti italiani. Cresce anche la partecipazione degli universitari – +17,2% rispetto all’anno accademico 2018-2019 -e degli adulti, grazie anche al budget totale assegnato all’Italia, che nel 2019 ha raggiunto i 170 milioni di euro.

Nei giorni scorsi Bruxelles ha pubblicato il nuovo invito a presentare proposte Erasmus per il 2020 : il budget previsto dal bando è di oltre 3 miliardi di euro, il 12% in più rispetto al 2019. Fondi che serviranno anche a finanziare oltre 35mila borse di mobilità per studenti e prof africani nell’ambito dell’alleanza Africa-Europa per gli investimenti sostenibili e l’occupazione.

Partecipazione record in Italia
Oltre al record dei partenariati tra scuole – che quest’anno possono contare su un budget di 22 milioni di euro e vedono Sicilia, Lazio e Puglia tra le regioni più attive – nel 2019 aumentano le opportunità Erasmus anche per gli insegnanti, che possono confrontarsi con i colleghi di altri Paesi europei, frequentando corsi o scambiando esperienze e pratiche didattiche all’estero. L’agenzia italiana Erasmus+ Indire ha ricevuto 496 candidature per la mobilità del personale della scuola, di cui sono stati approvati 199 progetti che consentiranno a 4.309 (+11% rispetto al 2018) tra insegnanti, dirigenti e amministrativi di vivere un’esperienza di mobilità europea per un corso di formazione, job shadowing (attività di osservazione sul campo) o incarichi di insegnamento. I fondi an disposizione per quest’ambito ammontano a 9,9 milioni di euro (+17% rispetto al budget 2018).

Oltre 47mila universitari all’estero
Dal 1987 ad oggi, spiega Indire, oltre mezzo milione di studenti italiani hanno viaggiato in Europa con Erasmus. Nel 2019-2020 sono 262 gli istituti di istruzione superiore italiani coinvolti nella mobilità Erasmus tra atenei, istituti dell’Afam (l’alta formazione artistica musicale, le Scuole superiori per mediatori linguistici, gli Its, Istituti tecnici superiori e le organizzazioni a guida di consorzi. Nello stesso periodo, tra studenti e prof sono 47.117 gli universitari italiani che hanno viaggiato oltre confine, grazie a un budget da oltre 89 milioni di euro. Mentre quasi 27mila giovani europei hanno scelto le università italiane per il loro Erasmus, confermando l’Italia al quarto posto in Europa (dopo Spagna, Germania e Francia) per numero di studenti ospitati per attività di studio, una posizione in più rispetto agli anni precedenti.

Identikit dello studente Erasmus
L’agenzia Indire ha tracciato l’identikit dello studente Erasmus ha un’età media di 23 anni, che diventano 25 per un tirocinante. Nel 59% dei casi è una studentessa, valore che sale al 63% quando lo scopo della mobilità è uno stage in azienda. È l’identikit dello studente Erasmus disegnato dall’agenzia Indire, secondo il quale Spagna, Francia, Germania, Regno Unito e Portogallo sono i Paesi con i quali si effettuano più scambi per studio, con una permanenza media di 6 mesi, che scende a 3 e mezzo per i tirocini. Per quanto riguarda gli studenti in arrivo, i principali paesi di provenienza sono Spagna, Francia, Germania, Polonia e Turchia.

Erasmus anche per gli adulti
Aumentano anche i progetti di mobilità per l’educazione degli adulti, che quest’anno riguarderanno 1.005 persone (+63% rispetto al 2018) per un finanziamento totale di circa 1,9 milioni di euro (+63% sul 2018 ). In quest’ambito le regioni più presenti sono nell’ordine la Sicilia, la Lombardia e l’Emilia Romagna. Nel complesso, rispetto alle 86 candidature presentane alla scadenza di febbraio scorso, verranno finanziati il 60% dei progetti di mobilità. Un tasso di approvazione – sottolinea Indire – che quest’anno è il più alto mai raggiunto in Erasmus+ per questo tipo di attività di formazione in Europa.

Nuova call, in arrivo gli Infoday
Per conoscere tutte le novità della Call Erasmus 2020, l’Agenzia Indire organizza una serie di Infoday in cui lo staff illustra le modalità di candidatura e tutti gli elementi necessari per presentare un progetto di mobilità o un partenariato. L’elenco completo di tutti gli incontri è disponibile sul sito erasmusplus.it

Dirigente scolastico, quali competenze nelle sanzioni disciplinari? Tra normativa e sentenze

da Orizzontescuola

di Avv. Marco Barone

Continua a determinare contenziosi e pronunciamenti giurisprudenziali contrastanti tra loro il fatto che il Dirigente possa attuare la sanzione disciplinare superiore alla censura. Interviene ora la Cass. civ. Sez. lavoro, Ord., (ud. 09-07-2019) 31-10-2019, n. 28111 che nega questo potere al Dirigente in ordine alla vecchia normativa, ma le perplessità permangono anche sulla nuova, come modificata nel 2017.

Fatto

Un docente aveva convenuto in giudizio l’Amministrazione chiedendo l’accertamento della nullità o dell’illegittimità delle sanzioni disciplinari irrogatele dal dirigente scolastico entrambe di cinque giorni di sospensione dal servizio e dalla retribuzione. La ricorrente aveva prospettato tramite i propri legali che l’adozione dei provvedimenti impugnati non rientrava nella competenza del dirigente scolastico, in virtù del combinato disposto del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 55-bis, introdotto dal D.Lgs. n. 150 del 2009, art. 69 e del D.Lgs. n. 297 del 1994, art. 492. Contestava in ogni caso la sussistenza della condotta sanzionata e la violazione del principio di ragionevolezza.

Il CCNL, Comparto Scuola, del 29 novembre 2007, nel Capo X “Norme disciplinari”, art. 91, ha stabilito che al personale docente ed educativo delle scuole di ogni ordine e grado continuano ad applicarsi le norme di cui al Titolo I, Capo IV della Parte III del D.Lgs. n. 297 del 1994 (v., Cass., n. 5706 del 2017).

Il suddetto rinvio attiene, da un lato alla Sezione I che reca “Sanzioni disciplinari”, e che dall’art. 492, all’art. 498, delinea un sistema crescente di sanzioni irrogabili al personale direttivo e docente della scuola, graduato per gravità delle infrazioni (si v. Cass., n. 29188 del 2018): censura (art. 493), sospensione dal servizio (artt. da 494 a 497), destituzione (art. 498); dall’altro alla Sezione II, che reca “Competenze, provvedimenti cautelari e procedure”, e che oltre a dettare alcune regole di procedura rinvia per quanto non previsto, per il tramite dell’art. 507, del D.P.R. n. 3 del 1957, artt. da 100 a 123 (cfr., Cass., n. 31085 e 31086 del 2018; si v. del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 55, comma 10, testo originario).

Successivamente al suddetto CCNL è entrata in vigore il D.Lgs. n. 150 del 2009, che, oltre a modificare il D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 55, ha introdotto nel medesimo D.Lgs., gli artt. da 55-bis a 55-septies, che regolano il procedimento disciplinare.

La nuova disciplina procedurale dettata dal citato D.Lgs. n. 150 del 2009, si applica a tutti i fatti disciplinarmente rilevanti per i quali gli organi dell’amministrazione, ai quali è demandata la competenza a promuovere l’azione disciplinare acquisiscono la notizia dell’infrazione dopo il 16.11.2009, data di entrata in vigore della riforma (cfr. Cass., n. 11985 del 2016).

Pertanto, fermo restando il richiamo alle sanzioni disciplinari previste dal citato D.Lgs. del 1994, anche al procedimento disciplinare del personale docente della scuola si applicano le regole procedimentali di cui al D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 55-bis, che reca “Forme e termini del procedimento disciplinare”.

L’art. 29 del CCNL Comparto istruzione e ricerca (triennio 2016- 2018) del 19 aprile 2018, nell’affermare l’opportunità di rinviare ad una specifica sessione negoziale a livello nazionale la definizione, per il personale docente ed educativo delle istituzioni scolastiche, della tipologia delle infrazioni disciplinari e delle relative sanzioni, ha mantenuto fermo, nelle more, quanto stabilito dagli artt. 492-501 (con alcune modifiche all’art. 498, comma 1) del D.Lgs. n. 297 del 1994, come già aveva disposto il citato art. 91 del CCNL del 2007.

Il D.Lgs. n. 165 del 2001, citato art. 55-bis, nel testo applicabile ratione temporis, anteriore alla novella del D.Lgs. n. 75 del 2017,stabilisce (comma 1, primo periodo) che per le infrazioni di minore gravità, per le quali è prevista l’irrogazione di sanzioni superiori al rimprovero verbale ed inferiori alla sospensione dal servizio con privazione della retribuzione per più di dieci giorni, il procedimento disciplinare, se il responsabile della struttura ha qualifica dirigenziale, si svolge secondo le disposizioni del comma 2.

Invece (art. 55-bis, comma 1, secondo periodo), quando il responsabile della struttura non ha qualifica dirigenziale o comunque per le infrazioni punibili con sanzioni più gravi di quelle indicate nel primo periodo, il procedimento disciplinare si svolge secondo le disposizioni del comma 4 (…)”.

Sulla competenza a irrogare la sanzione

Come questa Corte ha già avuto modo di affermare (Cass., n. 11636 del 2016), la regola della “competenza” caratterizza, l’intero impianto del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 55-bis, che attribuisce il potere disciplinare per le sanzioni di minore gravità (dal rimprovero scritto alla sospensione dal lavoro e dalla retribuzione sino a 10 giorni) al responsabile della struttura avente qualifica dirigenziale (comma 1), e la competenza per le sanzioni più gravi (dalla sospensione da 11 giorni a sei mesi al licenziamento) all’Ufficio competente per i procedimenti disciplinari.

La corretta determinazione della competenza si riverbera, peraltro, sulle regole procedurali da applicare nelle fasi della contestazione dell’addebito, dell’istruttoria e dell’adozione della sanzione.(…)Alla violazione delle regole sulla competenza, che si risolve in una violazione di norme di legge inderogabili, consegue l’illegittimità del procedimento disciplinare e la nullità della sanzione irrogata (si v., ex plurimis, Cass., n. 7177 del 2017). Proprio in ragione della ratio che nell’ impiego pubblico contrattualizzato sottende i criteri di attribuzione della competenza in materia disciplinare, la competenza ad iniziare, svolgere e concludere il procedimento disciplinare deve essere determinata in ragione della sanzione disciplinare come stabilita in astratto, in relazione alla fattispecie legale, normativa o contrattuale, che viene in rilievo. Il principio del giusto procedimento, che trova applicazione anche con riguardo al procedimento disciplinare (v., Cass., n. 16706 del 2018, Corte Cost., sentenza n. 51 del 2014) e il principio di legalità in senso formale postulano che la competenza risulti determinata dalla legge in modo certo, anteriore al caso concreto, ed oggettivo. L’organo competente deve essere individuato in modo univoco e chiaro (v., Cass., n. 29181 del 2018) a prescindere e, comunque, anteriormente rispetto ad uno specifico procedimento disciplinare.

Non è competenza del Dirigente Scolastico quello di poter sospendere il docente

Dunque, con riguardo al personale docente ed educativo della scuola, poichè per le infrazioni di cui al D.Lgs. n. 297 del 1994, art. 494, comma 1, lett. a), b) e c), la fattispecie legale di cui al medesimo art. 494, comma 1, e all’art. 492, comma 2, lett. b), prevede “la sospensione dall’insegnamento o dall’ufficio fino a un mese”, ai sensi dell’art. 55-bis, comma 1, primo e secondo periodo, applicabile ratione temporis nel testo anteriore alle modifiche introdotte dal D.Lgs. n. 75 del 2017, per il procedimento disciplinare sussiste la competenza dell’Ufficio per i procedimenti disciplinari (U.P.D.) e non del dirigente scolastico, trattandosi di infrazioni punibili con sanzione più grave rispetto a quella inferiore alla sospensione dal servizio con privazione della retribuzione per più di dieci giorni, dovendosi fare riferimento alla fattispecie disciplinare legale e non a valutazioni ex ante della sanzione irrogabile in concreto, meramente ipotetiche e discrezionali.

La nuova norma

Quanto sostenuto dalla Cassazione può applicarsi anche alla nuova normativa che ribadisce la sussistenza del potere sanzionatorio del Dirigente scolastico sino a 10 giorni? Il D.Lgs. 25 maggio 2017, n. 75 ha disposto (con l’art. 22, comma 13) che “Le disposizioni di cui al Capo VII si applicano agli illeciti disciplinari commessi successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto”.Così modificando l’articolo 55 bis DLGS 165 del 2001 con l’introduzione de comma 9 quater

Per il personale docente, educativo e amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) presso le istituzioni scolastiche ed educative statali, il procedimento disciplinare per le infrazioni per le quali e’ prevista l’irrogazione di sanzioni fino alla sospensione dal servizio con privazione della retribuzione per dieci giorni e’ di competenza del responsabile della struttura in possesso di qualifica dirigenziale e si svolge secondo le disposizioni del presente articolo. Quando il responsabile della struttura non ha qualifica dirigenziale o comunque per le infrazioni punibili con sanzioni piu’ gravi di quelle indicate nel primo periodo, il procedimento disciplinare si svolge dinanzi all’Ufficio competente per i procedimenti disciplinari.

Ora, questa norma, in sostanza non è che una riscrittura della precedente. Ma il Testo Unico della scuola, ed il CCNL scuola sono rimasti invariati. Non esiste ad oggi alcun illecito specifico che possa essere sanzionato fino a 10 giorni, ma il minimo grado di sospensione che è previsto, genericamente, rientra fino ad un mese di sospensione. Pertanto il Dirigente che contesta determinati illeciti disciplinari sanzionabili dall’articolo 492, lettera b del Testo Unico della Scuola, in teoria continua ad arrogarsi un potere sanzionatorio che può arrivare fino ad un mese di sospensione, la cui competenza è dell’UPD e non del D.S.

Rimane, pertanto, la questione, controversa, anche dopo le modifiche introdotte nel 2017

Storia all’Esame di Stato, il CSPI esprime parere favorevole

da Orizzontescuola

di redazione

Ritorno storia all’Esame di Stato: il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, nella seduta plenaria del 13 novembre 2019, esprime parere favorevole.

Il CSPI apprezza “la volontà di mettere in primo piano la riflessione storica, fondamentale riferimento per comprendere gli avvenimenti e per delineare i contesti nei quali possono essere trattate le tematiche poste nelle tracce, in particolare quelle indicate nella Tipologia B“.

Il CSPI propone inoltre di “inserire una quarta traccia di “Ambito storico” aggiuntiva rispetto alle tre già previste per detta tipologia B,
lasciando inalterato il numero delle tracce delle tipologie A e C“.

Parere CSPI storia

Appalti pulizie, ok alle assunzioni dal CSPI. Ecco la bozza del decreto

da Orizzontescuola

di redazione

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI), riunito in seduta plenaria il 13 novembre 2019 ha espresso parere favorevole in merito allo schema di Decreto Interministeriale, che dovrà definire modalità e termini di partecipazione alla procedura di assunzione in ruolo di Collaboratori scolastici del personale ex LSU e appalti storici, in base all’art. 1, comma 760 Legge 145/2018.

Il parere positivo è condizionato all’accoglimento di alcune modifiche:

  • le assunzioni a tempo indeterminato devono essere effettuate nel numero dei posti effettivamente accantonati, che risultano essere 11.507, anziché 11.263 (come indicato nel decreto);
  • deve essere prevista, durante il periodo di prova, da parte dell’Amministrazione, un’attività di formazione relativa al profilo professionale di Collaboratore scolastico.

Requisiti

Saranno ammessi alla procedura selettiva coloro che saranno in possesso dei seguenti requisiti specifici:

  • diploma di scuola secondaria di primo grado, conseguito entro la data di scadenza del termine per la presentazione delle domande alla selezione;
  • aver svolto almeno dieci anni, anche non continuativi, nei quali devono essere inclusi gli anni 2018 e 2019, servizi di pulizia e ausiliari presso le istituzioni scolastiche ed educative statali, in qualità di dipendente a tempo indeterminato di imprese titolari di contratto per lo svolgimento di tali servizi.

Nella bozza del decreto si legge, inoltre, che gli Uffici scolastici regionali effettueranno la verifica sui servizi svolti dai candidati, tramite il controllo delle comunicazioni obbligatorie del rapporto di lavoro (legge 296 del 27 dicembre 2006).

Per accedere alla procedura selettiva sarà necessario essere in possesso dei requisiti generali per l’accesso all’impiego nelle pubbliche amministrazioni (Dpr 487 del 9 maggio 1994).

Oltre a coloro che non saranno in possesso dei requisiti sopra esposti, saranno esclusi anche coloro che sono stati destinatari di sanzioni interdittive all’esercizio di attività che comportino contatti diretti e regolari con minori. Non possono essere ammessi anche coloro che sono stati esclusi dall’elettorato politico attivo.

Valutazione titoli

Il punteggio massimo complessivo previsto è di 100 punti, così distribuiti:

  • titoli di cultura: massimo 10 punti;
  • titoli di servizio: massimo 90 punti

Parere CSPI

Bozza decreto