Festa del lavoro, disabilita’ esclusa: meno del 20% ha un impiego
Denuncia della Fish: la presenza di limitazioni funzionali continua ad esercitare un forte impatto sull’esclusione dal mondo lavorativo. Circa il 70% delle persone con disabilità è inattiva. E la situazione è più grave per le donne. Falabella: “Si emanino presto Linee guida per il collocamento mirato”.
ROMA. La Festa del Lavoro non è per tutti: secondo l’Istat, meno del 20% delle persone con disabilità tra i 15 e i 64 anni risulta occupata. Lo ricorda la Fish, alla vigilia del Primo maggio, evidenziando anche che la quota degli inattivi appare più che doppia tra le persone con disabilità rispetto a quella osservata nell’intera popolazione (quasi il 70% contro circa il 31%). La situazione si aggrava se alla condizione di disabilità si aggiunge anche la differenza di genere: le donne con disabilità risultano più discriminate nel mondo del lavoro sia rispetto agli uomini con disabilità, sia nei confronti delle altre donne senza disabilità.
Quanto alle condizioni di lavoro, l’Ottava Relazione al Parlamento sull’applicazione della legge 68/99 rileva che “i rischi a cui sono esposte le persone con disabilità riguardano l’assunzione con i contratti di lavoro precario e l’attribuzione di basse qualifiche”. E’ evidente, per la Feish, che ci sia una “urgente necessità di modificare le politiche, i servizi, gli incentivi, i controlli per una reale inclusione lavorativa”. A partire dall’emanazione delle Linee guida per il collocamento micrato, come ricorda il presidente della Fish Vincenzo Falabella, “previste dal decreto legislativo 151/2015, uno strumento di indirizzo essenziale. Ma manca anche un’altra importante attuazione di quello stesso decreto – aggiunge: la costituzione della Banca dati sul collocamento, strumento fondamentale per il controllo e per le politiche attive. Entrambi gli atti spettano al Ministero del Lavoro cui FISH si rivolge ancora una volta per sollecitarne l’adozione. Si ricerca e richiede inclusione anche per uscire dal ghetto dell’assistenzialismo – conclude – Si invoca una cultura nuova fondata sui diritti umani e sulle pari opportunità, una visione che produca effetti reali e ricadute concrete sulle condizioni di vita di migliaia di persone con disabilità”.
Controlli biometrici e valutazione dei dirigenti: inaccettabili le dichiarazioni della ministra Bongiorno
In un intervento nella trasmissione Agorà del 23 aprile scorso chiarite le vere finalità del Piano per la concretezza che il Parlamento si appresta ad approvare.
L’approvazione definitiva alla Camera del ddl concretezza, contenente
tra le altre le misure per la rilevazione biometrica delle presenze dei
dirigenti scolastici, ha sollevato le forti proteste della categoria,
soprattutto per la palese contraddizione presente in un emendamento
che se da una parte ha riconosciuto l’inutilità e la difficoltà ad
applicare obbligo alle scuole, vista la particolarità del lavoro che in
quei luoghi si svolge, dall’altra non ha previsto l’esclusione di tutto
il personale scolastico dall’obbligo di rilevazione.
La norma è particolarmente invisa ai dirigenti scolastici che, come abbiamo già denunciato, sono stati assimilati ai “furbetti del cartellino”, pur non essendo tenuti a timbrarlo perché non hanno un orario di servizio definito contrattualmente.
Nonostante le rassicurazioni sul fatto che si trattasse di una misura legata a ragioni di sicurezza, nell’intervista alla trasmissione Agorà, la ministra Bongiorno ha esplicitato le vere finalità del suo provvedimento che, è evidente, non riguarda solo il controllo degli accessi su cui oggi si concentrano le proteste, ma prevede
un disegno più ampio che intende istituire un controllo, attraverso la
valutazione, sull’operato delle scuole e dei dirigenti scolastici.
“Gli stipendi dei dipendenti pubblici sono pagati dalla collettività” ha dichiarato la Bongiorno,
“Io sono ministro della Pubblica Amministrazione e ho il dovere di
garantire che se diamo dei soldi ai dipendenti pubblici ovviamente
questi soldi vadano a buon fine.
E ancora: “I dirigenti, non so se lei lo sa, non hanno orario di
lavoro. E va bene, nessuno glielo sta introducendo. Io scrivo in questa
norma, vorrei soltanto che voi adeguaste la vostra prestazione alle esigenze dell’ufficio. Non vi dico che dovete andare di più in ufficio o di meno. Voglio, per un’esigenza di trasparenza, verificare, visto che state su più strutture, come destinate il vostro tempo. /…../Io non ce l’ho né con i dipendenti, né con i dirigenti. So soltanto che la Pubblica Amministrazione non va benee nella valutazione dei dirigenti vedo sempre delle eccellenze e dei 100. C’è qualcosa che non funziona /.…../ Per me, intanto se cominciamo a vedere dove destinano il loro tempo cominciamo a capire perché alcune cose non funzionano. Potrebbe essere importante per dare loro dei suggerimenti. Non sto mettendo un orario di lavoro. Voglio solo verificare come destinano il tempo. Mi piacerebbe anche che una valutazione anziché essere fatta così “fai da te”, fosse fatta da soggetti esterni. Non è punitivo”.
Si tratta evidentemente di molto di più del controllo delle presenze per motivi di sicurezza!
Siamo di fronte all’ennesimo tentativo di aggressione nei confronti dell’autonomia delle scuole e dei dirigenti scolastici che è palesemente sotto attacco su più fronti, non solo su quello dell’autonomia differenziata.
Dopo il tentativo della legge 107 di curvare in senso autoritario il
profilo del dirigente scolastico, facendone un’autorità salariale a sua
volta soggetta alla valutazione dell’amministrazione, l’attuale
governo ci riprova con il ddl concretezza e introduce il controllo
quotidiano sui dirigenti scolastici e la valutazione affidata ad esperti
esterni scelti dai decisori politici, partendo dalla
convinzione – che nell’intervista alla Bongiorno viene fuori
ossessivamente – che i dirigenti non facciano il loro dovere fino in
fondo, ingannando la collettività che eroga i loro stipendi.
Che questa fosse la considerazione che il Governo ha della dirigenza
scolastica lo avevamo già intuito dalle esternazioni di qualche politico
della maggioranza. Ora, con le misure del ddl concretezza, assistiamo
all’ultimo di una lunga serie dei provvedimenti contro la dirigenza
scolastica, la più strategica delle dirigenze pubbliche, perché legata alla garanzia costituzionale del diritto allo studio, ma la più esposta a responsabilità sulla
sicurezza degli edifici, sulla trasparenza degli atti, sui controlli
dell’obbligo vaccinale, sull’obbligo di reggenza delle altre scuole, la più vessata da oneri amministrativi estranei al servizio di istruzione ma scaricati continuamente sulle scuole, la meno pagata di tutte le altre.
La FLC, con la proclamazione unitaria dello stato di agitazione della
categoria, intende ribadire e rafforzare la propria determinazione a difendere l’autonomia della dirigenza scolastica che è un tutt’uno con la difesa dell’autonomia delle scuole.
Confermiamo perciò la mobilitazione dei dirigenti scolastici
e chiediamo loro di continuare a sostenere le iniziative messe in
campo, rinnovando l’invito a far sentire la loro voce sui social con
l’hashtag #iocisono, e a inviare via twitter una foto della
loro impronta digitale ai Presidenti della Commissione 7° e 11° del
Senato, @mariopittoni e @CatalfoNunzia e a @bussetti_marco, per
sottolineare lo stato d’animo della categoria a chi si appresta a votare
in via definitiva il ddl.
Vogliamo dare un segnale del grande disagio della dirigenza
scolastica e lo manifesteremo davanti al Senato, nel giorno in cui si
discuterà del ddl concretezza.
Nella notte tra il 23 e 24 aprile, a Palazzo Chigi, è stata
sottoscritta un’Intesa con tutte le OO.SS. rappresentative del mondo
della scuola nella quale il Governo si impegna a trovare una soluzione
alle maggiori criticità evidenziate nella piattaforma dello sciopero
proclamato per il 17 maggio. Nel testo dell’Accordo è presente anche il riconoscimento del ruolo e della funzione dei dirigenti scolastici ma ci aspettiamo che a questa dichiarazione facciano presto seguito atti concreti da parte del Ministro a tutela del CCNL sottoscritto in ipotesi da quasi 5 mesi, delle condizioni di lavoro dei dirigenti scolastici sempre più insopportabili e delle loro retribuzioni bloccate dalla mancata certificazione del FUN 2017/2018.
Rispetto ai contenuti del ddl concretezza la FLC CGIL ha
presentato un emendamento finalizzato all’esclusione di tutto il
personale del comparto Istruzione e Ricerca dall’obbligo di controllo
biometrico della presenza in servizio.
Codice delle disabilita’. “Riforma positiva, ma senza risorse e’ propaganda”
Franco Pesaresi (Asp Jesi) esamina e commenta il disegno di legge delega al governo su semplificazione e codificazione in materia di disabilità. E solleva dubbi sull’opportunità che “tutte queste materie, finora in gran parte regolate dal Parlamento, possano essere definite solamente dal Governo”.
ROMA. E’ positivo e importante che il governo pensi a “un ampio disegno riformatore attorno al tema della disabilità”, ma a patto che ci sia un adeguato stanziamento finanziario, perché “ senza finanziamenti non c’è riforma. C’è solo annuncio e propaganda”, Così Franco Pesaresi (Asp di Jesi), esperto di welfare e in particolare di sanità e assistenza, valuta sul suo blog il disegno di legge delega al governo su “semplificazione e codificazione in materia di disabilità”, approvato poco più di un mese fa dal Consiglio dei ministri. Il testo, che dovrà ora essere esaminato, eventualmente modificato e approvato dal Parlamento, è di fatto il primo passo concreto verso la realizzazione di quel Codice unico delle disabilità annunciato l’estate scorsa dal premier Conte.
La delega riguarda un ampio ventaglio di tematiche, investendo di fatto ogni ambito della vita delle persone con disabilità e delle politiche in loro favore. Nel dettaglio, si fa riferimento a nove settori d’intervento: definizione della condizione di disabilità; accertamento e certificazione; disciplina dei benefici (individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni in favore delle persone con disabilità; riordino dei criteri e dei requisiti per l’accesso, l’erogazione e la determinazione dei benefici e degli interventi e dei servizi rivolti alla persona con disabilità; riordino dei diversi fondi destinati alla disabilità; sistemi di monitoraggio, verifica e controllo e istituzione di un’Autorità Garante Nazionale dei diritti delle persone con disabilità; promozione della vita indipendente e contrasto dell’esclusione sociale e valorizzazione del ruolo di assistenza svolto dai familiari, con adeguate misure di sostegno; abilitazione e riabilitazione; istruzione e formazione; diritto al lavoro (riordino della disciplina dei congedi parentali per i soggetti che assistono familiari con disabilità; agevolazioni in favore dei datori di lavoro che attivano politiche ed azioni volte a migliorare le condizioni di lavoro dei dipendenti con disabilità o che assistano familiari con disabilità; individuazione di profili professionali riservati a persone con disabilità; revisione della normativa in materia di collocamento mirato); accessibilità e diritto alla mobilità.
Tre sono le considerazioni, sintetiche ma essenziali, di Pesaresi rispetto a quanto contenuto nella delega. In primo luogo, riconosce l’importanza di “un ampio disegno riformatore attorno al tema della disabilità. Il Disegno di legge e i suoi decreti attuativi – afferma – hanno la possibilità di riformare profondamente l’organizzazione dei servizi dedicati alla disabilità”.
La seconda considerazione esprime però una condizione fondamentale affinché questa riforma sia effettiva: l’investimento finanziario: “La bozza di Ddl – osserva Pesaresi – si chiude con l’affermazione che dall’attuazione delle deleghe non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. All’attuazione dei decreti legislativi dovranno provvedere le amministrazioni competenti attraverso una diversa allocazione delle ordinarie risorse umane, finanziarie e strumentali, attualmente in dotazione alle medesime amministrazioni”. E’ proprio questo, per Pesaresi, il possibile nodo critico di questa delega, poiché “non vi è alcun dubbio che qualunque riforma ha bisogno di risorse per la sua implementazione . Tanto più una riforma come questa, che si prospetta molto ampia e che in alcune sue parti prefigura già un aumento quali-quantitativo dei servizi. Se il disegno di legge verrà presentato ed approvato, i successivi decreti legislativi dovranno prevedere un adeguato finanziamento. Senza finanziamenti non c’è riforma. C’è solo annuncio e propaganda”.
La terza e ultima considerazione riguarda l’opportunità stessa di una delega al governo tanto ampia e generica. “Si cerca in tutti i modi di far passare l’intervento come un riordino che mira a raccogliere le norme vigenti in una specie di testo unico della disabilità (il Codice appunto) ma in realtà la delega permette grandi innovazioni in tutti i settori della vita e dei diritti dei disabili – osserva Pesaresi – Questo è positivo, ma c’è da chiedersi se è giusto che tutte queste materie, finora in gran parte regolate dal Parlamento, possano essere definite solamente dal Governo con il solo passaggio nelle commissioni parlamentari competenti per raccogliere il parere da esprimere obbligatoriamente entro 45 giorni. In alternativa c’è da chiedersi se, invece, non sia più giusto definire con maggiore puntualità i contenuti delle deleghe, oppure se non sia meglio demandare i contenuti più tecnici alla delega legislativa di competenza del Governo, affidando invece al Parlamento i contenuti più importanti e politici del progetto di riforma”, conclude.
Avvio dei corsi di formazione “Approfondimenti in tema di Sicurezza e Privacy – Le novità in tema di sicurezza e trattamento dei dati personali alla luce del GDPR e del Codice della privacy (così come …
Aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento e della prima fascia delle graduatorie di circolo e di istituto del personale docente ed educativo con validità per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021 …
Prova scritta del concorso per l’accesso ai ruoli della dirigenza scolastica – D.D.G. n. 1259 del 23.11.2017 – riscontro plurime istanze di accesso presentate dai candidati
Disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici
Indicazioni relative all’iscrizione presso l’Anagrafe unica delle Stazioni Appaltanti (AUSA) da parte delle Istituzioni Scolastiche ed Educative, ai sensi dell’art. 33-ter del D.L. 179/2012, convertito …
Convegno internazionale “Musica nella scuola dell’infanzia. Verso un sistema integrato 0-6” – 2 maggio 2019 – Conservatorio di Santa Cecilia – Roma, 3 maggio 2019 – ITIS “G. Galilei” – …
Modifiche al decreto 3 agosto 2015, recante l’approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139
Criteri e parametri per l’assegnazione diretta alle Istituzioni scolastiche nonché per la determinazione delle misure nazionali relative alla missione Istruzione scolastica, a valere sul Fondo per il …
Indicazioni in merito allo svolgimento degli Esami di Stato nelle scuole del primo ciclo di istruzione e alla certificazione delle competenze. Anno scolastico 2018/2019
Finanziamento interventi di adeguamento alla normativa antisismica degli edifici scolastici, a valere sulle risorse di cui al Fondo ex protezione civile, annualità 2018-2021. (19A05117) (GU Serie Generale n.187 del 10-08-2019)