YES – Youth, Education and Sport

Sport, 8 milioni per le borse di studio a studenti-atleti

A Roma, presentato il progetto YES per il diritto allo sport dei minorenni

Roma, 18 gennaio 2022 – Si è svolto oggi, nella sala congressi dell’Acquario di Roma, l’evento di presentazione del progetto “YES – Youth, Education and Sport”, realizzato dal Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il supporto dell’ente di ricerca INDIRE.

All’evento hanno partecipato Valentina Vezzali, Sottosegretaria allo Sport, Rossano Sasso, Sottosegretario all’Istruzione, Carla Garlatti, Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Sara Pagliai, Dirigente di INDIRE, Michele Sciscioli, Capo Dipartimento per lo sport, Antonio Parenti, Capo Rappresentanza in Italia della Commissione europea, Evelina Christillin, Fiona May e Rocco Briganti, che fanno parte del Tavolo per il Contrasto agli abusi e alle discriminazioni sui minorenni, Vito Cozzoli, Presidente e AD di Sport e Salute.

«Questa giornata ci ha permesso di fare rete, ciascuno con la propria esperienza, per dimostrare l’importanza dello sport per tutti e, in particolare, nella fascia di età da zero a 18 anni – ha dichiarato Valentina Vezzali, Sottosegretaria allo sport –. La strategia a cui puntiamo è volta alla promozione dello sport. Prima di tutto nei parchi per i bambini da zero a sei anni. Con la riqualificazione dei cortili e degli spazi interni degli istituti scolastici, per i più grandi, grazie a progettualità condivise tra Dipartimento per lo sport e Sport e Salute. Tra le misure che lanciamo oggi c’è quella che parte dalla consapevolezza che nessun ragazzo dovrà scegliere tra scuola e agonismo. Sosterremo economicamente i giovani che vogliono continuare a studiare e praticare una disciplina dopo le superiori. Dal prossimo anno accademico – continua la Sottosegretaria – potranno farlo, anche grazie ad una borsa di studio sperimentale che mettiamo a disposizione di circa 2000 studenti-atleti che quest’anno usciranno dalle scuole superiori e si iscriveranno all’università o ad un corso di alta formazione professionale. Ho chiesto al Dipartimento per lo sport di stanziare 8 milioni di euro per i prossimi due anni accademici. È un primo passo, ma ritengo possa costituire una buona partenza per il futuro dei nostri studenti-atleti».

«Sport e cultura non sono in antitesi, tutt’altro – ha dichiarato Rossano Sasso, Sottosegretario all’Istruzione –. Studiare, conoscere, approfondire possono rivelarsi attività fondamentali per tradurre in realtà i propri sogni in ambito sportivo. Allo stesso modo l’attività fisica, con il suo bagaglio di capacità di concentrarsi sull’obiettivo, propensione all’abnegazione e al sacrificio, può risultare utilissima per ottimizzare e rendere più fruttuoso lo studio. Come Governo, dopo avere introdotto la figura del docente specializzato per l’insegnamento dell’educazione motoria, lavoreremo per rendere ancora più flessibile la didattica per gli studenti-atleti, in modo che non siano costretti a sacrificare uno dei due percorsi intrapresi».

Nel corso dell’evento, trasmesso in streaming, sono state affrontate le tematiche legate allo sport per i minorenni, tra diritti e tutela, al contrasto agli abusi e alle discriminazioni, e alla promozione dell’attività sportiva in Europa per i giovani.

Durante i lavori, a cui hanno preso parte anche alcuni studenti di scuole secondarie superiori romane, è stato dato ampio spazio ai racconti delle realtà territoriali per la promozione dell’inclusione sociale per i minorenni.

Il progetto YES – YOUTH, EDUCATION and SPORT si pone l’obiettivo di fornire strumenti per migliorare la formazione dei soggetti interessati alle tematiche dello sport, con particolare riferimento ai docenti nelle discipline motorie, ai tecnici e ai tutor sportivi, ai rappresentanti delle federazioni e delle associazioni sportive. Nel progetto sono previsti appositi contenuti e format finalizzati alla promozione del diritto dei minori all’esercizio della pratica sportiva.

Obbligo vaccinale docenti e Ata, il governo pone la fiducia al provvedimento alla Camera

da OrizzonteScuola 

Di redazione

Il governo, con il ministro dei rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, ha posto la questione di fiducia alla Camera, sul decreto legge covid in discussione a Montecitorio.

Si tratta del disegno di legge di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 novembre 2021, n. 172, recante misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da Covid-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali, che contiene le nuove norme sul super green pass.

Testo già approvato dal Senato.

Inizieranno domani dalle 20,18 le operazioni di voto sulla fiducia posta dal governo sul decreto super green pass. Il voto definitivo sul decreto si svolgerà mercoledì: l’Aula è convocata alle 8 di mattina per il prosieguo dell’esame degli ordini del giorno, a seguire dichiarazioni di voto finale e voto.

TESTO

L’obbligo vaccinale per il personale scolastico è previsto dal comma 1 dell’articolo 2: dal 15 dicembre 2021 vige l’obbligo vaccinale, relativo sia al ciclo primario (o all’eventuale dose unica prevista) che alla somministrazione della dose di richiamo successiva ad esso, al personale scolastico, al personale del comparto della difesa, sicurezza e soccorso pubblico, al personale che svolge a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie e al personale che svolge a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa alle dirette dipendenze del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria o del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità.


Covid a scuola, presidi a un passo dalla crisi di nervi

da La Tecnica della Scuola

Di Alessandro Giuliani

Dati numerici sui contagiati e quarantene tra gli alunni mai fatti pervenire, dirigenti scolastici e referenti Covid impegnanti senza soluzione di continuità, nessun apporto alle scuole da parte delle Aziende sanitarie locali, gestione farraginosa dei casi Covid, inefficacia della didattica mista: è la lunga lista dei problemi emersi col ritorno a scuola in presenza dopo le festività natalizie. Ad elencarli, dopo le testimonianze alla Tecnica della Scuola delle dirigenti scolastiche Laura Biancato e Sandra Fornai, è Antonello Giannelli, presidente nazionale di Anp.

Il numero uno del primo sindacato dei presidi ha tenuto a far sapere di essere soddisfatto delle parole del ministro Patrizio Bianchi che in merito alla riapertura delle scuola ha parlato di “catastrofe evitata“. Tuttavia, Giannelli ha aggiunto che “lo saremmo ancora di più se i dati del recente monitoraggio ministeriale riguardante i contagi e le quarantene di alunni e personale relativi al periodo dal 20 dicembre all’8 gennaio fossero stati resi noti”.

 

Per questo, ha chiesto “la pubblicazione delle statistiche desumibili dalla nuova rilevazione in scadenza domani 18 gennaio”.

Giannelli e i week end passati al lavoro

Poi, Giannelli ha detto che se la “catastrofe è stata sino ad oggi evitata lo si deve al lavoro immane dei dirigenti scolastici, dei loro staff, dei referenti Covid, dei collaboratori scolastici e del personale di segreteria”.

Come già detto da alcuni ds, quello passato “è stato l’ennesimo fine settimana che ha visto molti colleghi impegnati, senza soluzione di continuità, nel processare le richieste di tracciamento, nel predisporre le comunicazioni per le famiglie e per gli studenti, nel definire le disposizioni per il personale”.

Giannelli ricorda anche che “il tracciamento, in particolare, ha un carattere sanitario del tutto estraneo alla dirigenza delle scuole e deriva dalla clamorosa latitanza delle ASL e dalla loro inaccettabile propensione a delegare ai colleghi i relativi adempimenti”.

Troppe criticità

Dopo avere ricordato le “tante le criticità rilevabili nel conteggio dei casi positivi all’interno del gruppo-sezione-classe”, Giannelli si è soffermato sulle difficoltà che “si manifestano nelle operazioni di rientro in classe degli alunni della scuola primaria previa effettuazione del tampone T0, nelle raccomandazioni relative al distanziamento a mensa, ragionevole ma non applicabile, nella difficoltà pratica di verificare la tempistica della vaccinazione degli studenti delle scuole secondarie. Tutto questo provoca evidenti interferenze con l’attività didattica“.

In conclusione, il leader dell’Anp ritiene che “le attuali misure di gestione dei casi di positività sono farraginose, difficilmente applicabili e generano iniquità, al punto che lo stesso Ministro Bianchi ha ribadito la necessità di rivederle e migliorarle”.

Come pure “l’efficacia della didattica “mista” nelle scuole secondarie, svolta parte in presenza e parte a distanza con una composizione che varia quotidianamente, è molto discutibile perché – ha concluso il presidente Anp – presenta problemi di natura metodologica che rischiano di pregiudicarne la validità, specie per le categorie più fragili”.

Il ministro ringrazia i presidi

Nella stessa giornata, il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha incontrato a Rieti i dirigenti scolastici del territorio.

Giunto nel capoluogo laziale per partecipare alla presentazione di un progetto di orientamento scolastico organizzato dalla Regione Lazio, in collaborazione con Ibm, Bianchi ha voluto fermarsi per confrontarsi con i responsabili degli Istituti scolastici, chiedendo loro un quadro sulla ripresa.

Il ministro ha detto che “se siamo ripartiti è grazie allo sforzo e alla collaborazione di tutte le componenti della scuola: i dirigenti, il personale scolastico tutto, i docenti, gli studenti, le famiglie, il Ministero con le sue componenti centrali e territoriali”.

Il titolare del Mi, quindi, dopo aver ringraziato i presidi “per il lavoro che stanno “facendo da mesi e anche per questo rientro”, ha detto che di volere ascoltare i capi d’istituto (gli stessi che però ad inizio gennaio non ha voluto seguire benchè in 2.400 gli avessero chiesto di rimandare di due settimane il rientro in classe per i troppi casi Covid): il fine, ha sottolineato Bianchi, è “capire insieme quali sono le principali criticità emerse alla riapertura e semplificare, se necessario, le procedure“.

Spazio, quindi, a possibili modifiche in itinere del complesso quadro procedurale da attuare come risposta ai casi Covid. Anche perché, nel frattempo, in alcuni territori i contagi nelle scuole non sono proprio ancora sotto controllo.

I casi Covid nelle scuole di Napoli

Ad esempio, l’Asl Napoli 1 ha fatto sapere che sono 145 gli studenti ammalati di Covid nelle scuole del capoluogo campano dal 10 al 16 gennaio: quelle che hanno fatto registrare il dato più alto sono state le scuole primarie, con 53 bambini ammalati in questa settimana. Meno contagiati, invece, nelle scuole materne con 26 che hanno preso il covid.

Inoltre, stati posti in quarantena in questa settimana 570 studenti di cui 240 e 263 rispettivamente di materna e primaria. Sono in totale 64 i contatti familiari posti in quarantena. (ANSA).

La situazione in Puglia

Meno casi in Puglia, dove secondo l’Anp al 15 gennaio risultava assente e non ancora sostituito il 4,2% dei docenti e il 6,3% del personale non docente; nella scuola dell’infanzia è stata sospesa per 10 giorni l’attività nel 10,7% delle sezioni.

Negli altri ordini di scuola della Puglia (primarie, medie e superiori) il 14% sul totale delle classi risulta invece in dad (intera classe collegata da casa) oppure in ddi (con un gruppo di alunni collegato da casa e il resto in presenza a scuola).

Nell’11% delle scuole pugliesi, inoltre, risulta avviata un’attività di vaccinazione in loco per gli alunni.

Il caso della Toscana

Conferma la tendenza nazionale, invece la Toscana, dove si dimezzano i contagi giornalieri così come i tamponi effettuati, ma non cala anzi sale il tasso dei nuovi positivi e i ricoveri fanno un balzo in avanti, superando quota 1.400. Secondo i dati diffusi il 17 gennaio dalla Regione, i casi nelle ultime 24 ore sono stati 5.626 su 31.774 test e un tasso dei nuovi positivi del 17,71%. Nel precedente report i contagi erano 10.287 su 64.007 test, con un’incidenza di nuovi positivi del 16,07%. Aumentano di 73 i ricoveri, che arrivano così a 1.441: di questo 138 in terapia intensiva, 11 in più rispetto a ieri.

Adolescenti non vaccinati super discriminati. È giusto che siano “puniti” ed esclusi da tutto?

da La Tecnica della Scuola

Di Anna Maria Bellesia

Tempi duri per i no vax, lo sappiamo. Non potranno fare più nulla, neppure lavorare o prendere un mezzo pubblico. Ma, fino a un anno fa, non sarebbe stato immaginabile neppure nel più inquietante film di fantascienza tutto quello che è stato imposto o negato anche agli adolescenti, figli di genitori che rifiutano il vaccino.

Eppure è legge dello stato. Dal 10 gennaio, i ragazzi che vanno a scuola, non possono salire sui mezzi pubblici senza il “super green pass”, cioè devono essere vaccinati o guariti. Secondo le stime fatte, potrebbero essere più di mezzo milione gli studenti esclusi dal servizio “essenziale” del trasporto pubblico.

A scuola poi, in caso di quarantena, gli studenti non vaccinati sono sottoposti a trattamenti differenziati.  Nella secondaria di I e II grado, se avvengono due contagi nella stessa classe, è prevista la Dad per chi non è in regola con il ciclo vaccinale, mentre per tutti gli altri è prevista la prosecuzione delle attività in presenza con l’auto-sorveglianza e l’utilizzo di mascherine FFP2. Discriminatorio e in violazione di qualsiasi cautela sulla privacy. Che si potesse arrivare a tal punto, fino a poco tempo fa, non sarebbe mai passato per l’anticamera del cervello a nessuno che operi in una scuola. Oggi questa è la norma.

Sempre dal 10 gennaio, i ragazzi non in regola con il ciclo vaccinale sono esclusi da qualunque attività ludica, ricreativa, sportiva, culturale. Non possono più giocare la partita di calcio, né frequentare il corso di musica, di danza, di ginnastica. Vaccinati, guariti, o niente. Neanche più la possibilità dei pur onerosi tamponi, che le famiglie erano disposte a eseguire.

Con il decreto legge del 29 dicembre 2021, il governo ha introdotto misure urgenti e stringenti per il contenimento della diffusione dell’epidemia da Covid-19, imponendo l’obbligo di super green pass per tutta una serie di attività, che riguarda non solo gli adulti, ma anche gli over 12 appena adolescenti.

I ragazzi non possono fermarsi al bar quando escono da scuola, neppure all’aperto, non possono più frequentare piscine o palestre, né praticare sport di squadra. Niente cinema, né stadio, né luoghi di cultura, né parchi di divertimento. Neppure la possibilità di fare una sciata in montagna dopo due anni di chiusura delle piste da sci.

C’è chi si lamenta e scrive

Qualche giornale locale ne ha dato notizia, non ripresa da altri media più importanti. Circa una settimana fa, tremila genitori di giovani atleti italiani hanno inviato una lettera aperta al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, al Ministro della Salute, a varie Istituzioni per richiamare l’attenzione sulla condizione dei propri figli minorenni che dal 10 gennaio non possono più partecipare alle attività sportive, perché non vaccinati per motivi di varia natura. Gli ultimi decreti del governo impongono nuove restrizioni anche ai ragazzi che fanno sport, senza considerare quanto la pratica sportiva sia fondamentale per la loro crescita.

Secondo i firmatari, il Ministero della Salute avrebbe dovuto mettere in atto ogni sforzo affinché nessuno sportivo fosse fermato o escluso, visto che molti, già da mesi, si sottoponevano regolarmente ai tamponi per poter seguire l’attività.

È chiaro, infatti, che dopo due anni di lockdown, con i dati allarmanti che sono emersi sui problemi psicologici vissuti da tanti adolescenti, queste ulteriori misure restrittive e discriminatorie avrebbero conseguenze devastanti, bloccando percorsi formativi in un’età di sviluppo.

Mettiamo pure che il governo ritenga necessario vaccinare tutti “whatever it takes”, costi quel che costi, rompendo le scatole ai no vax per costringerli al vaccino. Ma è giusto che siano “puniti” in questo modo anche i ragazzi?

Il monito di Amnesty International Italia

Riguardo alle ultime misure del governo Draghi, che fra super green pass e obbligo vaccinale incidono pesantemente sulle libertà individuali, il 14 gennaio scorso un comunicato stampa di Amnesty International Italia ha ammonito che gli interventi  per il contenimento della pandemia devono sempre essere ancorati ai principi di legalità, legittimità, necessità, proporzionalità e non discriminazione. “Qualsiasi politica di salute pubblica, inoltre, deve essere basata sull’evidenza scientifica più aggiornata e verificabile, motivata da comprovate ragioni oggettive e accompagnata da metodi di comunicazione chiari e trasparenti”.

Per quanto riguarda il Green Pass rafforzato recentemente approvato, deve trattarsi di un dispositivo limitato nel tempo e il governo deve continuare a garantire che l’intera popolazione possa godere dei suoi diritti fondamentali, come il diritto all’istruzione, al lavoro e alle cure … In ogni caso, Amnesty International Italia chiede che siano previste misure alternative – come l’uso di dispositivi di protezione e di test Covid-19 – per permettere anche alla popolazione non vaccinata di continuare a svolgere il proprio lavoro e di utilizzare i mezzi di trasporto, senza discriminazioni”.

Maturità 2022. Cosa impedisce di ritornare al modello d’esame pre-pandemia?

da Tuttoscuola

La legge di bilancio 2022, all’art. 1, comma 956, ha conferito sostanzialmente al ministero dell’istruzione la delega per definire i prossimi esami di Stato di maturità e di licenza: “In relazione all’evolversi della situazione epidemiologica e al fine di garantire il corretto svolgimento degli esami di Stato conclusivi del primo e del secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2021/2022, con una o più ordinanze del Ministro dell’istruzione, possono, sentite le competenti Commissioni parlamentari, essere adottate specifiche misure per la valutazione degli apprendimenti e per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi del primo e del secondo ciclo di istruzione, anche tra quelle di cui all’articolo 1 del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 22”.

Con potere di ordinanza, dunque, il ministro Bianchi definirà a breve le ‘specifiche misure’ per gli esami di Stato di fine ciclo, comprese, come extrema ratio, le misure adottate nel primo anno di pandemia, nel 2020 (riduzione del numero delle tre prove nell’esame del primo ciclo, sostituzione della seconda prova nazionale con una prova locale nell’esame di maturità).

L’anno scorso l’ordinanza derogatoria aveva previsto per gli esami di primo ciclo una prova orale con la presentazione di un elaborato; analogamente per l’esame di maturità era stata prevista un’unica prova sotto forma di colloquio per discutere un elaborato concernente le discipline caratterizzanti.

Mentre infuria il toto maturità, ci permettiamo di lanciare una provocazione, che in realtà ha il sapore di una proposta concreta: cosa impedisce di prevedere il ritorno alle prove d’esame collaudate nel 2019?

Per la maturità era stato abolito il quizzone e le prove nazionali erano state due, come da tradizione.

Per l’esame di licenza le prove, come da tradizione, erano state tre. Si potrebbe adottare questa formula.

Forse la maggior parte degli studenti gradirebbe l’esame semplificato dell’anno scorso, ma se si vuole restituire un po’ di credibilità all’esame, vale la pena pensarci seriamente. Sarebbe una scelta coraggiosa.

PON sulla transizione green

Ambienti e laboratori per l’educazione e la formazione alla transizione ecologica
Avviso pubblico 50636 del 27 dicembre 2021

Un totale di 102 mln di euro per promuovere il tema della transizione ecologica e lo studio dell’educazione ambientale nelle scuole statali del primo e del secondo ciclo d’istruzione, con particolare riguardo alle regioni del Mezzogiorno. È lo stanziamento previsto dall’Avviso pubblicato sul sito del Ministero, in attuazione delle misure del React EU/PON “Per la Scuola” 2014-2020 sulla transizione green nelle istituzioni scolastiche, obiettivo fortemente sostenuto dalla Commissione europea e che si pone in sinergia con il piano #RiGenerazioneScuola del Ministero dell’Istruzione.

“La sostenibilità deve essere la spina dorsale dei percorsi di studio della nuova scuola che stiamo costruendo per le studentesse e gli studenti – dichiara il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi -. Questo ulteriore investimento in laboratori e strutture per l’educazione ambientale conferma il nostro impegno, che ho avuto modo di esporre anche alla COP26 di Glasgow, e ci consente di fare un altro passo concreto nella realizzazione degli obiettivi del Piano ‘RiGenerazione Scuola’, perché la formazione sui temi della sostenibilità diventi sistemica e trasversale”.

Due le Azioni previste dal bando. Nell’ambito dell’Azione 1, alle scuole del primo ciclo vengono assegnati 45 mln di euro per l’educazione ambientale di alunne e alunni, tramite la realizzazione o la riqualificazione di orti e giardini a fini didattici, innovativi e sostenibili, come luoghi di apprendimento delle discipline curricolari, delle scienze, delle arti, dell’alimentazione, degli stili di vita salutari, della sostenibilità. Ogni progetto potrà ricevere un finanziamento pari a 25 mila euro.

Nell’ambito dell’Azione 2, per gli istituti del secondo ciclo delle regioni del Mezzogiorno(Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia), con priorità per le scuole a indirizzo agrario, vengono stanziati 57 mln di euro per la realizzazione di laboratori didattici di “agricoltura 4.0”, anche con l’utilizzo di tecnologie idroponiche, di sistemi digitali per il monitoraggio delle colture basati sull’IoT (Internet of Things), di strumenti digitali per la qualità, la sicurezza alimentare, la tracciabilità dei prodotti, di laboratori per l’alimentazione sostenibile, per l’utilizzo delle energie rinnovabili e l’efficientamento energetico. Potranno essere finanziati anche laboratori per lo studio e la sperimentazione degli impatti delle attività economiche sull’ambiente, sulla produzione dei rifiuti, sulla qualità dell’aria, sui consumi di acqua, energia, suolo e altre risorse naturali e per il riciclaggio dei rifiuti. Ogni progetto potrà ricevere un finanziamento pari a 130 mila euro.

Le candidature potranno essere presentate esclusivamente online, sul portale del sito dedicato al PON “Per la Scuola” 2014-2020, (http://www.istruzione.it/pon/dalle ore 12.00 del’11 gennaio 2022 alle ore 12.00 del 31 gennaio 2022.

Ogni scuola potrà presentare una sola candidatura, a eccezione degli istituti omnicomprensivi delle regioni del Mezzogiorno che potranno candidarsi per entrambe le Azioni.

Comunicazione sugli appalti

Come ribadito dalla Nota 22 gennaio 2015, AOODGPER 2351, in ragione di quanto stabilito dall’art. 1, c. 32, della Legge 6 novembre 2012, n.190, le Istituzioni scolastiche, in qualità di “Stazioni Appaltanti”,  devono provvedere entro il 31 gennaio:

  • a pubblicare sui propri siti internet i dati relativi ai procedimenti di scelta del contraente per l’affidamento di lavori, forniture e servizi;
  • a trasmettere gli stessi all’ANAC (Autorità nazionale anti corruzione) secondo le modalità operative fornite dalla stessa Autorità.

Iscrizioni A.S. 2022/2023

Al via da martedì 4 gennaio le iscrizioni online delle studentesse e degli studenti all’anno scolastico 2022/2023. Si parte alle ore 8:00.Gli interessati potranno inoltrare la domanda per tutte le classi prime della scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado statale fino alle 20:00 del prossimo 28 gennaio. Saranno online anche le iscrizioni ai percorsi di istruzione e formazione professionale erogati in regime di sussidiarietà dagli Istituti professionali e dai centri di formazione professionale accreditati dalle Regioni che, su base volontaria, aderiscono alla procedura telematica. L’adesione alle iscrizioni online resta facoltativa per le scuole paritarie.

Per procedere sarà necessario avere un’identità digitale: si potrà accedere al sistema utilizzando le credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta di identità elettronica) o eIDAS (electronic IDentification Authentication and Signature).

Per conoscere le singole scuole e la loro offerta è possibile visitare il portale “Scuola in Chiaro”, messo a disposizione dal Ministero dell’Istruzione per dare informazioni su ciascun istituto. Il MI ha, inoltre, attivato una pagina dedicata alle iscrizioni online (https://www.istruzione.it/iscrizionionline/), con tutti i dettagli, i chiarimenti e video esplicativi per guidare, passo dopo passo, gli utenti nelle varie fasi della procedura.

Il sito dedicato:
https://www.istruzione.it/iscrizionionline/

I video:
https://www.youtube.com/watch?v=89Qjnk7rOPI
https://www.youtube.com/watch?v=z33N92d5BsQ
https://www.youtube.com/watch?v=v4tYDF7YFkI

Il Ministero con la Nota 6 dicembre 2021, AOODGCASIS 3830, fornisce indicazioni sulla fase di avvio delle iscrizioni on line per l’anno scolastico 2022/2023


La Nota 30 novembre 2021, AOODGOSV 29452, fornisce indicazioni per le iscrizioni delle studentesse e degli studenti all’anno scolastico 2022/2023. Le iscrizioni saranno online per tutte le classi prime della Scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado statale. Saranno online anche le iscrizioni ai percorsi di istruzione e formazione professionaleerogati in regime di sussidiarietà dagli Istituti professionali e dai centri di formazione professionale accreditati dalle Regioni che, su base volontaria, aderiscono alla procedura telematica. L’adesione alle iscrizioni online resta facoltativa per le scuole paritarie.

Gli interessati avranno tempo dalle 8:00 del 4 gennaio 2022 alle 20:00 del 28 gennaio 2022 per inoltrare la domanda. Sarà necessario avere una identità digitale: si potrà accedere al sistema utilizzando le credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta di identità elettronica) o eIDAS (electronic IDentification Authentication and Signature). I genitori o coloro che esercitano la responsabilità genitoriale potranno individuare la scuola d’interesse attraverso il portale “Scuola in Chiaro”, messo a disposizione dal Ministero per dare informazioni dettagliate su ciascun istituto.

Il Ministero attiverà, oltre al sito dedicato, anche un’apposita campagna di comunicazione che guiderà gli utenti nelle varie fasi della procedura e che segnalerà tutti gli strumenti a disposizione delle famiglie sia nella fase della scelta che in quella della vera e propria domanda.

Giorno della Memoria

Con la Legge 211/00 la Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, Giorno della Memoria, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonche’ coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

Avviso 18 gennaio 2022, AOODPIT 136

FONDO ASILO, MIGRAZIONE E INTEGRAZIONE 2014 – 2020
Obiettivo specifico 2 Integrazione/Migrazione legale – Obiettivo Nazionale 3 Capacity building
PROG-3484 “Porte d’Europa 2020/2021””
Progetto co-finanziato dall’Unione Europea

Individuazione di istituzioni scolastiche per la realizzazione di attività educative volte a dare continuità al percorso svolto in occasione delle celebrazioni della giornata del 3 ottobre 2021 a Lampedusa. Progetto FAMI n.3484/2020 “Porte d’Europa 2020/2021” – Obiettivo specifico 2 “Integrazione e migrazione legale” – obiettivo nazionale 3 “Capacity building” – lettera m) “Scambio buone pratiche”