Lo schermo-babysitter

Che cosa (di nuovo) rischiano i bambini messi davanti allo schermo-babysitter?
le Scienze del 15/02/2024 

I bambini fino ai due anni sottoposti a un eccessiva visione di tv, tablet e smartphone potrebbero avere problemi di elaborazione sensoriale. Che cosa significa?

Nel 2019, l’Organizzazione mondiale della sanità lanciava questo appello ai genitori: “I bambini da zero a due anni non dovrebbero essere mai lasciati davanti a uno schermo di tv, tablet, pc e smartphone. Al massimo un’ora al giorno, invece, è il tempo consigliato per i bambini da due a cinque anni”. Un appello che arrivava dopo anni di studi che avevano riscontrato problemi comportamentali nei bimbi affidati agli schermi-babysitter.

PROBLEMI COMPORTAMENTALI. L’elenco è lungo: irritabilità, apatia, ritardo nel linguaggio, alterazioni del sonno. E ancora, in età scolare, perdita di capacità cognitive: problemi di attenzione, di memoria e difficoltà di comprensione. Ma adesso questo elenco si allunga: secondo un team di ricercatori della Drexel University, Philadelphia (Usa), l’esposizione agli schermi di neonati e bambini di età inferiore ai due anni potrebbe essere associata a problemi di elaborazione sensoriale, che sono prevalenti nei disturbi dello spettro autistico e della sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD). Lo studio è stato pubblicato su JAMA Pediatrics. 
 
BAMBINI TROPPO SENSIBILI. L’elaborazione sensoriale atipica è il disturbo del quale soffrono i bambini che, pur avendo organi di senso normali da un punto di vista fisiologico, sono troppo sensibili – oppure per nulla – agli stimoli dei sensi, ovvero a ciò che vedono, toccano, gustano, annusano, ascoltano. Per esempio, il bambino può toccare o annusare eccessivamente gli oggetti (“ricerca di sensazioni”), può avere una sensibilità inferiore ed essere più lento a rispondere agli stimoli – come essere chiamati per nome (“bassa registrazione”), o può essere turbato da suoni, rumori o luci, ed evitare alcune azioni sensoriali, come farsi lavare i denti (“evitamento di sensazioni”).
Lo studio è stato realizzato su dati registrati dal National Children’s Study tra il 2011 e il 2014 su un campione di 1.471 bambini (50%maschi) che avevano guardato – o non avevo guardato – programmi tv o dvd (allora tablet e cellulari non era diffusi come adesso) a 12, 18 e 24 mesi. I genitori o caregiver hanno compilato un questionario  – Infant/Toddler Sensory Profile – progettato per ottenere un “profilo” sensoriale dei bambini a 33 mesi di età.

SCHERMI PERICOLOSI. Risultato: i bambini di un anno che trascorrono del tempo davanti agli schermi hanno una probabilità maggiore del 105% di sviluppare problemi di elaborazione sensoriale entro i 33 mesi; per quelli di 18 mesi, ogni ora in più al giorno trascorso davanti allo schermo è associata a una probabilità maggiore del 23%; infine, per quelli di 24 mesi, ogni ora al giorno in più segnala una probabilità maggiore del 20% entro l’anno successivo.
«Abbiamo scoperto che l’esposizione allo schermo a entro i 24 mesi di età è legata a un aumento dell’elaborazione sensoriale atipica a 33 mesi», spiega la responsabile dello studio Karen Heffler, professoressa associata di psichiatria alla Drexel University. «È questa associazione potrebbe avere importanti implicazioni per il disturbo da deficit di attenzione e iperattività e per l’autismo, poiché l’elaborazione sensoriale atipica è riscontrata in circa il 60% dei bambini con ADHD e in circa il 90% dei bambini con disturbo dello spettro autistico».
Se dunque i risultati dello studio indicherebbero che il tempo trascorso davanti allo schermo nei primi anni di vita può essere un fattore significativo, sono necessari «ulteriori approfondimenti che potrebbero determinare se la visione può alimentare l’iperconnettività cerebrale sensoriale osservata nei disturbi dello spettro autistico, come l’aumento delle risposte cerebrali alla stimolazione sensoriale», conclude Karen Heffler.

GIOCHI E PASSEGGIATE. Una cosa è certa: considerando che la neuroscienza ci ripete da tanto tempo che affidare i bambini piccoli agli schermi-babysitter può causare numerosi problemi comportamentali e di sviluppo, la raccomandazione è sempre la stessa: più giochi e passeggiate all’aria aperta. Ma non con i piccoli seduti sul passeggino con il tablet in mano.di Fabrizia Sacchetti

Maturità 2024: i PCTO non sono requisito di ammissione, ma ci saranno nel colloquio. Svolgimento prove Invalsi sì

da OrizzonteScuola

Di redazione

Un emendamento al Milleproroghe approvato nelle scorse ore conferma quanto previsto per la maturità dello scorso anno: i PCTO non saranno requisito di ammissione agli esami ma saranno comunque presenti nel colloquio. Resta requisito di ammissione l’aver svolto le prove Invalsi.

Il riferimento nell’emendamento è il decreto Milleproroghe 2022, che disponeva:

Ai fini dell’ammissione agli esami di Stato del secondo ciclo di istruzione, la previsione di cui all’articolo 1, comma 6, del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 22, convertito con modificazioni dalla legge 6 giugno 2020, n. 41, limitatamente agli articoli 13, comma 2, lettera c) e 14, comma 3, ultimo periodo in relazione alle attività assimilabili all’alternanza scuola-lavoro, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, è prorogata all’anno scolastico 2022/2023. Le esperienze maturate nei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento possono costituire comunque parte del colloquio di cui all’articolo 17, comma 9, del decreto legislativo n. 62 del 2017″.

Le esperienze PCTO saranno comunque presenti nel colloquio. Punto evidenziato anche dal decreto n. 10 del 26 gennaio sulle materie della seconda prova:

Il candidato dimostra, nel corso del colloquio:
a. di aver acquisito i contenuti e i metodi propri delle singole discipline, di essere capace di utilizzare le conoscenze acquisite e di metterle in relazione tra loro per argomentare in maniera critica e personale, utilizzando anche la lingua straniera;
b. di saper analizzare criticamente e correlare al percorso di studi seguito e al PECUP, mediante una breve relazione o un lavoro multimediale, le esperienze svolte nell’ambito dei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, previsti dal decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77, e così ridenominati dall’art. 1, comma 784, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, con riferimento al complesso del percorso effettuato; c. di aver maturato le competenze di educazione civica, di cui alla legge 20 agosto 2019, n. 92, come definite nel curricolo d’istituto e previste dalle attività declinate dal documento del consiglio di classe

Svolgimento prove Invalsi requisito di ammissione

Aver svolto le prove Invalsi sarà invece requisito di ammissione (anche per gli esami di terza media).

In base alla normativa attualmente vigente, lo svolgimento delle prove Invalsi 2024 costituisce requisito di ammissione all’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo d’istruzione (art. 13, comma 2, lettera b del D. Lgs. n. 62/2017): “partecipazione, durante l’ultimo anno di corso, alle prove predisposte dall’INVALSI, volte a verificare i livelli di apprendimento conseguiti nelle discipline oggetto di rilevazione di cui all’articolo 19“.

Le discipline oggetto di rilevazione delle prove Invalsi sono: a) Italiano, b) Matematica, c) Inglese (prova di ascolto e prova di lettura).

Calendario prove maturandi

Gli studenti dell’ultimo anno della Scuola Secondaria di secondo grado (grado 13) svolgono le Prove dall’1 al 27 marzo.

Le classi campione partecipano alle rilevazioni nei giorni 1, 4, 5 e 6 marzo 2024.

La sessione suppletiva, in cui svolgono le Prove anche i privatisti, va dal 27 maggio al 6 giugno 2024.


Valditara contro gli studenti che occupano e devastano le scuole: chi rompe paga, prende 5 e ripete l’anno. A Milano presidio solidale: ci reprime

da La Tecnica della Scuola

Di Alessandro Giuliani

“Chi rompe paga”, vale anche per chi devasta e danneggia una scuola durante un’occupazione che d’ora in poi dovrà prendere 5 in condotta. A dirlo è stato il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, intervistato da Bruno Vespa, che durante un’intervista del 14 febbraio gli aveva chiesto se fosse giusto che tali comportamenti facciano ripetere l’anno scolastico.

Valditara ha fatto intendere che la ‘mano pesante’ – che sta adottando anche su chi usa violenza gratuita contro i docenti – in certi casi è inevitabile, soprattutto quando si parla di “studenti che occupano e danneggiano la scuola. All’istituto ‘Severi’ di Milano” ha detto di avere “visto danni molto rilevanti, computer distrutti, lavagne elettroniche inservibili. Danni per oltre 70 mila euro, che rovinano il futuro ai nostri ragazzi perché 1.500 ragazzi hanno perso settimane di scuola. Oggi sono in didattica a distanza”.

Due giorni prima il ministro aveva visitato il liceo e aveva spiegato: “Chi occupa, chi compie un atto illecito, deve rispondere dei danni. Studenti di questo tipo non possano essere promossi”.

Quindi, il 15 febbraio ha ribadito: “Chi tiene comportamenti di questo tipo deve prendere 5 in condotta. Dopodiché sarà l’autonomia della scuola a decidere” ricordando però che “un conto è l’occupazione, un conto è occupare e devastare una scuola. Questa scuola è stata devastata, barricate, incappucciati… Ragazzi che bloccano una scuola per settimane a causa dei danni cagionati, che danneggiano l’erario per decine di migliaia di euro che maturità hanno dimostrato? Solo in tre scuole a Roma 350 mila euro di danni”.

Quindi, Valditara ha spigato che la preside della scuola milanese devastata “è stata molto chiara: l’autogestione era stata concessa, ma qui si sta parlando non di occupazione ma di devastazione: hanno divelto i water, tagliato i fili della luce, gettato i computer dalle finestre, hanno sparso sostanze allergeniche con gli estintori. Cosa c’entra con il dibattito?”.

Prima di congedarsi, il titolare del Mim ha detto: “girando le scuole d’Italia ho visto insegnanti motivati, abbiamo introdotto il docente tutor. Il fatto che i ragazzi esprimano aspirazioni e problemi è giustissimo, ma qui stiamo parlando, e io ho posto, un problema urgente e fondamentale: non si devasta una scuola e se devasti devi essere responsabile. Chi rompe paga”.

Nelle stesse ore, la Procura di Milano ha aperto un’inchiesta, al momento per il reato di invasione di edificio e a carico di ignoti, sull’occupazione, a fine gennaio e durata tre giorni, del liceo milanese Severi Correnti.

Secondo un prima stima servirebbero circa 70mila euro per riparare cattedre distrutte, scritte sui muri, fili elettrici tagliati e materiale danneggiato.

Secondo il Giornale, da quanto si è saputo, nel fascicolo affidato al pm, con accertamenti condotti dalla Digos, è attesa un’integrazione della denuncia da parte dei vertici dell’istituto sul profilo dei danneggiamenti e con la quantificazione sommaria dei danni.

Il reato di danneggiamento, dunque, sarà a breve iscritto nell’inchiesta, che punta ad individuare gli autori dell’occupazione e dei danni.

La mattina del 30 gennaio, stando a quanto ricostruito, 40-50 studenti sarebbero entrati nell’istituto per occuparlo. Nell’inchiesta sono in corso le identificazioni degli studenti (le eventuali posizioni dei minorenni saranno trasmesse alla Procura per i minori) e poi arriveranno le prime iscrizioni nel registro degli indagati. Nella scuola, stando a quanto riferito dai vertici agli inquirenti, non ci sono telecamere e, dunque, è esclusa un’analisi di questo genere.

C’è però qualcuno che non è d’accordo con il pugno duro imposto dal ministro: il 14 febbraio si è svolto a Milano il “presidio solidale” organizzato dagli studenti all’istituto Severi-Correnti, al centro di polemiche dopo la denuncia della scuola per danneggiamenti avvenuti durante un’occupazione di tre giorni. La questura ha confermato che l’incontro si è svolto senza tensioni.

Gli studenti, meno di un centinaio, in parte della scuola e in parte dei Collettivi e di organizzazioni antagoniste si sono riuniti all’esterno, in via Alcuino, in zona Fiera, dato che il cortile è ancora dichiarato inagibile. Hanno lanciato slogan, in particolare, contro “il tentativo di reprimere il diritto di manifestazione” nelle scuole.

“L’attacco mediatico e politico verso gli occupanti del Severi-Correnti rischia di avere il potere di compromettere inesorabilmente la pratica dell’occupazione scolastica, che già da tempo arranca nel ritrovare e riprendere la sua forza nelle lotte sociali”, avevano scritto ieri in un comunicato.


Bonus per genitori separati, divorziati e/o non conviventi: chi può richiederlo e quando presentare la domanda

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Da un paio di giorni è possibile presentare all’INPS la domanda per ottenere il nuovo bonus per genitori separati, divorziati e/o non conviventi.

Si tratta di una misura finalizzata a garantire un contributo ai genitori in stato di bisogno, ossia con un reddito non superiore a 8.174 euro, che nel periodo di emergenza epidemiologica da Covid-19 risultavano conviventi con figli minori o maggiorenni portatori di handicap grave e che, nel medesimo periodo, non abbiano ricevuto l’assegno di mantenimento per inadempienza dell’altro genitore (ex coniuge o ex convivente).

Il bonus, in particolare, spetta se l’altro genitore, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica, abbia cessato, ridotto o sospeso l’attività lavorativa a decorrere dall’8 marzo 2020 per una durata minima di 90 giorni oppure abbia subito una riduzione del reddito di almeno il 30% rispetto al reddito percepito nel 2019.

La domanda per percepire il beneficio dovrà essere presentata, entro il 31 marzo prossimo, all’INPS, attraverso l’apposito servizio “Contributo per genitori separati o divorziati per garantire la continuità dell’erogazione dell’assegno di mantenimento”, disponibile nella sezione “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”.

Il bonus viene corrisposto in un’unica soluzione in misura pari all’importo non versato dell’assegno di mantenimento e fino a concorrenza di 800 euro mensili. Il contributo spetta per un massimo di 12 mensilità tenuto conto delle disponibilità del fondo che ammonta a 10 milioni di euro. Il beneficio sarà erogato da INPS previa verifica dei requisiti di legge a cura del Dipartimento per le politiche della famiglia.

Pensioni scuola: dal 1° settembre 2024 quasi in 31mila lasceranno il servizio

da Tuttoscuola

Sono quasi 31.000 i pensionamenti del personale scolastico previsti per il prossimo 1° settembre. Il numero, fornito dal Ministero ai sindacati, non comprende i Dirigenti Scolastici, per i quali si attende la scadenza del termine per la presentazione delle domande, fissato dal contratto al 28 febbraio. In dettaglio, secondo quanto riporta Cisl Scuola, dovrebbero lasciare il servizio 21.322 docenti, 9.154 unità di personale ATA, 459 docenti di religione e 57 educatori.

Il Ministero, nel fornire i dati alle organizzazioni sindacali, ha precisato che i numeri non tengono conto delle verifiche in corso da parte dell’INPS circa la sussistenza, per ciascuno degli interessati, dei requisiti di accesso alla pensione.

Da tenere presente, infine, che altre cessazioni potranno aversi per effetto delle novità che la legge di bilancio per il 2024 ha introdotto riguardo ad alcune tipologie di pensionamento (opzione donna, quota 103, Ape sociale), per le quali è prevista a breve una riapertura dei termini di presentazione delle domande.

Nota 15 febbraio 2024, AOODGOSV 6740

Ministero dell’ istruzione e del merito
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinament i scolastici, la valutazione e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione
Ufficio II

OGGETTO: Adozione dei libri di testo nelle scuole di ogni ordine e grado – anno scolastico 2024/2025

Nota 15 febbraio 2024, AOODGCASIS 885

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali
Direzione Generale per i sistemi informativi e la statistica

Alle Istituzioni scolastiche ed educative statali LORO E-MAIL
e, p.c. Ai Direttori generali e Dirigenti responsabili degli Uffici Scolastici Regionali LORO E-MAIL
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione della Provincia Autonoma di Trento
Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola località ladine di Bolzano
Al Sovrintendente agli studi della Regione Autonoma della Valle D’Aosta

Oggetto: Scuola digitale 2022-2026 – migrazione al cloud e siti web: webinar 20 febbraio 2024 (ore 10:30) e 27 febbraio 2024 (ore 10:30).

Nota 15 febbraio 2024; AOODGOSV 6687

Ministero dell’Istruzione e del Merito
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione e
l ‘internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione

Ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI
Ai Dirigenti Scolastici delle Istituzioni scolastiche di secondo grado Statali e Paritarie LORO SEDI
Al Sovrintendente agli Studi della Valle d’Aosta AOSTA
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione per la Provincia Autonoma di TRENTO
All’Intendente Scolastico per le scuole delle località ladine di BOLZANO
All’Intendente Scolastico per la scuola in lingua tedesca di BOLZANO
Al Sovrintendente Scolastico della Provincia di BOLZANO
E p.c. Ufficio Stampa SEDE
Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
Direzione Generale promozione Sistema Paese Ufficio V

Oggetto: XIII edizione Scuola estiva di astronomia “A scuola di Stelle” per i Campionati di Astronomia.

Nota 15 febbraio 2024, AOODPIT 705

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Il Capo Dipartimento

Ai Direttori generali e ai Dirigenti preposti agli Uffici Scolastici Regionali
All’Ufficio speciale di lingua slovena presso l’Ufficio scolastico regionale per il Friuli-Venezia Giulia
Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola delle località ladine di Bolzano
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione della Provincia di Trento
Al Sovrintendente agli studi della Regione Autonoma della Valle d’Aosta
Ai Dirigenti scolastici delle Istituzioni scolastiche statali e paritarie per il tramite dei rispettivi UU.SS.RR.

Oggetto: I martedì dello Spazio – Ciclo di incontri formativi per gli studenti delle Scuole Secondarie di II grado

Programma annuale 2024

Nota 21 novembre 2023, AOODGRUF 32361
Predisposizione e approvazione del programma annuale 2024 ai sensi dell’art. 5 del D.I. 28/08/2018, n. 129 “Regolamento recante istruzioni generali sulla gestione amministrativo contabile delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell’articolo 1, comma 143, della legge 13 luglio 2015, n. 107” (di seguito, anche “DI n. 129/2018”)


La Nota 21 novembre 2023, AOODGRUF 32361, stabilisce, esclusivamente per la predisposizione ed approvazione del programma annuale 2024, una proroga di tutti i termini previsti dall’art. 5, commi 8 e 9, del D.I. n. 129/2018, di 45 giorni.

Le tempistiche per la predisposizione ed approvazione del programma annuale 2024 sono le seguenti:

  • entro il 15 gennaio 2024, le istituzioni scolastiche predispongono il programma annuale e la relazione illustrativa; entro la medesima data, il programma annuale e la relazione illustrativa, sono sottoposti all’esame dei revisori dei conti per il parere di regolarità;
  • entro il 15 febbraio 2024, i revisori dei conti rendono il suddetto parere. Tale parere può essere acquisito anche con modalità telematiche;
  • entro il 15 febbraio 2024, il Consiglio d’Istituto delibera in merito all’approvazione del programma annuale. La delibera di approvazione del programma annuale è adottata entro il 15 febbraio 2024, anche nel caso di mancata acquisizione del parere dei revisori dei conti entro la data fissata per la deliberazione stessa.

Viaggi d’istruzione e visite didattiche

Avviso 12 febbraio 2024
Promemoria scadenza termini per le richieste dell’ agevolazione volta a sostenere la piu’ ampia partecipazione di studentesse e studenti ai viaggi di istruzione/ visite didattiche per l’anno scolastico 2023/2024

Nota 20 dicembre 2023, AOODGCASIS 5419
Indicazioni operative per la gestione e il riconoscimento di una agevolazione volta a sostenere la più ampia partecipazione di studentesse e studenti ai viaggi di istruzione/visite didattiche per l’anno scolastico 2023/2024 – Decreto Dipartimentale n. 84 del 24 novembre 2023


Fino al 15 febbraio 2024 sarà possibile presentare sulla piattaforma Unica la domanda per accedere alle agevolazioni per i viaggi di istruzione e per le visite didattiche, destinate alle famiglie con basso ISEE. Si tratta di uno stanziamento di 50 milioni, messi a disposizione dal Ministero dell’Istruzione e del Merito per l’anno scolastico 2023/2024, per studentesse e studenti delle Scuole statali secondarie di secondo grado.

In particolare, le risorse stanziate saranno dirette ad agevolare le famiglie con Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) fino a 5.000 euro. Secondo le stime del Ministero, si tratterà di una platea di circa 330 mila potenziali beneficiari. Il contributo singolo previsto sarà di 150 euro.

Grazie a un accordo di cooperazione con l’Inps, l’ISEE verrà verificato automaticamente sulla piattaforma Unica, semplificando la procedura per le famiglie ed evitando un aggravio di lavoro per i dirigenti scolastici e per le segreterie amministrative degli istituti.

“L’esperienza dei viaggi di istruzione e delle uscite didattiche rappresenta un momento importante nel percorso formativo di studentesse e studenti, un contributo per la loro crescita culturale, la socializzazione e l’arricchimento delle competenze”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione del Merito Giuseppe Valditara. “Questa iniziativa punta a far sì che i giovani in condizioni di svantaggio economico possano partecipare a queste esperienze fondamentali, uno strumento che promuove l’uguaglianza di accesso alle opportunità educative”, ha aggiunto il Ministro.


Scuola, viaggi d’istruzione: 50 mln per l’anno scolastico 2023/2024. Valditara: “Esperienze formative fondamentali, sosterremo il ritorno al loro pieno utilizzo”. Il fondo Erasmus è stato raddoppiato. Dal PON 41,5 mln ad Abruzzo, Molise e Sardegna per orientamento all’estero e transizione al lavoro

A seguito di un’istruttoria effettuata su impulso del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, il MIM assegnerà, tramite apposita direttiva, 50 milioni di euro per consentire alle scuole, nell’ambito della loro autonomia, il coinvolgimento del più ampio numero possibile di studenti in viaggi d’istruzione e visite didattiche nell’anno scolastico 2023/2024. È la prima volta che delle risorse vengono stanziate per questa finalità e saranno destinate con una particolare attenzione per i ragazzi provenienti da famiglie meno abbienti.

Questa è una delle azioni di sistema intraprese dal Ministero per sostenere e incoraggiare la ripresa dei viaggi d’istruzione, facendo fronte al problema dei rincari generalizzati.

“La difesa del diritto allo studio è una priorità per il Ministero dell’Istruzione e del Merito”, ha dichiarato il Ministro Valditara, “e presuppone la partecipazione di ogni giovane, senza che sia di pregiudizio la propria condizione sociale, a tutte le esperienze formative offerte dalla scuola. Tra queste rientrano a pieno titolo i viaggi d’istruzione e le visite didattiche, importanti occasioni di apprendimento e di crescita umana e civica. È per questo che sosterremo concretamente il ritorno al loro pieno utilizzo, nel rispetto dell’autonomia scolastica, anche per raggiungere un completo recupero della socialità dei ragazzi dopo le limitazioni imposte dalla pandemia”.

Con un Avviso pubblico di prossima adozione, il Ministero individuerà le scuole a cui attribuire le risorse, reperite nell’ambito dello stanziamento del “Fondo per l’arricchimento e l’ampliamento dell’offerta formativa e per gli interventi perequativi” istituito dalla legge 440/1997. La selezione degli istituti e la quantificazione del finanziamento, nell’ambito di un massimale predeterminato, avverranno sulla base di criteri oggettivi e trasparenti, utili a individuare le reali situazioni di svantaggio economico. Sarà poi cura delle istituzioni scolastiche effettuare la puntuale ricognizione dei fabbisogni delle famiglie che beneficeranno del contributo.

A tal fine, in un’ottica di semplificazione amministrativa, verranno fornite indicazioni operative per consentire alle scuole una gestione dei finanziamenti ricevuti quanto più snella ed efficace. Le scuole potranno disporre delle risorse in tempo utile per effettuare un’attenta pianificazione dei viaggi e delle uscite didattiche per l’anno scolastico 2023/2024, in coerenza con il Piano triennale dell’offerta formativa.

Inoltre, anche le risorse dei programmi europei offrono importanti opportunità di crescita attraverso esperienze internazionali e di multilinguismo per studentesse e studenti, con particolare riferimento a quelli in situazioni di svantaggio.

Al fine di potenziare il programma Erasmus e incentivare scambi ed esperienze formative all’estero per studenti, docenti e personale scolastico, con decreto del Ministro dell’Istruzione e del Merito sono stati destinati 150 milioni del PNRR per 3 anni, raddoppiando così le attuali risorse annue previste per Erasmus, pari a circa 39 milioni per le azioni di mobilità. A questo proposito, già in sede europea il Ministro Valditara aveva sollecitato lo stanziamento di maggiori risorse comunitarie, per favorire gli scambi di docenti e studenti su tutto il territorio dell’Ue.

Infine, per quest’anno scolastico, con decreto del Ministro dell’Istruzione e del Merito del 27 marzo scorso, sono state già autorizzate attività formative all’estero di orientamento e per favorire la transizione scuola-lavoro per un valore di circa 41,5 milioni di risorse residue PON destinate alle scuole delle regioni Abruzzo, Molise e Sardegna.