Biblioteca dell’Innovazione

Scuola: online la Biblioteca dell’Innovazione per creare e condividere risorse educative

Dal 12 maggio, un ciclo di webinar per i docenti sui contenuti della piattaforma sviluppata da INDIRE

INDIRE, l’Istituto nazionale di ricerca educativa, dal 10 maggio mette a disposizione della scuola italiana la Biblioteca dell’Innovazione, una piattaforma online per creare e condividere risorse didattiche, lezioni e approfondimenti. L’iniziativa assegna un ruolo centrale ai docenti che tramite il sito potranno ottenere informazioni e supporto sul piano metodologico per poi procedere con il caricamento dei video realizzati, rendendoli così disponibili a beneficio dell’intera comunità scolastica. Al momento, sono disponibili oltre 300 risorse video, con la prospettiva di crescere di giorno in giorno con lo sviluppo del progetto attraverso il contributo degli istituti scolastici.

“Con la ‘Biblioteca dell’Innovazione’ – dichiara il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi – le scuole avranno a disposizione un patrimonio di materiali e informazioni che potranno utilizzare per potenziare l’offerta didattica fin dall’estate. L’emergenza sanitaria, soprattutto nelle prime settimane, ha spinto le comunità scolastiche a organizzarsi per continuare a garantire il diritto allo studio a studentesse e studenti, sfruttando al meglio le nuove tecnologie. In questi mesi c’è stata un’accelerazione nell’innovazione delle metodologie didattiche. Dobbiamo fare tesoro di questa esperienza e strutturare percorsi di miglioramento, di formazione dei docenti e del personale scolastico, di potenziamento delle competenze, anche grazie alla condivisione di buone pratiche. Lo strumento che INDIRE fornisce rappresenta, quindi, un’importante occasione di arricchimento per la comunità scolastica con esperienze reali e concrete”.

“INDIRE realizza questa iniziativa in virtù della grande esperienza maturata negli anni sia sul piano della ricerca sia nell’attività di supporto alle scuole”. Dichiara il Presidente di INDIRE Giovanni Biondi, che aggiunge: “Su queste solide basi, abbiamo concepito una piattaforma che favorisce l’innovazione educativa e la didattica collaborativa online. Quest’ultima, in particolare, va inquadrata oltre la contingente crisi sanitaria come un’opportunità per affrontare vari problemi che si riscontrano, ad esempio, nelle piccole scuole delle aree marginali. Nella biblioteca sono presenti tre tipologie di contenuti: le esperienze di innovazione, ovvero video raccontano la buone pratiche per la trasformazione del modello scolastico, le risorse didattiche, cioè documenti, tutorial e materiali a corredo delle esperienze innovative, le videolezioni di esperti e docenti sui temi educativi e di carattere disciplinare”.

Di seguito, il link per accedere alla Biblioteca: https://biblioteca.indire.it/home

Inoltre, dal 12 maggio, è in programma un ciclo di webinar sui contenuti presenti nella biblioteca. Gli esperti e i docenti che hanno realizzato le risorse educative forniranno negli incontri online un approfondimento metodologico e tematico sulle risorse sviluppate, offrendo allo stesso tempo spunti di riflessione per la creazione di contenuti da parte degli altri insegnanti. Per consultare il calendario dei webinar e iscriversi: https://www.indire.it/webinar-biblioteca-innovazione/ .

La scuola deve ripartire con realismo e dai territori

La scuola deve ripartire con realismo e dai territori

Il Segretario Nazionale anticipa la presentazione di nuove proposte per la scuola

L’UGL Scuola, ritenendo d’assoluta importanza il confronto e la presenza sui territori per la costruzione di un nuovo modello di scuola funzionale e realistica, continua nel proprio confronto con gli operatori della scuola e con le famiglie.

In tale contesto, il Segretario Nazionale UGL Scuola, Ornella Cuzzupi, nell’ambito di un Forum tenuto nei giorni scorsi nel territorio agro nocerino sarnese dal titolo “Se non ora, quando?” riferito alle esigenze di orientamento e formazione, ha ancora una volta rimarcato quanto, per l’UGL Scuola, sia fondamentale la presenza sindacale nei territori, a fianco degli operatori della scuola e delle famiglie.

Il nostro ruolo non deve essere solo fatto di protesta e denuncia. Accanto a queste occorrono le proposte, quelle vere e realizzabili, che siano parte del progetto di una scuola pienamente funzionale, educativa e propositiva verso il mondo del lavoro. L’UGL Scuola quel progetto lo ha chiaro. Proporre voli pindarici – continua Cuzzupi – serve agli imbonitori e ai venditori di fumo. Sono convinta che per trovare soluzioni alle questioni non servono illustri cattedratici e geni incompresi, bensì una sana, e oserei dire essenziale, concretezza e conoscenza dei problemi”.

Da questa convinzione nasce anche il nuovo sportello UGL Scuola a San Valentino Torio (presso i locali della Saron Consulting) che punta a essere luogo di aggregazione e riferimento per tutto l’agro nocerino sarnese e non solo.

La scuola – continua il Segretario Nazionale – ha tanti problemi e le soluzioni devono essere fattibili e praticabili, così come ha affermato il Ministro Bianchi che pare abbia finalmente sposato la nostra tesi, più volte manifestata, di una programmazione che consenta un turn-over e quindi una stabilizzazione dei precari. Ma accanto a questo, ammesso che non siano solo parole al vento, occorre affrontare con urgenza situazioni a danno di docenti e personale ATA che rasentano l’assurdo. Su questi aspetti, proprio in questi giorni, stiamo definendo una proposta che porteremo all’attenzione di tutti gli organi competenti al fine di rendere la scuola una realtà funzionale liberandola dalle corde dei tanti “uffici complicazioni” che costituiscono una sciagurata e deleteria zavorra. Ecco, questo peso lo vogliamo lasciar per strada e puntare dritti al futuro. Noi siamo pronti a confrontarci senza pregiudizi con tutti, anche con quelli che sino a oggi son scappati di fronte alle nostre proposte!”.  

Federazione Nazionale UGL Scuola

Scuole aperte d’estate occasione da cogliere

Scuole aperte d’estate occasione da cogliere

Franco Buccino

LA REPUBBLICA ed.Napoli 10 maggio 2021

Le scuole aperte d’estate è un’idea che ci affascina da sempre. Figuriamoci dopo un anno scolastico maledetto che ancora vede, soprattutto nella nostra regione, migliaia di studenti fuori dalle aule.

Ci affascina perché tanti ragazzi, soprattutto quelli più fragili, non possono stare tre mesi e più senza scuola.

E anche perché non ha senso affidare tanti altri ragazzi ad “agenzie esterne” che organizzano dai campi estivi alle vacanze studio all’estero, alle ripetizioni private, esautorando le scuole, togliendo loro la “titolarità” e comunque non coinvolgendole nella definizione e valutazione di attività che sono di formazione e di educazione.

È una buona notizia, o meglio un segnale di attenzione, dopo lunghi mesi di enormi ambiguità. Ci fa per un po’ mettere da parte grandi riserve e dubbi che ci vengono spontanei. 520 milioni di dotazione sono molto pochi rispetto agli ambiziosi obiettivi che si pone il piano, addirittura di una scuola nuova. Sono soldi già “non spesi”, parte di fondi europei, di complicata gestione e rendicontazione. La circolare è arrivata da una settimana e tra altre due e mezzo le scuole devono aver già preso contatto con altri partner, aver trovato il personale disponibile e aver deliberato le attività.

L’iniziativa piomba sulle solite due Italie: una abituata alle attività estive per i propri studenti, con enti locali sensibili e risorse adeguate; l’altra con i ragazzi per strada o davanti a televisione e telefonino, al massimo qualcuno in colonia, gestita da qualche prete dinamico e coraggioso.

L’ottimo ministro Bianchi ha messo 520 milioni a disposizione per il piano scuola estate 2021, ma ha qualche difficoltà in più ad offrire più tempo scuola, laboratori, aule e palestre  alle istituzioni scolastiche del Sud. 

E noi siamo costretti a subire, in incontri nazionali, il disappunto di regioni del centro nord per la maggior quota di risorse al Sud, secondo la logica dei fondi europei. E il sorrisino nei nostri confronti, che al solito neanche riusciremo a spenderli, quei soldi.

È venuto il momento di cominciare ad accettare le sfide. Anche se dovessimo rimanere sul campo: poche scuole, qualche Centro per l’istruzione degli adulti, alcune associazioni e un paio di enti locali ”illuminati”.

Noi abbiamo un obiettivo prioritario. Che viene prima di rinforzi disciplinari e delle attività del c.a.m.p.u.s. Si tratta del riavvicinamento tra scuola e studenti, della riappropriazione da parte dei ragazzi dello spazio scuola.

E non mi stancherò mai di ripetere dell’esperienza fatta un po’ di anni fa con “Vivi la scuola!”, un breve periodo di vita scolastica in cui i ragazzi facevano esclusivamente le cose che piacevano loro. Recite, canzoni, attività sportive, visione di film, esperimenti di laboratorio. Individuammo e perseguimmo più obiettivi disciplinari, specifici e generali, in quelle attività, che non nel resto delle lezioni dell’intero anno.

E ci capitò di ritrovare le più profonde motivazioni della nostra professione nel condividere e toccare con mano le emozioni di qualche centinaio tra preadolescenti e adolescenti che assistevano alle vicende dei protagonisti di “Stand by me”.

Ministero: in Dad si può bocciare ma occorre tener conto del Covid

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

La valutazione degli apprendimenti e delle attività svolte in didattica a distanza ha gli stessi effetti delle attività didattiche svolte in presenza ma « è opportuno richiamare l’attenzione sulla necessità che la valutazione degli alunni e degli studenti rifletta la complessità del processo di apprendimento maturato nel contesto dell’attuale emergenza epidemiologica». Pertanto, le valutazioni sul raggiungimento degli obiettivi di apprendimento «avverrà in considerazione delle peculiarità delle attività didattiche realizzate, anche in modalità a distanza, e tenendo debito conto delle difficoltà incontrate dagli alunni e dagli studenti in relazione alle situazioni determinate dalla situazione emergenziale», nell’intero anno scolastico. Lo stabilisce una circolare del ministero dell’Istruzione diffusa venerdì scorso alle scuole.

Gli alunni delle scuole elementari – spiega nella circolare il capo dipartimento del ministero, Stefano Versari – sono ammessi alla classe successiva e alla prima classe della scuola media «anche in presenza di livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione».

I docenti «possono non ammettere gli alunni alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione». Alle elementari, da quest’anno scolastico, la valutazione è tornata ad essere con i giudizi, non più con il voto numerico. Per la scuola media, la valutazione finale per le classi prime e seconde è espressa con il voto in decimi «tenendo conto dell’effettiva attività didattica svolta, in presenza e a distanza», spiega la circolare ministeriale, la quale stabilisce anche che «nel caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline, il consiglio di classe può deliberare, con adeguata motivazione, la non ammissione alla classe successiva».

La valutazione del comportamento è espressa con un giudizio sintetico riportato nel documento di valutazione.

Il ministero stabilisce anche che «per procedere alla valutazione finale dell’alunno, le istituzioni scolastiche possono stabilire, per casi eccezionali, motivate e straordinarie deroghe rispetto al requisito di frequenza anche con riferimento alle specifiche situazioni dovute all’emergenza pandemica».

Nelle scuole superiori, nelle classi che non siano all’ultimo anno e non debbano quindi conseguire la maturità, il consiglio di classe procede alla valutazione degli studenti sulla base dell’attività didattica effettivamente svolta; sono ammessi alla classe successiva gli studenti che in sede di scrutinio conseguono un voto di comportamento non inferiore a sei decimi e una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina.

Nel caso in cui il voto dell’insegnamento trasversale di Educazione civica sia inferiore ai sei decimi, si sospende il giudizio. L’accertamento del recupero delle carenze formative relativo all’Educazione civica è affidato, collegialmente, a tutti i docenti che hanno impartito l’insegnamento nella classe, secondo il progetto d’istituto.

Anche per le superiori, per procedere alla valutazione finale dello studente, le scuole possono stabilire, per casi eccezionali, motivate e straordinarie, deroghe rispetto al requisito di frequenza, anche con riferimento alle specifiche situazioni dovute all’emergenza pandemica.

Ocse, gli adolescenti italiani sono «online» 35 ore la settimana, vulnerabili alle fake news

da Il Sole 24 Ore

di Giuliana Licini

Gli adolescenti trascorrono sempre più tempo online, leggendo miriadi di dati e informazioni di ogni genere, ma molto spesso non sono attrezzati per distinguere la loro attendibilità, intercettare le fake news, riconoscere un’interpretazione fuorviante o vedere la differenza tra un fatto e un’opinione. A sottolinearlo è uno studio dell’Ocse che analizza i risultati dei sondaggi condotti duranti i test internazionali Pisa.

L’Italia, che è sotto la media dei Paesi avanzati nelle competenze di lettura (voto 476 contro 487 Ocse), figura di frequente sotto la media anche nelle competenze digitali, cioè di comprensione critica del testo online. In base ai dati del 2018 (quindi pre-Covid), i teen ager in media passano 35 ore la settimana online, quasi il normale orario lavorativo di un adulto, con un netto aumento rispetto alle 21 ore del 2012.

I più connessi sono i ragazzi danesi con 47 ore la settimana e sopra le 40 ore ci sono i 15enni svedesi, cileni e degli Usa. Gli italiani sono invece in questo caso esattamente nella media Ocse con 35 ore, quasi il doppio comunque rispetto alle 18 ore del 2012, e per 28 ore “navigano” a casa e per le altre 7 a scuola. L’aumento degli adolescenti che utilizzano internet (l’88% in media nell’Ocse contro il 74% del 2006) e del tempo che vi dedicano non cambia solo le modalità di interazione tra persone, ma anche l’interazione con i testi.

Il vasto mare di informazione a cui si accede con un click, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, richiede infatti una maggiore selettività nella lettura, oltre a una maggiore capacità di analisi del testo.

Tuttavia, mentre l’uso di internet è un fenomeno ormai globale, l’opportunità di imparare le competenze digitali a scuola è lungi dall’essere universale. Di fronte al massiccio flusso di informazioni da internet, e-mail, social o chat, solo il 54% dei 15enni indica di essere preparato a scuola a distinguere tra un’informazione obiettiva e un’indicazione tendenziosa.

Vi sono naturalmente forti differenze tra Paesi: in Australia, Canada e Danimarca oltre il 70% dei 15enni riferisce di avere avuto un training per distinguere se un’informazione è attendibile o faziosa, ma la percentuale scende sotto il 45% in Lettonia, Repubblica Slovacca, Slovenia e Svizzera.

Anche l’Italia è sotto la media, con il 49%. A fare la differenza è pure lo status socio-economico: la percentuale degli studenti da contesti avvantaggiati a cui si insegna a ‘leggere’ adeguatamente dalle fonti digitali è di 8 punti superiore a quella dei ragazzi svantaggiati in media e in alcuni Paesi, come la Germania, la Svezia, il Regno Unito e gli Stati Uniti, la percentuale arriva a 14 punti o più. L’Italia in questo caso è sotto la media, con 6 punti di differenza.

In genere, secondo il sondaggio, a scuola ai ragazzi si insegna soprattutto a capire le conseguenze di rendere pubbliche le informazioni online, cioè su Facebook, instagram o su qualche altro social (76%, Italia al 60%), mentre la competenza digitale meno diffusa è quella di riconoscere le e-mail spam o il phishing (40%, Italia al 27%).

Tra le competenze digitali insegnate a scuola vi sono poi la ricerca sul web tramite i motori come Google ( Ocse 56%, Italia 44%) e come decidere se fidarsi di un’informazione letta su internet (media 69%, Italia 58%).

Gli studenti di Danimarca, Germania, Irlanda, Giappone ed Olanda hanno mostrato per altro di essere i più preparati nelle strategie di lettura per rilevare la credibilità delle fonti ‘online’, mentre i ragazzi delle Filippine, dell’Indonesia e della Thailandia sono i più sprovveduti e anche gli italiani sono decisamente sotto la media. E ancora una volta, gli studenti socio-economicamente avvantaggiati sono i più preparati su questo fronte rispetto ai coetanei che vengono da contesti difficili, anche se nella Penisola il divario è tra i più limitati.

I dati Pisa 2018 mostrano inoltre che se gli studenti hanno l’opportunità di imparare a distinguere nella lettura tra un’informazione obiettiva e una faziosa a scuola, hanno anche una maggiore capacità di distinguere la differenza tra un fatto e un’opinione (in Italia la loro capacità è nuovamente sotto la media, 40% contro 47%) e questo influisce sulla comprensione del testo più del loro voto in lettura o del Pil pro-capite. Il che naturalmente non vuol dire che le opinioni non siano importanti per contestualizzare l’informazione.

Tuttavia – sottolinea l’Ocse – la capacità di distinguere i fatti dalle opinioni, di valutare la credibilità delle informazioni e di imparare le strategie per riconoscere le informazioni false o fuorvianti sono competenze necessarie per leggere nel mondo digitale. Le conseguenze della disinformazione sono ampiamente documentate, possono portare alla polarizzazione politica e a minare la fiducia nelle istituzioni pubbliche. Quindi, in ultima analisi, «la capacità di distinguere la buona informazione dalla cattiva è importante per preservare i valori democratici».

Scuola, si toccano i gangli anche se manca ancora una visione d’insieme

da Il Sole 24 Ore

di Andrea Gavosto*

Come ha sottolineato il presidente del Consiglio Mario Draghi, il Pnrr rappresenta la migliore opportunità di questa generazione per rilanciare la crescita economica e sociale dell’Italia. Il ruolo dell’istruzione – per il benessere di ogni individuo, dell’economia e del tessuto civile – è così centrale che inevitabilmente il piano le assegna un peso significativo: nel complesso si investiranno più di 20 miliardi in cinque anni, per affrontare alcuni dei troppi nodi irrisolti, dagli asili nido all’università.

Sono molti soldi, ma l’impegno resta immane. Per dare un’idea delle difficoltà, secondo l’ultima rilevazione Invalsi del 2019, almeno un terzo dei maturandi non raggiungeva il livello minimo di apprendimento indispensabile per il loro futuro, mentre nelle regioni del Sud si superava il 50%: c’è una voragine educativa da colmare. Analogamente, la percentuale di italiani sotto i 35 anni con una laurea è il 28%, la più bassa in Europa, anche per l’assenza di una formazione terziaria professionalizzante.

Come nel resto del Pnrr, il capitolo dedicato alla missione 4 (Istruzione e ricerca) propone sia una serie di riforme, per definire le linee di miglioramento del sistema, sia investimenti specifici a cui destinare i finanziamenti europei. Le riforme previste toccano gangli vitali della scuola: fra le altre, una ristrutturazione di tutta la filiera dell’istruzione tecnica e professionale; lo sviluppo degli Its, sia pure con obiettivi poco ambiziosi e senza un coordinamento con le lauree professionalizzanti; un orientamento efficace alle scelte della scuola superiore e dell’università; un nuovo meccanismo di reclutamento e carriera degli insegnanti, insieme alla riorganizzazione della loro formazione.

Se la lista è in gran parte condivisibile, convincono meno due aspetti: l’assenza di una visione d’insieme e la mancanza di dettagli. Un esempio della prima è quando, in sei righe, si annuncia una riforma dell’organizzazione della scuola, che prevede sia la riduzione degli allievi per classe sia il superamento delle classi formate per età per andare – immaginiamo – verso gruppi basati sul livello di abilità, tipici del modello anglosassone.

Al di là del giudizio di merito, queste due novità da sole costituirebbero una rivoluzione copernicana per la nostra scuola: se attuate, tutte le altre misure previste andrebbero radicalmente ripensate. Per contro, la riforma del reclutamento dei docenti, che con la formazione è la madre di ogni futuro miglioramento nella scuola appare troppo parca di dettagli: non stupisce, data la delicatezza politica e sindacale del tema, su cui è in corso uno scontro feroce all’interno della maggioranza; così però è difficile capire se agli insegnanti verrà data una migliore preparazione, soprattutto didattica. Molto positiva è l’idea di introdurre finalmente una carriera dei docenti che riconosca, attraverso progressione retributiva e responsabilità organizzative, i meriti di quelli più bravi e impegnati: se ne discute da tempo, che sia la volta buona?

Passando agli investimenti, la parte del leone tocca a due voci, in parte sovrapposte: l’aumento dell’offerta prescolare, fra 0 e 6 anni, e l’edilizia scolastica. I primi passi del percorso educativo di ogni bambino sono decisivi: giusto quindi ampliare la disponibilità di nidi e scuole dell’infanzia, soprattutto al Sud, investendo risorse ingenti (4,6 miliardi). Altre aree critiche, come la scuola media e la formazione professionale, avrebbero meritato simile attenzione. Per quanto riguarda gli edifici scolastici, la cifra complessiva (8 miliardi, al netto delle risorse per nidi e infanzia, incluse quelle per la Scuola 4.0) sembra essere di 2,5 miliardi inferiore rispetto al piano del governo Conte. Una perdita secca o li ritroviamo altrove, nel bilancio dello Stato? Preoccupa, inoltre, l’assenza di una logica che tenga insieme, anche operativamente, le tre dimensioni indissolubili dei nuovi ambienti di apprendimento: sicurezza, sostenibilità e qualità didattica. Importante è l’intervento straordinario per ridurre divari territoriali e povertà educativa, che prevede un aumento del tempo scolastico e la presenza di mentori esterni, anche online, in aiuto ai docenti e ai ragazzi, per aumentare le competenze di base di almeno un milione di studenti all’anno nelle aree arretrate. Tanto giusta quanto scontata è la scelta di sviluppare le competenze scientifiche, tallone d’Achille della nostra scuola, grazie a una didattica più moderna e sperimentale.

Nonostante squilibri e omissioni, nel Pnrr ci sono idee e risorse per dare linfa nuova all’istruzione italiana dopo il Covid, anche se va messa meglio a fuoco la visione d’insieme. La differenza la faranno la volontà di affrontare i nodi politicamente spinosi delle riforme, insieme alla capacità di esecuzione
e controllo dei progetti. La partita per il governo
è appena iniziata.

*Direttore Fondazione Agnelli

Scrutini 2021, ecco le indicazioni del Ministero alunni con disabilità o con DSA

da OrizzonteScuola

Di redazione

Il capo dipartimento del Ministero dell’Istruzione, Stefano Versari, in una nota inviata ai dirigenti scolastici, dà ulteriori indicazioni in merito alla valutazione periodica e finale nelle classi intermedie per il primo e secondo ciclo di istruzione.

Per gli alunni e gli studenti con disabilità certificata ai sensi della legge n. 104 del 1992, si procede alla valutazione degli apprendimenti e del comportamento sulla base del piano educativo individualizzato, anche tenendo conto degli adattamenti richiesti dalle disposizioni impartite per affrontare l’emergenza epidemiologica. Per gli alunni e gli studenti con diagnosi di disturbo specifico di apprendimento ai sensi della legge n. 170 del 2010, la valutazione degli apprendimenti è coerente con il piano didattico personalizzato.

NOTA

Il riferimento restano il piano educativo individualizzato per gli studenti con disabilità e il piano didattico personalizzato per gli studenti con DSA.

Piano scuola estate, docenti e Ata parteciperanno solo volontariamente. Ecco quanto guadagneranno

da OrizzonteScuola

Di redazione

Il Ministero dell’Istruzione ha varato nei giorni scorsi un Piano per l’estate da 510 milioni di euro. Questo per consentire a studentesse e studenti di recuperare socialità e rafforzare gli apprendimenti, usufruendo di laboratori per il potenziamento delle competenze, di attività educative incentrate su musica, arte, sport, digitale, percorsi sulla legalità e sulla sostenibilità, sulla tutela ambientale.

Il sondaggio realizzato da Orizzonte Scuola, che in meno di 24 ore ha visto la partecipazione di oltre 5 mila persone, rivela che gli utenti che non intendono partecipare alle attività d’estate sono 3725, più del 71% degli intervenuti totali. Chi invece pensa di partecipare alle attività estive previste dal piano del Ministero è stato il 18% del totale.

I Pon, per chi non lo sapesse, sono i progetti realizzati con i Fondi Strutturali Europei, per rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale al fine di ridurre il divario fra le regioni più avanzate e quelle in ritardo di sviluppo. Rappresentano lo strumento con il quale si offre alle scuole l’opportunità di accedere a risorse comunitarie aggiuntive rispetto a quelle ordinariamente a disposizione.

Per i progetti Pon, infatti, la misura del compenso è stabilita per i docenti in 70 euro lordi l’ora e sarà commisurata all’attività effettivamente svolta. La misura per il tutor, invece, può arrivare fino a 30 euro lordi l’ora. Compensi previsti anche per i dirigenti scolastici e il personale tecnico amministrativo eventualmente coinvolto.

Per calcolare il compenso netto per un docente interno bisognerà togliere Irap e Inpdap per il lordo dipendente. Da quello si tolgono le ritenute e si arriva al netto che è circa la metà (cifra netta poco al di sotto dei 35 euro).

Ecco il calcolo

Il lordo dipendente o “scorporo” si ottiene: importo lordo stato x 100/132,70 = lordo dipendente. Da questo importo si calcoli 8,80 di INPDAP; 0,35 CREDITO DIPENDENTE. Dall’importo si detrae IRPEF (23,27 o 38% a seconda della fascia) e si avranno gli emolumenti netti.

Identico passaggio dovrà essere fatto per il tutor per una cifra poco al di sotto dei 15 euro netti.

Per le altre attività che non sono progetti PON, dunque per le prestazioni aggiuntive o funzionali, ma anche per altre attività realizzate con i fondi del Ministero, si fa riferimento alla tabella 5 del CCNL del 2007  (cifre anche in questo caso al lordo).

Bianchi: la scuola diventi il motore del Paese

da La Tecnica della Scuola

Le Linee Programmatiche del Ministro dell’Istruzione Bianchi, presentate alle Commissioni Cultura di Camera e Senato il 4 maggio, hanno offerto l’opportunità di fare considerazioni nuove e importanti su una nuova Dirigenza scolastica e tecnica, necessaria alla scuola del post-covid per accompagnare le comunità professionali e le Istituzioni scolastiche verso necessarie innovazioni per affrontare con efficacia le sfide del futuro.

Testo presentazione Linee Programmatiche

Testo linee Programmatiche

Nel dibattito scaturito è da apprezzare l’onesta intellettuale del Ministro che, facendo una riflessione su questi primi 20 anni di autonomia funzionale delle Istituzioni scolastiche, non ha risparmiato considerazioni pesanti, ma necessarie per ripartire con il piede giusto, sull’operato tenuto finora da parte del Ministero e degli stessi Dirigenti scolastici.

Non ha avuto, quindi, remore il Ministro ad ammettere che spesso i Dirigenti scolastici sono stati considerati dal Ministero al pari di Dirigenti amministrativi cui inviare “atti troppo dettagliati”, ma contemporaneamente ha stigmatizzato come le “le istituzioni scolastiche non sempre hanno avuto un atteggiamento intraprendente nel valorizzare i propri spazi di autonomia e se pure assurte al rango costituzionale sino ad oggi hanno fatto fatica ad affermarsi compiutamente”.

Dalla necessità di “consentire all’autonomia funzionale delle scuole di esprimersi al meglio, in un armonico rapporto con il territorio e con la comunità” è opportuno, quindi, “liberare le scuole dai troppi adempimenti burocratici, che impediscono alle stesse di liberare le energie nella direzione dell’autonomia della didattica e della ricerca”.

Nelle Linee Programmatiche si riconosce quindi che per ridefinire il ruolo della scuola al servizio della persona e della comunità in cui opera è necessario “rilanciare l’autonomia funzionale delle istituzioni scolastiche e permettere loro di poter erogare servizi adeguati”.

Fine delle reggenze?

La prima condizione per rilanciare l’autonomia, ha ammesso il Ministro “è che ogni istituzione possa contare sulla presenza di un suo dirigente scolastico e per questa ragione saranno banditi nuovi concorsi a cadenza regolare e con logica di programmazione”. Questo passaggio dovrebbe far presupporre che, al di là delle ragioni del dimensionamento. è necessario garantire a ogni Istituzione scolastica la presenza di un Dirigente titolare e dovrebbe finire, di conseguenza, la pratica deleteria delle reggenze?

Dirigenti tecnici

Accanto alla centralità della Dirigenza scolastica, per dare autorevolezza progettuale alle scuole, nelle Linee Programmatiche si riconosce che le “Istituzioni scolastiche, per rafforzare l’autonomia, hanno bisogno di essere supportate da figure professionali specifiche, in modo particolare dai dirigenti tecnici, il cui contingente è attualmente ridotto rispetto alle esigenze di tutte scuole e del territorio. Tali figure sono fondamentali per la qualificazione dell’azione amministrativa in campo educativo, per le funzioni di supporto alla formazione, innovazione e ricerca, per le azioni di monitoraggio, consulenza e accertamento, per la valutazione e il miglioramento del sistema nazionale d’istruzioneEd anche per queste figure si prevede l’espletamento imminente di un nuovo concorso”.

Dirigenti Scolastici e Tecnici e successo scolastico

Queste indicazioni programmatiche per rilanciare l’autonomia delle Istituzioni scolastiche in funzione del successo scolastico degli studenti avvalendosi delle competenze e di un nuovo ruolo dei Dirigenti Scolastici e Tecnici è di buon auspicio e scaturisce anche dal monitoraggio fatto da Indire su 15 dirigenti scolastici titolari del gruppo di scuole che fanno parte di “Avanguardie Educative” e che hanno spinto le loro scuole verso la sperimentazione e le innovazioni didattiche.

Il monitoraggio ha confermato come sia stato determinante e decisivo il ruolo del Dirigente scolastico nel motivare, sostenere, incoraggiare la propria comunità professionale nell’affrontare le innovazioni didattiche avvalendosi anche della collaborazione dei genitori e degli studenti.

Dirigenti scolastici e tecnici possono essere di guida e di sostegno, come “capitani di vela d’altura” per intraprende una “nuova rotta”, che permetta alle scuole di ridefinire il proprio ruolo e la propria funzione.

In questi primi venti anni di “esercizio di autonomia”, erroneamente, si è pensato da parte delle scuole di potersi limitare ad applicare semanticamente il concetto di “autonomia” come possibilità di “autodeterminarsi”, di “autogestirsi” con la conseguenza anche della autoreferenzialità e di un certo monadismo istituzionale. È necessario, invece, per il futuro, cogliere l’opportunità dell’autonomia per cercare di “rideterminare” il proprio ruolo e la propria funzione nei confronti dei bisogni formativi degli studenti e nei confronti della comunità di riferimento in una dimensione di “area vasta” e non di singola istituzione.

I fondi europei

La programmazione dei fondi strutturali europei ci invita alla progettazione di “area vasta”, come prefigurato anche nel decreto legislativo 66 del 2017 che assegna agli ambiti territoriali l’elaborazione di un Piano territoriale per l’inclusione assegnandone ad un dirigente tecnico il coordinamento e facendo prefigurare per esso il ruolo assegnato ad un’Authority territoriale per il successo scolastico.

Dalla nostra capacità e convinzione di voler e poter diventare protagonisti di una nuova sfida per il futuro dipende il successo e la crescita culturale del nostro Paese come ha voluto sottolineare il Ministro assegnando di fronte al Parlamento alla scuola il ruolo di essere il “motore del Paese”.

“I care”, il nuovo motto dell’Europa unita

da La Tecnica della Scuola

Il “mi sta a cuore” del prete-maestro di Barbiana, Don Lorenzo Milani, è un modo diverso per definire il principio di solidarietà che è il cardine dell’Europa dei 27.

Questa citazione della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen nel suo discorso allo “Stato dell’Unione” del 6 maggio, traccia il nuovo percorso, un vero cambio di passo della Comunità Europea che riprende il cammino dopo la grave crisi pandemica che ha travolto il vecchio continente.

Nel maggio 2021 si registrano i seguenti eventi: il Social Summit del 7 maggio ospitato a Porto dalla presidenza portoghese del Consiglio dell’Unione Europea, con l’obiettivo generale di definire l’agenda della politica sociale europea per il prossimo decennio, garantendo di affrontare le sfide del presente e del futuro “senza lasciare indietro nessuno”; il vertice informale dei Capi di Stato e di governo dei 27 Paesi per discutere di questioni sociali, tra cui quelle connesse alla pandemia di Covid-19 il giorno 8 maggio e l’inaugurazione della “Conferenza sul futuro dell’Europa”, proprio il 9 maggio, che celebra la “Giornata Europea” nel ricordo della Dichiarazione del primo ministro francese Robert Schuman, a Parigi nel 1950.

In aprile è stata avviata una piattaforma digitale, nelle 24 lingue ufficiali dell’Unione, che offre a ciascuno la possibilità di iscriversi e prendere parte con le proprie proposte alla  Conferenza  e dai dibattiti  dei rappresentanti delle istituzioni comunitarie, dei Paesi aderenti e dei cittadini  si  dovrebbe giungere a  fornire orientamenti sul futuro dell’Unione cercando strade percorribili per andare incontro alle reali esigenze dei cittadini, che oggi chiedono salute, lavoro, scuola, sicurezza sociale, sostegno alle fragilità. In questo senso l’Ue può rivelarsi un adeguato livello di governance, riacquistando credibilità agli occhi degli europei.

L’Unione europea prova, ancora una volta, a cambiare marcia. La tragedia pandemica rappresenta, tutt’ora, un segnale d’allarme e impone profonde revisioni – non solo al vecchio continente, ma al mondo intero – su diversi piani: sanitario, economico, sociale, ecologico, politico-istituzionale. Il Covid-19 ha confermato che “nessuno si salva da solo” e che i nazionalismi (a partire dai “nazionalismi vaccinali”) sono semplicemente fuori tempo massimo e per nulla produttivi per il bene comune.

Nel rilanciare il motto di Don Milani e nel voler dare concretezza al suo messaggio, si recupera lo spirito e la volontà ricostruttiva pacificatrice dei Padri Fondatori, che a conclusione della seconda guerra mondiale hanno sognato un’Europa unita e solidale, a servizio dell’integrazione comunitaria nell’ottica di un’efficace inclusione sociale.

Nei 12 mesi scorsi, quando si è compreso che la pandemia non avrebbe risparmiato nessuno, si è progressivamente imposta una nuova convinzione: cercare risposte condivise al comune problema sanitario, che nel frattempo stava generando una profonda crisi economica, occupazionale e sociale e tali emergenze hanno trovato risposta nel Next Generation Eu, nel piano da 750 miliardi per fronteggiare la pandemia e i suoi effetti, dando avvio alla “nuova fase” dell’integrazione europea.

L’Italia sarà tra i Paesi potenzialmente più beneficiati da queste nuove politiche, con l’obbligo di sfruttare l’opportunità storica di un cambio di passo sempre rifiutato nei decenni passati.

Ritornano al cuore dell’agenda politica il primato del diritto alla salute e la centralità del lavoro, come pure la sostenibilità ambientale e uno sviluppo tecnologico a misura d’uomo, ma anche ampliamento della ricerca e dell’istruzione utilizzando i nuovi alfabeti tecnologici e digitali.

Adozione Libri di testo

La Nota 12 marzo 2021, AOODGOSV 5272, stabilisce che le adozioni dei testi scolastici, o l’eventuale scelta di avvalersi di strumenti alternativi ai libri di testo, siano deliberate dal collegio dei docenti, entro il 31 maggio 2021, per tutti gli ordini e gradi di scuola, con le modalità previste dalla Nota 9 aprile 2014, AOODGOS 2581.

Prove INVALSI a.s. 2020/2021

Scadenziario a.s. 2020/2021

Ordinanza Ministeriale 19 aprile 2021, AOOGABMI 132
Sospensione delle prove standardizzate per le classi seconde della scuola secondaria di secondo grado

Parere CSPI 8 aprile 2021
Parere sullo schema di ordinanza del Ministro dell’istruzione recante “Sospensione delle prove standardizzate per le classi seconde della scuola secondaria di secondo grado”

SCUOLA SECONDARIA

Le scuole possono scegliere in autonomia le giornate per far svolgere le Prove agli allievi delle classi non campione, in una finestra temporale indicata dall’INVALSI all’interno del periodo di somministrazione, definito a livello nazionale:

  • il grado 13 – dall’1 marzo al 21 maggio 2021 (la data ultima di somministrazione potrà eventualmente essere posticipata a livello di singola scuola in base all’evoluzione della pandemia)
  • il grado 8 – dal 7 aprile al 21 maggio 2021
  • il grado 10: l’Ordinanza Ministeriale 19 aprile 2021, AOOGABMI 132 stabilisce che, limitatamente all’anno scolastico 2020/2021, in considerazione della perdurante, grave emergenza epidemiologica che interessa l’intero Paese, si sospende lo svolgimento delle prove standardizzate per le classi seconde della scuola secondaria di secondo grado.

Le classi campione, invece, seguono una procedura diversa con delle finestre di somministrazione definite a livello nazionale:

  • grado 13
    • dal 2 all’11 marzo
    • dal 15 al 18 marzo
    • dal 22 al 25 marzo
    • dal 14 al 17 aprile
    • dal 26 al 30 aprile
  • grado 8
    • 8, 9, 12 e 13 aprile
    • dal 19 al 22 aprile
    • dal 26 al 29 aprile

NB: In caso di necessità la finestra di somministrazione dei gradi 8 e 13 sarà estesa fino al termine delle lezioni.

SCUOLA PRIMARIA

gradi 2 5 svolgono le Prove nel mese di maggio.

La scuola primaria continua a partecipare alla rilevazione con Prove nella modalità carta e penna, in giornate specifiche per ogni singola disciplina.

La Prova di Inglese riguarda solo gli alunni del grado 5 e si svolge il 5 maggio 2021, mentre le Prove di Italiano e di Matematica riguardano entrambi i gradi scolastici e si tengono rispettivamente il 6 e il 12 maggio 2021. Solo gli allievi delle classi campione del grado 2, al termine della Prova di Italiano, sostengono anche la Prova di lettura a tempo (2 minuti).

Per la scuola primaria sono previste delle sessioni posticipate: il 13 maggio 2021 per la Prova di Inglese del grado 5; il 14 e il 17 maggio 2021, rispettivamente, per la Prova di Italiano e di Matematica di entrambi i gradi scolastici.

GRADO 2II primaria (prova cartacea)

  • Italiano: giovedì 6 maggio 2021
  • Prova di lettura solo Classi Campione: giovedì 6 maggio 2021
  • Matematica: mercoledì 12 maggio 2021

GRADO 5V primaria (prova cartacea)

  • Inglese: mercoledì 5 maggio 2021
  • Italiano: giovedì 6 maggio 2021
  • Matematica: mercoledì 12 maggio 2021

Le date e l’organizzazione delle prove INVALSI 2021 potranno subire variazioni in seguito all’evolversi della situazione sanitaria. Ogni eventuale cambiamento sarà concordato con il Ministero dell’Istruzione e tempestivamente comunicato alle scuole.

Conto consuntivo 2020

la Nota 10 marzo 2021, AOODGRUF 5467, tenuto conto del perdurare dell’emergenza sanitaria in corso e del connesso aumento dei carichi di lavoro delle segreterie scolastiche per adempiere a tutti i protocolli ed i monitoraggi attivati, nonché dell’immissione in ruolo di circa 1.500 Direttori dei Servizi Generali ed Amministrativi (DSGA) neo-assunti, dispone – in via del tutto eccezionale per l’anno 2021 – la proroga di 30 giorni di tutti i termini previsti all’art. 23, commi 1, 2, 3, 4 e 5 del Decreto Interministeriale 28 agosto 2018, n. 129.

Ne consegue che le istituzioni scolastiche provvedono all’approvazione del conto consuntivo 2020 secondo le tempistiche di seguito indicate:

  • entro il 15 aprile 2021, le istituzioni scolastiche predispongono il conto consuntivo e la relazione illustrativa da sottoporre all’esame dei revisori dei conti;
  • entro il 15 maggio 2021, i revisori dei conti esprimono il parere di regolarità amministrativo- contabile sul conto consuntivo con apposita relazione;
  • entro il 30 maggio 2021, le istituzioni scolastiche provvedono all’approvazione del conto consuntivo.

Palermo chiama Italia

Il 23 maggio si celebra l’anniversario della morte di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, del giudice Francesca Morvillo, moglie di Falcone, e degli uomini delle loro scorte Rocco Dicillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Agostino Catalano.

Piano Scuola 2020-2021

MI – Rientriamo a scuola



Emergenza epidemiologica da COVID-19



Piano scuola estate 2021: 510 milioni per attività rivolte a studentesse e studenti


Decreto “Riaperture” (Decreto-Legge 22 aprile 2021, n. 52) approvato dal Consiglio dei Ministri del 21 aprile 2021 e pubblicato nella GU Serie Generale n. 96 del 22-04-2021


DL Contenimento Epidemia

Pubblicato nella GU Serie Generale n.79 dell’1-04-2021 il Decreto-Legge 1 aprile 2021, n. 44, recante ” Misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da COVID-19, in materia di vaccinazioni anti SARS-CoV-2, di giustizia e di concorsi pubblici”


Decreto Sostegni

Pubblicato nella GU Serie Generale n.70 del 22-03-2021 il Decreto-Legge 22 marzo 2021, n. 41, recante “Misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da COVID-19”.

In particolare, dei 300 milioni previsti, 150 milioni serviranno per l’acquisto, sulla base delle esigenze delle singole istituzioni scolastiche, di:  

  • dispositivi di protezione e materiali per l’igiene individuale e degli ambienti, nonché di ogni altro materiale, anche di consumo, il cui impiego sia riconducibile all’emergenza epidemiologica da COVID-19;  
  • specifici servizi professionali per il supporto e l’assistenza psicologica e pedagogica, da rivolgere, in particolar modo, a studentesse e studenti, oltre che al personale scolastico, in relazione alla prevenzione e al trattamento dei disagi e delle conseguenze derivanti dall’emergenza epidemiologica da COVID-19;  
  • servizi medico-sanitari volti a supportare le istituzioni scolastiche nella gestione dell’emergenza epidemiologica, nelle attività inerenti alla somministrazione facoltativa di test diagnostici alla popolazione scolastica di riferimento, all’espletamento delle attività di contact tracing nell’ambito della indagine epidemiologica, anche allo scopo di svolgere una funzione efficace e tempestiva di raccordo con i Dipartimenti di prevenzione delle Aziende sanitarie locali;  
  • dispositivi e materiali destinati al potenziamento delle attività di inclusione degli studenti con disabilità, disturbi specifici di apprendimento ed altri bisogni educativi speciali. 

Il Ministero, dal giorno seguente all’entrata in vigore del decreto legge, comunicherà immediatamente alle istituzioni scolastiche l’ammontare delle risorse finanziarie di cui sono destinatarie per consentirne l’immediato utilizzo. 

Il decreto prevede, poi, per una migliore gestione dell’emergenza e a tutela dei diritti dei lavoratori, che l’assenza dal lavoro del personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario delle istituzioni scolastiche per la somministrazione del vaccino contro il Covid-19 sia considerata giustificata: non determinerà alcuna decurtazione del trattamento economico, né fondamentale né accessorio. 

Gli altri 150 milioni previsti dal decreto serviranno a supportare le istituzioni scolastiche nella gestione della situazione emergenziale e nello sviluppo di attività volte a potenziare l’offerta formativa extracurricolare, il recupero delle competenze di base, il consolidamento delle discipline, la promozione di attività per il recupero della socialità, della proattività, della vita di gruppo delle studentesse e degli studenti anche nel periodo che intercorre tra la fine delle lezioni dell’anno scolastico 2020/2021 e l’inizio di quelle dell’anno scolastico 2021/2022. Le risorse saranno assegnate e utilizzate sulla base di criteri stabiliti in un decreto del Ministro dell’istruzione da adottare entro quindici giorni dall’entrata in vigore del decreto sostegni. La misura opererà in sinergia con le risorse del Programma operativo nazionale “Per la Scuola” 2014-2020. 

Il decreto prevede anche un capitolo da 35 milioni per il Sud destinato all’acquisto di dispositivi e strumenti digitali individuali da concedere in comodato d’uso a studentesse e studenti meno abbienti per le attività di didattica digitale. I fondi potranno anche essere usati dalle scuole del Mezzogiorno per lo sviluppo di ambienti digitali. 


Di seguito le misure previste per la Scuola dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 2 marzo 2021, in vigore dal 6 marzo al 6 aprile 2021.

  • Zone rosse – Dal 6 marzo, si prevede nelle zone rosse la sospensione dell’attività in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia ed elementari. Resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.
  • Zone arancioni e gialle – I Presidenti delle regioni potranno disporre la sospensione dell’attività scolastica:
  1. nelle aree in cui abbiano adottato misure più stringenti per via della gravità delle varianti;
  2. nelle zone in cui vi siano più di 250 contagi ogni 100mila abitanti nell’arco di 7 giorni;
  3. nel caso di una eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico.

Scuola, ecco le misure del nuovo DPCM in vigore dal 16 gennaio al 5 marzo 2021


Il 4 gennaio 2021 il Consiglio dei Ministri approva il Decreto-Legge 5 gennaio 2021, n. 1 che prevede la ripresa dell’attività in presenza, per il 50 per cento degli studenti, nelle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado, a partire dall’11 gennaio 2021.
Dal 7 al 9 gennaio le lezioni si svolgeranno, invece, a distanza, con la didattica digitale.
Per le studentesse e gli studenti della scuola dell’infanzia e del primo ciclo (primarie e secondarie di primo grado) la ripresa avverrà, dal 7 gennaio, in presenza.
Fin qui le disposizioni nazionali. Restano ferme le eventuali disposizioni adottate, con ordinanze territoriali, dalle singole Regioni. (vd. Nota 6 gennaio 2021, AOODPIT 13, Articolo 4 del decreto-legge 5 gennaio 2021, n. 1)


Il 31 dicembre 2020 il Ministero dell’Interno comunica che sono stati approvati dalle prefetture i documenti operativi per la ripresa, dal 7 gennaio, dell’attività didattica in presenza al 50%.


Il 23 dicembre 2020 la Conferenza Unificata approva le Linee guida per la riapertura delle scuole il 7 gennaio 2021: a parziale modifica dell’articolo 1, comma 10, lett. s), del DPCM 3 dicembre 2020, come previsto dalla nota 22 dicembre 2020, AOOGABMI 28290, l’attività didattica, dal 7 al 15 gennaio 2021, sarà garantita in presenza al 50 per cento della popolazione studentesca (Ordinanza Ministero Salute 24 dicembre 2020).


Entro il 21 dicembre rilevazioni andamento emergenza Covid-19


Sintesi delle misure previste per la scuola dal DPCM 3 dicembre 2020


Il Ministero dell’Istruzione invia alle scuole la Nota 5 novembre 2020, AOODPIT 1990 con le modalità di applicazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 novembre 2020. La nota ricomprende indicazioni che vanno dalla didattica digitale integrata, alla scuola in carcere e in ospedale, alla frequenza degli alunni con disabilità e dei figli del personale sanitario.


Firmato il nuovo DPCM 3 novembre 2020: le disposizioni del Decreto si applicano dalla data del 6 novembre 2020, in sostituzione di quelle del Dpcm del 24 ottobre 2020, e sono efficaci fino al 3 dicembre 2020.

Di seguito le tre aree di criticità del Paese e le principali misure restrittive previste dal nuovo DPCM. (Ordinanza Ministero Salute 4 novembre 2020)

Area gialla: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Province di Trento e Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto.
Area arancione: Puglia, Sicilia.
Area rossa: Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta.


La Nota 30 ottobre 2020, AOODPPR 1776, fornisce indicazioni sull’art. 22 del Decreto-Legge 28 ottobre 2020, n. 137, “Ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese, giustizia e sicurezza, connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19”, che prevede ulteriori misure di incentivo al lavoro agile e di sostegno alle famiglie, modificando l’art.21-bis del Decreto-Legge 14 agosto 2020, n. 104 , “Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia”, convertito con modificazioni dalla Legge 13 ottobre 2020, n. 126 (in S.O. n. 37, relativo alla G.U. 13/10/2020, n. 253)

Art. 21-bis – Lavoro agile e congedo straordinario per i genitori durante il periodo di quarantena obbligatoria del figlio convivente per contatti scolastici

1. Un genitore lavoratore dipendente può svolgere la prestazione di lavoro in modalita’ agile per tutto o parte del periodo corrispondente alla durata della quarantena del figlio convivente, minore di anni sedici, disposta dal dipartimento di prevenzione della azienda sanitaria locale (ASL) territorialmente competente a seguito di contatto verificatosi all’interno del plesso scolastico, nonche’ nell’ambito dello svolgimento di attivita’ sportive di base, attivita’ motoria in strutture quali palestre, piscine, centri sportivi, circoli sportivi, sia pubblici che privati, nonche’ nel caso in cui sia stata disposta la sospensione dell’attività didattica in presenza del figlio convivente minore di anni sedici.

2. (…)

3. Nelle sole ipotesi in cui la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile e comunque in alternativa alla misura di cui ai commi 1 e 2, uno dei genitori, alternativamente all’altro, può astenersi dal lavo-ro per tutto o parte del periodo corrispondente alla durata della quarantena del figlio, minore di anni quattordici, disposta dal dipartimento di prevenzione della ASL territorialmente competente a seguito di contatto verificatosi all’interno del plesso scolastico, nonche’ nel caso in cui sia stata disposta la sospensione dell’attività didattica in presenza del figlio convivente minore di anni quattordici. In caso di figli di eta’ compresa fra 14 e 16 anni, i genitori hanno diritto di astenersi dal lavoro senza corresponsione di retribuzione o indennita’ ne’ riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro.(…)


Attuazione DPCM 24 ottobre 2020: inviata Nota 25 ottobre 2020, AOODPIT 1927

Il Ministero dell’Istruzione ha inviato ai dirigenti scolastici una nota per accompagnare l’attuazione del nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 24 ottobre 2020.

Per le scuole dell’infanzia e le istituzioni scolastiche del primo ciclo l’attività didattica resta in presenza. Per le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado la soglia minima di erogazione dell’attività in didattica digitale integrata è incrementata, secondo le nuove disposizioni, ad almeno il 75%, anche qualora le ordinanze regionali rechino un limite inferiore. Particolare attenzione, nell’attuazione della misura, sarà posta agli alunni con disabilità, con disturbi specifici dell’apprendimento e altri bisogni educativi speciali.

Le scuole, spiega la nota, in considerazione della necessità di disporre del tempo sufficiente ad adeguare l’organizzazione didattica alle misure del nuovo Dpcm, provvederanno all’adozione degli atti necessari nella giornata di domani, lunedì 26 ottobre, con efficacia, poi, dal giorno successivo.

Il documento si chiude con un ringraziamento “per il lavoro che la comunità scolastica ha compiuto e per gli sforzi che ogni giorno le istituzioni scolastiche profondono per garantire l’effettività del diritto allo studio delle studentesse e degli studenti, in un momento di estrema complessità per il Paese”.


Attuazione DPCM 18 ottobre 2020: Inviata Nota 19 ottobre 2020, AOODPIT 18960 ai dirigenti scolastici per l’attuazione dell’ultimo DPCM


Di seguito il testo messaggio del 18 ottobre della Ministra riguardo all’approvazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 18 ottobre 2020

La scuola resta aperta. Si continua con la didattica in presenza, come chiedevamo. Sono stati salvaguardati i diritti di studentesse e studenti. Possibile implementazione della didattica digitale integrata e flessibilità sugli orari per le scuole superiori ma solo attraverso interventi mirati.

Ricordiamo che tali misure, per la scuola, non entreranno in vigore da domani, ma fra qualche giorno, per garantire una migliore organizzazione. Nelle prossime ore il Ministero dell’Istruzione darà indicazioni più specifiche alle scuole e alle famiglie.


Nota 14 ottobre 2020, AOODPIT 1870
DPCM 13 ottobre 2020: chiarimenti – Organico Covid, novità normative

Le attività didattiche che si svolgono ordinariamente e non saltuariamente in ambienti diversi da quelli scolastici (ad esempio parchi, teatri, biblioteche, archivi, cinema, musei), anche a seguito di specifici accordi quali i “Patti di comunità”, realizzati in collaborazione con gli Enti locali, le istituzioni pubbliche e private variamente operanti sui territori, le realtà del Terzo Settore, restano regolarmente consentite dopo il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri firmato lo scorso 13 ottobre.

Lo specifica la nota inviata oggi alle scuole che risponde ai quesiti giunti al Ministero in merito all’interpretazione e all’applicazione di alcune disposizioni contenute nel Dpcm. L’articolo 1, comma 6, lettera s) del Decreto recita infatti: “sono sospesi i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, fatte salve le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, nonché le attività di tirocinio di cui al decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca 10 settembre 2010, n.249, da svolgersi nei casi in cui sia possibile garantire il rispetto delle prescrizioni sanitarie e di sicurezza vigenti”.

Ma il Dpcm non è riferito, spiega la nota ministeriale, alle ordinarie attività didattiche organizzate dalle scuole in spazi alternativi ubicati all’esterno degli edifici scolastici per prevenire e contenere la diffusione del contagio e favorire il distanziamento fisico in contesti di azione diversi da quelli usuali.


La Ministra dell’Istruzione ha firmato l’Ordinanza 9 ottobre 2020, AOOGABMI 134 che definisce le modalità di svolgimento delle attività didattiche per gli alunni fragili, ossia le studentesse e gli studenti con patologie gravi o immunodepressi – con particolare attenzione per questi ultimi – che sarebbero esposti a un rischio di contagio particolarmente elevato frequentando le lezioni in presenza. L’Ordinanza è passata al vaglio del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione.

L’Ordinanza punta a tutelare, al contempo, il diritto allo studio e quello alla salute di questi alunni: le scuole potranno fare ricorso, per gli studenti fragili, alla didattica digitale integrata o all’istruzione domiciliare. Nei casi di disabilità grave associata a fragilità certificata, in cui sia necessario garantire la presenza dell’alunno in classe a causa di particolari situazioni emotive, le scuole potranno adottare forme organizzative idonee a consentire, anche periodicamente, la frequenza delle lezioni.

Queste misure saranno applicate utilizzando i docenti già assegnati alla classe di appartenenza e garantendo, in ogni caso, la didattica in presenza per gli studenti con disabilità che non rientrano nella categoria degli alunni fragili.


Il Ministero, con Nota 25 settembre 2020, AOODPPR 1583, informa che, a partire da lunedì 28 settembre, sarà disponibile sul Portale SIDI una nuova funzione per la rilevazione settimanale dei dati relativi ad eventuali contagi ed alle conseguenti misure preventive ed organizzative adottate da ciascuna Istituzione scolastica.


Inviate ai dirigenti scolastici le indicazioni sui lavoratori fragili

Il Ministero dell’Istruzione ha inviato ai dirigenti scolastici la Nota 11 settembre 2020, AOODPIT 1585, con le indicazioni relative alle lavoratrici e ai lavoratori fragili. Un documento che tiene conto delle indicazioni pervenute in materia, con una circolare congiunta, dal Ministero della Salute e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.


Il Ministero dell’Istruzione ha inviato ai dirigenti scolastici la Nota 10 settembre 2020, AOODPPR 1529, sul tema della distribuzione delle mascherine e su altri aspetti di carattere organizzativo e finanziario connessi alle attività per la ripresa dell’anno scolastico.
In particolare, il Ministero ricorda che, a partire dai giorni 27 e 28 agosto 2020, la struttura del Commissario Straordinario per l’emergenza COVID ha avviato la distribuzione di mascherine monouso di tipo chirurgico, gel igienizzante e arredi presso le istituzioni scolastiche. Per quanto riguarda la distribuzione di mascherine e gel igienizzante, il Ministero specifica nella nota che la fornitura di mascherine viene effettuata, a cura della struttura commissariale, per tutto il personale scolastico e per tutti gli studenti e che la distribuzione avviene con cadenza settimanale o bisettimanale, in relazione al numero di alunni e di personale scolastico presenti in ciascuna istituzione scolastica.
Ciascuna istituzione scolastica riceve, dunque, il quantitativo necessario a garantire la copertura del fabbisogno giornaliero di ciascun alunno e di tutto il personale scolastico e le consegne saranno effettuate presso la sede principale dell’istituzione scolastica in precise fasce orarie. La nota riepiloga anche le modalità di fornitura e distribuzione degli arredi. Circa una settimana prima della consegna degli arredi, i referenti indicati dall’istituzione scolastica saranno contattati dall’azienda fornitrice per definire orari e modalità di consegna. L’azienda fornitrice si occuperà del montaggio dei banchi in apposito spazio che dovrà essere predisposto dall’istituzione scolastica.
In attesa del completamento del rinnovo degli arredi scolastici, nel breve periodo, seguendo le indicazioni del CTS e quanto già comunicato il 13 agosto dal Ministero, potrà essere consentito lo svolgimento dell’attività didattica in presenza tramite l’utilizzo della mascherina, strumento di prevenzione cardine da adottare, unitamente alla garanzia di periodici e frequenti ricambi d’aria, insieme con le consuete norme igieniche.


Con Nota 8 settembre 2020, AOOGABMI 11971, “in considerazione del notevole numero di prenotazioni ricevute dai MMG e dalle ASL dei diversi territori regionali e al fine di consentire l’accesso allo screening al numero più alto possibile di lavoratori aventi diritto, si ritiene necessario modificare i termini previsti dalla circolare n. 8277 del 07/08/2020, prorogando la durata del periodo di esecuzione dei test ‘sino al giovedì precedente l’inizio delle attività didattiche nelle singole Regioni’”.


Scuola, recupero apprendimenti ci sarà
Ministero Istruzione

L’articolo 6, cc. 3 e 4, dell’Ordinanza Ministeriale 16 maggio 2020, AOOGABMI 11, applicativa del Decreto-legge 8 aprile 2020, n. 22, convertito con modificazioni dalla Legge 6 giugno 2020, n. 41 (art. 1, c. 2), stabilisce che “le attività relative al piano di integrazione degli apprendimenti, nonché al piano di apprendimento individualizzato, costituiscono attività didattica ordinaria e hanno inizio a decorrere dal 1° settembre 2020 (…) integrano, ove necessario, il primo periodo didattico (trimestre o quadrimestre) e comunque proseguono, se necessarie, per l’intera durata dell’anno scolastico 2020/2021“.

Nota 26 agosto 2020, AOODPIT 1494
Piano di integrazione degli apprendimenti e Piano di apprendimento individualizzato. Indicazioni tecnico operative


Il decreto-Legge 16 luglio 2020, n. 76 “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.178 del 16-07-2020, all’art. 8, comma 8, dispone che: “Il Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19, di cui all’articolo 122 del decreto-legge 17 marzio 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, fino alla scadenza del predetto stato di emergenza, procede, nell’ambito dei poteri conferitigli e con le modalità previste dalla suddetta norma, all’acquisizione e distribuzione delle apparecchiature e dei dispositivi di protezione individuale, nonché di ogni necessario bene strumentale, compresi gli arredi scolastici, utile a garantire l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2020-2021, nonché a contenere e contrastare l’eventuale emergenza nelle istituzioni scolastiche statali (…).”.

In linea con tale norma, la Nota 26 agosto 2020, AOODPPR 1456, informa che a partire dal 27 agosto 2020, inizierà la distribuzione di mascherine e gel igienizzante presso le istituzioni scolastiche. Le consegne saranno effettuate presso la sede principale dell’istituzione scolastica nelle seguenti fasce orarie: 08.00-13.00 / 14.00-18.00.


Decreto Ministeriale 19 agosto 2020, AOOGABMI 103
Destinazione di quota parte delle risorse del Piano nazionale per la scuola digitale per il potenziamento degli strumenti per la didattica digitale integrata


In arrivo 3 milioni di euro per kit e corredi scolastici. Già stanziate risorse per libri gratis: ne usufruiranno oltre 425 mila studenti. Azzolina: “Il Ministero al fianco delle famiglie”

Kit e corredi didattici standard e innovativi, strumenti per la didattica digitale integrata, quaderni, astucci, diari. Sono tutti materiali che potranno essere acquistati dalle scuole con i fondi stanziati dal Ministero dell’Istruzione, quasi 3 milioni di euro, da utilizzare per venire incontro alle necessità delle studentesse e degli studenti meno abbienti delle scuole del primo e del secondo ciclo e dei CPIA, i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti.

Il finanziamento arriverà direttamente alle scuole, in un’unica soluzione, prima dell’inizio dell’anno scolastico. Il Ministero ha già individuato gli Istituti destinatari, dando priorità a quelli con indici più alti relativi a dispersione scolastica e disagio negli apprendimenti e in base allo status socio-economico della popolazione di riferimento. Oggi è partita la nota informativa alle scuole interessate.

In particolare, gli Istituti del primo ciclo individuati per il finanziamento sono 2.114 e potranno acquistare kit didattici che comprendono quaderni, astucci, diari e supporti digitali. Per altre 1.539 scuole del secondo sono previste risorse per il potenziamento della connettività di istituto e degli studenti meno abbienti. I CPIA (86)potranno acquistare kit didattici e supporto alla connettività.

La misura va ad aggiungersi alle risorse già stanziate a inizio luglio dal Ministero per garantire il diritto allo studio di studentesse e studenti delle secondarie di I e II grado in condizioni di svantaggio. Fondi con cui le scuole stanno acquistando libri di testo scolastici digitali e/o cartacei, dizionari, dispositivi digitali, materiali didattici per ragazzi con Bisogni Educativi Speciali (BES) o Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). Le richieste pervenute dagli Istituti rispetto al budget totale consentiranno di dare libri gratis e dispositivi digitalia oltre 425 mila alunne e alunni delle scuole secondarie di primo e secondo grado.

“Questa estate, insieme alle misure e alle risorse per la ripartenza – sottolinea la Ministra Lucia Azzolina – abbiamo voluto dare un segnale concreto alle famiglie in difficoltà. Abbiamo dato soldi direttamente alle scuole per libri e kit didattici. Un finanziamento diretto che consente di venire subito incontro, con acquisti immediati, alle esigenze delle studentesse e degli studenti”.

Libri gratis, il numero di studenti beneficiari per regione:
Abruzzo: 7.554
Basilicata: 5.239
Campania: 74.434
Calabria: 17.370
Emilia Romagna: 21.429
Friuli Venezia Giulia: 5.306
Lazio: 28.906
Liguria: 6.718
Lombardia: 51.076
Marche: 11.305
Molise: 2.096
Piemonte: 26.088
Puglia: 45.920
Sardegna: 10.707
Sicilia: 61.184
Toscana: 21.998
Umbria: 5.896
Veneto: 21.823
Totali: 425.049


Attiva fino al 31 agosto 2020 la rilevazione di fabbisogno di strumentazione tecnologica e connettività presso ciascuna istituzione scolastica (Nota 25 agosto 2020, AOODPIT 1482)


Il Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, con la Comunicazione del 20 agosto 2020, ha invitato il personale dirigente, docente e non docente, in servizio presso tutte le Istituzioni scolastiche del Sistema nazionale di Istruzione, a sottoporsi gratuitamente al test sierologico presso il proprio medico di base, a partire dal 24 agosto 2020 e sino ad una settimana prima dell’inizio delle attività didattiche nelle singole regioni (Nota Ministero della Salute 7 agosto, n. 8722).


Scuola, campagna su test sierologici: al via lo spot tv. Sito dedicato con i materiali per il personale

“Quest’anno la prima prova è la sicurezza!”. È questo il messaggio della campagna di comunicazione dedicata ai test sierologici per il personale della scuola che proseguirà fino al rientro in classe.

La campagna prevede uno spot sintetico con i passaggi da fare per eseguire il test, materiali e una pagina dedicata con tutte le informazioni: https://www.istruzione.it/rientriamoascuola/screening.html.

Il test, ricorda la pagina informativa, è rivolto a tutto il personale docente e non docente che opera nei nidi, nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie del Sistema nazionale di Istruzione e nei percorsi IeFP. Lo screening è gratuito e volontario. L’invito è alla massima collaborazione. Lo spot andrà in onda anche sui canali RAI a partire dalla giornata di domani.

https://youtu.be/R73hBz9WAU0


Dal 24 agosto per le scuole è attivo il numero verde 800903080.

Il servizio raccoglie quesiti e segnalazioni sull’applicazione delle misure di sicurezza e fornisce alle istituzioni scolastiche assistenza e supporto operativo anche di carattere amministrativo. 

L’Help Desk è attivo dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18.

https://www.istruzione.it/rientriamoascuola/help-desk.html


Scuola. Ministero: dall’1 settembre recupero apprendimenti, dal 14 le lezioni. Il 24 agosto parte help desk per gli istituti, su sito disponibile tutta la documentazione

(22 agosto 2020) La scuola riaprirà e le lezioni riprenderanno il 14 settembre grazie allo sforzo di tanti attori in campo. Lo ribadisce il Ministero dell’Istruzione ricordando che già dal primo settembre gli Istituti saranno impegnati nel recupero degli apprendimenti.

Il Ministero sottolinea che in questi mesi è stato fatto un importante lavoro per la ripresa che ha coinvolto tutti i Ministeri interessati, le Regioni, gli Enti locali, gli Uffici scolastici regionali, le scuole, con tutto il personale e i dirigenti scolastici, le parti sociali, le Associazioni di studenti, genitori.

Il 26 giugno scorso sono state presentate al Paese le Linee guida per il rientro che hanno consentito di avviare le operazioni per la ripresa. In vista di settembre sono stati stanziati 2,9 miliardi per consentire: lavori di edilizia scolastica, affitto di nuovi spazi, acquisto di nuovi arredi (2,4 milioni di banchi monoposto saranno distribuiti nelle scuole, un investimento mai fatto con questa portata dallo Stato), incremento di docenti e Ata, formazione del personale, acquisto di strumenti tecnologici.

In questi mesi sono stati siglati con i Sindacati appositi Protocolli di sicurezza. Il Comitato tecnico scientifico per l’emergenza ha aggiornato le proprie disposizioni per la scuola in relazione all’andamento della curva epidemiologica. Si sono svolte decine di riunioni dei Tavoli istituiti presso gli Uffici scolastici regionali del Ministero per monitorare i lavori per la ripresa e tenere un contatto costante con Enti locali, parti sociali, associazioni. Sono state fornite anche Linee guida per la didattica digitale integrata, che fanno tesoro dell’esperienza dei mesi di didattica a distanza che le scuole italiane hanno affrontato reagendo con forza all’emergenza.

Sono state stanziate poi ulteriori risorse che consentiranno di dare a oltre 425mila studenti meno abbienti libri gratis e dispositivi digitali che saranno forniti direttamente dalle scuole, a settembre. Un finanziamento diretto agli istituti che consente di dare subito una mano alle famiglie che sono più in difficoltà, magari proprio a causa dell’emergenza. Un provvedimento mai preso prima.

Ieri è stato pubblicato il documento dell’Istituto superiore di sanità, realizzato grazie a una larga collaborazione istituzionale che ha visto coinvolto anche il Ministero dell’Istruzione, con le regole per la gestione di casi e focolai di Covid-19 nelle scuole. Una guida essenziale per tutta la comunità scolastica.

Il Ministero non ha mai lasciato sola la scuola e continuerà a supportarla in un’ottica di grande comunità al servizio delle studentesse e degli studenti. Da lunedì, anche per questo, partirà un help desk dedicato interamente alla ripresa a cui le scuole potranno rivolgersi in caso di dubbi e quesiti. L’help desk sarà attivo dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18.

Nelle prossime settimane e anche dopo l’avvio delle lezioni proseguirà incessante il lavoro per la scuola, pilastro del Paese, e per il diritto allo studio delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi.


Il 7 agosto pubblicate le Linee Guida per la Didattica Digitale Integrata.


Di seguito il calendario degli incontri tra il Ministero dell’Istruzione e le organizzazioni sindacali:


La Ministra dell’Istruzione ha incontrato il 5 agosto i rappresentanti delle Regioni sulla ripresa di settembre e, in particolare, sul tema dell’organico aggiuntivo dare alle scuole.


Linee Guida 0-6 anni: pubblicato il Decreto Ministeriale 3 agosto 2020, n. 80 di adozione del “Documento di indirizzo e orientamento per la ripresa delle attività in presenza dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia.”


Il decreto-Legge 16 luglio 2020, n. 76, recante “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”, all’art. 8, comma 8, dispone che: “Il Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19, di cui all’articolo 122 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, fino alla scadenza del predetto stato di emergenza, procede, nell’ambito dei poteri conferitigli e con le modalità previste dalla suddetta norma, all’acquisizione e distribuzione delle apparecchiature e dei dispositivi di protezione individuale, nonché di ogni necessario bene strumentale, compresigli arredi scolastici, utile a garantire l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2020-2021, nonché a contenere e contrastare l’eventuale emergenza nelle istituzioni scolastiche statali.(…).”


Si è riunito il 13 luglio, con la presenza della Vice Ministra dell’Istruzione Anna Ascani, il Tavolo nazionale per la ripresa delle attività in presenza del sistema integrato zero-sei, al quale hanno preso parte, oltre alla Direzione degli Ordinamenti del MI, rappresentanti della Conferenza delle Regioni, dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), della Commissione Infanzia, della Federazione Italiana Scuole Materne (FISM), del Gruppo Nazionale Nidi Infanzia e del Coordinamento nazionale per le politiche dell’infanzia e della scuola.

“Abbiamo voluto questo incontro – ha dichiarato la Vice Ministra Ascani – per fare il punto della situazione, individuare le eventuali criticità sulle quali intervenire e predisporre tutto il necessario affinché i servizi per lo 0-6 possano riprendere in maniera regolare. Abbiamo avuto un confronto positivo e siamo tutti consapevoli di quanto sia essenziale garantire i diritti dei più piccoli, perché tutto ciò influisce sul percorso di crescita di ciascun individuo. Continueremo a lavorare condividendo questa importante responsabilità con tutti coloro che operano per questo segmento formativo”.

A quello di oggi seguiranno nei prossimi giorni tavoli tecnici di approfondimento tematico e interlocuzioni con tutti gli attori coinvolti e con le organizzazioni sindacali.


Nel corso della riunione del 7 luglio il CTS risponde ai quesiti del Ministero dell’Istruzione relativi all’inizio del nuovo anno scolastico

Quesiti MI al CTS (verbale n.94 del 07-07-2020)


Le OO.SS. sono convocate il 2 luglio per confrontarsi con il Comitato tecnico scientifico sul protocollo per il rientro a scuola in sicurezza


Il 26 giugno la Conferenza unificata approva il “Piano Scuola 2020-2021”.


Scuola, presentate le Linee guida per settembre

(26 giugno 2020) “A settembre si torna a scuola in presenza e in sicurezza” lo ha detto oggi la Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, presentando le Linee guida per la ripresa insieme al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il testo ha avuto il via libera, questo pomeriggio, anche da parte delle Regioni e degli Enti locali, è immediatamente operativo e verrà ora diramato alle istituzioni scolastiche.

“Le Linee guida sono il frutto di un lungo confronto e di una condivisione con gli attori del mondo della scuola, comprese famiglie e studenti, con le Regioni, gli Enti locali, e ci consentono di fare un lavoro che non guarda solo alla riapertura, ma anche al futuro della scuola. Abbiamo le risorse economiche, gli strumenti, possiamo far sì che la ripartenza sia anche volano di innovazione”, ha aggiunto la Ministra.

“Stiamo dando soluzioni chiare, ma flessibili: ogni scuola è strutturalmente diversa dall’altra, dobbiamo tenerne conto”, ha detto ancora Azzolina. Confermato, durante la conferenza stampa, un miliardo in più per la ripartenza, che consentirà, fra l’altro, di avere un maggiore organico per evitare classi sovraffollate. “Saremo in grado di avere fra docenti e personale ATA 50mila persone in più”, ha anticipato la Ministra.

Una cabina di regia nazionale con compiti di coordinamento e tavoli regionali, insediati presso gli Uffici territoriali del Ministero dell’Istruzione, guideranno le scuole verso la ripresa. Ai gruppi di lavoro parteciperanno i rappresentanti degli Enti locali. Una governance pensata per affiancare i dirigenti scolastici e facilitare le risposte alle loro esigenze. La Ministra Azzolina a partire dalla prossima settimana andrà nelle diverse regioni per partecipare ai tavoli e monitorare l’andamento dei lavori.

Le date di riapertura
Dal primo settembre le scuole riapriranno per il recupero degli apprendimenti delle studentesse e degli studenti che non hanno raggiunto la sufficienza alla fine dell’anno scolastico appena concluso e di tutti gli alunni che i docenti vorranno far partecipare in base alle esigenze della loro classe. Dal 14 settembre cominceranno le lezioni.

Scuole igienizzate e in sicurezza
Le scuole saranno pulite costantemente e ci saranno prodotti igienizzanti, saponi e tutto quanto servirà per assicurare la sicurezza di alunne e alunni e del personale. Per questo scopo sono già stati erogati alle istituzioni scolastiche 331 milioni che potranno essere utilizzati anche per piccoli interventi di manutenzione e arredi innovativi.

Più spazi per la scuola
La scuola che inizierà settembre, per rispettare il distanziamento previsto ad oggi dal Comitato tecnico-scientifico (1 metro di distanza fra le “rime buccali degli alunni”), avrà bisogno di più spazi. Il Ministero ha messo a punto in queste settimane un ‘cruscotto’, un sistema informatico che incrocia i dati relativi a aule, laboratori, palestre disponibili con il dato delle studentesse e degli studenti e la distanza da tenere. Questo strumento consentirà di individuare, comune per comune, scuola per scuola, le priorità di intervento e gli alunni a cui sarà necessario trovare nuovi spazi in collaborazione con gli Enti locali. Uno strumento rapido per poter agire chirurgicamente sulle situazioni più complesse. Secondo i dati dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica ci sono poi circa 3mila edifici scolastici dismessi che possono essere recuperati. Si useranno anche spazi esterni, attraverso patti con il territorio, per una didattica che possa svolgersi anche nei musei, negli archivi storici, nei teatri, nei parchi.

Più didattica laboratoriale e flessibilità
Le linee guida sollecitano una didattica meno frontale e più laboratoriale, in piccoli gruppi e non necessariamente in classe, ma anche in spazi diversi per coniugare la necessità di distanziamento con l’innovazione. Sarà favorito l’acquisto di nuovi arredi, come i banchi singoli di nuova generazione che consentono una didattica più collaborativa. La didattica digitale potrà essere integrata con quella in presenza ma solo in via complementare nella scuola secondaria di II grado.

Priorità a infanzia e alunni con disabilità
Nel lavoro che sarà fatto dalle scuole e ai tavoli regionali massima priorità sarà data ai più piccoli, che più di tutti hanno sofferta la chiusura della scuola in questi mesi e agli alunni con disabilità.

Formazione del personale e informazione
Il personale sarà formato sui temi della sicurezza e anche sulle nuove tecnologie per non disperdere il lavoro fatto durante la chiusura delle scuole per l’emergenza. Ci sarà una campagna informativa sui comportamenti responsabili da tenere che coinvolgerà anche genitori e studenti.

Il Comitato tecnico-scientifico
Le indicazioni su distanziamento, mascherine, misure di igiene sono contenute nei documenti elaborati dal Comitato Tecnico-Scientifico allegati alle Linee guida per le scuole. I documenti saranno aggiornati periodicamente. Il Comitato si è già riservato la possibilità di rivalutare a ridosso della ripresa scolastica la necessità dell’obbligo di mascherina, sulla base dei dati del contagio che via via emergeranno.

Il video della conferenza: https://www.youtube.com/watch?v=xQVCLG-OTzg



Il 24 giugno si svolge in videoconferenza l’incontro tra Ministro, OOSS nazionali e Direttori degli USR, per la presentazione del Piano Scuola 2020-2021 per l’avvio del prossimo anno scolastico.



Azzolina: “Obiettivo è tornare in presenza, Paese se lo aspetta.
Stiamo mobilitando risorse per oltre 4 miliardi”

Il 4 giugno si è svolto un lungo incontro a Palazzo Chigi sulla scuola e sulla ripresa di settembre. L’incontro è stato richiesto dalla Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina e presieduto dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Presenti la Ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture, Paola De Micheli, i rappresentanti delle Regioni, degli Enti locali, delle Organizzazioni sindacali, dei genitori, degli studenti, delle scuole paritarie. 

“L’obiettivo è portare tutti a scuola in presenza. Con particolare attenzione ai più piccoli, che hanno sofferto maggiormente in questo periodo”, ha detto la Ministra in apertura dell’incontro. Quello per la scuola, ha aggiunto “sarà un piano su più livelli che seguirà l’andamento del rischio di contagio”. Il Governo ha ascoltato e raccolto le istanze dei partecipanti. Nei prossimi giorni, anche con la collaborazione degli Enti locali, che invieranno dati aggiornati sull’edilizia scolastica, saranno chiuse le linee guida per la scuola che terranno conto dei numerosi incontri che si sono svolti in queste settimane, del confronto con le parti sociali, del lavoro del Comitato tecnico-scientifico del Ministero della Salute sulle misure di sicurezza e di quello del Comitato di esperti del Ministero dell’Istruzione sugli aspetti didattici. ”Sulla scuola stiamo mobilitando risorse per 4 miliardi. Siamo tutti d’accordo che l’obiettivo di riapertura a settembre è complesso, ma raggiungibile se lavoriamo tutti insieme, ciascuno per la propria parte: il Paese si aspetta da noi che i ragazzi a settembre tornino a scuola”, ha chiuso la Ministra.


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