Incontro col Ministero sulle misure di quarantena in ambiente scolastico

Incontro col Ministero sulle misure di quarantena in ambiente scolastico

L’ANP ha partecipato stamattina, in videoconferenza, a un incontro col Ministero dell’istruzione avente per oggetto l’informativa sulle misure introdotte dal decreto-legge 7 gennaio 2022, n. 1, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale e in vigore a partire da oggi. L’Amministrazione, rappresentata dal Capo Dipartimento Jacopo Greco, ha avvertito l’esigenza di incontrare le organizzazioni sindacali per preannunciare l’invio a tutte le scuole di una nota contenente indicazioni specifiche, condivise col Ministero della salute, sulla gestione dei casi di positività tra gli studenti. Il Dott. Greco ha anticipato alcuni aspetti salienti della nota riguardanti le misure da adottare sia nei confronti degli studenti che del personale scolastico in caso di uno o più contagi.

L’ANP ha osservato che la scuola, in questo momento, sta svolgendo una funzione di supporto al sistema sanitario per cui all’argomento non sono applicabili i principi dell’autonomia scolastica ma, al contrario, vanno fornite ai colleghi indicazioni nette e omogenee, anche per garantire una maggiore chiarezza nei rapporti con le famiglie e gli studenti.

A nostro avviso, la disposizione legislativa che prescrive, nelle scuole secondarie e in presenza di due casi positivi nella classe, l’accesso alle lezioni solo agli studenti vaccinati crea una serie di problemi, tra cui la gestione dello studente minorenne non vaccinato che dovesse presentarsi a scuola non accompagnato da un adulto. Tale norma, a nostro parere, non autorizza in maniera chiara le scuole al trattamento dei dati sanitari degli studenti in merito al loro stato vaccinale. Si tratta di un elemento di rilevante criticità da definire quanto prima.

Inoltre, il numero di studenti positivi – che in alcune scuole, già in queste ore, ammonta a decine o centinaia – rende quasi impossibile la gestione delle procedure previste dal decreto. Infatti, nonostante il supporto delle farmacie nell’esecuzione dei tamponi per gli studenti della scuola secondaria, è molto improbabile che il sistema sanitario possa sopportare l’ingente carico di lavoro necessario a fronteggiare la quarta ondata.

Abbiamo anche evidenziato come le previsioni della circolare sull’utilizzo diffuso delle mascherine FFP2 creino problemi applicativi, non avendo le scuole ancora ricevuto dalla struttura commissariale le relative forniture.

Con riguardo alle situazioni di singoli alunni positivi, abbiamo chiesto di chiarire se questi hanno diritto di accesso alla DAD e se vi abbiano diritto anche quegli studenti che risultino positivi o che abbiano famigliari positivi ma non dispongano ancora di provvedimenti formali dell’autorità sanitaria.

Al di fuori delle previsioni del decreto oggetto dell’incontro, l’ANP ha chiesto chiarimenti sulla durata dei contratti dei supplenti chiamati in sostituzione del personale sospeso per mancanza di vaccinazione. Allo stato attuale, infatti, il supplente può essere licenziato al momento del rientro del titolare. Abbiamo chiesto, dunque, che in sede di conversione del D.L. 172/2021 sia inserita una previsione che porti a 15 giorni la durata minima del contratto di supplenza. Abbiamo pure sollevato il problema della mancata previsione di risorse per la sostituzione del personale esente dalla vaccinazione che non può essere mantenuto in classe perché adibito a diversa mansione. Infine, abbiamo fatto presente che la verifica tramite SIDI non permette di distinguere tra le varie possibili situazioni del percorso vaccinale.

Il Capo Dipartimento Greco ha ribadito che il decreto-legge 1/2022 è in vigore da oggi e che è compito del Ministero supportare i dirigenti scolastici nella sua applicazione, senza possibilità di deroghe. Ha puntualizzato che le nuove disposizioni legislative abilitano le scuole a conoscere lo stato vaccinale degli studenti della scuola secondaria in presenza di due positivi e che esse hanno forza di legge, a differenza di quelle contenute nel previgente protocollo. Ha fatto presente che il testo del decreto-legge usa l’espressione “didattica a distanza” quando si riferisce all’intero gruppo classe. In caso contrario, usa l’espressione “didattica digitale integrata”. Per quanto riguarda le mascherine FFP2, il Capo Dipartimento ha ricordato che sono necessarie solo quando c’è autosorveglianza e non per tutta la popolazione scolastica. Il relativo prezzo è stato calmierato e le scuole, per il momento, devono provvedervi con le risorse finanziarie in loro possesso per quanto riguarda il fabbisogno superiore a quanto già definito dalle norme previgenti.

Lunedì prossimo il Presidente dell’ANP incontrerà il Ministro per discutere delle problematiche relative alla ripresa delle lezioni. Pubblicheremo un tempestivo resoconto della riunione.

Incontro MI – Sindacati non scioglie i dubbi sulla gestione dell’emergenza

Scuola: incontro MI – Sindacati non scioglie i dubbi sulla gestione dell’emergenza. La ripresa in presenza e in sicurezza non sia solo uno spot

Roma, 8 gennaio – Si è appena svolto l’incontro Ministero dell’Istruzione – Sindacati per l’illustrazione delle misure emanate dal Consiglio dei Ministri per il contrasto alla diffusione del Covid-19 nelle scuole. La bozza di circolare applicativa predisposta e presentata oggi dal ministero dell’Istruzione, altro non è che una semplice trasposizione dei contenuti del decreto legge governativo, che non scioglie le criticità e i numerosi dubbi segnalati dalle scuole e che nella sua insufficienza e farraginosità arriva anche troppo in ritardo rispetto alla ripresa del 10 gennaio.

Durante l’incontro la FLC CGIL ha chiesto ancora una volta indicazioni chiare, certezza delle procedure e informazioni puntuali sui dati del contagio nelle scuole e sulle assenze per malattia. Dati che da tempo richiediamo ai rappresentanti del ministero senza ricevere alcuna risposta.

Le scuole e i dirigenti non possono essere lasciati soli di fronte a questo momento così difficile, ma anche così prevedibile. Non si può fare della didattica in presenza un mero spot, non sostenuto da nessun intervento efficace come quello della fornitura di mascherine ffp2 per tutti i lavoratori che abbiamo ancora una volta sollecitato durante l’incontro.

Francesco Sinopoli, segretario generale della FLC CGIL, dichiara: “La scuola è stata anzi disarmata di fronte a questa nuova ondata che era ampiamente prevedibile. Si è finto per mesi che le misure di sicurezza non servissero più contro ogni evidenza logica e scientifica. Si è scelto di eliminare nei fatti il distanziamento e di tornare a classi in molti casi da 28 o 30 alunni. Si è scelto di risparmiare risorse sugli organici e destinarle ad altre misure diverse dalla scuola. Non si è neanche preso in considerazione un intervento sulla ventilazione. Se davvero la scuola in presenza fosse stata una priorità allora anche le indicazioni per la pausa natalizia avrebbero dovuto essere più prudenziali. Scegliere di mettere i consumi al primo posto è una scelta che ha un prezzo”.

L’insufficienza di questo provvedimento governativo è sotto gli occhi del Paese e sulla gravità della situazione continua a pesare inoltre come un macigno l’assenza del CTS che avrebbe potuto assicurare il necessario coordinamento sulle misure da applicare a un sistema delicato e complesso come quello della scuola che parla a 10 milioni di persone, alunni, famiglie e lavoratori.

Prendiamo invece atto che al terzo anno di pandemia siamo ancora alle prese con le fughe in avanti di regioni ed Enti Locali che di fatto sconfessano le decisioni centrali. Al contrario, un provvedimento nazionale chiaro, commisurato alla gravità della situazione, assunto in tempo utile e non al termine delle vacanze natalizie, che ripristinasse per una fase transitoria la Ddi, sarebbe garanzia di una gestione responsabile e di un governo unitario del sistema scolastico ed eviterebbe la frammentazione e l’anarchia delle decisioni locali.

È chiaro a tutti che le scuole rischiano di non aprire o di chiudere dopo poco, perché in molti casi, già oggi, il personale è in quarantena o in malattia, figuriamoci cosa potrà accadere da lunedì. 

È scontro sul rientro a scuola. No di Bianchi ai presidi: nessun rinvio sul rientro

da Il Sole 24 Ore

Il ministro dell’Istruzione conferma il “tutti in classe”. Anche i medici appoggiano i dirigenti scolastici: meglio due settimane di Dad

di Redazione Scuola

Sul rientro a scuola è muro contro muro. Da un lato il governo che, per bocca del ministro Patrizio Bianchi, ribadisce il “tutti in classe” il 10 gennaio, dall’altra amministrazioni locali, ordine dei medici, sindacati e presidi che chiedono di rinviare, di posticipare di almeno 15 giorni il ritorno tra i banchi. Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, passa alle vie di fatto annunciando la non riapertura per le medie e le elementari perché, a suo dire, “non ci sono le condizioni minime di sicurezza”.

Scontro De Luca-governo

La “fuga in avanti” di De Luca sarà, però, stoppata sul nascere dal governo che ha annunciato l’intenzione di impugnare la decisione. In alcuni comuni della Calabria e della Puglia la ripresa delle lezioni è stata, comunque, rinviata al 15 gennaio alla luce dell’elevato numero di contagiati. Decisioni arrivate a poche ore dalle dichiarazioni del numero uno del dicastero di viale Trastevere che aveva tagliato corto: «nessun ripensamento sul ritorno a scuola in presenza». Una linea che «non è sicuramente quella delle Regioni» come affermato dall’assessore alla Salute dell’Emilia Romagna, Raffaele Donini.

I nodi sul rientro

Sul campo resta un quadro epidemiologico in forte e rapidissimo peggioramento che causa difficoltà di tracciamento e di screening. Il governatore del Veneto, Zaia parlando di scuola ha utilizzato il termine “caos” così come il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci che ha scritto al presidente Draghi per “rappresentare la gravità della situazione delle ultime ore”. Una anticipazione di quanto potrebbe accadere da lunedì arriva dalla Lombardia dove oggi è suonata la campanella in alcuni istituti. Moltissime le assenze tra gli alluni e il corpo insegnate (239 prof hanno presentato certificato per malattia nella sola provincia di Sondrio) a causa delle quarantene. Per i presidi della regione quando riapriranno il resto delle scuole «sarà come andare alle Termopili: non si è passati alla dad per scelta, ci arriveremo per necessità».

Le nuove regole sulle quarantene

Il Dl approvato il 5 gennaio introduce, infatti, nuove regole per la gestione delle quarantene: alla materna, in presenza di un positivo in classe, scatta la sospensione delle attività per 10 giorni mentre alle elementari con un solo caso si applica la sorveglianza, che prevede un tampone al primo e al quinto giorno dalla scoperta del caso, e con due si va in dad per 10 giorni. Per medie e superiori la norma prevede invece tre diversi step: con un caso di positività si continua ad andare a scuola in presenza e si applica l’autosorveglianza e l’obbligo di mascherine Ffp2; con due casi chi è vaccinato con il booster o guarito da meno di 4 mesi resta in classe, i non vaccinati e i vaccinati e guariti da più di 120 giorni vanno invece in dad; con 3 positivi, tutta la classe resta a casa e segue le lezioni da remoto per un tempo massimo di 10 giorni. Con queste nuove regole, secondo una proiezione fatta da Tuttoscuola, tra dieci giorni circa 200 mila classi rischiano di dover interrompere la didattica in presenza. Per la Fondazione Gimbe è «evidente che con questa circolazione virale sarà molto difficile mantenere gli alunni nelle classi».


Rientro a scuola, sindacati convocati dal Ministero: sul tavolo le nuove regole per la gestione dei casi

da OrizzonteScuola

Di Fabrizio De Angelis

Il Ministero dell’Istruzione ha convocato i sindacati della scuola domani mattina, alle 10, per una informativa sulle nuove regole per la gestione dei casi di positività previste dal decreto legge approvato lo scorso 5 gennaio. Lo rendono noto fonti dello stesso ministero.

La convocazione dovrà certamente chiarire alcuni aspetti relativi al nuovo decreto anti covid che il 5 gennaio è stato varato dal Consiglio dei Ministri.

Mentre infervora il dibattito sulla possibilità di posticipare le lezioni in presenza, il Ministero dunque, seguendo la linea di Bianchi e Speranza che si battono per la scuola in aula, vorrà fare luce sui punti che riguardano la gestione dei casi a scuola.

Sicuramente si parlerà della situazione caotica che si sta verificando con le riapertura della scuola, con i sindacati che porranno i dubbi e le perplessità che già nelle ultime ore hanno evidenziato.

Le misure del nuovo decreto

Per la scuola dell’infanzia, già in presenza di un caso di positività, è prevista la sospensione delle attività per una durata di dieci giorni.

Per la scuola primaria con un caso di positività, si attiva la sorveglianza con testing. L’attività in classe prosegue effettuando un test antigenico rapido o molecolare appena si viene a conoscenza del caso di positività (T0), test che sarà ripetuto dopo cinque giorni (T5). In presenza di due o più positivi è prevista, per la classe in cui si verificano i casi di positività, la didattica a distanza (DAD) per la durata di dieci giorni.

Per quanto riguarda la scuola secondaria di primo e secondo grado fino a un caso di positività nella stessa classe è prevista l’auto-sorveglianza e con l’uso, in aula, delle mascherine FFP2.

Con due casi nella stessa classe è prevista la didattica digitale integrata per coloro che hanno concluso il ciclo vaccinale primario da più di 120 giorni, che sono guariti da più di 120 giorni, che non hanno avuto la dose di richiamo. Per tutti gli altri, è prevista la prosecuzione delle attività in presenza con l’auto-sorveglianza e l’utilizzo di mascherine FFP2 in classe.

Con tre casi nella stessa classe è prevista la DAD per dieci giorni.

Rilevazione positivi e quarantene a scuola: riaperta funzionalità. NOTA

da OrizzonteScuola

Di redazione

Nuova nota ministeriale sulla rilevazione della situazione epidemiologica nelle scuole. ’andamento della situazione epidemiologica nel Paese sta vivendo una fase di consistente ripresa dei contagi, che richiede di mantenere ancora alta l’attenzione in tutti i contesti sociali.

Con la ripresa delle attività didattiche in seguito delle festività natalizie – fa sapere il ministero -, la Rilevazione andamento emergenza Covid 19 è nuovamente disponibile.

Dalla giornata di oggi alle 14.00 di martedì 11 gennaio sarà possibile compilare il monitoraggio per le settimane passate.

Nello specifico i dati da comunicare riguardano i seguenti periodi:

– giornate del 23 e 25 dicembre u.s., rientrando nella settimana del 20-22 dicembre;
– settimana 27 dicembre 2021 – 1 gennaio u.s.;
– settimana 3 – 8 gennaio c.a.

NOTA 29_07_01_2022

Ritorno a scuola, la DaD chiesta a gran voce da presidi, sindaci, associazioni e politici: ma per Bianchi è tutto sotto controllo

da La Tecnica della Scuola

Di Alessandro Giuliani

Si allarga la rosa di richieste per evitare il ritorno a scuola in presenza: con il numero dei contagi ridotto, a fronte però di un tasso di positività schizzato oltre il 22%, non sono solo i presidi, oltre 2mila, a rivolgersi al ministero dell’Istruzione per chiedergli il ricorso alla DaD per almeno due settimane. Nel tardo pomeriggio del 7 gennaio, 200 sindaci – che hanno partecipato in videoconferenza ad una riunione urgente indetta dal presidente dell’Anci Sicilia, Leoluca Orlando – hanno tenuto a fare sapere che secondo loro “la riapertura delle scuole in presenza a partire dal 10 gennaio sarebbe un atto irresponsabile. Non esistono – dicono i sindaci dell’Isola – le condizioni minime di sicurezza e la possibilità da parte dell’Asp di fornire collaborazione adeguata alle autorità scolastiche”.

Le ritrosie contro il ritorno in classe sono state condotte anche da alcuni governatori, capitanati da quello della Campania, Vincenzo De Luca, che in diretta facebook ha dichiarato che sarebbe “irresponsabile aprile le scuole il 10 gennaio. Per quello che ci riguarda non apriremo le medie e le elementari. Non ci sono le condizioni minime di sicurezza”, ha ribadito De Luca.

La previsione di un preside: sarà difficile

Matteo Loria, presidente lombardo dell’Associazione Nazionale Presidi, a capo di una scuola di Vigevano, ha spiegato all’Ansa i dettagli della presa di posizione: “Visto che, a quanto dicono gli esperti, non siamo ancora arrivati al picco di contagi di questa variante Omicron, credo che se non siamo passati alla dad per scelta, ci arriveremo per necessità”.

Loria teme che “lunedì, quando riapriranno gran parte delle scuole lombarde – aggiunge Loria, che è preside di un’istituzione – sarà come andare alle Termopili”.

“Solo nella mia scuola – ha aggiunto il ds – già adesso abbiamo 45 studenti e 8 docenti positivi e credo che tra due giorni la situazione sarà anche peggiore. Non è tanto un problema di tipo epidemiologico ma organizzativo, perché sarà molto difficile mettere a disposizione degli studenti che ci saranno un programma didattico adeguato, anche perché non è possibile reclutare un supplente in un paio di giorni”.

L’Anp Lombardia ha stimato che su 150 dirigenti scolastici in media ogni scuola il 10 gennaio riprenderà con una decina di docenti in meno, tra positivi al Covid, soggetti in quarantena, insegnanti in malattia o personale sospeso per non aver adempiuto all’obbligo vaccinale, che in Lombardia raggiunge quota 2.500 dipendenti.

Azzolina: il Ministero ascolti il personale

Secondo la “grillina” Lucia Azzolina, ex ministra dell’Istruzione, “i dirigenti scolastici vanno ascoltati. Per due anni si sono assunti enormi responsabilità nel Paese per far funzionare la scuola. Se oggi lanciano un allarme così serio, vuol dire che i problemi ci sono. Il Ministero li chiami e li ascolti”.

Per Azzolina, il ministero dovrebbe ascoltare i “rappresentanti di tutto il personale scolastico. Riallacci il dialogo con le famiglie e gli studenti. Per risolvere una difficoltà la prima cosa da fare è ammetterla, non rimuoverla. Non facciamo l’errore di dire che “la scuola aprirà in presenza e in sicurezza”. Come se nulla fosse, come se nel Paese non stessimo marciando a ritmo spedito verso i due milioni di persone contagiate”.

“No – ha concluso l’ex ministra -, la situazione è difficilissima, per tutti e in tutti i settori. Negarlo è il primo degli errori. Si faccia di tutto per una scuola in presenza. Ma che non sia aperta solo sulla carta”.

I casi raddoppiano ogni due giorni

Anche Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, sostiene che “non si può continuare con lo slogan ‘niente Dad, scuola sicura’ perché questo di fatto non è possibile in un momento di circolazione di un virus che raddoppia i casi ogni due giorni. È evidente che quello che stanno chiedendo i presidi, ovvero utilizzare queste due settimane per potenziare la vaccinazione, è ragionevole”.

Cartabellotta sostiene che “con questa circolazione virale sarà molto difficile mantenere le classi in presenza”.

“Ora – ha aggiunto il numero uno di Gimbe – si è puntato tutto sulle vaccinazioni, ma per esempio per ciò che riguarda la fascia 5-11 anni abbiamo fatto in tre settimane circa 400mila vaccinazioni che per qualcuno sono tante ma in realtà ci sono ancora 3 milioni e 200mila bambini da vaccinare. Ne rimangono ancora 900mila della fascia 12-19 anni”.

Il Governo sarà responsabile…

Pure Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, dopo avere chiesto pubblicamente al Governo da alcune settimane di far rientrare gli studenti dalle festività natalizie con la modalità della didattica a distanza, si è rivolto direttamente al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, al quale ha richiesto di utilizzare la DAD al 100%: “Se non dovesse accadere, il Governo sarà responsabile dei contagi che ci saranno nelle singole scuole, quindi nei confronti del personale, ma anche degli studenti e delle loro famiglie”, ha sottolineato il sindacalista.

Bianchi tiene duro

Dal ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi, però, non c’è “nessun ripensamento sul ritorno a scuola in presenza”: a margine delle celebrazioni dell’anniversario della nascita della bandiera Tricolore a Reggio Emilia, il titolare del Mi ha detto che “siamo molto attenti a voci che ci arrivano dal Paese, ma anche dalle tante voci che ci dicono che la scuola debba restare in presenza”.

“Abbiamo una situazione differenziata nel Paese e la si affronta differenziando”, ha tenuto a dire.

Poi Bianchi ha puntualizzato: “Abbiamo valorizzato l’autonomia dei dirigenti scolastici. Ma non si dica che vogliamo scaricare loro la responsabilità. Anzi, la responsabilità deve essere di tutti noi, non solo nella scuola”.

Le percentuali sui vaccini

Il ministro ritiene che il Governo ha “approvato un dispositivo equilibrato e graduato, raccogliendo tutte le esigenze per avere una scuola in presenza e in sicurezza”.

Bianchi ha ricordato che “i ragazzi delle classi superiori sono vaccinati per il 75% con prima dose e all’84% con seconda dose. Appena abbiamo avuto la disponibilità da parte delle autorità europee, abbiamo vaccinato i bambini. I nostri ragazzi sono per tre quarti coperti a livello vaccinale. E stiamo continuando a vaccinare, perché questa è la strada. Un impegno del Governo testimoniato dai 92 milioni messi a disposizione del generale Figliuolo in cui riponiamo la massima fiducia”.

La decisione è di tutti

Bianchi ha tenuto anche a dire che “le decisioni in Consiglio dei Ministri sono state prese all’unanimità tra tutte le forze politiche. Compreso l’obbligo vaccinale per gli over 50, la cui scopertura vaccinale rappresenta l’80% dei problemi del Paese”.

“Anche sulla scuola siamo stati tutti d’accordo seguendo le misure europee – ha continuato – Un caso in classe va vigilato, con due casi si va in sospensione e in Dad. Per i più grandi con un caso c’è la sorveglianza e poi si distingue tra vaccinati e non, come del resto in atto dal 6 novembre. Ricordiamoci che siamo il Paese più avanti in Europa per i vaccini”, ha concluso il ministro.

Aumentano i contagi, il Ministero risponde con un monitoraggio che già viene contestato da più parti

da La Tecnica della Scuola

Di Reginaldo Palermo

Le polemiche sul decreto legge approvato nella serata del 5 gennaio non si sono ancora spente (anzi sono appena all’inizio) e nelle scuole sta arrivando una nuova “grana”.
E’ di poche ore fa, infatti, una circolare ministeriale con cui si comunica alle scuole che d’ora in poi ogni settimana si dovranno raccogliere i dati relativi alla diffusione del contagio.
I dati dovranno essere inseriti nella piattaforma del SIDI dalle ore 7 di ogni venerdì fino alle ore 14 del martedì. E fin qui la cosa appare comprensibile, ma la circolare, per la verità, prevede anche uno specifico monitoraggio su quando accaduto nelle scuole dal 23 dicembre ad oggi.
La rilevazione era stata avviata già con l’inizio dell’anno scolastico con lo scopo – spiega il Ministero – di “acquisire informazioni puntuali sull’andamento dei contagi in ambito scolastico e sulle eventuali misure di quarantena che si rendano necessarie, secondo i parametri stabiliti dal Governo e dalle autorità sanitarie”.
Ma non sarà facile effettuare il monitoraggio richiesto dal Ministero per il periodo da 23 dicembre ad oggi.
Visto che non tutte le famiglie hanno comunicato alle scuole eventuali casi positivi o in quarantena e visto che l’Asp non trasmette alcuna comunicazione informativa, come faremo a mettere i dati?” osserva Rosolino Cicero, presidente dell’Associazione nazionale dei collaboratori dei dirigenti scolastici e molto attivo nella sua scuola proprio sulla gestione dell’emergenza covid.
E spiega: “Fino al 22 dicembre era più semplice perché avevamo il quadro epidemiologico delle nostre scuole, adesso è tutto più complicato se non quasi impossibile. Ecco la ragione per fare un graduale ma tempestivo screening di massa per il rientro in presenza e in sicurezza. In caso contrario, si riparte nell’assoluta incertezza della diffusione del covid nelle nostre scuole!”
“Questa richiesta – conclude Cicero – è la dimostrazione che al Ministero non hanno dati reali e dunque riceveranno numeri al ribasso!”

Intanto, da più parti – tramite i social e attraverso contatti personali – arrivano le prime segnalazioni di dirigenti che dicono che alla richiesta del Ministero risulta impossibile rispondere.
“Non abbiamo dati – ci dice qualche dirigente – per quanto mi riguarda il modulo del monitoraggio rimarrà vuoto”.

Nuovo decreto, i sindaci potranno chiudere le scuole in zona rossa o arancione?

da La Tecnica della Scuola

Di Carla Virzì

Il comunicato del Ministero dell’Istruzione che esplicita le nuove regole sulle quarantene stabilite in seno al Cdm dello scorso 5 gennaio, è piuttosto chiaro riguardo alle differenze per ordine di scuola: alla scuola dell’infanzia basta un solo positivo a mandare in quarantena tutto il gruppo classe; alla scuola primaria ne servono due; alla scuola secondaria tre, in un progressivo allentamento delle misure legato al fatto che più grandi sono i ragazzi, più alte tra loro le percentuali di vaccinati, il che crea in classe condizioni di maggiore sicurezza.

Ma resta una domanda: gli amministratori locali, in presenza di importanti focolai in determinati territori (zona rossa o arancione), potranno comunque agire autonomamente disponendo la DaD per tutti gli alunni di ogni ordine e grado di scuola? Saranno autorizzati a farlo, come lo sono adesso?

Scuola zona rossa e arancione

Ricordiamo infatti che in zona arancione o rossa, come abbiamo spiegato, un sindaco è libero di disporre la DaD anche per tutta la classe, ma a precise condizioni.

Fino all’eventuale cambio di regole che conosceremo con maggiore dettaglio non appena il nuovo decreto sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, un presidente di regione o un sindaco può mandare in DaD un intero territorio in questa ipotesi: “esclusivamente in zona rossa o arancione e in circostanze di eccezionale e straordinaria necessità dovuta all’insorgenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus SARS-CoV-2 o di sue varianti nella popolazione scolastica … nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità”.

È quanto si legge nella nota esplicativa di accompagnamento al protocollo di sicurezza dell’estate scorsa, una disposizione che viene ribadita dalla Faq del Ministero dell’Istruzione.

In altre parole, perché un sindaco, o chi per lui, sia autorizzato a chiudere le scuole e a mandare in DaD gli studenti di interi territori, è necessario che quei territori vengano definiti zone arancioni/rosse e che in essi vengano riscontrati pericolosi focolai.

Resterà in vigore questa disposizione anche nel nuovo decreto? Attendiamo la Gazzetta Ufficiale per saperlo.

Il comunicato del MI

Le nuove regole

Scuola dell’infanzia – Servizi educativi per l’infanzia:
Con un caso di positività si applica al gruppo classe/alla sezione la sospensione delle attività, per una durata di dieci giorni.

Scuola primaria:
Con un caso di positività si attiva la sorveglianza con testing del gruppo classe: l’attività prosegue in presenza effettuando un test antigenico rapido o molecolare appena si viene a conoscenza del caso di positività (T0). Il test sarà ripetuto dopo cinque giorni (T5). In presenza di due o più positivi è prevista, per tutta la classe, la didattica a distanza per la durata di dieci giorni.

Scuola secondaria di I e II grado:
Con un caso di positività nella stessa classe è prevista l’autosorveglianza con la prosecuzione delle attività e l’uso delle mascherine ffp2Con due casi nella stessa classe è prevista la didattica digitale integrata per coloro che non hanno avuto la dose di richiamo e hanno completato il ciclo vaccinale da più di 120 giorni e per coloro che sono guariti da più di 120 giorni. Per tutti gli altri è prevista la prosecuzione delle attività in presenza con l’autosorveglianza el’utilizzo di mascherine ffp2. Con tre casi nella stessa classe è prevista la didattica a distanza per dieci giorni per tutta la classe.

Saranno potenziate, poi, le attività di screening, anche attraversolo stanziamento di risorse (oltre 92 milioni) per consentire alla popolazione scolastica in autosorveglianza di effettuare i test gratuitamente in farmacia e nelle strutture convenzionate.

Nota 8 gennaio 2022, AOODPPR 11

Ministero dell’Istruzione
DIPARTIMENTO PER LE RISORSE UMANE, FINANZIARIE E STRUMENTALI

Ministero della Salute
DIREZIONE GENERALE DELLA PREVENZIONE SANITARIA

OGGETTO: Nuove modalità di gestione dei casi di positività all’infezione da SARS-CoV-2 in ambito scolastico – art. 4, del decreto-legge 7 gennaio 2022, n. 1 – prime indicazioni operative

Gestione dei casi di positività a scuola

  • Nota 8 gennaio 2022, AOODPPR 11
    Nuove modalità di gestione dei casi di positività all’infezione da SARS-CoV-2 in ambito scolastico – art. 4, del decreto-legge 7 gennaio 2022, n. 1 – prime indicazioni operative

Il Ministero dell’Istruzione ha inviato alle scuole una nota operativa con le indicazioni per l’applicazione delle nuove misure per la gestione dei casi di positività contenute nel decreto legge approvato lo scorso 5 gennaio in Consiglio dei Ministri. Prima dell’invio, questa mattina, il Ministero ha convocato una riunione per illustrare le misure e la nota stessa alle Organizzazioni sindacali.

La circolare ripercorre quanto previsto dal decreto legge per la gestione dei casi di positività fra gli alunni, ma anche quanto previsto per il personale scolastico, interno ed esterno, in base alle recenti disposizioni del Ministero della Salute, in particolare quelle del 30 dicembre scorso.

La nota approfondisce alcuni aspetti che sono stati oggetto di quesiti dopo l’approvazione del decreto legge. In particolare, nel documento si specifica che, nella scuola secondaria di I e II grado, quando si registrano due casi di positività in una stessa classe i requisiti per poter frequentare in presenza, durante il regime di autosorveglianza, devono essere dimostrati dell’alunno interessato alla scuola di appartenenza. Il decreto prevede, infatti, che, con due casi di positività nella stessa classe, coloro che hanno concluso il ciclo vaccinale primario, che sono guariti da meno di 120 giorni, che hanno fatto la dose di richiamo, possono frequentare in presenza, in regime di autosorveglianza. La norma di legge, dunque, in questo specifico caso autorizza le scuole a prendere visione della situazione vaccinale degli studenti, senza che ciò comporti una violazione della privacy.

La nota ricorda anche che il decreto prevede tamponi gratuiti per chi è in regime di autosorveglianza. Tamponi che potranno essere effettuati presso le farmacie e le strutture convenzionate. L’help desk amministrativo del Ministero resta a disposizione dei dirigenti per ogni ulteriore richiesta di chiarimento.