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Il dirigente scolastico e la sicurezza

Il dirigente scolastico e la sicurezza: una strada sempre più complicata (*)

di Stefano Stefanel

E’ entrato in vigore il 17 novembre 2018 il nuovo Regolamento di contabilità (Decreto Interministeriale n° 129) che sarà illustrato ai Dirigenti scolastici e ai Direttori dei servizi generali e amministrativi attraverso il Progetto Nazionale IoConto. A differenza del precedente D.I. (il n° 44 del 1°febbraio 2001) su questo nuovo Regolamento si giocherà una partita importante nel rapporto tra dirigenza scolastica e direzione amministrativa e tutto questo dovrebbe passare attraverso una dimensione formativa non formale e molto approfondita.

Negli ultimi anni si è fatta molto accesa la pressione dei dirigenti scolastici per una revisione delle loro responsabilità in rapporto alla sicurezza degli edifici scolastici, anche a seguito della drammatica vicenda del collega udinese Livio Bearzi che è stato in carcere per oltre un mese a seguito della caduta del tetto del Convitto de L’Aquila durante il terremoto del 2009. A tutti ormai è chiaro che qualunque modifica passa da due condizioni: la modifica della legge e il trasferimento di parte delle responsabilità che cadono oggi sui dirigenti scolastici agli uffici tecnici dell’ente proprietario dell’immobile in cui ha sede la scuola. I motivi per cui i dirigenti scolastici chiedono una revisione della normativa sono essenzialmente tre: oggettiva mancanza di competenze tecniche riguardo al patrimonio edilizio esistente; mancanza di capacità di spesa; responsabilità per situazioni edilizie che risalgono ad altri decisori e ad altri tecnici. Tutte motivazioni oggettive, perché si tratta di responsabilità che si assumono dentro una carenza di competenze dell’organizzazione scolastica, che non prevede un soggetto tecnico a supporto delle scuole, e dentro una vaghezza documentale in alcuni casi imbarazzante (sarebbe interessante fare un’analisi nazionale sulla reale esistenza di tutti i certificati obbligatori che riguardano la sicurezza degli edifici.

Il nuovo Regolamento di contabilità pare andare nella direzione opposta, addossando al dirigente scolastico ulteriori incombenze e responsabilità. Lo fa attraverso l’art 39,che riguarda la “Manutenzione degli edifici scolastici”. Io penso sia necessario approfondire la materia partendo proprio dal Progetto Nazionale di Formazione IoConto che dovrebbe costruire l’apertura dei dirigenti verso i “conti” e quella dei direttori dei servizi generali e amministrativi verso la progettazione scolastica. E non è possibile dire quale dei due obiettivi sarà più difficile da raggiungere.

Il citato articolo 39 è fatto di quattro commi, tutti con forti elementi di responsabilità e di criticità. L’impostazione che sottende all’articolo parte dall’idea dell’esistenza di una perfetta convergenza di visioni tra dirigenza scolastica, dirigenza amministrativa della scuola, direzione politica dell’ente locale di riferimento, ufficio tecnico dell’ente locale di riferimento. Purtroppo la storia e la cronaca dicono che questa convergenza qualche volta non c’è e dunque i rapporti si avvitano tra missive, segnalazioni, interventi, tampone, diffide, ecc. Inoltre l’articolo sottovaluta la situazione di molti Istituti comprensivi che hanno a che fare contemporaneamente con molti Comuni diversi (anche dieci), spesso “comuni polvere” dotati di strutture tecniche e politiche molto precarie. L’impressione è che molte norme siano pensate dal decisore politico nel rapporto con i grandi centri cittadini e non con la frammentarietà dei troppi micro comuni italiani.

Fornisco, di seguito, alcune note sull’argomento, che certamente approfondirò ulteriormente prima di tenere le mie sessioni del Progetto IoConto. Preciso che durante la formazione nazionale per i formatori del Progetto IoConto ho posto tutti gli interrogativi sotto riportati, ma non ho ricevuto risposte, anche perché erano tutti molto più interessati alle opzioni di tipo contabile.

POSSONO FARE SE L’ENTE LOCALE FINANZIA

Il comma uno dell’art. 39 dice testualmente: “Con riferimento agli edifici scolastici e alle loro pertinenze, le istituzioniscolastiche possono effettuare interventi di manutenzione ordinaria, previa delega dell’ente territoriale competente, nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 3, comma 4, della legge 11 gennaio 1996, n. 23.” Io credo che nessun Comune d’Italia negherebbe la delega prevista dalle legge 23/1996 e quindi il comma non fa altro che riaffermare quello che già era contenuto nella legge. La delega deve prevedere le risorse e questo è sempre un rischio, perché una stima preventiva delle spese spesso non è fattibile, mentre un pagamento “a piè di lista” non rientra più nelle possibilità dei due enti (sia in quelle dell’autonomia funzionale scolastica e sia in quelle dell’autonomia locale). Per cui questo comma rimane teorico ed applicabile solo previo totale accordo tecnico ed economico tra scuola ed ente locale proprietario dell’immobile.

POSSONO FARE

Il comma 2, invece, ribalta la situazione e mette in capo al dirigente scolastico la decisione se fare o meno: “Anche al di fuori delle ipotesi di cui al comma precedente, le istituzioni scolastiche possono procedere all’affidamento di interventi, indifferibili ed urgenti,di piccola manutenzione e riparazione degli edifici scolastici e delle loro pertinenze, nella misura strettamente necessaria a garantire lo svolgimento delle attività didattiche. In tali casi, le istituzioni scolastiche anticipano i fondi necessari all’esecuzione degli interventi, dandone immediata comunicazione all’ente locale competente, ai fini del rimborso. “ Il comma non dice però cosa succede in alcuni casi facilmente elencabili, tra cui quelli più evidenti sono i seguenti:

  • l’ente locale non giudica indifferibili e/o urgenti le piccole manutenzioni o le riparazionie quindi si rifiuta di pagarle
  • l’ente locale non ha fondi per rimborsare la spesa sostenuta
  • l’ente locale non accetta di inserire a bilancio il rimborso o lo considera alla stregua della vecchia dicitura “debiti fuori bilancio” e così si avvia un braccio di ferro tra la scuola che, avendo chiesto dei lavori non li ottiene, e che quindi procede in proprio
  • la spesa dell’intervento non è stata stimata bene prima dell’avvio dei lavori o prevede una variante in corso d’opera (ad esempio se mentre cambio una porta mi accorgo che la struttura su cui poggiano i cardini è marcia e dunque va cambiata anche quella)
  • la scuola non ha i soldi per pagare e fa affidamento su un finanziamento deliberato dall’ente locale, ma poi l’ente locale non ha i soldi in cassa per trasferirli alla scuola.

Mi fermo qui non perché ritenga di aver esaurito le casistiche di possibili criticità, ma perché non credo sia questo il luogo per scandagliare le mille possibilità di contenzioso.

ATTIVITA’ PROPRIE, EREDITA’, LEGATI E DONAZIONI

                  I commi 3 e 4 aprono invece scenari che, a prima lettura paiono incomprensibili:

“3. Le istituzioni scolastiche procedono all’affidamento di lavori e alla manutenzione degli immobili acquisiti con fondi derivanti da attività proprie, ovvero per effetto di eredità, legati e donazioni.

4. Le istituzioni scolastiche possono effettuare, con eventuali fondi propri e d’intesa con il proprietario, interventi di manutenzione straordinaria degli edifici scolastici e delle loro pertinenze.”

E’, infatti, incomprensibile perché le scuole dovrebbero mettersi a fare lavori di manutenzione straordinaria in proprio (procedendo alle gare per la progettazione, l’affidamento dei lavori, i controlli, ecc.) anche per svariate centinaia di migliaia di euro.  Inoltre non si comprende da quali “attività proprie” dovrebbero essere prelevate le somme da anticipare (e che poi gli enti locali dovrebbero rimborsare), anche perché l’articolo non prevede alcuna imposizione agli enti locali: non dice in che tempi devono rimborsare; se, come e perché possono rifiutarsi di farlo; quali sono le possibilità di contestare quello che decide il dirigente scolastico, ecc.. Quindi il Regolamento pare un testo normativo che impone al dirigente scolastico alcune scelte, anche se poi quella più logica (non fare nulla) rischia di diventare la più pericolosa. Il rischio è trovarsi tra due fuochi contrapposti: se non faccio i lavori posso creare situazioni di rischio, se li faccio posso trovarmi con un buco nel bilancio.


LA STRADA DELLE CONVENZIONI

                  Una strada possibile è quelladelle Convenzioni tra Istituti scolastici ed Enti Locali, al fine di disciplinare contrattualmente soprattutto tempistiche, obblighi reciproci e risorse. L’importante è che ogni Istituto stipuli una sola Convenzione con tutti gli Enti Locali di riferimento: convenzionarsi solo con alcuni o farlo con Convenzioni diverse renderebbe ancora più complicata la gestione complessiva della materia. Nella Convenzione ci potrebbe anche essere la previsione di monitoraggi congiunti con la  creazione di due rubriche, una relativa alla manutenzione ordinaria e l’altra relativa alla sicurezza.

                  La strada della Convenzione tra parti è un elemento di garanzia, dentro comunque ad una materia che il legislatore pericolosamente sempre più sta spostando sul dirigente scolastico. L’ostacolo più forte a rivedere la normativa sta nel passaggio di responsabilità che deve avvenire (dal dirigente scolastico all’ufficio tecnico) e che non può portare, vista l’estesa normativa sull’argomento, ad un semplice annullamento delle responsabilità. Per questo credo sia buona cosa maneggiare la questione della sicurezza con calma, cercando le massime condivisioni possibili con l’ente proprietario dell’immobile, al fine di evitare passi unilaterali e irreversibili o la creazione di documenti che hanno l’unico scopo di scaricare le responsabilità da un soggetto all’altro, senza minimamente contribuire alla risoluzione del problema.

                  Quello che è certo è chel’art. 59 del D.I. 129 sposta in maniera inattesa ancora di più le responsabilità dall’ente locale al dirigente scolastico. Noto, infine, che un Regolamento pensato per la contabilità si trova ad un certo punto ad affrontare la difficile tematica della sicurezza.

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(*) Sul numero 115 di La Scuola 7 è uscito il 3 dicembre un mio articolo dedicato all’articolo n° 59 del Decreto Interministeriale n°129 (Regolamento di contabilità), che riguarda la sicurezza e la manutenzione e molto meno la “contabilità”. Il titolo dell’intervento era questo: “Il dirigente scolastico e gli edifici scolastici”. Poiché intendo integrare con alcune note (suggeritemi da un certo dibattito che l’articolo ha suscitato tra alcuni colleghi) quanto ho scritto, ho inserito tutto l’articolo già pubblicato.

Accordo CU 22 novembre 2018, n. 131

Accordo in materia di edilizia scolastica, ai sensi dell’art. 9, comma 2, lettera c) del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Modifiche alla scheda dati e al cronoprogramma.

Repertorio atti n. 131 /CU del 22 novembre 2018


Giornata Nazionale per la Sicurezza nelle Scuole

giornatanazionalesicurezza

La data del 22 novembre per la Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole è stata scelta, in memoria del tragico evento avvenuto nel 2008 nella città di Rivoli, presso il Liceo scientifico “Darwin”, in cui perse la vita il giovane studente Vito Scafidi, per ricordare tutte le studentesse e tutti gli studenti vittime della mancanza di sicurezza.


Giornata Nazionale per la Sicurezza nelle Scuole

Bussetti, d’intesa con il MEF, firma Protocollo
per la programmazione 2018-2020
degli interventi di edilizia con BEI, CEB, CDP.
“In cinque mesi di governo sbloccati 3,5 miliardi e avviate
semplificazioni strategiche. I ragazzi al centro del nostro lavoro”

Oltre 500 eventi in tutta Italia. Questo l’impegno per la Giornata Nazionale per la Sicurezza nelle Scuole messo in campo dalle istituzioni scolastiche in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Laboratori, momenti di formazione per gli insegnanti, incontri con esperti, realizzati in molti casi in collaborazione con la Protezione civile e l’INAIL, hanno caratterizzato questo 22 novembre. Una data simbolica, scelta, dal 2015, come Giornata di riflessione e attività, in memoria di Vito Scafidi, lo studente morto a Rivoli nel 2008 per il crollo di un controsoffitto della sua aula scolastica.

“A Vito è stato dedicato un laboratorio nella sua scuola. Andrò a intitolarlo personalmente. In memoria sua e di tutte le vittime della mancata sicurezza, penso anche alla tragedia di San Giuliano di Puglia, dobbiamo portare avanti il nostro impegno per migliorare l’edilizia scolastica – ha detto il Ministro Marco Bussetti, riunendo questa mattina al Ministero l’Osservatorio dedicato -. In cinque mesi di governo abbiamo già sbloccato 3,5 miliardi che non erano stati spesi, avviato semplificazioni strategiche, grazie anche ad un accordo con la Conferenza Unificata che ci consentirà di spendere più rapidamente le risorse, e rilanciato l’Anagrafe dell’edilizia scolastica, rendendola finalmente trasparente e accessibile a tutti i cittadini. Credo sia stato fatto molto, ma molto ancora dobbiamo fare avendo in mente un obiettivo preciso: la scuola deve essere una casa sicura per i nostri ragazzi”.

Proprio per consentire lo sblocco di risorse per l’edilizia, questa mattina è stato firmato al MIUR, d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, un Protocollo con la Banca europea per gli investimenti (BEI), la Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa (CEB), Cassa Depositi e Prestiti (CDP). Il Protocollo dà il via libera alla programmazione triennale per gli interventi 2018-2020, per un totale di 1,7 miliardi sbloccati. Il coinvolgimento del MEF, in particolare, consentirà la velocizzazione delle procedure di spesa.

“Fare sistema è fondamentale per raggiungere obiettivi importanti come quello della sicurezza delle nostre scuole e dei nostri ragazzi. Il Protocollo che abbiamo firmato va proprio in questa direzione”, ha aggiunto il Ministro Bussetti.

“Oggi, nella Giornata dedicata alla sicurezza nelle scuole BEI, rinnova il proprio supporto al piano di investimenti per l’edilizia scolastica che sosteniamo dal suo esordio”, ha sottolineato Dario Scannapieco, Vice Presidente della BEI. “La disponibilità di una istruzione di alta qualità, ma anche di strutture scolastiche ed educative e di servizi di alto livello, è fondamentale per il benessere dei cittadini e per il miglioramento dei loro standard di vita”.

“Il sostegno all’edilizia scolastica è al cuore del mandato sociale della Banca di Sviluppo del Consiglio d’Europa. Con questa firma la Banca conferma il suo impegno a favorire gli investimenti nel settore sociale in Italia”, ha aggiunto Carlo Monticelli, Vice Governatore della CEB.

“Con la firma di questo importante Protocollo d’intesa, Cassa Depositi e Prestiti rinnova il suo impegno, insieme ai Ministeri coinvolti, alla Banca europea per gli investimenti e alla Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa, per garantire la sicurezza delle scuole nelle quali i nostri ragazzi crescono e si formano. L’obiettivo è quello di attivare investimenti rilevanti nel campo dell’edilizia scolastica, che consentiranno alle Regioni di mettere in sicurezza e realizzare nuove scuole nell’ambito del Piano di edilizia scolastica 2018-2020”, ha dichiarato Fabrizio Palermo, Amministratore Delegato di Cassa Depositi e Prestiti.

Sempre oggi al Ministero sono stati premiati i progetti vincitori dell’edizione 2017 del concorso “Giornata della sicurezza”, che sono stati realizzati dall’Istituto comprensivo di Chieti e dall’Istituto ‘De Bottis’ di Torre del Greco, e della caccia al tesoro online “A caccia di sicurezza”. I ragazzi premiati si sono poi collegati con gli studenti di #Futura Campobasso, evento del MIUR dedicato alla scuola digitale, impegnati oggi e domani in una maratona progettuale dedicata proprio ai temi della sicurezza. E sempre al MIUR sono state presentate tre idee pensate dagli alunni per migliorare la sicurezza a scuola o a casa: un gioco educativo interattivo che insegna come comportarsi in caso di emergenze e come evacuare gli edifici, un sistema di allerta in caso di pericoli imminenti pensato per gli utenti con ridotte possibilità motorie, un impianto anti-infiltrazioni per prevenire gli allagamenti degli edifici causati dalle alluvioni.


Il 22 novembre, torna la Giornata Nazionale per la Sicurezza nelle Scuole. Oltre 500 gli eventi in tutta Italia per riflettere sul tema anche in memoria di chi ha perso la vita, in passato, a causa di incidenti avvenuti in ambito scolastico.

In occasione della Giornata, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti firmerà al Ministero, presso il Salone dei Ministri, il Protocollo d’intesa tra MIUR, Ministero dell’Economia e delle Finanze, Banca Europea per gli investimenti, Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa e Cassa Depositi e Prestiti per dare attuazione agli interventi della Programmazione triennale nazionale 2018-2020 in materia di edilizia scolastica. Il documento definirà anche il ruolo di ciascuna istituzione firmataria.

Subito dopo, il Ministro Marco Bussetti insedierà la riunione dell’Osservatorio nazionale per l’edilizia scolastica, nel corso della quale verranno illustrate le modifiche e le semplificazioni normative introdotte dal Governo con appositi provvedimenti e con l’accordo firmato in Conferenza unificata lo scorso 6 settembre. Si parlerà anche delle principali novità relative all’Anagrafe dell’edilizia scolastica.

La seconda parte della mattinata sarà dedicata alla premiazione dei progetti sulla sicurezza nelle scuole vincitori dell’edizione 2017 del concorso “Giornata della sicurezza” e della caccia al tesoro online “A caccia di sicurezza”. Seguirà il collegamento con #Futura Campobasso e con gli studenti impegnati nella maratona progettuale dedicata ai temi della sicurezza. I lavori si concluderanno con la presentazione di tre idee innovative presentate dalle scuole in materia di sicurezza e prevenzione dei rischi.


Emergenza Veneto

(Martedì, 13 novembre 2018) Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, ha firmato oggi un decreto per destinare 1.395.910,31 euro ai primi interventi urgenti su 38 edifici scolastici danneggiati dal maltempo in Veneto nelle scorse settimane.

“Si tratta una prima tranche di risorse – sottolinea il Ministro Bussetti – che abbiamo destinato per l’emergenza in Veneto e, in particolare, per le Province maggiormente colpite di Belluno e di Vicenza. Voglio far sentire tutta la mia vicinanza e il mio supporto ai cittadini del Veneto, in particolare agli studenti, alle loro famiglie e al personale scolastico. È un segnale e un aiuto concreto per gli enti locali, costretti a far fronte a diverse emergenze, per garantire un immediato ritorno alla normalità, a cominciare proprio dalla scuola. Appena insediato – prosegue Bussetti – ho voluto costituire un Fondo nazionale per le emergenze di circa 30 milioni per affrontare con massima celerità situazioni, come questa, di inagibilità delle scuole, nella convinzione che la sicurezza degli studenti è una assoluta priorità”.

La maggior parte degli interventi finanziati riguarda il rifacimento dei tetti, il ripristino delle coperture e dei serramenti a seguito di infiltrazioni di acqua.

36 mln per la progettazione di scuole innovative e per la sicurezza

Edilizia scolastica, approvati due emendamenti del MIUR: sbloccati 36 mln per la progettazione di scuole innovative e la sicurezza

Bussetti: “Prosegue percorso per assicurare rapidamente le necessarie risorse agli Enti locali”

Trentasei milioni di euro per l’edilizia scolastica innovativa e risorse per la sicurezza degli edifici. Le Commissioni riunite VIII e IX della Camera dei deputati hanno approvato il 18 ottobre due emendamenti in materia di edilizia scolastica predisposti dal MIUR e presentati dai relatori in sede di conversione del decreto-legge su Genova.

Il primo emendamento sblocca 9 milioni di euro all’anno, per il prossimo triennio, per la progettazione di scuole innovative e 4,5 milioni di euro all’anno, per il prossimo biennio, per la progettazione di Poli dell’infanzia. Una misura molto attesa dagli Enti locali che, al momento, non dispongono delle risorse necessarie.

Il secondo emendamento consente di recuperare i fondi stanziati con un Programma di edilizia scolastica del 2009 e rimasti inutilizzati, che potranno essere destinati a interventi di messa in sicurezza degli edifici.

“Continua il percorso intrapreso dal Governo, fin dal suo insediamento, per semplificare e accelerare le procedure per mettere a disposizione degli Enti locali i finanziamenti necessari per gli interventi in materia di edilizia scolastica – dichiara il Ministro Marco Bussetti -. Stiamo dimostrando con i fatti che il benessere e la sicurezza dei nostri ragazzi rappresentano davvero una priorità”.

Anagrafe Edilizia scolastica

Al via l’operazione trasparenza sui dati dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica, da oggi disponibili in chiaro, per singolo istituto scolastico, attraverso il portale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nella sezione dedicata ai dati e open data.

“Si tratta di un’operazione trasparenza molto importante e senza precedenti – sottolinea il Ministro Marco Bussetti – che consente finalmente a tutti i cittadini di conoscere con precisione quale sia lo stato di salute degli edifici scolastici presenti sul territorio nazionale. L’avevamo annunciata, anche a seguito di un Accordo quadro siglato con la Conferenza Unificata lo scorso 6 settembre, e stiamo mantenendo l’impegno preso, rispettando i tempi, anche in risposta alle molte sollecitazioni arrivate in questi anni da associazioni che si sono battute per la sicurezza delle nostre scuole, penso a Cittadinanzattiva e Legambiente”.

Da oggi, prosegue Bussetti, “abbiamo un quadro ancora più chiaro per poterci muovere rapidamente nell’individuare le priorità di intervento. Lavoreremo in stretta collaborazione con gli Enti locali per velocizzare le opere di manutenzione. Rispetto al passato – spiega il Ministro – si registra qualche miglioramento nei dati, ma molto resta da fare. Dobbiamo correre. Si è perso purtroppo troppo tempo. Abbiamo risorse da spendere che erano rimaste ferme. Oltre 7 miliardi. Abbiamo già sbloccato oltre 1 miliardo per l’antisismica e 1,7 miliardi per interventi di messa in sicurezza. Abbiamo semplificato le procedure di spesa grazie all’Accordo in Conferenza Unificata che ci consente di attribuire le risorse direttamente agli Enti locali, senza passaggi intermedi. L’Anagrafe da ora in poi, sempre grazie a questo Accordo, sarà aggiornata in tempo reale: non dovremo più attendere mesi o anche anni per sapere come stanno le nostre scuole. E sarà anche migliorata con una quantità maggiore di dati che consentiranno di lavorare al meglio per capire dove c’è maggior bisogno di intervento. Faremo tutto questo insieme e Regioni ed Enti locali che, va ricordato, sono proprietari degli edifici scolastici”.

Il Ministero, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), ha anche avviato una mappatura satellitare degli edifici scolastici per poter verificare eventuali spostamenti, anche millimetrici, degli edifici scolastici negli ultimi 8 anni e far partire i necessari controlli.

Dall’ultimo aggiornamento dell’Anagrafe emerge che in Italia c’è un patrimonio edilizio scolastico composto da 40.151 edifici attivi che fanno capo agli enti locali, 22.000 di questi edifici sono stati costruiti prima del 1970. L’aggiornamento ha consentito un censimento più completo del precedente con un +17,8% di edifici intercettati, che nella precedente rilevazione risultavano inattivi.

Ad oggi, il 53,2% degli edifici possiede il certificato di collaudo statico (la prima norma che introduce in Italia l’obbligo del certificato di collaudo statico è la legge 5 novembre 1971, n. 1086, il 22,3% degli edifici senza questo certificato è costruito prima del 1970). Il 59,5% non ha quello di prevenzione incendi. Il 53,8% non ha quello di agibilità/abitabilità. Il 78,6% delle scuole ha il piano di emergenza. Il 57,5% degli edifici è dotato di accorgimenti per ridurre i consumi energetici. Le barriere architettoniche risultano rimosse nel 74,5% degli edifici.

“Sono dati che dobbiamo migliorare. In fretta – chiude il Ministro -. Stiamo lavorando celermente per dare risposte certe a ragazzi, personale scolastico e famiglie. Siamo al governo dal primo giugno e credo che abbiamo già dimostrato, in pochi mesi e con fatti concreti, la nostra attenzione a questo tema. La scuola è per milioni di cittadini una seconda casa dove devono potersi sentire sicuri”.

Terremoto: 3,6 milioni per le scuole del Molise

Terremoto, Bussetti: 3,6 milioni per le scuole del Molise

“La sicurezza delle nostre scuole rappresenta una priorità. E voglio dimostrarlo con i fatti. Ho firmato in queste ore un decreto che stanzia 3,6 milioni per mettere in sicurezza gli edifici di tre istituti scolastici dichiarati inagibili dopo le scosse di terremoto che hanno il colpito il Molise ad agosto”. Lo dichiara il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti.

“Stiamo lavorando velocemente per dare una risposta ai ragazzi, alle loro famiglie, alle comunità scolastiche – prosegue il Ministro -. La scuola è per i nostri studenti una seconda casa. Devono sentirsi protetti al suo interno e devono poter tornare alla normalità quanto prima. Siamo al fianco degli Enti locali, della Regione, del nostro Ufficio scolastico: continueremo a dare il supporto necessario e a collaborare con loro. Per la ripartenza del territorio. E per il futuro dei nostri giovani”.

Edilizia scolastica: intesa in Conferenza unificata


Scuola, Bussetti: “Svolta sull’edilizia scolastica, tempi più rapidi per assegnare le risorse agli Enti locali. Sblocchiamo subito oltre 1 miliardo”

(Giovedì, 06 settembre 2018) Scuola, Bussetti: “Svolta sull’edilizia scolastica, tempi più rapidi per assegnare le risorse agli Enti locali. Sblocchiamo subito oltre 1 miliardo”.

Siglata l’intesa in Conferenza Unificata

Tempi più rapidi per l’assegnazione agli Enti locali delle risorse per la messa in sicurezza delle scuole, con meno decreti e atti ministeriali da produrre. Pagamenti diretti agli Enti beneficiari dei finanziamenti, senza passaggi intermedi. Concentrazione degli stanziamenti destinati all’edilizia sul Fondo per la programmazione triennale degli interventi, con un conseguente ulteriore snellimento delle fasi di assegnazione delle risorse. Aggiornamento in tempo reale e miglioramento dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica, con l’obiettivo a breve di pubblicazione in chiaro dei dati, per una maggiore trasparenza e velocità nell’individuazione degli interventi prioritari. Previsione di risorse per la progettazione a sostegno degli Enti locali.

Sono le novità in materia di sicurezza ed edilizia delle scuole contenute nell’Accordo promosso dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, in collaborazione con la responsabile per gli Affari Regionali, Erika Stefani, siglato oggi in Conferenza Unificata.

“Si tratta di una svolta, di un traguardo importante – sottolinea il Ministro – frutto di una collaborazione fra più Istituzioni che mette al centro la sicurezza dei nostri ragazzi. Dobbiamo essere molto soddisfatti dell’Accordo raggiunto. Ringrazio il Ministro Stefani, i rappresentanti di Regioni ed Enti locali per il lavoro svolto in queste settimane in collaborazione con il MIUR. L’accordo di oggi è un esempio concreto di come si fa sistema. E voglio ribadire che l’edilizia scolastica è una priorità di questo Governo”.

Con l’Accordo siglato oggi “Avremo più trasparenza, efficienza e un miglioramento della governance delle risorse. Dopo anni di procedure lunghe e farraginose, abbiamo definito un sistema semplificato che consentirà di ridurre notevolmente i tempi per l’assegnazione delle risorse e, dunque, per rendere le nostre scuole più sicure. Sbloccheremo subito il primo miliardo per l’antisismica. Nelle prossime ore daremo il via libera alla programmazione triennale 2018/2020. Con l’accordo di oggi, abbiamo definito anche, una volta per tutte, i criteri di riparto a livello regionale delle risorse, con un’attenzione particolare alle zone sismiche: saranno utilizzati ogni volta che ci sono fondi da assegnare, senza dover più predisporre decreti diversi per ciascun finanziamento – prosegue il Ministro -. Stiamo davvero cambiando il sistema: non vogliamo mai più risorse che restano ferme per troppo tempo, lasciando gli Enti locali in attesa e nell’impossibilità di mettere in sicurezza le nostre scuole”.

L’Accordo prevede anche il rilancio dell’Osservatorio nazionale per l’edilizia scolastica del MIUR prevedendo il monitoraggio e il coordinamento degli impegni previsti dall’accordo.

“La scuola – chiude il Ministro – è per i nostri ragazzi una seconda casa. Devono potersi sentire protetti al suo interno. Prendiamo anche un impegno: continueremo a cercare risorse da investire sull’edilizia scolastica, già a partire dalla prossima legge di bilancio. Mantenendo il nostro metodo di lavoro che si basa su una stretta e costante collaborazione con tutti gli attori in campo”.

Mappatura satellitare Scuole italiane

Arriva la mappatura satellitare delle scuole italiane.

Lo annuncia il Ministro Marco Bussetti: “I nostri figli devono poter frequentare scuole sicure. È un loro diritto. Abbiamo dati ancora preoccupanti sugli edifici scolastici. Vuol dire che in questi anni non è stato fatto abbastanza. Sono stati stanziati soldi, ma senza mettere mano a quelle procedure farraginose che impediscono di far arrivare in fretta le risorse agli Enti locali proprietari degli edifici scolastici. È un problema che stiamo risolvendo con norme che semplificheranno le procedure e velocizzeranno la spesa”. Ma “per intervenire al meglio e individuare le priorità ci servono anche dati ancora più precisi sulla condizione delle nostre scuole”. Per questo il Ministro ha chiesto “la collaborazione dell’ASI, l’Agenzia Spaziale Italiana, e del CNR, il principale ente pubblico di ricerca del Paese, per far partire una mappatura satellitare delle nostre scuole. Non è mai stato fatto. Quasi 40.000 edifici saranno ‘fotografati’ attraverso il sistema COSMO-Skymed, che è in grado di misurare lo spostamento degli immobili al decimo di millimetro. Le informazioni che otterremo dai satelliti ASI saranno trasmesse al CNR che ha le risorse umane e strumentali per elaborarle e darci un quadro dettagliato dei nostri edifici scolastici. Potremo così far partire verifiche e segnalazioni. Accelerando i tempi dei controlli e dei conseguenti interventi di adeguamento. In un mese e mezzo avremo già i primissimi dati. Ringrazio i presidenti di ASI e CNR, Roberto Battiston e Massimo Inguscio, per la collaborazione. Le eccellenze scientifiche del Paese si mettono al servizio della scuola e dei nostri ragazzi. Credo sia davvero una bella sinergia. Questo è fare sistema”.

Mappatura satellitare Scuole italiane

Arriva la mappatura satellitare delle scuole italiane.

Lo annuncia il Ministro Marco Bussetti: “I nostri figli devono poter frequentare scuole sicure. È un loro diritto. Abbiamo dati ancora preoccupanti sugli edifici scolastici. Vuol dire che in questi anni non è stato fatto abbastanza. Sono stati stanziati soldi, ma senza mettere mano a quelle procedure farraginose che impediscono di far arrivare in fretta le risorse agli Enti locali proprietari degli edifici scolastici. È un problema che stiamo risolvendo con norme che semplificheranno le procedure e velocizzeranno la spesa”. Ma “per intervenire al meglio e individuare le priorità ci servono anche dati ancora più precisi sulla condizione delle nostre scuole”. Per questo il Ministro ha chiesto “la collaborazione dell’ASI, l’Agenzia Spaziale Italiana, e del CNR, il principale ente pubblico di ricerca del Paese, per far partire una mappatura satellitare delle nostre scuole. Non è mai stato fatto. Quasi 40.000 edifici saranno ‘fotografati’ attraverso il sistema COSMO-Skymed, che è in grado di misurare lo spostamento degli immobili al decimo di millimetro. Le informazioni che otterremo dai satelliti ASI saranno trasmesse al CNR che ha le risorse umane e strumentali per elaborarle e darci un quadro dettagliato dei nostri edifici scolastici. Potremo così far partire verifiche e segnalazioni. Accelerando i tempi dei controlli e dei conseguenti interventi di adeguamento. In un mese e mezzo avremo già i primissimi dati. Ringrazio i presidenti di ASI e CNR, Roberto Battiston e Massimo Inguscio, per la collaborazione. Le eccellenze scientifiche del Paese si mettono al servizio della scuola e dei nostri ragazzi. Credo sia davvero una bella sinergia. Questo è fare sistema”.

Nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati 2016/679

Nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati 2016/679

di Cristina Del Bel Belluz e Alessandro Venerus

 

“Il problema non é fare la cosa giusta…
ma sapere qual é la cosa giusta”
Lyndon B. Johnson

 

A due anni dalla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, il 25 maggio scorso è entrato ufficialmente in vigore il GDPR UE 2016/679 Regolamento generale sulla protezione dei dati. Poiché si tratta di un Regolamento, la sua applicazione è immediata in tutti i Paesi dell’Unione Europea e parimenti quindi anche in Italia.

La sua operatività però si incrocia con quanto precedentemente recepito attraverso il Dlgs 196 del 2003 Codice in materia di protezione dei dati personali.

 

Per iniziare…

Una prima osservazione, che balza agli occhi, è il concetto di “dato” definito come “qualsiasi informazione riguardante una persona fisica identificata o identificabile” diversamente definibile come interessato; si parla di dati genetici, biometrici, personali relativi a condanne penali e reati e si introduce la definizione di categorie particolari di dati personali. Soprattutto per questi ultimi viene posta attenzione al fine di garantirne adeguata protezione. La sicurezza, infatti, rappresenta uno dei principi fondanti del Regolamento accanto alla liceità (es. esecuzione di un interesse pubblico), alla correttezza (buona fede), alla trasparenza (si pensi all’informativa), alla pertinenza (minimizzazione dei dati), alla necessità rispetto alle finalità e alla responsabilizzazione o accountability.

Il principio della responsabilizzazione viene continuamente ribadito come un aspetto cardine di tutto l’assetto del GDPR, in quanto offre la possibilità, ma anche impegna il titolare del trattamento ad individuare le misure tecniche ed organizzative più idonee per ridurre il rischio e garantire la maggiore sicurezza possibile, evitando perdite, distruzioni o danni accidentali dei dati in possesso.

Pare chiaro e ovvio che sapere quali sono le condizioni ottimali da mettere in atto non è di per sé sufficiente. E’ necessario porre in essere il più possibile quanto ritenuto idoneo e, nel contempo, dimostrare che le misure applicate sono efficaci… pena le relative sanzioni. Una politica consapevole di “responsabilizzazione” pone molti interrogativi e domande sul proprio sistema tecnico ed organizzativo e sui processi che sottendono alla varie dimensioni dell’agire quotidiano.

Il Dirigente scolastico, che nelle scuole risulta essere il titolare del trattamento dati, è chiamato, come indicato da Dlgs 165 del 2001 art. 25 Norme generali sull’ordinamento del lavoro alla dipendenza delle amministrazioni pubbliche, a ricercare le soluzioni organizzative più adatte alle singole realtà in virtù del suo primario compito di gestione unitaria dell’istituzione. Spetta infatti a lui la messa in atto delle misure più efficaci ed efficienti benché lo stesso GDPR preveda altre figure operative che possano offrire la loro consulenza.

Non è inopportuno quindi considerare due nuovi concetti introdotti dal regolamento: “Privacy by design” e “Privacy by default”. Con il primo si intende l’importanza della progettazione, della definizione a priori rispetto all’intero processo al fine di operare nel rispetto dei principi sopra ricordati; con il secondo concetto ci si pone ad un livello diverso, quasi conseguenza del primo: le misure tecniche ed organizzative attuate sono tali per cui per impostazione predefinita sono utilizzati solo i dati pertinenti, necessari, leciti rispetto alle finalità del trattamento.

Tralasciando altri soggetti quali i responsabili o eventuali, ma non esplicitamente previsti, incaricati, una nuova figura entra in gioco: il “Data Protection Officer” (DPO); si tratta di una figura autonoma di consulente, di aiuto e di raccordo tra pubblica amministrazione e Garante passando per l’interessato.

Il Data Protection Officer o responsabile della protezione dei dati può essere condiviso tra più scuole attraverso la stipula di opportuni accordi di rete. La cosa appare di grande senno, in assenza di ulteriori indicazioni, poiché scuole viciniori che condividono spesso servizi sul territorio, incidono su di esso e si rivolgono a tipologie similari di stakeholder, pur nell’autonomia delle istituzioni scolastiche di cui alla L.107 del 2015 Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti, dimostrano di saper dialogare tra loro e di offrire garanzie di trattamento dei dati meno soggettive e più pensate, definite e concordate.

 

All’opera…

Da punto di vista del Dirigente/titolare del trattamento si pone ora la questione di quali operazioni è necessario compiere per assolvere a quanto previsto dal GDPR. La novità più importante è rappresentata dal Registro per il trattamento dei dati. Le istituzioni scolastiche compilano il documento che contiene:

  • il nome e i dati del titolare e del responsabile del trattamento,
  • le finalità del trattamento,
  • le categorie degli interessati e dei dati personali trattati,
  • le categorie dei destinatari ai quali i dati saranno comunicati, compresi terzi od organizzazioni internazionali,
  • il termine per la cancellazione dei dati,
  • le misure minime di sicurezza tecniche ed organizzative (es. pseudonomizzazione, cifratura,…),
  • le misure atte a garantire riservatezza, integrità, disponibilità, ripristino in caso di violazioni di varia natura e controllo periodico.

Risulta importante fare una valutazione d’impatto rispetto al rapporto tra il dato trattato e la misura attuata bilanciando efficacia/efficienza ed economicità, che sono poi principi che a scuola ricordano la gestione finanziaria e che sottendono alla stesura del Programma Annuale D.I. 44 del 2001 Regolamento concernente le “Istruzioni generali sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche”. Del resto tutta questa partita del Regolamento non vi è certo sganciata: si pensi alle implicazioni economiche legate alle nuove figure previste (DPO, tecnico informatico negli istituti comprensivi, …), alle misure tecnico/organizzative da attuare nonché ai costi della formazione e all’eventuale adeguamento delle attrezzature informatiche.

Un altro punto importante è la rivisitazione dell’informativa (concisa, accessibile e intellegibile) rivolta al personale, agli studenti e ai fornitori. Le scuole, già dotate di tale documento come da Dlgs 169 del 2003, sono chiamate a rivederla controllandone in particolare la presenza di alcuni elementi (dati del DPO, base giuridica del trattamento, indicazione se i dati saranno trasferiti in Paese terzo, periodo di conservazione, il diritto di reclamo ed eventuali processi decisionali automatizzati). Uno dei diritti dell’interessato è infatti proprio la conoscenza della modalità con la quale sono trattati i dati e se vi siano processi decisionali automatizzati. L’interessato può quindi esercitare il suo diritto all’accesso, all’aggiornamento dei dati, alla limitazione del dato, di opposizione, di portabilità del dato e da ultimo il nuovo diritto all’oblio!

Un ulteriore elemento che si aggiunge all’informativa è rappresentato dal consenso: la Pubblica Amministrazione non necessita di acquisire il consenso qualora operi per fini istituzionali. Le scuole pertanto non sarebbero legate alla necessità di avere il consenso; va da sé però che nel momento in cui si opera in uno spazio che non è propriamente legato a compiti codificati il consenso diventa necessario. Un esempio può essere costituito dalla raccolta di dati degli studenti per la partecipazione a concorsi esterni la scuola.

Sebbene compito delle istituzioni scolastiche, e della Pubblica Amministrazione in generale, sia quello di ridurre il rischio e garantire la sicurezza, un margine di imponderabilità rimane sempre pertanto, le scuole predispongono un registro delle violazioni, nel caso in cui emergano danni accidentali o perdite di dati. Il titolare, sentito il parere del DPO, è tenuto a comunicare entro 72 ore al Garante casi di Data Breach, se significativi.

 

Controllo e formazione

L’identificazione e attuazione delle misure minime di sicurezza atte a garantire riservatezza, integrità e disponibilità dei dati non rimane valido per sempre ma necessita di periodica analisi. Lo status delle procedure infatti va tastato, verificato e valutato regolarmente per controllarne l’efficacia ai fini della garanzia di sicurezza del trattamento. Il titolare del trattamento, avvalendosi della consulenza tecnica del responsabile del trattamento dei dati, monitora periodicamente l’intera gestione organizzativa apportandovi, ove necessario e possibile, i correttivi opportuni. Ciò avviene anche attraverso una costante attività formativa rivolta al personale.

Il DPO diventa anche formatore: tutti trattano in modo più o meno “importante” dati personali perciò sono necessari audit focalizzati sui singoli ruoli (docenti, personale amministrativo, direttore dei servizi, studenti…). I temi da trattare sono l’acquisizione di consapevolezza del nuovo Regolamento e dei suoi obblighi nonché delle altre disposizioni dell’Unione e degli Stati membri relative alla protezione dei dati, la gestione dei documenti cartacei, l’utilizzo dei laboratori informatici, la gestione password e registro elettronico, l’uso dei social…

A tal proposito ogni istituzione scolastica può dotarsi di codici di condotta o certificazioni autonome; un esempio la presenza di uno specifico regolamento sull’uso del registro elettronico e la gestione delle relative password rivolto al personale ma anche alle famiglie.

 

Conclusioni

Il nuovo Regolamento permette di ripensare ai processi e alle procedure interne alle scuole con la consapevolezza che nulla è fisso, certo ed immutabile per sempre ma va controllato, monitorato e aggiornato periodicamente… forse una nuova incombenza? Di certo una nuova consapevolezza perché in gioco c’è la credibilità di una Scuola che non può, come si è potuto constatare, essere lasciata sola pena il senso di incertezza e pesantezza che ne emergerebbe! C’è invece da cogliere l’opportunità e mettersi in gioco per migliorare processi e performance.

Per visualizzare alcuni concetti fondamentali del nuovo Regolamento può risultare utile la proposta di schema di seguito elaborata.

A seguire si aggiunge un contributo rispetto all’uso consapevole del Registro elettronico con un modello di Regolamento che investe tutti coloro che interagiscono con questo strumento proprio nell’ottica della tutela dei dati personali di cui si è ampiamente trattato.



Perché un regolamento per l’uso del registro elettronico

Da alcuni anni le istituzioni scolastiche hanno avviato un processo di dematerializzazione che comprende anche il disuso del registro cartaceo e l’introduzione di piattaforme per la compilazione del cosiddetto registro elettronico.

Il primo atto normativo che ha introdotto l’uso del registro elettronico è il D.L. 95/2012 (convertito con L. 135/2012) – articolo 7 comma 31 “A decorrere dall’anno scolastico 2012-2013 le istituzioni scolastiche e i docenti adottano registri on line e inviano le comunicazioni agli alunni e alle famiglie in formato elettronico”. Il D.L. al comma 28 stabilisce che, a decorrere dallo stesso anno, le iscrizioni alle istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado avvengano esclusivamente in modalità online e al comma 29 si prevede che le istituzioni scolastiche ed educative redigano la scheda di valutazione degli alunni in formato elettronico.

Per i docenti e le famiglie è una innovazione notevole che oltre agli indubbi vantaggi porta con sè alcune nuove problematiche come la gestione delle credenziali di accesso e l’uso corretto del registro elettronico.

L’avvio del nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati 2016/679, entrato in vigore il 25 maggio 2018, ha un impatto significativo sul cambio di passo rispetto alla normativa in vigore: dalle misure minime di sicurezza richieste dal D. Lgs. 196/2003 si giunge alla necessità di svolgere tutte le azioni possibili per proteggere i dati personali, di cui il registro elettronico è un contenitore ben fornito.

Di qui la necessità per le istituzioni scolastiche di regolamentare la materia, utilizzando quanto permette l’autonomia; oltre al registro dei trattamenti, il Data Protection Officer, la nuova informativa e gli altri strumenti previsti dal GDPR si ritiene importante redigere un regolamento specifico per l’uso del registro elettronico destinato a tutti gli utenti. Tale regolamento sarà ovviamente ed opportunamente approvato dal Consiglio d’Istituto.

Di seguito se ne propone uno schema al fine di assolvere alla necessità di regolamentare e promuovere un corretto utilizzo del registro e di conseguenza una maggiore consapevolezza per la protezione dei dati ivi contenuti. Ad una prima lettura alcune indicazioni parrebbero superflue, in realtà forniscono risposte a quesiti che molto spesso sono rivolti da utenti che non hanno ancora, per motivazioni molto diverse, acquisito quelle competenze digitali di base necessarie ad un uso consapevole e critico dei nuovi mezzi di comunicazione.


REGOLAMENTO REGISTRO ELETTRONICO

Approvato nella seduta del Consiglio d’Istituto del ……………..

 

Sommario

PREMESSA.. 7

REGOLE GENERALI UTILIZZO RETE. 8

ART. 1 AUTORIZZAZIONI 8

ART. 2 RESPONSABILITÀ.. 8

PERSONALE SCOLASTICO.. 8

ART. 3 ASSEGNAZIONE CREDENZIALI 8

ART. 4 COSTRUZIONE DELLA PASSWORD.. 9

ART. 5 RISERVATEZZA.. 9

ART. 6 RESPONSABILITÀ DELLE CREDENZIALI 10

ART. 7 ATTENZIONI NELL’USO E NELLA CONSERVAZIONE DELLA PASSWORD.. 10

ART. 8 CONSULTABILITÀ DEI DATI 11

FAMIGLIE E STUDENTI 11

ART. 9 ACCESSO.. 11

ART. 10 RESPONSABILITÀ DELLE CREDENZIALI 11

RINVIO AD ALTRE REGOLAMENTAZIONI 11

ART. 11 RINVIO.. 11

 

PREMESSA

Il registro elettronico gestisce dati personali riguardanti gli studenti (assenze, ritardi, uscite, giustificazioni, voti, note disciplinari, ecc.), dati che sono soggetti alle norme che tutelano la privacy. Tutte le operazioni relative all’uso dello stesso sono quindi improntate alla tutela della privacy ed ogni tipologia di utente ha accesso solo ad informazioni strettamente pertinenti al proprio ruolo.

Per approfondire la tematica della tutela della privacy si consiglia di navigare nel sito del Garante www.garanteprivacy.it/regolamentoue. Inoltre per la segnalazione di presunte violazioni dei dati personali è possibile scrivere alla mail dedicata privacy@nomescuola.edu.it.

 

REGOLE GENERALI UTILIZZO RETE

ART. 1 AUTORIZZAZIONI

Ogni utente abilitato è autorizzato ad utilizzare il servizio esclusivamente per i fini istituzionali per cui è stato concesso. E’ vietato fornire a soggetti non autorizzati l’accesso alla rete dell’Istituto, collegarvi apparecchiature o servizi o software non autorizzati, compromettere la sicurezza della rete in qualsiasi modo.

Solo il personale in servizio può accedere alla rete con il proprio dispositivo elettronico per i soli fini istituzionali.

 

ART. 2 RESPONSABILITÀ

L’utente è direttamente responsabile delle attività svolte durante la connessione in internet. È vietato creare o trasmettere qualunque immagine, dato o altro materiale offensivo, minatorio, diffamatorio, osceno, blasfemo o lesivo della dignità umana. È, altresì, vietato scambiare materiale illegale o coperto da copyright o tutelato da altri diritti di proprietà intellettuale o industriale.

È vietato danneggiare, distruggere, cercare di accedere senza autorizzazione ai dati o violare la riservatezza di altri utenti, compresa l’intercettazione o la diffusione di password e ogni altro “dato personale”.

È vietato svolgere sulla rete ogni altra attività contraria alla vigente normativa, nonché ai regolamenti e dalle norme di buona educazione in uso sulla rete Internet (“Netiquette”).

Tutti gli utenti che accedono alla Rete sono riconosciuti ed identificati. Le attività potranno essere controllate dal personale autorizzato nel caso di uso illecito della Rete.

 

PERSONALE SCOLASTICO

ART. 3 ASSEGNAZIONE CREDENZIALI

Il personale in servizio riceverà le credenziali per l’accesso al Registro Elettronico.

L’abilitazione all’utilizzo dell’applicativo avrà durata pari al periodo di servizio del docente nell’Istituto.

La password assegnata inizialmente e modificata periodicamente è assolutamente riservata, non può essere comunicata in nessun caso ad altre persone.

 

ART. 4 COSTRUZIONE DELLA PASSWORD

La password assegnata inizialmente deve essere cambiata al primo utilizzo e deve essere poi modificata periodicamente, almeno ogni 6 mesi, rispettando le seguenti regole per aumentarne la sicurezza:

  • sia diversa da una precedentemente usata o già impiegata per altri siti
  • evitare di inserire anche la username o una sua parte
  • escludere elementi, come il nome o diminutivi, riconducibili alla persona stessa
  • contenga almeno 10 caratteri alfanumerici
  • siano presenti lettere maiuscole e minuscole e simboli come @.#$%^&
  • evitare parole comuni, come “password”, la data del proprio compleanno, il proprio nome utente o parole che possono essere facilmente lette sul dizionario
  • alternare maiuscole e minuscole
  • non usare sequenze di tasti sulla tastiera (asdf) o sequenze di numeri (1234)
  • evitare password di soli numeri, di sole lettere maiuscole o di sole lettere minuscole
  • non usare ripetizioni di caratteri (aa11)
  • non deve avere una logica esplicita

Per ricordare più facilmente le nuove password è possibile effettuare le seguenti sostituzioni ai caratteri comuni, come ad esempio le “a” con “@”, le “s” con “$”, gli spazi con “%”, le “o” con “0”, le “i” con “!” e le “e” con “€”.

Non lasciare la password scritta in posti facilmente raggiungibili da altri e non inviare mai la password per email.

Se dovessimo essere costretti a scrivere una password per conservarla in luogo sicuro, sostituirne alcune parti con descrizioni personali.

Il personale che smarrisce le credenziali di accesso deve richiederle tempestivamente al personale di Segreteria dell’Istituto che provvederà, in forma riservata, al rilascio delle nuove.

 

ART. 5 RISERVATEZZA

Il Dirigente, i Docenti, il Personale di segreteria e tutto il Personale che, per le loro funzioni, vengano a conoscenza dei dati personali contenuti nel Registro elettronico sono tenuti alla massima riservatezza.

I dati del registro elettronico non possono essere inseriti, modificati o cancellati dalle persone non autorizzate.

 

ART. 6 RESPONSABILITÀ DELLE CREDENZIALI

E’ vietato cedere, anche solo temporaneamente, il proprio codice utente e la propria password.

L’utente intestatario verrà considerato responsabile di qualunque atto illecito perpetrato con quell’account.

Le credenziali di accesso NON devono essere memorizzate in funzioni di log-in automatico, in un tasto funzionale o nel browser utilizzato per la navigazione internet o in computer di uso comune.

La compilazione del registro elettronico spetta esclusivamente al docente presente in aula. Per nessun motivo si possono delegare colleghi, alunni o altre persone a tale mansione.

La firma di presenza deve essere apposta giornalmente: non è consentito firmare in anticipo per i giorni successivi o per le lezioni successive dello stesso giorno. In caso di particolari problemi tecnici, la firma dovrà essere regolarizzata il prima possibile.

Alla fine dell’utilizzo ogni componente del personale scolastico deve OBBLIGATORIAMENTE CHIUDERE IL PROPRIO ACCOUNT facendo il LOGOUT, da qualsiasi postazione si acceda al registro elettronico.

 

ART. 7 ATTENZIONI NELL’USO E NELLA CONSERVAZIONE DELLA PASSWORD

Digitare la password lontano da sguardi indiscreti, ricordare che possono essere intercettate anche solo guardando la loro digitazione sulla tastiera.

Non porre in vista l’eventuale foglio con le credenziali durante la digitazione e inserire rapidamente i caratteri nei campi di modulo di accesso al registro elettronico

Le eventuali credenziali memorizzate nel pc della scuola, permettono agli studenti di ricavarle dalle impostazioni avanzate del browser alla voce password e moduli.

Non comunicare agli stessi studenti le credenziali, in modo che siano loro stessi ad inserire i voti e le lezioni del giorno nel registro elettronico.

Digitare le credenziali evitando la modalità in chiaro o visibile su schermi, monitor o proiezioni che gli studenti stanno guardando.

Non scrivere mai la password sotto la tastiera, o su post-it accanto il monitor.

Gli studenti non possono utilizzare dispositivi elettronici in cui sia contemporaneamente aperta la sessione del registro elettronico.

 

ART. 8 CONSULTABILITÀ DEI DATI

I dati inseriti nel Registro elettronico sono consultabili dal docente di classe, dal Dirigente scolastico o suo Collaboratore, dal coordinatore di classe, dai docenti di sostegno, dai rispettivi genitori degli alunni.

 

FAMIGLIE E STUDENTI

ART. 9 ACCESSO

Ogni genitore, per avere accesso al registro elettronico e conoscere le assenze, i ritardi, le giustificazioni, i voti e le note disciplinari riguardanti il proprio figlio verrà dotato di apposite credenziali d’accesso.

 

ART. 10 RESPONSABILITÀ DELLE CREDENZIALI

Le credenziali sono personali, riservate e non cedibili ad altre persone. Chi le riceve è responsabile del loro corretto utilizzo.

In caso di smarrimento delle credenziali è possibile avviare la procedura di recupero contattando tempestivamente la segreteria.

 

RINVIO AD ALTRE REGOLAMENTAZIONI

ART. 11 RINVIO

Per quanto non previsto dal presente regolamento si rimanda alla normativa vigente.

 

Obblighi vaccinali: Ministro incontra Sindacati

(Giovedì, 23 agosto 2018) Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, ha incontrato oggi al MIUR le Organizzazioni Sindacali rappresentative della dirigenza scolastica.

Durante la riunione è stato affrontato il tema degli obblighi vaccinali, con specifico ed esclusivo riferimento agli adempimenti a carico dell’Amministrazione scolastica. Il MIUR ha chiarito che eventuali responsabilità connesse ad autocertificazioni non veritiere ricadono esclusivamente sugli autori delle stesse e non sulla dirigenza scolastica.

Il Ministro Bussetti ha garantito e auspicato un confronto costruttivo e costante con le Organizzazioni Sindacali. L’incontro si è svolto in un clima di reciproca collaborazione e ha rappresentato il primo di una serie di confronti tecnici che ci saranno a partire dalla prossima settimana, sia per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico, sia per affrontare i temi più generali e specifici del mondo della scuola.

Comunicato condiviso con le Organizzazioni Sindacali