Dal Presidente del Consiglio nessuna parola sul difficile inizio dell’anno scolastico

Dal Presidente del Consiglio nessuna parola
sul difficile inizio dell’anno scolastico

Il Presidente del Consiglio “conferma” il bonus docenti anche per quest’anno perché è “un contributo per formarsi”. E sul contratto si impegna a lavorare in finanziaria per un adeguamento salariale.
Il fatto è che il bonus non è un contributo da confermare di anno in anno secondo i voleri del Presidente del Consiglio. È legge e non spetta a lui elargire il bonus o meno. E poi il bonus non è funzionale alla formazione perché per questo vi è la cosiddetta “carta” del docente. Anch’essa è legge e non una concessione del Governo. Invece sul difficile inizio dell’anno scolastico non abbiamo ascoltato nemmeno una parola mentre regnano incertezza, tantissime criticità e rabbia di docenti e personale ATA per l’assenza di risposte alla violazione sistematica dei loro diritti. Ci sarebbe piaciuto ascoltare un bilancio della legge 107 del 2015 che è la responsabile di tutto questo.

Sul contratto, è ora che il Presidente del Consiglio esca dal generico. Il suo Governo finora ha stanziato 300 milioni di euro per 3 milioni di statali. L’Avvocatura dello stato ha calcolato una somma necessaria che ammonta a 7 miliardi di euro. Il Presidente può uscire dal generico? Basterebbe un tweet. Ma deve essere chiaro che rivendichiamo un contratto nazionale vero che garantisca incrementi retributivi per tutti, superi la legge Brunetta, valorizzi le professionalità e ristabilisca regole esigibili nei rapporti di lavoro e nella contrattazione.

K. Pancol, Il valzer lento delle tartarughe

“IL VALZER LENTO DELLE TARTARUGHE” di Khaterine Pancol, Bompiani editore

di Mario Coviello

 

pancolKatherine Pancol ha pubblicato “Il valzer lento delle tartarughe” dopo il grande successo de “ Gli occhi gialli dei coccodrilli”, romanzo di cui vi ho parlato qualche tempo fa. Ho ordinato il libro e l’ho atteso durante le ferie d’agosto. Un sms mi ha avvertito che era arrivato in libreria e sono corso ad acquistarlo, questa volta a prezzo pieno, 14 euro. Li vale tutti.

Pestaggi, omicidi, rivelazioni, abbandoni, ritorni di fiamma, depressioni, fattucchiere, malocchi, doppie personalità, morti che tornano, bambini angelici e madri diaboliche: un bel crogiolo di rosa, giallo e noir. Non manca niente, nemmeno l’amore impossibile. Il talento dell’autrice è proprio questo: riesce a tratteggiare una storia in cui ci sentiamo coinvolti, per la sua straordinaria capacità di tratteggiare personaggi talmente reali da lasciarci affezionare a loro. In questo secondo volume li ritroviamo di nuovo tutti nell’esatto momento in cui li avevamo lasciati e li accompagniamo in un altro pezzo della loro vita. Quasi settecento pagine per continuare a seguire la storia di Josèphine, delle sue figlie Zoè, nome che viene del greco e significa vita, e Hortense. Con Josèphine la sorella Iris e suo marito Philippe, l’immenso, proibito amore della nostra protagonista. E Henriette, la madre cinica e brutale delle due sorelle e soprattutto Parigi.E’ Parigi dei quartieri alti lo scenario di questo secondo capitolo della trilogia della Pacol. Parigi di un condominio di lusso, con una portinaia Iphigenie che si tinge i capelli di rosa e viola per sconfiggere il buio e lo squallore del buco in cui abita. Un condominio ricco di personaggi strani con una cantina che nasconde il cadavere di una vecchia collerica e vendicativa, abilissima nello scovare i segreti inconfessabili dei vicini da spifferare con lettere anonime. Sì, “ Il valzer lento delle tartarughe” si trasforma lentamente in un giallo con un killer seriale che accoltella la nostra protagonista. Nel corso della storia Josephine continua a scoprire se stessa e con lei le due figlie Zoe che si innamora, e Hortense che ci porta a Londra dove frequenta una rinomata scuola di moda perché vuole diventare “ la più brava di tutte le stiliste”.

Il romanzo funziona. Il punto forte? Il ritmo veloce, avvincente, senza cadute di tensione: l’autrice ci trascina a scartare una sorpresa dopo l’altra. I personaggi sono ben costruiti, spiccano a colori vivaci sullo sfondo, non fanno grinze. E infine, le metafore: originali, talvolta spassose.
Ritroviamo nel romanzo il Medioevo, le sue atmosfere, tradizioni, poesia, il valore forte dell’amicizia che sorregge, sostiene. L’amore di madre di Josephine che sa “esserci” sempre per le sue figlie, le sa ascoltare, mettersi da parte, aspettare il loro affetto. Con Josephine si trasforma anche la sorella Iris che esce da un terribile esaurimento nervoso e, dopo aver inutilmente cercato di riconquistare il marito, pianta le tende a casa della sorella e scopre l’amore vero col vicino di casa, un uomo distinto e distaccato, gentile e irascibile, che nasconde un terribile segreto. Con le protagoniste ritroviamo il resto della famiglia di Josephine: il marito divorato dai coccodrilli in Africa che “ torna in vita “ con lettere affettuose alle figlie; il secondo marito di Henriette e la sua nuova donna Josiane, che viene quasi annientata dal malocchio, e tanti altri.

Vi assicuro che se comincerete a leggere questo romanzo non riuscirete a staccarvene. La Pacol racconta l’innamoramento come solo lei sa fare; è capace di scavare nei suoi personaggi, li mette a nudo e li fa crescere, sa conquistare i lettori con una scrittura ricca di fascino.
La sera tornando a casa e iniziando la lettura mi sembrava quasi di recarmi a trovare un vecchio gruppo di amici e domandargli di raccontarmi cosa stavano combinando.

Katherine Pancol è nata a Casablanca, in Marocco, nel 1954. All’età di cinque anni segue la famiglia che si trasferisce in Francia. Dopo aver conseguito una laurea in Lettere, ha iniziato a dedicarsi all’insegnamento. Docente di Francese e Latino, ha lasciato l’insegnamento per dedicarsi al giornalismo. Collaboratrice del Paris Match e di Cosmopolitan, esordisce nella narrativa nel 1979, con il romanzo dal titolo “Moi d’abord”. Dopo il successo ottenuto dalla sua prima opera, l’autrice decide di trasferirsi a New York, dove inizia a frequentare dei corsi di scrittura creativa e sceneggiatura presso la Columbia University. In seguito si è dedicata a tempo pieno alla scrittura. Sposata e divorziata, ha due figli. Per le sue opere Katherine Pancol ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. Attualmente vive a Parigi.

Milano, diritti negati

Sabato 10 settembre si sono svolte le immissioni in ruolo a Milano. Come sempre gli insegnanti vengono trattati come pacchi o peggio, lasciati ad aspettare per ore ed ore sotto il sole in attesa di sentire il proprio nome strillato da un funzionario dell’USP. Ma la nostra indignazione non si ferma a questo annoso problema. Quello che ieri ha scatenato la giusta ira dei Docenti è la lesione dei diritti sanciti da un Tribunale.
“Tantissime Maestre di Scuola Primaria hanno ottenuto un’ordinanza, cautelativa o attuativa, per essere inserite in GaE al fine di ottenere il contratto a tempo indeterminato con riserva da sciogliere al momento della sentenza definitiva. L’Ufficio Scolastico di Milano non ha però tenuto conto di tutte le ordinanze pervenute, ne ha inserite alcune, escludendo la gran parte dei riservisti” dice Silvia Bisagna, dirigente regionale USB Scuola Lombardia. Il MIUR ha derogato le immissioni in ruolo al 15 settembre, si potevano quindi rinviare le operazioni e inserire i nominativi degli aventi diritto. “Abbiamo richiesto, a voce e per iscritto, la sospensione delle convocazioni, ricevendo un secco rifiuto. Abbiamo quindi inviato una diffida a procedere, tramite posta certificata. Anche a questa nessuna reazione e nessuna risposta. Non abbiamo avuto altra possibilità se non recarci in commissariato e sporgere denuncia nei confronti di un Ufficio Scolastico Provinciale che agisce ogni giorno di più seguendo non le norme e le regole, ma una propria volontà non trasparente e a nostro parere illegale, a gravissimo danno dei Lavoratori” continua la sindacalista. “Questa è la prima, ma non sarà l’unica denuncia che presenteremo. Le pronunce del TAR e del Consiglio di Stato non sono suggerimenti da accettare o meno, ma atti da assumere. E vanno assunti con la massima trasparenza, altro fronte su cui l’USP di Milano è colpevolmente carente. Solo pochi giorni fa, a causa della nebulosità delle circolari e della mancata pubblicazione degli elenchi dei Docenti aventi titolo a conciliare il trasferimento errato, decine di Insegnanti hanno affrontato un viaggio costoso per sentirsi dire che non avevano ottenuto la conciliazione. Sarebbe bastato pubblicare un elenco di nomi, come hanno fatto tutti gli altri Uffici Scolastici italiani, per evitare una situazione di disagio economico e mortificazione personale contro la quale avvieremo un’altra denuncia”.
L’azione di USB Scuola Lombardia prosegue con l’invito a partecipare all’assemblea di inizio anno scolastico. “Sarà un anno di lotta contro la 107 che entra a pieno regime nelle nostre scuole e nelle nostre vite. Desideriamo unire le forze di tutti coloro che si vogliono opporre a questo caporalato legalizzato per riportare la Scuola alla sua funzione educativa, allo sviluppo delle capacità e delle potenzialità dei nostri Studenti e del loro pensiero critico, pilastri per la formazione dei Cittadini consapevoli di domani”.
Appuntamento quindi venerdì 16 alle 16.30 in via Pietro Calvi 29 a Milano.

Il tranquillo weekend di paura del panino kamikaze

Il tranquillo weekend di paura del panino kamikaze

di Cinzia Olivieri

 

Questa settimana intensa di avvio dell’anno scolastico ha fatto brillare una mina, quella del diritto alla scelta per il pasto domestico, che con la sua forza esplosiva ha mietuto vittime.

Dopo la  sentenza della Corte d’Appello di Torino del 21 giugno 2016, si sono appena concluse altre udienze, per la discussione di una parte dei ricorsi cautelari presentati dai genitori che chiedono vedersi riconosciuto il diritto di scelta tra pasto domestico e refezione scolastica e dei reclami avverso le prime due ordinanze del 13 agosto 2016. Si attende quindi l’ennesimo verdetto di una contesa legale che non avrebbe avuto neanche ragione d’essere e che si sarebbe potuta evitare.

In questo epitaffio si celebrano pertanto, elencati in ordine sparso ed in maniera non esaustiva, alcuni dei protagonisti di questa battaglia per la difesa del diritto di scelta da un lato e della funzione educativa (non) della mensa (ma bensì oggettivamente del “servizio” mensa) dall’altro: parole, espressioni, principi ricorrenti e talvolta abusati.

 

Panino

Il primo immolato sull’altare della libertà di scelta. Sostantivo reiteratamente utilizzato in luogo del “pasto da casa”, forse per riduzione giornalistica o forse perché più facilmente percepibile come alimento non equilibrato in contrapposizione con quello offerto dal servizio mensa, così da favorire l’empatia verso quest’ultimo.

 

Mensa

Da distinguere appunto la mensa, come momento educativo da condividere, dal servizio di refezione.

Sotto il profilo educativo le norme prendono in considerazione la prima, rientrante nel tempo scuola secondo le modalità organizzative deliberate dalla scuola e pubblicate nel POF in base al quale le famiglie effettuano le proprie scelte al momento dell’iscrizione.

Non sembra che le indicazioni nazionali contemplino, per la realizzazione di questo momento di formativa socializzazione, il necessario uso di un servizio a pagamento.

L’organico è assegnato per l’assistenza alla mensa (per il Dlgs 59/2004  l’organico deve essere determinato anche per garantire “l’assistenza educativa da parte del personale docente nel tempo eventualmente dedicato alla mensa e al dopo mensa” e la Circolare Ministeriale del 5 marzo 2004 ribadisce che “I servizi di mensa, necessari per garantire lo svolgimento delle attività educative e didattiche … vengono erogati utilizzando l’assistenza educativa del personale docente, che si intende riferita anche al tempo riservato al dopo mensa”) senza alcuna distinzione tra chi utilizza la ristorazione e chi no. Questo infatti, come ben chiarisce la sentenza della Corte d’Appello, è “servizio locale a domanda individuale che l’ente non ha l’obbligo di istituire ed organizzare ed è facoltativo per l’utente che può, quindi, scegliere di non avvalersene”.

Spontaneo chiedersi dunque dinanzi a tale lapalissiana evidenza perché ancora si discuta sul punto.

 

Uguaglianza

Il valore educativo della mensa non è nel mangiare “uguale” ma nel mangiare “insieme”.

Peraltro, giusto per mero tuziorismo, anche il servizio mensa offre una selezione di menù: ordinario; senza carne; senza carne e pesce; per celiachia; senza proteine animali; alternativi e speciali su richiesta.

Le preferenze alimentari differenziano giacché “non si può fare eguali tra disuguali”. Il vero principio di eguaglianza sta nel non discriminare le differenze e nel rispettare le scelte senza reprimerle.

Viola invece tale principio costituzionale estromettere dai refettori gli alunni i cui genitori scelgono di non utilizzare il servizio di ristorazione, isolarli in locali diversi o persino costringerli ad allontanarsi dalla scuola per il pasto. Nessuna autonomia organizzativa può giustificare tale scelta.

 

Diritto

Quello “di scegliere per i propri figli tra la refezione scolastica ed il pasto domestico da consumarsi nell’ambito delle singole scuole e nell’orario destinato alla refezione”, accertato dalla sentenza della Corte d’Appello e confermato dalle ordinanze del 13 agosto 2016, nei fatti ad ora “congelato” in attesa di censimenti e superiori disposizioni organizzative.

 

Contaminazione

Eccezione reiteratamente sollevata per sostenere la non idoneità del pasto domestico che evoca cupe immagini manzoniane.

I piccoli alunni sono quasi assimilati ad “untori” o peggio esecutori materiali di genitori-killer che con i loro cibi insalubri per cattiva conservazione, incuria, uso di prodotti scadenti e strumenti inadeguati provocano alterazione microbiologica o chimica degli alimentari forniti dal servizio!!!

Ci si può domandare perché uno scambio di alimenti o qualsiasi altra forma di contaminazione sia esclusa in caso di utilizzo della ristorazione unica, anche considerati gli svariati menù alternativi previsti, ovvero come mai in caso di sciopero o altro impedimento delle ditte, come talvolta accaduto, sia tranquillamente consentito portare da casa gli alimenti. Peraltro a questo punto non dovrebbe sottacersi della “merenda”, ad oggi ancora possibile …

 

Vigilanza

La risposta è già data. Essa è assicurata, come da norma, dal personale docente e ATA assegnato per la mensa come tempo scuola e senza alcuna relazione con il servizio di refezione.

 

Equilibrio alimentare

La questione “panino” ha rivelato ahimè che a quanto pare prevalentemente i genitori (specie quelli che sostengono il diritto di scelta) sono considerati dei pessimi educatori da un punto di vista alimentare, il cibo domestico è quindi poco equilibrato e per l’effetto gli alunni presentano disturbi connessi all’alimentazione … che dire?! Da genitore ammetto (e ne faccio ammenda) ad esempio di non riconoscere un elevato apporto nutritivo alla pasta in bianco, che di solito somministro solo in caso di disturbi della digestione ma alterno zucca, zucchini, fagioli, fagiolini, spinaci, piselli, lenticchie, patate ecc. ecc.

Mettiamola così: lasciamo che i genitori si occupino dei propri figli e rispettiamone le scelte (peraltro come previsto dalla Costituzione all’articolo 30).

 

Scaldavivande e frigoriferi

Da quando è stato “riesumato” un parere dell’ASL della regione Piemonte del 2001 che ne consiglia l’uso, la mancanza di tali strumenti è reiterata argomentazione ostativa. In realtà questo da un lato è un non-problema dal momento che possono essere utilizzati dalle famiglie ottimi ed efficaci contenitori termici, che non rendono necessario l’acquisto di tali materiali da parte delle scuole, dall’altro potrebbe invece costituire un problema perché incrementerebbe il rischio dello scambio di cibi tra gli alunni.

 

Autonomia

In questa vicenda le scuole sembrano inibite dall’assumere decisioni del tutto autonome.

Se per l’art. 25 del Dlgs 165/01il dirigente è responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali” con “autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione delle risorse umane”, nel rispetto delle competenze degli organi collegiali, le disposizioni appaiono provenire tassativamente dall’Ufficio e dall’Ente locale, tanto che l’Asapi, in un suo documento, ha esplicitato che “in questa fase, le misure organizzative non sono di competenza del Dirigente Scolastico. Attendiamo dunque le decisioni dell’Amministrazione”.

Vero che la L 23/96 (art. 3) ha individuato le competenze degli enti locali in materia di edilizia, riducendo quelle del consiglio di istituto previste dall’art. 94 del Dlgs 297/94 e l’art. 139 del Dlgs 112/98 attribuisce la competenza ai Comuni riguardo ai piani di utilizzazione degli edifici e di uso delle attrezzature delle scuole di grado inferiore che però deve avvenire “d’intesa con le istituzioni scolastiche”, ma desta comunque perplessità la circostanza che si possa disporre l’esclusione di studenti da locali scolastici.

 

Genitori e loro rappresentanza

Sostanzialmente inascoltati, anche in mancanza di luoghi istituzionali di interlocuzione.

Cancellati di fatto gli organi collegiali territoriali preposti all’ascolto ed al confronto, restano i Forum delle associazioni maggiormente rappresentative, le designazioni dei cui rappresentanti, per la Nota 27 aprile 2016, AOODGSlP 3554, “non sono soggette ad alcun vincolo e/o criterio di esclusione legato all’avere figli frequentanti ed inseriti nel sistema scolastico e per l’effetto può parteciparvi anche chi non ha figli a scuola.

 

Scuola e famiglia

Non può che considerarsi tradito il patto di corresponsabilità educativa se non resta altra via che far gestire i rapporti scuola-famiglia ai tribunali.

 

Ricorso per Cassazione

Avverso la sentenza della Corte d’Appello di Torino del 21 giugno 2016. Ulteriore conferma della crisi.

Diventa difficile comprendere, alla luce delle predette considerazioni, quale valore si stia realmente difendendo. Le ricadute non sarebbero in ogni caso positive.

 

Alunni

Citati da ultimo volutamente, perché avrebbero dovuto essere al centro di tutte le considerazioni della vicenda. Invece coloro i cui genitori hanno scelto o sceglieranno di optare per il pasto da casa rischiano di essere rifiutati durante il tempo mensa, costretti a lasciare la scuola, esiliati dai locali comuni, addirittura percepiti come possibili contaminatori di cibi.

Di certo non vi è nulla di educativo in tutto questo.

 

Il “panino kamikaze” è la vera minaccia di un sistema che è messo in crisi dalla non accettazione di un grande principio di democrazia che è la libera scelta per un servizio non obbligatorio.

Cosa accadrà domani non è dato saperlo, ma qualunque rifiuto di questo diritto non sarà una vittoria per nessuno.

Disabili: Passo indietro sull’inclusione

Avvenire del 11-09-2016

Disabili. Nocera (Fish): “Passo indietro sull’inclusione”

MILANO. «Siamo in totale alto mare e corriamo il rischio di un pericolosissimo passo indietro sull’inclusione scolastica dei disabili, nonostante le tante aspettative suscitate dalla Buona scuola». È preoccupato per questo inizio di anno scolastico, Salvatore Nocera, esperto della Fish, la Federazione italiana per il superamento dell’handicap e già prevede «forti disagi» per i 224.509 studenti disabili e le loro famiglie. «Il Ministero non ha ancora emanato il decreto delegato sull’inclusione – precisa Nocera – in mancanza del quale, per i ragazzi disabili, la riforma della Buona scuola non potrà avere effetto».

Il «caos è totale» anche sul versante della nomina degli Assistenti personali per la comunicazione (Aec), per gli alunni ciechi e sordi e per il servizio di trasporto. Finora in capo alle Province, queste competenze giacciono ora in un lim- bo istituzionale. «Soltanto ora le Regioni si stanno muovendo ma lo fanno in ordine sparso – aggiunge Nocera -. Il rischio reale è che tanti studenti non potranno andare a scuola o per la mancanza di servizi di trasporto o per l’assenza di insegnanti specializzati. Se entro settembre la situazione non dovesse sbloccarsi, siamo pronti a denunciare le Regioni per interruzione di pubblico servizio». Di «disagi» e «discriminazioni» parla anche una durissima nota dell’Anffas, l’associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e relazionale. «Basta con la nomina di insegnanti non specializzati», tuona il presidente Roberto Speziale. Che aggiunge: «All’inizio di ogni anno scolastico ci troviamo di fronte a situazioni in cui si assegna una cattedra di sostegno ad un docente non specializzato, solo perché perdente posto nella stessa scuola o in una vicina, a totale discapito della qualità del sostegno che potrebbero fornire i docenti specializzati a disposizione, seppur precari e provenienti anche da altre province».

Una «distorsione del sistema», puntualizza Speziale, «creata al solo fine di salvaguardare il posto per i docenti senza alcuna considerazione per quanto previsto dalla norma statale e dalle chiare indicazioni che ci vengono anche dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità ». Speziale così conclude amaramente: «In altre parole, vi è attenzione a creare posti, quali che essi siano, senza nessuna attenzione per la qualità del sostegno!».

Stando poi a una rilevazione della Cisl Scuola, nemmeno gli insegnanti di sostegno vincitori dell’ultimo concorso hanno la sicurezza del posto. Per la scuola secondaria di secondo grado (superiori), in undici regioni non c’è nessun posto disponibile, nonostante ne siano stati messi a concorso diverse decine. Così in Liguria (36 posti a concorso, zero disponibili), ma anche in Emilia Romagna (64 posti a concorso, zero disponibili) e nel Lazio (149 a concorso, zero disponibili) e via elencando. In tre regioni (Campania, Calabria e Sicilia), è stata invece effettuata una sola assunzione, anche se i posti messi al concorso erano rispettivamente 105, 31 e 62.

Un duro giudizio sull’operato del governo arriva dal sindacato autonomo Anief, che parla di «vera Babele» sul sostegno ai disabili. «Se si vuole risolvere il problema una volta per tutte – dichiara il presidente nazionale Marcello Pacifico – occorre cancellare la legge Carrozza del 2013, che ha introdotto il limite massimo del 70 per cento dell’organico di diritto rispetto ai posti vacanti. Bisogna finirla con i posti del sostegno in deroga. L’opportunità per farlo c’è: basta dare attuazione alla sentenza della Consulta n. 80/2010 che ha chiesto al Parlamento di superare il vincolo del 70%. Avere un docente su tre che ogni anno cambia, a chi giova? Quest’anno poi si è andati oltre, assegnando i posti a personale di ruolo non specializzato, dopo che ai colleghi con il titolo di sostegno è stato negato il trasferimento».

di Paolo Ferrario

La Scuola Diffusa nella Città Educante. L’innovazione tra territorio, spazi e pedagogia

Nuove architetture scolastiche, un seminario al Centro di Documentazione Educativa di Cesena
Partecipano gli assessori comunali Benedetti, Dionigi e i ricercatori Indire

Cesena, 9 settembre 2016 – Una nuova attenzione allo spazio dell’apprendimento, anche grazie alle opportunità offerte dalle innovazioni tecnologiche e dai linguaggi digitali. Sono queste alcune delle tematiche che verranno affrontate lunedì 12 settembre a Cesena, nella sala rossa del cinema San Biagio (via Aldini, 24 – orario 9-17), durante il seminario “La Scuola Diffusa nella Città Educante. L’innovazione tra territorio, spazi e pedagogia”.
L’iniziativa è stata organizzata dal Centro di Documentazione Educativa “Gianfranco Zavalloni”, in collaborazione con l’Università di Architettura di Cesena. L’incontro sarà un’occasione per riflettere, insieme ai rappresentanti delle istituzioni locali e a vari esperti e studiosi del settore, sullo stretto legame tra pedagogia e architettura.
Il seminario si aprirà con i saluti e l’introduzione di Simona Benedetti, Assessore ai servizi per le persone, e Tommaso Dionigi, Assessore all’innovazione e allo sviluppo; sarà quindi la volta degli interventi di Valentina Orioli e Giulia Olivieri della Facoltà di Architettura di Cesena.
Seguiranno i contributi su “Ambienti di apprendimento innovativi – Una panoramica tra ricerca e casi di studio”  a cura dei ricercatori dell’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa (Indire) Elena Mosa e Leonardo Tosi, da tempo impegnati nello studio della relazione tra spazi, didattica, arredi e tecnologie digitali con i progetti “Avanguardie educative” e “Architetture scolastiche”.
L’incontro si concluderà con gli interventi di Beate Weyland dell’Università di Bolzano, Simone Gabrielli, Assessore del comune di Bagno di Romagna, Giuseppe Campagnoli, dirigente scolastico e architetto, Giuseppe Pedrielli dell’USR Forlì-Cesena e Gabriella Giornelli del Centro di Documentazione Educativa.
Durante il seminario sarà allestita, nei locali del Centro di Documentazione Educativa, una mostra di progetti architettonici scolastici.
L’ingresso al seminario è aperto a tutti. Info 0547/355734 email: cde@comune.cesena.fc.it

IL FUTURO DELLA ACQUACOLTURA

EGOCREANET INFO. IL FUTURO DELLA ACQUACOLTURA.

La continua perdita di biodiversita di  mare inquinato conduce a favorire lo sviluppo della acquacoltura per soddisfare la crescita della domanda di cibo nel mondo rispettando le esigenze nutrizionali di qualita del pescato e di sicurezza nella gestione ecologica delle moderne “fish-factories”. Putroppo con la crescita della domanda di pescato, la pesca in mare aumenta il sovrasfruttamento industriale delle risorse ittiche, mentre l’acquacoltura intensiva per la produzione di pesci commercialmente pregiati è divenura un settore in forte espansione che in un regime di concorrenza ha sottovalutato  le proprie cause di degradazone dell’ ambiente di inquinamento dell’ acqua e della salute dei pesci ai quali son stati forniti mangimi non sempre adeguati alle loro particolari esigenze nutrizionali. (1)- Greenpace Report:  http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2008/1/acquacoltura.pdf .    Per favorire la sostenibilita socio economica ed ambientale e far crescere le conoscenze scientifiche e tecnologiche per il miglioramento dell’ acquacoltura,   l’ Europa ha finanziato molti progetti di acquacoltura finalizzati a migliorare la responsabilita’ di produzione nella coltivazione dei pesci ed anche favorire la sensibilta dei consumatori all’ insieme di queste problematiche. (2)- http://www.arraina.eu/arraina-useful-links/relevant-projects;                               Il progetto EU- Horizon 2014 -2020, prevede lo sviluppo di un piano.di strategico innovazione per la sostenibilita dell’acquacolura e della maricoltura Europea , per sostenere uno sviluppo  “intelligente, della produzione globale di pescato che e indicata con il nome di “Crescita Blu”.  La  acquacoltura e industria ittica , malgrado lo stato generale della crisi e la forte concorrenza globale nel settore, giocano ancora un ruolo significativo per la futura rilevanza economica e sociale in Italia.
Pertanto Egocreanet (NGO c/o Incubatore della Universita di Egocreanet Ngo Firenze, si è impeganto nel quadro delle attivita di promozione della BLU-ECONOMY per contribuire allo sviluppo e la promozione di un progetto Europeo Horizon-BG-08-2017 (Dead Line 14 Feb.2017)  .(3) , Pesci.In Rete : Articoli di Egocreanet.
http://www.pesceinrete.com/php/rubriche/innovazione-e-sostenibilita/10369-egocreanet-la-sfida-contemporanea-dell-acquacoltura.html;
http://www.pesceinrete.com/php/rubriche/innovazione-e-sostenibilita/10346-bio-ecologia-blu-il-pescato-nella-nutrizione-funzionale-del-futuro.html.
Il progetto proposto da Egocreanet ha gia’ ottenuto la adesione di vari partners Europei capaci di identificare le necessarie innovazioni e gli elementi i ricerca per migliorare la sostenibilita’ e la inclusione sociale nelle problematiche di sviluppo della moderna acquacoltura Europea (4) Info. Preliminari in: https://www.facebook.com/groups/494610330735490/.
Il progetto promosso da EGOCREANET è ancora aperto ad ulteriori collaborazioni Italiane ed Europee. Coloro che si ritengono interessati a collaborare, potranno scrivere un email a Paolo Antonio Manzelli .<pmanzelli2016@gmail.com>   Firenze  10/sett/2016 .

PAOLO  MANZELLI
Director of LRE/EGO-CreaNet – University of Florence

Concorso, Giannini rassicura i vincitori: saranno tutti assunti

da La Tecnica della Scuola

Concorso, Giannini rassicura i vincitori: saranno tutti assunti

“Sento parlare di concorso truffa, di vincitori che non saranno mai assunti, ma voglio rassicurare gli insegnanti che non sarà così”.

A dirlo all’Ansa è il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini in merito alle preoccupazioni espresse dai docenti che hanno superato le selezioni e temono la mancata assunzione per la scarsità di posti per le immissioni di quest’anno in alcune classi di concorso.

Il ministro ha detto che “i vincitori del concorso scuola saranno assorbiti nel triennio di validità delle graduatorie. Saranno tutti assunti regolarmente come previsto dalla legge Buona Scuola“.

Le parole di Giannini sono giunte anche come risposta a Maddalena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola, che nella stessa giornata aveva chiesto polemicamente se quello svolto quest’anno, alla luce delle tante indisponibilità di posti, è diventato un “concorso o della fabbrica delle illusioni?”.

Il responsabile del Miur ha tenuto a precisare che “la carenza di posti destinati alle assunzioni in alcune regioni è dovuta quest’anno alla mobilità straordinaria che ha permesso a tanti insegnanti che per molti anni hanno lavorato lontano dal loro territorio di fare rientro. Nei prossimi due anni questa operazione straordinaria non ci sarà. Ricordo che il concorso è su base triennale così come le sue graduatorie”.

“Stiamo assumendo 120.000 insegnanti fra il piano straordinario di assunzioni del 2015 e le immissioni in ruolo di quest’anno. Entro il 2018 saranno 180.000 gli assunti da questo governo nella scuola. I numeri credo dimostrino un impegno importante per dare più stabilità alla nostra scuola e al percorso professionale – ha concluso Giannini – dei nostri docenti”.

Bonus premiale contrattato in una scuola su tre

da La Tecnica della Scuola

Bonus premiale contrattato in una scuola su tre

Sorpresa: il “bonus premiale” è stato oggetto di contrattazione in una scuola su tre.

Il dato, che emerge da una rilevazione a campione svolta fra le RSU Flc nel corso del mese di agosto, sembra davvero degno di nota.
“Dobbiamo innanzitutto rilevare – sottolinea Flc – che la rilevazione è basata su un campione con un alto grado di affidabilità visto che le scuole che hanno risposto sono diffuse in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale e rappresentative di tutti gli ordini di scuola”.
Ma “il dato di maggiore valenza politica – si legge ancora nel giornale mensile del sindacato è che circa il 30% (esattamente il 28,4%) ha contrattato o fatto oggetto di intesa il bonus scuola”.
“Un secondo dato
– continua Flc – è che il 44,1% delle scuole ha discusso e approvato i criteri di valutazione nell’ambito del collegio dei docenti”.
“Ricordiamo che la legge 107
– si legge nell’articolo – ha escluso totalmente il collegio dalla tematica bonus. Questo dato evidenzia che le attività retribuite con il bonus coincidono largamente con quanto viene di fatto riconosciuto dal FIS (si pensi all’87,6% delle attività organizzative)”.

Il sondaggio è servito anche a raccogliere il punto di vista dei docenti sull’ “operazione premialità” nel suo complesso.
Altissima è la contrarietà sul bonus: 74,1%, sommando le risposte di “prevalentemente negativo” e “del tutto negativo”.
“Irrilevanti anche percentualmente – puntualizza Flc – situazioni, secondo noi inaccettabili e forse passibili di azioni giurisdizionali, come visite in classe dei dirigenti o questionari somministrati a studenti e genitori”.

L’indagine serve alla Flc per ritornare sulla vecchia questione della contrattabilità del bonus: “Questi dati ci confermano che la partita bonus è una battaglia aperta, tutta da giocare nel vivo del fare scuola. Il nostro obiettivo è che questo sistema vada superato, inglobando i relativi 200 milioni nella contrattazione sindacale”.
Per intanto sarebbe comunque interessante, oltre che molto utile, se la Flc potesse mettere a disposizione di tutti qualche modello di contratto o intesa sul bonus regolarmente sottoscritto fra le parti, con l’eventuale parere dei revisori dei conti. Potrebbe essere un ottimo strumento per coloro che, a partire dalle prossime settimane, vorranno proporre un percorso analogo nella propria scuola.

Giannini: lezioni regolari dopo 10 giorni d’assestamento. Il concorso? Bocciature nella media

da La Tecnica della Scuola

Giannini: lezioni regolari dopo 10 giorni d’assestamento. Il concorso? Bocciature nella media

“Si avvierà regolarmente l’anno scolastico con quel fisiologico periodo di assestamento di una settimana – dieci giorni come peraltro è sempre stato”.

L’impegno arriva dal ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, che con l’occasione invia “auguri carissimi a tutti i ragazzi e agli insegnanti che ripartono quest’anno con molti strumenti in più e anche qualche responsabilità e sfida in più”.

A margine del Festival della Comunicazione, il ministro fa il punto sulla situazione del sistema scuola a poche ore dalla prima campanella. “L’anno scolastico – ha detto – si avvierà regolarmente con quel fisiologico periodo di assestamento delle criticità come è sempre stato”.

E ancora: “le criticità sono quelle di un sistema complesso che ha centinaia di migliaia di insegnanti, milioni di studenti e quindi è fisiologico tutto questo. Quest’anno abbiamo avuto un piano di mobilità straordinaria che ha consentito a 207 mila insegnanti o di ritornare a casa loro o di doversi spostare sulla base dell’assunzione siglando uno contratto condiviso con le forze sindacali. Questo ha ovviamente aggravato la macchina amministrativa del ministero ma le cose si stanno via via dipanando”.

Parlando del concorso docenti 2016, Giannini ha detto che “i concorsi per definizione sono procedure selettive per dirla in burocratese, con cui si cerca di valutare, attraverso criteri meritocratici, chi è sopra una certa asticella e chi è sotto. Mi pare che i risultati di questo concorso siano nella normalità: più della metà dei candidati sono stati promossi, quindi non ho ragione di ritenere che il concorso doveva essere a maglie più larghe“, ha concluso il responsabile del Miur.

Il Miur lancia l’iniziativa #RipartiamoDallaScuola

da La Tecnica della Scuola

Il Miur lancia l’iniziativa #RipartiamoDallaScuola

A lanciare l’iniziativa dal titolo “Ripartiamo dalla scuola”, il Ministero dell’Istruzione con una circolare inviata a tutte le scuole. Una “gara” di solidarietà per dare supporto a studenti e docenti dei territori toccati dal terremoto. La prima campanella, come ha spiegato il Ministro Stefania Giannini, “e’ un segnale importante di ritorno alla normalita’ e la scuola e’ il centro di ogni comunità”.

Per questo il Ministero, in collaborazione con la Protezione civile, i Comuni e le Regioni coinvolte, si è attivato dalle prime ore successive al Sisma – ricorda una nota ministeriale – per consentire la partenza del nuovo anno scolastico attraverso una task force attivata dal Miur che ha già ricevuto numerose offerte d’aiuto, soprattutto da parte di scuole e insegnanti. Per poter organizzare al meglio le attività di sostegno è stata attivata una e-mail dove si possono inviare proposte e offerte di supporto. L’indirizzo da contattare è: ripartiamodallascuola@istruzione.it La Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione farà da raccordo tra tutte le proposte pervenute con le esigenze degli istituti colpiti dal Sisma.

Concorsone: dove ci sono vincitori non ci sono posti

da tuttoscuola.com

Concorsone: dove ci sono vincitori non ci sono posti
La mappa dello sbilancio

Per molte classi di concorso, con vincitori già proclamati, il Ministero dell’istruzione non ha previsto posti per l’anno scolastico che sta per iniziare. Ad esempio per Filosofia e Storia in sette regioni sono stati messi a concorso 142 posti in totale, per i quali ci sono stati 112 vincitori, ma il decreto sulle immissioni in ruolo per l’anno scolastico 2016-17 appena emanato non prevede alcun posto di Filosofia e Storia in quelle regioni. Stessa situazione per molte altre discipline

Mentre si avvicina il termine per la chiusura delle operazioni del concorso docenti in tempo utile per l’anno scolastico (mancano solo 5 giorni e le graduatorie pronte sono solo il 35% del totale, con un tasso di copertura dei 63.712 posti messi a concorso del 12%), un nuovo imprevisto si abbatte sul concorsone docenti.

Accanto al già noto problema dei posti scoperti a seguito dell’alto tasso di selezione (sulle 522 graduatorie già completate i posti scoperti per mancanza di vincitori sono circa il 32%), si stanno verificando casi di graduatorie dove i vincitori ci sono, ma… non ci sono i posti! Il Ministero dell’istruzione ha bandito i posti per quelle discipline, ma non ha previsto i relativi posti nel decreto n. 669 del 7 settembre 2016 per le nomine in ruolo per l’a.s. 2016-17.

Nomine in ruolo: mancano molti posti per i vincitori del concorso

Dei quasi 30 mila posti autorizzati dal Ministero dell’economia (MEF) per l’immissione in ruolo 2016-17 (22.449 posti comuni e 7.221 di sostegno) il 50%, come prevede la legge, è riservato ai vincitori dell’attuale concorso e l’altro 50% alle graduatorie ad esaurimento (GAE), ma Tuttoscuola ha scoperto che per molte classi di concorso non è stato previsto nessun posto: 0 per il concorso e, quindi, 0 per le GAE.

Mentre gli iscritti alle GAE dovranno aspettare tempi migliori (e in molti casi erano già rassegnati a questo), per i concorsi la situazione è ben diversa: sarà difficile spiegare a un vincitore del concorso che il posto per il quale ha dovuto passare una dura selezione – che fa seguito all’abilitazione all’insegnamento già ottenuta (era un prerequisito per partecipare al concorso) – non c’è. Almeno per quest’anno.

Ci sono classi di concorso senza posti per le nomine in ruolo e altre con un numero risicato di posti insufficiente per nominare in ruolo i vincitori del concorso, nonostante fossero previsti a bando.

Il concorso ha previsto nel triennio 63.712 posti complessivi. Era stimabile che la quota per ogni anno fosse di circa 21.235 posti, pari ad un terzo, e che la stessa ripartizione valesse, più o meno, per ogni tipologia di classe di concorso.

Invece in molte classi di concorso i posti in ruolo per quest’anno sono pari a zero o quasi.

È difficile capire le ragioni di tanto scarto. Un errore di programmazione, magari relativo alla stima dei pensionamenti? Se sì, cosa succederà nei prossimi due anni? Mancheranno i posti già messi a concorso?

Tra le 522 graduatorie di merito (GM) del concorso già approvate e pronte per le nomine (dato aggiornato a ieri sera dal contatore di Tuttoscuola che ogni giorno scarica i dati di tutti gli Uffici scolastici regionali), Tuttoscuola ha esaminato, tra le più importanti, quelle con situazione critica e ha scoperto che ad esempio per la classe di concorso A18 Filosofia e scienze umane, in Campania sono stati messi a concorso 40 posti, ma per i 40 vincitori non ci sarà alcuna assunzione quest’anno.

In Fisica (classe di concorso A20) sono stati banditi in Liguria 13 posti, proclamati i 13 vincitori, ma non ci sono posti per quest’anno. Per Italiano come seconda lingua (L2), in Piemonte c’è stata una dura selezione per i 47 posti messi a concorso: solo 16 candidati hanno passato le prove, ma solo per 2 di loro c’è il posto per quest’anno; gli altri dovranno sperare che si liberino i posti nei prossimi due anni che hanno vinto.

Per Scienze motorie (classe di concorso AD02) sono stati banditi in sei regioni 303 posti in totale: hanno passato la selezione 252 candidati, ma solo 16 di loro saranno assunti a tempo indeterminato quest’anno.

A seguire il quadro per alcune classi di concorso.

Classe di concorso A18 Filosofia e scienze umane

USR Posti a concorso Iscritti in GM Posti per nomine in ruolo 16-17 Posti per il concorso
per  GM per GAE
Abruzzo 4 4 0 0 Nessuno
Basilicata 3 1 0 0 Nessuno
Campania 40 40 0 0 Nessuno
Emilia R. 19 4 0 0 Nessuno
Liguria 15 1 0 0 Nessuno
Marche 18 9 0 0 Nessuno
Piemonte 29 9 0 0 Nessuno

Elaborazione Tuttoscuola su dati Miur

 

Classe di concorso A19 Filosofia e storia

USR Posti a concorso Iscritti in GM Posti per nomine in ruolo 16-17 Posti per il concorso
per  GM per GAE
Abruzzo 10 10 0 0 Nessuno
Basilicata 5 5 0 0 Nessuno
Campania 77 63 0 0 Nessuno
Emilia R. 20 12 0 0 Nessuno
Liguria 13 7 0 0 Nessuno
Molise 4 2 0 0 Nessuno
Piemonte 13 13 0 0 Nessuno

Elaborazione Tuttoscuola su dati Miur

 

Classe di concorso A20 Fisica

USR Posti a concorso Iscritti in GM Posti per nomine in ruolo 16-17 Posti per il concorso
per  GM per GAE
Liguria 13 13 0 0 Nessuno
Sardegna 28 25 0 0 Nessuno

Elaborazione Tuttoscuola su dati Miur

 

Classe di concorso A21 Geografia

USR Posti a concorso Iscritti in GM Posti per nomine in ruolo 16-17 Posti per il concorso
per  GM per GAE
Abruzzo 2 2 0 0 Nessuno
Calabria 4 1 0 0 Nessuno
Campania 7 7 0 0 Nessuno
Emilia R. 8 8 0 0 Nessuno
Friuli VG 5 5 1 0 1 per 5 iscritti
Lazio 7 7 0 0 Nessuno
Piemonte 12 12 2 1 2 per 12 iscritti
Puglia 4 4 0 0 Nessuno
Sardegna 8 8 0 0 Nessuno
Sicilia 4 4 0 0 Nessuno
Toscana 4 4 1 0 1 per 4 iscritti

Elaborazione Tuttoscuola su dati Miur

 

Classe di concorso A23, italiano L2

USR Posti a concorso Iscritti in GM Posti per nomine in ruolo 16-17 Posti per il concorso
per  GM per GAE
Campania 22 9 0 0 Nessuno
Liguria 20 5 0 0 Nessuno
Piemonte 47 16 2 1 2 per 16 iscritti
Sicilia 28 28 0 0 Nessuno

Elaborazione Tuttoscuola su dati Miur

 

Classe di concorso A40 Scienze e tecnologie elettriche ed elettroniche

USR Posti a concorso Iscritti in GM Posti per nomine in ruolo 16-17 Posti per il concorso
per  GM per GAE
Abruzzo 9 2 0 0 Nessuno
Basilicata 6 2 0 0 Nessuno
Calabria 21 15 0 0 Nessuno
Molise 6 3 0 0 Nessuno
Puglia 21 21 0 0 Nessuno
Sicilia 24 22 0 0 Nessuno

Elaborazione Tuttoscuola su dati Miur

 

Classe di concorso A50 Scienze naturali

USR Posti a concorso Iscritti in GM Posti per nomine in ruolo 16-17 Posti per il concorso
per  GM per GAE
Friuli VG 15 15 0 0 Nessuno
Marche 16 16 0 0 Nessuno
Sardegna 36 20 0 0 Nessuno
Toscana 40 40 0 0 Nessuno

Elaborazione Tuttoscuola su dati Miur

 

Classe di concorso AD02 Scienze motorie

USR Posti a concorso Iscritti in GM Posti per nomine in ruolo 16-17 Posti per il concorso
per  GM per GAE
Abruzzo 47 37 1 0 1 per 37 iscritti
Friuli VG 47 47 5 5 5 per 47 iscritti
Liguria 51 51 4 3 4 per 51 iscritti
Molise 15 15 0 0 Nessuno
Sardegna 26 26 0 0 Nessuno
Sicilia 117 76 6 6 6 per 76 iscritti

Elaborazione Tuttoscuola su dati Miur

Ci sono anche altre classi di concorso con numero ridotto di posti completamente ignorate da questa tornata di nomine in ruolo, come, ad esempio, l’A02, A03, A04 (design dei metalli, ceramica, del libro), A05, A06, A07 (discipline audiovisive), A08, A09 (discipline grafiche), A13 (discipline letterarie latino e greco), A14 (discipline plastiche).

È vero che i posti messi a concorso sono previsti per il triennio, ma i primi iscritti in graduatoria di merito quasi certamente si aspettavano la nomina subito: una delusione che sa di beffa.

Per la scuola primaria non sono stati assegnati posti in nove USR (la metà del totale), pur essendo stati previsti a bando numerosi posti per tutte quelle regioni. Per fortuna tutti i concorsi di primaria sono in ritardo, altrimenti sarebbero stati altri guai, rinviati all’anno prossimo.