L’inclusione lavorativa: JobLab a Terni e a Roma

L’inclusione lavorativa: JobLab a Terni e a Roma

Altre due date dedicate agli incontri di formazione e animazione sul tema dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità. Ancora due città coinvolte da “JobLab – Laboratori, percorsi e comunità di pratica per l’occupabilità e l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità”, progetto fortemente voluto da FISH e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Dopo Milano e Torino nel dicembre scorso, è ora la volta di Terni il 6 febbraio e Roma il giorno successivo, ancora con la collaborazione delle organizzazioni del territorio e ancora una volta rivolgendosi ai dirigenti associativi e a chi opera nei servizi sociali e in quelli per l’impiego. Incontri gratuiti e aperti a tutti.

Terni il titolo è eloquente: “Il progetto personalizzato d’integrazione lavorativa”. L’incontro si propone di descrivere percorsi e formulare ipotesi per una efficace inclusione lavorativa e un rafforzamento dell’occupabilità delle persone con disabilità. L’attenzione verrà posta sulla personalizzazione del percorso nelle sue diverse fasi, l’empowerment della persona e il lavoro di rete con il territorio e le comunità di riferimento. Il forte interesse è dimostrato anche dalle collaborazioni all’incontro: oltre alla FISH Umbria, collaborano le Città di Perugia e Terni, ARPAL Umbria e Cesvol Umbria. Appuntamento alle 9 del 6 febbraio a Terni, presso il Centro per l’Autonomia Umbro.

Il 7 febbraio la FISH Lazio dà invece appuntamento a Roma alla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Roma Tre. Inizia alle 15 l’incontro su “La rete territoriale del collocamento mirato”. La normativa nazionale sul collocamento mirato prevede un ruolo significativo dei servizi per l’impiego, ruolo che risulta profondamente influenzato dalle diverse scelte regionali, dalla relativa organizzazione dei servizi e, spesso, dall’attenzione alla più ampia rete territoriale di supporto al collocamento e alla presa in carico delle persone con disabilità. L’incontro si propone di trasferire alcuni strumenti per la conoscenza delle reti territoriali e di prospettare strategie e soluzioni per il loro consolidamento.

Entrambi gli incontri saranno condotti dall’esperta Cristina Ribul Moro (Medialabor srl) e prevedono al termine un confronto con il pubblico. Ed ambedue gli appuntamenti, come di prassi per FISH, saranno sottotitolati.

JobLab proseguirà poi il suo percorso con altri appuntamenti in altre 8 regioni e lanciando fra qualche settimana anche un modulo di formazione a distanza sul collocamento mirato, rivolto in particolare agli operatori sociali.

Nel frattempo all’indirizzo https://www.fishonlus.it/progetti/joblab/ è stata attivata una Comunità di Pratica su questi temi, aperta a chiunque voglia approfondire, confrontarsi, discutere.

Le locandine degli eventi possono essere scaricate dal sito FISH.

Il “Giardino dei semplici”

da Redattore Sociale

Il “Giardino dei semplici”, giovani disabili curano il verde della Biblioteca Nazionale 

di Chiara Ludovisi 

Il progetto, ideato dall’associazione Roda onlus, ha preso il via con il ripristino del parco del Collegio Romano, per sbarcare poi anche alla Biblioteca Nazionale. Obiettivo: creare un ponte tra la fine del ciclo scolastico e l’ingresso nel mondo degli adulti 

ROMA – E’ partito dal Collegio Romano e arriva ora alla Biblioteca Nazionale: si chiama “Giaridno dei Semplici” ed è il progetto di cura del verde ad opera di ragazzi e adulti con disabilità, ideato e promosso dall’associazione di genitori Roda onlus. Obiettivo: assicurare il diritto dei ragazzi disabili alla vita indipendente, costituendo un ponte di continuità tra la fine del ciclo scolastico e l’ingresso nella vita sociale, attraverso concrete opportunità d’integrazione sociale ed occupazionale.

Il progetto, che ha una durata triennale, coinvolge in attività di giardinaggio i ragazzi disabili dai 16 anni in poi, gli anziani e le persone con disabili psichiche. Il percorso di formazione offre la possibilità di imparare a manutenere e curare uno spazio verde, allestito da Ro.D.A. sul modello inaugurato presso il Giardino dei Semplici del Collegio Romano.

Il percorso dura tre anni e si articola in cicli annuali di circa dieci mesi: ogni ragazzo, insieme al proprio gruppo, è impegnato settimanalmente nelle attività di giardinaggio e laboratorio da svolgere direttamente sulla postazione di lavoro, salvo eventuali uscite programmate, secondo un piano formativo strutturato e calibrato su ogni singolo partecipante, che accompagni all’acquisizione degli strumenti base di lavoro in autonomia.

Oltre a favorire l’inserimento nel mondo lavorativo, il progetto promette di far fronte concretamente a situazioni di disagio, avviando processi di integrazione e di socializzazione; e contribuire alla valorizzazione di uno spazio verde, che rappresenterebbe una vera e propria oasi con svariate specie floreali, nonché un luogo di presenza attiva e solidale, e un punto di riferimento per l’intera cittadinanza. 

Dal progetto è nata, a febbraio 2019, una Cooperativa Sociale di tipo B dove i ragazzi (ormai giovani adulti) sono soci lavoratori e si occupano della manutenzione del verde presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma ed alcuni condomini. Negli ultimi mesi si è aggiunta anche un’attività di restauro.

Lavoro e disabilità

da Redattore Sociale

Lavoro e disabilità, nel 2018 145 mila posti scoperti

di Chiara Ludovisi

Nella risposta a un’interrogazione, il punto sull’attuazione della legge 68 per l’integrazione lavorativa delle persone disabili: gli ultimi dati sulle assunzioni risalgono al 2015:10 mila contratti a tempo indeterminato nel settore privato, poco più di 700 nel pubblico. Sanzioni poche ma in aumento: quasi mille nel 2018, per un totale di oltre 1 milione di euro

ROMA – I dati non sono nuovi, ma servono a fare chiarezza: e a dire che la normativa per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità in Italia non funziona a dovere. Sul tema è stata rivolta, nei giorni scorsi, un’interrogazione parlamentare da parte di Walter Rizzetto (FdI), alla quale ha risposto la sottosegretaria al Lavoro e alle Politiche Sociali Francesca Puglisi. Tema: l’attuazione delle disposizioni in materia di integrazione lavorativa delle persone disabili.

Legge 68, quanti posti scoperti? Quasi 150 mila

La prima questione posta riguarda il numero dei datori di lavoro inadempienti rispetto alle assunzioni obbligatori. A tal riguardo, la sottosegretaria ha innanzitutto precisato che “non si dispone di un dato certo, in quanto è possibile fornire soltanto il numero dei posti ‘scoperti’ per i datori di lavoro che hanno presentato il prospetto informativo riferito alla situazione occupazionale al 31 dicembre; tali datori di lavoro, sulla base della scopertura, potrebbero aver successivamente assunto lavoratori con disabilità”. Inoltre, “l’ispettorato del lavoro, espressamente interpellato, ha chiarito che non dispone del dato relativo al numero di datori di lavoro inadempienti all’obbligo di assunzione dei disabili, in quanto l’Agenzia, a livello statistico, effettua un’indagine esclusivamente sul numero delle posizioni lavorative non coperte e per le quali sono stati adottati i conseguenziali provvedimenti sanzionatori”. Fatte queste due premesse, il dato, per quanto provvisorio e puramente indicativo, è desumibile dalle ultime relazioni al Parlamento sullo stato di attuazione della legge, relative però al biennio 2010-2011, al biennio 2012-2013 e al biennio 2014-2015, mentre “non è possibile fornire i dati riferiti al periodo 2016-2018, in quanto la IX Relazione è ancora in corso di elaborazione”.

Fonte utile per ricavare i dati più recenti è tuttavia il rapporto della Fondazione Studi consulenti del Lavoro “L’inclusione lavorativa delle persone con disabilità in Italia”, realizzata sulla base dei prospetti per l’anno 2018 forniti dalla Direzione Generale dell’innovazione tecnologica del ministero del Lavoro. In base a questi, “nel 2018 si registravano in Italia 145.327 posizioni lavorative destinate ai disabili ma non ancora coperte”, con poche differenze tra le organizzazioni pubbliche e quelle private (la quota di “scopertura” si attesta sullo stesso livello). Quanto alle tipologie dei contratti di lavoro utilizzati, nel Rapporto si rileva che “la quasi totalità degli occupati in forza presso le aziende risulta assunta con contratto a tempo indeterminato (93,7 per cento), mentre il tempo determinato (5,7 per cento) o altri contratti flessibili incidono per il 6,3 per cento” e “gli occupati nella P.A. hanno per la quasi totalità dei casi contratti a tempo”.

Quanti contratti?

La seconda questione riguarda il numero effettivo degli inserimenti. A tal proposito, la sottosegretaria ha riportato, nella sua risposta, i dati (forniti dalla Direzione generale) relativi ai contratti di lavoro, sia a tempo determinato che indeterminato, stipulati annualmente a partire dal 2010. In particolare, nel 2014 risultano 9.601 assunzioni a tempo indeterminato e 35.128 a tempo determinato nel settore privato; nello stesso anno, 882 assunzioni a tempo indeterminato e 3.734 nel settore pubblico. L’anno successivo, numeri in crescita nel settore privato, con 10.360 assunzioni a tempo indeterminato e 20.271 a tempo determinato. Calano invece le assunzioni nel settore pubblico: 736 a tempo indeterminato, 2.994 a tempo determinato.

Sanzioni e introiti

Un’altra questione particolarmente interessante riguarda le sanzioni e i relativi introiti. Due le premesse: primo, spetta al personale ispettivo dell’Ispettorato nazionale del lavoro “anche la vigilanza sul rispetto della normativa a tutela di tale categoria di lavoratori, nonché l’eventuale irrogazione delle sanzioni”; secondo, “gli importi derivanti dalla irrogazione delle sanzioni amministrative previste dalla legge 12 marzo 1999, n. 68 sono destinati al Fondo regionale per l’occupazione dei disabili”. Ciò precisato, la sottosegretaria fornisce i dati comunicati dall’Ispettorato del lavoro, concernenti il numero delle posizioni non coperte e gli importi derivanti dalle sanzioni, relativamente al triennio 2016-2018, visto che “i dati relativi all’attività di vigilanza svolta nel corso dell’anno 2019 sono ancora in fase di acquisizione ed elaborazione”. Risulta dunque un aumento delle sanzioni: 485 nel 2016, 674 nel 2017, 972 nel 2018. E aumentano, parallelamente, gli introiti derivanti dalle sanzioni stesse: 395.489 nel 2016, 941.126 nel 2017, 1.071.599 nel 2018.

Le risorse per l’inserimento lavorativo

L’ultima questione affrontata dalla sottosegretaria riguarda la dotazione del Fondo per il diritto al lavoro dei disabili, che “è risultata insufficiente a fronte del notevole ricorso alla misura da parte dei datori di lavoro”. Per questo, la legge di bilancio 2020 ha previsto “strumenti idonei a garantire l’erogazione dell’incentivo a favore dei datori di lavoro che assumono lavoratori con disabilità in particolari condizioni di gravità. Il Governo ha, infatti, previsto uno stanziamento pari ad euro 71.915.742 per l’anno 2020, euro 71.915.742 per l’anno 2021 ed euro 76.915.742 per l’anno 2022, a valere sul Fondo per il diritto al lavoro dei disabili”.

Caregiver, al via il 4 febbraio la discussione del testo di legge in Commissione

da Superabile

Caregiver, al via il 4 febbraio la discussione del testo di legge in Commissione: “E’ una priorità”

Lo annuncia in una nota la senatrice Nocerino (M5S), prima firmataria del disegno di legge. “Approvare una legge che introduca finalmente in Italia la figura del caregiver familiare è priorità di tutti”

31 gennaio 2020 ROMA – Inizierà il prossimo 4 febbraio la discussione del disegno di legge sul caregiver familiare: ad annunciarlo in una nota è Simona Nocerino, senatrice pentastellata e prima firmataria del ddl depositato in Commissione Lavoro. “Durante la riunione dell’ufficio di Presidenza del Senato alla quale hanno partecipato tutti i gruppi di maggioranza – riferisce – si è deciso che il ddl sarà calendarizzato in Commissione Lavoro il 4 febbraio. Approvare una legge che introduca finalmente in Italia la figura del caregiver familiare – continua Nocerino – è priorità di tutti, tanto che, come si ricorderà, in Commissione abbiamo lavorato per mesi alla stesura di un testo condiviso che è stato depositato ad agosto e che è pronto ad essere discusso già dalla prossima settimana”.

Prosegue Nocerino: “Dobbiamo fare presto ma, soprattutto, dobbiamo fare bene. Quello dei caregiver e, più in generale, della disabilità, è un tema delicato che deve vederci remare tutti nella stessa direzione. Senza fughe in avanti. Solo così – conclude – potremo dare una risposta seria e concreta ai tanti cittadini che si prendono cura dei loro familiari malati e non autosufficienti e che da anni aspettano una legge che li tuteli”.
ROMA – Inizierà il prossimo 4 febbraio la discussione del disegno di legge sul caregiver familiare: ad annunciarlo in una nota è Simona Nocerino, senatrice pentastellata e prima firmataria del ddl depositato in Commissione Lavoro. “Durante la riunione dell’ufficio di Presidenza del Senato alla quale hanno partecipato tutti i gruppi di maggioranza – riferisce – si è deciso che il ddl sarà calendarizzato in Commissione Lavoro il 4 febbraio. Approvare una legge che introduca finalmente in Italia la figura del caregiver familiare – continua Nocerino – è priorità di tutti, tanto che, come ricorderanno, in Commissione abbiamo lavorato per mesi alla stesura di un testo condiviso che è stato depositato ad agosto e che è pronto ad essere discusso già dalla prossima settimana.. Dobbiamo fare presto ma, soprattutto, dobbiamo fare bene. Quello dei caregiver e, più in generale, della disabilità, è un tema delicato che deve vederci remare tutti nella stessa direzione. Senza fughe in avanti. Solo così – conclude – potremo dare una risposta seria e concreta ai tanti cittadini che si prendono cura dei loro familiari malati e non autosufficienti e che da anni aspettano una legge che li tuteli”.

Tribunale di Cosenza – Sez. Lavoro

Il Tribunale di Cosenza – Sez. Lavoro nuovamente si pronuncia sul diritto di precedenza ex l.  104/92 in sede di mobilità interprovinciale in favore del docente che assiste il genitore disabile grave – 31 gennaio 2020

Con Sentenza n. 174/2010 del 28 gennaio 2020 il Tribunale di Cosenza – Sez. Lavoro torna a pronunciarsi positivamente sul ricorso proposto – con l’assistenza dell’Avv. Sergio Algieri, del foro di Cosenza – da una insegnante referente unica di genitore con disabilità grave, riconoscendole il diritto alla precedenza ex art. 33 comma V legge 104/1992 in sede di mobilità interprovinciale (diritto riconosciuto, con altra pronuncia, anche in favore dell’insegnante referente unica del suocero).

Viene, così,confermato l’orientamento reiteratamente espresso, da tutti i Giudice del Lavoro del Tribunale Brutio, con precedenti pronunce (cfr. allegati provvedimenti) con cui, riconosciuto valore di norma imperativa all’art. 33 legge 104/92, sono state disapplicate le norme pattizie di cui al CCNI della mobilità scuola (ossia art. 13 punto IV ed art. 14, là dove non riconoscono il diritto di precedenza ex art. 33 legge 104/92 nei trasferimenti interprovinciali, limitandone la operatività nell’ambito della sola mobilità provinciale e delle assegnazioni provvisorie).

Con gli allegati provvedimenti (non solo del Tribunale di Cosenza, ma anche del Tribunale di Castrovillari) viene ordinato al MIUR di trasferire parte istante presso la sede disponibile, tra quelle indicate nella domanda di mobilità interprovinciale, con la precedenza di cui all’art. 33 comma 5 legge 104/1992.

Lodevole è, inoltre, la posizione espressa dal Giudice del Lavoro di Cosenza là dove riconosce il diritto al trasferimento, con la precedenza reclamata, anche in soprannumero, accogliendo sul punto gli itinera argomentativi del sottoscritto difensore diretti a dimostrare la inconferenza della avversa eccepita situazione di esubero rispetto a talune classi di concorso.

Acri (CS), 31 gennaio 2020

Avv. Sergio Algieri


Educazione&Scuola Newsletter n. 1109


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Gennaio 2020 – XXV Anno

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Notizie
Iscrizioni A.S. 2020-2021

Iscrizioni sino al 31 gennaio 2020

Esami di Stato 2020: le materie

Rese note le materie della seconda prova scritta

Giorno della Memoria

Il 27 gennaio si celebra il Giorno della memoria

Gestione dei contratti

Dal 23 gennaio 2020 sono state semplificate le funzioni al SIDI per la gestione dei contratti

Piano di intervento per la riduzione dei divari territoriali in istruzione

Roma, 21 gennaio 2020

Intesa Istruzione, Pari Opportunità e ANCI

Roma, 21 gennaio 2020

Nuovi Ministri

Il 17 gennaio nominati i sottosegretari di Stato per l’Istruzione

Cessazioni servizio 2020

Il termine finale per la presentazione, da parte di tutto il personale del comparto scuola, delle domande di cessazione per dimissioni volontarie dal servizio è prorogato al 10 gennaio 2020

Internalizzazione Collaboratori scolastici

Sino all’8 gennaio 2020 la presentazione delle domande online

Norme

Decreto Ministeriale 30 gennaio 2020, AOOUFGAB 28

Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione: -individuazione delle discipline oggetto della seconda prova scritta; -scelta delle discipline affidate ai commissari esterni delle commissioni …

Nota 29 gennaio 2020, AOODGOSV 1474

Festival dell’Economia di Trento 2020 Concorso “EconoMia” per le scuole secondarie di secondo grado

Nota 29 gennaio 2020, AOODGSIP 389

Giorno del Ricordo – 10 febbraio 2020

Decreto del Presidente della Repubblica 28 gennaio 2020

Indizione del referendum popolare confermativo della legge costituzionale, recante: «Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari», approvata …

Avviso 28 gennaio 2020, AOODGSIP 359

Invito a manifestare interesse per l’organizzazione e la realizzazione della “Giornata Mondiale del Teatro a Scuola” – Edizione 2020

Nota 27 gennaio 2020, AOODGOSV 1269

Premio Nazionale sull’Innovazione Digitale 2019-2020 – Anitec-Assinform

Comunicato AGID 25 gennaio 2020

Adozione delle «Linee guida sull’accessibilità degli strumenti informatici»

Nota 21 gennaio 2020, AOODGSIP 229

Safer Internet Day “Together for a Better Internet” – 11 Febbraio 2020

Nota 17 gennaio 2020, AOODGOSV 806

Istituzione dei codici tributo per il versamento, tramite modello F24, delle tasse scolastiche

Decreto del Presidente della Repubblica 17 gennaio 2020

Nomina dell’on. dott.ssa Anna ASCANI e del dott. Giuseppe DE CRISTOFARO a Sottosegretari di Stato per l’Istruzione

PNSD – Ambienti di apprendimento innovativi.Scorrimento graduatorie Regione Sardegna

Prot. 620 del 16 gennaio 2020

Avviso 16 gennaio 2020, AOODGOSV 729

Assistenti di lingua italiana all’estero A.S. 2020-2021

Nota 15 gennaio 2020, AOODGOSV 577

Manifestazione “Fare Turismo” – X edizione – Roma, 11 – 12 – 13 marzo 2020, Invito per gli Istituti tecnici, gli Istituti professionali e gli Istituti Tecnici Superiori

Decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 2020

Nomina a Ministro dell’istruzione dell’on. dott.ssa Lucia AZZOLINA

Decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 2020

Nomina a Ministro dell’università e della ricerca del prof. Gaetano MANFREDI

Decreto-Legge 9 gennaio 2020, n. 1

Disposizioni urgenti per l’istituzione del Ministero dell’istruzione e del Ministero dell’università e della ricerca

Nota 8 gennaio 2020, AOODGSIP 45

Concorso Nazionale “Comunica l’Europa che vorresti” – Dipartimento per le Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Nota 7 gennaio 2020, AOODGOSV 175

Istruzione degli adulti e apprendimento permanente – Incontro Gruppo di Lavoro Nazionale P.A.I.DE.I.A.del 5 dicembre 2019 – Esiti

Rubriche

in Bacheca della Didattica

Situazioni delle scienze e missione della scuola 3

di Gabriele Boselli

Metafore per l’insegnamento delle competenze di cittadinanza

di Pier Gavino Sechi

L’importanza di guardarsi negli occhi

di Laura Cascianini

La Giornata della Memoria tra liturgie e rituali

di Domenico Ciccone

Una scuola delle “istruzioni per l’uso”?

di Maria Grazia Carnazzola

Dallo Scontro generazionale all’Incontro educante

di Concetta Rosato

La scuoletta delle minoranze

di Annalisa Comes

La Francia contemporanea (xıx-xx secolo)

di Giovanni Ferrari

Il futuro della scuola e dei dirigenti

di Stefano Stefanel

Il curricolo di Educazione Civica

di Stefano Stefanel

in Europ@ Fondi Strutturali di Fabio Navanteri


in Handicap&Società di Rolando Alberto Borzetti

FAQ Handicap e Scuola – 64

a cura dell’avv. Salvatore Nocera e di Evelina Chiocca

in InformagiovaniLa Rete di Vincenzo Andraous

Droga e mistificazioni

di Vincenzo Andraous

Ma che bel Paese

di Vincenzo Andraous

in LRE di Paolo Manzelli

QUANTUM GREEN ECONOMY

di Paolo Manzelli

Quantum Green Architecture

Firenze, 22 – 23 febbraio 2020

Acqua del Quarto Stato

di Paolo Manzelli

in Psicologia

Educazione sessuale… e poi!

di Adriana Rumbolo

Il fumo di Bertolt Brecht

di Adriana Rumbolo​


in Software

Internet, Reti, Nuove tecnologie

L’albero dei problemi

di Andrea Mesoraca

L’agenda del Dirigente scolastico

di Andrea Mesoraca

Capire l’Informatica di Paolo Rocchi


in Statististiche

Inserimento nel mondo del lavoro dei diplomati

Ufficio Gestione Patrimonio Informativo e Statistica

in Tiriticcheide di Maurizio Tiriticco

Imparare la storia!

di Maurizio Tiriticco

Insegnare latino

di Maurizio Tiriticco

M. e C. Giovannetti, Dall’acqua alla luce

di Maurizio Tiriticco

L’ultrafilosofia eroica

di Tommaso Montemagno

Educazione Civica in aula

di Maurizio Tiriticco​

Lettera a una professoressa

di Maurizio Tiriticco

Rassegne a cura di Fabio Navanteri

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Sindacato

Gazzetta Ufficiale

Ecco la #MaturitàVentiVenti: greco-latino al Classico, matematica-fisica allo Scientifico

da Il Sole 24 Ore

di Eugenio Bruno e Claudio Tucci

L’annuncio più atteso dai 500mila maturandi italiani è arrivato. Insieme al lancio dell’hastag #MaturitàVentiVenti la ministra Lucia Azzolina ha comunicato, con un video su Instagram, le materie della seconda prova scritta. Che resta mista: Greco/Latino al Classico e Matematica/Fisica allo Scientifico. Novità in vista invece per l’orale dove scompaiono le tre buste. Lo spunto lo darà la commissione.

Una maturità social
Dopo i video di presentazione su Facebook la ministra dell’Istruzione ha scelto Instagram per annunciare le materie della seconda prova. Attraverso l’hastag #MaturitàVentiVenti che accompagnerà sui social, da oggi e fino alla fine degli esami, le comunicazioni e anche i suggerimenti rivolti agli studenti. «Ragazze e ragazzi, eccoci qui, oggi è il giorno in cui conoscerete esattamente le materie della seconda prova. So che le aspettavate con impazienza perché mi avete scritto in tantissimi», queste le parole d’esordio della ministra che ha poi elencato le principali scelte compiute dal suo dicastero in vista delle prove di giugno.

Più attenzione a tecnici e professionali
Dopo la prova d’italiano uguale per tutti in calendario per il 17 giugno, il giorno dopo toccherà al secondo scritto. Forte del suo esordio da insegnante proprio in un istituto professionale (l’Iis Quintino Sella di Biella), Lucia Azzolina ha voluto dare un segnale di attenzione concreta a questo mondo, spesso a torto considerato di serie B, partendo proprio dai Professionali. Per l’indirizzo Enogastronomia e ospitalità alberghiera, articolazione Enogastronomia, le materie della seconda prova saranno Laboratorio di servizi enogastronomici-cucina e Scienza e cultura dell’alimentazione.

Mentre ai Servizi per l’agricoltura, i ragazzi dovranno confrontarsi con Valorizzazione delle attività produttive e legislazione di settore ed Economia agraria e dello sviluppo territoriale. La ministra è passata poi ai Tecnici. Al Tecnico per il Turismo ci saranno Discipline turistiche e aziendali e Lingua inglese. Al Tecnico indirizzo Informatica invece tra i banchi troveranno una prova di Sistemi e reti e Informatica.

Al classico prova mista Greco/Latino
La seconda prova sarà mista anche al Liceo. Esattamente come un anno fa allo Scientifico le materie oggetto del compito saranno Matematica e Fisica. Mentre per il Classico è la volta di Greco e Latino. In posizione inversa ribaltata rispetto a un anno fa quando si era partiti dal Latino. Al Liceo delle Scienze umane, opzione Economico-sociale, ci saranno Diritto ed Economia politica e Scienze umane. E così via per tutti gli altri indirizzi.

Addio buste all’orale
Qualche novità in più riguarderà l’orale. Stavolta all’inizio del colloquio non ci sarà il sorteggio fra tre buste, previsto invece lo scorso anno per dare avvio alla prova: «La vostra commissione – ha sottolineato la titolare di viale Trastevere – predisporrà il materiale da cui far partire il vostro orale che valorizzerà al massimo il vostro percorso di studi».
Il colloquio sarà pluridisciplinare. Ciascuna commissione preparerà i materiali di partenza da sottoporre agli studenti (un testo, un documento, un’esperienza, un progetto, un problema). Attenendosi al documento predisposto dai docenti di classe. E poi toccherà al ragazzo spaziare da una materia all’altra.

In sede di esame bisognerà poi raccontare, anche in forma multimediale, la propria esperienza di alternanza scuola-lavoro (che ora si chiama percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento) e dimostrare di aver maturato le competenze di Cittadinanza e costituzione sulla base delle attività svolte in classe.

Scelti anche i commissari esterni
Collegandosi al motore di ricerca predisposto dall’Istruzione gli studenti potranno anche conoscere le materie affidate ai due membri esterni (a cui si aggiunge il terzo commissario esterno per il secondo scritto) sui 6 complessivi più il presidente esterno che continueranno a comporre le commissioni d’esame.

Ad esempio al Classico verranno da fuori i docenti di Scienze e Storia dell’arte mentre allo Scientifico quelli di Filosofia e Disegno. A sua volta, al Tecnico economico indirizzo Amministrazione, Finanza, Marketing i commissari esterni si occuperanno di Inglese e Matematica. Eccetera.

Simulazioni nazionali verso il bis
Ancora nessuna notizia invece per le simulazioni nazionali che sono state effettuate per la prima volta l’anno scorso. A quanto pare l’esperienza verrà ripetuta. ma per conoscere le date e i dettagli bisognerà aspettare una nuova comunicazione , sempre via social, del ministero dell’Istruzione.

AlmaDiploma, la scuola piace ai giovani ma 44% farebbe altre scelte per il percorso di studi

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

La scuola italiana piace agli studenti: è quanto emerge dal report annuale svolto dall’associazione di scuole AlmaDiploma sul profilo dei diplomati 2019, presentato ieri a Palazzo Vecchio, a Firenze. Tuttavia nell’indagine risulta anche che un 44,6% di studenti,
potendo tornare indietro, non rifarebbe la stessa scelta sia in termini di indirizzo di studio, sia in termini di scuola.

Dall’analisi condotta su 45 mila diplomati a luglio 2019 nei 274 istituti scolastici aderenti ad Almadiploma risulta che l’80,2% si dichiara in generale piuttosto soddisfatto della propria esperienza scolastica. Gli studenti sono contenti della preparazione degli insegnanti (77,3%) e delle loro spiegazioni (70,6%) e apprezzano il rapporto con gli altri studenti (87,2%).

Da segnalare anche che i diplomati professionali hanno apprezzato maggiormente le esperienze maturate nei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento. Circa il 95% di chi ha scelto questo indirizzo di studio o quello tecnico ha compiuto almeno uno stage nel triennio conclusivo, contro il 63,9% dei liceali.

I giovani sono attratti da esperienze all’estero, con il 32,9% che ha varcato i confini azionali:
secondo il rapporto il Regno Unito è stato il Paese maggiormente frequentato (36,5%).

Il presidente di AlmaDiploma Mauro Borsarini, in riferimento alla soddisfazione dei giovani parla di «buona notizia», affermando però che «la nostra didattica orientativa deve tendere più verso le competenze e un po’ meno ai contenuti». Sono dunque necessarie «politiche orientative» in grado di svolgere la loro attività «più verso la persona e un po’ meno verso il contenuto».

Nativi digitali, l’educazione scolastica diventa 4.0 grazie a «Blended learning»

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

L’avvento delle nuove tecnologie ha cambiato in maniera radicale il panorama educativo dei nativi digitali. Basti pensare che, secondo una recente indagine dell’American Health Association pubblicata sul portale della Cnn, il 42% dei bambini al di sotto dei nove anni trascorre in media tre ore al giorno davanti allo schermo. Dato che si ripercuote sullo scarso tasso di attenzione in aula dal momento che, secondo una ricerca pubblicata su Usa Today, il 67% dei bambini di fascia di età compresa tra i 6 e i 10 anni fa fatica a concentrarsi. Cosa bisognerebbe fare per renderli più partecipi durante le lezioni in classe? Gli esperti consigliano di utilizzare la tecnica del “blended learning”, apprendimento misto che combina il metodo tradizionale in aula con attività mediate da sistemi digitali e che, come riporta Forbes, rappresenta il principale trend educativo del 2020.

Ma quali sono i benefici del blended learning per i più piccoli? Aumenta l’interazione con i docenti, rende l’istruzione più accessibile, stimola la loro creatività e li prepara a un futuro digitale.

«La giusta sinergia tra lezioni frontali e l’impiego di dispositivi tecnologici aiuta i bambini a essere più attivi e partecipi in classe – spiega Eva Balducchi, co-fondatrice di Baby e Junior college – Per questa ragione nella nostra scuola adoperiamo lavagne interattive touchscreen, tablet, microscopi digitali e computer come strumenti per stimolare la curiosità dei più piccoli, avvicinandoli non solo ad un approccio ludico, ma di utilizzo funzionale alle attività didattiche, cercando di sviluppare in loro anche uno spirito critico dello strumento così che ne limitino l’uso passivo. La tecnologia mette a disposizione strumenti utili per studiare e promuovere apprendimenti significativi attraverso l’attenta guida dei nostri docenti, esperti in campo pedagogico».

Ma non è tutto, secondo una ricerca pubblicata su Psychology Today l’utilizzo di dispositivi tecnologici in classe migliora il rendimento scolastico degli studenti e li aiuta a essere più responsabili. E ancora, un’indagine della University of Michigan, pubblicata sulla Cbs, afferma che il 62% dei docenti ritiene che il blended learning possa aiutare a colmare il gap digitale e a migliorare le lezioni. Mettere in pratica questa nuova forma di apprendimento, dunque, comporta un’evoluzione radicale del modo in cui docenti e partecipanti affrontano l’esperienza formativa.

Pensiero condiviso da Mariarosa Porro, pedagogista: «L’utilizzo di nuove tecnologie in aula permette di realizzare simulazioni, reperire informazioni da fonti diverse e confrontarle tra loro, scrivere testi a più mani in modo cooperativo, guardare video tutorial e svolgere esercizi interattivi. Sono tutte esperienze formative che prevedono un coinvolgimento attivo da parte degli alunni, utilizzando strumenti a loro familiari, e stimola la loro creatività. In questo modo la tecnologia diventa una risorsa aggiuntiva che integra nel progetto educativo e formativo quanto una volta era rappresentato dal semplice spazio e dai materiali utilizzati nel gioco scolastico».

Ecco infine i benefici del “Blended Learning” come nuova forma di apprendimento scolastico:
– Aumenta l’interazione tra docenti e studenti: l’utilizzo di strumenti tecnologici permette a entrambe le parti di comunicare in maniera più immediata ed efficace.
– Migliora il tasso di concentrazione dei ragazzi: gli studenti riescono a immergersi totalmente nella lezione, partecipando in maniera attiva.
– Rende l’istruzione più accessibile: i materiali didattici sono accessibili in qualunque momento anche da casa.
– Stimola la creatività e rende gli studenti più responsabili: gli strumenti tecnologici permettono di tener conto del percorso formativo, gestendolo in maniera personalizzata.
– Migliora il rendimento scolastico: gli studenti sono più invogliati allo studio delle materie e alla scoperta di novità da imparare.

Azzolina: «Entro febbraio bandi per tre concorsi da 70 mila posti»

da Corriere della sera

«Entro febbraio verranno banditi tre concorsi: due per la scuola secondaria e uno per le scuole d’infanzia e la primaria». Alleluiah. L’annuncio fatto oggi a Radio1 da Lucia Azzolina arriva con più di sei mesi di ritardo rispetto alle promesse fatte dal terzultimo ministro dell’Istruzione Marco Bussetti (il suo successore Lorenzo Fioramonti se n’è andato senza quasi toccare palla). In tutto sono in palio poco meno di 70 mila posti: quasi cinquantamila per i professori delle medie e delle superiori e 17 mila per le maestre d’asilo e delle elementari (ma questi ultimi potrebbero subire una tosatura in fase di definizione finale). Comunque pochissimi rispetto ai buchi che già ci sono in organico: quest’anno si è raggiunta la cifra record di 170 mila supplenti e a settembre del 2020 andrà anche peggio a causa dei pensionamenti di massa dei baby boomers più i Quota 100. Ormai, per quanto si possa correre, solo i vincitori del concorso straordinario verranno pronti dopo l’estate. Parliamo in tutto di 24 mila docenti: una goccia nel mare. Mentre tutti gli altri, fra prove preselettive scritti e orali, non arriveranno prima del 2021.

Allarme settembre 2020

Con l’annuncio odierno Azzolina dà attuazione al decreto scuola approvato a dicembre propri grazie ai suo uffici come sottosegretario dell’ex ministro Fioramonti (all’epoca già in piena exit strategy da Viale Trastevere). Un provvedimento frutto di una lunga trattativa con i sindacati che le è costato anche insulti e minacce di morte in Rete da parte degli esclusi. «I concorsi verranno banditi solo dove ci sono posti vacanti e disponibili – ha spiegato oggi Azzolina -. Abbiamo una situazione manichea: al Sud le graduatorie sono piene, al Nord vuote. I concorsi vanno fatti dove ce n’è bisogno». Cioè solo nelle regioni e per le classi di concorso di cui c’è davvero penuria cronica (come matematica alle medie e sostegno) in modo da iniziare a tappare le falle negli organici del Nord (a settembre 2019 in Lombardia c’erano 23 mila posti scoperti) e contemporaneamente smetterla di alimentare le graduatorie a lentissimo scorrimento del Sud. Quando però in trasmissione è intervenuto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana chiedendo che i docenti possano essere assunti direttamente dalle Regioni, Azzolina ha espresso la sua ferma contrarietà ribadendo che «i docenti sono dipendenti dello Stato e devono essere reclutati a livello nazionale». Ma ha aggiunto che «proprio per dare una risposta a quelle Regioni che vivono delle emergenze», nel decreto scuola è stata inserita una nuova norma – anche questa tutt’altro che gradita dai prof – che impone ai neo assunti un vincolo di 5 anni nello stesso posto in nome della continuità didattica. Resta il fatto che, rispetto a questa emergenza, i tre concorsi appena annunciati suonano come un pannicello caldo. Al Miur ne sono perfettamente consapevoli tanto da aver predisposto – sempre nel decreto di dicembre – la possibilità per i precari di lungo concorso del Sud di chiedere il trasferimento al Nord e assere automaticamente assunti. Ma bisognerà vedere quanti di loro saranno disposti a lasciare casa e famiglia per rispondere alla chiamata, tanto più visto il nuovo vincolo dei 5 anni.

Scuola fino a Luglio? 67% dice no. Bocciata anche idea di premiare docenti più bravi. Dati Eurispes

da Orizzontescuola

di redazione

I dati sono stati forniti dall’Eurispes attraverso il suo “Rapporto Italia”, giunto alla trentaduesima edizione. All’interno del rapporto molti gli argomenti trattati, tra cui la scuola.

Obbligo scolastico fino alle medie superiori

Secondo il rapporto, sarebbe d’accordo il 52,4% degli intervistati. Un argomento importante, che a più riprese è stato oggetto di confronto tra le forze politiche così come quelle sindacali.

Meritocrazia

Pagare gli insegnanti in base ai risultati raggiunti? Come si possono individuare i docenti più bravi e preparati? Sono domande che da anni aleggiano tra gli addetti ai lavori. Un’idea però che non piace alla maggioranza degli italiani, dato che il 52% non concorda sull’opportunità di introdurre nel sistema scolastico un criterio meritocratico.

No scuola a Luglio

Altro tema “caldo”, l’organizzazione del calendario scolastico. Secondo lo studio solo il 32,9% degli intervistati ritiene una proposta valida il prolungamento dell’anno scolastico fino a luglio.

Ruolo della scuola

Per quanto riguarda il ruolo della scuola, questa come istituzione riesce a resistere bene, nonostante gli attacchi alla credibilità subiti in questi anno. Infatti, tra le agenzie educative, la scuola viene relegata ad un ruolo di secondo piano e considerata formativa per la propria esperienza di vita solo nel 6,5% dei casi.

Scrutini I quadrimestre, cosa riportare nel verbale. Un modello

da Orizzontescuola

di redazione

Il prossimo 31 gennaio si chiude il primo quadrimestre e i consigli di classe procederanno al relativo scrutinio intermedio.

Qui tutto su: valutazione nel primo ciclo, docenti di potenziamento, di religione/attività alternativa e di sostegno, giudizi per la descrizione del processo formativo e del livello globale di sviluppo degli apprendimenti raggiunto.

Scrutini I quadrimestre: cosa deve riportare il verbale

Ricordiamo, alla luce di tutti gli elementi costituenti la valutazione intermedia, cosa deve riportare il verbale redatto al termine dello scrutinio di primo quadrimestre nella scuola secondaria di primo grado:

  • voti delle singole discipline;
  • giudizi sintetici relati all’insegnamento della religione cattolica/attività alternative;
  • valutazione di Cittadinanza e Costituzione;
  • elementi informativi sui livelli di apprendimento conseguiti dagli alunni e sull’interesse manifestato, forniti dai docenti di potenziamento;
  • giudizi relativi alla descrizione del processo e del livello globale di sviluppo degli apprendimenti raggiunto da ciascun alunno;
  • giudizi relativi al comportamento.

Scrutini I quadrimestre: modello di verbale

Pubblichiamo un modello di verbale, predisposto dalla professoressa Katjuscia Pitino.

Scarica modello verbale

Esame di Stato 2020, colloquio: commissione sceglie il materiale da cui partire, niente buste

da Orizzontescuola

di redazione

Esami di Stato anno scolastico 2019/20: ecco le indicazioni ufficiali per il Colloquio. A disposizione 20 punti.

Il Ministero ha pubblicato il Decreto 30 gennaio 2020, che disciplina le caratteristiche del Colloquio.

Il Colloquio sarà distinto, come già lo scorso anno scolastico, in quattro parti e lo studente dimostrerà

a. di aver acquisito i contenuti e dei metodi propri delle singole discipline, di essere capace di utilizzare le conoscenze acquisite e di metterle in relazione tra loro per argomentare in maniera critica e personale, utilizzando anche la lingua straniera;
b. di saper analizzare criticamente e correlare al percorso di studi seguito e al PECUP, mediante una breve relazione o un lavoro multimediale, le esperienze svolte nell’ ambito dei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento
c. di aver maturato le competenze di “Cittadinanza e Costituzione” previste dalle attività declinate dal documento del consiglio di classe.
3. Il colloquio si svolge a partire dall’analisi, da parte del candidato, del materiale scelto dalla commissione, attinente alle Indicazioni nazionali per i Licei e alle Linee guida per gli istituti tecnici e professionali. Il materiale è costituito da un testo, un documento, un’esperienza, un progetto, un problema, è predisposto dalla commissione ai sensi del comma 5 e assegnato al candidato ai sensi del comma 7.
4. La commissione cura l’equilibrata articolazione e durata delle fasi del colloquio e il coinvolgimento delle diverse discipline, evitando una rigida distinzione tra le stesse. I commissari interni ed esterni possono condurre l’esame in tutte le discipline per le quali hanno titolo secondo la normativa vigente, anche relativamente alla discussione degli elaborati relativi alle prove scritte.

Materiale assegnato lo stesso giorno della prova 

Il materiale da cui prenderà avvio il colloquio, seppure predisposto in una seduta precedente, verrà assegnato a ciascun candidato prima dell’inizio di ogni giornata di colloqui.

Le precisazioni del Ministero

“Il colloquio sarà pluridisciplinare. Ciascuna commissione predisporrà, come spiegato dalla Ministra, i materiali di partenza da sottoporre agli studenti (potranno essere un testo, un documento, un’esperienza, un progetto, un problema). Il lavoro dei commissari si baserà su quanto studiato dai ‘maturandi’ nel loro percorso: farà fede il documento predisposto dai docenti di classe. Niente sorteggio fra le buste, dunque. Al momento dell’inizio della prova, la commissione sottoporrà uno spunto al candidato, che rappresenterà, comunque, solo un momento di avvio del colloquio.”

Maturità 2020, le materie affidate ai Commissari esterni. Consigli di Classe scelgono gli interni

da Orizzontescuola

di redazione

Esame di Stato secondaria di II grado 2020: si delinea la commissione incaricata di esaminare i maturandi.

Ecco il link alle discipline oggetto della seconda prova scritta e le discipline individuate come esterne

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Scelta dei commissari interni

I Commissari interni devono essere designati tra i titolari dell’insegnamento delle materie non affidate a commissari esterni (pertanto possono essere designati anche i docenti a tempo determinato, che nel caso avranno il prolungamento del contratto per la durata degli esami).

Possono essere designati commissari interni anche i docenti di sostegno.

E’ assicurata, comunque, la designazione del docente della disciplina oggetto della prova scritta nei casi in cui tale materia non sia assegnata al commissario esterno (cfr. art.3 DM n.95 dell’8.2.2013);

Fra i sindacati e la Ministra Azzolina la rottura è totale. Riprende la mobilitazione

da La Tecnica della Scuola

Oggi 30 gennaio, non è bastato un secondo incontro fra Ministero e sindacati per raggiungere un accordo sulle questioni legate allo svolgimento dei concorsi e su tutti gli altri problemi ancora aperti.

Ai sindacati sono state proposte le bozze dei bandi ma non si è riusciti a trovare un’intesa.
Numerose le richieste dei sindacati, si va dalla pubblicazione della banca dati dalla quale verranno estratti i quesiti, fino alla possibilità di partecipare al concorso per posti di sostegno anche senza titolo ma con 3 anni di servizio su sostegno, dall’esonero dal servizio per i commissari di concorso, alla prova finale con l’esposizione di una unità didattica.

L’incontro ha avuto momenti di tensione: dopo un primo stop la Gilda ha diramato un comunicato e si è diffusa la voce che si fosse arrivati ad una rottura fra le parti.
Poi il tavolo si è ricomposto (fonti sindacali dicono che ci sia stato un intervento della viceministra Anna Ascani per tentare una ricucitura), ma dopo qualche chiarimento reciproco le parti hanno dovuto constatare che, al momento, non esistono le condizioni per un’intesa.

Nel comunicato finale sottoscritto da tutti i sindacati si accusa la Ministra di non aver voluto tenere in considerazione le intese già raggiunte in precedenza con il presidente Conte (24 aprile) e con il ministro Fioramonti (1° ottobre), né gli impegni assunti in occasione della conciliazione svoltasi il 19 dicembre.

Inevitabile quindi la dichiarazione di ripresa della mobilitazione dell’intero comparto scuola.