PROTOCOLLO SICUREZZA 0-6 ANNI

PROTOCOLLO SICUREZZA 0-6 ANNI, LA GILDA NON FIRMA

Organico Covid non garantito fino al 30 giugno 2022, mascherine FFP2, tamponi salivari gratuiti e screening quindicinali negati. Sono questi i motivi per cui la Gilda degli Insegnanti ha deciso di non firmare il protocollo di sicurezza per il sistema integrato 0-6 anni. 

“Il ministero – spiega la Gilda – non ha accettato la nostra richiesta di impegnare per iscritto il governo ad assumersi la responsabilità di assicurare l’organico Covid almeno fino al 30 giugno 2022. Senza la riconferma di questo personale, che nell’anno scolastico precedente aveva permesso la creazione delle famose bolle e di restare sempre in presenza, sarà ben difficile ridurre il rischio di contagio e focolai, visto che nella scuola dell’infanzia sono numerosi i casi di classi pollaio con 27/29 alunni in soli 50 metri quadrati”.

A spingere il sindacato verso la non sottoscrizione del protocollo, anche il rifiuto da parte del ministero di dotare gli insegnanti di mascherine FFP2 e di garantire tamponi salivari gratuiti, meno invasivi rispetto a quelli diagnostici.

“Da viale Trastevere è arrivato un no anche alla nostra richiesta di uno screening quindicinale con tampone salivare gratuito agli alunni e al personale. Una misura che – conclude la Gilda – potrebbe invece rivelarsi molto utile, considerato che la variante Delta è altamente trasmissibile nelle fasce d’età più giovani e che spesso gli alunni dai 0 ai 6 anni sono asintomatici ma trasmettono comunque il virus”.

Niente mascherina se in classe tutti vaccinati

da Il Sole 24 Ore

di Eugenio Bruno e Claudio Tucci

Tutti gli occhi sono già puntati sul 13 settembre quando partirà ufficialmente – dopo la prova generale di questi giorni per i corsi di recupero – l’operazione rientro in classe per 7 milioni di studenti. Molti di loro (specie nella fascia 16-19 anni) si sono già vaccinati, altri lo stanno facendo ora. E anche il personale scolastico, nonostante le polemiche quotidiane sul green pass, ha scelto la strada dell’immunizzazione di massa: il 91,5% secondo i numeri diffusi ieri a Palazzo Chigi dal ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, durante la conferenza stampa post-Cdm. Ribadendo che «dove ci saranno classi di tutti vaccinati le mascherine si possono togliere e si può tornare a sorridere».

Bianchi ha ricordato i principali numeri della ripartenza in presenza e in sicurezza delle lezioni. Grazie alle diverse procedure previste dal decreto Sostegni bis sono stati immessi in ruolo (cioè assunti a tempo indeterminato) 59mila docenti, il triplo del 2020 (quando furono 19mila). Sono stati assunti anche 8.700 unità di personale tecnico-amministrativo (gli Ata); e si stanno firmando i contratti, a termine fino al 31 dicembre, per altre 22mila unità dell’organico aggiuntivo Covid (che prevede anche circa 20mila docenti temporanei per il recupero e potenziamento degli apprendimenti). Su quest’ultimo fronte, e dopo i dati per nulla entusiasmanti delle prove Invalsi sul gap di competenze causato dalla pandemia, il ministro ha evidenziato come, durante i mesi estivi, con il Piano estate, siano stati finanziati 32.500 progetti che hanno permesso di recuperare 1,6 milioni di ore di lezione, soprattutto in lingue e matematica, ma anche per il ritorno del vivere assieme.

Le regole sanitarie sono state declinate in protocolli e circolari agostane e puntano sul distanziamento fisico (che può essere derogato se gli spazi non lo consentono, ma mantenendo la mascherina), unito alle mascherine chirurgiche per gli alunni dai 6 anni in sù, e l’igiene costante dei locali scolastici. Il commissario Figliuolo, ha aggiunto Bianchi, «farà partire anche un’operazione di screening fra i 6 e i 14 anni, in modo da garantire soprattutto i ragazzi più piccoli» (a oggi i vaccini possono essere somministrati dai 12 anni in sù).

Il governo sta pensando inoltre di estendere la certificazione verde anche al personale non scolastico, che entra comunque negli istituti, ad esempio gli addetti al servizio mensa. Fino al 10 settembre il controllo del green pass avverrà con l’App manuale; dal 13 dovrebbe arrivare – con un Dpcm ormai pronto – la piattaforma informatizzata con le verifiche che si faranno la mattina in segreteria.

A proposito di green pass il Tar Lazio, sempre ieri, ne ha confermato la validità a scuola, insieme alle conseguenti sanzioni in caso di mancato possesso (sospensione dal servizio e dalla retribuzione dal quinto giorno di “assenza ingiustificata”). Il diritto a non vaccinarsi, è stato ribadito dai giudici amministrativi, «non è assoluto»; e comunque va «correlato e contemperato» con gli altri fondamentali interessi pubblici, come quello attinente alla salute pubblica a circoscrivere l’estendersi della pandemia e con quello di assicurare il regolare svolgimento dell’essenziale servizio pubblico della scuola in presenza».


Intercultura riparte: con il nuovo bando centinaia di borse di studio per i programmi all’estero 2022-23

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

Tanta voglia di riprendersi la vita e ricominciare a scoprire il mondo. Sono gli adolescenti italiani un anno dopo il Covid. Se già nel 2020 (fonte: indagine realizzata da Laboratorio Adolescenza in collaborazione con Intercultura) il 36% degli studenti delle scuole superiori avrebbe desiderato frequentare un anno di scuola all’estero, oggi a voler fare questa esperienza è addirittura il 62% degli studenti delle scuole superiori, segno che la pandemia in realtà non ha prodotto solo effetti di chiusura, ma ha motivato ancora di più i ragazzi più curiosi.

Per questi “esploratori”, desiderosi non solo di viaggiare ma di scoprire nuove culture, dal 1° settembre è possibile iscriversi alle selezioni di Intercultura per i programmi all’estero e le borse di studio dell’anno scolastico 2022-23. www.intercultura.it/bando-di-concorsoI programmi dell’Associazione senza fini di lucro, che dal 1955 opera in Italia e in tutto il mondo attraverso la rete Afs Intercultural Programs, sono rivolti a ragazzi nati prioritariamente tra il 1 luglio 2004 e il 31 agosto 2007 e consentono di frequentare una scuola locale e di vivere insieme a una famiglia selezionata.

Anche per quest’anno il bando di concorso prevede che gli studenti che necessitano di un sostegno economico possano usufruire di una delle centinaia di borse di studio totali o parziali messe a disposizione da Intercultura attraverso il proprio fondo dedicato a questo scopo. In aggiunta sono disponibili altre centinaia di borse di studio grazie alle donazioni di numerosi enti, aziende e fondazioni.

Le iscrizioni al concorso potranno essere effettuate online dal sito di Intercultura, a partire dal 1 di settembre fino al 10 novembre 2021.

Per informazioni sul bando di concorso 22-23 e le borse di studio basta collegarsi al sito www.intercultura.it dove è possibile scaricare il bando di concorso e mettersi in contatto con i volontari presenti in 159 città italiane. Sono consultabili sempre sul sito anche le date di tutti gli appuntamenti in presenza e online con i volontari e gli ex partecipanti ai programmi di Intercultura. Il primo incontro“Intercultura: il mondo ti aspetta” si terrà giovedì 9 settembre alle ore 18.00. Per seguirlo in diretta, basta iscriversi dal sito di Intercultura, nella news dedicata all’appuntamento.

Intanto, da inizio luglio ad oggi, 810 studenti sono già partiti per varie destinazioni, nel rispetto delle normative anti Covid. In altri casi le partenze sono state posticipate di alcuni mesi, in attesa che la situazione sanitaria consenta lo svolgimento del programma.

Entro fine ottobre Intercultura stima che si metteranno in viaggio in totale oltre 1.300 adolescenti. Numerose le mete in Europa e Nord America, ma anche Africa e America latina: Austria, Belgio, Canada, Colombia, Danimarca, Egitto, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Lettonia, Norvegia, Olanda, Paraguay, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Rep.Ceca, Rep.Dominicana, Rep.Slovacca, Serbia, Spagna, Sudafrica Svezia, Svizzera, Tunisia, Turchia, Ungheria, Uruguay, USA.

Determinante, per la partenza di questi ragazzi, è stata la conferma, nonostante il difficile momento economico, dell’ampio programma di borse di studio che Intercultura realizza anche grazie alla collaborazione di numerose aziende, fondazioni ed enti: più di 2 studenti su 3 hanno beneficiato di una borsa di studio totale o parziale.

Andrea Franzoi, segretario generale di Intercultura: «Stiamo vivendo ancora oggi sotto gli effetti della Pandemia che in breve tempo ha cancellato le convinzioni del nostro vivere, almeno in Occidente. Ma, pur nel pieno della gestione dell’emergenza e con molte sofferenze da parte di chi è coinvolto in prima persona, possiamo guardare con più fiducia al futuro. E’ chiaro che solo unendo gli sforzi potremo superare la crisi. È quanto stiamo cercando di fare anche noi di Intercultura, fin dall’inizio. Ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo lavorato duramente nel momento della massima emergenza; pur con molte limitazioni, siamo ripartiti, convinti della necessità di offrire una luce di speranza ai giovani di tutto il mondo e alle persone che credono nel dialogo tra le culture. Non possiamo farlo da soli e, oltre al sostegno e al coinvolgimento determinante dei volontari, delle famiglie e delle scuole, Intercultura sa di poter contare sulle Istituzioni del nostro Paese e sui numerosi partner che hanno rinnovato il loro sostegno economico. Resta forte il senso di gratitudine verso tutti coloro che ci hanno sostenuto e continuano a farlo».

Infine, oltre 300 giovani studenti di tutto il mondo arriveranno nel nostro Paese a partire dal prossimo 10 settembre e saranno accolti da una famiglia e da una scuola locali. La proposta di Intercultura si rivolge infatti non solo agli studenti, ma anche alle famiglie e alle scuole che desiderano vivere un’esperienza di apertura internazionale, pur rimanendo in Italia.

«Il nostro Progetto educativo non si limita ad inviare dei giovani a studiare in un altro Paese – continua Franzoi – ma si propone di accompagnare loro, le loro famiglie, le scuole dove studiano in un percorso di crescita mirato a sviluppare le competenze necessarie per comprendere la realtà complessa del mondo di oggi. Una ricerca di Human Foundation sul Social Return on Investment di Intercultura ha calcolato che ogni euro investito nelle nostre attività genera un beneficio non solo sui singoli studenti partecipanti, ma per l’intera società italiana. Ad ogni Euro investito viene generato un ritorno di oltre 3 Euro. Un risultato che ci rende orgogliosi».


Concorso Dirigenti Scolastici, graduatoria scorre fino al numero 2920. Rimangono da assumere 501 vincitori

da OrizzonteScuola

Di redazione

Graduatoria del concorso Dirigenti Scolastici scorre ancora per le assunzioni dell’anno scolastico 2021/22: l’ultimo assunto, con decreto del 31 agosto 2021, è il n. 2920. Rimangono in graduatoria ancora 501 vincitori. Si può ipotizzare a breve un nuovo concorso?

L’ultima assegnazione di ruoli da graduatoria del concorso Dirigenti Scolastici è del 31 agosto 2021.

La graduatoria, secondo l’ultima rettifica pubblicata dal Ministero dell’istruzione il 12 agosto 2021, è composta da 3.421 vincitori. Rimangono pertanto da assumere ancora 501 candidati.

Un numero che forse potrebbe anche non coprire tutte le assunzioni dell’anno scolastico 2022/23, ma al momento non si è ancora parlato dell’avvio di un nuovo concorso per Dirigenti Scolastici.

Il Green pass non basta, Draghi vuole l’obbligo vaccinale. E Bianchi aspetta i test salivari la scuola in presenza

da OrizzonteScuola

Di Fabrizio De Angelis

Il presidente del Consiglio Mario Draghi non si nasconde: se la situazione dovesse richiederlo, ci sarà l’obbligo vaccinale. Lo ha detto chiaramente rispondendo alla domanda di un cronista nel corso della conferenza stampa in cui il premier ha fatto il punto, insieme ai ministri Bianchi, Speranza, Giovannini e Gelmini, sul green pass e vaccinazioni.

Sì a entrambe le domande”. È stata questa la risposta di Mario Draghi a chi gli ha chiesto se si arriverà all’obbligo vaccinale e se, Ema e Aifa permettendo, ci sarà la terza dose del vaccino anti-Covid. Dunque ipotesi obbligo vaccinale che resta in piedi nonostante la questione ‘green pass stia procedendo bene’, a modo di vedere di Draghi: “Il ministro Speranza e io ne stiamo discutendo: l’orientamento” è che l’uso del green pass “verrà esteso“. Dovremo “decidere esattamente quali sono i settori e quali passi, faremo una cabina di regia come ha chiesto il senatore Salvini, ma la direzione è quella“.

A proposito di Salvini: Lega, Fratelli d’Italia ed ex esponenti del Movimento 5 stelle hanno votato in commissione alcuni emendamenti che bocciano il Green pass. Gli emendamenti non sono stati approvati, ma la questione lancia un messaggio chiaro alla maggioranza che entra in fibrillazione: “Più di 38 milioni di italiani hanno già liberamente scelto e completato il ciclo vaccinale, oltre il 70% della popolazione sopra i 12 anni, a cui si aggiungono 5 milioni di cittadini guariti. La Lega era e rimane contro obblighi, multe e discriminazioni, ricordando che in nessun Paese europeo esiste l’obbligo vaccinale per la popolazione. Insistiamo invece, e porteremo la proposta al voto anche in Parlamento, perché lo Stato garantisca tamponi gratuiti, salivari e rapidi, per tutti coloro che ne abbiano necessità”, così fonti della Lega dopo che il presidente del Consiglio Mario Draghi si è detto favorevole all’obbligo di vaccino contro il Covid 19.

Sono molto d’accordo con la linea che sta portando avanti Draghi, che è una linea di sicurezza, che è la condizione per la libertà. Va bene per noi andare avanti ed estendere l’obbligo vaccinale e il Green pass. Per noi è la condizione essenziale per poter andare avanti. Ecco perché nella maggioranza di governo chi è contro il Green pass è contro la libertà e contro la sicurezza“. Così, invece, di segno opposto, il pensiero del segretario del Pd Enrico Letta a margine di un incontro a Sinalunga (Siena).

Sul green pass è già arrivato una prima pronuncia da parte del Parlamento: un emendamento approvato dalla Commissione affari sociali al decreto sulla certificazione verde prevede l’estensione a 12 mesi del green pass.

Ancora più interessante è l’emendamento approvato, sempre in Commissione affari sociali, a firma della deputata del M5S  Angela Ianaro, che prevede l’utilizzo, oltre oltre a quelli antigenici e a quelli naso-faringei, di tamponi salivari per ottenere il green pass. 

Questione green pass che ovviamente tiene banco soprattutto per il personale scolastico, che da ieri, 1 settembre, dovrà mostrare la certificazione verde per accedere a scuola. Per adesso non si sono registrati grossi problemi: secondo stime ministeriali, al 1° settembre, “sono poche decine i casi di docenti o componenti del personale Ata che oggi non erano in regola con il green pass al momento dell’ingresso nella loro sede scolastica”.

A proposito di test salivari: Bianchi esce allo scoperto e ufficializza il piano di screening per la popolazione studentesca: “Il commissario Figliuolo farà un’operazione di screening fra i 6 e i 14 anni, in modo da garantire anche i ragazzi più piccoli”.

Il pensiero di Bianchi va senz’altro al “Piano di monitoraggio della circolazione di Sars-CoV-2” destinato alla scuola primaria e secondaria di primo grado, messo a punto dall’Istituto superiore di Sanità al fine di sorvegliare, attraverso una “rete di scuole sentinella” la diffusione del virus in ambito scolastico anche in soggetti asintomatici.

Come abbiamo spiegato, il piano prevede test molecolari salivari condotti, su base volontaria, su alunni nella fascia di età 6-14 anni delle scuole primarie e secondarie di primo grado presenti sul territorio nazionale.

Le “scuole sentinella” saranno indicate dalle autorità sanitarie regionali in collaborazione con gli uffici scolastici. La campagna coinvolgerà almeno 55mila alunni ogni 15 giorni e sarà supportata dalla Struttura Commissariale nella sua implementazione.

Draghi: “la scuola in presenza è priorità del Governo. Il 91% dei docenti è vaccinato”

da La Tecnica della Scuola

Durante la conferenza stampa, che si è svolta oggi pomeriggio, 2 settembre, il presidente del Consiglio, Mario Draghi, insieme ai ministri Bianchi, Speranza, Giovannelli e Gelmini, ha rilasciato alcune dichiarazione riguardanti le ultime novità in tema di green pass e vaccinazione.

Per quanto riguarda il presidente Draghi, sul mondo scuola ha dichiarato: “Vorrei ribadire il mio invito a vaccinarsi, è un atto di protezione verso gli altri, continuo a ripetere la necessità di farlo. Esprimo la solidarietà piena a tutti coloro che sono oggetto di violenza da parte dei cosiddetti no vax, violenza odiosa, vigliacca verso persone che fanno informazione e persone in prima linea nel combattere la pandemia. Il dato positivo è che la campagna vaccinale è stata abbracciata dai giovani dai 16 ai 19 anni (70%). Questo ci permette di affrontare con tranquillità l’apertura delle scuole.

E afferma ancora: “la scuola in presenza è sempre stata la priorità di questo governo. Ad aprile fu un successo, abbiamo dato un mese in più di scuola in presenza agli studenti. Il 91% di insegnanti ha ricevuto almeno una dose di vaccino. Il green pass sta andando bene così come i trasporti, ci saranno sempre delle cose che non vanno ma in generale sembra che la preparazione sia stata accurata. Il governo non ha passeggiato quest’estate. L’economia cresce più di quanto ci si fosse aspettati. Anche questo ci dà un po’ d’incoraggiamento, mezzo milione di occupati in più. Generalmente la situazione è favorevole. Non bisogna compiacersi di queste cifre, il nostro prodotto era caduto tanto. La vera sfida sarà riuscire a mantenere un tasso di crescita considerevolmente elevato”.

Inizio scuola, indicazioni per la prevenzione e il controllo delle infezioni da Covid-19

da La Tecnica della Scuola

Come era stato anticipato nella conferenza dei servizi per dirigenti scolastici del 31 agosto scorso, sono state aggiornate all’a.s. 2021/22 le linee guida per la prevenzione e il controllo delle infezioni da SARS-CoV-2 in ambito scolastico.

Il documento, elaborato a cura dell’Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, INAIL, Ministero dell’Istruzione, Fondazione Bruno Kessler e Conferenza delle regioni e delle Province autonome, riporta la data del 1° settembre 2021.

SCARICA IL DOCUMENTO

L’obiettivo della pubblicazione è presentare le possibili misure di mitigazione/controllo da adottare in relazione ai possibili scenari epidemiologici di diffusione dell’infezione da SARS-CoV-2 nelle comunità scolastiche (inclusi i percorsi di istruzione e formazione professionale – IeFP) nel 2021-2022 alla luce dell’impatto delle misure intraprese nella stagione 2020-2021, dei cambiamenti epidemiologici e dello stato di avanzamento della campagna vaccinale.

Un capitolo è dedicato alle misure di prevenzione e di contrasto, con attenzione ai seguenti aspetti:

  • Misure non farmacologiche di prevenzione
  • Restrizione degli accessi per le persone sintomatiche o con positività a test per infezione da SARS-CoV-2 in atto
  • Distanziamento fisico
  • Didattica a Distanza (DAD)
  • Igiene dell’ambiente
  • Igiene personale
  • Protezioni respiratorie
  • Screening e i metodi diagnostici
  • Gli interventi farmacologici di prevenzione
  • Peculiarità per specifici gruppi nell’ambito scolastico
  • Operatori scolastici
  • Servizi educativi dell’infanzia e scuole primarie
  • Scuole secondarie di primo e secondo grado
  • Bambini e studenti con fragilità

Un altro capitolo concerne gli interventi proposti per la apertura dell’anno scolastico 2021-2022 e le misure previste in relazione ai possibili scenari (zona bianca, zona gialla, zona arancione).

Green pass, il Tar conferma: “Legittimo sospendere chi ne è privo”

da La Tecnica della Scuola

Il Tar del Lazio ha giudicato corretta la sospensione dei docenti che sono sprovvisti di green pass. Per questo ha respinto le istanze dei ricorrenti dell’Anief che chiedevano di sospendere tutti i provvedimenti adottati dal ministero dell’istruzione.

Nel provvedimento del Tribunale si legge: “Il diritto del personale scolastico a non vaccinarsi non ha valenza assoluta né può essere inteso come intangibile, avuto presente che deve essere razionalmente correlato e contemperato con gli altri fondamentali, essenziali e poziori interessi pubblici, quali quello attinente alla salute pubblica a circoscriversi l’estendersi della pandemia e a quello di assicurare il regolare svolgimento dell’essenziale servizio pubblico della scuola in presenza. In ogni caso – il predetto diritto è riconosciuto dal legislatore il quale prevede in via alternativa la produzione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus Sars-Cov 2.

La presentazione del risultato, in sostituzione del certificato comprovante l’avvenuta gratuita vaccinazione costituisce una facoltà rispettosa del diritto del docente a non sottoporsi a vaccinazione ed è stata prevista nell’esclusivo interesse di quest’ultimo, e conseguentemente, ad una sommaria delibazione, non appare irrazionale che il costo del tampone venga a gravare sul docente che voglia beneficiare di tale alternativa”.

Inizio scuola, piano screening: arriva l’ok dal Ministero dell’Istruzione

da La Tecnica della Scuola

Arriva l’ok da parte del Ministero dell’Istruzione per quanto riguarda la campagna di testing nelle cosiddette “scuole sentinella” (primarie e secondarie di primo grado).

SCARICA IL DOCUMENTO

Secondo quanto riportato dal testo, “il monitoraggio, previsto in concomitanza con l’inizio dell’anno scolastico 2021-2022, verrà
avviato con un carattere di gradualità in relazione alla situazione organizzativa delle singole Regioni/PP.AA. Il monitoraggio delle scuole sarà a tutti gli effetti un’azione di sanità pubblica, non assumerà le caratteristiche di altre sorveglianze e non costituirà requisito di
accesso/esclusione alle attività didattiche
, in termini di adesione al progetto, mentre restano valide tutte le attività previste a seguito del riscontro di positività al test”.

Gli Istituiti scolastici, ovvero le scuole primarie e secondarie di primo grado, saranno individuate dalle autorità sanitarie regionali d’intesa con gli uffici scolastici regionali, su base provinciale, tenendo conto della:

  • rappresentatività della provincia di riferimento;
  • potenziale di adesione;
  • fattibilità logistica (trasporto verso i laboratori di biologia molecolare individuati).

Ogni Regione/P.A., in base alla numerosità campionaria per provincia (citato all.1) può selezionare uno o più plessi scolastici per ogni provincia selezionando possibilmente studenti da differenti classi. Ogni mese, inoltre, è auspicabile l’inclusione di più plessi scolastici anche in diversi comuni nella stessa provincia.

Test salivari nelle scuole, pubblicato il Piano di monitoraggio dell’ISS

da Tuttoscuola

Pubblicato il piano dell’ISS sui test salivari quindicinali per gli alunni, il “Piano per il monitoraggio della circolazione di SARS-CoV-2 nelle scuole primarie e secondarie di primo grado”. Scopo del piano è appunto quello di monitorare la circolazione del Covid 19 in ambito scolastico attraverso una campagna di testing nelle cosiddette “scuole sentinella” (primarie e secondarie di primo grado).

Leggi il Piano per il monitoraggio della circolazione di SARS-CoV-2 nelle scuole primarie e secondarie di primo grado integrale

Test salivari nelle scuole: il piano

Il piano consentirà di supportare le altre attività di monitoraggio della circolazione del virus sul territorio nazionale contribuendo, insieme alle misure già previste, a ridurre la circolazione virale e l’impatto negativo della pandemia nelle scuole campionate. Non esclude eventuali ulteriori azioni locali discreening da parte delle Regioni/PP.AA. a carico delle stesse, purché condotte nel rispetto della normativa vigente. Il modello di individuazione delle “scuole sentinella”, già risultato efficiente in alcune realtà regionali, consentirebbe di monitorare un campione significativo (circa 110.000 alunni/mese con cadenza quindicinale) e rappresentativo della popolazione scolastica di riferimento che ammonta ad un totale di circa 4.200.000 alunni.

Il monitoraggio attraverso la somministrazione di test salivari, previsto in concomitanza con l’inizio dell’anno scolastico 2021-2022, verrà avviato con un carattere di gradualità in relazione alla situazione organizzativa delle singole Regioni/PP.AA. Sarà a tutti gli effetti un’azione di sanità pubblica, non assumerà le caratteristiche di altre sorveglianze e non costituirà requisito di accesso/esclusione alle attività didattiche, in termini di adesione al progetto, mentre restano valide tutte le attività previste a seguito del riscontro di positività al test.

Test salivari nelle scuole: la metodologia

La metodologia operativa adottata in ogni Regione/P.A. dovrà essere riportata in un protocollo operativo regionale che tenga in considerazione il contesto e l’organizzazione in atto, con particolare riferimento alle fasi di raccolta del campione, del consenso informato, di pre-etichettatura e di consegna ai laboratori di riferimento.

Sarà prioritariamente utilizzato il test molecolare su campione salivare. Quest’ultimo garantisce il vantaggio che la raccolta possa essere effettuata in modo autonomo in ambito familiare e il campione consegnato in punti di raccolta, minimizzando l’intervento di personale sanitario; allo stesso tempo la metodica garantisce la possibilità di processare il campione per l’eventuale sequenziamento genomico virale.

I kit molecolari per la PCR dovrebbero essere quelli che già riportano nelle indicazioni d’uso la possibilità dell’utilizzo della matrice salivare e comunque verrà effettuato, entro l’inizio del monitoraggio, un approfondimento con il Ministero della Salute su:

– l’eventuale necessità di validazione della metodica nella fase pilota della sorveglianza, alla luce delle diverse modalità di raccolta della saliva,
– l’eventuale uso di kit di test PCR senza specifiche su quella modalità
– la possibilità di utilizzo mediante auto-prelievo del campione salivare
– la questione della attuale non-validità del test salivare ai fini della certificazione verde
– il riconoscimento della non necessità di conferma con tampone naso-faringeo dei test salivari risultati positivi.

Le scuole primarie e secondarie di primo grado, saranno individuate dalle autorità sanitarie regionali d’intesa con gli uffici scolastici regionali, su base provinciale, tenendo conto della:

– rappresentatività della provincia di riferimento;
– potenziale di adesione;
– fattibilità logistica (trasporto verso i laboratori di biologia molecolare individuati).

Ogni Regione/P.A., in base alla numerosità campionaria per provincia  può selezionare uno o più plessi scolastici per ogni provincia selezionando possibilmente studenti da differenti classi. Ogni mese, inoltre, è auspicabile l’inclusione di più plessi scolastici anche in diversi comuni nella stessa provincia. Tale identificazione costituisce un’azione dinamica che tiene conto dell’andamento epidemiologico, della copertura vaccinale, della sostenibilità e auspica una rotazione sistematica delle classi/sezioni e scuole rappresentative.

Test salivari nelle scuole: periodo e metodo

test salivari verranno effettuati ogni 15 giorni con l’obiettivo di processare un totale di circa 109.000 RT-PCR mensili su scala  azionale. Verrà stabilito un calendario di riferimento dove, a ogni sessione, verranno abbinate due settimane del calendario (es. sessione 1 dal 13 al 26 settembre, sessione 2 dal 27 settembre al 10 ottobre etc). Questo permetterà alle Regioni/PP.AA. di effettuare la raccolta dei campioni per ogni specifica sessione anche in giorni diversi della stessa sessione, evitando il sovraccarico dei laboratori.

In una prima fase “di avviamento” (due mesi) le attività di raccolta dei campioni potranno essere eseguite nella sede scolastica con l’ausilio di personale sanitario, individuato dalle ASL competenti, ovvero della Difesa.

Successivamente, al fine di garantire maggior comfort familiare e rispettare le modalità di raccolta (digiuno, prima di lavare i denti, ecc.) si prediligerà la modalità di “auto-raccolta” al mattino appena svegli.

Tale fase seguirà un preventivo iter formativo per il conseguimento della necessaria confidenza con i dispositivi di raccolta (che potrebbe avvalersi, laddove disponibili, dei referenti scolastici, eventualmente coadiuvati da personale sanitario).

Tuttavia, le Regioni/PP.AA. che lo riterranno opportuno potranno non fare ricorso a questa fase di avviamento e iniziare le attività direttamente con l’auto-raccolta dei campioni di saliva da parte dei genitori.

I campioni raccolti saranno etichettati con le generalità del soggetto (nome, cognome, data di nascita), trasportati dal singolo alunno/familiare presso l’Istituto di frequenza e immessi in un apposito contenitore gestito da un referente scolastico, unitamente alla modulistica prevista dal laboratorio di riferimento.

Il monitoraggio si baserà su una adesione informata e volontaria da parte dei genitori/tutori e la sua accettazione non sarà in alcun modo vincolante sull’accesso alla scuola in presenza, così come raccomandato dal CTS.

Green pass per il personale scolastico, Tar del Lazio respinge richiesta di sospensiva

da Tuttoscuola

Il Tar del Lazio con i decreti monocratici nn. 4531/2021 e 4532/2021 depositati oggi ha respinto le istanze dei ricorrenti che chiedevano di sospendere tutti i provvedimenti adottati dal Ministero dell’Istruzione con cui è stata stabilita la disciplina in materia di possesso di certificazione anti-covid del personale scolastico.

“Relativamente alla prospettata illegittimità degli impugnati provvedimenti nella parte in cui stabiliscono che i dipendenti privi di green pass qualora non si procurino il documento perdono anche il trattamento retributivo anche per le prestazioni espletate prima della sospensione – leggiamo in un estratto della pronuncia del Tar del Lazio -, il danno prospettato è meramente patrimoniale e ristorabile integramente e, pertanto, certamente non può configurare quella situazione di estrema gravità ed urgenza tale da giustificare la sospensione per tale aspetto dei gravati provvedimenti (…) nell’ottica del legislatore la presentazione del test in questione in sostituzione del certificato comprovante l’avvenuta gratuita vaccinazione costituisce una facoltà rispettosa del diritto del docente a non sottoporsi a vaccinazione ed è stata prevista nell’esclusivo interesse di quest’ultimo, e, conseguentemente, ad una sommaria delibazione, non appare irrazionale che il costo del tampone venga a gravare sul docente che voglia beneficiare di tale alternativa”.