Educazione&Scuola Newsletter n. 1107


Educazione&Scuola Newsletter n. 1107

Novembre 2019 – XXIV Anno

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Notizie
Programma annuale

Entro il 30 novembre il programma annuale deve essere proposto dalla Giunta esecutiva con apposita relazione al Consiglio d’istituto per l’approvazione

Presentazione domande Esami di Stato

Scade il 30 novembre il termine di presentazione della domanda di ammissione agli esami di Stato conclusivi dei corsi di istruzione secondaria superiore

Dichiarazione ricognitiva incarichi

Coloro che ricevono retribuzioni o emolumenti a carico delle pubbliche finanze in ragione di un rapporto di lavoro con le pubbliche amministrazioni devono produrre all’amministrazione di appartenenza una …

JOB&ORIENTA 2019

Verona, 28 – 30 novembre 2019

Esame di Stato 2020

Le novità annunciate dal Ministro

Elezioni Consigli di Circolo/Istituto

Entro il 24 e 25 novembre 2019 si svolgono le elezioni per il rinnovo dei consigli di circolo/istituto

Giornata nazionale per la sicurezza

Rivoli (TO), 22 novembre 2019

Giornata Mondiale della Filosofia

Sassari, 21 novembre 2019

Orientamenti 2019

Genova, 12 – 14 novembre 2019

New Design 2019

Roma, 6 – 7 novembre 2019

Liberi di scegliere

Protocollo d’intesa per la tutela dei minori dalla criminalità organizzata

Concorso DSGA

Le prove scritte del concorso si svolgono nei giorni 5 e 6 novembre 2019

Norme

Nota 29 novembre 2019, AOODGSIP 5337

5 dicembre 2019 – Giornata Mondiale del suolo

Integrazione e accoglienza: approvazione e pubblicazione graduatorie provvisorie dei progetti

Prot. 35074 del 28 novembre 2019

Formazione per adulti – 2a edizione: approvazione e pubblicazione graduatorie provvisorie dei progetti

Prot. 35104 del 28 novembre 2019

Nota 27 novembre 2019, AOODGPER 48961

D.M.956/2016 – Linee operative per la formazione dei dirigenti scolastici neoassunti a.s. 2019-2020. Assegnazione delle risorse finanziarie e progettazione delle iniziative formative

Nota 25 novembre 2019, AOODPIT 2197

Esame di Stato conclusivo dei percorsi di istruzione secondaria di secondo grado a.s. 2019/2020 – indicazioni

Nota 25 novembre 2019, AOODGRUF 26690

Sedicesima Giornata della donazione del sangue nel MIUR – 6 dicembre 2019

Avviso 22 novembre 2019, AOODGSIP 5194

MOSTRA CONVEGNO NAZIONALE JOB&ORIENTA Verona 28-30 novembre 2019. SCUOLE SELEZIONATE

Decreto Ministeriale 21 novembre 2019, AOOUFGAB 1095

Quadro di riferimento per la redazione e lo svolgimento della prima prova scritta dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione

Nota 21 novembre 2019, AOODGSIP 5174

Attività di avviamento alla pratica sportiva – Campionati Studenteschi a.s. 2019 – 2020

Nota 20 novembre 2019, AOODGOSV 23422

Olimpiadi di Lingue e Civiltà Classiche – IX edizione A.S. 2019-2020 – Finale nazionale Roma, 6-8 maggio 2020

Nota 20 novembre 2019, AOODGSIP 5128

Bando di concorso “Il Teatro è un Tandem”

Nota 18 novembre 2019, AOODGSIP 5107

Atlante – Italian Teacher Award – proroga scadenza al 30 novembre p.v.

Avviso 18 novembre 2019, AOODGOSV 23248

Iniziative di valorizzazione delle eccellenze

Nota 18 novembre 2019, AOODGRUF 26158

Predisposizione e approvazione del Programma Annuale 2020 ai sensi dell’art. 5 del D.I. 28/08/2018, n. 129 “Regolamento recante istruzioni generali sulla gestione amministrativo- contabile delle istituzioni …

Avviso 18 novembre 2019, AOODGOSV 23253

Olimpiade “Leonardo da Vinci per la società della conoscenza”

Nota 18 novembre 2019, AOODGOSV 23280

Olimpiadi di Italiano – Edizione 2019-20

Nota 14 novembre 2019, AOODGOSV 23082

Olimpiadi di Economia e Finanza. Seconda Edizione. A.S. 2019-2020

Nota 13 novembre 2019, AOODGOSV 22994

Iscrizioni alle scuole dell’infanzia e alle scuole di ogni ordine e grado per l’anno scolastico 2020/2021

Nota 13 novembre 2019, AOODGOSV 22983

Mostra-concorso III biennale dei licei artistici italiani con sezione New design 2020

Nota 13 novebre 2019, AOODGOSV 22984

OLIMPIADI DI FILOSOFIA – XXVIII EDIZIONE A.S. 2019-2020 – FINALE NAZIONALE ROMA 13-14-15 MAGGIO 2020

Nota 13 novembre 2019, AOODGOSV 22999

Olimpiadi Nazionali di Robotica – V edizione 2019-2020

Nota 11 novembre 2019, AOODGOSV 22805

Istruzione degli adulti e apprendimento permanente – Funzionamento dei CPIA a.s. 2019-2020

Nota 8 novembre 2019, AOODGOSV 22635

Concorso nazionale Filosofia per l’umanità /Philosophy for Humans, P4H – II edizione anno scolastico 2019-2020 Ragioniamo insieme su unità e diversità umana

Nota 8 ottobre 2019, AOODGRUF 25275

Quaderno n. 3 – “Istruzioni per l’affidamento di incarichi individuali” – Avvio della consultazione on line

Nota 8 novembre 2019, AOODGSIP 4941

Progetto didattico sperimentale studente-atleta di alto livello – D.M. 10 aprile 2018, n. 279. A.s. 2019 – 2020. Proroga termini e integrazione requisiti di accesso

Nota 8 novembre 2019, AOODGOSV 22637

Bando Zero Robotics – SAT a.s. 2019-2020

Nota 8 novembre 2019, AOODGOSV 22636

Olimpiadi delle Scienze Naturali 2020. Olimpiadi Internazionali di Biologia e Olimpiadi Internazionali di Scienze della Terra

Nota 8 novembre 2019, AOODGOSV 22634

Celebrazione della Giornata Mondiale della Filosofia UNESCO: 21 novembre 2019

Nota 7 novembre 2019, AOODGSIP 4917

9 novembre – Giorno della Libertà

Nota 7 novembre 2019, AOODGOSV 22610

9 novembre 1989 – 9 novembre 2019. A trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino

Nota 6 novembre 2019, AOODGOSV 22557

Bando “Quintino Sella per la Didattica delle Scienze della Terra” – Scuole Primarie Statali e Paritarie

Inclusione sociale e lotta al disagio – 2a edizione: graduatorie definitive

Prot. 33215 del 06 novembre 2019

Nota 6 novembre 2019, AOODGOSV 22555

Bando Giochi della Chimica a.s. 2019-2020

Contrasto alla povertà educativa. Prorogati i termini per la trasmissione dei piani firmati digitalmente su SIF

Prot. 33074 del 05 novembre 2019

Nota 5 novembre 2019, AOODGEFID 33068

Premio scuola digitale per l’anno scolastico 2019-2020. Presentazione dell’iniziativa

Disegno di Legge (Senato, 2.11.19)

Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022

Legge 2 novembre 2019, n. 128

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 3 settembre 2019, n. 101, recante disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali

Rubriche

in Bacheca della Didattica

Parlamento della Legalità Internazionale

di Giuseppe Adernò

Il Consiglio di Circolo/Istituto ha abdicato

di Enrico Maranzana

Eduscopio, scelte e bocciature

di Stefano Stefanel

Il terreno accidentato su cui sopravvive l’Invalsi

di Enrico Maranzana

INVALSI. L’erba cattiva….

di Gabriele Boselli

Evitare i proclami e procedere con cognizione di causa

di Maria Grazia Carnazzola

Giù le mani dall’INVALSI!!!

di Ariella Bertossi

Noterelle a margine di una manifestazione riuscita

di Domenico Ciccone

Europ@ Fondi Strutturali di Fabio Navanteri


in Handicap&Società di Rolando Alberto Borzetti

FAQ Handicap e Scuola – 64

a cura dell’avv. Salvatore Nocera e di Evelina Chiocca

in InformagiovaniLa Rete di Vincenzo Andraous

Il rispetto prima forma educativa

di Vincenzo Andraous

in LRE di Paolo Manzelli

GREEN MARKETING e LA SCIENZA BIOQUANTICA della VITA

di Paolo Manzelli

in Recensioni

Y. Reza, Bella figura

di Antonio Stanca

AA.VV., La Rendicontazione sociale

di Carlo De Nitti

D. Eggers, La parata

di Antonio Stanca

in Statististiche

IL SISTEMA AFAM A.A. 2018-2019

MIUR, DGCASIS – Ufficio VI Gestione patrimonio informativo e statistica

in Tiriticcheide di Maurizio Tiriticco

Maturità 2020

di Maurizio Tiriticco

Squali e sardine

di Maurizio Tiriticco

Irak, 1997

di Maurizio Tiriticco

Invalsi sì/no!

di Maurizio Tiriticco

Stay hungry. Stay foolish!

di Maurizio Tiriticco

Rassegne a cura di Fabio Navanteri

Stampa

Sindacato

Gazzetta Ufficiale

Pensioni scuola, requisiti dal 1° settembre 2020. Domande dalla prossima settimana

da Orizzontescuola

di redazione

Pensioni scuola dal 1° settembre 2020: i requisiti per pensione di vecchiaia, pensione anticipata, dimissioni volontarie, Quota 100, opzione donna.

La prossima settimana il Miur emanerà la circolare annuale per la presentazione della domanda. Ricordiamo che le domande da presentare, per avere l’assegno pensionistico da settembre 2020, sono due: una su Polis – la data di scadenza sarà indicata dal Miur – una all’INPS.

La scheda  CISL Scuola sui requisiti di accesso

Ocse boccia Quota 100. Anief: assurdo andare in pensione a 70 anni

da Orizzontescuola

di redazione

Anief –  Mentre in Italia il Governo italiano conferma l’anticipo pensionistico “Quota 100” almeno fino al 2021,  l’Ocse sostiene che invece la norma va abolita: secondo l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, in Italia a rischio è la sostenibilità del sistema macroeconomico e quindi occorre assicurare “adeguate prestazioni di vecchiaia limitando la pressione nel breve, medio e lungo periodo”.

Il problema, secondo l’Organizzazione internazionale, è che in Italia si lascia il lavoro per andare in pensione a 62 anni, 63 e poco più per gli uomini e 61 per le donne. In Europa invece, per gli altri paesi Ocse, l’età del passaggio lavoro-pensione si attesta a poco più di 65 anni per gli uomini e 63 per le donne.

Le indicazioni dell’Ocse non tengono evidentemente conto di alcune specificità lavorative. Come quelle di chi svolge lavori di relazioni umane: la scuola ne è l’esempio massimo. È tutto dire che e anche l’Organizzazione mondiale della Sanità ha ultimamente affermato che il burnout è il tipico malessere cronico che si riscontra nei lavoratori della scuola, in particolare tra i docenti, poiché comporta una sindrome che conduce allo ‘stress cronico’ impossibile da curare con successo, c’è davvero da preoccuparsi e affrontare il problema. Come già avviene nella maggior parte dei Paesi europei.

Il giovane sindacato ricorda che “le malattie professionali dei docenti che determinano l’inidoneità all’insegnamento nell’80% dei casi presentano una diagnosi psichiatrica”. Ad evidenziare il problema, scrive ancora il giovane sindacato nelle motivazioni degli emendamenti al Disegno di legge di Bilancio 2020 AS 1586, sono anche gli “studi sullo stress da lavoro correlato e burnout” condotti dal “dott. Vittorio Lodolo D’Oria, ragion per cui risulta indispensabile allargare l’attuale finestra di pensione anticipata prevista soltanto per il personale dell’infanzia”. Lo stesso esperto in materia ha di recente ricordato che “dal 1992 al 2012 sono intervenute quattro riforme previdenziali ‘al buio’, cioè senza valutare la salute della categoria professionale dei docenti”.

Edilizia scolastica: altri soldi in arrivo anche tramite l’8 per mille, ma le esisgenze sono enormi

da La Tecnica della Scuola

Nella giornata del 29 novembre sono stati approvati in Commissione Finanze due emendamenti al decreto fiscale.
Entrambi, fanno sapere i parlamentari del M5S presenti in Commissione, sono finalizzati a tutelare la sicurezza degli studenti e del personale scolastico.
“Il primo emendamento – sottolineano i deputati 5S – prevede che l’8 per mille possa essere destinato a interventi di ristrutturazione, di adeguamento sismico e di efficientamento energetico nelle scuole; il secondo indirizza 10 milioni di euro all’edilizia scolastica. Queste due norme indicano una direzione precisa verso una priorità che non può non essere condivisa da tutto l’arco parlamentare, perché è inaccettabile che nel 2019 ci siano ancora scuole che cadono a pezzi, pericolose per i nostri figli”.

Nella stessa giornata il ministro Fioramonti ha annunciato di aver firmato un decreto per l’avvio di un piano straordinario per adeguare gli istituti scolastici alla normativa antincendio.
Per la verità, in tempi recenti, si sono susseguiti diversi interventi a favore dell’edilizia scolastica.
Si parte dal decreto legge 104 del 2013 (il cosiddetto “decreto Carrozza”) che prevedeva l’avvio di un piano triennale per l’ammodernamento del patrimonio edilizio destinato ad uso scolastico.
Successivamente il piano è stato via via aggiornato e rifinanziato.
Il fatto è che gli interventi necessari sono molti e tutti quanti particolarmente onerosi.
Per averne un’idea basti pensare con il primo Piano redatto nel 2015 sulla base del decreto legge del 2013 vennero finanziati 1.300 interventi per una spesa complessiva di 905 milioni di euro per un costo medio unitario pari a 700 milioni.
E già allora gli Enti Locali avevano fatto richieste relative a 6mila edifici per una spesa presunta di 3,7 miliardi (600mila euro il costo medio unitario).
D’altronde proprio nei giorni scorsi la Fondazione Agnelli ha presentato una ricerca molto ampia e documentata sull’intero patrimonio edilizio scolastico. Il dato conclusivo e impressionante: servono 200 miliardi di anni: anche stanziando 4 miliardi all’anno (somma peraltro del tutto irrealistica) occorrerebbe mezzo secolo per rimettere tutto in sesto.
Nel frattempo proseguono le iniziative della Associazione Modifica81 che chiede una revisione sistematica delle norme che riguardano la responsabilità dei dirigenti scolastici per le carenze in fatto di sicurezza.
La “salvezza”, forse potrebbe arrivare dal calo demografico che consentirebbe di dismettere gli edifici più vecchi e meno sicuri.

Edilizia scolastica, in arrivo 98 milioni per l’adeguamento antincendio

da La Tecnica della Scuola

Un Piano straordinario per adeguare gli istituti scolastici alla normativa antincendio. Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Lorenzo Fioramonti, ha firmato oggi il decreto per gli interventi di messa a norma delle scuole. Il Piano straordinario prevede un finanziamento complessivo di 98 milioni di euro.

Le risorse saranno assegnate con un avviso pubblico nazionale rivolto agli Enti Locali da adottare entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto. Potranno candidarsi Comuni, Province, Unioni di Comuni e Città Metropolitane e i relativi contributi saranno concessi direttamente agli Enti Locali che così potranno mettere in regola gli istituti e le strutture adibite a uso scolastico entro la fine del 2021, come previsto dall’attuale normativa.

I contributi a disposizione degli Enti Locali saranno pari fino a 70.000 euro per le scuole del primo ciclo e fino a 100.000 per le scuole del secondo ciclo di istruzione.

Soddisfatta il vice Ministro Ascani: “Andiamo avanti con lo stanziamento di risorse per l’edilizia scolastica. Il nostro obiettivo è avere istituti in regola e sicuri da ogni punto di vista. È per questo che siamo impegnati su più fronti e non intendiamo trascurare nessun aspetto. Continuiamo a lavorare per dare ai nostri giovani scuole sicure e adeguate ai tempi che viviamo”.

“Il riparto delle risorse è frutto di un accordo raggiunto con tutti i soggetti coinvolti in Conferenza Unificata. Adesso verrà pubblicato un Avviso pubblico aperto direttamente agli Enti locali: è così che snelliamo le procedure e otteniamo risultati rapidamente. Il contributo massimo che le scuole del Primo ciclo potranno ottenere è di 70.000 euro; arriva a 100.000 euro per le scuole del Secondo ciclo. La strada intrapresa è giusta e intendiamo procedere in questo percorso: l’edilizia scolastica è una nostra priorità e lo stiamo dimostrando con i fatti. Il futuro dei nostri studenti non aspetta. Dobbiamo dare risposte tempestive e lavorare per assicurare a ogni bambino e ragazzo una formazione di qualità”, conclude la Vice Ministra.

Dirigenti scolastici neoassunti, come si svolge l’anno di formazione e prova

da La Tecnica della Scuola

Con le “Linee operative per la formazione dei dirigenti scolastici neoassunti a.s. 2019-2020” il Miur ha fornito indicazioni in merito all’anno di prova che quest’anno sta impegnando 1.995 neo DS.

Il documento illustra come si svolgerà la formazione dei Dirigenti scolastici, quali i servizi utili, criteri e modalità per la valutazione.

Servizi utili

Il periodo di formazione e prova ha una durata pari all’anno scolastico, nel corso del quale dovrà essere prestato un servizio effettivo di almeno sei mesi. E’ possibile sospendere il suddetto periodo in caso di malattia e negli altri casi espressamente previsti dalle leggi o dagli accordi collettivi. Salvo questi ultimi casi il periodo di formazione e di prova non può essere rinnovato o prorogato alla scadenza.

Percorso formativo

E’ prevista un’attività di accompagnamento della durata di 25 ore attraverso momenti di “peer review”, di tutoring, di supporto e consulenza.

A questa si affianca la formazione vera e propria, della durata di 50 ore. Le attività saranno organizzate dagli USR, di norma, per gruppi non superiori a 25 dirigenti neoassunti e, ove possibile, articolati per grado di istituzione scolastica.

Valutazione

Le procedure per la valutazione del periodo di formazione e prova sono previste dagli articoli 7 e 8 del DM 956/2019.

Saranno in particolare valutati:

  • possesso ed esercizio delle competenze gestionali ed organizzative finalizzate alla correttezza, trasparenza, efficienza ed efficacia dell’azione dirigenziale;
  • possesso ed esercizio delle competenze per lo sviluppo e la valorizzazione delle risorse umane;
  • possesso ed esercizio delle competenze concernenti i rapporti con la comunità scolastica, il territorio ed i referenti istituzionali;
  • possesso ed esercizio delle competenze concernenti l’analisi della realtà scolastica in cui si opera, nonché della progettazione delle iniziative volte al suo miglioramento.

Documentazione

Nel mese di gennaio 2020 saranno proposti strumenti e modelli operativi utili a semplificare e uniformare le modalità di documentazione e rendicontazione dell’azione professionale intrapresa dal dirigente neo-assunto e delle attività formative svolte

Esame di Stato, quiz Invalsi, “Buona Scuola” e democrazia

da La Tecnica della Scuola

Nel Bel Paese l’esame di Stato torna a dare importanza fondamentale ai quiz Invalsi. Il cui risultato effettivo, d’altronde, non conta: basta averli sostenuti (in inglese, italiano, matematica). Non conta nemmeno il fatto che questo tipo di prove sia stato (e continui ad essere) molto criticato, e ormai in via d’abbandono presso quegli stessi Paesi anglosassoni che per primi le avevano adottate. Bisogna farli e basta. Perché lo dice il D.Lgs 13 aprile 2017, n. 62; il quale altro non è se non l’applicazione della revisione dell’Esame di Stato, introdotta dalla legge 107/2015 (comma 181, lettera i). Gli studenti inoltre, per sostenere l’esame, dovranno essere sottoposti allo svolgimento delle ore previste dai “Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento” (chiamarli ancora “Alternanza Scuola Lavoro” sarebbe stato impopolare).

Scuola pubblica privatizzata?

Abbiamo già visto quanto la Scuola italiana sia cambiata grazie ad input esterni. A voler pensar male, parrebbe quasi che, quando il pensiero unico neoliberista chiama, i Governi rispondano. E in effetti uno dei “target” che questo pensiero unico reclama è la privatizzazione de facto — se de iure risulta impossibile a causa dei vincoli costituzionali — della Scuola Statale (l’unica pubblica). La legge 107/2015 (soprannominata, con antifrasi di stampo orwelliano, legge della “Buona Scuola”) ha raggiunto il traguardo dando tutti i poteri al Dirigente Scolastico: diritto di incaricare, premiare in soldoni ed esonerare ad libitum gli insegnanti, con buona pace della libertà d’insegnamento e di apprendimento, della sovranità degli organi collegiali e della democrazia scolastica. Chi critica tutto ciò, sostiene trattarsi di autoritarismo allo stato puro, spacciato per “realizzazione dell’autonomia scolastica”: le solite malelingue?

È ancora la Scuola disegnata dalla Costituzione?

Tutti obiettivi conseguiti in brevissimo tempo, comunque:  malgrado il vetusto e — a sentire quanti sostennero il referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 — arrugginito bicameralismo perfetto; e nonostante la presenza dei “movimenti populistici” che il documento firmato JP Morgan (di cui La Tecnica della Scuola ha già trattato) accusa quali responsabili dei problemi italiani (nonché greci).

Sorge spontanea la domanda: visto tutto ciò, la nostra classe politica e dirigenziale sta  forse tradendo i principi ispiratori della nostra Repubblica, nata dalla resistenza al fascismo? Allo stesso modo, la classe dirigenziale e politica che detta legge nell’Unione Europea tradisce forse e rinnega lo spirito dei suoi padri fondatori?

Longo, Pertini, Spinelli, Rossi, Hirschmann, Colorni e altri Padri fondatori

Tra il 1941 ed il 1944, dal loro confino nell’isoletta di Ventotene (in cui erano stati relegati perché antifascisti insieme a Sandro Pertini, Umberto Terracini, Luigi Longo, Pietro Secchia, Mauro Scoccimarro, Camilla Ravera (insegnante) e Riccardo Bauer), Altiero Spinelli, Ursula Hirschmann ed Ernesto Rossi redigevano un documento che teorizzava gli Stati Uniti d’Europa, proprio nel momento in cui più buio era il baratro della guerra in cui l’Europa era caduta: Per un’Europa libera e unita. Progetto d’un manifesto. Meglio conosciuto come Manifesto di Ventotene, il documento sarebbe stato poi pubblicato (in clandestinità) da Eugenio Colorni, che ne scrisse anche la prefazione.

È questa l’Europa che sognarono?

Gli Autori consideravano già a quel tempo necessaria una federazione europea, con un parlamento europeo, eletto a suffragio universale da tutti i cittadini e le cittadine d’Europa, che esprimesse un governo democratico con poteri esecutivi concreti in politica estera e nell’economia. L’esperienza delle due guerre mondiali non poteva più essere ignorata: «Tutti gli uomini ragionevoli», dichiara il documento, «riconoscono ormai che non si può mantenere un equilibrio di stati europei indipendenti con la convivenza della Germania militarista a parità di condizioni con gli altri paesi, né si può spezzettare la Germania e tenerle il piede sul collo una volta che sia vinta. Alla prova, è apparso evidente che nessun paese d’Europa può restarsene da parte mentre gli altri si battono, a nulla valendo le dichiarazioni di neutralità e di patti di non aggressione. È ormai dimostrata la inutilità, anzi la dannosità di organismi, tipo della Società delle Nazioni, che pretendano di garantire un diritto internazionale senza una forza militare capace di imporre le sue decisioni e rispettando la sovranità assoluta degli stati partecipanti. Assurdo è risultato il principio del non intervento, secondo il quale ogni popolo dovrebbe essere lasciato libero di darsi il governo dispotico che meglio crede, quasi che la costituzione interna di ogni singolo stato non costituisse un interesse vitale per tutti gli altri paesi europei».

La democrazia, insomma, è un bene irrinunciabile per tutte le nazioni, e non può esserne tollerata la sparizione in nessun Paese dell’Unione.

Quale democrazia se persino la Scuola si uniforma al pensiero unico?

Oggi l’Unione Europea considera se stessa come la realizzazione di questi principi.

Ebbene: non è forse la Scuola la base di ogni democrazia? E non dovrebbe essere la Scuola il luogo ove si elabora liberamente il pensiero e la conoscenza critica (basata sull’analisi libera e onesta dei dati a disposizione), perseguendo la conoscenza disinteressata (punto di partenza di ogni progresso)? Non dovrebbe esser dunque proprio la Scuola una comunità educante, le cui componenti (docenti in primis) siano libere dai condizionamenti di qualsiasi pensiero unico, di natura religiosa, politica, economica, culturale, familistica che sia? Quanto di questi principi è però conciliabile con la Legge 107/2015 (che il Movimento 5 Stelle aveva promesso di abolire una volta arrivato al Governo della nazione)?

La risposta ai nostri lettori.

Concerto straordinario di raccolta fondi a favore delle città di Venezia e Matera

La solidarietà dell’Orchestra dei Conservatori per Venezia e Matera

Sabato 30 novembre il concerto al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Un concerto straordinario di raccolta fondi a favore delle città di Venezia e Matera, colpite dal maltempo. L’Orchestra Sinfonica Nazionale dei Conservatori è in prima fila nella corsa alla solidarietà verso i territori che hanno subito danni a causa dell’acqua alta e dei violenti temporali. Così gli studenti dei Conservatori suoneranno nel Teatro del Maggio Musicale Fiorentino per il concerto di beneficenza che si terrà sabato, 30 novembre 2019, alle ore 20.

Per l’occasione l’Orchestra Sinfonica Nazionale dei Conservatori, composta dai migliori studenti dei Conservatori italiani selezionati tramite audizioni e concorsi, sarà diretta da Alessandro Pinzauti. L’Orchestra Sinfonica dei Conservatori fa parte del sistema dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Il concerto nasce da una idea di Paolo Zampini, direttore del Conservatorio di Firenze “Luigi Cherubini” e membro del comitato artistico ministeriale per le attività delle Orchestre Nazionali.

Particolarmente gravi sono i danni subiti a Venezia e al patrimonio culturale della città a cominciare da quelli alla Basilica di San Marco, alla Biblioteca del Conservatorio Benedetto Marcello, dove sono stati compromessi numerosi e importanti documenti musicali, e al Teatro La Fenice dove sono state seriamente danneggiate le strutture del palcoscenico. Anche a Matera, capitale europea della cultura 2019, i danni sono ingenti. Il concertorappresenta l’occasione per sostenere concretamente le due città.

Il concerto in programma proporrà brani di:

Gioachino Rossini, Il barbiere di Siviglia

Luigi Cherubini, Medea

Giuseppe Verdi, Luisa MillerSinfonia – Giovanna d’Arco

Pëtr Il’ič Čajkovskij, Sinfonia n. 5 in mi minore op. 64

Valutazione Qualità Ricerca (VQR)


Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Lorenzo Fioramonti ha firmato il Decreto contenente le Linee-guida del prossimo bando che l’Agenzia Nazionale per la Valutazione dell’Università e della Ricerca (ANVUR) emetterà per la valutazione periodica della qualità della ricerca (VQR), relativa al periodo 2015-2019.

Le novità maggiori delle Linee-guida consistono nell’ampliamento del concetto di ‘prodotto della ricerca’, che non sarà più circoscritto alle sole pubblicazioni ma si articolerà in uno spazio più ampio. Andrà valutata la qualità del reclutamento, che ora include anche dottorandi e dottori di ricerca, e c’è un primo tentativo di valutare l’impatto, non solo economico, che le Università e gli enti pubblici di ricerca hanno sulla società e sul territorio.

Nel complesso, dichiara il Ministro Fioramonti “si supera il ruolo di ‘classifica’ che talvolta la VQR ha assunto, orientandola verso la produzione di un quadro multidimensionale, che mostri punti di forza, da consolidare, e punti di debolezza, da superare, del sistema nazionale della ricerca. Si compie così un passo importante verso il mio obiettivo, che è quello di un miglioramento complessivo e coeso del sistema”.

Un’altra novità è l’introduzione di studi analitici sulle attività di valorizzazione sociale dei risultati della ricerca. In questo modo si intende neutralizzare ‘rendite di posizione’ che potevano avvantaggiare alcune Istituzioni rispetto ad altre, quando si usavano solo alcuni elementi di valutazione (ad esempio i brevetti). Le Linee-guida contengono, infine, un invito ai ricercatori, pur nel rispetto delle norme a tutela degli editori, a rendere accessibili i risultati delle loro attività a un pubblico più ampio possibile, in forma libera e gratuita.

Dal green alla robotica, 3 milioni di posti di lavoro in Italia nei prossimi 5 anni

da Il Sole 24 Ore

di Claudio Tucci

Il lavoro da qui ai prossimi cinque anni? Sarà appannaggio di specialisti, anche dell’economia circolare e del digitale; e per oltre il 35% dei casi le professioni richieste saranno tecniche. Tra il 2019 e il 2023, ha stimato Unioncamere, un fabbisogno occupazionale tra i 3 e i 3,2 milioni di posizioni per fronteggiare le esigenze di imprese e Pa. Tale quota coprirà, per l’80%, il turn-over (2,6 milioni di lavoratori nel quinquennio) mentre la crescita economica, a seconda della sua intensità e in maniera molto differenziata nei diversi settori, richiederà una quota di nuovi impieghi che va dalle 352mila alle 535mila unità.

Spazio agli indirizzi medico-sanitario, economico e giuridico
Nei cinque anni ipotizzati, il 62% dei nuovi ingressi riguarderà laureati e diplomati. In particolare, la domanda di personale laureato potrà attestarsi tra le 959mila e le 1.014mila unità, e si concentrerà per lo più nell’indirizzo medico-sanitario, con una richiesta tra 171mila e 176mila unità, seguito da quello economico, da 152mila a 162mila unità, da ingegneria, con una domanda compresa tra 127mila e 136mila lavoratori, e dall’area giuridica, da 98mila a 103mila unità.

Avanti con i diplomi tecnici
Per quanto riguarda invece i diplomi, nel quinquennio le imprese richiederanno personale diplomato principalmente nell’indirizzo amministrazione, finanza e marketing (gli ex ragionieri), con un fabbisogno che potrà variare tra 279mila e 302mila unità, e in quello industria e artigianato, con una domanda complessiva tra 211mila e 235mila unità (tra cui spiccano le richieste degli indirizzi meccanica, meccatronica ed energia con 94-106mila unità ed elettronica ed elettrotecnica con 50-56mila unità). Sarà considerevole anche il fabbisogno di diplomati nell’ambito del turismo, che potrà arrivare a domandare tra i 79mila e gli 82mila occupati.

Economia circolare e digitale nei piani di assunzione delle imprese
Il sistema formativo italiano dovrà anche prepararsi a rispondere alle sfide dei cambiamenti nei trend produttivi dei settori economici, che saranno fortemente influenzati dalla pervasività della rivoluzione tecnologica e dalla necessità di riorientare le scelte produttive verso un green new deal. In particolare, della “Digital Transformation” le imprese ricercheranno tra i 275mila e i 325mila lavoratori con specifiche competenze matematiche e informatiche, digitali e social o relative agli sviluppi nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale o dei big data e delle tecnologie 4.0.

Le opportunità nel “green”
Sul fronte della filiera “Ecosostenibilità”, le imprese avranno bisogno tra i 519mila e 607mila lavoratori per cogliere al meglio le opportunità offerte dalla diffusione di processi produttivi rispettosi dell’ambiente, volti ad ottimizzare o ridurre l’utilizzo di materie prime. La filiera “Salute e Benessere” contribuirà ad alimentare la domanda di lavoro nei prossimi cinque anni ricercando tra le 361mila e 407mila unità, prevalentemente figure di livello medio-alto in campo medico-sanitario e assistenziale. La filiera “Education e cultura”, che dovrà avere un ruolo ancora più centrale nella diffusione di nuove conoscenze e competenze, esprimerà un fabbisogno compreso fra 140mila e 149mila lavoratori nel quinquennio.

Posti anche nella meccatronica e robotica
Il fabbisogno occupazionale delle imprese della filiera “meccatronica e robotica” potrà riguardare tra 68mila e 86mila lavoratori, nell’arco dei cinque anni. In particolare, la meccatronica è il comparto manifatturiero maggiormente interessato da “Impresa 4.0”, e quindi richiederà un significativo numero di figure professionali legate alle trasformazioni della produzione.

Scuola-lavoro, la vice ministra Ascani: «Auspico innalzamento delle ore almeno nei tecnici e professionali»

da Il Sole 24 Ore

di Cl. T.

«Il mio auspicio è che si torni a innalzare il monte ore per i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (ex alternanza scuola-lavoro). Perché se è vero che l’avvio è stato un pò problematico, soprattutto per i licei, è vero anche che oggi le scuole sono molto più mature. E soprattutto abbiamo bisogno di percorsi più corposi per gli istituti tecnici e professionali, che ci chiedono un’alleanza tra scuola e lavoro di cui hanno bisogno per offrire ai ragazzi il diritto di mettersi alla prova con le competenze che acquisiscono a scuola».

Parla la vice ministra
A parlare è la vice ministra del Miur, Anna Ascani, nel giorno d’apertura di Job&Orienta, salone nazionale dell’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro fino a sabato 30 alla Fiera di Verona. «Dal giorno zero del mio mandato – ha proseguito Ascani – mi sono impegnata a far sì che questi nuovi percorsi funzionassero, e che le informazioni arrivassero nelle scuole in modo chiaro. Le nuove linee guida consegnate agli istituti servono proprio a questo: innanzitutto a chiarire che non si tratta di snaturare la scuola o di chiedere alle imprese di fare scuola. Si tratta di dare ai ragazzi la possibilità di comunicare con il mondo esterno, di aprirsi a ciò che è fuori dall’aula. E, al tempo stesso, di dare la possibilità alle imprese di conoscere quello che si fa a scuola».

La scuola è pronta alla sfida per la sostenibilità

da Il Sole 24 Ore

di Fabrizio Proietti*

Il riordino degli istituti professionali presenta due nuovi indirizzi di studio correlati alla sostenibilità ambientale e alla sicurezza alimentare: Gestione delle acque e risanamento ambientale e Pesca commerciale e produzioni ittiche. Le acque, le coste, le produzioni delle specie ittiche commerciali e il risanamento ambientale sono dallo scorso anno scolastico oggetto di apprendimento nella formazione dei futuri diplomati dell’istruzione professionale di questi indirizzi, correlati ad aree economiche e professionali, quali i Servizi di Public Utilities e l’aspetto manageriale nella Pesca, venute alla ribalta negli ultimi tempi.

Il ruolo della formazione tecnico-professionale
In seguito alle emergenze idrogeologiche del nostro Paese e alla necessità di attuare una solida e profittevole politica di riciclo dei rifiuti nelle grandi città, diventa sempre più importante la formazione di figure dotate di competenze tecnico professionali in grado di intervenire in modo integrato e sostenibile nell’intero ciclo della gestione delle acque, dall’approvvigionamento alla canalizzazione, dalla manutenzione delle sorgenti e degli invasi alla depurazione, e nella gestione e riciclo dei rifiuti in senso lato, e sempre più ricercate sono le nuove professionalità in grado di gestire e controllare tali elementi e i fenomeni della natura. Allo stesso modo, in un territorio a forte vocazione turistica, dove emergono le forti differenze regionali che caratterizzano i territori del nostro Paese, dalla terra e dal mare alla tavola, diventa centrale saper gestire con spirito di managerialità, ma anche rispettando regole di sostenibilità, l’ampia filiera ittica, dalla fase di estrazione alle successive fasi di produzione e commercializzazione.

Ecco che le scuole ad indirizzo professionale, quindi, si sono riunite in reti nazionali – G.A.R.A. per l’indirizzo “Gestione delle acque e risanamento ambientale” e TRI.CA.MO. per l’indirizzo “Pesca commerciale e produzioni ittiche” – per promuovere le nuove figure professionali emergenti, anche se ciascun istituto, poi, caratterizza la propria offerta formativa in collaborazione con gli stakeholder e le Regioni, in relazione alle esigenze dei contesti territoriali e delle filiere produttive

I due nuovi indirizzi
Con le proposte dei nuovi Indirizzi la scuola ha voluto operare un investimento culturale e formativo per dare concrete risposte in termini di sostenibilità ambientale, economica e sociale, a intere aree del nostro territorio, tenuto conto che la penisola italiana è circondate per l’80 % dal mare e si caratterizza per avere, con le isole, circa 7.500 Km di coste, presentando territori montani non sempre presidiati e forti fenomeni di urbanizzazione.
Gli effetti dei cambiamenti climatici e degli inquinanti, uniti alla eccessiva antropizzazione delle città e zone costiere, hanno incrementato la necessità di interventi di emergenza, estemporanei, per contrastare il dissesto idrogeologico di territori, dove l’acqua da risorsa diviene pericolo, anche in relazione alle produzioni ittiche, dove specie aliene minacciano la biodiversità.

La nuova mission dell’istruzione professionale
Occorrono quindi risorse umane competenti nell’utilizzo di strumenti diagnostici, di misura, di produzione, di lavorazione ed è necessario promuovere modelli di gestione innovativi finalizzati al controllo, alla gestione dei processi e alla commercializzazione e valorizzazione dei prodotti, anche nel loro riutilizzo nell’economia circolare. Per questo la nuova mission dell’istruzione professionale, con particolare riguardo agli indirizzi in questione, è quella di formare giovani, cittadini attivi, che intervengono nei processi produttivi e lavorativi, nell’ottica degli obiettivi (goals) contenuti nell”Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile.

*Fabrizio Proietti, Miur – Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione – Dirigente Ufficio IV

«Più libri più liberi» e Aie: le biblioteche scolastiche sono un’emergenza nazionale

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

Le biblioteche scolastiche continuano a essere un’emergenza nazionale. È quanto emerge dall’indagine, realizzata dall’Associazione italiana editori (Aie) in collaborazione con il Miur, il Centro per il libro e la lettura (Cepell) e l’Associazione italiana biblioteche (Aib), per fotografare lo stato delle biblioteche scolastiche italiane e basata sulle risposte di 7.762 scuole.

Un quadro che si ricompone dopo otto anni dall’ultima rilevazione e che evidenzia come, rispetto al 2011, la spesa media per studente per il loro funzionamento sia di 1,13 euro (1,56 euro otto anni fa) e il numero di scuole dotate di biblioteca si attesti oggi all’85% rispetto all’89% di allora. E questo malgrado il 45% delle scuole indichi che la biblioteca sia stata potenziata grazie a iniziative come #ioleggoperché. Sono alcuni dei dati che verranno presentati giovedì 5 dicembre alle 11.30 in sala Aldus a «Più libri più liberi», la Fiera nazionale della piccola e media editoria, in programma fino a domenica 8 dicembre al Roma Convention center La Nuvola. Ne discuteranno Lucia Azzolina (Sottosegretaria Miur), Ricardo Franco Levi (presidente Aie) e Giovanni Peresson (Aie), moderati dal giornalista del Corriere della Sera Paolo Conti.

Nella seconda giornata della Fiera nazionale della piccola e media editoria si parlerà anche di politiche per il libro e attività dedicate alla lettura nelle scuole. Un primo incontro, Politiche per il libro, gli editori e la lettura in Francia e Germania, realizzato in collaborazione con Aldus, è in programma alle 10.30 in Sala Aldus: Andrea Carbone (Institut Français) e Christina Hasenau (direttrice Centro informazioni e redazione Internet del Goethe-Institut), moderati da Stefano Salis (Il Sole 24 Ore), discuteranno dei progetti a sostegno della lettura e del settore nei due Paesi europei con le più forti industrie editoriali, Francia e Germania.

Diseducazione digitale

da Corriere della sera

di Valentina Santarpia

Digitale a scuola, dopo la sbornia si fa marcia indietro. E si punta sugli aspetti umani. Sono le incredibili conclusioni di una ricerca condotta dall’università Bocconi assieme all’associazione ImparaDigitale, che verrà presentata domani agli Stati generali della scuola digitale a Bergamo: condotta su 1.499 studenti, 848 genitori, 80 consigli di classe, 134 insegnanti, che hanno portato oltre 600 mila risposte, dimostra che di digitale ce n’è fin troppo nella vita dei bambini e dei ragazzi, e che quindi la scuola deve concentrarsi su altro.

«È la prima volta che vengono incrociate le risposte dei figli con quelle dei genitori, e che si ha la percezione netta di come madri e padri non siano abbastanza consapevoli dell’uso che i figli fanno dei mezzi tecnologici», spiega Francesco Sacco, curatore della ricerca. Persino sull’età a cui i ragazzi hanno avuto accesso a un cellulare le risposte divergono: il 30% dei figli dice di averlo ricevuto tra i 6 e gli 8 anni, ma solo il 19% dei genitori ammette di averlo concesso a quell’età; lo 0,5% dei ragazzi dice di averlo avuto prima dei 3 anni, cosa che risulta solo allo 0,2% dei genitori. Sul tempo di utilizzo si tende al ribasso: le tre ore dichiarate in media a settimana non tornano con il resto delle risposte. Alle primarie tutti dicono di non portare il telefonino in classe, ma gli insegnanti testimoniano di averlo visto: a scuola il 23% lo usa di nascosto, per lo più per copiare. «C’è un gap generazionale che condiziona il rapporto docente-alunno. Ma non esiste più un controllo reale da parte dei genitori — spiega Dianora Bardi, professoressa e presidente di ImparaDigitale —. Esiste la mamma virtuale, che pensa con i messaggini di poter controllare i propri figli, mentre il padre autorevole/autoritario non esiste più, sostituito dal padre simbolico, che punta sul dialogo». Che però non sembra sempre funzionare. Persino sulle regole di utilizzo della tecnologia ci sono reazioni diverse: i genitori sono convinti di aver messo paletti (81%), ma solo una parte degli studenti (69%) li riconosce, e l’11% dice di non rispettarli.

Lo schermo è pervasivo nella vita dei ragazzi, anche dopo cena: i bimbi della primaria usano il telefono fino alle 23.10, i ragazzi delle medie fino alle 23.40, quelli delle superiori fino a oltre mezzanotte. E questo nonostante il 52% dei genitori dica di non averli autorizzati. «Portare il telefono in camera aumenta il numero di ore di sonno perdute», sottolinea nelle sue considerazioni Daniela Lucangeli, esperta di psicologia dell’apprendimento e prorettore dell’università di Padova. E la stanchezza va a braccetto con ansia fisiologica, irrequietezza: insonnia, mal di testa, stanchezza, nausea che, come ricorda Lucangeli, sono correlati all’uso delle tecnologie.

Lo studente trascura le attività per usare le tecnologie, prende brutti voti, dà risposte brusche mentre usa tablet o telefonino. E non è vero che, come vorrebbero credere i genitori, il cellulare è alleato dello studio: il 68% lo usa poco o mai per i compiti. Conseguenze? L’ambizione degli studenti è sempre più modesta, il 58% fa il minimo.

Ma allora, il digitale va usato a scuola, sì o no? «Dobbiamo ricrederci. Non si può parlare di innovazione focalizzandoci solo sul digitale senza un contesto progettuale ampio — conclude Bardi —. Il cambiamento si potrà attuare se il docente non avrà paura di ascoltare gli studenti, far sviluppare i talenti, supportarli rispettando i tempi di apprendimento, renderli davvero liberi di scegliere e sbagliare, per diventare autonomi. Per salvare il digitale, insomma, dobbiamo dimenticare il digitale».