Solidarietà al quartiere di Centocelle

“L’odiosa cornacchia si posò sulla schiena di una pecora e con il becco la tormentò e la picchiò a lungo. –Se tu andassi a fare questi sgarbi al cane – sospirò la pecora – li pagheresti cari! Ben per questo non vado da lui, ma vengo da te – rispose pronta la cornacchia. – I dispetti li faccio ai deboli, con i potenti sono ossequiosa: campo cent’anni!” (Fedro)

Il Comitato dei Genitori dell’istituto Comprensivo Simonetta Salacone esprime la sua vicinanza alla libreria La Pecora Elettrica, alla Cento55 Pinsa Romana, al Baraka Bistrot e a tutto il quartiere di Centocelle.

Rifiutiamo il gesto vile degli attacchi incendiari a queste attività, nel cuore pulsante di un quartiere che sentiamo nostro, che attraversiamo ogni giorno con i nostri figli e che amiamo.
Non ci discosteremo di un solo passo dallo spirito della nostra scuola, combatteremo l’insinuarsi della paura e continueremo a stare dalla parte di chi è esposto, lavora onestamente e, nonostante tutto, resiste.

I bambini e le bambine hanno diritto a serenità e libertà, e questo non passa solo per le scuole, ma anche per le famiglie e per le strade della città. 

Comitato Genitori I.C. Simonetta Salacone
«la scuola può tutto»

Disabili al lavoro

Italia Oggi Sette del 12.11.2019

Disabili al lavoro 

FIRENZE. Professionisti per l’inclusione. Preparare esperti in grado di analizzare, pianificare e realizzare progetti di inclusione lavorativa e sociale di persone con disabilità. È l’obiettivo della prima edizione del master di primo livello in Disability management organizzato dal Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’università di Firenze. L’ateneo fiorentino propone, quindi, un percorso il cui obiettivo è quello di fornire competenze e conoscenze multidisciplinari, finalizzate a sviluppare nel disability manager un approccio flessibile, dinamico e orientato alla risoluzione di problemi. L’università toscana, da sempre sensibile ai temi legati alla disabilità, ha ideato questo percorso formativo – che si avvale della collaborazione dell’Associazione Abilitando e della Fondazione Paideia – al fine, quindi, di rispondere anche alle esigenze che vengono del territorio dove è emerso l’interesse verso una figura professionale specifica in grado di valorizzare le competenze, mediare i possibili conflitti e armonizzare la partecipazione al lavoro delle persone con disabilità. Le lezioni del master, nello specifico, metteranno al centro gli aspetti tecnici e culturali delle varie disabilità, le conoscenze degli strumenti di valutazione e dell’Icf (classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute), degli ausili informatici e tecnologici. A seguire saranno approfonditi temi legati a dinamiche organizzative, engagement e gestione dei conflitti, comunicazione efficace, networking e fundraising. Il master, al quale prenderanno parte 30 partecipanti, si svolgerà a partire da gennaio 2020 fino a gennaio 2021 e prevede 236 ore di didattica frontale, 175 ore di tirocinio pratico e 200 ore di formazione a distanza. Un percorso completo e innovativo al quale si può presentare domanda di ammissione entro il 2 dicembre. Per iscriversi e per avere maggiori informazioni, occorre consultare il sito internet: www.unifi.it © Riproduzione riservata 

DL PRECARI

DL PRECARI, FGU-GILDA: MONCO E POCO EFFICACE SENZA DDL ABILITAZIONI

Senza il Disegno di Legge sulle abilitazioni, il Decreto precari oggi in discussione risulta monco e rischia di fallire l’obiettivo per il quale è stato concepito e che consiste nell’avvio di una procedura abilitante strutturale in grado di ridurre a percentuali fisiologiche il fenomeno del precariato. Ci aspettiamo, pertanto, che il Disegno di legge sulle abilitazioni venga presto inviato alle Camere per una sua celere approvazione. Così la delegazione della FGU-Gilda degli Insegnanti ha esordito questa mattina l’audizione davanti alle Commissioni Istruzione e Lavoro di Montecitorio.Entrando nel merito dei contenuti del Decreto 126, la FGU-Gilda degli Insegnanti ha posto l’accento in particolare su alcuni aspetti qui di seguito elencati sinteticamente.

SCUOLE PARITARIE Ok alla procedura concorsuale anche per i docenti con servizio nelle paritarie ma utile ai soli fini abilitativi (sbocco naturale di stabilizzazione in una scuola paritaria). Ok prova scritta informatizzata analoga, ma distinta, tra chi partecipa, oltre che a fini abilitativi, anche ai 24.000 posti vacanti riservati a chi ha almeno tre anni di servizio nella scuola statale.

SOSTEGNO Sarebbe opportuno chiarire che il servizio effettuato su posto di sostegno senza titolo è, come avviene regolarmente, riconosciuto in tutto e per tutto come servizio specifico sulla classe di concorso dalla quale si è ricevuta la nomina. Vista la carenza cronica di docenti specializzati sul sostegno, sarebbe inoltre opportuno consentire la partecipazione al concorso straordinario degli specializzati sia per la scuola secondaria di primo grado che a quella di secondo grado. Per la prova orale, si ritiene opportuno valutare il periodo di formazione e prova.24 CFUOltre a quelle per i 24mila vincitori, lo Stato si faccia carico anche delle spese per l’acquisizione dei 24 crediti formativi universitari sostenute dai candidati al concorso straordinario che, pur avendolo superato, non rientrano nel contingente previsto per le assunzioni. Netta contrarietà alla soppressione delle disposizioni transitorie che consentivano ai docenti con tre anni di servizio di accedere alla procedura ordinaria senza i 24 CFU.

EDUCAZIONE CIVICA (LEGGE 92/2019) Servono correzioni ed integrazioni per evitare che gli insegnanti siano gravati da ulteriori  incombenze burocratiche senza un compenso adeguato. 

Non c’è nulla di più stabile .. del precariato!

DiSAL in audizione alla Camera sul disegno di legge C. 2222, di conversione del decreto-legge n. 126 del 2019

Non c’è nulla di più stabile .. del precariato !

Oggi 12 novembre 2019 si è svolta l’audizione parlamentare delle associazioni di dirigenti scolastici presso le Commissioni congiunte Istruzione e Lavoro alla Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame del disegno di legge C. 2222, di conversione del decreto-legge n. 126 del 2019, recante misure di straordinaria necessità e urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione di docenti.

Per l’Associazione DiSAL è intervenuto il presidente nazionale Ezio Delfino che ha offerto al confronto considerazioni e richieste contenute nella Memoria depositata nel corso dell’audizione medesima e reperibile sul sito disal.it

Il decreto legge in discussione reca misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti ed è principalmente finalizzato a porre rimedio alla grave carenza di personale di ruolo e ad introdurre disposizioni atte a garantire il corretto svolgimento dell’attività amministrativa nelle istituzioni scolastiche.

“Nulla vi è di più ‘stabile’, in Italia, dei ‘precari’ della scuola – afferma Delfino – una costante per tutte le stagioni che si autogenera a causa dell’assenza di una pianificata strategia di percorsi di formazione iniziale e reclutamento e che i recenti governi hanno cercato di eliminare, senza mai riuscirvi, anche assumendo annualmente circa 20-30 mila docenti”.

Il decreto-legge n. 126/2019 riapre delle possibilità di stabilizzazione  e sistemazione ai docenti che da anni attendono la possibilità di acquisire l’abilitazione all’insegnamento: una regolarizzazione che potrà loro permettere, dopo anni di precariato, con contratti solo a tempo determinato di poter avere un’assunzione in ruolo nelle scuole di Stato o un contratto a tempo indeterminato nelle scuole paritarie. Il decreto mira a rimediare, seppur in parte, alla grave carenza di personale di ruolo nelle scuole statali, dall’altro alla carenza di personale abilitato all’insegnamento nella scuola secondaria, requisito necessario al mantenimento del requisito della parità scolastica. 

Nell’intervento in audizione il presidente Delfino ha ribadito che i contenuti del d.l. 126/2019, pur  apprezzabili e condivisibili nel loro carattere di urgenza, rappresentano, tuttavia, rimedi ad errori e ritardi nella programmazione del reclutamento di dirigenti, docenti e personale ATA da parte della Amministrazione pubblica che non si possono sottacere e rimediano a prescrizioni che richiedevano interventi normativi chiari e coerenti  (come la rilevazione delle impronte digitali o l’assenza di ispettori tecnici). Il d.l. si muove però ancora nella logica di forme di reclutamento e organizzazione del personale scolastico destinate a non risolvere il problema della stabilità dei docenti nella scuola statale, a non sciogliere il tema dell’abilitazione degli insegnanti delle scuole paritarie e a non definire modalità per la verifica di un’adeguata preparazione e selezione per merito del personale rispetto ai fabbisogni degli studenti e delle scuole.  Nelle richieste di emendamento al testo in discussione il presidente Delfino ha, inoltre, ribadito che:

§  occorre definire un moderno sistema di formazione e reclutamento dei docenti, superando la formula della abilitazione, e pianificare misure concorsuali e formative che concorrano realmente ad eliminare i posti vacanti sia di docenti e che di dirigenti scolastici;

§  occorre la scrittura delle norme di legge sulla scuola recepisca l’esistenza della legge 62/2000 e che sia sempre orientata a tenere in considerazione del Sistema nella sua articolazione di scuole statali e scuole paritarie;

§  occorre ripensare in prospettiva nuove forme di reclutamento dei dirigenti scolastici (e, analogamente, dei docenti)  anche attraverso concorsi indetti dalle singole istituzioni scolastiche (come avviene nei comuni e negli ospedali) o da reti di scuole autonome.

Le audizioni parlamentari proseguiranno nel mese di novembre per giungere entro il 25 novembre alla redazione di un testo di legge da sottoporre poi alla discussione nelle Aule parlamentari

IL SISTEMA AFAM A.A. 2018-2019

MIUR, DGCASIS
Ufficio VI Gestione patrimonio informativo e statistica


Conservatori e accademie di danza, boom di iscritti All’AFAM +7%, in 8 anni quasi raddoppiate le matricole
Uno spot per promuovere l’Alta Formazione Musicale e Coreutica

Non conosce crisi l’Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica (AFAM), di cui fanno parte Conservatori e Istituti musicali statali, Accademie di danza, di Belle arti, di Arte drammatica e Istituti superiori per le industrie artistiche statali, considerati un’eccellenza italiana nel mondo. Da anni si sta verificando una crescita costante di iscritti, di diplomati, e quindi anche di insegnanti e di corsi. Dall’anno accademico 2010/2011 gli iscritti sono aumentati mediamente ogni anno del 7%. Nell’anno 2018/19 gli studenti sono stati 76.072. Nello stesso arco di otto anni, a conferma dell’interesse che nel mondo esercitano le scuole dell’AFAM, la presenza di studenti con cittadinanza non italiana è più che triplicata. Nell’ultimo anno l’aumento è stato del 3,4% su numeri già importanti che rappresentano il 16,5% delle iscrizioni complessive (oltre 12.500). È cresciuta anche la proposta formativa: dal 2010/11 i corsi di studio sono aumentati complessivamente del 30%.

È questa la fotografia che emerge dai dati dell’approfondimento statistico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dedicato al sistema AFAM per l’anno accademico 2018/19, appena pubblicato sul portale del MIUR.

Il settore AFAM conta oltre 5.000 corsi attivi, la maggior parte dei quali attiene al settore musicale e coreutico, circa l’87%, e il restante 13% al settore artistico e teatrale. Nel 2018 sono stati 16 mila i diplomati, un aumento del 60% rispetto ai numeri del 2011. La quota di diplomati con cittadinanza non italiana è il 18,9%. Nel 2018/19 operano a vario titolo nel sistema AFAM oltre 18.500 persone, di cui 15.402 docenti e 3.134 non docenti.

Il MIUR, con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha promosso una campagna istituzionale per far conoscere l’offerta formativa AFAM e l’opportunità che offre nei vari campi dell’arte, dello spettacolo, della musica e del teatro. La campagna vuole incentivare i giovani a intraprendere un percorso per formare e preparare figure professionali con competenze tecnico specialistiche e capace di creare un valore aggiunto non solo in ambito artistico ma anche in altri ambiti produttivi. Destinatari della campagna sono in particolare i giovani italiani e stranieri. Testimonial d’eccezione è l’attore Michele Placido che, formatosi anche lui in Accademia, presenta la multiforme bellezza dell’arte e dei luoghi dove l’arte si impara. Lo spot è in onda in questi giorni sui canali radio e televisivi Rai.

Il terreno accidentato su cui sopravvive l’Invalsi

Il terreno accidentato su cui sopravvive l’Invalsi

di Enrico Maranzana

Il controllo è essenziale per il governo di un sistema: consistenell’osservazione, nella misurazione e nella capitalizzazione degli scostamenti tra i risultati attesi e quelli conseguiti (feed-back).

La specificazione della finalità e la successiva scomposizione in obiettivi forniscono le direttive di sviluppo delle articolazioni procedurali, condizionandone l’evoluzione.

Nel primo capitolo di Didattica e docimologia, titolato “Le funzioni del controllo scolastico nel processo educativo”, Mario Gattullo scrive: “In funzione dell’importanza degli scopi nel processo educativo, se ne può compiere una distinzione generale, che li può classificare in finali e immediati, subordinando i secondi ai primi”.

Distinzione riproposta dalla legge 53/2003, nell’esplicitazionedell’orientamento del sistema educativo: “E’ promosso l’apprendimento in tutto l’arco della vita e sono assicurate a tutti pari opportunità di raggiungere elevati livelli culturali e di sviluppare le capacità e le competenze, attraverso conoscenze e abilità, generali e specifiche, coerenti con le attitudini e le scelte personali, adeguate all’inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro, anche con riguardo alle dimensioni locali, nazionale ed europea”. 

Ne discende: gli scopi educativi finali sono individuati nello sviluppo di capacità e competenze generali; le conoscenze e le abilità, che sono le componenti delle competenze specifiche, costituiscono gli strumenti operativi e sono subordinati ai primi. Competenze specifiche che riguardano le singole materie o singole applicazioni in circoscritti ambiti disciplinari. 

Le scuole non hanno fatto tesoro dell’indirizzo e non hannogenerato un vocabolario univoco e condiviso: questa l’origine della turbolenza che avviluppa l’Invalsi. Ancora più devastanti sono gli interventi del legislatore e del Miur, viziati da un’inammissibile carenza culturale.

Si forniscono alcuni esempi per giustificare l’addebito.1) La legge 53/2003 identifica la finalità della scuola ne “L’innalzare i livelli di istruzione e le competenze delle studentesse e degli studenti” e, nel comma 7, ne specifica i corrispondenti “obiettivi formativi”, elencando i descrittori dei comportamenti che gli studenti devono essere in grado di assumere al termine del ciclo scolastico. 

Se ne trascrivono alcuni per dimostrare la manifesta nebulosità concettuale: “Potenziamento delle metodologielaboratoriali e delle attività di laboratorio”; “prevenzione e contrasto della dispersione scolastica”; “valorizzazione della scuola intesa come comunità attiva”; “apertura pomeridiana delle scuole e riduzione del numero di alunni e di studenti per classe o per articolazioni di gruppi di classi “ …2) Il precedente titolare del Miur, Marco Bussetti, alla festa della lega di Romagna, ha espresso le linee del cambiamento in atto: attualmente ”I nostri studenti devono avere competenze, che tradotto in pratica vuol dire saper fare, e ci stiamo completamente dimenticando delle attitudini”.

Un’asserzione da cui traspare un’inammissibile carenza terminologica. 

La competenza è un’entità composta di attitudini e conoscenza.3) I regolamenti di riordino del 2010, che forniscono repertori di competenze generali, sono stati cestinati. Nelle scuole le conoscenze e le abilità la fanno da padrone: il principio della subordinazione dei fini immediati rispetto a quelli finali è stato trasgredito.4) Il quotidiano ItaliaOggi, il 12/12/17 scrive: “I Prof. ammettono: siamo impreparati a certificare le competenze” e il Comitato scientifico nazionale chiede la “Progettazione di una o più azioni strategiche nazionali di formazione sui temi della didattica per competenze e innovazione metodologica e della valutazione degli allievi”.

Evidente appare l’indeterminatezza del traguardo formativo: l’impreparazione alla certificazione implica il mancato perseguimento della finalità istituzionale.5) Si trascrivono alcuni titoli degli scritti che gli insegnanti mettono in rete: Meno competenze, più conoscenze!; Scuola, l’America fa dietrofront: più conoscenze, meno competenze; Ok alle competenze ma prima vengono le conoscenze; La scuola si avvia alla banalizzazione delle conoscenze …

L’invalsi, in un simile contesto, appare come un corpo estraneo, elemento di disturbo per l’ordinaria quotidianità scolastica.

Quale scenario apparirebbe se la corretta amministrazione irrompesse nella scuola? Come sarebbero sfruttate le potenzialità del feed-back?

Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa è la leva, le competenze generali e le capacità il suo punto d’appoggio. 

Eccone un sottoinsieme:

Competenze generali (CFR. Regolamenti di riordino 2010):• Saper sostenere una propria tesi e saper ascoltare e valutare criticamente le argomentazioni altrui; • Acquisire l’abitudine a ragionare con rigore logico, ad identificare i problemi e a individuare possibili soluzioni; • Essere in grado di leggere e interpretare criticamente i contenuti delle diverse forme di comunicazione; • Essere in grado di utilizzare criticamente strumenti informatici e telematici nelle attività di studio e di approfondimento; • Comprendere la valenza metodologica dell’informatica nella formalizzazione e modellizzazione dei processi complessi e nell’individuazione di procedimenti risolutivi;• Riconoscere e applicare i principi dell’organizzazione, della gestione e del controllo …

Capacità (sottese alle competenze generali): • Analizzare, • Applicare,• Argomentare/giustificare, • Comunicare, • Comprendere, • Decidere/scegliere, • Generalizzare,• Interpretare, • Memorizzare, • Modellare, • Progettare, • Relativizzare, • Riconoscere,• Ristrutturare, • Sintetizzare, • Sistematizzare, • Trasferire, • Valutare …

Esaurito il momento definitorio si decidono le fasi e i tempi del controllo, cioè della rilevazione degli scostamenti obiettivi-risultati, differenziandoli temporalmente:a) La valutazione della fattibilità e della coerenza regolamentare (controllo antecedente);b) L’osservazione dell’evolversi dei processi-monitoraggio (controllo concomitante);c) La verifica dei risultati, determinazione dell’efficacia dell’attività svolta (controllo susseguente);d) L’esame della coerenza e della persistenza nel tempo della validità degli obiettivi e della struttura, riscontro al disegno complessivo dell’intervento (controllo dell’evoluzione).

Riformulando: per governare il sistema educativo è necessario agire nella fase d’ideazione e di specificazione dei risultati attesi(organi ministeriali periferici), in quelle dello svolgimento e dell’applicazione delle strategie gestionali (CFR tu 297/94 art. 7 lettera d), della misurazione e della valutazione degli scostamenti dei risultati conseguiti con gli obiettivi programmati (Invalsi) e, infine, collocando l’assetto generale nel lungo periodo per valutarne dinamica e adeguatezza (Consiglio di Circolo/Istituto).

Pisano: ora l’informatica entri nelle scuole come materia di studio

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

In un’epoca caratterizzata dalla tecnologia e dal digitale occorre prima di tutto «guardare alla formazione nei cicli scolastici: l’informatica deve diventare una materia come il latino, la matematica, la chimica. Questo perché è la materia del futuro, anzi del presente». Così la ministra dell’Innovazione, Paola Pisano, in occasione del convegno organizzato dal Cnel sul lavoro nell’era digitale. Ma non basta la scuola, «la formazione deve continuare anche – ha detto Pisano – nelle aziende, sia nelle grandi che nelle piccole». E ancora la ministra ha sottolineato come debbano anche cambiare le modalità di lavoro, per esempio «oggi si può lavorare da casa in smartworking».

Pisano ha spiegato come sia al momento impegnata a definire «la strategia del ministero, con l’avvio di una cabina di regia con gli altri ministeri, affinché gli obiettivi dell’innovazione siano condivisi da tutti». A proposito dell’informatica nei programmi scolastici, Pisano evidenzia: «Bisognerà ragionare molto con il Miur per riuscire a creare una nuova forma di formazione».

Manovra, per l’Upi ci sono 7.400 scuole a rischio, servono 600 milioni per la messa in sicurezza

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

«Solo 450 milioni per le scuole superiori, non più di 13.000 euro a scuola, a fronte di un fabbisogno di 2,5 miliardi». E’ quanto afferma l’Upi (Unione province italiane) in audizione al Senato sulla manovra chiedendo «600 milioni in più per mettere in sicurezza, efficientare e completare i piani antincendio delle 7.400 scuole secondarie superiori».

Domicilio fiscale su NoiPA: quando è necessario modificarlo

da Orizzontescuola

di redazione

Il domicilio fiscale e il comune di residenza del dipendente sono informazioni necessarie per individuare l’aliquota addizionale comunale e regionale da applicare in sede di conguaglio fiscale sulla retribuzione annuale percepita.

Se nel cedolino dello stipendio il domicilio fiscale è errato non sono calcolate in modo corretto le addizionali regionale, comunale e l’acconto comunale e, pertanto,

il conguaglio fiscale 2019 sarà sbagliato e la C.U. (certificazione unica) 2020 (ex C.U.D.) scaricabile a marzo 2020 sarà errata.

Questo comporterà la necessità di effettuare conguagli.

Nella scheda del Prof.Renzo Boninsegna è indicata la procedura per aggiornare, se necessario, il proprio domicilio fiscale in NOIPA.

La scheda

Decreto scuola, sindacati convocati al Miur il 13 novembre

da Orizzontescuola

di redazione

Decreto scuola: ha dato i suoi frutti la manifestazione di oggi a P.zza Montecitorio, organizzata dai sindacati FLCGIL, CISL, UIL, SNALS e Gilda.

I motivi della mobilitazione

  • salvaguardare la continuità dei Diplomati Magistrali
  • un sistema strutturale di abilitazioni all’insegnamento
  • completare l’attuazione del Decreto Precari

I sindacati sono stati convocati per un incontro con il Ministro Fioramonti mercoledì 13 novembre alle ore 12.

Aumentano contenziosi disciplinari docenti, costi per difendersi elevati: ci vuole una Camera della Concilizione

da Orizzontescuola

di Avv. Marco Barone

Quella che ora segue è una succinta riflessione con contestuale proposta che si vuole sollevare qui, su Orizzonte Scuola, nell’auspico che qualcuno dalle parti del Governo possa valutare o recepire la possibilità di realizzare nelle misure che più verranno ritenute opportune ed idonee, delle esigenze diventate forse non più procrastinabili nel settore della scuola.

Nella scuola si è registrata una crescita esponenziale di contenziosi

Senza dilungarsi in tecnicismi, come è noto quello della scuola è il comparto più “popoloso” della Pubblica Amministrazione, nonché quello che in questi ultimi anni ha subito un incremento enorme dei contenziosi. Sia dal punto di vista disciplinare, conseguenze della rigidità del famigerato Decreto Brunetta, dove oramai si contesta anche l’aria che si respira, che perché la norma scolastica è così complessa che spesso si è costretti per inerzia o meno dell’amministrazione a ricorrere alle vie giudiziarie senza altra possibilità di scelta per i lavoratori.

Il lavoratore nel processo del lavoro da parte debole, a parte qualsiasi

L’accesso alla giustizia è diventato oneroso. Il processo del lavoro nasceva per tutelare la parte contrattualmente ritenuta più debole, il lavoratore. Ma negli ultimi anni con le riforme che ne sono conseguite il lavoratore è una parte processuale qualsiasi. Ad esempio il principio di soccombenza è stato esteso in modo generalizzato anche al processo del lavoro contro i lavoratori, un tempo si veniva condannati alle spese processuali in casi eccezionali, oggi, se perdi, paghi. Per non parlare dei contributi, e quant’altro. Ci fosse almeno la certezza del diritto. Manco quella esiste. Orientamenti contrastanti, con la giustizia amministrativa e quella ordinaria che giocano spesso a ping pong sul riparto della giurisdizione o con principi in contrasto tra di loro. Fa parte delle regole del gioco tutto ciò, ci mancherebbe, se non fosse che in mezzo ci passano diritti, attese, speranze e lungaggini non conciliabili con le esigenze dei lavoratori. Per non parlare del fatto che spesso si è anche costretti a ricorrere in Tribunale per pretendere l’esecuzione di un provvedimento favorevole ottenuto in Tribunale perché l’Amministrazione è sorda.

Istituire il tentativo obbligatorio di conciliazione con una Camera ad hoc

E’ stato eliminato il tentativo di conciliazione come obbligatorio, non che prima funzionasse in modo efficace, ma era uno strumento “cuscinetto” che dei risultati ogni tanto li dava. Oggi, si può procedere in via facoltativa secondo il dettato del CCNL, o presso la Direzione Territoriale del Lavoro, oppure ricorrere all’arbitrato di cui all’articolo 7 dello Statuto dei Lavoratori, anche se pure qui c’è chi ne contesta l’applicazione nella scuola sostenendo che per la P.A come da parere Parere Uppa n. 7/2010 questo istituto non è, appunto, applicabile. Per tagliare la testa al “toro” e non me ne vogliano i tori, è fondamentale, nell’attesa del riordino normativo che non c’è, nonostante fosse contemplato anche dalla Legge 107 del 2015 nel suo comma 180, l’istituzione di quella che si potrebbe chiamare come la Camera di Conciliazione Obbligatoria per i contenziosi nella Scuola ( CCOS potrebbe essere l’acronimo). Da istituire presso ogni Ambito Territoriale Scolastico con procedure certe, tempi certi, chiamata a trattare ogni tipo di contenzioso attinente alla sfera giuslavoristica in materia scolastica e da estendere eventualmente anche ad altre casistiche, che possono riguardare anche contenziosi che interessano l’altra componente della comunità scolastica chiamata oggi per ragioni di comodo e di marketing come “utenza” , ovvero le famiglie.

Scrutini secondaria: come valutare studenti con numerose assenze

da Orizzontescuola

di Nunzio Oliva

La valutazione degli studenti con bassa frequenza delle lezioni nella scuola secondaria.

Non di rado può succedere che i consigli di classe, maggiormente durante lo scrutinio intermedio e/o finale, si trovino a discutere in merito a studenti con un basso indice di frequenza delle lezioni e, quindi, con un numero di assenze considerevole tale da evidenziare oggettive difficoltà nel procedere alla valutazione degli apprendimenti e delle competenze acquisite.

I docenti se da una parte devono poter contare su un congruo numero di verifiche scritte e orali, dall’altra è necessario osservino pure il grado di maturità raggiunto dai discenti sia dal punto di vista del comportamento all’interno del contesto classe che nella scuola sia per la coscienza civile che può palesarsi nei momenti programmati delle uscite e/o nelle progettazioni extracurriculari.

Allo scopo riportiamo una sorta di cronologia normata – cui poter fare riferimento nelle sedi opportune – iniziando con il considerare il D.P.R. n. 249/1998 “Regolamento recante lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria” nel quale all’art. 3 “Doveri” si afferma che “gli studenti sono tenuti a frequentare regolarmente i corsi e ad assolvere assiduamente agli impegni di studio”. Successivamente nel D.Lgs. n. 59/2004 “Definizione delle norme generali relative alla scuola dell’infanzia e al primo ciclo dell’istruzione, a norma dell’articolo 1 della legge 28 marzo 2003, n. 53” all’art. 11 si stabilisce che “ai fini della validità dell’anno, per la valutazione degli allievi è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato … Per casi eccezionali, le istituzioni scolastiche possono autonomamente stabilire motivate deroghe al suddetto limite”.

È nel D.P.R. n. 122/2009 “Regolamento recante coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni e ulteriori modalità applicative in materia, ai sensi degli articoli 2 e 3 del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169” che all’art. 1 si delinea come deve avvenire il processo della valutazione e si chiarisce che “e’ espressione dell’autonomia professionale propria della funzione docente, nella sua dimensione sia individuale che collegiale, nonche’ dell’autonomia didattica delle istituzioni scolastiche. Ogni alunno ha diritto ad una valutazione trasparente e tempestiva, secondo quanto previsto dall’articolo 2, comma 4, terzo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni. La valutazione ha per oggetto il processo di apprendimento, il comportamento e il rendimento scolastico complessivo degli alunni. La valutazione concorre, con la sua finalita’ anche formativa e attraverso l’individuazione delle potenzialita’ e delle carenze di ciascun alunno, ai processi di autovalutazione degli alunni medesimi, al miglioramento dei livelli di conoscenza e al successo formativo …”.

Continuando all’art. 2 per la scuola secondaria di primo grado si ribadisce che “ferma restando la frequenza richiesta dall’articolo 11, comma 1, del decreto legislativo n. 59 del 2004, e successive modificazioni, ai fini della validita’ dell’anno scolastico e per la valutazione degli alunni, le motivate deroghe in casi eccezionali, previsti dal medesimo comma 1, sono deliberate dal collegio dei docenti a condizione che le assenze complessive non pregiudichino la possibilita’ di procedere alla valutazione stessa.

L’impossibilita’ di accedere alla valutazione comporta la non ammissione alla classe successiva o all’esame finale del ciclo. Tali circostanze sono oggetto di preliminare accertamento da parte del consiglio di classe e debitamente verbalizzate”. Per la scuola secondaria di secondo grado “ai fini della validita’ dell’anno scolastico, compreso quello relativo all’ultimo anno di corso, per procedere alla valutazione finale di ciascuno studente, e’ richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato. Le istituzioni scolastiche possono stabilire, per casi eccezionali, analogamente a quanto previsto per il primo ciclo, motivate e straordinarie deroghe al suddetto limite. Tale deroga e’ prevista per assenze documentate e continuative, a condizione, comunque, che tali assenze non pregiudichino, a giudizio del consiglio di classe, la possibilita’ di procedere alla valutazione degli alunni interessati. Il mancato conseguimento del limite minimo di frequenza, comprensivo delle deroghe riconosciute, comporta l’esclusione dallo scrutinio finale e la non ammissione alla classe successiva o all’esame finale di ciclo”.

Il Miur nel 2011 è intervenuto nuovamente con la circolare n. 20 “Validità dell’anno scolastico per la valutazione degli alunni nella scuola secondaria di primo e secondo grado – Artt. 2 e 14 DPR 122/2009” e, considerati i differenti quadri orario dei singoli percorsi della scuola secondaria di primo e secondo grado nonché le situazioni oggettive degli studenti frequentanti le istituzioni scolastiche, ha voluto fornire le indicazioni seguenti:

1. il Collegio dei docenti definisce i criteri generali e le motivazioni affinchè per casi eccezionali e documentati possa esser concessa la deroga al limite minimo di presenza;
2. la scuola comunica all’inizio dell’anno scolastico agli studenti e alle famiglie il monte orario annuale personalizzato e il limite minimo delle ore di presenza;
3. la scuola, prima degli scrutini intermedi e finali, porta a conoscenza degli studenti e delle famiglie la quantità oraria di assenze raggiunte;
4. il consiglio di classe verifica se lo studente abbia superato il limite massimo di assenze e, pur con la deroga concessa, impediscano di procedere alla valutazione degli apprendimenti e del comportamento;
5. i casi per i quali poter derogare possono essere:
• gravi motivi di salute adeguatamente documentati;
• terapie e/o cure programmate;
• donazioni di sangue;
• partecipazione ad attività sportive e agonistiche organizzate da federazioni riconosciute dal C.O.N.I. (si veda anche la nota Miur n. 2065 del 2 marzo 2011);
• adesione a confessioni religiose per le quali esistono specifiche intese che considerano il sabato come giorno di riposo (cfr. Legge n. 516/1988 che recepisce l’intesa con la Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno; Legge n. 101/1989 sulla regolazione dei rapporti tra lo Stato e l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, sulla base dell’intesa stipulata il 27 febbraio 1987).

Nella circolare su citata si ribadisce che “il mancato conseguimento del limite minimo di frequenza, comprensivo delle deroghe riconosciute, comporta l’esclusione dallo scrutinio finale e la non ammissione alla classe successiva o all’esame finale di ciclo”.

Il D.Lgs.n. 62/2017 “Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107” riporta testualmente quanto sin qui riportato e all’art. 1 precisa che “la valutazione ha per oggetto il processo formativo e i risultati di apprendimento delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti delle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione e formazione, ha finalita’ formativa ed educativa e concorre al miglioramento degli apprendimenti e al successo formativo degli stessi, documenta lo sviluppo dell’identita’ personale e promuove la autovalutazione di ciascuno in relazione alle acquisizioni di conoscenze, abilita’ e competenze … e’ effettuata dai docenti nell’esercizio della propria autonomia professionale, in conformita’ con i criteri e le modalita’ definiti dal collegio dei docenti e inseriti nel piano triennale dell’offerta formativa … Per favorire i rapporti scuola-famiglia, le istituzioni scolastiche adottano modalita’ di comunicazione efficaci e trasparenti in merito alla valutazione del percorso scolastico delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti”.

Recentemente il dicastero centrale con la nota n. 22190/2019 “Assenze scolastiche dei figli delle persone sottoposte a misure di privazione della libertà personale”, richiamando la predetta circolare n. 20, ha invitato le scuole a inserire tra le deroghe al limite minimo di presenza alle lezioni anche le assenze documentate, continuative e ripetute degli studenti (figli o parenti entro il secondo grado) che si ricongiungono temporaneamente al familiare in regime di detenzione.

(Fonti: D.P.R. n. 249/1998; D.Lgs. n. 59/2004; D.P.R. n. 122/2009; Circ. Miur n. 20/2011; D.Lgs.n. 62/2017; Nota Miur n. 22190/2019)

Anno di prova docenti neoassunti, come funziona

da La Tecnica della Scuola

Le regole per l’effettuazione del periodo di prova per il personale docente neoassunto nell’a.s. 2019/2020 sono state dettate con la nota 39533 del 4 settembre 2019, con la quale il Miur ha fornito indicazioni agli insegnanti interessati e alle scuole.

Il periodo di formazione e prova del nuovo anno scolastico 2019/2020 non si discosterà molto dalle regole vigenti già negli scorsi anni.

Viene così confermata la durata complessiva del percorso, quantificato in 50 ore di impegno, considerando sia le attività formative in presenza (valorizzando una didattica di tipo laboratoriale), l’osservazione in classe, la rielaborazione professionale, mediante gli strumenti del “bilancio di competenze”, del “portfolio professionale”, del patto per lo sviluppo formativo, secondo modelli che saranno forniti da INDIRE su supporto digitale on line.

Viene inoltre confermata la possibilità del visiting a scuole innovative, che prevede tuttavia la partecipazione di un contingente ridotto di docenti (su domanda) a scuole caratterizzate da un contesto professionale innovativo.

Per ciò che concerne l’osservazione in classe rimane confermato quanto previsto dall’art. 9 del D.M. 850/2015, per cui l’attività da svolgere a scuola è pari a 12 ore.

L’apertura dell’ambiente on-line, predisposto da INDIRE, avverrà anche quest’anno entro il mese di novembre. Viene confermato l’ambiente on-line pubblico in supporto ai diversi soggetti impegnati nella formazione.

Durata del periodo di prova

La prova ha la durata di un anno scolastico. A tal fine il servizio effettivamente prestato deve essere non inferiore a 180 giorni nell’anno scolastico, di cui almeno 120 per le attività didattiche.

Qualora nell’anno scolastico non siano stati prestati 180 giorni di effettivo servizio, la prova è prorogata di un anno scolastico, con provvedimento motivato, dall’organo competente per la conferma in ruolo.

In caso di valutazione negativa del periodo di formazione e di prova, il personale docente effettua un secondo periodo di formazione e di prova, non rinnovabile.

I 180 giorni di servizio

Nei 180 giorni sono computate tutte le attività connesse al servizio scolastico, compresi:

  • i periodi di sospensione delle lezioni e delle attività didattiche
  • gli esami e gli scrutini ed ogni altro impegno di servizio
  • il primo mese del periodo di astensione obbligatoria dal servizio per gravidanza.

Sono anche compresi:

  • le domeniche e tutti gli altri giorni festivi
  • le quattro giornate di riposo previste dalla lettera b), art. 1, legge 23/12/1977, n. 937
  • le vacanze natalizie e pasquali
  • il giorno libero
  • i periodi d’interruzione delle lezioni dovute a ragioni di pubblico interesse (profilattiche, elezioni politiche e amministrative)
  • i giorni compresi nel periodo che va dal 1° settembre alla data di inizio delle lezioni
  • la frequenza di corsi di formazione e aggiornamento indetti dall’Amministrazione scolastica, compresi quelli organizzati a livello di circolo, scuola o istituto
  • il periodo compreso tra l’anticipato termine delle lezioni a causa di elezioni politiche e la data prevista dal calendario scolastico.

Sono, invece, esclusi i giorni riferibili a:

  • ferie
  • assenze per malattia
  • congedi parentali
  • permessi retribuiti

Per quanto riguarda le attività didattiche, nei 120 giorni sono considerati:

  • i giorni effettivi di lezione
  • i giorni impiegati presso la sede di servizio per ogni altra attività preordinata al migliore svolgimento dell’azione didattica, comprese quelle valutative, progettuali, formative e collegiali.

Caratteristiche del percorso formativo

Il percorso formativo per i docenti neo-assunti si sviluppa in una serie di attività che dovranno essere svolte durante tutto l’anno scolastico e che si possono così sintetizzare: 

Incontri iniziali e di restituzione finale

A partire dal mese di ottobre sono previsti incontri iniziali di carattere informativo per i docenti neo-assunti, durante i quali sono fornite indicazioni sulle diverse fasi del percorso di formazione e illustrati i materiali di supporto per la successiva gestione delle attività.

Gli incontri di restituzione finale prevedono il coinvolgimento e le testimonianze dei diretti protagonisti degli eventi formativi (es. docenti partecipanti al visiting o a laboratori particolarmente coinvolgenti, tutor, dirigenti scolastici), oltre che esperti di sviluppo professionale e comunità professionale.

Il tempo da dedicare agli incontri iniziali e finali è pari a 6 ore complessive.

Laboratori formativi

Si tratta di incontri a piccoli gruppi, con la guida operativa di un tutor-formatore, della durata complessiva di 12 ore di formazione.

In proposito, piattaforma Indire saranno messi a disposizione strumenti didattici utili per progettare materiali didattici sui vari temi e successivamente documentarli all’interno del proprio portfolio formativo e professionale nell’apposita sezione predisposta sulla piattaforma on-line.

Visite a scuole innovative

A domanda degli interessati, e per un massimo di 3.000 docenti saranno programmate visite di singoli docenti neo-assunti o di piccoli gruppi, a scuole accoglienti che si caratterizzano per una consolidata vocazione all’innovazione organizzativa e didattica finalizzata a favorire il confronto, il dialogo e il reciproco arricchimento. Le visite, per il loro carattere “immersive”, dovranno essere capaci di suscitare motivazioni, interesse, desiderio di impegnarsi in azioni di ricerca e di miglioramento.

Questa attività potrà avere la durata massima di due giornate di “full immersion” nelle scuole accoglienti, ed è considerata sostitutiva (in parte o in toto) del monte-ore dedicato ai laboratori formativi, per una durata massima di 6 ore nell’arco di ognuna delle due giornate.

Attività di peer to peer (formazione tra pari)

L’attività di osservazione in classe, svolta dal docente neo-assunto e dal tutor, è finalizzata al miglioramento delle pratiche didattiche, alla riflessione condivisa sugli aspetti salienti dell’azione di insegnamento. L’osservazione è focalizzata sulle modalità di conduzione delle attività e delle lezioni, sul sostegno alle motivazioni degli allievi, sulla costruzione di climi positivi e motivanti, sulle modalità di verifica formativa degli apprendimenti.

Le sequenze di osservazione sono oggetto di progettazione preventiva e di successivo confronto e rielaborazione con il docente tutor e sono oggetto di specifica relazione del docente neo-assunto. L’attività da svolgere a scuola è pari a 12 ore.

Tutor

Ad ogni docente in periodo di prova verrà assegnato un tutor di riferimento, preferibilmente della stessa disciplina, area disciplinare o tipologia di cattedra ed operante nello stesso plesso. In ogni modo il rapporto non potrà superare la quota di tre docenti affidati al medesimo tutor. 

Attività sulla piattaforma INDIRE

L’apertura dell’ambiente on-line, predisposto da INDIRE, avverrà entro il mese di novembre 2019.

L’attività on-line non è da intendersi come attività a sé stante e fine a sé stessa (corrisponde forfettariamente a 20 ore di impegno), ma come strettamente connessa con le parti in presenza, per consentire di documentare il percorso, riflettere sulle competenze acquisite, dare un “senso” coerente al percorso complessivo.

In proposito, il Miur ha confermato che la presentazione del portfolio di fronte al Comitato di valutazione sostituisce l’elaborazione di ogni altra relazione.

Infanzia e adolescenza, iniziative dell’Autorità garante per il Trentennale della Convenzione

da La Tecnica della Scuola

Nel mese di novembre si celebra il trentennale della Convenzione di New York, approvata dall’Assemblea generale dell’Onu il 20 novembre 1989. Per l’occasione, l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha previsto una serie di iniziative, da una campagna di comunicazione a tavole rotonde, da incontri con bambini e adolescenti ad un volume dedicato.

Queste nel dettaglio le iniziative previste:

Campagna di comunicazione

Uno spot sulle reti Rai, sia radio che tv, e una campagna social realizzati in collaborazione con il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri accompagneranno il periodo delle celebrazioni. Con un linguaggio semplice, rivolto ai più giovani, la campagna promuove la conoscenza della Convenzione Onu ricordandone i 30 anni.

Diritti in crescita

Il 19 novembre, nell’auditorium del Museo dell’Ara Pacis di Roma Capitale, si terrà l’evento “Diritti in crescita”. Sei tavole rotonde – animate da esperti, rappresentanti delle istituzioni e del terzo settore – affronteranno altrettanti temi. Si spazia da “Una città a misura di bambino” a “Rafforzare il sistema di prevenzione e protezione” per passare poi a: “L’inclusione dei minorenni vulnerabili”, “Il contrasto alla povertà educativa”, “La tutela del benessere e la promozione di sani stili di vita” e “Uno sguardo al futuro: la Convenzione riscritta dai ragazzi”. Partecipano ai lavori gli adolescenti della Consulta delle ragazze e dei ragazzi dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza e del progetto ENYA promosso dalla rete europea. In apertura di “Diritti in crescita” sarà presentato il volume curato dall’Autorità: “La Convenzione delle Nazioni unite sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC): conquiste e prospettive a 30 anni dall’adozione”. A firmare i contributi docenti e ricercatori universitari.

Le celebrazioni

Nel mese di novembre l’Autorità garante parteciperà a una serie di eventi celebrativi. Sarà l’occasione per affrontare il tema dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza sia dal punto di vista dei traguardi conseguiti che da quello dei risultati da raggiungere anche alla luce dei cambiamenti intervenuti dal 1989 a oggi.

Off-line contro il cyberbullismo

Il 21 novembre nel teatro del liceo “Morgagni” di Roma, alla presenza della Garante Filomena Albano, si concluderà il tour nazionale di “Off-line, la vita oltre lo schermo”, progetto itinerante dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza realizzato in collaborazione con l’associazione “Un’altra storia”. Il progetto ha coinvolto in 10 tappe – con il contributo del giornalista Luca Pagliari – oltre 6 mila studenti delle scuole superiori di tutta Italia per raccontare la storia di Alice, vittima di soprusi, e per aiutare i ragazzi a prendere consapevolezza del fenomeno e a spingerli a parlare. L’evento conclusivo nella Capitale si svolgerà con la partecipazione di oltre 300 studenti e la presenza di Alice, protagonista del docufilm “dodicidue”.

I bambini parlano diritti[o]

A Palermo il 25 novembre, nella cornice del Cinema “De Seta” ai Cantieri culturali alla Zisa, l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza incontrerà più di 400 alunni della scuola primaria nell’ambito del progetto “I bambini parlano diritti[o]”. L’iniziativa, che ha avuto come obiettivo la diffusione della conoscenza della Convenzione Onu attraverso la riscrittura dei diritti, ha coinvolto in tutta Italia più di 10 mila giovanissimi partecipanti. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con l’associazione “Così per gioco”. Nelle attività è stato utilizzato il libro illustrato dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza “Geronimo Stilton. Viaggio alla scoperta dei diritti dei bambini” (edito da Piemme), un’avventura ambientata nella Penisola alla ricerca della Convenzione smarrita, e ritrovata, in occasione delle celebrazioni per i suoi 30 anni.

Proposta per la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni

Nel mese di novembre sarà presentata la proposta dell’Autorità garante “I livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali dei bambini e degli adolescenti. Proposta di un percorso incrementale di implementazione”. Quattro gli ambiti toccati: mense scolastiche, asili nido, parchi giochi e disabilità.

Raccomandazioni e studi

Nel corso del mese di novembre è prevista, in occasione delle celebrazioni per il trentennale della Convenzione di New York, la pubblicazione di una serie di studi e ricerche.

Decreto scuola, presidio dei docenti precari dinanzi alla Camera dei deputati

da La Tecnica della Scuola

Un presidio dei docenti precari oggi pomeriggio a Montecitorio, a partire dalle ore 15.30, per chiedere con forza il rispetto pieno degli impegni assunti dal Governo prima a Palazzo Chigi nell’aprile scorso, poi nell’accordo del 1° ottobre con il Ministro dell’Istruzione, e disattesi nel Decreto Legge 126/2019 con misure urgenti per la scuola.

“Salvaguardare la continuità di servizio dei diplomati magistrali garantendo così anche la continuità didattica, completare l’attuazione del decreto precari e istituire un sistema strutturale di abilitazioni all’insegnamento” sono i tre punti al centro del sit-in che animerà piazza Montecitorio, scrivono in una nota i sindacati confederali.

La scuola esige qualità e la stabilità del lavoro ne è condizione imprescindibile; le misure adottate finora non vanno in questa direzione. Occorrono, dunque, una serie di emendamenti al decreto che, in sede di conversione, ne modifichino il testo mantenendo fede ai patti sottoscritti.

Urge, inoltre, un confronto sulle problematiche rimaste in sospeso e rimandate dall’accordo del 1° ottobre ai Ddl collegati alla Legge di Bilancio. Al riguardo è indispensabile avviare quanto prima la discussione per definirne i contenuti, come prevede l’intesa. Successivamente è necessario adoperarsi affinché i percorsi legislativi si concludano nel più breve tempo possibile, e i provvedimenti possano trovare tempestiva attuazione: lo esige la tempistica che regola l’organizzazione e la gestione del sistema scolastico.

Oltre alla mobilitazione dei docenti precari, è in corso anche quella riguardante gli assistenti amministrativi facenti funzione di DSGA, con quattro assemblee interregionali di cui una già svolta sabato scorso a Milano.

I sindacati chiedono che sia riconosciuto il valore della competenza professionale acquisita sul campo, di cui tenere conto nei percorsi di accesso al profilo di DSGA. Occorre al riguardo intervenire con un apposito emendamento in sede di conversione del decreto 126, scongiurando in tal modo le annunciate dimissioni degli interessati dall’incarico