Contrasto al fenomeno dei diplomifici

“Per contrastare il fenomeno dei diplomifici, il Ministero ha avviato un piano straordinario di vigilanza, mentre sul fronte legislativo stiamo lavorando a misure che evitino il riprodursi di storture nel sistema”. Così il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

Il piano straordinario di vigilanza prevede l’intensificazione dei controlli da parte dei collegi ispettivi. Questi ultimi stanno accertando, in particolare presso alcune realtà della Campania, del Lazio e della Sicilia, il possesso dei requisiti di legge per il riconoscimento e il mantenimento dello stato di scuola paritaria, verificando tra l’altro che gli studenti frequentino con regolarità le attività didattiche, che siano rispettate le procedure amministrative e contabili, che vengano attivati i percorsi di istruzione previsti dall’ordinamento scolastico e che siano stati sottoscritti regolari contratti di lavoro per docenti e personale ATA.

Inoltre, sono in corso di presentazione, nell’ambito di un prossimo disegno di legge governativo, diverse misure normative che prevedono: l’adozione del registro e del protocollo elettronico per attestare le presenze degli studenti e impedire la registrazione in data anteriore di iscrizioni che avvengono successivamente, la limitazione numerica alla costituzione delle classi quinte collaterali – con la disciplina, peraltro, di una specifica procedura autorizzatoria con termini certi -, l’individuazione del numero minimo di studenti per la costituzione delle classi dei vari anni di corso e l’effettuazione degli esami di idoneità per non più di due anni di corso nello stesso anno scolastico, con previsione di un presidente di commissione d’esame esterno alla scuola. Non sarà più possibile, quindi, recuperare tre o quattro anni di scuola secondaria di secondo grado con un solo esame, come spesso viene pubblicizzato in rete.

A tutto questo si aggiunge l’imminente firma di un Protocollo d’intesa con la Guardia di Finanza che ha l’obiettivo di potenziare le attività d’indagine.

“Si tratta di interventi fondamentali e non rinviabili, che consentiranno di valorizzare il ruolo delle tante scuole paritarie che operano correttamente nell’ambito del sistema nazionale di istruzione”, conclude Valditara.

Subito la revisione del nomenclatore ausili

Associazione paraplegici Roma e Lazio: “Subito la revisione del nomenclatore ausili”

Redattore Sociale del 06/12/2023

ROMA. L’Associazione paraplegici di Roma e del Lazio sostiene la battaglia delle aziende ortopediche per la revisione immediata del nomenclatore delle prestazioni di assistenza protesica erogabili nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, che in 25 anni ha avuto un solo aggiornamento. “Una ricerca Swg sul Ssn e le persone con disabilità ha messo in evidenza il diffuso malcontento dei cittadini con disabilità verso il Sistema sanitario nazionale: 8 su 10 ritengono di non ricevere risposte adeguate- scrive in una nota l’Associazione paraplegici di Roma e del Lazio- Tra queste gioca un ruolo fondamentale il capitolo che riguarda ausili, protesi e ortesi. Il quadro è deprimente. Solo per fare un esempio, c’è il ricorso a gare al massimo ribasso per i monouso col risultato di erogare prodotti inadeguati. Ci sono poi tariffe antidiluviane che spesso costringono le persone con disabilità a dover mettere le mani in tasca per accedere a prestazioni minimamente qualitative. Chi non se lo può permettere, e sono la maggioranza, si accontenta di prodotti che per dire delle stesse aziende ortopediche sono ‘nati vecchi’. Il risultato è che è più difficile raggiungere l’autonomia possibile, talvolta mettendo a rischio la stessa salute. Trattandolo esclusivamente come mercato, si è rinunciato al ruolo pubblico di guidare la scelta del prodotto più appropriato per la compensazione della menomazione, per la prevenzione di ulteriori danni alla salute e per il diritto alla mobilità. Si è rinunciato al fine concentrandosi sul mezzo”.

Di qui il sostegno dell’Associazione alla battaglia intrapresa dalle aziende ortopediche. “Il ricorso al Tar del Lazio della Fioto- si legge ancora nel comunicato- ha il pregio di rimettere al centro il tema degli ausili, facendolo riemergere dall’oblio in cui è stato colpevolmente lasciato per troppi anni”.

“La promozione della salute così perde ogni significato – dice Pietro Vittorio Barbieri, presidente dell’Associazione paraplegici di Roma e del Lazio – L’equità assume una connotazione farsesca. Occorre ritrovare il senso e il valore dell’intervento pubblico per l’autonomia e l’indipendenza delle persone con disabilità, risvegliando coscienze ad ogni livello, politico, professionale e della società civile organizzata, e richiamando ogni livello istituzionale al suo compito”. (DIRE)

Riconosciuta alla Scuola la dovuta autorevolezza

Riconosciuta alla Scuola la dovuta autorevolezza e garantito il necessario sostegno ai suoi operatori

Quello che accade in questo periodo fa rabbrividire. La scuola, i ragazzi, le famiglie stesse sono coinvolte sempre più in spirali di violenza che rasentano l’assurdo. Docenti maltrattati, aggressività palese tra giovani, abbandono di ogni sorta di rispetto verso le cose e verso le persone sono solo una parte degli esempi che potremmo portare. Adesso siamo di fronte ad un bivio decisivo per l’istituzione scolastica e non solo: o si cerca immediato rimedio a questa sorta di deriva comportamentale o ci troveremo al cospetto di una escalation incontrollabile che dalle giovani generazioni arriverà inevitabilmente in ogni aspetto della Società”

Queste le parole del Segretario Nazionale UGL Scuola, Ornella Cuzzupi, nell’analizzare gli ultimi episodi violenti che si sono evidenziati nella scuola e tra compagni di scuola.

“Parlare di queste cose fa male, tanto male. Ma ora, accanto alla costernazione e all’amarezza, è il momento di prendere atto che serve un’inversione di rotta precisa e decisa. Il Ministro Valditara con la Direttiva dello scorso novembre scorso relativa alla “Educazione alle relazioni” ha fornito un input molto importante in merito alle necessità di attivare azioni educative mirate alla cultura del rispetto. Accanto a ciò occorre però che siano stabiliti importanti e immutabili principi per rimettere il tutto nei corretti binari”.

Il Segretario Nazionale, comunque, non si limita ad enunciazioni di sorta, ma definisce con precisione il suo pensiero in merito: “Il primo e irrinunciabile presupposto è quello di assicurare alla scuola il proprio ruolo di autorevolezza che non significa certo un ritorno a vecchi canoni bensì ad un riconoscimento intrinseco del valore educativo offerto dai docenti e da tutto il personale impegnato nell’Istituzione. I docenti, i dirigenti, il personale ATA, nell’ambito delle proprie mansioni hanno tutti una responsabilità enorme che è quella di contribuire alla formazione delle giovani leve e, quindi, della nostra Italia. Un compito che lo Stato deve preservare e sostenere attraverso una costante e continua opera sinergica tra Ministero e strutture territoriali. Accanto a ciò occorre ribadire il concetto che l’istituzione scolastica, oltre alla didattica, deve contribuire anche ad un’adeguata educazione sociale e questo non può né deve essere un principio negoziabile. Le stesse famiglie – continua Cuzzupinon possono esondare dai propri ambiti e, in una dialettica certo aperta e democratica, occorre lasciare ai docenti e ai dirigenti il compito di valutare e indicare i percorsi da seguire, compresi eventuali provvedimenti disciplinari assunti non come mera punizione, ma come stigmatizzazione di un comportamento non corretto. Forse per qualcuno potremmo persino apparire anacronistici, ma l’esperienza, la capacità di ascoltare il personale scolastico, le famiglie e gli stessi ragazzi insieme all’’analisi di ciò che accade impone questo discorso, ne va del futuro del nostro Paese e dei nostri figli”.  

Federazione Nazionale UGL Scuola

La legge del “taglione” s’abbatte su 600 scuole, solo in Sicilia 93: il via libera di Consulta e Consiglio di Stato rianima le proteste

da La Tecnica della Scuola

Di Alessandro Giuliani

Monta la protesta contro l’accorpamento e la sparizione degli istituti scolastici con un numero ridotto di iscritti. Certo parliamo di un “mini-dimensionamento”, che non ha nulla a che vedere con la cancellazione di ben oltre 2.000 istituti, derivante dalle politiche taglia-spesa pubblica dell’accoppiata Gelmini-Tremonti. È un dato di fatto, però, che il venire meno di oltre 600 scuole autonome in pochi anni, così come stabilito dalla Legge di Bilancio di un anno fa, sta facendo venire più di qualche mal di pancia.

Paradossalmente, dopo i recenti ‘no’ espressi prima dalla Corte Costituzionale – che ha respinto i ricorsi di Toscana, Emilia Romagna e Puglia – e poi dal Consiglio di Stato – che ha confermato le riduzioni in Campania- le contestazioni regionali e provinciali hanno preso ancora più piede. Soprattutto dagli enti locali guidati dal centro-sinistra.

Ha fatto “rumore”, prima di tutto, la lettera inviata pochi giorni fa da tutti i sindacati regionali della scuola Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda e Anief alla Regione Lazio che ha emanato la proposta di modifica di Deliberazione sulle “Linee guida della Regione sulla programmazione della rete scolastica anno scolastico 2024/25”.

Secondo le organizzazioni dei lavoratori quello che si sta realizzando nel Lazio “è un colpo di mano, con il taglio di 37 autonomie”.

La lista dei tagli locali

L’Emilia Romagna perderà 20 scuole: il governatore, Stefano Bonaccini, ha annunciato che “alla luce della sentenza della Corte Costituzionale convocheremo subito una riunione con le Province e gli Enti locali. E inviteremo anche il ministro dell’Istruzione Valditara, perché spieghi in prima persona agli amministratori locali le ragioni di questi tagli e i criteri indicati dal Governo; tagli che noi riteniamo profondamente sbagliati e criteri che restano discriminatori”.

In Sicilia è stato stabilito che verranno soppresse quasi 100 scuole: 19 istituti a Palermo, altrettanti a Catania, 11 a Messina, 7 a Caltanissetta, 5 ad Enna, 9 ad Agrigento, 9 a Trapani, 6 a Ragusa e 10 a Siracusa.

Secondo Francesca Bellia segretaria generale Cisl Scuola Sicilia “l’assessore regionale all’Istruzione Turano poteva fare meglio e di più, se avesse ascoltato e preso a riferimento le proposte definite dai territori. Nel Piano esitato registriamo contraddizioni che possono avere ricadute negative sulla rete scolastiche, visto che la Regione non ha voluto definire un quadro coerente e lineare rispetto alle proposte definite dalle Conferenze, e che per diverse realtà, non tiene conto dei criteri e parametri indicati dalla normativa ministeriale”. Secondo Bellia, quindi, l’operato della regione Sicilia “rischia di inserire elementi di discrezionalità nelle scelte operate”.

Il risultato, conclude la sindacalista Cisl Scuola, è che siamo “molto preoccupati” perchè “a risentirne sarà la qualità del servizio scolastico nella nostra regione”.

Nel frattempo, ha raggiunto 3mila firme in pochi giorni la petizione lanciata su Change.org da Usb scuola contro la scomparsa di 17 scuole a Palermo e provincia: “Le conseguenze del dimensionamento scolastico, che a Palermo coinvolgerà 17 scuole, saranno pesanti – dicono dalla Cgil – , oltre alla soppressione delle autonomie delle scuole, la riorganizzazione avrà effetti immediati non solo per dirigenti scolastici e direttori dei servizi generali e amministrativi ma anche colpirà gli assistenti amministrativi e i collaboratori scolastici, che in alcuni casi dovranno cambiare sede di lavoro”.

In Toscana, l’assessore all’Istruzione Alessandra Nardini spiega che “la Consulta ha ritenuto di fare una scelta diversa da quella da noi auspicata: ne prendiamo atto e agiremo necessariamente di conseguenza. Questo non cambia però, neanche di un millimetro, la nostra posizione: non condividiamo la scelta politica fatta a livello nazionale, non condividiamo che sulla scuola pubblica si tagli”.

In Campania, una delle regioni più martoriate dall’accorpamento di scuole, l’assessore all’Istruzione Lucia Fortini si è detta “amareggiata” perchè “il Ministero ha vinto e dunque si potranno tagliare scuole in Campania, contratti di dirigenti scolastici, di docente e personale Ata. Credo che ogni volta che si taglia anche un solo euro per l’istruzione, sia una sconfitta per la nostra comunità”.

La riduzione di scuole è generalizzata. La Giunta regionale del Veneto ha previsto per il prossimo anno il taglio di 32 autonomie scolastiche. In Liguria il taglio prevede 16 autonomie scolastiche in meno.

A Potenza solo due giorni fa Cgil e Uil sono scesi in piazza anche contro la decisione di sopprimere alcuni istituti autonomi. In Molise il taglio farà venire meno otto istituzioni scolastiche sulle 52 attuali

La difesa del ministro Valditara

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, dal canto suo, non sembra volere tornare indietro: quello che abbiamo stabilito “è un richiesta dall’Europa”, che però, a differenza di quanto si dice in giro, “non prevede la chiusura di plessi ma solo l’ammodernamento del nostro assetto organizzativo, attraverso l’eliminazione progressiva delle reggenze”.

Il titolare del Mim non ha dubbi: “Grazie a questa riorganizzazione avremo scuole più efficienti e risparmi per 88 milioni di euro; risorse che potranno essere reinvestite per il personale scolastico e non solo. Parlare di un dimensionamento che farà sparire sedi, attraverso smembramenti e accorpamenti di plessi, con la sparizione di scuole nelle aree più interne del Paese e creando classi più affollate, è semplicemente falso”, chiosa Valditara.

Viaggi di istruzione, in arrivo agevolazioni per le famiglie in difficoltà economica: cosa fare in attesa dell’attivazione del servizio

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

A breve sarà disponibile il servizio per agevolare la partecipazione degli studenti ai viaggi di istruzione e alle uscite didattiche.

Lo prevede la direttiva n. 6/2023, con la quale il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha destinato, per l’anno scolastico 2023/2024, 50 milioni di euro per consentire alle scuole di coinvolgere il numero più ampio possibile di studentesse e studenti in viaggi di istruzione e visite didattiche.

La misura è rivolta alle istituzioni scolastiche e educative statali, primarie e secondarie di primo e secondo grado. Tali risorse saranno ripartite fra le scuole beneficiarie sulla base di criteri oggettivi e trasparenti che terranno conto dell’indicatore ISEE delle famiglie. Quindi, i fondi saranno destinati a studenti e studentesse provenienti da famiglie economicamente svantaggiate.

Quando presentare la domanda?

Al momento, le tempistiche per presentare le domande non sono ancora note, per cui bisognerà attendere una comunicazione del Ministero di attivazione del servizio sulla piattaforma UNICA.

Cosa serve?

Affinché la domanda sia valutata sarà necessario che sul portale INPS sia presente una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) in corso di validità.

Se non si hauna Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) in corso di validità sarà necessario presentare una nuova DSU per richiedere l’agevolazione. Lo si può fare in diversi modi, anche online attraverso il servizio INPS dedicato alla dichiarazione: compila la DSU, oppure acquisisci la DSU precompilata.

In caso di più figli?

Per chi ha più figli in età scolare sarà possibile inviare una domanda per ciascuno di loro. La misura riguarda tutti gli studenti e le studentesse iscritti alle istituzioni scolastiche ed educative statali, primarie o secondarie di primo e secondo grado.

Come si verifica di aver ottenuto l’agevolazione?

Una volta inviata la domanda, verrà controllata la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) registrata sul portale INPS: le famiglie con ISEE al di sotto della soglia determinata dal Ministero potranno beneficiare dell’agevolazione.

Si potrà verificare di aver ottenuto l’agevolazione dall’area personale, nella sezione Strumenti, secondo le tempistiche che saranno comunicate dal Ministero.

Come si riceverà il contributo?

Chi avrà diritto all’agevolazione, potrà accedere alla copertura, parziale o totale, delle spese necessarie per partecipare a uscite didattiche o viaggi di istruzione.

Le scuole, infatti, sulla base delle risorse disponibili e del numero dei beneficiari, provvederanno a sostenere, parzialmente o interamente, i costi relativi alle uscite e ai viaggi di istruzione.

Assemblee sindacali in video conferenza

da Tuttoscuola

Il 30 novembre 2023 presso l’A.Ra.N. le Confederazioni sindacali rappresentative hanno sottoscritto il Contratto collettivo nazionale quadro (CCNQ) di ripartizione dei distacchi e dei permessi tra le associazioni sindacali rappresentative nei comparti e nelle aree di contrattazione per il triennio 2022 – 2024.

Oltre alla definizione del numero dei distacchi e delle ore di permesso, sono state integrate alcune disposizioni del precedente CCNQ, tra cui:

All’art. 4 (Diritto di assemblea) del CCNQ 4/12/2017 dopo il comma 1 è inserito il seguente: “1 bis. Fermo restando quanto previsto dai commi 1, 2, 3 e 4, è possibile che l’assemblea si svolga in modalità videoconferenza”.

Precisiamo che le due disposizioni riguardano tutti i comparti, scuola compresa.

Attualmente le assemblee sindacali prevedono la preventiva comunicazione al dirigente scolastico di adesione da parte del personale scolastico, senza tuttavia che vi sia l’obbligo di giustificare la partecipazione.

Ovviamente l’adesione all’assemblea, a differenza della adesione allo sciopero, non comporta alcuna trattenuta sullo stipendio per chi abbia dichiarato di volervi partecipare, anche se non vi partecipa in presenza o in videoconferenza.

L’assemblea in videoconferenza consentirà di starsene a casa o di fare altro.

A Trento un sindacato provinciale ha anticipato l’accordo prevedendo un’assemblea per via telematica di 4 ore (come consentito dal contratto integrativo provinciale) per il 7 dicembre, alla vigilia del ponte dell’Immacolata.

Senza voler fare del moralismo facile, il giusto diritto di assemblea non può e non deve diventare in nessun caso una scelta di comodo a danno di alunni e famiglie, privati di un servizio.

Decreto Ministeriale 6 dicembre 2023, AOOGABMI 237

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE E DEL MERITO

Disposizioni in merito alla definizione del programma triennale di utilizzazione delle risorse del Fondo per l’istruzione tecnologica superiore di cui all’articolo 11, comma 1, della legge 15 luglio 2022, n. 99.

Disposizioni in merito alla definizione dei criteri e delle modalita’ di ripartizione delle risorse del Fondo per l’istruzione tecnologica superiore. (24A00305)

(GU Serie Generale n.19 del 24-01-2024)

Decreto Dipartimentale 6 dicembre 2023, AOODPIT 2575

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione generale per il personale scolastico

Concorso per titoli ed esami per l’accesso ai ruoli del personale docente
della scuola secondaria di primo e di secondo grado su posto comune e di
sostegno, ai sensi dell’articolo 3, comma 7, del Decreto ministeriale 26 ottobre 2023, n. 205

Decreto Dipartimentale 6 dicembre 2023, AOODPIT 2576

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione generale per il personale scolastico

Concorso per titoli ed esami per l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola dell’infanzia e primaria su posto comune e di sostegno, ai sensi del Decreto ministeriale 26 ottobre 2023, n. 206

Empowering schools with digital skills

Scuola, a Roma la conferenza internazionale Eminent su Digital e Intelligenza Artificiale 

Il 5 e 6 dicembre, presenti oltre 30 Ministeri dell’Istruzione europei

Si svolge a Roma, il 5 e 6 dicembre, la conferenza internazionale EMINENT 2023 (Expert Meeting in Education Networking), evento di punta di European Schoolnet, la rete europea composta da 33 Ministeri dell’Istruzione.

L’edizione di quest’anno, dal titolo “Empowering schools with digital skills”, è organizzata da European Schoolnet in collaborazione con INDIRE, presso il Centro Congressi Fontana di Trevi, alla presenza dei rappresentanti dei Ministeri dell’Istruzione europei, di partner del settore pubblico e privato e di stakeholder legati al mondo dell’istruzione.

Il 2023 è l’anno europeo delle competenze e questo evento rappresenta l’opportunità per riflettere su come i diversi Paesi europei stanno preparando i propri sistemi educativi per ridurre il divario digitale. L’evento metterà in risalto l’importanza della partnership e della collaborazione con gli istituti di istruzione, l’industria Ed-Tech e altri attori chiave a tutti i livelli per soddisfare le esigenze di competenze nuove ed emergenti. 

L’evento vuole riunire idee e best practices su ciò che concerne la trasformazione digitale nell’ambito dell’istruzione, sia nei singoli Paesi sia a livello europeo. L’obiettivo è quello di esaminare le competenze che sono indispensabili oggi per portare la digitalizzazione all’interno delle aule nel segno di quella transizione che la rende un concreto alleato del processo formativo dei futuri cittadini europei. 

La mattina di martedì 5 dicembre, i rappresentanti del Ministero dell’Istruzione e del Merito daranno avvio ai lavori insieme a Marc Durando, direttore esecutivo di European Schoolnet, a Georgi Dimitrov, capo della ‘Digital Education’ Unit, all’interno della Direzione Generale dell’Istruzione, della Gioventù, dello Sport e della Cultura, della Commissione Europea e a Serena Lippi, Consigliere Diplomatico del Ministro dell’Istruzione e del Merito. La Presidente INDIRE Cristina Grieco interverrà con uno sguardo di insieme sulle attività di ricerca condotte in ambito europeo, per chiudere la conferenza. 

In rappresentanza di INDIRE, membro del Consorzio EUN sin dal 1996, partecipano ai lavori diversi dirigenti di ricerca e ricercatori, tra cui Elisabetta Mughini e Jessica Niewint Gori che contribuiscono al dibattito in merito ai processi di digitalizzazione della scuola italiana e alla formazione degli insegnanti nell’era dell’Intelligenza Artificiale. Nel corso dei tavoli di discussione vengono riportati i principali risultati del progetto di monitoraggio AI4T (Artificial Intelligence for and by Teachers) sull’uso dell’intelligenza artificiale in ambito educativo, condotto dal Ministero francese, dal CNR e dall’INDIRE, insieme a molti altri Ministeri dell’Istruzione europei.  

I risultati del progetto AI4T rivelano che, nonostante la presenza di un piccolo gruppo che esprime apprensione e paura verso le nuove tecnologie, la maggior parte degli insegnanti ha una percezione favorevole degli strumenti di intelligenza artificiale. Questi vengono ritenuti facili da usare e in grado di soddisfare le diverse esigenze nei vari aspetti del loro lavoro come le attività amministrative, la creazione di contenuti didattici e il monitoraggio delle attività degli studenti. In generale, a fronte di questi atteggiamenti diversi, unanimemente si riconosce che i cambiamenti imposti dall’innovazione digitale richiedono consapevolezza da parte di tutti gli attori del sistema. 

Nel corso dell’evento vengono inoltre presentati i risultati di un’indagine condotta da European Schoolnet sulla comparazione delle competenze digitali nei vari Paesi europei. 

Conference Hashtag: #EMINENT2023