Concorso DS: un’esclusione immeritata

CONCORSO DS: UN’ESCLUSIONE IMMERITATA!

La storia è arcinota, ma alcuni aspetti meritano una riflessione. Dopo svariati anni di impegno, studio, privazioni familiari e sociali, costose preparazioni e qualificati corsi specialistici, nell’ottobre del 2018 partecipiamo alla prova scritta del concorso DS2017. La correzione delle prove mette in evidenza innumerevoli anomalie del sistema di valutazione, per le quali vengono presentati innumerevoli ricorsi, di cui si fa carico la politica, tanto che con D.M. 8 giugno 2023, n. 107 si tiene la prova scritta straordinaria del 06.05.2024. Sembravano superate le anomalie, invece altro strazio: l’orario di avvio dello scritto su tablet, previsto per le 10:30, viene procrastinato alle 14:30 tra caos e indicibili disagi. Le criticità vissute prima, durante e dopo lo svolgimento sono state segnalate anchetramite la stampa; nel mentre, lo stesso Ministro Giuseppe Valditara dichiara che “Le disfunzioni di cui stiamo avendo notizia sono inammissibili”.

Gli esiti della prova scritta, avvenuta in modalità digitale, non vengono comunicati immediatamente ai candidati, come ci si aspetterebbe da una prova telematica, facendo sorgere la domanda: “Una procedura postuma di scioglimento dell’anonimato è garanzia di serietà della prova?” è evidente, invece, che la comunicazione immediata dei risultati individuali è ulteriore garanzia della serietà della prova. Inoltre, in alcuni quesiti si notano forti criticità testuali, poiché diversi appaiono incompleti o formulati in maniera alquanto ambigua, impedendo ad alcuni candidati, per UN SOLO PUNTO,  di raggiungere il 60 e di poter partecipare al corso intensivo di formazione, anche e soprattutto a causa di quesiti da più parti ritenuti errati nella formulazione della domanda, come nel caso di un quesito sul D.M. 328 del 2022,  erroneamente indicato come D.M. 32, o di quesiti privi di risposta esatta, come  per la questione “in materia di assenze retribuite cosa dispone per il dirigente scolastico l’art. 15 del CCNL” che ritiene “astenersi” e “assentarsi” come sinonimi (ma se ci si astiene dall’assenza, non si è forse presenti…?). Lo stesso CTS si accorge dei problemi emersi, tanto da rivedere un quesito, rettificandone l’attribuzione del punteggio, con conseguenze sconcertanti per chi dai 60 punti inizialmente comunicati (con relativo superamento della prova) passa a 59 punti e bocciatura in tronco, con un indicibile senso di sconfitta, che sa di beffarda ingiustizia, perché anche altri quesiti appaiono chiaramente erronei, ma non vengono in alcun modo presi in considerazione.

Oltre a ciò, i ricorsi dapprima al Tar e successivamente al CdS hanno prodotto finora una situazione paradossale e ulteriormente beffarda: accade, infatti, che alcuni candidati con un punteggio nettamente inferiore a quello conseguito da altri vengano ammessi con ordinanza cautelare al Corso Concorso Riservato, mentre altri, con punteggio di 59 su 60 (punteggio minimo di ammissione) ne vengano esclusi, vedendosi respinti i ricorsi presentati a distanza di poche ore dall’ordinanza di accoglimento riservata ai pochissimi “fortunati” e con ricorsi che vertono sulle medesime domande contestate dai primi come dai secondi e persino con il medesimo avvocato e con le medesime motivazioni!

A causa di tutto ciò, per ragioni misteriose, sembra che la sorte si sia accanita contro di noi: siamo stati fortemente lesi e danneggiati, abbiamo ricevuto un evidente grave nocumento, morale e materiale, un danno ingiusto e speriamo NON IRREPARABILE!

Tenuto conto che in uno Stato di diritto a noi cittadini devono essere garantiti, ai sensi di legge, pari protezione, tutela e rispetto dei diritti civili di base e, ripeto, nel caso di specie dei quesiti sono configurabili veri e propri errori che possono essere accertati in modo inequivocabile dal personale competente e preposto al rispetto della legge.

In conclusione, siamo fuori per uno o pochissimi punti, a causa di diversi quesiti errati, equivoci, mal posti o con nessuna risposta esatta: così sono stati ritenuti dai qualificati esperti interpellati, che hanno prodotto anche delle perizie ufficiali, che però almeno al momento sembrano non interessare la magistratura amministrativa.

Sarebbe doveroso da parte degli organi competenti rivedere l’attribuzione del punteggio relativamente almeno ai quesiti INEQUIVOCABILMENTE ERRATI.

Gruppo candidati “I ricorrenti con 59”

La necessità delle ferie

Echi di Silenzio: la Necessità delle Ferie per gli Eroi dell’Istruzione

di Bruno Lorenzo Castrovinci

Quando l’ultima campanella suona e il brusio delle aule si spegne, le scuole sembrano cadere in un silenzio surreale. Gli esami di stato sono ormai un ricordo e quasi tutti i docenti si sono dispersi per le meritate vacanze, cercando riposo e rinnovata energia. Tuttavia, negli uffici di segreteria, le luci rimangono accese. Il Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi e gli assistenti amministrativi, lavorano incessantemente, affrontando tra gli altri adempimenti anche quelli, trasferiti dagli uffici periferici, con una dedizione che sfida il caldo estivo.

Nell’ufficio del Dirigente Scolastico, l’operosità non conosce tregua. Insieme al suo staff, si prepara con meticolosità il nuovo anno scolastico, un compito che richiede attenzione e precisione. Dalla formazione delle sezioni e delle classi prime nelle scuole del primo ciclo, alle classi prime e terze del secondo ciclo, ogni dettaglio è curato con passione. L’assegnazione dei docenti alle classi, bilanciando le specifiche classi di concorso e i tipi di posto in organico, è un puzzle complesso che si compone con pazienza.

In alcune scuole, il primo collegio docenti è già all’orizzonte, con gli ordini del giorno che prendono forma. Altre scuole, che hanno perso la loro autonomia, si dedicano agli ultimi adempimenti, un addio che lascia un vuoto e spesso porta lacrime agli occhi. Nonostante i legami deboli teorizzati da Karl E. Weick, l’appartenenza alla comunità scolastica crea un vincolo forte, che persiste anche dopo il pensionamento, o in questo caso dopo la perdita dell’autonomia.

I collaboratori scolastici e gli assistenti tecnici non sono da meno. Pulire, organizzare e preparare le aule e i laboratori è un lavoro incessante, arricchito quest’anno dalla sfida di completare i nuovi ambienti di apprendimento e i nuovi laboratori, finanziati dal PNRR. Questo lavoro continuo, senza pause adeguate, ha un prezzo elevato: lo stress. Senza riposo, lo stress di lavoro correlato può trasformarsi in burn out, una condizione di esaurimento emotivo e fisico.

Il lavoro nel settore educativo è noto per la sua intensità e le sue sfide. Il personale scolastico deve affrontare una pressione costante per soddisfare le esigenze educative degli studenti e mantenere elevati standard di qualità. Periodi di riposo adeguati e ferie sono essenziali non solo per il benessere individuale, ma anche per garantire l’efficacia del sistema educativo. Le ferie non sono un lusso, ma una necessità vitale, un balsamo per menti e cuori stanchi, che permette di ritornare rinnovati, pronti a ispirare e guidare nuove generazioni.

Specifiche delle Ferie per le Diverse Categorie del Personale Scolastico

Personale ATA – Il personale ATA ha diritto a 30 giorni di ferie annuali, che aumentano a 32 giorni dopo tre anni di servizio. Le ferie possono essere godute durante l’anno scolastico, con l’obbligo di fruire almeno 15 giorni consecutivi nel periodo estivo. Questo periodo di riposo è essenziale per consentire al personale di distaccarsi dalle pressioni quotidiane e ritornare al lavoro rigenerato. Inoltre, al personale ATA vengono riconosciute quattro giornate di riposo aggiuntive, conosciute come “festività soppresse” in base alla Legge n. 937/77.

Insegnanti – Gli insegnanti a tempo indeterminato hanno diritto a 30 giorni di ferie per i primi tre anni di servizio e 32 giorni per gli anni successivi. Gli insegnanti a tempo determinato accumulano ferie proporzionalmente al servizio prestato. Questo periodo di riposo è cruciale per permettere agli insegnanti di ricaricare le energie, riflettere sulle pratiche didattiche e migliorare le proprie competenze professionali. Anche per gli insegnanti, sono previste quattro giornate di riposo aggiuntive come “festività soppresse”​.

Dirigenti Scolastici – I dirigenti scolastici hanno diritto a 32 giorni di ferie se l’orario settimanale di lavoro è distribuito su sei giorni, e 30 giorni se l’orario è su cinque giorni. Le ferie devono essere pianificate in modo da garantire la continuità del servizio, coordinandosi con le esigenze generali della struttura scolastica. Inoltre, anche i dirigenti scolastici hanno diritto a quattro giornate di riposo aggiuntive come “festività soppresse”, che devono essere fruite entro l’anno solare.

L’importanza delle “Festività Soppresse”

Le quattro giornate di riposo aggiuntive, note come “festività soppresse”, derivano dalla Legge n. 937/77. Questi giorni rappresentano un ulteriore beneficio per il personale scolastico, garantendo momenti aggiuntivi di distacco dal lavoro. Questi giorni supplementari sono fondamentali per prevenire l’affaticamento cronico e il burn out, assicurando che il personale possa godere di un riposo adeguato e tornare al lavoro con maggiore vigore e motivazione​.

Le ferie e i giorni di riposo aggiuntivi sono cruciali per il benessere del personale scolastico. Non solo permettono un recupero psicofisico, ma migliorano anche la produttività e la qualità del lavoro svolto. Riconoscere e rispettare questi diritti è essenziale per mantenere un ambiente educativo sano e sostenibile, prevenendo lo stress cronico e il burn out. Le politiche educative devono continuare a promuovere periodi di riposo adeguati a garantire il benessere di tutti i membri della comunità scolastica.

L’Importanza delle Ferie e del Riposo dal punto di vista delle neuroscienze

Le ferie non sono semplicemente una pausa dal lavoro, ma rappresentano un periodo fondamentale per il recupero fisico e mentale. Durante l’anno scolastico, il personale scolastico è sottoposto a stress costanti derivanti dalla gestione delle classi, dalla preparazione delle lezioni, dalle valutazioni e dalla necessità di rispondere alle diverse esigenze degli studenti. Questo continuo stato di tensione può portare a un affaticamento significativo e, senza adeguati periodi di riposo, aumentare il rischio di burn out.

Dal punto di vista delle neuroscienze, il burn out è considerato una risposta patologica allo stress cronico sul lavoro. Si manifesta attraverso sintomi fisici come stanchezza permanente, insonnia, mal di testa e frequenti infezioni, e sintomi psicologici come ansia, irritabilità, isolamento emotivo e una sensazione di fallimento. Questi sintomi non solo riducono l’efficienza lavorativa, ma compromettono anche la qualità della vita personale.

Il burn out è strettamente legato a condizioni come la depressione e l’ansia. Le persone affette da burn out tendono a sviluppare sintomi depressivi e ansiosi, che a loro volta possono aggravare la condizione. Questo ciclo negativo è spesso accompagnato da comportamenti maladattivi come l’abuso di sostanze, che peggiorano ulteriormente la situazione. Le neuroscienze suggeriscono che lo stress cronico altera la struttura e la funzione del cervello, compromettendo la capacità di regolare le emozioni e i processi cognitivi.

Studi hanno dimostrato che un lavoro flessibile e un ambiente di supporto possono agire come fattori protettivi contro il burn out. Il supporto sociale sul posto di lavoro, come buone relazioni con superiori e colleghi, può aumentare la motivazione e la soddisfazione lavorativa, riducendo il rischio di esaurimento. D’altra parte, ambienti di lavoro abusivi o carichi di lavoro eccessivi aumentano significativamente il rischio di sviluppare burn out e altre malattie correlate allo stress.

In sintesi, le ferie non sono solo un diritto, ma una necessità per il recupero psicofisico del personale scolastico. Garantire periodi regolari di riposo e creare un ambiente lavorativo supportivo sono essenziali per prevenire il burn out e promuovere il benessere generale, contribuendo così a mantenere un sistema educativo efficace e sostenibile.

Burn Out e Rischi dell’Eccessivo Lavoro

Il burn out nel settore educativo non è solo un problema individuale, ma ha anche implicazioni sistemiche. Gli insegnanti e i dirigenti che soffrono di burn out non solo vedono una diminuzione del proprio benessere, ma anche della qualità dell’insegnamento e della gestione scolastica. Questo può portare a un ciclo negativo dove l’aumento dello stress porta a una minore efficacia, che a sua volta aumenta lo stress.

Sintomi del Burn Out:

  • Esaurimento Emotivo: Sensazione di essere emotivamente svuotati e incapaci di far fronte alle esigenze quotidiane.
  • Depersonalizzazione: Atteggiamenti negativi, cinici o distaccati verso gli studenti e i colleghi.
  • Ridotta Realizzazione Personale: Sensazione di non essere efficaci o di non riuscire a raggiungere gli obiettivi professionali.

Rischi Associati:

  • Problemi di Salute Fisica e Mentale: Lo stress cronico può portare a problemi di salute come malattie cardiovascolari, disturbi del sonno, depressione e ansia.
  • Riduzione della Qualità dell’Insegnamento: Gli insegnanti affetti da burn out tendono a essere meno efficaci, il che influisce negativamente sull’apprendimento degli studenti.
  • Alto Turnover e Assenteismo: Il personale scolastico con burn out è più incline a prendere giorni di malattia e a lasciare la professione, aumentando i costi e la discontinuità per le istituzioni educative.

Conclusione

Amare la scuola e gli studenti significa, prima di tutto, amare e prendersi cura del personale scolastico, creando un ambiente lavorativo che offra tutti i comfort di una società civile. Sale professori ben attrezzate con spazi ricreativi, cucine per pranzare insieme, angoli per il tè o il caffè, divanetti, smart TV e biblioteche dedicate sono esempi di come le scuole del Nord Europa valorizzano il benessere del personale. Questi ambienti non solo offrono un luogo dove riposarsi, ma favoriscono anche le relazioni tra colleghi, creando una comunità scolastica più unita e motivata.

Le scuole nordiche, come quelle in Finlandia e Danimarca, hanno implementato modelli educativi innovativi che comprendono spazi di apprendimento flessibili e ambienti familiari. Gli studenti chiamano gli insegnanti per nome, partecipano attivamente alle decisioni educative e beneficiano di un approccio interdisciplinare che integra diverse materie in modo organico e collaborativo. Le aule sono ampie, spesso con tappeti dove gli studenti possono sedersi a terra, promuovendo un ambiente rilassato e accogliente​​.

Relazioni sane e un ambiente di lavoro positivo sono fondamentali per prevenire lo stress correlato al lavoro e il burn out. Un personale motivato e felice trasmette agli studenti un senso di benessere e sicurezza, migliorando l’intero clima scolastico. La prevenzione dello stress e la promozione del benessere passano anche attraverso politiche che riconoscono l’importanza delle ferie e del riposo, garantendo un equilibrio sano tra vita lavorativa e personale. Questo non solo migliora la salute fisica e mentale dei lavoratori, ma assicura anche una maggiore qualità dell’insegnamento e una gestione scolastica più efficiente.

Il valore delle ferie e del riposo è quindi inestimabile. Creare spazi accoglienti e fornire opportunità di recupero non è un lusso, ma una necessità per un sistema educativo sostenibile e di successo. Le politiche educative devono abbracciare queste pratiche, imparando dai migliori modelli europei, per costruire scuole dove non solo gli studenti, ma anche il personale scolastico possa prosperare e sentirsi parte di una comunità che li valorizza e li sostiene ogni giorno. 

Progressioni di carriera ATA

Decreto Direttoriale 17 luglio 2024, AOODPIT 1897

Procedura valutativa, per complessivi 1.435 posti, per la progressione all’area dei funzionari e dell’elevata qualificazione


Partono dalle ore 12:00 di venerdì 19 luglio, i termini per partecipare alla procedura valutativa di progressione all’Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione, finalizzata alla copertura di 1.435 posti.

“Con la procedura che si apre oggi, gli assistenti amministrativi che hanno svolto le funzioni di DSGA, contribuendo con particolare impegno al funzionamento delle istituzioni scolastiche, avranno una concreta prospettiva di retribuzione e di carriera. Un altro passo in avanti lungo il percorso di riconoscimento e valorizzazione delle competenze del personale scolastico, decisivo per migliorare la qualità dell’intero sistema scuola”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

NOTA DI SINTESI

La procedura, indetta su base regionale, è finalizzata alla copertura di 1.435 posti, destinati alle immissioni in ruolo nell’arco degli anni scolastici 2024/2025, 2025/2026, 2026/2027.

Potranno partecipare gli assistenti amministrativi con laurea magistrale e con almeno 5 anni di esperienza nell’area degli assistenti e/o nell’equivalente area del precedente sistema di classificazione e gli assistenti amministrativi con diploma di Scuola secondaria di II grado e con almeno 10 anni di esperienza nell’area degli assistenti e/o nell’equivalente area del precedente sistema di classificazione. In entrambi i casi, la partecipazione è riservata a chi abbia svolto a tempo pieno le funzioni di DSGA (Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi) per almeno tre anni scolastici interi, compreso il 2023/2024, laddove sia stato conferito incarico annuale. Ogni candidato può presentare domanda per una sola regione.

Le istanze possono essere presentate esclusivamente online dalle ore 12.00 del 19 luglio 2024 alle ore 23.59 del 29 luglio 2024, attraverso il Portale unico del reclutamento, www.inpa.gov.it. Per accedere alla compilazione dell’istanza occorre essere in possesso delle credenziali del Sistema Pubblico di identità digitale (SPID) o di quelle della Carta di Identità Elettronica (CIE). Inoltre, occorre essere abilitati al servizio “Istanze on line”. Il servizio è eventualmente raggiungibile anche attraverso l’applicazione “Piattaforma Concorsi e Procedure selettive” del sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Le commissioni di valutazione disporranno di 100 punti e la distribuzione del punteggio sarà effettuata sulla base dell’esperienza nell’area di provenienza (per un massimo 25 punti), dei titoli di studio (per un massimo di 25 punti) e delle competenze professionali acquisite (per un massimo di 50 punti). Conclusa la valutazione, gli aspiranti saranno inseriti in graduatorie regionali.

I posti disponibili nel triennio per Regione:

Abruzzo 36

Basilicata 11

Calabria 34

Campania 47

Emilia-Romagna 120

Friuli Venezia Giulia 31

Lazio 137

Liguria 36

Lombardia 382

Marche 40

Molise 4

Piemonte 128

Puglia 66

Sardegna 41

Sicilia 64

Toscana 90

Umbria 19

Veneto 149

TOTALE 1.435

Mobilità 2024/2025

Calendario Mobilità

a cura di Dario Cillo


Mobilità

Mobilita@edscuola.com


Mobilità del personale docente, educativo e ATA per l’anno scolastico 2024/2025 (MIM)


Utilizzazioni e Assegnazioni provvisorie

La Nota 4 luglio 2024, AOODGPER 101933, prevede il seguente calendario per le domande di utilizzazione ed assegnazione provvisoria per l’anno scolastico 2024/2025:

Tipo di personaleTermine presentazione domande
Personale Docente11 – 24 luglio 2024 
Personale Educativo11 – 24 luglio 2024 
Personale IRC11 – 24 luglio 2024 
Personale ATA8 – 19 luglio 2024

Trasferimenti

Il 22 febbraio presentata l’informativa sull’annuale Ordinanza Ministeriale relativa alle operazioni di mobilità per l’a.s. 2024/25.

Di seguito il calendario per la presentazione delle domande: 

Termine presentazione domandeTermine acquisizione domandeDiffusione risultati
Personale Docente (1 – 2)26 febbraio – 16 marzo23 aprile17 maggio
Personale Educativo (3)28 febbraio – 19 marzo24 aprile22 maggio
Personale ATA (4)8 – 25 marzo6 maggio27 maggio
Personale IRC (5)21 marzo – 17 aprile30 maggio
NB: Sono indicate in rosso le date che hanno subito variazioni

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha sottoscritto il 21 febbraio il Contratto collettivo nazionale integrativo sulla mobilità del personale della scuola per l’anno scolastico 2024/2025, in un clima di proficua collaborazione con le organizzazioni sindacali di categoria.
L’accordo ha permesso di integrare il CCNI vigente per applicare già ai trasferimenti del prossimo anno scolastico le novità introdotte dal Contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL), sottoscritto in via definitiva il 18 gennaio scorso. In questo modo sarà data attenzione alle esigenze familiari del personale della scuola e, in particolare, alle situazioni soggettive di chi ha figli minori di 12 anni o ai cosiddetti caregiver, cioè coloro che prestano assistenza e cura a familiari disabili.
È stato raggiunto un importante risultato – ha dichiarato il Ministro Giuseppe Valditara – ampliando le tutele per il personale con esigenze familiari e di assistenza e ponendo le basi per una più ampia revisione del prossimo contratto integrativo, con l’obiettivo di valorizzare le tante professionalità impegnate nel campo dell’innovazione didattica”.

(1 – Scuola Infanzia e Primaria) Il dirigente scolastico competente provvede, entro i 15 giorni successivi al termine fissato dall’O.M. per la presentazione delle domande di mobilità, alla formazione e pubblicazione all’albo dell’istituzione scolastica delle relative graduatorie comprendenti gli insegnanti titolari su scuola nel rispetto della disciplina prevista per la protezione dei dati personali. (art. 19, c. 4, CCNI)

(2- Scuola Secondaria) I dirigenti scolastici, entro i 15 giorni successivi alla scadenza delle domande di trasferimento, formulano e affiggono all’Albo, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, le graduatorie per l’individuazione dei soprannumerari in base alla sopracitata tabella con le precisazioni concernenti i trasferimenti d’ufficio, tenendo presente che debbono essere valutati soltanto i titoli in possesso degli interessati entro il termine previsto per la presentazione della domanda di trasferimento. (art. 21, c. 3, CCNI)

(3) Il dirigente scolastico competente, provvede – entro 10 giorni dalla data di pubblicazione della tabella organica – alla formazione e pubblicazione, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, all’albo della direzione delle graduatorie relative al personale educativo interessato al fenomeno delle soppressioni. (art. 31, c. 4, CCNI)

(4) I dirigenti scolastici, entro i 15 giorni successivi alla scadenza delle domande di trasferimento, formulano, nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali, e affiggono all’albo le graduatorie per l’individuazione dei perdenti posto. (art. 45, c. 5, CCNI)

(5) Gli insegnanti di religione cattolica che si vengano a trovare in posizione di soprannumero rispetto alle dotazioni organiche di ogni singola diocesi sono individuati sulla base della graduatoria articolata per ambiti territoriali diocesani, predisposta dall’Ufficio scolastico regionale competente, di cui alla successiva specifica ordinanza ministeriale. (art. 27, c. 7, CCNI)

DL sport, sostegno ed avvio a.s. 2024/2025

Il 23 luglio l’Aula del Senato esamina il ddl di conversione del decreto-legge 31 maggio 2024, n. 71 recante disposizioni urgenti in materia di sport, di sostegno didattico agli alunni con disabilità, per il regolare avvio dell’anno scolastico 2024/2025 e in materia di università e ricerca, già approvato dalla Camera (A.S. 1193).

Il 18 luglio la 7a Commissionedel Senato ha esaminato il ddl di conversione del d-l n. 71 recante disposizioni urgenti in materia di sport, di sostegno didattico agli alunni con disabilità, per il regolare avvio dell’anno scolastico 2024/2025 e in materia di università e ricerca, approvato dalla Camera (A.S. 1193).

Il 17 luglio la Camera, con 174 voti favorevoli e 123 contrari, ha approvato il disegno di legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2024, n. 71, recante disposizioni urgenti in materia di sport, di sostegno didattico agli alunni con disabilità, per il regolare avvio dell’anno scolastico 2024/2025 e in materia di università e ricerca (C. 1902-A).

Nella parte di competenza del Ministero dell’Istruzione e del Merito, il decreto contiene diversi interventi finalizzati ad assicurare il regolare avvio dell’anno scolastico 2024/2025, a potenziare il sostegno per gli alunni con disabilità e a realizzare l’inclusione degli studenti di origini straniere, ma anche a rafforzare l’azione amministrativa e a garantire le immissioni in ruolo di nuovi docenti.

Si tratta di misure importanti che abbiamo fortemente voluto e che segnano un ulteriore passo avanti dell’azione riformatrice del governo e della maggioranza parlamentare”, dichiara il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. “Tra le tante, mi soffermo su due misure: sostegno e stranieri. Per rispondere alla carenza di docenti di sostegno, 85mila insegnanti ad oggi non sono specializzati, potenziamo i percorsi di specializzazione attraverso una nuova offerta formativa. Le famiglie inoltre potranno decidere di chiedere la conferma del docente di sostegno che lavora al fianco del proprio figlio, così da garantire, anche in caso di supplenti, quella continuità didattica che è presidio fondamentale per la didattica di tutti ma in modo particolare per gli alunni più fragili. Gli studenti di origini straniere, inoltre, dovranno acquisire una conoscenza adeguata dell’italiano, con corsi obbligatori e docenti dedicati: la lingua è requisito fondamentale per una inclusione che sia vera e non solo predicata. Il nostro obiettivo”, conclude Valditara, “è una scuola sempre più inclusiva e con standard qualitativi sempre più alti, in cui siano valorizzati e promossi i talenti di ogni giovane, indipendentemente dalle condizioni di partenza”.


Il 15, 16 e 17 luglio l’Aula della Camera esamina il DdL C. 1902-A Disposizioni urgenti in materia di sport, di sostegno didattico agli alunni con disabilità, per il regolare avvio dell’anno scolastico 2024/2025 e in materia di università e ricerca.


Il Consiglio dei Ministri, nel corso della riunione di venerdì 24 maggio 2024, ha approvato un decreto legge relativo a disposizioni urgenti in materia di sport, di sostegno didattico agli alunni con disabilità e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2024/2025

Lo schema di DL si declina in quattordici articoli tra i quali:

  • l’articolo 1 dispone in materia di funzionamento degli Organismi sportivi, in particolare, prevede che il Presidente candidato al quarto mandato consecutivo, che non raggiunge i due terzi del totale dei voti validamente espressi, non è eletto e non è più candidabile;
  • l’articolo 2 istituisce la Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche che svolge i compiti di controllo e vigilanza sulla legittimità e regolarità della gestione economica e finanziaria delle società sportive professionistiche partecipanti ai campionati relativi a discipline di sport di squadra al fine di verificare il rispetto dei principi di corretta gestione, il mantenimento dell’equilibrio economico e finanziario e il funzionamento dei controlli interni; tra i poteri della Commissione quello di indicare le misure correttive e riparatrici; inoltre si prevede che la Commissione, dotata di autonomia regolamentare, organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile e finanziaria; ne fanno parte oltre ai due membri di diritto (il Presidente dell’Istituto nazionale previdenza sociale e il Direttore dell’Agenzia delle entrate, o dirigenti di livello generale appartenenti alle rispettive istituzioni da loro delegati), il Presidente e altri quattro componenti, due dei quali individuati nell’ambito di una rosa di cinque nominativi proposti dalle Federazioni sportive nazionali interessate, d’intesa con le Leghe professionistiche di riferimento; la nomina del presidente e dei componenti della Commissione è previamente sottoposta al parere delle competenti Commissioni parlamentari che lo esprime a maggioranza dei due terzi; si prevede infine uno stringente regime di incompatibilità del presidente e dei componenti e al termine della carica, sorge una incompatibilità di due anni;
  • l’articolo 5 dispone in materia di accesso alla ripartizione delle risorse economiche e finanziarie in ambito sportivo legati ai campionati di calcio, rispetto al quale si opera una innovazione, in quanto il tetto di durata di tre esercizi per gli incarichi di revisione e la previsione che non possono essere rinnovati o nuovamente conferiti se non a tre anni di distanza dal precedente incarico si applica alle sole società che non siano italiane emittenti valori mobiliari ammessi alla negoziazione su mercati regolamentati.

Lo schema di DL prevede inoltre:

  • Disposizioni per favorire l’integrazione degli studenti stranieri 
    Le misure sono rivolte agli alunni stranieri che non possiedono un adeguato livello di conoscenza della lingua italiana, per i quali si prevede la possibilità per le scuole già per il prossimo anno scolastico di accedere a specifici progetti PON e di avviare un percorso che porterà a introdurre un docente con una formazione ad hoc per le classi con un numero di studenti stranieri neoarrivati in Italia e con deficit nella lingua pari o superiore al 20%. 
  • Misure per il rafforzamento del sostegno didattico agli alunni con disabilità
    Nuovi percorsi di specializzazione per i docenti “precari” di sostegno – Per far fronte alla cronica carenza di docenti specializzati sul sostegno, si introduce, in aggiunta all’offerta delle università, una offerta formativa di specializzazione sul sostegno erogata da INDIRE, rivolta ai circa 85 mila docenti “precari” che da anni già svolgono questo ruolo, per quanto privi di specializzazione. 
    Risoluzione del contenzioso sui titoli esteri – Si interviene al fine di favorire la risoluzione del contenzioso collegato al mancato riconoscimento dei titoli di specializzazione sul sostegno conseguiti all’estero, circa 11 mila i soggetti che possono accedere a percorsi di specializzazione “ad hoc”, sempre erogati da INDIRE. 
    Continuità didattica agli alunni con disabilità – Al fine di garantire la continuità dei docenti a tempo determinato su posto di sostegno, si prevede la possibilità, su richiesta della famiglia dell’alunno con disabilità, di ottenere la conferma del docente in servizio nel precedente anno scolastico, previa valutazione del dirigente scolastico e nell’interesse del discente. 
  • Valutazione dei dirigenti scolastici
    Viene introdotto un nuovo modello di valutazione per i dirigenti in grado di misurare la loro attività sulla base di parametri di merito. Il nuovo modello di valutazione sarà contenuto in un decreto del Ministro, da adottarsi con il coinvolgimento dei sindacati. 
  • Ulteriori misure di urgenza in ambito scolastico
    Si introduce una norma transitoria, valevole solo per il prossimo anno scolastico, per regolare la mobilità dei dirigenti scolastici, nelle more dell’entrata in vigore del CCNL appena siglato, prevedendo di innalzare al massimo (100%) la percentuale di posti disponibili a beneficio della mobilità dei dirigenti attualmente nei ruoli.

«Il provvedimento approvato oggi dal Consiglio dei Ministri su nostra proposta – dichiara il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara – rappresenta una pietra miliare nella politica del governo per una vera eguaglianza di tutti gli studenti. Per gli stranieri il nostro obiettivo è consentire a ciascuno di avere una adeguata conoscenza della lingua italiana, primo, fondamentale passo per una reale inclusione. Nelle classi dove gli studenti di origini straniere, e che abbiano importanti carenze nella conoscenza della lingua, siano uguali o superiori al 20%, dal 2025 arriverà un docente adeguatamente formato che affiancherà con lezioni di potenziamento il lavoro di classe. Già da settembre, intanto, le scuole potranno organizzare corsi aggiuntivi extracurricolari di potenziamento grazie a fondi ad hoc del PON.
Il decreto – prosegue il Ministro – costituisce, al tempo stesso, un passaggio di tutto rilievo per una più efficiente impostazione dell’attività di sostegno didattico degli studenti con disabilità. Puntiamo ad ampliare l’organico dei docenti di sostegno specializzati e, insieme, a garantire la continuità didattica ai ragazzi anche nel caso di docenti non di ruolo. Misure concrete, ispirate al criterio del “fare”, per una scuola che sia realmente costituzionale, al servizio di ogni studente».

I punti salienti del decreto-legge

1) Disposizioni per favorire l’integrazione degli studenti stranieri
Si tratta della prima azione, assunta nel nostro sistema di istruzione, che prevede interventi mirati a beneficio della reale integrazione degli alunni stranieri, attraverso attività di potenziamento concretamente messe a disposizione delle scuole. Le misure sono rivolte, infatti, a quegli alunni stranieri che, soprattutto se neoarrivati in Italia, non possiedono un adeguato livello di conoscenza della lingua italiana come lingua di comunicazione e (conseguentemente) di studio, e che mantengono gravi deficit di conoscenza della lingua nel percorso successivo. Basti pensare che il tasso di dispersione scolastica per questi studenti stranieri si attesta, infatti, a oltre il 30% a fronte di una dispersione degli studenti italiani pari ad appena il 9,8%. Per queste ragioni, si prevede, da una parte, la possibilità per le scuole – già per il prossimo anno scolastico – di accedere a specifici progetti PON volti ad assicurare il potenziamento dell’apprendimento della lingua italiana; dall’altra, di avviare un percorso che porterà, attraverso la rimodulazione degli organici, ad introdurre, per le classi con un numero di studenti stranieri neoarrivati in Italia, e con deficit nella lingua, pari o superiore al 20%, un docente con una formazione ad hoc.

2) Misure per il rafforzamento del sostegno didattico agli alunni con disabilità
Il decreto-legge contiene un “pacchetto” di misure rivolte ad assicurare una assistenza sempre più qualificata dei docenti di sostegno agli alunni con disabilità, favorendo, al contempo, la continuità didattica a beneficio degli alunni medesimi.

a) Nuovi percorsi di specializzazione per i docenti “precari” di sostegno
Per far fronte alla cronica carenza di docenti specializzati sul sostegno, si interviene introducendo, in aggiunta all’offerta formativa delle università, una nuova offerta formativa di specializzazione sul sostegno, erogata da INDIRE (ente pubblico di ricerca già deputato alla formazione del personale della scuola), rivolta ai docenti “precari”, che da anni già svolgono questo ruolo, per quanto privi di specializzazione. L’intervento, di natura transitoria ed eccezionale, si rivolge ad una platea di circa 85 mila docenti che l’attuale sistema di specializzazione non è riuscito ad intercettare.

b) Risoluzione del contenzioso sui titoli esteri
Nell’ambito di questa misura si interviene anche al fine di favorire la risoluzione del contenzioso collegato al mancato riconoscimento dei titoli di specializzazione sul sostegno conseguiti all’estero. Si prevede, infatti, che i circa 11 mila soggetti con istanza di riconoscimento o contenzioso pendente possano accedere a percorsi di specializzazione “ad hoc”, sempre erogati da INDIRE.

c) Continuità didattica agli alunni con disabilità
Al fine di garantire la continuità dei docenti a tempo determinato su posto di sostegno, si prevede la possibilità, su richiesta della famiglia dell’alunno con disabilità, di ottenere la conferma del docente in servizio nel precedente anno scolastico, previa valutazione da parte del dirigente scolastico e nell’interesse del discente. La conferma viene disposta prioritariamente nei confronti dei docenti in possesso dello specifico titolo di specializzazione per l’insegnamento agli alunni con disabilità.

3) Valutazione dei dirigenti scolastici
Viene finalmente introdotto un nuovo modello di valutazione per i dirigenti scolastici in grado di misurare la loro attività sulla base di parametri di merito. L’intervento si inserisce nel solco di una stagione di importante valorizzazione, anche economica, del ruolo di dirigente scolastico, al quale corrisponde un conseguente adeguamento dei relativi sistemi di valutazione, secondo i modelli più virtuosi indicati per tutto il comparto pubblico. Con la disposizione proposta si garantisce un’oggettiva e trasparente valutazione delle performance individuali sulla base di obiettivi definiti e misurabili, consentendo il riconoscimento della retribuzione di risultato in base al raggiungimento degli obiettivi assegnati. Il nuovo modello di valutazione sarà contenuto in un decreto del Ministro, da adottarsi con il doveroso coinvolgimento dei sindacati.

4) Ulteriori misure di urgenza in ambito scolastico
Si introduce una norma transitoria, valevole solo per il prossimo anno scolastico, per regolare la mobilità dei dirigenti scolastici, nelle more dell’entrata in vigore del CCNL appena siglato, prevedendo di innalzare al massimo (100%) la percentuale di posti disponibili a beneficio della mobilità dei dirigenti attualmente nei ruoli.

G. Genisi, Gioco pericoloso

La Genisi continua a sorprendere

di Antonio Stanca

   Una nuova edizione di Gioco pericoloso, quarto romanzo dei dieci che compongono la serie intitolata “Le indagini di Lolita Lobosco” della scrittrice Gabriella Genisi, è comparsa di recente presso Feltrinelli su licenza Marsilio. L’opera è del 2014 e rientra nella prima serie “gialla” della scrittrice, quella iniziata nel 2010, ambientata in Puglia e pubblicata da Sonzogno, mentre la seconda serie avrà inizio nel 2019, sarà ambientata nel Salento, avrà come protagonista Chicca Lopez e sarà pubblicata da Rizzoli. Anche altre opere di genere “giallo” ha scritto la Genisi ma a renderla famosa sono state quelle dedicate al personaggio di Lolita Lobosco, il commissario-donna che ha origini napoletane, lavora presso la questura di Bari, dirige la sezione Omicidi, e molto nuovo, molto diverso dal solito si è rivelato, molto capace di attirare i lettori, coinvolgerli sia per le circostanze che lo vedono impegnato sia per i modi che le narrano. La serie di Lolita Lobosco avrà una riduzione televisiva, tante traduzioni e farà della protagonista un personaggio conosciuto e amato. Famosa diventerà anche la scrittrice, la creatrice del personaggio, quella ragazza che, nata a Bari nel 1965, in molti modi, in molti sensi si era applicata prima di iniziare a scrivere. Aveva passato i quarant’anni quando lo aveva fatto, molto vi si sarebbe applicata, molte opere avrebbe prodotto, molto successo avrebbe ottenuto. Ora vive tra Bari e Parigi, ha cinquantanove anni e sempre intensa, sempre riuscita è la sua attività. A far valere la Genisi, a distinguerla è una maniera sua propria, un procedimento, una visione che non comprende solo quanto di particolare, di criminale ogni volta succede ma anche quanto si verifica vicino, intorno, nel tempo, nello spazio circostante e in ogni altro risvolto. Per molto, per tutto c’è posto nella sua scrittura, per quanto c’era prima dell’accaduto, per quanto c’è dopo, per quegli abusi linguistici, quelle libertà lessicali necessarie a rendere più vera la vicenda rappresentata. È come se stesse parlando, come se la si stesse ascoltando mentre la si legge, è difficile distrarsi da quanto sta dicendo, da come lo sta dicendo. Molto di storia, di cultura, di vita, di passato e di presente, di verità e d’invenzione, c’è nei romanzi di Gabriella Genisi specie in quelli interpretati da Lolita Lobosco e ambientati in Puglia.  È come se procurassero un’anima, uno spirito a luoghi che non ce l’avevano, che erano rimasti esclusi, privi di evidenza. Non c’è posto dove non giungano le sue indagini, non c’è ambiente, usanza, costume che non rilevino, che non colleghino col caso in questione. Molto ampia, molto mossa, molto dinamica è la narrazione della Genisi, riflette il carattere della commissaria che non agisce solo come organo di polizia ma che tanti ruoli sa assumere, in tanti posti sa trovarsi, tante cose sa fare convinta che solo l’azione, il movimento sia conoscenza, conquista, vita. Così pure in Gioco pericoloso, dove la Lobosco è impegnata ad indagare su un grosso complotto che col tempo si è costituito nell’ambito del Calcioscommesse e tanto si è esteso da coinvolgere non solo gli ambienti sportivi baresi ma anche quelli di altre città e nazioni, da tenere rapporti con la mafia, da giungere ad azioni criminali. Il quadro si è complicato al punto da diventare difficile e poco chiaro. Nonostante tutto ancora una volta sola vorrà essere la Lobosco nella sua indagine, ancora una volta instancabile sarà, seri pericoli correrà ma ci riuscirà con grande sollievo suo e di quanti la conoscono e la seguono. Molto alta era diventata stavolta la posta in gioco ma non aveva spaventato Lolita. Neanche il suo uomo le era rimasto vicino, in ambito internazionale, con colleghe straniere aveva dovuto confrontarsi e scoprire che vita moderna vuol dire ormai gravi pericoli, affari sporchi, giochi di denaro, commerci illeciti, abusi, contraffazioni e ogni altra illegalità. A molti rischi si vedrà esposta la Lolita, era la prima volta che una situazione si complicava a tal punto, assumeva tanti aspetti, coinvolgeva tanti ambienti. Esserne usciti vittoriosi non è merito suo ma della Genisi che tramite il suo personaggio ha confermato le sue qualità, le sue capacità di costruire casi tanto interessanti, tanto validi da farla ritenere una delle maggiori scrittrici del momento.

Periodo di prova personale ATA, da due a sei mesi a seconda del profilo di appartenenza: nota USR Piemonte

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Il nuovo CCNL 2019/2021, all’art. 62, dispone che il periodo di prova per il personale ATA varia da due mesi a sei mesi, in base al profilo di appartenenza.

Durata del periodo di prova

In particolare, la nuova formulazione fissa la durata del periodo di prova come segue:

a) due mesi per i dipendenti inquadrati nelle aree di Collaboratore e di Operatore;

b) quattro mesi per i dipendenti inquadrati nell’area di Assistente;

c) sei mesi per i dipendenti inquadrati nell’area dei Funzionari ed elevate qualificazioni (pensiamo ai DSGA).

La principale novità sul punto è rinvenibile nella previsione, per la figura del DSGA, di un periodo di prova che passa da 4 a 6 mesi.

La nota dell’USR Piemonte

Sull’argomento l’USR Piemonte propone un’utile ricognizione normativa, richiamando le previsioni in materia contenute nel Codice Civile e nel CCNL di riferimento.

L’Ufficio scolastico si sofferma anche sugli adempimenti di competenza del Dirigente scolastico per la conferma in ruolo, invitando soprattutto ad attenzionare il personale ATA in periodo di prova, tracciare le attività a questi assegnate e valutare seriamente e obiettivamente la sussistenza o meno dei presupposti per la conferma in ruolo.

Ad esempio, con riferimento al collaboratore scolastico, l’USR suggerisce di “verificare se le aule ad esso affidate per la pulizia risultino effettivamente pulite e il grado di attenzione posta nell’espletamento del servizio; se il comportamento tenuto in relazione all’accoglienza dell’utenza e/o alla sorveglianza per la parte di competenza sia conforme ai canoni di correttezza. Si potrebbe tener conto di eventuali lamentele da parte dell’utenza, da parte degli altri colleghi, della necessità di sollecitazioni per espletare le mansioni di propria competenza, dell’autonomia nello svolgimento delle stesse“.

Conclude la trattazione l’analisi di alcuni principi giurisprudenziali.

LA NOTA

Abbandono scolastico, aumenta se i genitori sono poco istruiti: lo dice l’ISTAT

da La Tecnica della Scuola

Resta fondamentale il livello di istruzione dei genitori per i percorsi di studio dei figli: questo è il primo aspetto evidenziato dall’ISTAT, nel rapporto “Livelli di istruzione e ritorni occupazionali – Anno 2023”.

Nell’edizione del 2023 dell’indagine, è emerso che tra i giovani i cui genitori hanno un basso livello di istruzione, quasi un quarto (24%) lascia la scuola prematuramente e poco più del 10% ottiene un titolo terziario.

Al contrario, se almeno uno dei genitori è laureato, le percentuali scendono al 2% per l’abbandono scolastico e salgono a circa il 70% per il conseguimento del titolo terziario.

Quindi, l’abbandono scolastico è fortemente influenzato dal livello di istruzione dei genitori.

Come accade per il conseguimento di un titolo terziario, anche la dispersione scolastica è legata alle caratteristiche della famiglia di origine: se i genitori hanno un basso livello di istruzione, l’incidenza degli abbandoni precoci è molto alta. Quasi un quarto (23,9%) dei giovani tra i 18 e i 24 anni con genitori che possiedono al massimo la licenza media ha abbandonato gli studi prima di ottenere il diploma. Questa percentuale scende al 5,0% se almeno uno dei genitori ha un titolo di istruzione secondaria superiore, e all’1,6% se i genitori sono laureati.

 

 

Smartphone vietati fino alle scuole medie: genitori, docenti e studenti d’accordo (o quasi)

da Tuttoscuola

Poteva essere una mossa potenzialmente divisiva. Invece, la decisione del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, di vietare in modo assoluto – anche per scopi didattici – l’uso degli smartphone nelle scuole elementari e medie sembra mettere tutti, o quasi, d’accordo. Come mostra, infatti, un sondaggio a caldo effettuato dal portale Skuola.net – che, all’indomani dell’annuncio del Ministro sull’arrivo della circolare in materia, ha raggiunto 500 persone, tra studenti, genitori e insegnanti – ben 3 membri della comunità scolastica su 4 si schierano a favore del provvedimento.

Il meglio, però, si incontra entrando ancor di più all’interno delle risposte delle varie “platee”. Perché ci può stare – anzi, è quasi normale – che tra i docenti circa l’80% appoggi la mossa di Valditara. Ma è già più spiazzante scoprire che, più di loro, siano i genitori ad accogliere a braccia aperte la novità: isolando mamme e papà il consenso arriva a sfiorare il 90%; in questo caso, dunque, le famiglie sembrano non prendere le parti dei figli, come invece spesso accade per altre vicende scolastiche.

Ma le vere sorprese si registrano al cospetto degli studenti destinatari diretti della stretta contro i cellulari. Ovvio che i numeri siano più bassi. Ma non è comunque trascurabile il fatto che, tra gli alunni delle classi secondarie inferiori, 2 su 3 si dicano disposti a lasciare il telefono spento fin quando si trovano a scuola. E non si tratta di un abbaglio, visto che pure i loro colleghi più grandi – non toccati dal provvedimento – la pensano allo stesso modo: tra gli alunni delle superiori sono sempre i due terzi (67%) ad approvare la scelta ministeriale. Segno che, a prescindere dal livello scolastico, il consenso studentesco ha questa consistenza.

Le motivazioni alla base di questa scelta di campo inequivocabile sono le più varie. A sbilanciarsi, in questo caso, sono soprattutto gli adulti. C’è chi dice, ad esempio, che il divieto possa “servire a disciplinare gli studenti nell’essere attenti e concentrati”. Chi giudica la circolare in arrivo “ottima, se non altro per abituare i giovani a sopravvivere anche se ‘scollegati’ per qualche ora”. E chi, in modo più netto, sostiene che sia giusto in quanto “la scuola non deve essere un bar ma un luogo serio”.

Qualcuno si concentra sul puro aspetto didattico, sperando che in tal modo “gli studenti si possano approcciare meglio all’oggetto libro e non solo a un testo davanti uno schermo” oppure che “possano far sviluppare al proprio cervello metodi risolutivi alternativi”.

Per altri, invece, il bando agli smartphone potrebbe avere degli effetti positivi anche oltre i momenti di lezione, aiutando “la socializzazione tra gli alunni”. C’è pure chi argomenta meglio tale visione: “Considerando che l’uso del telefono o computer ricopre la vita di un bambino ragazzino nelle ore che si passano a casa – fa notare un genitore – credo sia necessario nell’ambito scuola lasciare quel tempo per aprirsi a relazioni sociali dirette e non limitarsi a conoscere e frequentare altra gente”. E chi sposa la linea di Valditara in quanto “i bambini non capiscono cosa vuol dire uso eccessivo del cellulare e lo fanno ogni giorno. Il cellulare in mano gli stacca il cervello e si deve fare qualcosa prima che sia troppo tardi”.

Non mancano, comunque, le voci di dissenso. In fondo, mediamente, 1 su 4 è contrario al provvedimento. E tra le ragazze e i ragazzi si sale oltre il 30%. Qui, come prevedibile i commenti si fanno molto più duri e provengono specialmente dal fronte studenti. “Ormai queste tecnologie – sottolinea un alunno – fanno parte delle nostre vite, bisogna educare all’uso corretto, vietarle è del tutto inutile”. Si accoda un altro che ritiene “assurdo parlare di didattica innovativa e poi bloccare l’uso dei dispositivi”. E poi ci sono le voci più collaborative, come quella che riterrebbe giusta la decisione “solo se valesse anche per gli insegnanti”. Ma anche quelle che si pongono in aperto dissenso, come una che, così facendo, lascia intravedere “un ritorno all’era dei dinosauri”.

Scuole paritarie contrasto alla dispersione scolastica

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato il 18 luglio l’Avviso, destinato alle Scuole secondarie di I e II grado paritarie non commerciali, per la presentazione di progetti per la realizzazione di interventi di tutoraggio e formazione per la riduzione dei divari negli apprendimenti e per il contrasto alla dispersione scolastica. I progetti saranno finanziati a valere su fondi del PNRR per circa 45 milioni di euro.

Le scuole paritarie potranno utilizzare le risorse che saranno assegnate per attivare percorsi di mentoring e orientamento personalizzati, corsi di potenziamento delle competenze di base, di motivazione e accompagnamento, percorsi formativi e laboratoriali co-curriculari, attività da svolgere anche con il coinvolgimento delle famiglie.

“Con questo Avviso – dichiara Giuseppe Valditara, Ministro dell’Istruzione e del Merito – proseguiamo, coinvolgendo anche gli istituti paritari del sistema nazionale di istruzione, l’azione di contrasto ai divari territoriali e alla dispersione scolastica, con attività mirate a sostenere e motivare gli studenti più fragili. Il nostro obiettivo – prosegue Valditara – è costruire una scuola basata sulla personalizzazione della didattica e sull’orientamento, capace di far emergere i talenti e le potenzialità di ogni studente, senza lasciare nessuno indietro”.

I progetti potranno essere coordinati da uno specifico team per la prevenzione della dispersione scolastica, in favore di studenti con fragilità negli apprendimenti, a rischio di abbandono o che abbiano interrotto la frequenza scolastica.

Le attività potranno essere svolte anche in partenariato con soggetti pubblici e privati, enti e organizzazioni del volontariato e del terzo settore che svolgono attività formative per gli studenti.

Gli enti gestori delle Scuole secondarie paritarie potranno presentare la propria candidatura sulla piattaforma ministeriale dedicata, “Futura PNRR”, entro il 12 settembre 2024.

Giusto Catania “promosso” in un liceo top di Palermo, poi l’Usr ci ripensa: “pago il mio essere di sinistra, questo è il Merito?”

da La Tecnica della Scuola

Di Alessandro Giuliani

“Nel Paese di Giorgia Meloni bisogna sempre premiare il merito, soprattutto nella scuola, a meno che tu non sia di sinistra. Improvvisamente e senza alcuna motivazione”: inizia così il post pubblicato da Giusto Catania, preside da oltre un decennio del Cep, l’Istituto Comprensivo Giuliana Saladino di Palermo, con un passato da consigliere comunale, fino a diventare capogruppo di Rifondazione Comunista a Palazzo delle Aquile.

Catania è da diversi anni artefice di tante battaglie in difesa dei diritti e dell’autonomia scolastica, oltre che convinto sostenitore delle presidenze da gestire sulla base del rispetto delle regole e sempre mai dimenticando che i ds sono stati prima dei docenti quindi dando la priorità ai contenuti pedagogici, didattici e d’attenzione al processo educativo.

Pochissimi giorni fa Giusto Catania aveva ricevuto la notizia che sarebbe stato “promosso” per insediarsi in una nuova sede scolastica: uno dei licei più prestigiosi del capoluogo di provincia, probabilmente anche della Sicilia, l’Umberto I. E il dirigente scolastico non aveva nascosto la sua emozione.

Solo che il 16 luglio è arrivata la doccia fredda: lo spostamento nel liceo gli viene revocato, per volere dello stesso Ufficio Scolastico Regionale Sicilia che gli aveva comunicato la decisione 72 ore prima. All’Umberto I andrà una sua “cara amica, una bravissima preside, malgrado abbia molti anni di servizio meno di me, cui rivolgo i migliori auguri di buon lavoro”, ha sottolineato il preside.

Quindi ammette di stare a vivere uno stato d’animo poco florido. “Non mi aspettavo, nei giorni scorsi, di essere nominato preside all’Umberto ma – racconta il ds Catania – è stato scritto che c’erano “esigenze dell’amministrazione” legate alle “esperienze professionali e alle competenze maturate” che sarebbero state utili alla missione educativa di uno dei più prestigiosi licei di Palermo”.

Solo che, continua il preside, tutto questo “non è bastato. So che in questi giorni ci sono state tantissime pressioni, anche da parte di autorevoli parlamentari” della maggioranza, “affinché venisse revocato il mio incarico: evidentemente hanno sortito il risultato voluto”.

Il preside assicura tutti, ha già deciso: “Non voglio contropartite: rimango a fare il preside al Cep, all’Istituto Comprensivo Giuliana Saladino. La scuola è un’istituzione della Repubblica, non può essere terreno di scambio”.

Solo qualche giorno fa, il preside Catania aveva fornito la notizia dell’allargamento della “Rete per la cultura antimafia nella scuola”, portando a 164 il totale delle scuole che hanno scelto di partecipare alle attività culturali e di formazione della Rete. E la scuola del preside Catania era capofila della Rete.

Appreso della revoca, Catania ha immediatamente comunicato le dimissioni dall’Ufficio Legalità dell’Usr siciliano.

Solo tre giorni fa, il preside Giusto Catania dava l’annuncio, non nascondendo la soddisfazione, per l’approdo all’Umberto I di Palermo, dove si era diplomato come studente dopo essere stato anche rappresentante in Consiglio d’Istituto: “Nel giorno del quinto anniversario della morte di mio padre – scriveva il ds – ho ricevuto la notizia che tornerò all’Umberto, da preside. E il mio pensiero non può che andare a lui, che non può godersi la scena, e alla mia mamma che ieri ha pianto al telefono quando le ho comunicato la notizia”.

E ancora: “Sento la responsabilità e l’onore di un ruolo prestigioso; avverto la passione e il dovere di restituire tutto quello che ho ricevuto; ho la consapevolezza profonda che solo un’ottima scuola pubblica può cambiare il destino delle persone e della società”.

Spiegava, infine, di lasciare “una meravigliosa comunità, un patrimonio umano e professionale immenso: l’ Istituto Comprensivo Giuliana Saladino è stato per undici anni la mia famiglia. Ma ad un certo punto, nella vita, bisogna lasciare casa per affrontare nuove sfide”.

Sembra, quindi, che per il preside Giusto Catania la nuova sfida sarà quella di dirigere con ancora più efficacia la sua scuola, che però sarà la stessa degli ultimi 11 anni.

Intanto, Mariangela Di Gangi, educatrice e consigliera comunale al Comune di Palermo, componente della Commissione Bilancio, nell’esprimere “solidarietà a Giusto Catania”, ha detto che “è indispensabile richiedere immediata chiarezza all’Ufficio Scolastico Regionale sulle motivazioni di tale comportamento, che appare difficile da spiegare se non con pressioni subite successivamente alla decisione della nomina. A questo punto, il possesso di tutti i requisiti avrebbe già dovuto essere verificato”.

“Le istituzioni – ha concluso Di Gangi – non appartengono a chi vince le elezioni: questa grave vicenda sembrerebbe testimoniare una concezione proprietaria delle istituzioni e, soprattutto, la loro permeabilità a pressioni indebite, anche nel settore educativo. Porterò all’attenzione dei parlamentari del Partito Democratico la vicenda, affinché ne chiedano conto nelle sedi opportune”.

Utilizzazione da posto normale a sostegno, ecco a chi spetta valutare il punteggio. Non c’è raddoppio del punteggio per gli anni su sostegno

da La Tecnica della Scuola

Di Lucio Ficara

Una nostra attentissima lettrice, docente titolare su posto normale, ci chiede a chi spetta la valutazione del calcolo del punteggio per le utilizzazioni e domanda anche se è corretto raddoppiare gli anni di servizio prestati su sostegno in utilizzazione.

Valutazione punteggio utilizzazione

Ai sensi del comma 6, art.1, del CCNI utilizzazioni 2019-2022, la valutazione dei titoli relativi alle utilizzazioni del personale docente ed educativo (All. 2) titolare di cattedra e/o posto nella scuola è formulata da ciascuna istituzione scolastica in cui detto personale presta servizio. Nel caso in cui l’istituto di titolarità non coincida con l’istituto di servizio, sarà competenza di quest’ultimo provvedere alla valutazione della domanda, acquisendo eventualmente dall’istituto di titolarità ogni utile elemento di conoscenza. Per quanto concerne, invece, i docenti in esubero su provincia tale valutazione è formulata dagli uffici territorialmente competenti. Per i docenti di religione cattolica la predetta valutazione sarà formulata dai competenti Uffici Scolastici Regionali. La valutazione è effettuata considerando i titoli posseduti entro il termine previsto per la presentazione delle domande di utilizzazione e di assegnazione provvisoria, secondo le tabelle allegate al C.C.N.I. concernente la mobilità del personale docente.

Anni servizio sostegno senza raddoppio

I docenti titolari su posto comune, che chiedono utlizzazione su sostegno in quanto posseggono il titolo di specializzazione, non dovrebbero avere il raddoppio del punteggio per gli anni di servizio prestati sul sostegno.

 

Per il calcolo del punteggio delle utilizzazioni bisogna usare l’allegato 2 tabella di valutazione dei titoli e dei servizi ai fini delle utilizzazioni del personale docente ed educativo relativo al CCNI mobilità 2019/2022. In particolar modo è importante sottolineare che il punteggio per le utilizzazioni si computa facendo uso delle tabelle dei movimenti d’ufficio e non quella dei movimenti a domanda.

In buona sostanza il servizio pre ruolo è calcolato 3 punti per i primi 4 anni e 2 punti per ogni anno scolastico successivo al quarto anno. Per cui se complessivamente un docente avesse un pre ruolo di 12 anni, totalizzerebbe per questo tipo di servizio 28 punti. Infatti per i primi 4 anni di pre ruolo avrebbe 12 punti e per gli altri 8 altri 16 punti, per un totale di 28 punti.

Per il servizio di ruolo, ovvero del ruolo di attuale appartenenza, il docente potrà calcolare 6 punti per ogni anno di servizio. In caso di continuità del servizio, senza avere mai avuto soluzione di continuità, spettano 2 punti ogni anno fino al compimento del quinquennio e 3 punti ogni anno per gli anni successivi al quinquennio.

Per attribuire il punteggio riferito alla domanda di utilizzazione, basta prendere il punteggio della graduatoria interna di Istituto per l’individuazione dei docenti soprannumerari per l’anno scolastico 2024/2025 e a questo si aggiungeranno i 6 punti dell’anno in corso e l’eventuale punteggio (2 o 3 punti) di continuità del servizio. Ovviamente si possono anche aggiungere i punti dei titoli acquisiti entro e non oltre la data di scadenza della presentazione della domanda di utilizzazione 2024/2025.

Bisogna sottolineare che il docente titolare su posto comune che chiede l’utilizzazione sul sostegno non dovrebbe raddoppiare il punteggio del servizio svolto su sostegno ma deve considerare il punteggio già calcolato in graduatoria interna di Istituto per i docenti perdenti posto e aggiungere soltanto l’anno in corso e la continuità del servizio. Il docente titolare su sostegno, perdente posto per il 2024/2025 o che si trova a chiedere ogni anno, all’interno dell’ottennio calcolato dall’anno che ha perso il posto, il rientro nella scuola di precedente titolarità, ha diritto a chiedere utilizzazione e può raddoppiare il punteggio degli anni svolti su sostegno sia in ruolo che pre ruolo o diverso ruolo.