Sospesa la restituzione degli scatti di anzianità

Sospesa la restituzione degli scatti di anzianità.
Premiata l’iniziativa dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali.

La decisione del Consiglio dei Ministri di oggi di sospendere la restituzione gli scatti di anzianità percepiti da docenti e Ata è un atto dovuto ma non è la soluzione per fermare questa operazione di pirateria politica e contrattuale.

L’iniziativa delle organizzazioni sindacali,la reazione del personale della scuola, le prese di posizioni decise da parte delle forze poltiche, a partire dal neo segretario del PD Matteo Renzi, hanno determinato il dietrofront del Governo.

Sarà sciopero se questa decisione non sarà definitiva e non  si estenderà anche al ripristino degli scatti 2012 e 2013 e agli altri tagli delle buste paga dei lavoratori. In assenza di risposte concrete, nelle prossime ore avvieremo le procedure con il tentativo di conciliazione.
I motivi della nostra protesta riguardano anche altre questioni altrettanto gravi che colpiscono il personale della scuola: la restituzione delle posizioni economiche Ata, il mancato pagamento degli stipendi e delle ferie ai supplenti, la riduzione del salario di posizione ai dirigenti scolastici.

Cifre alla mano con le operazioni sopra citate si tagliano quasi 950 milioni di euro alla scuola: 700 milioni per blocco deli scatti 2012 e 2013, 158 milioni per il mancato pagamento delle ferie ai supplenti, e circa 50 milioni per blocco posizioni economiche degli Ata e 16 milioni per blocco del salario dei dirigenti scolastici.
Tutte le forze politiche si sono impegnate davanti al Paese a non tagliare più neanche un euro alla scuola pubblica. Lo stesso impegno era stato assunto dalla Ministra Carrozza. Ma i fatti vanno in direzione opposta con tagli ulteriori, riduzioni dei diritti e blocco dei contratti nazionali

È arrivato il momento di tradurre le dichiarazioni di principio in fatti: bloccare definitivamente il taglio in busta paga, ripristinare gli scatti 2012 e 2013, pagare regolarmente i supplenti e liberare i soldi già stanziati dai contratti nazionali.

Per fare ciò è necessario investire risorse fresche per valorizzare e riconoscere il ruolo sociale svolto da migliaia di docenti e Ata impegnati tutti i giorni a far funzionare il bene più prezioso di un Paese democratico: la scuola pubblica.

Siamo pronti a indire lo stato di agitazione e mobilitazione permanente e di apertura di un serrato confronto nei Collegi Docenti e negli altri Organi collegiali per una valutazione e un’azione conseguente sulla permanenza delle condizioni per l’espletamento delle attività aggiuntive.
Tutto dipenderà, dunque, dalla serietà delle proposte che ci farà il Governo, sperando che la smetta di imbrogliare le carte per imporre di manovra in manovra, di circolare in circolare solo tagli alle retribuzioni e ai diritti.

Ci attendiamo una urgente convocazione da parte della Ministra Carrozza per sapere come intende mettere fine a questo balletto indecente di responsabilità che si scarica sulle condizioni salariali e normative del personale della scuola.

Stop restituzione scatti sarebbe stata truffa

Scuola: Ugl,
ok stop restituzione scatti, sarebbe stata truffa
(dall’Agenzia Ansa)
“E’ un bene l’inversione di marcia di Letta e del governo sulla restituzione dei soldi in più percepiti dal personale della scuola: oltre ad essere retroattivo e unilaterale, il provvedimento sarebbe stato l’ennesima beffa per un comparto che da anni è in attesa di un rinnovo contrattuale, e che ha subito pesanti tagli, tra cui quelli alle risorse per il fondo dell’istituzione scolastica”.
Lo dichiara il segretario nazionale dell’Ugl Scuola, Giuseppe Mascolo, commentando lo stop del governo alla restituzione degli scatti chiesta agli insegnanti, e aggiungendo che “per fortuna si è riusciti a evitare un ulteriore ‘pasticcio’, ma serve ben altro: è urgente intervenire con più efficacia e ponderazione, ripristinare gli organici, provvedere a un nuovo sistema di reclutamento e mettere in campo un piano di investimenti pluriennali da destinare alle scuole per migliorarne il funzionamento”.
“Troppo spesso – conclude il sindacalista – si sottovaluta il ruolo strategico della scuola pubblica per lo sviluppo industriale, economico e culturale del Paese, nonché ai servizi che offre quotidianamente a studenti e famiglie”.

«Bene il ministro Carrozza, Saccomanni si dimetta !»

Scuola, AND: «Bene il ministro Carrozza, Saccomanni si dimetta !»

In una nota Francesco Greco, Presidente Associazione Nazionale Docenti (AND), chiede le dimissioni del Ministro del Tesoro Saccomanni a seguito della vicenda dell’attivazione, da parte del MEF, della procedura di recupero credito erariale nei confronti di migliaia di docenti.

 

«Che il nostro fosse un Paese sotto tutela – ha affermato il presidente dell’Associazione Nazionale Docenti Francesco Greco – è ormai noto a tutti. Ma fatto grave è constatare che questa tutela è da tempo affidata a persone espressione di quella tecnocrazia bancaria e finanziaria che è causa dei nostri mali. Gli effetti deleteri della progressiva perdita di capacità democratica di ogni istituzione, ad ogni livello, sta ormai producendo situazioni aberranti. La protervia di persone disancorate dal mandato democratico, fa il paio con la debolezza politica e culturale di chi il mandato lo ha ricevuto. Più che domandarsi se ci troviamo su “scherzi a parte”, sarebbe il caso di domandarsi, ma che Paese è quello con un Governo che ogni giorno smentisce quello che ha detto e sottoscritto il giorno prima. Bene a fatto la ministra Carrozza – conclude Greco – a reagire fermamente contro l’ennesimo attacco ai docenti, ma è il caso che il ministro Saccomani ne tragga le conclusioni e si dimetta. Altrimenti si, siamo veramente su “scherzi a parte”.»

 

Jobs Act

Parte A – Il Sistema

1. Energia. Il dislivello tra aziende italiane e europee è insostenibile e pesa sulla produttività. Il primo segnale è ridurre del 10% il costo per le aziende, soprattutto per le piccole imprese che sono quelle che soffrono di più (Interventi dell’Autorità di Garanzia, riduzione degli incentivi cosiddetti interrompibili).

2. Tasse. Chi produce lavoro paga di meno, chi si muove in ambito finanziario paga di più, consentendo una riduzione del 10% dell’IRAP per le aziende. Segnale di equità oltre che concreto aiuto a chi investe.

3. Revisione della spesa. Vincolo di ogni risparmio di spesa corrente che arriverà dalla revisione della spesa alla corrispettiva riduzione fiscale sul reddito da lavoro.

4. Azioni dell’agenda digitale. Fatturazione elettronica, pagamenti elettronici, investimenti sulla rete.

5. Eliminazione dell’obbligo di iscrizione alle Camere di Commercio. Piccolo risparmio per le aziende, ma segnale contro ogni corporazioni. Funzioni delle Camere assegnate a Enti territoriali pubblici.

6. Eliminazione della figura del dirigente a tempo indeterminato nel settore pubblico. Un dipendente pubblico è a tempo indeterminato se vince concorso. Un dirigente no. Stop allo strapotere delle burocrazie ministeriali.

7. Burocrazia. Intervento di semplificazione amministrativa sulla procedura di spesa pubblica sia per i residui ancora aperti (al Ministero dell’Ambiente circa 1 miliardo di euro sarebbe a disposizione immediatamente) sia per le strutture demaniali sul modello che vale oggi per gli interventi militari. I Sindaci decidono destinazioni, parere in 60 giorni di tutti i soggetti interessati, e poi nessuno può interrompere il processo. Obbligo di certezza della tempistica nel procedimento amministrativo, sia in sede di Conferenza dei servizi che di valutazione di impatto ambientale. Eliminazione della sospensiva nel giudizio amministrativo.

8. Adozione dell’obbligo di trasparenza: amministrazioni pubbliche, partiti, sindacati hanno il dovere di pubblicare online ogni entrata e ogni uscita, in modo chiaro, preciso e circostanziato.

Parte B – I nuovi posti di lavoro

Per ognuno di questi sette settori, il JobsAct conterrà un singolo piano industriale con indicazione delle singole azioni operative e concrete necessarie a creare posti di lavoro.
a) Cultura, turismo, agricoltura e cibo.
b) Made in Italy (dalla moda al design, passando per l’artigianato e per i makers)
c) ICT
d) Green Economy
e) Nuovo Welfare
f) Edilizia
g) Manifattura

Parte C – Le regole

1. Semplificazione delle norme. Presentazione entro otto mesi di un codice del lavoro che racchiuda e semplifichi tutte le regole attualmente esistenti e sia ben comprensibile anche all’estero.

2. Riduzione delle varie forme contrattuali, oltre 40, che hanno prodotto uno spezzatino insostenibile. Processo verso un contratto di inserimento a tempo indeterminato a tutele crescenti.

3. Assegno universale per chi perde il posto di lavoro, anche per chi oggi non ne avrebbe diritto, con l’obbligo di seguire un corso di formazione professionale e di non rifiutare più di una nuova proposta di lavoro.

4. Obbligo di rendicontazione online ex post per ogni voce dei denari utilizzati per la formazione professionale finanziata da denaro pubblico. Ma presupposto dell’erogazione deve essere l’effettiva domanda delle imprese. Criteri di valutazione meritocratici delle agenzie di formazione con cancellazione dagli elenchi per chi non rispetta determinati standard di performance.

5. Agenzia Unica Federale che coordini e indirizzi i centri per l’impiego, la formazione e l’erogazione degli ammortizzatori sociali.

6. Legge sulla rappresentatività sindacale e presenza dei rappresentanti eletti direttamente dai lavoratori nei CDA delle grandi aziende.

“A scuola si cresce sicuri”

“A scuola si cresce sicuri”. Firmato Protocollo per formazione alla salute e alla sicurezza nelle scuole

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha firmato stamattina un Protocollo d’intesa, dal titolo “A scuola si cresce sicuri”, con l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza e la Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp) che punta a formare e sensibilizzare il personale scolastico sulle tematiche della sicurezza e della prevenzione degli infortuni negli ambienti scolastici.

Attraverso corsi specifici e campagne di formazione, insegnanti, dirigenti e personale ausiliario tecnico e amministrativo potranno apprendere come prevenire gli incidenti in aula e quali manovre immediate mettere in atto quando questi avvengono, a tutela della salute degli alunni.

Un progetto pilota aprirà la collaborazione attraverso la formazione di circa 1.800 dipendenti in 60 scuole polo che apprenderanno, fra l’altro, manovre salvavita come la disostruzione da corpo estraneo e la rianimazione cardiopolmonare. Il Protocollo avrà una durata di tre anni.
Erano presenti alla firma i sottosegretari all’Istruzione Marco Rossi Doria e Gian Luca Galletti. Ai lavori ha partecipato il Ministero della Salute.

“Ai docenti può succedere di trovarsi in una situazione di emergenza mentre svolgono il loro lavoro- spiega il sottosegretario Marco Rossi Doria – Il Protocollo d’intesa assume per questo un’importanza particolare: porre le basi per un’iniziativa volta a salvare le vite dei nostri figli, oltre che a rassicurare le famiglie. Si tratta di un provvedimento concreto che avrà ricadute positive tangibili”. “Come genitori affidiamo i nostri figli alla scuola, e dobbiamo mettere la sicurezza al primo posto. Bene dunque il protocollo d’intesa ‘A scuola si cresce sicuri’ firmato oggi al Miur, che dà inizio ad un percorso di formazione per il personale scolastico e Ata, per far sì che i nostri bambini e ragazzi, anche in momenti di pausa scolastica come la mensa, possano aver garantita assistenza immediata ed essere soccorsi efficacemente attraverso l’applicazione delle tecniche salvavita – prosegue il sottosegretario Gian Luca Galletti -. Il percorso pilota, avviato nelle scuole, dovrà in seguito coinvolgere anche le università, affinché tutto il personale docente e amministrativo possa essere formato al giusto comportamento da adottare in caso di emergenza. Il piano nazionale di formazione alla salute e alla sicurezza nelle scuole, destinato al personale scolastico, è il segnale che questo Governo sta muovendosi concretamente per adeguarsi a norme già ampiamente diffuse in Europa”, chiude.

“I corsi offerti al personale scolastico punteranno – aggiunge Alessandro Ballestrazzi, Presidente nazionale della Fimp – su concetti di prevenzione primaria e secondaria, ovvero come evitare gli infortuni in classe, ma anche come migliorare la prognosi una volta che sono accaduti”. L’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, che ha promosso e sostenuto il progetto anche con un contributo economico, ha espresso “grande apprezzamento per l’iniziativa che garantisce il diritto alla salute e alla sicurezza dei nostri bambini a scuola, auspicandone un ulteriore sviluppo che consenta di estendere la formazione a tutto il personale scolastico”.

Nasce lo sportello bes-autismo a Camucia

da La Nazione

Nasce lo sportello bes-autismo a Camucia

Lo sportello oltre che punto di ascolto per le famiglie di studenti affetti da autismo, sarà anche luogo di consulenza per tutti i genitori di bambini in situazione di Bisogni Educativi Speciali

Arezzo, 8 gennaio 2014 – Nasce lo Sportello Bes Autismo a Camucia.  Grazie alla volontà di tanti soggetti, sabato 11 gennaio, alla scuola primaria U. Morra di Camucia, Via Quinto Zampagni, sarà inaugurato lo sportello che fungerà da luogo di dialogo, comunicazione e consulenza tra l’istituzione scolastica, le famiglie e gli Enti che abbiano competenza in materia di interventi a sostegno dei bambini disabili e in situazioni di Bisogni Educativi Speciali.

Lo sportello oltre che punto di ascolto per le famiglie di studenti affetti da autismo, sarà anche luogo di consulenza per tutti i genitori di bambini in situazione di Bisogni Educativi Speciali, quali minori provenienti da contesto migratorio con scarsa alfabetizzazione linguistica, iperattivi o affetti da disturbi vari del comportamento e dell’apprendimento, ovvero in situazione di disagio socio economico e comunque tutti quelli ricadenti nelle tipologie individuate dal modello I.C.F-C.Y.

Uno degli obiettivi più importanti sarà anche quello di fornire supporto e consulenza ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado del territorio di Cortona e della Valdichiana, ai fini della condivisione di buone pratiche educativo/didattico finalizzate all’inclusione e all’inserimento di studenti in situazioni di bisogni educativi speciali.

Lo sportello funzionerà un pomeriggio a settimana: il giovedì dalle 17,30 alle 18,30.

In una  prima fase sperimentale lo sportello sarà gestito dai docenti del Primo Circolo di Cortona, Diego Angori e Alessandra Giamboni, con la collaborazione, al bisogno, degli educatori della Cooperativa Athena, i genitori dei bambini in situazione di bisogni educativi speciali che vorranno aderire all’iniziativa e sotto la supervisione della dott.ssa Colzi Elena,  psicologa in regime di convenzione con la Direzione Didattica Primo Circolo di Cortona, la quale interverrà su richiesta formulata dalle famiglie e dai docenti.

La dottoressa Colzi, agirà in stretta collaborazione con l’ U.O. Neuropsichiatria Infantile USL n. 8  e i Servizi Sociali del territorio al fine di operare per progetti condivisi.

Tragedia scuola Lecce: chiarire responsabilità. Da subito potenziare la destinazione dell’8 per mille all’edilizia scolastica

Cittadinanzattiva su tragedia scuola Lecce: chiarire responsabilità. Da subito potenziare la destinazione dell’8 per mille all’edilizia scolastica

Il 39% delle scuole italiane ha uno stato di manutenzione inadeguato e ogni anno le famiglie italiane versano circa 390 milioni di euro per “sostenere” la scuola, attraverso i contributi volontari e la donazione di materiali di vario tipo, dalla carta igienica alle matite e pennarelli.

Di fronte ai dati di Cittadinanzattiva, confermati anche dal Rapporto di Legambiente diffuso oggi, e a tragedie che continuano a ripetersi, ultima purtroppo quella di oggi nel Liceo scientifico De Giorgi di Lecce dove un ragazzo di 17 anni ha perso la vita cadendo in un pozzo luce, chiediamo che si renda concreta l’opportunità per i cittadini di destinare parte dell’8 per mille di competenza statale per interventi di edilizia scolastica, come approvato nell’ultima legge di stabilità.

“Sulla tragedia di Lecce chiediamo che si faccia piena luce per capire livelli di responsabilità nell’accaduto. Più in generale chiediamo che da subito si dia consistenza all’importante possibilità per i cittadini di destinare l’otto per mille alla messa in sicurezza delle scuole, un primo significativo traguardo raggiunto grazie all’impegno congiunto di tre associazioni Cittadinanzattiva, Legambiente e Libera che da anni si occupano dell’emergenza dell’edilizia scolastica e dei parlamentari di diverso schieramento che hanno fatto propria questa battaglia di civiltà”, afferma Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale della Scuola di Cittadinanzattiva.

“E’ un risultato importante, di cui i cittadini potranno avvalersi già nella prossima dichiarazione dei redditi, ma restano aperte due importanti questioni sulle quali continueremo ad impegnarci: rendere trasparenti i criteri di assegnazione di quanto raccolto per i diversi ambiti (cooperazione internazionale, protezione civile, patrimonio culturale e artistico, edilizia scolastica) e destinando tali fondi su obiettivi di particolare urgenza e gravità; rivedere, per il 2015 tale provvedimento in modo che i cittadini possano specificare chiaramente l’ambito al quale riservare la quota. Questo consentirà di destinare fondi in modo più consapevole all’edilizia scolastica, tema che sta particolarmente a cuore alle famiglie”.

Blocco erogazione I e II posizione economica personale ATA e recupero delle somme corrisposte

La segreteria sindacale FLP Scuola Napoli (Luigi Aliberti – Antonio Carrella) ci informa che:

ECCO LA CILIEGINA SULLA TORTA!!!!

In data odierna il MIUR con nota prot. n. 0000002 del 07/01/2014 a firma del Capo del Dipartimento, Dott. Luciano CHIAPPETTA, ha invitato i Direttori degli Uffici Scolastici Regionali a procedere al recupero delle somme già erogate in favore del personale A.T.A., sia per la prima sia per la seconda posizione economica, acquisite e, conseguentemente, erogate con decorrenza dal 1° settembre 2011 ed annualità successive procedendo, altresì, al blocco di ogni ulteriore mensilità, atto dovuto ai sensi dell’art. 2033 c. c.. (recupero somme corrisposte da parte dell’amministrazione).
Il MIUR informa, che comunque ha inviato il MEF a prevedere una rateizzazione del recupero al fine di non incidere in maniera eccessivamente onerosa sulle esigenze di vita del dipendente, in ossequio al principio della retribuzione sufficiente di cui all’art. 36 della Costituzione prevendo, una trattenuta quanto più possibile ridotta sulle singole mensilità stipendiali. Il blocco dell’erogazione del beneficio sulle prossime mensilità potrebbe, presumibilmente, avere decorrenza dal mese di febbraio 2014.

ED ORA COSA CI DOBBIAMO ASPETTARE!!!

Passo indietro del governo sullo scippo degli scatti di anzianità del 2013

Passo indietro del governo sullo scippo degli scatti di anzianità del 2013.
La CUB Scuola Università Ricerca mantiene la mobilitazione sull’assieme delle criticità che caratterizzano la scuola pubblica: contratto, organico, diritti

Via Twitter l’ineffabile Enrico Letta ci informa che intende porre rimedio al pasticciaccio brutto combinato dal suo ministro dell’economia e delle finanze.
La CUB Scuola che ha già indetto lo sciopero generale dei lavoratori della scuola contro questa manovra indecente:

prende atto del passo indietro del governo ed attende una comunicazione formale al fine di assumere le proprie deliberazioni nel merito dello sciopero;
ribadisce che sarebbe inaccettabile quanto ipotizzato dal nocivamente pertinace  ministro Saccomanni e cioè la sottrazione in altro modo delle medesime risorse alla scuola pubblica;
rivolge un appello a tutti i sindacati di base, coordinamenti dei lavoratori della scuola preari e di ruolo, colleghi e colleghe per una grande vertenza in difesa della scuola pubblica e dei diritti di chi vi lavora

Attendiamo ora, magari via Twitter non ci formalizziamo, l’annuncio della reintroduzione del pagamento delle ferie estive e delle retribuzioni arretrate ai colleghi ed alle colleghe supplenti, dell’apertura della contrattazioni visto che siamo, appunto, senza contratto ormai da molti anno, dell’assunzione in ruolo sui posti liberi dei colleghi precari e, soprattutto, di un’inversione di rotta per quel che riguarda la politica scolastica.

Il Coordinamento Nazionale della CUB Scuola Università Ricerca che si terrà il 12 gennaio delibererà su quali iniziative assumere.

Per la CUB Scuola Università Ricerca
Il Coordinatore Nazionale
Cosimo Scarinzi

INCONTRO PUBBLICO CON I MEMBRI DELLA 7° COMMISSIONE

ISTRUZIONE, INCONTRO PUBBLICO CON I MEMBRI DELLA 7° COMMISSIONE PARLAMENTARE DEL M5S

NAPOLI 08/01/2014 – Il giorno 10 gennaio, alle ore 16 in via Morghen 84 a Napoli, presso la sala consiliare Silvia Ruotolo, la 7° Commissione Parlamentare del MoVimento 5 Stelle incontra i cittadini sul tema Istruzione.

La riunione verterà essenzialmente su alcuni punti in programma da sottoporre al Ministro Carrozza:

– Piano nazionale della ricerca

– Revisione del sistema di finanziamento delle Università

– Obiettivi delle politiche dell’Istruzione

Come è nello stile e nel senso del M5S ci sarà uno scambio di proposte, informazioni, idee e progetti. L’incontro prevede la facoltà di esposizione di proposte fuori dai punti all’ordine del giorno segnalati come prioritari. Tutti i partecipanti all’evento avranno modo di conoscere il lavoro svolto fino ad oggi dal Parlamento e dalla suddetta Commissione, e saranno aggiornati sui programmi futuri.

Quest’incontro nasce a seguito di un dibattito avvenuto in Rete tra i cittadini interessati all’argomento, che si è andato progressivamente sviluppando grazie alle varie piattaforme Meetup e alle pagine FB apposite, ed è culminato in una riunione organizzativa per decidere l’organizzazione pratica dell’evento, poi fissata per il 10 gennaio.

MoVimento 5 Stelle Napoli

Scuola, aumento bloccato agli insegnanti: il Tesoro toglie 150 euro al mese ai prof

da Il Messaggero

Scuola, aumento bloccato agli insegnanti: il Tesoro toglie 150 euro al mese ai prof

«Vanno restituiti gli scatti d’anzianità del 2013». Renzi: «Sembra “Scherzi a parte”»

Come una miccia accesa in una polveriera, la decisione del ministero dell’Economia di chiedere che vengano restituiti gli scatti di anzianità maturati nel 2012 dagli insegnanti della scuola pubblica, ha scatenato preoccupazione e ira dei docenti, con un braccio di ferro all’interno del governo. Centinaia e centinaia di telefonate hanno assediato i sindacati, una petizione on line ha raccolto già migliaia di firme, mentre i social network hanno riversato in tempo reale tutto il malessere dei lavoratori della scuola – insegnanti, ma anche personale Ata (gli amministrativi, i tecnici e gli ausiliari) – nel palcoscenico pubblico che è il web. Il Ministero dell’Economia pretende che si prelevi – gradualmente, con una rata media di 150 euro al mese – l’aumento degli scatti già dalla busta paga di gennaio, fino al totale recupero di quanto lo Stato ha pagato nel 2013 per gli scatti dell’anno prima. E la platea interessata, decisamente vasta, è quella di oltre 100 mila lavoratori che nel 2012 avevano fatto quel passo in più nello stipendio.

Sono intervenuti i sindacati, che minacciano anche lo sciopero; è intervenuto il Pd, che pure è il partito della coalizione di governo, parlando di assurdità. «Non stiamo su ”Scherzi a parte“. Non puoi dare dei soldi e poi chiederli indietro», chiosa secco il segretario Matteo Renzi. È intervenuta anche la titolare dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, con una lettera al suo collega Fabrizio Saccomanni, il ministro dell’Economia, chiedendo l’immediata sospensione della procedura di recupero. Perché non c’è solo la minaccia della detrazione che va a colpire una categoria, i lavoratori della scuola, sempre protagonista quando si tratta di sacrifici.

LE PROTESTE
Ma c’è anche un elemento pratico che pesa: proprio nei prossimi giorni si procederà al conteggio per le buste paga di gennaio, e quindi si dovrà intervenire materialmente. Per il Tesoro, che ieri è intervenuto rendendo nota la posizione ufficiale, si tratta di un atto dovuto: tocca perciò al ministero dell’Istruzione trovare i risparmi necessari per derogare al blocco degli scatti.

Ora c’è l’esplosione delle proteste. La miccia è stata accesa il 27 dicembre, la data della nota del ministero dell’Economia che chiedeva i soldi indietro in applicazione di un decreto (il Dpr 122/2013) entrato in vigore ai primi di novembre che ferma il rinnovo del contratto di lavoro e gli scatti di stipendio. «Un pasticcio che si può e si deve evitare. Una decisione inaccettabile che va bloccata, una vera e propria provocazione che se attuata non potrà rimanere senza risposta», ha reagito da subito il segretario generale della Cisl Scuola, Francesco Scrima. «Situazione gravissima, mai accaduta prima», sbotta Massimo Di Menna, Uil scuola, aggiungendo che il governo tratta «il personale della scuola anziché come lavoratori titolari di diritti, come sudditi». Non è morbida neanche la reazione di Davide Faraone, responsabile Scuola e welfare del Pd: «Si tratta di importi provenienti dal taglio dei fondi di funzionamento delle scuole che erano stati promessi ai docenti come pagamento dei dovuti scatti di stipendio. Il danno, cioè il taglio di quei fondi sacrosanti, si somma adesso alla beffa». Per Mimmo Pantaleo, leader della Flc-Cgil è l’ennesimo «pesante intervento sui diritti acquisiti dei lavoratori della scuola». E la Gilda: «Siamo stanchi di aspettare: vengano restituiti ai docenti gli scatti stipendiali 2012 o sarà sciopero generale».

IL PASTICCIO
Gli scatti di anzianità sono stati bloccati per la prima volta, per il personale della scuola, nel 2010 per tre anni, dagli allora ministri Tremonti-Gelmini. Poi la trattativa con i sindacati ha recuperato gli importi per il 2010 e per il 2011. Ora è in corso all’Aran la trattativa per il recupero del 2012. Se dovesse arrivare l’intesa, come prevedibile, le somme che stanno per essere recuperate dovranno essere presto restituite.

Saccomanni: «I prof restituiscano 150 euro»

da L’Unita’.it

Saccomanni: «I prof restituiscano 150 euro»

Il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza ha scritto al titolare dell’Economia e delle Finanza Fabrizio  Saccomanni chiedendogli di «soprassedere» alla richiesta del recupero degli  scatti maturati dagli insegnanti nel 2013. Si tratterebbe di circa 150 euro mensili.

È quanto si apprende dal Miur. Sempre oggi il responsabile Scuola del Partito democratico, Davide Faraone, aveva espresso «preoccupazione» per una nota del Ministero dell’Economia in cui ai docenti che hanno maturato gli  scatti 2013 si chiede la restituzione dei circa 150 euro mensili.

FARAONE (PD): «SIAMO ALL’ASSURDO…»

«Si tratta di importi – ha argomentato Faraone – provenienti dal taglio dei fondi di funzionamento delle scuole che erano stati promessi ai docenti come pagamento dei dovuti  scatti di stipendio. Il danno, cioè il taglio di quei fondi sacrosanti, si somma adesso alla beffa: una volta percepite e spese queste somme i docenti le dovranno restituire. Siamo dunque all’assurdo: dopo i diritti acquisiti e i diritti offesi siamo giunti ai diritti restituiti».

SPICOLA (PD): «NON ERA MAI SUCCESSO…»

«Come si fa a richiedere, anzi, a decurtare senza permesso, senza avvertire, il già magro stipendio dei docenti e dei lavoratori della Scuola di una somma così consistente? Soldi percepiti e spesi da persone che sostengo famiglie con uno stipendio che va dai 1.300 E ai 1.700 Euro? Il danno e la beffa? Quali sono i diritti acquisiti in Italia? Solo i privilegi? – così Mila Spicola insegnante e componente della Direzione Nazionale del PD -. Non era mai successo di sottrarre ai lavoratori dello Stato somme giustamente guadagnate e percepite con una modalità così brutale. La Scuola, che tutti dichiarano di mettere in cima alle agende, è fatta dalle persone che la abitano e vi lavorano che non possono essere beffate da simili provvedimenti privi di senso anche solo nelle intenzioni. Subiamo dal 2009 il blocco di uno stipendio che è già il più basso d’Europa, decurtarlo in questo modo è un’offesa sintomatica dello spregio per il nostro lavoro. La Scuola è stato l’unico segno più del comparto pubblico nel 2013, nessuno vuole riconoscerlo o ripeterlo. Non abbiamo nessun premio di produttività, ma avere addirittura tolti i soldi è un affronto non accettabile. Questo è il ringraziamento?».

LANCIATA UNA PETIZIONE

«Per chiedere chiarimenti – scrive ancora Spicola – perché ancora ci sembra un fatto incredibile, un equivoco che il Governo deve chiarire, e ottenere l’immediata sospensione della nota del MEF (nota n.157 del 27/12/2013 http://2.flcgil.stgy.it/files/pdf/20131230/nota-mef-157-del-27-dicembre-2013-noipa.pdf), abbiamo scritto noi docenti sotto forma di petizione una lettera al Premier Letta e ai ministri del Governo, che si sta velocemente diffondendo in rete e sta raccogliendo in poche ore migliaia di firme (http://www.change.org/it/petizioni/al-premier-e-ai-ministri-del-governo-annullate-il-furto-di-150-euro-dallo-stipendio-dei-docenti?share_id=owKsdPNcFq&utm_campaign=share_button_action_box&utm_medium=facebook&utm_source=share_petition). Porterò all’attenzione della segreteria nazionale del PD, di Matteo Renzi e dei componenti della Direzione Nazionale del Partito Democratico le firme di protesta dei tanti colleghi docenti e del personale ATA per l’ennesimo pasticcio ai danni dei lavoratori della Scuola».

Accesso corso sostegno per diplomati magistrali

da Orizzontescuola

Accesso corso sostegno per diplomati magistrali. Tar ammette con riserva ai test, 6 febbraio sentenza

red – Il Tar Lazio sta ammettendo con istanza cautelare, quindi con riserva, i docenti in possesso del diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/02 che richiedono di accedere ai test per l’accesso ai corsi di specializzazione su sostegno, in svolgimento già in queste settimane nelle Università italiane.

La necessità di rivolgersi al TAR è stata determinata dalla nota del 6 dicembre 2013, con la quale il Ministero ha negato ai docenti in possesso del diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/02 l’accesso alle prove per i corsi di specializzazione su sostegno.

La motivazione addotta dal Ministero: “Infatti, come disposto dall’art. 13 del D.M. 10 settembre 2010 n. 249, ai corsi di specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni diversamente abili possono accedere elusivamente gli insegnanti in possesso dell’abilitazione valida per l’immissioni in ruolo”

Tale motivazione è stata dunque impugnata da alcuni docenti e il TAR ha finora accolto l’istanza cautelare. Ricordiamo che i provvedimenti emanati dal TAR sono nominativi.

Una delle udienze per l’emanazione della sentenza è fissata per il 6 febbraio 2014. La data, tempestiva, potrebbe essere importante per comprendere l’orientamento del TAR nel merito della vicenda proposta.

Come in un film

da L’Unita’.it

Come in un film

Franco Labella

Questa cosa di Saccomanni e Carrozza che “litigano” per i 150 euro da trattenere o no sugli stipendi dei docenti mi ricorda la scena del film dove c’è il poliziotto buono e quello cattivo che si alternano per stendere il criminale di turno. Solo che questo non è un film ed il “criminale di turno” è una persona (il docente) a cui , per mantenere, in base ad un principio giuridico che si definisce “affidamento”, l’unica forma attuale di progressione economica nello stipendio, prima hanno dato degli arretrati (nel 2013) ed ora (dicembre 2013, ieri l’altro) vogliono riprenderseli. Pensioni d’oro, indennità parlamentari, consulenze di dubbio valore? Stiamo parlando di questo? No, stiamo parlando della retribuzione dei docenti e di un recupero almeno minimo per cinque (cinque) anni di blocco. Fra l’altro un recupero pagato da se medesimi perché i famosi soldi che ora vogliono che si restituiscano erano e sono soldi della scuola, il taglio del fondo d’istituto se qualcuno sa cosa è e a cosa serve. Io non amo Grillo ma ho una certa avversione anche per gli struzzi ed i tartufi. Trovo che questa pantomima, Carrozza e Saccomanni che fanno finta di litigare fino ad autorevoli esponenti della Direzione nazionale del PD che ora si sbracciano tra dichiarazioni roboanti da neofiti e raccolte di firme per evitare la trattenuta e la restituzione di quanto dato (peraltro senza interessi e rivalutazione monetaria scriverebbero i legulei) appena qualche mese fa sa di vecchio. E’ benzina per Grillo e per il suo cupio dissolvi. Non a caso quando ho letto che una delle dichiarazioni più tempestive sulla vicenda era di un esponente di punta di M5S sono sobbalzato. Non perché M5s non sia titolato ad indignarsi, ci mancherebbe. Ma giusto perché in questo caso l’indignazione non è preventiva (in fase di discussione parlamentare di questo non ha parlato quasi nessuno) ma solo a babbo morto. Intendiamoci: ho la massima ammirazione per chi vuole introdurre elementi di sostanziale novità nel teatrino della politica e nella vita sociale dell’Italia. Solo che Grillo, che pure è magna pars di questa tensione (e lo scrivo in senso positivo), non è poi né conseguente né rassicurante perché si capisca dove finisce la distruzione e come comincia la costruzione. E’ un mio giudizio e se lo scrivo serve a chiarire con quale stato d’animo (incazzato nero con chi distribuisce carburante al grillismo (e non ai grillini) per dirla con chiarezza) sto scrivendo stamattina questo pezzo. Anche perché un po’ tutti sembrano parlare della storia come in un film. Ed allora vi propongo un risveglio dal sogno cinefilo. La storia, brutalmente, è questa: da tempo in Italia non c’è per la scuola e per il mondo che vi ruota intorno (dagli studenti alle loro famiglie passando per chi ci lavora come docenti e come personale ATA) non solo alcuna considerazione (vi risparmio la dotta citazione dei dati OCSE e bla blabla da cui si deduce che spendiamo meno di altri Paesi) ma anche la convinzione che il mondo dell’istruzione sia un gigantesco ammortizzatore sociale che serve a pagare solo stipendio a nullafacenti come il sottoscritto. Al quale sottoscritto , alcuni decenni fa, dopo aver vinto senza raccomandazioni o intrallazzi vari, il suo bravo concorso pubblico previsto dalla Costituzione era stato garantito in sequenza: a) che il suo stipendio sarebbe stato più basso dei suoi colleghi europei; b) che l’unica forma di incremento stipendiale sarebbe stato legato all’anzianità; c) che non era autorizzato ad alimentare sogni come quello di poter svolgere attività legate alla sua funzione di docente che potessero generare un qualche significativo sviluppo nella sua vita professionale con conseguente incremento retributivo. Le promesse di cui alle lettere a) e c) sono state attentamente mantenute da maggioranze di destra, sinistra, centro, alto e basso. La promessa (che nel mondo non dei sogni filmici si chiama affidamento fino a modifiche normative non ancora pervenute) di cui alla lettera b non solo non è stata mantenuta ma è stato fatto credere all’universo intero che non mantenerla serviva al risanamento economico del Paese. Insomma medaglia d’oro a fine carriera (pardon, dai tempi della pensione di mio padre non esiste più nemmeno quella, sempre per il risanamento economico del Paese) al prof. Labella che con il blocco degli scatti di anzianità salverà i conti del Paese dopo averli appesantiti con gli stipendi rubati mensilmente. Poi, però, succede che qualcuno ricorda che fino a quando non si stabilirà che il mio incremento stipendiale invece che essere legato all’anzianità (principio che si può condividere o meno ma al momento è l’unico previsto e non sostituito da altro) sarà legato al colore dei capelli, alla mia capacità di dire sempre “signorsì” o al mio giocare o meno a tressette oppure al mio non scrivere più sull’Unità (può essere un’idea….), fino a quel momento il mio stipendio può aumentare solo così. Non abbiamo più né scale mobili né premi di produttività, né un accidente di niente che consenta, come per tutti i lavoratori (a meno di non voler escludere per decreto l’appartenenza dei docenti a questa categoria, pure questa potrebbe rientrare nel Job act….) di recuperare anche solo la perdita del potere d’acquisto. Quando è stata approvata la norma invocata da Saccomanni per pretendere la restituzione del “maltolto” la manina che ha scritto la norma è arrivata da Marte? Il Pd era chiuso per ferie congressuali? Gli autorevoli esponenti della Direzione PD non erano ancora tali ma c’erano lo stesso oppure no? Ed allora smettiamola con questo film e cominciamo a parlare della realtà. Mi pare il minimo sindacale anche solo ristabilire la verità e fare chiarezza per l’opinione pubblica (nun me viene de’ scrive la ggente) , se ancora si può scrivere così. E scusate l’incazzatura…………

@francolabella1