“Rileggiamo l’Articolo 3”

Si è tenuta questa mattina, presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, la cerimonia di premiazione delle scuole vincitrici del concorso “Rileggiamo l’articolo 3 della Costituzione”. Alla competizione studentesca hanno partecipato diverse migliaia di studenti di 129 scuole secondarie di II grado di 6 province che hanno portato avanti una riflessione sui principi di uguaglianza sanciti dall’Articolo 3 della Carta Costituzionale. 

Il concorso, basato sul lavoro di gruppo, prevedeva che gli studenti elaborassero un testo per sensibilizzare l’opinione pubblica, le istituzioni, i media e le forze politiche a riconoscere nell’analfabetismo funzionale un dramma sociale che mina la crescita civile, culturale ed economica del Paese.

La giuria, composta da autorevoli costituzionalisti, filosofi, giuristi, giornalisti e rappresentanti del MIUR, ha selezionato per la fase finale venti elaborati. Ad aggiudicarsi il “premio per la convinta passione civile” sono stati l’Istituto Superiore “Arimondi- Eula” di Savigliano (Cuneo) e l’Istituto Magistrale “Carlo Lorenzini” di Pescia (Pistoia).

Alla cerimonia sono intervenuti rappresentanti del MIUR, della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, di Articolo 21 e della Rai. Il coordinatore del concorso, Renato Parascandolo, ha annunciato il tema della competizione per il 2020: al centro della riflessione ci sarà l’articolo 34 della Costituzione che riguarda la scuola e il diritto all’istruzione.

Il concorso, dedicato al filosofo – membro della giuria – Remo Bodei, recentemente scomparso, è stato promosso da Articolo 21, MIUR, Fnsi, Rai, Ebu (European Broadcasting Union), Aic (Associazione Italiana Costituzionalisti), Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Accademia Vivarium Novum, Usigrai, Eurovisioni.

Autonomia differenziata

Autonomia differenziata: ministro Boccia, proprio non ci siamo

Nel leggere la proposta di legge quadro del ministro Boccia sull’Autonomia differenziata ci viene da dire: “Ministro Boccia, non ci siamo”.

Non ci siamo per la vaghezza dei principi che vincolano le future intese, non ci siamo per l’indeterminatezza dei tempi di individuazione dei Livelli essenziali delle prestazioni che diventano non una precondizione ma un optional, non ci siamo sulle prerogative del Parlamento che sembrano declassate alla funzione di consultazione, non ci siamo sulla modalità di determinazione dei LEP (che non possono essere equivalenti a obiettivi di servizio) la quale deve scaturire da un confronto di massa e non da una semplice elaborazione di un ufficio ministeriale.

Non ci siamo soprattutto su un punto di domanda che ha bisogno di una precisa risposta: la scuola e l’istruzione in che modo vengono tenute fuori da questo processo?

Se non si esce da questa indeterminatezza e se non si risponde a questa domanda, ogni passo è un passo fatto verso il baratro della disgregazione e del secessionismo.

Irak, 1997

Irak, 1997

di Maurizio Tiriticco

In questi giorni l’Irak è tornato di attualità! La Mesopotamia, il Paese tra i due fiumi – il Tigri e l’Eufrate – nel 2000 a. C espresse una grande civiltà, e noi qui nella nostra penisola eravamo ancora in età neolitica. L’Irak, un grande Paese! Noterelle di un viaggio lontano. Sono stato in Irak – eravamo una decina di amici – dal 13 al 27 agosto del lontano 1997. Era al potere Saddam Hussein ed il Paese – come accade a volte con le dittature – era assolutamente ordinato e pacifico, almeno in apparenza. Non lo raggiungemmo in aereo, per via dell’embargo a cui era costretto, ma in pullman, dalla lontana Giordania, lungo l’autostrada Amman-Bagdad, di ben 950 chilometri. Le tensioni all’interno del Paese indubbiamente c’erano, ma non furono mai avvertite da noi. Per cui, ci siamo potuti muovere liberamente ovunque. Ovviamente, guidati da due irakeni, guide turistiche “per forza”, o meglio ex piloti, ovviamente “a spasso”! Perché i voli aerei erano vietati. Guide che parlavano un ottimo inglese. Ed ancora viaggiammo all’interno del Paese ovviamente lungo un percorso scelto d’autorità.

Prima tappa, Ctesifonte – o meglio le sue rovine – l’antica capitale del Regno dei Parti. Ovviamene c’erano resti di enormi palazzi, colonne e grandi arcate. Sulla via – come del resto su tutte le strade irakene, alcuni villaggi, posti di ristoro e l’immancabile ciai, il the rituale, a volte accompagnato con frutta secca. Sulla strada il centro di Adamiya (Al Kadmia), con una splendida moschea – con più cupole, quelle a cipolla – ed alti minareti, da dove il muezzin nelle ore canoniche lancia la sua preghiera, ovviamente con il sostegno di potenti altoparlanti. Giungemmo infine a Bagdad, ospitati in un hotel centralissimo, il “Babylon”, molto occidentale, dotato di tutti i comfort, ma… ricordo, nella camera una lampadina fulminata… impossibile sostituirla… tutta colpa dell’embargo! Che colpiva anche il commercio più minuto. Ovviamente… ritratti di Saddam ovunque! Dalla mia camera un panorama mozzafiato: il fiume Tigrie la Torre di Saddam.

Copio dal web: “Baghdad fu fondata sulle rive dell’Eufrate tra il 762 e il 767 per volere del califfo Al-Mansur. L’insediamento fu probabilmente realizzato sul sito di un preesistente villaggio persiano. La città sorse nei pressi della più antica  Seleucia”. Il nome della città ha origine incerta: secondo alcuni deriverebbe dal “Dio ha dato”. Un muro circolare sorgeva attorno alla residenza del califfo; così Baghdad divenne conosciuta anche come Città circolare”. Successivamente Baghdad divenne il centro commerciale e culturale dell’epoca d’oro dell’Islam. Al suo acme, superò il milione di abitanti. E’opportuno ricrdare che molte delle storie narrate nelle “Mille e una notte”  sono ambientate nella Baghdad di quel periodo, governata dal Califfo Hārūn al-Rashīd. Fu una città cosmopolita. Vi vivevano musulmani, cristiani, ebrei e zoroastriani provenienti da tutto il Vicino e Medio Oriente nonché dall’Asia Centrale.

Il giorno dopo il nostro arrivo dopo ebbe inizio l’esplorazione di quello splendido paese! Visita alla moschea Kadimain, a pochi chilometri dal centro di Bagdad! Quindi in viaggio verso nord. Prima sosta: lo Zigurrat di Akarkuf. Gli zigurrat sono edifici sacri a base quadrata a forma piramidale, che si elevano molto in altezza e si concludono con una torre ed un sacello. In tempi lontani simboleggiavano l’unione tra la terra e il cielo. Nel viaggio verso nord ci si imbatteva spesso in villaggi poverissimi. E i ragazzini ci correvano dietro. Per loro avevamo acquistato in Italia quaderni, penne e matite, di cui erano bisognosi nonché entusiasti. Non solo! Prendevano con grande cura le bottiglie vuote di plastica di acqua minerale, che portavamo sempre con noi! L’acqua dei loro acquedotti non era affatto raccomandabile. La povertà nei villaggi si toccava con mano.

In serata rientro a Bagdad e il giorno dopo visita al monumento del milite ignoto. Un’enorme conchiglia di cemento armato copre un enorme edificio di un unico piano. E all’interno le tombe degli eroi. Non si dimentichi che la sanguinosissima guerra tra Irak e Iran era stata combattuta tra i due Paesi dal settembre 1980 fino all’agosto del 1988! Diciotto terribili anni di sangue! Ed al mattino, sveglia, colazione sempre abbondante, perché i pranzi ovviamente non erano previsti! Salvo qualche spuntino laddove era possibile. Era molto più importante vedere e i tempi, effettivamente, erano sempre molto stretti Ogni tanto ci di fermava per una sosta, spesso all’ombra di qualche palma e Shaib uno dei due piloti ci dava tutte le informazioni del caso sulle cose viste nonché sulla dolorosa storia del suo Paese! Non diceva nulla su Saddam, ovviamente, ma era ovvio che cosa pensasse della sua dittatura! A volte ci si intratteneva con gli abitanti. Molti giovani si arrangiano molto bene con l’inglese, ovviamente molto meglio di me.

Si esce da Bagdad dalla porta orientale, che si apre su una cinta muraria sulla quale in appositi condotti scorreva l’acqua. E il viaggio continua! Ecco un meraviglioso minareto! Si erge al di sopra della moschea santuario di Jeke Omar al Sawrawardi. All’interno un enorme cortile-giardino. Palme, aiuolo, tanti fiori! Più in là e più in pianura il cimitero del santuario. Centinaia di tombe: parallelepipedi in pietra fitti fitti, l’uno vicinissimo all’altro! Ovviamente, eravamo sempre in viaggio. Più che interessante la visita al sito archeologico di Tell Harmal, , un tempo una fiorente scuola di matematici e di logici. Sono state rinvenute molte tavolette di argilla su cui erano riportate storie della creazione, del diluvio, di Gilgamesh

Il sito è stato scavato dall’archeologo iracheno Taha Baqir del Dipartimento di Antichità e Patrimonio dal 1945 al 1963. Sono state scoperte circa 2000 tavolette contenenti storie sulla creazione del mondo, del diluvio universale. Dell’epopea di Gilgamesh. So che nel 1997/98 il sito è stato studiato da un team dell’Università di Bagdad e dell’Istituto archeologico tedesco guidato da Peter Miglus e Laith Hussein.

E poi l’escursione alla Moschea di Samarra! Un colpo d’occhio formidabile! Una cinta muraria poderosa, scandita ogni una trentina metri, da altrettanti poderosi torrioni. E poi all’interno il minareto “Al Malwiya”, un cono di mattoni che si erge a spirale anch’esso oltre i 30 metri di altezza. Di qui un altro panorama mozzafiato e, sullo sfondo, la moschea dalla cupola d’oro! Ed ancora! I resti del cosiddetto “palazzo dell’amata”… dal Califfo Al-Mu’tadhid. Un complesso monumentale ricchissimo, anche con una grande piscina, ovviamente vuota. La cupola doro… distrutta nel febbraio 2006! Dalla stampa di allora: “Uomini armati hanno fatto esplodere due cariche esplosive contro il mausoleo di Samarra, a 125 km da Bagdad, provocando il crollo di una parte della cupola. Secondo quanto precisato da fonti della polizia, intorno alle 7 locali, un gruppo di uomini armati ha assaltato il mausoleo dell’imam Ali al Hadi e, dopo aver neutralizzato i poliziotti di guardia, ha piazzato due ordigni e li ha fatti esplodere. Secondo gli abitanti locali una parte della cupola, ricoperta d’oro, è crollata in seguito ad esplosioni verificatesi a tre minuti d’intervallo. Gli attentatori sono riusciti a fuggire”.

Ed ancora: Mossul! A 400 chilometri circa da Bagdad! Che qualche anno dopo – estate 2017 – sarà nota al mondo intero per lo strazio che hanno subito i suoi abitanti, tenuti in ostaggio da miliziani dell’Isis. Ma questa è un’altra storia, terribile! L’Isis, o Stato Islamico, è un progetto di egemonia jihadista salafita che punta a ridisegnare il Medio Oriente, riconducendolo alla cosiddetta originaria purezza dell’Islam. E’ stato guidato per anni da Abu Bakr Al Baghdadi, fino alla sua recente scomparsa.

Mossul, l’antica Ninive, importante centro degli Assiri, fu fondata da Assur nel 2640 a,C. Sotto la moschea moderna resistono al tempo i resti del palazzo di Assurbanipal (681-669). Alle porte della città antica figurano alte sculture di cavalli alati, ovviamente oggi giochi per i bambini. Nostra sosta all’hotel Ninive e splendida vista sul Tigri. Sono visibili anche le rovine di Nimrud: è il nome, attribuito nell’ottavo secolo dagli Arabi, all’antica città assira di Kalhu, a sud di Ninive, sul fiume Tigri. E poi ancora: l’antico monastero cattolico dei martiri Mar Behnam e Marth Sarah: siamo nei pressi del villaggio Khidr Ilyas vicino alla città di Beth Khdeda. Ed ancora: i resti del palazzo di Sennacherib (705-681): ruderi con iscrizioni e rilievi. E poi un bellissimo ponte moderno sul Tigri. Ed ancora, i resti del castello del governatore: con un torrione di mattoni pericolosamente pendente.

E poi ancora l’antica città di Hatra. Di fatto era una città carovaniera opportunamente fortificata. Fiorente soprattutto nel secondo secolo d. C., capitale del mondo arabo, fu distrutta e abbandonata nel terzo secolo. Nei pressi un minareto particolarissimo! A forma di banana! Ed ancora: il tempio di Shamash, protetto da possenti muraglioni. Vi si adorava il Dio Sole. Per non dire poi della fortezza rettangolare di Al-Ukhaidir, eretta nel 775 d.C. in ordine ad uno stile difensivo unico. Di fatto è un enorme costruzione a circa 50 km a sud di Karbala.

E il nostro viaggio continua! Cammina cammina, o meglio corri corri, trasportati tutti su jeepponi più robusti che mai, giungiamo al Monastero dei Martiri Mar Behnam e Marth Sarah. Un monastero cattolico siriaco vicino alla città di Beth Khdeda. Nota a margine – La tomba di Mar Benham è stata gravemente danneggiata il 19 marzo 2015 dai miliziani dello Stato islamico. Ed i murales esterni sono stati profanati in tutti gli edifici del monastero. I lavori di riparazione per ripristinare il monastero e la tomba di Mar Behnam alle condizioni pre-ISIS sono stati completati all’inizio di dicembre 2018.

Dopo una lunga traversata in una zona desertica giungiamo finalmente ad Assur, o meglio a quel che ne resta. Mura semidistrutte ed al centro una sorta di piramide altrettanto semidistrutta. O meglio uno zigurrat: anche questo con piattaforme sovrapposte una sull’altra fino a formare una sorta di piramide. Si tratta di strutture religiose, più precisamente delle piattaforme di pietre e mattoni, sovrapposte, diffuse lungo tutta la Mesopotamia, nonché sull’altopiano iranico.

E poi, via verso Kerbala, a sud ovest di Bagdad, la città sacra agli Sciiti. Il 10 ottobre del 680 fu trucidato con tutta la famiglia e il suo séguito il nipote del profeta Maometto, al-Ḥusayn ibn ʿAlī, secondogenito del quarto califfo ʿAlī ibn Abī Ṭālib e della figlia di Maometto, Fāṭima al-Zahrā. Visitiamo una stupenda moschea. Raffinatissimi mosaici multicolori, lampadari multipli altrettanto stupendi. Non manca il minareto, da dove il muezzin per ben cinque volte, di giorno e di notte, lancia le sue invocazioni e gli inviti alla preghiera. Oggi in tutti i minareti sono installati opportuni altoparlanti! Dimenticarsi di pregare è impossibile!

Ma il nostro viaggio continua, sempre verso sud! Fino alla confluenza del Tigri e dell’Eufrate. E poi Bassora, lo Shet el Arab. Ed il mare! E sul lungomare i monumenti ai tanti caduti nella guerra lunga e sanguinosa con l’Iran. E ciascuna statua di soldato indica in direzione dell’Iran! E là che si trova “l’odiato nemico”! Bassora è una bella piccola città. Graziose costruzioni, molte in legno con caratteristiche balconate.

Quindi il ritorno a nord verso Bagdad. Incontriamo le mura e le rovine dell’antica città di Ur, vicino alla città di Nassiriya, tristemente nota per gli attentati contro i nostri soldati, presenti in Irak per garantire la pace! Ma vittime di azioni di guerra!

Risalendo verso il nord, incontriamo altri meravigliosi “monumenti”! An-Nayaf, la città santa! Una grande stupenda moschea a cui si accede dopo un ampio cortile: eretta nel 790 dal califfo Harun-Ar-Rashid. Nella moschea si trova la tomba di Alì, cugino e figlio adottivo di Maometto.

Ma non poteva mancare Babilonia! O meglio “Bab-lli-qui”, cioè la “porta degli dei”. Costruita, distrutta e ricostruita più volte dal 185° a:C. al 322 d.C.! Quella che noi turisti colti, ma allegri, non abbiamo potuto non chiamare Babyilonyland! ’Porte e mura tutte ricostruite! Un vero e proprio parco dei divertimenti, però senza i “calcinculo”! Vi si accede dalla porta di Ishtar, migliorata ed abbellita da Nabucodonosor nel sesto secolo a.C. Lungo le mura si sviluppa la Via delle Processioni, lunga 900 metri. Con rilievi di animali, buoi, gazzelle, animali mitici. Nonché il toro sacro al dio della tempesta, Adad. Ed il drago a testa di serpente, sacro al dio Marduk. Per non dire poi del leone di Babilonia, scultura in pietra, e del teatro di Bablonia.

Poi, sempre proseguendo verso nord, il tempio di Emakh. Ed il palazzo dei califfi Abassidi. Ma, alla fine del viaggio, basta con le ricerche colte! Bisogna portare i ricordini agli amici! Cosa c’è di meglio del Suk di Bagdad? Mah! Di Paesi mediorientale ed africani ne ho visti tanti, ma mi sembra che i suk siano tutti uguali! Le grida, le corse, i turisti curiosi, le sciocchezze che costano poco o niente, ma… com’è noto, basta il pensiero!

Ma il ricordo di quello splendido viaggio di 18 anni fa e degli splendidi amici con cui ho convissuto, dividendo gioie e fatiche non si cancellerà! Mai!

Domande di iscrizione al prossimo anno scolastico dal 7 al 31 gennaio 2020. Un’App per affiancare le famiglie nella scelta

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

C’è tempo dal 7 al 31 gennaio 2020 per inoltrare la domanda di iscrizione a scuola. È stata inviata ieri a tutti gli istituti la circolare (protocollo 22994) con le indicazioni utili per le famiglie per il nuovo anno scolastico 2020/21. Per affiancare i genitori nella scelta è disponibile una nuova App del portale “Scuola in chiaro” che permette di accedere con maggiore facilità alle principali informazioni sugli istituti.

Come e quando fare l’iscrizione
Anche quest’anno, dunque, i moduli per l’iscrizione alle classi prime della scuola primaria e della secondaria di I e II grado potranno essere compilati dalle famiglie dalle 8 del 7 gennaio alle 20 del 31 gennaio 2020. La procedura è sempre on line tramite il portale “Iscrizioni on line”. Ma i genitori, già a partire dalle 9 del 27 dicembre 2019, potranno accedere alla fase di registrazione che precede l’invio della domanda tramite il portale www.iscrizioni.istruzione.it. Chi ha un’identità digitale Spid (Sistema pubblico di identità digitale) potrà entrare nella sezione web con le credenziali del gestore che ha rilasciato l’identità. Le famiglie in difficoltà potranno far riferimento agli istituti scolastici.

Le iscrizioni on line riguardano anche i corsi di istruzione e formazione dei Centri di formazione professionale regionali (nelle Regioni che hanno aderito al progetto). Per le scuole dell’infanzia la procedura rimane cartacea. L’adesione degli istituti paritari al sistema delle Iscrizioni on line resta sempre facoltativa.

Un’App per scegliere l’istituto
Per effettuare l’iscrizione on line le famiglie dovranno prima di tutto individuare la scuola di preferenza. Come sempre è disponibile il portale “Scuola in chiaro” che raccoglie i profili di tutti gli istituti per consentire anche una valutazione comparativa in base alle proprie esigenze. Nel portale ci sono infatti tutte le informazioni utili e necessarie per una scelta consapevole: dall’organizzazione oraria ai risultati ottenuti negli anni passati dagli studenti, compreso il percorso successivo (eventuali studi universitari e ingresso nel mondo del lavoro).

Per “Scuola in chiaro” è disponibile una nuova App. Grazie a questa applicazione, a partire da un QR Code dinamico associato a ogni singola istituzione scolastica, viene data la possibilità non solo di accedere con i propri dispositivi mobili alle informazioni principali sulla scuola, ma anche di visualizzare alcuni dati presenti per confrontarli con quelli di altri istituti del territorio.

Scuola dell’infanzia
La domanda va presentata direttamente alla scuola prescelta. Hanno la precedenza nell’iscrizione alle scuole dell’infanzia i bambini che compiranno il terzo anno di età entro il 31 dicembre 2020. In caso di posti liberi, possono essere accettate le iscrizioni degli alunni che compiranno tre anni nei quattro mesi successivi (entro il 30 aprile 2021). Non sarà invece possibile in ogni caso iscrivere bambini più piccoli. I genitori possono scegliere tra tempo normale (40 ore settimanali), ridotto (25 ore) o esteso fino a 50 ore.

Scuola primaria
Le domande di iscrizione si compilano solo on line. I genitori iscriveranno alla prima classe i bambini che compiranno sei anni di età entro il 31 dicembre 2020. Sono accettate le iscrizioni, in caso di disponibilità di posti, anche degli alunni che compiranno i sei anni nei quattro mesi successivi, quindi entro il 30 aprile 2021. Non è consentita invece l’iscrizione alla prima classe della primaria di bambini più piccoli.

I genitori, al momento della compilazione delle domande di iscrizione on line, indicheranno le proprie preferenze rispetto alle opzioni possibili dell’orario settimanale che può essere di 24, 27, fino a 30 ore oppure 40 ore (tempo pieno). Potranno anche indicare, in subordine rispetto alla scuola che costituisce la loro prima scelta, fino a un massimo di altri due istituti.

Se non c’è disponibilità di posti nella prima scuola scelta, il sistema di Iscrizioni on line comunicherà in automatico di aver inoltrato la domanda verso le scuole indicate come seconda o terza opzione.

Secondaria di I grado
All’atto dell’iscrizione on line, i genitori indicheranno l’orario settimanale preferito. Potranno scegliere tra tempo ordinario di 30 ore oppure tempo prolungato (da 36 fino a 40 ore), se servizi e strutture lo consentiranno. In subordine alla scuola che costituisce la prima scelta, sarà possibile indicare fino a un massimo di altri due istituti di proprio gradimento.

Per l’iscrizione alle prime classi a indirizzo musicale, i genitori devono barrare l’apposita casella del modulo di domanda di iscrizione on line. Le istituzioni scolastiche organizzeranno la prova orientativo-attitudinale in tempo utile per consentire ai genitori, nel caso di carenza di posti disponibili, di presentare una nuova richiesta di iscrizione anche a un’altra scuola.

Secondaria di II grado
Nella domanda di iscrizione on line alla prima classe di una scuola secondaria di II grado, i genitori esprimeranno anche la scelta dell’indirizzo di studio, indicando anche l’eventuale opzione rispetto ai diversi indirizzi attivati dalla scuola. Oltre alla scuola di prima scelta è possibile indicare, in subordine, fino a un massimo di altri due istituti di proprio gradimento.

L’iscrizione alle prime classi dei licei musicali e coreutici è subordinata al superamento di una prova di verifica di competenze e attitudini. La prova sarà effettuata in tempo utile per consentire ai genitori, nel caso di mancato superamento o di carenza di posti, di presentare una nuova istanza di iscrizione presso un’altra scuola.

La circolare contiene informazioni dettagliate anche sulle iscrizioni di alunni con disabilità, con disturbi specifici di apprendimento e con cittadinanza non italiana. Con riferimento a questi ultimi, in particolare, si ricorda che anche per quelli sprovvisti di codice fiscale è consentito effettuare la domanda di iscrizione on line. Una funzione di sistema, infatti, consente la creazione di un “codice provvisorio” che l’istituzione scolastica sostituirà appena possibile con il codice fiscale definitivo.

Erasmus+, pubblicato il bando per il 2020

da Il Sole 24 Ore

di Amedeo Di Filippo

Con la pubblicazione sulla Gazzetta europea si apre la call per la presentazione delle proposte per «Erasmus+», il programma dell’Unione per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport relativo al periodo dal 2014 al 2020.

Il Programma
L’ultimo Erasmus+, in attesa del nuovo programma 2021-2027, ha un budget ampliato del 12% rispetto agli anni scorsi, stimato in 3.207,4 milioni di euro così suddivisi: istruzione e formazione 2.943,3 milioni; gioventù 191,9 milioni; Jean Monnet 14,6 milioni; sport 57,6 milioni. Queste le azioni previste:
– Azione chiave 1: Mobilità individuale ai fini dell’apprendimento (mobilità individuale nel settore dell’istruzione, della formazione e della gioventù; diplomi di master congiunti Erasmus Mundus);
– Azione chiave 2: Cooperazione per l’innovazione e lo scambio di buone prassi (partenariati strategici nel settore dell’istruzione, della formazione e della gioventù; università europee; alleanze della conoscenza; alleanze delle abilità settoriali; rafforzamento delle capacità nel settore dell’istruzione superiore; rafforzamento delle capacità nel settore della gioventù);
– Azione chiave 3: Sostegno alle riforme delle politiche (progetti di dialogo con i giovani);
– Attività Jean Monnet (cattedre Jean Monnet; moduli Jean Monnet; centri di eccellenza Jean Monnet; sostegno Jean Monnet alle associazioni; reti Jean Monnet; progetti Jean Monnet);
– Sport (partenariati di collaborazione; piccoli partenariati di collaborazione; eventi sportivi europei senza scopo di lucro).

La partecipazione
Può candidarsi per richiedere finanziamenti nell’ambito del programma Erasmus+ qualsiasi organismo, pubblico o privato, attivo nei settori dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport. I gruppi di giovani che operano nell’animazione socio-educativa possono inoltre presentare sia per la mobilità ai fini dell’apprendimento dei giovani e degli animatori per i giovani sia per i partenariati strategici nel settore della gioventù. La scadenza dei termini per la presentazione delle domande variano a seconda delle azioni e vanno dal 5 febbraio al 10 ottobre 2020.

Per presentare un progetto Erasmus+ i richiedenti devono seguire quattro fasi:
– registrazione di ciascuna organizzazione coinvolta nella domanda;
– verifica della conformità ai criteri del Programma per l’azione/l’ambito pertinente;
– verifica delle condizioni finanziarie;
– compilazione e invio del modulo di candidatura.

Tutte le domande ricevute dalle Agenzie nazionali o dall’Agenzia esecutiva vengono sottoposte a una procedura di valutazione, che implica: un controllo formale per verificare che i criteri di ammissibilità ed esclusione siano rispettati; una valutazione della qualità per verificare la misura in cui le organizzazioni partecipanti soddisfanno i criteri di selezione (ovvero i requisiti di capacità operativa e finanziaria) e il progetto soddisfa i criteri di assegnazione; una verifica che appuri che la proposta non presenta rischi di doppio finanziamento.

Azzolina, sì a riapertura terza fascia e trasformare graduatorie istituto in provinciali

da Orizzontescuola

di redazione

Il Sottosegretario Lucia Azzolina anticipa in un video su FaceBook due importanti emendamenti che saranno presentati dal Movimento 5 Stelle al Decreto scuola.

Riapertura terza fascia

Un emendamento che “vorrebbe il Movimento 5 Stelle in Parlamento“, sottolinea il Sottosegretario. “Non siamo contrari a riapertura terza fascia neolaureati. Anche perché sappiamo che le scuole sono invase dalle MAD.

La riapertura obbedisce alla necessità da parte delle scuole di supplenze brevi che in molte parti della penisola sono delegate alle messe a disposizione.

Trasformazione Graduatorie istituto in provinciali

Anche in questo caso anticipa la presentazione di un emendamento in Parlamento. “Prevediamo – ha detto – anche che le graduatorie di istituto siano trasformate in graduatorie provinciali. Non è giusto che i docenti debbano scegliere soltanto alcune scuole, pensate a province grandi come Roma: 10 scuole sono poche. Questo causa il fatto che alcuni docenti con meno punti magari riescono a lavorare di più rispetto a docenti con più punti, perché dipende dalle scuole scelte. Inoltre, il lavoro per le segreterie

La trasformazione delle GI in graduatorie provinciali è già realtà in aree come Pisa o Torino – ha concluso – che incrociano le graduatorie di istituto e fanno convocazioni generali. Perché non possiamo estendere il modello a tutto il mondo della scuola?

Iscrizioni a.s. 2020/21, domande dal 7 al 31 gennaio. Arriva la App per i genitori. Circolare Miur

da Orizzontescuola

di redazione

Pubblicata la circolare sulle iscrizioni alle scuole di ogni ordine e grado per l’anno scolastico 2020/21.

Tempistica

Le domande di iscrizione possono essere presentate dal 7 al 31 gennaio 2020.

Per quanto riguarda le iscrizioni ai percorsi di istruzione degli adulti la circolare rinvia ad una successiva nota.

Iscrizioni online

Le iscrizioni saranno effettuate online per tutte le classi iniziali della scuola primaria, secondaria di primo grado e secondaria di seconda grado.

Si effettuano on line anche le iscrizioni ai percorsi di istruzione e formazione professionale, erogati dagli istituti professionali nonché dai centri di formazione professionale accreditati dalle Regioni che, su base volontaria, aderiscono alla procedura online.

Quanto alle classi iniziali delle scuole paritarie, le iscrizioni si effettuano online soltanto nel caso in cui le stesse abbiano aderito facoltativamente alla procedura telematica.

Per affiancare i genitori nella scelta è disponibile una nuova app del portale Scuola in Chiaro che permette di accedere con maggiore facilità alle principali informazioni sugli istituti.

Domanda online e registrazione

Le domande di iscrizione on line dovranno essere presentate dalle 8:00 del 7 gennaio 2020 alle 20:00 del 31 gennaio 2020.

Dalle 9:00 del 27 dicembre 2019 sarà  possibile avviare la fase della registrazione sul sito dedicato.

I genitori e gli esercenti la responsabilità genitoriale (affidatari, tutori) accedono al servizio “Iscrizioni on line”, disponibile sul portale del MIUR utilizzando le credenziali fomite tramite la registrazione.

E’ possibile accedere al servizio con l’identità digitale (SPID); in tal caso non serve nessuna registrazione.

Iscrizioni cartacee

Saranno cartacee le iscrizioni:

  • alle sezioni delle scuole dell’infanzia;
  • alle scuole della Valle d’Aosta e delle province di Trento e Bolzano;
  • alle classi terze dei licei artistici e degli istituti tecnici;
  • al percorso di specializzazione per “Enotecnico” degli istituti tecnici del settore tecnologico a indirizzo “Agraria, agroalimentare e agroindustria”, articolazione “Viticoltura ed enologia”;
  • ai percorsi di istruzione per gli adulti, ivi compresi quelli attivati presso gli istituti di prevenzione e pena;
  • agli alunni/studenti in fase di preadozione, per i quali l’iscrizione viene effettuata dalla famiglia affidataria direttamente presso l’istituzione scolastica prescelta.

Circolare

Allegato 1 – Licei

Allegato 2 – Tecnici

Allegato 3 – Professionali

Allegato Scheda A

Allegato Scheda B

Allegato Scheda C

Concorso straordinario secondaria, docenti paritarie non svolgono stessa prova dei docenti statale

da Orizzontescuola

di redazione

Il concorso straordinario per la scuola secondaria, previsto dal decreto scuola attualmente di discussione, si poggia sulla prova scritta computer based con quesiti a risposta multipla.

Cosa determina la prova scritta

Per i docenti che partecipano al concorso con il requisito della scuola statale la prova si considererà superata con un punteggio di 7/10.

Coloro che superano la prova con 7/10 e grazie ai titoli rientrano nei 24.000 posti disponibili, saranno assunti in ruolo e conseguiranno l’abilitazione (prima o dopo il ruolo).

Coloro che superano la prova con 7/10 ma non rientreranno nei 24.000 posti disponibili potranno acquisire l’abilitazione alla fine di una supplenza al 30 giugno o 31 agosto, dopo aver acquisito i 24 CFU e superato una prova orale abilitante.

I docenti delle scuole paritarie – ossia che hanno almeno tre anni di servizio nelle scuole paritarie (ancora non chiarito il servizio misto) potranno accedere al concorso straordinario solo ai fini abilitanti.

Prova scritta distinta

La prova scritta sarà basata per tutti i docenti partecipanti sullo stesso programma, ma sarà distinta. Quindi, o svolta in giorni diversi, o comunque con domande differenti.

In questo modo ci sarà una prova per i docenti della statale e una prova per i docenti della paritaria.

A parità di difficoltà della prova essi infatti concorrono per due motivi differenti: gli uni per la stabilizzazione, gli altri solo per l’abilitazione.

La corretta interpretazione del Decreto scuola è confermata dalle schede di lettura del provvedimento predisposte dagli Uffici della Camera

“La procedura prevede: lo svolgimento di una prova scritta informatizzata, composta da quesiti a risposta multipla, destinata ai soggetti che abbiano maturato l’esperienza nella scuola statale e di una analoga, ma distinta, prova scritta, destinata ai soggetti che abbiano maturato l’esperienza nella scuola paritaria, che si intendono superate con un punteggio minimo di 7/10;

la formazione (in ogni regione, per ciascuna classe di concorso e per il sostegno) di una graduatoria dei vincitori, risultante dal punteggio conseguito nella prova scritta e da quello attribuito alla valutazione dei titoli;

la compilazione di un elenco dei soggetti che, pur
conseguendo il punteggio minimo, non rientrano nella graduatoria dei vincitori;

l’immissione in ruolo dei vincitori, nel limite dei posti annualmente autorizzati e, conseguentemente, l’ammissione al percorso annuale di formazione iniziale e prova, durante il quale è prevista l’acquisizione, con oneri a carico dello Stato, dei 24 CFU/CFA richiesti dalla normativa vigente, qualora gli immessi in ruolo non ne siano già in possesso;

una prova orale – ad integrazione del periodo di formazione iniziale e prova – che si intende superata con un punteggio minimo di 7/10, fermo restando che il periodo di formazione iniziale e prova si conclude con una valutazione finale;

l’abilitazione dei vincitori all’esercizio della professione docente, per la relativa classe di concorso, all’atto della conferma in ruolo.

I vincitori possono conseguire l’abilitazione anche acquisendo i 24 CFU/CFA con oneri a proprio carico e superando la medesima prova orale prevista all’esito del periodo di formazione iniziale e prova.

I candidati confermati in ruolo devono rimanere presso l’istituzione scolastica ove hanno svolto il periodo di prova per almeno altri quattro anni e sono cancellati da ogni altra graduatoria nella quale siano iscritti.”

Concorso dirigenti annullato dal Tar, Mele “sì emendamento che risolva situazione ricorrenti”

da Orizzontescuola

di Vincenzo Brancatisano

“Chiediamo che il Parlamento trovi una soluzione prima che il Consiglio di Stato emetta la sua sentenza”.

Il Comitato “Trasparenza è partecipazione”c he riunisce molti candidati all’ultimo concorso per dirigente scolastico, poi bocciati, è sceso in campo ieri a Roma con un sit in. I delegati, capitanati dalla presidentessa Teresa Mele, hanno incontrato uomini politici con i quali hanno discusso di un emendamento diretto a trovare una soluzione. La sentenza del Consiglio di Stato, che aveva sospeso in via cautelare la sentenza del Tar del Lazio, che a sua volta aveva sospeso l’iter di svolgimento del concorso, è attesa per il prossimo 12 marzo a meno che non venga differita la data . “Noi ci aspettiamo un emendamento da parte del Parlamento – spiega Mele – che argini e anzi sani la situazione per i ricorrenti. Noi abbiamo espresso le nostre doglianze in un documento. Speriamo ora che confluiscano in un emendamento”. Il Comitato “Trasparenza è Partecipazione”, che annovera al momento circa mille aderenti distribuiti su tutto il territorio nazionale, ha tra i suoi principi ispiratori le finalità di promuovere, vigilare e verificare che lo svolgimento delle procedure concorsuali all’interno della pubblica Amministrazione avvengano nel rispetto dei principi costituzionali, in particolare quelli sanciti dagli artt. 3 e 97 Costituzione, e di quelli dettati dalla legge sul procedimento amministrativo. In particolare il Comitato vuole portare all’attenzione del Miur i risultati della sua recente attività inerente il Concorso per Dirigenti Scolastici.

Professoressa Teresa Mele, quali sono le vostre contestazioni?

“Contestiamo la disparità di trattamento tra le diverse Commissioni poiché c’è stata una discrezionalità tecnica. I criteri di valutazione sono stati applicati in maniera diversa da Commissione a Commissione. Inoltre ci sono stati problemi con il Cineca, c’è un mancato accesso agli atti. Non ci è stato dato il codice sorgente, che serviva per avere i file della prova per acquisire le risposte che erano state date da molti candidati e che per malfunzionamento non si trovano”.

I vincitori, che poi sono stati assunti, rispondono che il concorso è stato molto rigoroso, svolto a livello nazionale, per evitare favoritismi

“Sì, è stato più selettivo, perché svolto a livello nazionale. Per lo scritto invece abbiamo dati discordanti. In alcune Commissioni ci sono stati molti bocciati in altre molti promossi, abbiamo i dati statistici”.

Che cosa succederebbe se il Consiglio di Stato annullasse il concorso?

“Noi non lo sappiamo. Le persone che hanno avuto il ruolo resterebbero. Per quanto concerne la nostra posizione, noi non lo sappiamo. Ecco perché chiediamo che venga trovata, prima, una soluzione politica.

Ad esempio?

“Ad esempio un corso concorso che consenta anche a noi di rientrare in gioco”.

Che cosa avete ottenuto a Roma?

“Abbiamo fatto un sit in con l’Anief e abbiamo manifestato chiedendo alle rappresentanze politiche di approvare un emendamento che chiaramente coinvolga anche noi ricorrenti”.

Approfondimento Cronistoria del concorso nazionale per il reclutamento dei Dirigenti scolastici

La cronistoria del concorso bandito con D.D.G. n. 1259/2017 – spiega il Comitato “Trasparenza e Partecipazione – è compendiabile ufficialmente nelle seguenti tappe: Prova preselettiva (23 luglio 2017), prova scritta (18 ottobre 2018), prova differita per i Sardi (13 dicembre 2018), pubblicazione della graduatoria degli ammessi alla prova orale (27 marzo 2019), accoglimento da parte del Tar Lazio della richiesta di accesso al codice sorgente che ha generato e gestito la prova scritta (sentenza n. 7333, pubblicata il 6 giugno 2019),“sentenza breve”di annullamento della procedura concorsuale (sentenze Tar n.8655/2019 e n. 8670/2019 del 2 luglio 2019); accoglimento da parte del Consiglio di Stato dell’appello cautelare del Miur per la sospensione dell’efficacia della predetta sentenza per “[…] la tempestiva conclusione della procedura (sentenza n. 5742 del 12 luglio 2019)”; slittamento dell’udienza del Consiglio di Stato per l’esame nel merito dal 17 ottobre 2019 al 12 marzo 2020; emanazione delle Ordinanze del Tar Lazio n. 10866 e n. 10868 dell’11 settembre 2019,atte a disporre gli “incombenti istruttori”, alla luce degli “specifici ed articolati motivi di ricorso”; Ordinanza del Consiglio di Stato N. 04803 del 23-09-2019 di accoglimento dell’istanza cautelare del ricorso numero: 6356/2019 e sospensione dell’esecutività della sentenza di reiezione del primo Giudice – disponente l’esclusione dalla prova preselettiva del Concorso – ai fini dell’ammissione con riserva della parte appellante alle “ulteriori prove di concorso”, “considerato che l’esecuzione del provvedimento impugnato in primo grado è idoneo ad arrecare […] un danno grave e irreparabile”; artata evasione delle richieste di accesso alle prove dei vincitori con la “concessione” di un campione anonimo di 50 prove, corredate da griglie e verbali di correzione, tramite il sistema POLIS (4-10-2019).

All’indomani dell’8 maggio 2019 (data in cui i candidati hanno potuto visionare i risultati relativi alla correzione) il Comitato, analizzando i dati in possesso, ha evidenziato che la procedura di valutazione delle prove scritte non è stata soggetta a una “dispersione naturale” e su di essa sembrerebbero essere intervenute quelle che in gergo statistico (con particolare riferimento allo Statistical Process Control) sono dette “cause esterne o speciali”. Diverse sono le doglianze rappresentate dal Comitato :Violazione dell’art. 8, c. 2 del D.D.G 1259/2017, statuente l’unicità della prova nazionalee la correlata configurazione di disparità di trattamento, a seguito della ripetizione della prova preselettiva per 21 candidati campani, del differimento della prova scritta per i candidati sardi, pur ad invarianza dei quadri di riferimento, della non simultaneità della prova scritta computerizzate dell’eterogeneità di conduzione dei controlli effettuati nelle singole sedi.

Il Comitato punta a dimostrare una presunta, e tutta da dimostrare, violazione dell’anonimato e criticità connesse all’utilizzo del software Cineca. Inoltre si evidenziano una presunta alterazione/cancellazione dei metadati relativi al corredo documentale di ciascun concorrente con la relativa perdita della memoria storica e della tracciabilità degli elaborati, una elevata varianza della percentuale di ammessi per Commissione. E una presunta violazione dei principi di pubblicità e trasparenza. E ancora, la “non disponibilità del Miur a consegnare il codice sorgente del software Cineca, l’utilizzo di griglie di valutazione sprovviste di indicatori e la pubblicazione di una graduatoria finale priva di dati analitici costituiscono elementi satellitari intorno ad una più vasta regione di opacità: inibizione dell’esercizio del diritto di accesso, pur in presenza di interessi diretti, concreti e attuali, escludendosi in radice l’esigenza di riservatezza a tutela di terzi. A data odierna, infatti, le numerosissime istanze ostensive risultano ancora disattese”. Si contesta infine il disattendimento del principio di competenza tecnica: “Parimenti inopportuno, a seguito dell’annullamento disposto dal Tar – lamenta il Comitato – risulta il provvedimento di assegnazione ai ruoli dei vincitori, poiché la concessione della sospensiva dell’efficacia della sentenza, in accoglimento dell’istanza cautelare del Miur, era finalizzata solo ed esclusivamente a terminare la procedura.Tutte queste doglianze “sono sostenute da numerosi documenti”, spiega il Comitato, che auspica  “un solerte intervento teso a ripristinare l’effettività dei principi di buon andamento, imparzialità e trasparenza e, soprattutto, a reperire idonee soluzioni che realmente contemperino le posizioni lese e il preminente interesse pubblico”.

Invalsi, bando per la selezione di 122 esperti nella costruzione delle prove

da La Tecnica della Scuola

L’Invalsi ha pubblicato un bando (Determinazione n. 178/2019) per la selezione, per il tramite della Banca Dati Esperti e Professionisti (BDEP) attivata dall’INVALSI, finalizzata al conferimento di 122 incarichi di lavoro autonomo occasionale, ad esperti nella costruzione delle prove di apprendimento di Italiano, Matematica ed Inglese.

I candidati, oltre ad essere in possesso dei requisiti necessari all’iscrizione nella BDEP, dovranno possedere anche i requisiti specificati nell’Allegato A, a seconda del
profilo di interesse.

La durata di ciascun incarico, in base al profilo di appartenenza, così come il compenso spettante, sono indicati nell’Allegato A.

La selezione avverrà nell’ambito delle candidature in possesso dei requisiti richiesti, risultanti iscritte entro e non oltre le ore 12:00 del 18/11/2019 nelle diverse Aree di competenza.

Legge di bilancio: per il contratto scuola si arriverà forse a 65 euro lordi di aumento

da La Tecnica della Scuola

I nodi che avevamo preannunciato stanno arrivando al pettine: i soldi per i contratti pubblici (e per la scuola in particolare) sono insufficienti e i sindacati minacciano di non volersi neppure sedere al tavolo delle trattative.
Mentre il Ministro Fioramonti favoleggiava di aumenti a tre cifre, ecco cosa scrivevamo il 4 novembre: “Ci sono,nella legge di bilancio, i fondi per il rinnovo dei contratti pubblici (poco più di 3 miliardi a regime) che sono però appena sufficienti per confermare il famoso ‘elemento perequativo’, l’indennità di vacanza contrattuale e, nella migliore delle ipotesi 70 euro lordi a dipendente”.

Comunicato Cisl Scuola

E’ di queste ore un secco comunicato di Maddalena Gissi, segretaria nazionale Cisl Scuola che dichiara: “Prima ancora di entrare nel merito del nuovo contratto, c’è da stabilizzare quanto ottenuto col precedente: a partire dall’elemento perequativo, la cui copertura va rifinanziata perché prevista ad oggi solo fino al 2019. Così come vanno mantenuti gli impegni per una rivalutazione complessiva delle attribuzioni accessorie del personale docente, educativo e ATA. Le risorse sono ferme all’entità che avevano nel 2013, nonostante siano oggi 70.000 in più le unità di personale che hanno diritto a beneficiarne”.
Si è tanto parlato, e non solo da parte sindacale, della necessità di traguardare per i lavoratori del comparto aumenti ‘a tre cifre’ – aggiunge Maddalena Gissi -, in realtà stando a quanto vediamo nel disegno di legge di bilancio gli aumenti salariali non raggiungerebbero i 65 euro mensili. È evidente che non c’è margine per negoziare”.
La strada verso l’approvazione della legge di bilancio, insomma, è tutta in salita e il rischio di un rinvio dell’apertura del tavolo contrattuale è sempre più reale.

Tempo pieno e asili nido per aumentare l’occupazione al sud

da La Tecnica della Scuola

Per migliorare la situazione occupazione nelle regioni del Sud i Partigiani della scuola pubblica hanno una soluzione: bisogna aumentare gli asili nido e il tempo.
I Partigiani partono da un dato: negli ultimi dieci anni il Sud ha perso 200 mila laureati e circa 30 miliardi che le famiglie hanno di fatto investito per la formazione dei loro figli, un doppio danno per l’intero Sud!

Scolarità e occupazione

Ma ci sono anche altri numeri importanti da considerare.
Il livello di scolarizzazione dei ragazzi meridionali è compreso tra il 79,2% delle regioni del sud e il 73,3% nelle isole, a fronte di valori compresi tra l’82,9% del Nord-Ovest, l’85,3% del Nord-Est e l’85,2% nel Centro.
Il Mezzogiorno presenta tassi di abbandono scolastico troppo elevati, con una particolarità: nel Centro-Nord il mancato proseguimento degli studi si accompagna a un numero più consistente di giovani occupati, mentre nelle regioni meridionali gli occupati usciti precocemente dagli studi sono una minoranza.
E ancora: dall’inizio del 2000 sono partiti oltre due milioni di persone, come se l’intera Calabria si fosse spopolata; oltre il 68% dei cittadini italiani che nel 2017 ha lasciato il Mezzogiorno per una regione del Centro-Nord, aveva almeno un titolo di studio di secondo livello: diploma superiore il 37,1% e laurea il 30,1%.

I dati della SVIMEZ

La denuncia arriva dai Partigiani della Scuola Pubblica che si basano anche sui dati forniti di recente dalla Svimez.
“Finalmente – sottolineano i Partigiani – stanno emergendo anche altri dati che denunciano come al Sud finora lo Stato ha dato molto meno risorse per poter garantire sviluppo e posti di lavoro. Parliamo del famoso 34%, stabilito finalmente per legge, delle risorse dello stato che devono essere investite al Sud in proporzione cioè al numero della popolazione, poiché finora mediamente si è investito al massimo il 28%. Uno squilibrio quantificato in decine e decine di miliardi di spesa pubblica in meno alle regioni del Sud. È chiaro che investendo di meno si ottiene di meno. In una simulazione dell’applicazione per 10 anni della clausola del 34%, fatta dalla Svimez si apprende che si sarebbero mantenuti circa 300mila posti di lavoro, ossia anziché la perdita di 500mila, se ne sarebbero persi solo 200mila”.

Favorire l’occupazione incrementando asili nido e tempo pieno

“Per invertire la tendenza – sostengono ancora i Partigiani – occorre investire al Sud ed evitare lo spopolamento e favorire la crescita occupazionale. A cominciare dagli asili nido e dal tempo pieno nelle scuole. Creando e favorendo quindi una doppio canale lavorativo, sia degli occupati direttamente nelle strutture scolastiche (quindi insegnanti, personale educativo e ausiliario, imprese di pulizia) sia delle famiglie in favore maggiormente dell’occupazione femminile, che ricordiamolo è fra la più bassa in Europa. Il 63,3% è la media UE, mentre al Sud si ha Basilicata, Puglia, Calabria, Campania e Sicilia nelle ultime sei con valori del tasso di occupazione intorno al 30-35%”.

Gualtieri: “Asili nido gratis dal 1 gennaio 2020”

da La Tecnica della Scuola

Per molte famiglie italiane “asilo nido gratis dal 1 gennaio 2020”: lo ha detto il ministro dell’economia Roberto Gualtieri, che ha aggiunto: la manovra “non solo diminuisce la pressione fiscale in misura considerevole rispetto al tendenziale, ma riduce le tasse anche rispetto all’anno precedente”.
Gualtieri ha poi spiegato che la pressione fiscale appare invariata al 41,9% ma al netto di misure come il recupero dell’evasione o il differimento delle Dta “avremo una riduzione di 7,1 miliardi della pressione fiscale anche rispetto all’anno precedente”.

Bonus per gli asili

Questo significa, ha spiegato ancora il ministro, il rafforzamento del bonus per gli asili nido che consentirà “la sostanziale gratuità degli asili nido per la grande maggioranza delle famiglie italiane, importante anche dal punto di vista del sostegno all’occupazione femminile. Si parlava della misura da settembre” ma scatterà “già dal primo gennaio”, ricordando che si prevede anche l’aumento dei posti al nido “oggi insufficienti in particolare nel Mezzogiorno”. In tutto nel triennio, ricorda si stanziano 2,8 miliardi in più per la famiglia.

Il forum delle famiglie

“Non comprendiamo il motivo per cui il ministro Gualtieri si esalti mostrando i 2,8 miliardi di euro in tre anni per le famiglie. Cifre che, in concreto, non avranno peso né consistenza nella vita quotidiana delle famiglie”: così il Forum delle Famiglie sulla manovra che “grigia e senza coraggio com’è ora, questa manovra non cambierà la vita a nessuno, tantomeno alle famiglie con figli”.

Iscrizioni scuola 2020: c’è tempo dal 7 al 31 gennaio. Pubblicata la circolare

da Tuttoscuola

C’è tempo dal 7 al 31 gennaio 2020 per inoltrare la domanda di iscrizione a scuola. È stata inviata oggi a tutti gli istituti la circolare con le indicazioni utili per le famiglie per il nuovo anno scolastico 2020/21. La circolare è anche sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (https://bit.ly/2OdV8q2). Per affiancare i genitori nella scelta è disponibile una nuova App del portale Scuola in Chiaro che permette di accedere con maggiore facilità alle principali informazioni sugli istituti. Riportiamo di seguito il comunicato MIUR.

Come e quando fare l’iscrizione
Anche quest’anno, dunque, i moduli per l’iscrizione alle classi prime della scuola primaria e della secondaria di I e II grado potranno essere compilati dalle famiglie dalle 8.00 del 7 gennaio alle 20.00 del 31 gennaio 2020. La procedura è sempre on line tramite il portale Iscrizioni on line. Ma i genitori, già a partire dalle 9.00 del 27 dicembre 2019, potranno accedere alla fase di registrazione che precede l’invio della domanda tramite il portale www.iscrizioni.istruzione.it. Chi ha un’identità digitale SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) potrà entrare nella sezione web con le credenziali del gestore che ha rilasciato l’identità. Le famiglie in difficoltà potranno far riferimento agli istituti scolastici.

Le iscrizioni on line riguardano anche i corsi di istruzione e formazione dei Centri di formazione professionale regionali (nelle Regioni che hanno aderito al progetto). Per le scuole dell’infanzia la procedura rimane cartacea. L’adesione degli istituti paritari al sistema delle Iscrizioni on line resta sempre facoltativa.

Un’App per scegliere l’istituto
Per effettuare l’iscrizione on line le famiglie dovranno innanzitutto individuare la scuola di preferenza. Come sempre è disponibile il portale Scuola in Chiaro che raccoglie i profili di tutti gli istituti per consentire anche una valutazione comparativa in base alle proprie esigenze. Nel portale ci sono infatti tutte le informazioni utili e necessarie per una scelta il più consapevole possibile: dall’organizzazione oraria ai risultati ottenuti negli anni passati dagli studenti, compreso il percorso successivo (eventuali studi universitari e ingresso nel mondo del lavoro).

Per Scuola in Chiaro è disponibile una nuova App. Grazie a questa applicazione, a partire da un QR Code dinamico associato a ogni singola istituzione scolastica, viene data la possibilità non solo di accedere con i propri dispositivi mobili alle informazioni principali sulla scuola, ma anche di visualizzare alcuni dati presenti per confrontarli con quelli di altri istituti del territorio.

Scuola dell’infanzia
La domanda va presentata direttamente alla scuola prescelta. Hanno la precedenza nell’iscrizione alle scuole dell’infanzia i bambini che compiranno il terzo anno di età entro il 31 dicembre 2020. In caso di posti liberi, possono essere accettate le iscrizioni degli alunni che compiranno tre anni nei quattro mesi successivi (entro il 30 aprile 2021). Non sarà invece possibile in ogni caso iscrivere bambini più piccoli. I genitori possono scegliere tra tempo normale (40 ore settimanali), ridotto (25 ore) o esteso fino a 50 ore.

Scuola primaria
Le domande di iscrizione si compilano solo on line. I genitori iscriveranno alla prima classe i bambini che compiranno sei anni di età entro il 31 dicembre 2020. Sono accettate le iscrizioni, in caso di disponibilità di posti, anche degli alunni che compiranno i sei anni nei quattro mesi successivi, quindi entro il 30 aprile 2021. Non è consentita invece l’iscrizione alla prima classe della primaria di bambini più piccoli. I genitori, al momento della compilazione delle domande di iscrizione on line, indicheranno le proprie preferenze rispetto alle opzioni possibili dell’orario settimanale che può essere di 24, 27, fino a 30 ore oppure 40 ore (tempo pieno). Potranno anche indicare, in subordine rispetto alla scuola che costituisce la loro prima scelta, fino a un massimo di altri due istituti. Se non c’è disponibilità di posti nella prima scuola scelta, il sistema di Iscrizioni on line comunicherà in automatico di aver inoltrato la domanda verso le scuole indicate come seconda o terza opzione.

Scuola secondaria di I grado
All’atto dell’iscrizione on line, i genitori indicheranno l’orario settimanale preferito. Potranno scegliere tra tempo ordinario di 30 ore oppure tempo prolungato (da 36 fino a 40 ore), se servizi e strutture lo consentiranno. In subordine alla scuola che costituisce la prima scelta, sarà possibile indicare fino a un massimo di altri due istituti di proprio gradimento. Per l’iscrizione alle prime classi a indirizzo musicale, i genitori devono barrare l’apposita casella del modulo di domanda di iscrizione on line. Le istituzioni scolastiche organizzeranno la prova orientativo-attitudinale in tempo utile per consentire ai genitori, nel caso di carenza di posti disponibili, di presentare una nuova richiesta di iscrizione anche a un’altra scuola.

Scuola secondaria di II grado
Nella domanda di iscrizione on line alla prima classe di una scuola secondaria di II grado, i genitori esprimeranno anche la scelta dell’indirizzo di studio, indicando anche l’eventuale opzione rispetto ai diversi indirizzi attivati dalla scuola. Oltre alla scuola di prima scelta è possibile indicare, in subordine, fino a un massimo di altri due istituti di proprio gradimento.

L’iscrizione alle prime classi dei licei musicali e coreutici è subordinata al superamento di una prova di verifica di competenze e attitudini. Questa prova sarà effettuata in tempo utile per consentire ai genitori, nel caso di mancato superamento o di carenza di posti, di presentare una nuova istanza di iscrizione presso un’altra scuola.

La circolare contiene informazioni dettagliate anche sulle iscrizioni di alunni con disabilità, con disturbi specifici di apprendimento e con cittadinanza non italiana. Con riferimento a questi ultimi, in particolare, si ricorda che anche per quelli sprovvisti di codice fiscale è consentito effettuare la domanda di iscrizione on line. Una funzione di sistema, infatti, consente la creazione di un ‘codice provvisorio’ che l’istituzione scolastica sostituirà appena possibile con il codice fiscale definitivo.

Il link alla circolare:
https://bit.ly/2OdV8q2

Bonus asili nido: gratis da gennaio 2020

da Tuttoscuola

Asili nido gratis per le famiglie da gennaio 2020. Il premier Conte ha convocato per domani, giovedì 14 novembre alle 18, una riunione di tutta la maggioranza sui tempi e i modi di discussione della legge di bilancio. Secondo quanto riporta Ansa.it, prenderà parte al vertice, che precede il termine per la presentazione degli emendamenti alla manovra, una delegazione composta da ministri e sottosegretari competenti, capi delegazione dei quattro partiti, capigruppo, presidenti di commissione e capigruppo in commissione.

Il rafforzamento del bonus per gli asili nido consentirà, secondo quanto dichiarato dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri “la sostanziale gratuità degli asili nido per la grande maggioranza delle famiglie italiane, importante anche dal punto di vista del sostegno all’occupazione femminile. Si parlava della misura da settembre” ma scatterà “già dal primo gennaio”. Gualtieri ha poi ricordato che si prevede anche l’aumento dei posti al nido “oggi insufficienti in particolare nel Mezzogiorno”. In tutto nel triennio, ricorda si stanziano 2,8 miliardi in più per la famiglia.

Sul punto è andato in scena, sempre secondo quanto riportato da Ansa.it, un botta e risposta tra il titolare del Mef e il leader della Lega, Matteo Salvini. “Gualtieri? Prende in giro le famiglie. Altro che asili nido gratis. Per il 2020 il Governo Renzi – Di Maio non stanzia nulla per le famiglie. Gli rispondiamo come hanno fatto i rappresentanti delle famiglie “come fanno a vantarsene di questa manovra? Sa molto di presa in giro”, ha detto Salvini.

Salvini dice che prendo in giro le famiglie? Parlano i fatti – ha replicato Gualtieri : nella legge di bilancio abbiamo stanziato 630 milioni per il 2020, 3 miliardi fino al 2022. Articolo 41 del DDL Bilancio per fondo assegno universale e servizi alla famiglia, da subito assegno di natalità, gratuità asili nido per maggioranza delle famiglie, congedo di paternità allungato”.

“Gli effetti del bonus per gli asili nido sono potenzialmente rilevanti”, ha detto il vice direttore generale di Bankitalia, Luigi Federico Signorini sottolineando però che “la scelta di legarlo all’Isee potrebbe scoraggiare l’offerta di lavoro di un secondo percettore di reddito, specie in prossimità delle soglie che determinano l’ammontare dell’importo: tanto più in quanto le rette che le famiglie pagano per gli asili nido sono già modulate in funzione dell’Isee. L’esperienza potrà dare indicazioni utili per definire l’assetto a regime delle misure di sostegno alla famiglia”. Nel documento di via Nazionale si sottolinea anche che attualmente “l’offerta di posti nelle strutture per la prima infanzia è inadeguata” e si ricorda che secondo i dati Istat il rapporto posti e utenza potenziale nel 2016-17 era “in media pari al 24%”, “assai al di sotto del target del 33% fissato dal Consiglio europeo per favorire la conciliazione della vita familiare con quella lavorativa”.