Under 14 e social network

Under 14 e social network: la ricerca dell’Università di Cassino sulla vita digitale dei giovanissimi

L’88% degli under 14 usa i social network e oltre il 50% ritocca la propria immagine. “Uso passivo dei contenuti, ma grande attenzione a come si appare. I social hanno assunto una funzione reputazionale”. Whatsapp e Tik Tok i preferiti

Under 14 e social network: iscrizione precoce e ricerca dell’approvazione sociale. È questo che emerge da una ricerca effettuata dal Dipartimento di Scienze Umane, Sociali e della Salute dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale coordinata da Simone Digennaro – PhD, Ricercatore e Educatore Professionale, Presidente dei Corsi di Laurea in Scienze Motorie – su un campione di oltre 2000 ragazzi di età compresa fra gli 11 e i 13 anni. L’88% degli intervistati, senza variazioni significative sulla base del sesso, dichiara infatti di usare con regolarità i social network, e questo nonostante il limite di età per accedere alle piattaforme di condivisione e di messaggistica sia fissato per legge a 14 anni. La percentuale sale al 100% se guardiamo unicamente ai tredicenni. Non solo, 4 ragazzi su 10 hanno un profilo pubblico, con le relative criticità dal punto di vista della privacy dei minori: “La condivisione di contenuti privati su piattaforme visibili in tutto il mondo, senza il diretto controllo e la supervisione degli adulti, espone il minore a rischi enormi, quali ad esempio cyberbullismo, adescamento online e, più in generale, violazioni della privacy”, spiega il coordinatore della ricerca.

La ricerca ha innanzitutto messo in luce quali sono le piattaforme social preferite dai ragazzi: oltre il 50% del campione dichiara di usare più di due ore al giorno l’app di messaggistica WhatsApp, a pari merito con Tik Tok; interessante, però, notare che la prima, a differenza della seconda, è utilizzata, prescindendo dal tempo d’uso, praticamente dalla totalità dei ragazzi intervistati. Seguono Instagram, Youtube e Snapchat. Quest’ultima, anche in relazione all’utilizzo che ne viene fatto – l’applicazione, infatti, viene usata principalmente per modificare foto da postare poi su altri social – vanta una buona penetrazione, ma una permanenza minore da parte della giovane audience: usata nel complesso da oltre il 60% dei giovani, circa il 30% del campione analizzato dichiara di trascorrervi meno di 2 ore al giorno. Stando alle risposte, è confermato il progressivo ma avanzato abbandono di Facebook e la scarsa attrattività di Twitter per i giovani. Fra i social si affacciano invece Discord, piattaforma VoIP e di messaggistica istantanea pensata per i gamere la piattaforma di live streaming Twitch.

Come usano i social i giovani italiani under 14? “Osservando i dati – commenta Digennaro – emerge quello che in sede di analisi abbiamo definito dualismo fra il corpo fisico, quello a cui siamo destinati per natura, e il corpo rappresentato, quello cioè che vogliamo personalizzare e offrire allo sguardo degli altri”. Oltre il 50% degli under 14 intervistati, infatti, afferma di aver modificato almeno una volta una foto prima di aver deciso di postarla, di questi oltre il 14% lo fa spesso, mentre quasi il 6% ammette di farlo sempre. Se operiamo una divisione per genere, le ragazze dimostrano una maggiore propensione dei ragazzi a “correggere” le proprie immagini, il 25,4% contro il 15,5%, ma possiamo comunque parlare di una tendenza condivisa. A questo proposito, è particolarmente interessante osservare l’uso che gli under 14 fanno dei filtri presenti sui social: se oltre il 50% ammette di utilizzarli con lo scopo di migliorare la propria immagine e circa un terzo per osservare come il proprio corpo potrebbe apparire, ben il 42% vorrebbe essere nella vita reale così come appare quando utilizza i filtri, una percentuale che lancia un chiaro messaggio. “I filtri sono diventati cioè strumenti per operare cambiamenti sul proprio corpo, per modificare il proprio aspetto e allinearlo a un’immagine ideale di sé da proiettare all’esterno – dice Digennaro – qui emerge chiaramente la questione dell’opposizione tra il sé reale e il sé immaginato“Senza dubbio questo dualismo fra corpo di natura e corpo rappresentato può modificare la percezione che i ragazzi hanno di loro stessi – commenta ancora Digennaro – non è un caso ad esempio che, alla domanda ‘Come dovrebbe essere il corpo di un tuo coetaneo?’, le ragazze, in percentuale maggiore rispetto ai ragazzi, 42,5% contro 24,8%, abbiano individuato in un corpo sottopeso il ‘modello idealtipico’. Emergono, cioè, dei chiari disturbi a livello dell’immagine corporea – aspetto quest’ultimo essenziale per il benessere individuale – in quanto la costante esposizione a ideali di bellezza e di aspetto fisico irraggiungibili creano un forte contrasto tra la percezione del proprio corpo e il modello a cui si aspira”.

Tornando alla modifica delle immagini, una pratica diffusissima fra le ragazze – tre quarti delle intervistate dichiarano di farlo; circa il 50% con elevata frequenza – è anche l’abitudine di scattare molte foto per scegliere la migliore da condividere online. “I social concorrono in maniera determinante alla costruzione della reputazione dei giovani – prosegue il ricercatore – e questo appare evidente osservando alcuni trend di utilizzo che mostrano come l’approvazione e il riconoscimento sociale siano al centro delle dinamiche con cui essi espongono la propria immagine”. In questo senso è interessante notare che il 50% di loro confessa di rimuovere il proprio tag dalle foto che non incontrano gradimento, un’abitudine per il 50,9% delle ragazze, meno diffusa fra i maschi. Ma non solo, oltre il 50% delle giovani intervistate afferma di inviare le proprie foto agli amici prima di condividerle sui social, mentre sono solo il 30% i ragazzi che ammettono di farlo. “Possiamo dunque immaginare – spiega il coordinatore della ricerca – che le ragazze subiscano una maggiore pressione dei loro coetanei maschi alla regolazione della propria immagine, oppure che per le prime i social rappresentino un canale preferenziale per farlo, a differenza dei secondi, che potrebbero esprimere quest’esigenza altrimenti”.

Ma come trascorrono il loro tempo sui social i giovanissimi? “Quello che emerge è un uso piuttosto passivo dei contenuti”. L’azione tipo compiuta dai giovanissimi presenti sui social, infatti, è quella di guardare foto e storie di personaggi famosi. Interessante notare due abitudini che caratterizzano le giovanissime: se da una parte le ragazze, in percentuale maggiore rispetto ai coetanei maschi, trascorrono più tempo a postare e guardare contenuti che riguardano loro stesse, il che testimonierebbe un’attenzione maggiore verso il proprio corpo (e il suo controllo), dall’altra sono più attratte da post e video del gruppo di pari di quanto non lo siano i ragazzi. Cosa significa? Risponde Digennaro: “Forse la ricerca di modelli socioculturali meno stringenti, per difendersi e bilanciare modelli inarrivabili, o anche un alto bisogno di inserimento e approvazione nella propria sfera sociale. O, ancora, una maggiore propensione a coltivare i legami sociali e una connessione più forte fra mondo dei social e mondo reale”.

“I risultati della ricerca puntano quindi nella direzione di una funzione reputazionale che hanno assunto i social nella vita dei nostri giovani – conclude Digennaro – vengono utilizzati per osservare i propri modelli, per creare e controllare la propria immagine sociale, per modificare il proprio aspetto nella direzione desiderata, abitudine che può assumere il valore di una correzione, ma anche di una sperimentazione. Insomma, i social sono diventati ormai veri e propri spazi e dispositivi di costruzione della soggettività e come tali vanno considerati e studiati, se non vogliamo ritrovarci a fare i conti con enormi punti ciechi sulla vita dei ragazzi”.

SEROTONINA MEDIA

Iscrizioni per l’A.S. 2023/2024

Nota sulle iscrizioni per l’A.S. 2023/2024: incontro di informativa al Ministero

Si è svolto oggi, 21 novembre, al Ministero, in modalità telematica l’incontro di informativa sindacale riguardante la nota sulle iscrizioni alle scuole dell’infanzia, del primo e del secondo ciclo per l’a.s. 2023/24. All’incontro ha partecipato, per conto dell’Amministrazione, il Dott. F. Manca, direttore della Direzione generale per gli ordinamenti, la valutazione e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione, che ha illustrato il testo alle organizzazioni sindacali presenti.  

Le iscrizioni potranno effettuarsi dal 9 al 30 gennaio 2023. Il posticipo è dovuto alla concomitanza con le festività della prima decade di gennaio.  

Anche per il prossimo anno scolastico rimangono esclusi dalla procedura telematica la scuola dell’infanzia, le istituzioni scolastiche delle province di Trento e Bolzano, i percorsi di istruzione per adulti e altri istituti a norma speciale. 

Le novità della nota consistono nel richiamo ad alcune riforme recenti, che incidono anche nella fase delle iscrizioni, e in particolare: 

  1. l’introduzione dell’attività motoria in IV e V della scuola primaria, per cui si prevede che le scuole forniscano tempestivo riscontro alle famiglie degli alunni delle future classi prime circa il potenziamento dell’orario curricolare 
  2. l’attivazione dei percorsi a indirizzo musicale. 

Le novità che interessano, invece, la procedura nel suo complesso riguardano: 

  1. la previsione di un supporto che le scuole saranno tenute a dare alle famiglie che non riescono a trovare una scuola in cui iscrivere i propri figli, o perché non sono stati accolti nella scuola prescelta, o perché non sono in grado autonomamente di verificare la disponibilità di ulteriori sedi 
  2. l’ampliamento delle informazioni sull’istruzione parentale 
  3. la possibilità per le famiglie di seguire tramite l’App IO l’iter dell’istanza di iscrizione 
  4. la facoltà per le famiglie degli studenti della scuola secondaria di secondo grado di fare richiesta di “Io Studio – la carta dello studente”.  

L’ANP ha apprezzato l’implementazione degli strumenti digitali messi a disposizione delle famiglie per seguire l’iscrizione dei loro figli, il riferimento all’educazione motoria nella scuola primaria e alle importanti novità introdotte dal D.I. 176/2022, oltre che la semplificazione delle procedure per la richiesta della carta dello studente. Su quest’ultima abbiamo chiesto che il modello di iscrizione preveda dei flag appositi. Riguardo le iscrizioni in corso d’anno, riteniamo utili le indicazioni e i suggerimenti forniti dalla nota quasi in funzione di “promemoria” per le scuole circa la necessità di definire criteri chiari in vista del loro inserimento.  

A proposito dell’istruzione parentale l’ANP, nel rilevarne la crescente diffusione, ha proposto all’Amministrazione di monitorare attraverso gli applicativi in uso l’incidenza del fenomeno sui vari territori onde potere avviare con contezza una riflessione sul punto e individuare eventuali elementi migliorativi dell’offerta del servizio pubblico di istruzione. 

Circa la scuola dell’infanzia, le cui iscrizioni saranno ancora una volta in modalità cartacea, abbiamo nuovamente manifestato le criticità connesse a tale prassi. La modalità online, infatti, avrebbe consentito di snellire il lavoro delle segreterie, di assecondare il processo di dematerializzazione e di favorire una gestione coordinata delle iscrizioni tra i vari soggetti preposti, in coerenza con la governance disegnata dalle Linee pedagogiche per il sistema integrato “zerosei”. 

Infine, sulla previsione che le scuole debbano supportare le famiglie che non avessero trovato posto grazie alla procedura informatica, l’ANP ritiene essenziale il coinvolgimento dell’ambito territoriale in quanto l’unico soggetto a conoscenza dello stato delle iscrizioni sul territorio e in grado, così, di valutarne le possibilità e i vincoli. Solo con tale approccio sinergico è possibile garantire agli studenti il godimento del diritto allo studio e vigilare sull’assolvimento dell’obbligo di istruzione. Non possono, infatti, essere solo le scuole gli enti su cui far ricadere la responsabilità di tali operazioni. 

L’Amministrazione, per quanto riguarda la carta dello studente, ha comunicato che nella modulistica messa a disposizione delle scuole saranno presenti due flag da attivare: il primo per avviare la richiesta; il secondo per prendere visione dell’informativa sulla Privacy. 

Il Dott. Manca ha poi espresso apprezzamento per l’intervento dell’ANP sull’istruzione parentale in quanto materia che merita ulteriori approfondimenti da condividere con le organizzazioni sindacali.  

Infine, sulla gestione delle iscrizioni in eccedenza e del supporto da garantire agli studenti e alle loro famiglie, l’Amministrazione ha concordato sulla necessità di coinvolgere in modo sistematico gli uffici territoriali poiché in possesso dei dati reali sull’andamento delle iscrizioni. 

Legge di bilancio ai nastri di partenza: pochi soldi per la scuola

da La Tecnica della Scuola

Di Reginaldo Palermo

Nella giornata di lunedì 21 la bozza della legge di bilancio 2023 verrà approvata dal Governo per essere trasmessa subito dopo al Parlamento che avrà poco più di un mese per approvarla.
Nel concreto, quindi il disegno di legge arriverà alle Camere pressoché “blindato” e cioè senza molte possibilità di essere modificato, almeno nella sostanza; al massimo ci potranno essere piccoli ritocchi.
Per il momento le notizie sui contenuti della legge sono scarse, se si eccettua ciò che da almeno un paio di settimane sta dicendo il Governo: nel complesso la manovra si attesterà sui 30 miliardi, più di 20 dei quali saranno destinati a contrastare la crisi energetica, o per sostenere le aziende o per dare un aiuto alle tante famiglie che saranno in difficoltà a pagare le bollette di luce e gas.

Per quanto riguarda la scuola, non si sa quasi nulla anche se, stando semplicemente alle “promesse” fatte in campagna elettorale, ci vorrebbero almeno 2-3 miliardi solo per fare fronte alle esigenze indifferibili.
Il ministro Valditara, per esempio, proprio nelle ore in cui si firmava il contratto nazionale, aveva ribadito che avrebbe fatto di tutto per ottenere che nella legge di bilancio vengano stanziati almeno 300 milioni per chiudere onorevolmente la sequenza contrattuale prevista dall’accordo con i sindacati.
Ma poi c’è il tema dell’organico aggiuntivo che la stessa sottosegretaria Paola Frassinetti ha già definito indispensabile.
Ancora più importanti sono le misure per la riduzione del precariato: se si volesse dare attuazione ad un provvedimento analogo al disegno di legge presentato a suo tempo da Mario Pittoni (Lega) bisognerebbe mettere nel conto un miliardo di euro.
Ma questi soldi, al momento, non ci sono o, perlomeno, sembra difficili da reperire.
E allora è probabile che – come abbiamo già scritto più volte – il Governo si limiterà a prevedere per la scuola qualche misura a costo zero che potrebbe però riscuotere il consenso dei sindacati e del mondo della scuola.
Per esempio, potrebbero arrivare modifiche all’impianto dei PCTO e alle modalità di rilevazione degli apprendimenti (prove Invalsi).
E, vista la situazione, può anche darsi che il Governo decida di “cedere” sulla questione dei vincoli alla mobilità: la loro cancellazione non costerebbe nulla ma sarebbe certamente ben accolta dal personale.
L’attesa, comunque, è quasi finita, perché entro la serata di lunedì dovremmo saperne certamente di più.


Campionati studenteschi e avviamento alla pratica sportiva: le scuole possono aderire entro il 21 novembre 2022

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Anche quest’anno il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato la consueta nota concernente le attività di avviamento alla pratica sportica e i Campionati studenteschi.

Le adesioni dovranno essere registrate al link www.campionatistudenteschi.it entro il 21 novembre 2022.

L’attività di avviamento alla pratica sportiva può essere svolta anche dalle Istituzioni scolastiche che non partecipino ai Campionati Studenteschi, purché aderiscano ad un progetto nazionale o a un progetto di attività motoria approvato dagli Organi Collegiali dell’Istituto scolastico e inserito nella piattaforma dedicata.

Nel progetto tecnico allegato alla nota sono contenute tutte le indicazioni per lo svolgimento dei Campionati.

Le manifestazioni si svolgeranno negli impianti scolastici e/o impianti comunque omologati dalle Federazioni Sportive e in conformità alla normativa vigente. Solo in casi eccezionali – dovuti dall’assenza di impianti omologati – potrà essere presa in considerazione l’utilizzazione di impianti che comunque rispondano alle norme di sicurezza e alle specifiche esigenze tecniche della disciplina.

In occasione di tutte le manifestazioni, gli Uffici Scolastici Regionali competenti possono richiedere l’esonero, per brevi periodi, dai normali obblighi di servizio del personale docente cui sono stati affidati compiti organizzativi, di giuria e arbitraggio. Per il personale impegnato nell’organizzazione delle fasi regionali e nazionali dei Campionati Studenteschi e delle manifestazioni internazionali I.S.F. sarà l’Ufficio Scolastico Regionale competente a stabilire le modalità e i periodi degli eventuali esoneri.

LA NOTA

IL PROGETTO TECNICO

Giochi della Chimica 2022-2023: iscrizioni entro il 3 febbraio 2023

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

La Società Chimica Italiana (SCI) organizza per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado la competizione nazionale denominata “Giochi della Chimica”.

I Giochi e Campionati internazionali della Chimica sono inseriti nel programma annuale di valorizzazione delle eccellenze di questo Ministero per l’anno scolastico 2022/2023 e rappresentano l’opportunità, per studentesse e studenti, di sviluppare atteggiamenti positivi e propositivi verso lo studio della chimica, incoraggiando l’acquisizione di conoscenze e sensibilità verso tematiche centrali della società moderna (energia, salute, ambiente, ecc.), ed offrendo opportunità di condivisione, integrazione, inclusione e valorizzazione delle eccellenze.

La presentazione dei Giochi e Campionati Internazionali della Chimica è pubblicata sul sito web della Società Chimica Italiana: https://www.soc.chim.it/ . Ulteriori informazioni sull’edizione 2022-23 sono disponibili al seguente link: https://www.soc.chim.it/campionati_chimica/home

L’iscrizione alla manifestazione si effettua on line, tramite il sito https://survey.alchemer.eu/s3/90495252/registrazione-chimica-scuola-2022-23, improrogabilmente entro il 3 febbraio 2023.

IL BANDO

Rimedi possibili per stabilizzare il sistema

da Tuttoscuola

Se il quadro critico dei posti coperti nel 2020-21 da oltre 212mila docenti con contratto a tempo determinato è dovuto a fattori diversi relativi alla tipologia di posto, le possibili soluzioni per cercare di ridurne la quantità a livelli fisiologici sono conseguentemente diverse.

Per i posti in organico di diritto, coperti con supplenze annuali, per i quali la causa principale del loro incremento passato dal 5,6% del 2015-16 al 30,7% del 2020-21 sembra dipendere principalmente dai tempi eccessivi delle procedure concorsuali, occorre agire sulla attuale struttura dei concorsi.

L’ipotesi di decentrare i concorsi a livello territoriale, affidandone la gestione direttamente alle singole istituzioni scolastici o a reti di scuole (come avviene in molti Paesi europei), nonostante possa garantire l’immediata copertura dei posti vacanti, non trova per il momento le condizioni e le disponibilità culturali per essere attuata. Se ne potrebbe attuare una fase sperimentale controllata.

Nella attuale procedura concorsuale i tempi di svolgimento sono direttamente dipendenti dalle commissioni esaminatrici i cui componenti operano attualmente mantenendo i propri obblighi di servizio.

Un’ipotesi possibile potrebbe essere proprio quella di prevederne il distacco dal servizio per il tempo strettamente necessario per lo svolgimento degli orali (gli scritti attualmente vengono corretti in automatico dal sistema). Contestualmente potrebbe essere rivisto il loro compenso, adeguandolo a quello dei commissari della maturità.

Per quanto riguarda, invece, i posti in organico di fatto – sia su posti comuni che su posti di sostegno in deroga – coperti da supplenze fino al 30 giugno, è necessario attivare in quantità rilevante e coraggiosa la loro trasformazione in organico di diritto.

Un piano di rientro, certamente dai costi non indifferenti, consentirebbe di portare il sistema a livelli di stabilità, funzionali anche al miglioramento complessivo dell’offerta formativa.

In cattedra un precario ogni quattro docenti

da Tuttoscuola

Tra le riforme della scuola che l’attuale ministro dell’Istruzione e del Merito dovrebbe cercare di attuare c’è senz’altro quella della stabilizzazione del sistema, evidenziata da un tasso crescente di utilizzo di docenti con contratto a tempo determinato annuale o fino al termine delle lezioni.

Le conseguenze di questa non adeguata stabilità del sistema, considerate quanto meno sotto l’aspetto organizzativo, sono evidenti, come ben sanno gli studenti e le loro famiglie.

Innanzitutto, all’inizio di ogni anno scolastico, mentre i docenti di ruolo sono in cattedra fin dal primo giorno, quelli con contratto a tempo determinato arrivano spesso ad anno scolastico cominciato, a volte anche abbondantemente.

Inoltre, nella maggior parte dei casi, si tratta di docenti non confermati sul posto o cattedra occupato nell’anno precedente, con buona pace per la continuità didattica.

E di anno in anno questa criticità aumenta.

Nel 2020-21, l’anno più recente relativo agli organici del personale scolastico statale pubblicati nel portale dati del ministero dell’Istruzione, i docenti supplenti con contratto a tempo determinato hanno occupato mediamente il 25% dei posti e delle cattedre funzionanti.

Se nella media nazionale in cattedra sedeva, pertanto, un docente precario ogni quattro, vi erano regioni con percentuali ben più elevate, come, ad esempio, in Piemonte e Lombardia che, rispettivamente con il 34,1% e il 33,8% hanno avuto in cattedra praticamente un precario ogni tre docenti.

Situazione del tutto simile anche in Toscana (32,7%), in Emilia R. (31,9%) e in Liguria (31,7%)

Ben diversa la situazione nelle regioni del Mezzogiorno con Campania, Calabria e Basilicata a poco più del 13% di docenti precari in cattedra (mediamente un docente precario ogni 7-8 docenti) e con la Sicilia al 14,4% (un precario ogni sette).

In tutti i casi, comunque, anche con minori tassi di precarietà, la non stabilizzazione del sistema nuoce alla qualità dell’offerta formativa, mentre l’amministrazione da anni sembra impotente a contenerla.

Decreto Direttoriale 21 novembre 2022, AOODGRUF 2404

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali
Direzione Generale per le risorse umane e finanziarie – Ufficio III

Decreto direttoriale 2307 dell’11 novembre 2022- Proroga presentazione della domanda di partecipazione alle procedure selettive per l’attribuzione progressioni economiche tra le fasce retributive all’interno delle Aree I, II e III del personale del Comparto Funzioni Centrali del Ministero dell’istruzione

Nota 21 novembre 2022, AOODGRUF 53485

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per le risorse umane e finanziarie
Direzione generale per le Risorse Umane e Finanziarie – DGRUF Ufficio VII

A tutte le istituzioni scolastiche ed educative statali
All’Ufficio scolastico regionale competente per il territorio
Al Revisore dei conti in rappresentanza del Ministero dell’istruzione e del merito
e p.c. Alla Direzione generale per i Sistemi Informativi e la Statistica – Ufficio III

Oggetto: A.F.2022 – Contratti ex art. 58, comma 4-quater DL 73/2021 e ex. art. 231-bis DL 34/2020 (cd. COVID -19) – Conclusione delle operazioni.

Lettera Ministro 21 novembre 2022, AOOGABMI 99000

22 novembre: Giornata nazionale per la Sicurezza nelle scuole

Cari dirigenti, cari docenti, care ragazze e cari ragazzi, care famiglie, cari operatori della scuola tutti. Oggi è la Giornata nazionale per la Sicurezza nelle scuole, istituita per legge dal Parlamento italiano il 13 luglio 2015. La Giornata è stata fissata il 22 novembre perché in questa data, una mattina maledetta del 2008, il crollo del soffitto al liceo Darwin di Rivoli si portò via Vito Scafidi, 17 anni e una storia tutta da scrivere. Oggi ricordiamo anche la tragedia della Scuola Jovine di San Giuliano di Puglia, di cui ricorre il ventennale, nella quale persero la vita ventisette bambini e una maestra, e quella della Casa dello Studente a L’Aquila, dove morirono otto studenti universitari nel terremoto del 2009. Ogni volta che una ragazza o un ragazzo si trovano in situazioni di pericolo a scuola, viene stravolto completamente qualunque senso delle cose. L’assurdo diventa realtà: la scuola, il luogo per eccellenza deputato allo sviluppo e alla realizzazione della persona umana, diventa il luogo della sua negazione.

Ebbene, noi non dobbiamo rassegnarci all’assurdo, mai, per nessun motivo. Lo sanno molto meglio di me tutte le associazioni e le fondazioni che da anni conducono una meritoria battaglia per sensibilizzare l’opinione pubblica sul fronte della sicurezza scolastica e della prevenzione dei rischi. A loro va anzitutto il mio grazie più sincero, perché hanno tenuto sempre accesa la fiammella di chi si ribella all’assurdo, di chi vuole restituire alla realtà un senso razionale. A scuola non si muore né si deve rischiare di morire, a scuola si cresce, si scoprono le proprie capacità e i propri talenti nel confronto con gli altri, a scuola si diventa se stessi.

Per questo è importantissimo che la giornata di oggi non duri ventiquattr’ore: la Giornata per la Sicurezza nelle scuole deve essere il nostro presente costante. Attraverso campagne di informazione corretta, attività di formazione sulla gestione dei rischi, condivisione di buone pratiche e collaborazione tra tutti i soggetti istituzionali perché si affermi davvero e compiutamente nel nostro Paese una cultura della Sicurezza.

La sicurezza a scuola è un diritto inalienabile degli studenti, dei docenti, del personale e delle famiglie. E la buona politica è davvero tale quando fa compiere passi in avanti per la concreta affermazione di questo e diritti simili. Per questo, nei primi giorni del mio mandato ho costituito all’interno degli uffici un Gruppo di Lavoro con la missione di dare corpo a uno dei miei impegni fondamentali: la realizzazione di un grande intervento di adeguamento e rinnovamento dell’edilizia scolastica. Perché la sicurezza sia davvero un diritto, perché la scuola torni ad essere se stessa, perché l’assurdo non accada mai più.

Legge di Bilancio in CdM

Il Consiglio dei Ministri, nel corso della riunione del 21 novembre 2022, ha approvato il disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e il bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025 e l’aggiornamento del Documento programmatico di bilancio (DPB).

I provvedimenti, che verranno trasmessi al Parlamento e alle autorità europee, prendono come riferimento il quadro programmatico definito nell’integrazione alla Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2022 e quantificano l’ammontare del valore delle misure contenute nella manovra di bilancio in 35 miliardi di euro.

La manovra si basa su un approccio prudente e realista che tiene conto della situazione economica, anche in relazione allo scenario internazionale, e allo stesso tempo sostenibile per la finanza pubblica, concentrando gran parte delle risorse disponibili sugli interventi a sostegno di famiglie e imprese per contrastare il caro energia e l’aumento dell’inflazione.

Altre risorse sono stanziate per interventi di riduzione del cuneo fiscale e dell’Iva su alcuni prodotti, di aumento dell’assegno unico per le famiglie, per agevolazioni sulle assunzioni a tempo indeterminato per donne under 36 e per percettori di reddito di cittadinanza, per la proroga delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa per i giovani.

In materia fiscale, si estende la flat tax fino a 85.000 euro per autonomi e partite Iva e si ampliano le misure per la detassazione ai premi dei dipendenti, oltre a intervenire con una “tregua fiscale” per cittadini e imprese che in questi ultimi anni si sono trovati in difficoltà economica anche a causa delle conseguenze del COVID-19 e dell’impennata dei costi energetici.

Sul fronte delle pensioni, oltre alla conferma di “opzione donna” rivisitata e “Ape sociale”, si attua l’indicizzazione delle pensioni al 120% e si introduce per l’anno 2023 un nuovo schema di anticipo pensionistico, che permette di uscire dal lavoro con 41 anni di contributi e 62 anni di età e prevede bonus per chi decide di restare al lavoro.

Misure contro il caro energia 

Le risorse destinate alle misure contro caro energia per i primi tre mesi del 2023 che consentiranno di aumentare gli aiuti a famiglie e imprese allargando anche la platea dei beneficiari ammontano a oltre 21 miliardi di euro. Nel dettaglio, confermata l’eliminazione degli oneri impropri delle bollette, rifinanziato fino al 30 marzo 2023 il credito d’imposta per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale che per bar, ristoranti ed esercizi commerciali salirà dal 30% al 35% mentre per le imprese energivore e gasivore dal 40% al 45%.
Per il comparto sanità e per gli enti locali, compreso il trasporto pubblico locale, stanziati circa 3.1 miliardi. 

Pacchetto famiglia 

Bonus sociale bollette – Per le famiglie più fragili confermato e rafforzato il meccanismo che consente di ricevere il bonus sociale bollette, con un innalzamento della soglia Isee da 12.000 euro a 15.000 euro. 

Misure contro inflazione – Riduzione dell’Iva dal 10 al 5% per i prodotti per l’infanzia e per l’igiene intima femminile. Viene inoltre istituito un fondo di 500 milioni di euro destinato alla realizzazione di una “Carta Risparmio Spesa” per redditi bassi fino a 15mila gestita dai comuni e volta all’acquisto di beni di prima necessità. Si tratta di una sorta di “buoni spesa” da utilizzare presso punti vendita che aderiscono all’iniziativa con un’ulteriore proposta di sconto su un paniere di prodotti alimentari.

Assegno unico per le famiglie con 3 o più figli (610 milioni) – Per il 2023 sarà maggiorato del 50% per il primo anno, e di un ulteriore 50% per le famiglie composte da 3 o più figli. Confermato l’assegno per i disabili.

Premi di produttività detassati – Per i dipendenti aliquota al 5% per premi di produttività fino a 3.000 euro.

Agevolazioni assunzioni a tempo indeterminato – Agevolazioni alle assunzioni a tempo indeterminato con una soglia di contributi fino a 6 mila euro per chi ha già un contratto a tempo determinato e in particolare pe le donne under 36 e per i percettori del reddito di cittadinanza. 

Agevolazioni per acquisto prima casa – Proroga per il 2023 delle agevolazioni per acquisto prima casa per i giovani under 36 

Flat tax incrementale per i lavoratori al 15% – Introduzione per i lavoratori autonomi di una flat tax incrementale al 15% con una franchigia del 5% e un tetto massimo di 40.000 euro.

Scuole

Per le scuole partitarie è previsto il ripristino del contributo (70 mln) + trasporto disabili (24 mln)

Pensioni 

Si avvia un nuovo schema di anticipo pensionistico per il 2023 che consente di andare in pensione con 41 anni di contributi e 62 anni di età anagrafica (quota 103). Per chi decide di restare a lavoro decontribuzione del 10%. 

Opzione donna – Prorogata per il 2023 Opzione donna con modifiche: in pensione a 58 con due figli o più, 59 con un figlio, 60 altri casi.

Confermata anche Ape sociale per i lavori usuranti.

Reddito di cittadinanza

Dal 1° gennaio 2023 alle persone tra 18 e 59 anni (abili al lavoro ma che non abbiano nel nucleo disabili, minori o persone a carico con almeno 60 anni d’età) è riconosciuto il reddito nel limite massimo di 7/8 mensilità invece delle attuali 18 rinnovabili. E’ inoltre previsto un periodo di almeno sei mesi di partecipazione a un corso di formazione o riqualificazione professionale. In mancanza, decade il beneficio del reddito. Si decade anche nel caso in cui si rifiuti la prima offerta congrua.

Tetto al contante 

Dal 1° gennaio 2023 la soglia per l’uso del contante salirà da 1.000 a 5.000 euro.

Imprese

Sospensione plastic e sugar tax – Prevista la sospensione anche per il 2023 dell’entrata in vigore di plastic e sugar tax, le imposte sui prodotti in plastica monouso e sulle bevande zuccherate. 600mln

Fondo garanzia Pmi – Rifinanziato il fondo per 1 miliardo per il 2023. Il fondo garantisce tutte le operazioni finanziarie direttamente finalizzate all’attività d’impresa concesse da un soggetto finanziatore (banca o altro). Prorogato bonus Ipo (credito imposta per favorire la quotazione pmi in borsa)

Riattivazione società Ponte Stretto

Per riavviare il progetto di realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina prevista la riattivazione della società Stretto di Messina spa attualmente in liquidazione.

CCNL Comparto Istruzione-Ricerca 2019/2021

Il Consiglio dei Ministri, nel corso della riunione del 21 novembre 2022, ha autorizzato il Ministro per la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo a esprimere il parere favorevole del Governo sull’ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro sui principali aspetti del trattamento economico del personale del comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2019-2021, sottoscritta l’11 novembre 2022 dall’ARAN, dalle organizzazioni e dalle confederazioni sindacali rappresentative.

“Sono soddisfatto, siamo riusciti a mantenere l’impegno che avevo preso personalmente coi sindacati di portare l’approvazione del contratto in questo CdM, per sbloccare entro Natale gli arretrati, che ammonteranno a una voce media di oltre 2000 euro per dipendente, e implementare gli aumenti di stipendio, che ammonteranno a regime a una voce media di 124 euro in più a mensilità”, dichiara il Ministro Giuseppe Valditara. “Questo contratto riguarda oltre 1 milione e 200mila lavoratori del comparto scuola ed è senz’altro il più importante e quello che prevede gli incrementi maggiori da parecchio tempo. La valorizzazione dei docenti è stata da subito una missione chiara di questo Ministero: non c’è Merito senza Dignità”.

“Per quanto riguarda l’impianto complessivo della manovra, va inserito in un contesto emergenziale, all’interno del quale 21 miliardi su 35 sono stati destinati al contrasto del caro energia, per sostenere concretamente il ceto medio aggredito dalla crisi e le famiglie, tra cui naturalmente anche quelle degli insegnanti”, continua il Ministro. “In questa situazione, l’attenzione del governo al sistema dell’istruzione non è tuttavia venuta meno: siamo infatti riusciti ad ottenere circa 500 milioni di incremento tabellare per il comparto scuola. Queste risorse riguardano degli snodi fondamentali, tra cui il Fondo Funzionamento delle Istituzioni Scolastiche, l’edilizia scolastica, le spese per il reclutamento del personale, le supplenze, il sistema delle scuole paritarie, il trasporto disabili e il contrasto al cyberbullismo”.

“Di fronte alla crisi energetica, all’emergenza bollette e al Pil che segna uno 0,3% tendenziale per il 2023, rispetto al +6% del momento in cui venne varata la scorsa legge di bilancio, considero estremamente positivi il rinnovo del contratto a condizioni migliorative e l’incremento di risorse ottenuto senza alcun taglio. La scuola è e deve sempre più essere un asse strategico dello sviluppo del Paese”, conclude il Ministro.


L’11 novembre, alle 14.00, Ministero e Sindacati firmano all’ARAN l’Ipotesi CCNL sui principali aspetti del trattamento economico del personale del comparto Istruzione e ricerca per il triennio 2019/2021.

Il 10 novembre il Ministro e le OO.SS. della Scuola firmano un accordo politico per l’anticipazione della parte economica relativa al trattamento fondamentale e successive sequenze CCNL Comparto Istruzione-Ricerca.

L’accordo coinvolge 1 milione 200mila lavoratori del sistema scuola. Esso consiste anzitutto in un’anticipazione relativa alla parte economica, che permetterà al personale scolastico di vedersi riconosciute già nel cedolino di dicembre le somme relative agli arretrati maturati, per una voce media di 2000 euro, i quali andranno ad aggiungersi allo stipendio e alla tredicesima.

Inoltre, l’accordo prevede una disponibilità finanziaria pari a 100 milioni di euro, deliberata nel Consiglio dei Ministri di questa sera, da destinare alla componente fissa della retribuzione accessoria per l’anno 2022, nella misura di 85,8 milioni per i docenti e 14,2 milioni per il personale Ata. È stato inoltre assunto l’impegno a reperire ulteriori risorse finanziarie, anche nell’ambito della manovra di bilancio 2023, da destinare alla retribuzione tabellare del personale scolastico.

Infine, fermo restando la disponibilità per l’anno 2022 dei suddetti 100 milioni di euro aggiuntivi, sono destinati a decorrere dall’anno 2022 89,4 milioni di euro per gli incrementi del personale docente e 14,2 milioni di incrementi per il personale Ata.


“Oggi è una giornata storica” dichiara il Ministro Valditara “caratterizzata anzitutto da un nuovo modo di intendere il rapporto tra il governo e le parti sociali, impostato sul confronto costruttivo e sulla risoluzione pragmatica dei problemi. Questo sarà sempre l’approccio che porterò avanti con chi rappresenta i lavoratori del comparto scuola”.

“Con questo accordo otteniamo lo sblocco di risorse per Natale e, grazie anche alle risorse aggiuntive di 100 milioni deliberate nel decreto legge, l’implementazione di un aumento medio dello stipendio dei docenti pari immediatamente a 100 euro mensili, e a regime a quasi 120 euro mensili, incremento più consistente degli ultimi contratti” prosegue il Ministro.

“Diamo così un primo segnale concreto sul tema delle retribuzioni, fondamentale per rivalorizzare e restituire autorevolezza alla figura del docente. Siamo consapevoli che si tratta di un primo passo, un primo passo atteso da tanto tempo e ottenuto in un contesto peraltro difficile a causa della crisi energetica: abbiamo voluto dare subito un chiaro segnale politico di svolta rispetto al passato. Quando ho annunciato una Grande Alleanza per la Scuola e per il Merito” conclude Valditara “non intendevo fare della retorica, ma indicare la strada che oggi iniziamo a percorrere con questo accordo: una grande collaborazione tra istituzioni, parti sociali, docenti, studenti, famiglie, ognuno nel suo ruolo, per prenderci cura di quella straordinaria comunità che è la scuola italiana”.


Il Consiglio dei Ministri, nel corso della riunione di giovedì 10 novembre 2022, approva un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di energia elettrica, gas naturale e carburanti.

Sulla base dell’autorizzazione parlamentare già ricevuta, il decreto prevede uno stanziamento pari a circa 9,1 miliardi di euro, provenienti dall’extragettito fiscale, per finanziare interventi contro il caro energia.

Di seguito le principali misure introdotte.

Benefit aziendali esentasse

Si tratta di una misura di welfare aziendale che punta a incrementare gli stipendi dei lavoratori, attraverso il rimborso anche delle utenze (acqua, luce e gas).

Contributo straordinario, sotto forma di credito d’imposta, a favore delle imprese per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale, per il mese di dicembre 2022

Con uno stanziamento di 3,4 miliardi di euro, si proroga fino al 31 dicembre 2022 il contributo straordinario, sotto forma di credito d’imposta, a favore delle imprese e delle attività come bar, ristoranti ed esercizi commerciali per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale.

ConferSi innalza per il 2022 il tetto dell’esenzione fiscale dei cosiddetti “fringe benefit” aziendali, fino a 3mila euro.
mate le aliquote potenziate del credito di imposta pari a:

  • 40 per cento per le imprese energivore e gasivore;
  • 30 per cento per imprese piccole che usano energia con potenza a partire dai 4,5 kW.

Disposizioni in materia di accise e d’imposta sul valore aggiunto su alcuni carburanti

Si stanziano 1,3 miliardi di euro per la proroga dal 19 novembre al 31 dicembre 2022 dello sconto fiscale sulle accise della benzina e del diesel, che conferma il taglio di 30,5 centesimi al litro (considerato anche l’effetto sull’Iva). Per il GPL lo sconto vale 8 centesimi di euro ogni kg, che sale a circa 10 centesimi considerando l’impatto sull’Iva.

Misure di sostegno per fronteggiare il caro bollette

Per fronteggiare l’incremento dei costi dell’energia, le imprese potranno richiedere ai fornitori la rateizzazione, per un massimo di 36 rate mensili, degli importi dovuti relativi alla componente energetica di elettricità e gas naturale per i consumi effettuati dal 1° ottobre 2022 al 31 marzo 2023 e fatturati entro il 30 settembre 2023.

Al fine di assicurare la più ampia applicazione della misura, SACE S.p.a. è autorizzata a concedere una garanzia pari al 90 per cento degli indennizzi generati dalle esposizioni relative ai crediti vantati dai fornitori di energia elettrica e gas naturale residenti in Italia. La garanzia è rilasciata a condizione che l’impresa non abbia approvato la distribuzione di dividendi o il riacquisto di azioni negli anni per i quali si richiede la rateizzazione, sia per sé stessa che per quelle del medesimo gruppo.

Misure per l’incremento della produzione di gas naturale

Al fine di contribuire al rafforzamento della sicurezza degli approvvigionamenti di gas naturale è previsto un finanziamento a copertura delle spese sostenute dal GSE (Gestore dei servizi energetici).

Si proroga dal 31 dicembre 2022 al 31 marzo 2023 il termine entro il quale il GSE potrà cedere a prezzi calmierati il gas naturale.

Sono previste inoltre, al fine di incrementare la produzione nazionale di gas naturale, l’aumento delle quantità estratte da coltivazioni esistenti in zone di mare e l’autorizzazione di nuove concessioni tra le 9 e le 12 miglia.

Misure urgenti in materia di mezzi di pagamento

Si stanziano 80 milioni di euro per la concessione di un credito d’imposta agli esercenti per la trasmissione della fattura telematica all’Agenzia delle entrate. Il contributo è pari al 100 per cento della spesa sostenuta, fino a 50 euro per ogni registratore telematico acquistato.

Tetto al contante

Dal 1° gennaio 2023 la soglia massima per il pagamento in contanti passa da 1.000 a 5.000 euro.

Superbonus

Si anticipa la rimodulazione al 90 per cento per le spese sostenute nel 2023 per i condomini e si introduce la possibilità, anche per il 2023, di accedere al beneficio per i proprietari di singole abitazioni, a condizione che si tratti di prima casa e che i proprietari stessi non raggiungano una determinata soglia di reddito (15mila euro l’anno, innalzati in base al quoziente familiare). 

Il superbonus si applica invece al 110 per cento fino al 31 marzo 2023 per le villette unifamiliari che abbiano completato il 30 per cento dei lavori entro il 30 settembre 2022.

Esenzioni in materia di imposte

Per il settore dello spettacolo (cinema, teatri, sale per concerti) non è dovuta la seconda rata IMU per gli immobili, a condizione che i proprietari siano anche i gestori delle attività.

Rinnovo del contratto degli insegnanti

Si stanziano ulteriori 100 milioni per il rinnovo del contratto del comparto istruzione e ricerca.

Esenzione imposta di bollo emergenze

Si introduce una disposizione che prevede, a regime, l’esenzione dall’imposta di bollo per le domande presentate per la richiesta di contributi, aiuti o sovvenzioni, comunque denominati, a favore delle popolazioni colpite da eventi calamitosi.