Dai viaggi alla piattaforma online per la didattica: il vademecum anti-emergenza nelle scuole

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

Il Miur ha pubblicato domande e risposte su come affrontare a scuola l’emergenza coronavirus.

1. I viaggi di istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche sono sospesi? Fino a quando?
Secondo quanto previsto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 febbraio 2020, sono sospesi i viaggi di istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, comprese le fasi distrettuali, provinciali o regionali dei campionati studenteschi programmate dalle Istituzioni Scolastiche. La sospensione vale fino al 15 marzo 2020.

2. La disposizione su viaggi di istruzione, iniziative di scambio o gemellaggio, visite guidate e uscite didattiche riguarda le Istituzioni Scolastiche dell’intero sistema nazionale di istruzione?
La disposizione riguarda tutte le Istituzioni Scolastiche del sistema nazionale di istruzione.

3. Il provvedimento di sospensione vale anche per le attività esterne agli edifici scolastici organizzate per la realizzazione dei Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (ex alternanza scuola-lavoro)?
Sì, perché queste attività sono assimilate alle uscite didattiche. Anche in questo caso, la sospensione vale fino al 15 marzo.

4. Le scuole come devono regolarsi con gli scambi all’estero Erasmus+?
Per quanto riguarda il programma Erasmus +, vale quanto indicato sul sito dell’Agenzia Erasmus+ Indire: «Nell’ambito del programma Erasmus+ potrà applicarsi il principio di causa di forza maggiore. Pertanto sarà possibile richiedere all’Agenza Nazionale, nelle forme e con le modalità che saranno successivamente comunicate, di applicare la clausola di forza maggiore relativamente alle attività e ai costi per tutte quelle mobilità che vengano annullate in ragione della situazione di emergenza e dei provvedimenti delle competenti autorità».

5. Le spese sostenute per i viaggi di istruzione annullati possono essere rimborsate?

Sì. Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 febbraio 2020 fa espresso riferimento al Codice del turismo, all’articolo 41, comma 4, che prevede il recesso senza penale prima dell’inizio del pacchetto di viaggio.

6. Per sospendere i viaggi di istruzione occorre il parere degli organi collegiali o un provvedimento del dirigente scolastico?
La disposizione di sospensione è disciplinata dall’articolo 1, lettera b, del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 febbraio 2020.

7. Per le classi che si trovavano già in viaggio in zone indicate come focolai del virus sono previste misure precauzionali al rientro?
Le Istituzioni Scolastiche devono attenersi alle disposizioni del Ministero della Salute. Qui le indicazioni.

8. Chi si assenta da scuola perché malato deve portare il certificato medico?
Fino al prossimo 15 marzo, per le assenze per malattia superiori a cinque giorni, serve il certificato medico per poter rientrare a scuola. La disposizione è valida per tutti, alunni e personale scolastico.

9. Cosa faccio se nella mia Regione non c’è l’obbligo di portare il certificato medico oltre i cinque giorni di assenza?
L’obbligo è stato ripristinato per tutti, su tutto il territorio nazionale, in deroga a qualsiasi altra disposizione.

10. C’è differenza – e se sì, quale – tra chiusura delle scuole e sospensione delle attività didattiche?
La chiusura delle scuole, provvedimento di esclusiva competenza delle Regioni e degli Enti Locali, comporta il divieto di accesso ai locali per tutto il personale e per gli alunni. Le assenze non devono essere giustificate, non comportano decurtazione economica o richieste di recupero. Il Dirigente Scolastico e il DSGA (Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi) possono comunque procedere, attraverso la firma in remoto, ad emettere gli atti di competenza. In casi particolari, ad esempio del personale impiegato nelle aziende agricole annesse agli istituti agrari o nei casi di deperibilità delle merci, i Dirigenti Scolastici possono procedere, con le necessarie cautele, a garantire i servizi essenziali e indifferibili. La sospensione delle attività didattiche comporta l’interruzione delle sole lezioni. Pertanto, le scuole rimarranno aperte e i servizi erogati dagli uffici di segreteria continueranno ad essere prestati. Il Dirigente Scolastico e il personale ATA (Amministrativo, Tecnico e Ausiliario) sono tenuti a garantire il servizio ed eventuali assenze devono essere giustificate.

11. I provvedimenti di chiusura delle scuole o di sospensione delle attività didattiche avranno conseguenze sulla validità dell’anno scolastico e sul conteggio delle assenze degli alunni?
Le assenze degli alunni nei periodi di sospensione “forzata” delle attività didattiche non saranno conteggiate ai fini della validità dell’anno scolastico. Allo stesso modo, l’anno scolastico è comunque valido, anche qualora non dovesse raggiungere il minimo di 200 giorni previsti, in quanto si tratterebbe di una situazione dovuta a cause di forza maggiore.

12. I provvedimenti di chiusura delle scuole o di sospensione delle attività didattiche avranno conseguenze sulla validità del periodo di formazione e prova del personale scolastico?
I periodi di sospensione “forzata” delle attività didattiche saranno ritenuti validi a tutti gli effetti di legge ai fini del positivo compimento dei periodi di formazione e prova.

13. Per attivare la didattica a distanza le scuole devono aspettare indicazioni dal Ministero?
Secondo quanto disposto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 febbraio 2020 i Dirigenti Scolastici delle scuole nelle quali l’attività didattica è stata sospesa per l’emergenza sanitaria possono attivare, di concerto con gli organi collegiali competenti e per la durata della sospensione, modalità di didattica a distanza, con particolare riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità.

14. Il Ministero come supporterà la didattica a distanza?
Il Ministero sta integrando l’offerta di strumenti, community, chat e classi virtuali con una piattaforma interamente dedicata alla didattica a distanza, per assicurare a tutte le scuole che ne facciano richiesta la possibilità di avere gratuitamente strumenti e mezzi, garantendo il diritto allo studio a tutti.

Annullate anche le finali dei campionati studenteschi

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

Tra le misure di contenimento della situazione epidemiologica che sta interessando anche il nostro Paese, il Ministero dell’Istruzione ha comunicato che, in ottemperanza di quanto previsto dal decreto legge 6 del 23 febbraio 2020 e dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 febbraio 2020, devono ritenersi sospese le attività connesse ai “Campionati studenteschi”. Saranno pertanto annullate le finali nazionali dei Campionati studenteschi di sport invernali previsti dal 23 al 27 marzo 2020 in val di Fiemme.
Il Servizio istruzione della Provincia autonoma di Trento fa sapere in una nota che tutte le attività ordinarie relative ai Campionati studenteschi provinciali sono sospese fino al 31 marzo e che riprenderanno a partire dal mese di aprile 2020.

Italia prima nella Ue per pensioni di reversibilità, ultima per spesa in istruzione

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

L’Italia è il primo Paese in Europa per la spesa sociale dedicata alle pensioni di reversibilità, e il secondo per quella indirizzata agli anziani. Al tempo stesso però è l’ultimo per la spesa verso l’istruzione. E’ quanto emerge dai dati Eurostat relativi al 2018.

Le spese al top
Alle pensioni di reversibilità è andato il 5,4% della spesa sociale complessiva, mentre agli anziani il 27,5%, seconda solo alla Grecia (28,1%). In media l’Ue a 27 spende il 3,3% per la reversibilità e il 22% per gli anziani.

Giù per l’istruzione
L’Italia è invece in fondo alla classifica per la spesa dedicata all’istruzione: è appena l’8,2%, contro una media Ue del 9,9%. Molto bassa in Italia è anche la spesa sociale per le famiglie: è solo il 2,1% del totale, la più bassa dopo la Grecia (1,8%). Non si investe nemmeno nelle case popolari e nei servizi per la comunità: il Governo italiano gli dedica solo l’1% della spesa sociale, secondo solo alla Grecia (0,4%).

Milleproroghe, ok dal Senato: è legge. Bandi concorsi scuola entro 30 aprile

da Orizzontescuola

di redazione

Con 154 voti favorevoli, 96 contrari e nessun’astensione, il Senato, mercoledì 26 febbraio, ha rinnovato la fiducia al Governo con l’approvazione, nel testo licenziato dalla Camera, del ddl n. 1729 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, in materia di proroga di termini legislativi.

Dopo l’approvazione alla Camera, arriva l’ok anche dal Senato. Riepiloghiamo le novità per la scuola a partire dai bandi di concorso attesi.

Termine ultimo per bandire i concorsi scuola: 30 aprile 2020

Il concorso straordinario e ordinario per la scuola secondaria, previsti dal decreto legge n. 126/2019 convertito con modificazioni nella legge n. 159 del 20 dicembre 2019, poneva come data ultima di indizione “entro il 2019”. Ma, com’è noto, non è stato bandito nessun concorso.

Il Decreto Milleproroghe prevede questo emendamento:

“10-quater. All’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 29 ottobre 2019, n. 126, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 dicembre 2019, n. 159, le parole: «entro il 2019» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 30 aprile 2020».
7. 41. (Nuova formulazione) Lattanzio Paolo, Donno Leonardo, Macina Anna.”

Quindi il termine ultimo per la pubblicazione dei bandi viene spostato al 30 aprile 2020.

Concorso ordinario: commissione nazionale di esperti non definirà le tracce delle prove

Si interviene sulla disciplina ordinaria per il reclutamento dei docenti della scuola secondaria, prevista dal d.lgs. 59/2017, stabilendo che la commissione nazionale di esperti che deve essere costituita con decreto del Ministro dell’istruzione ha il compito di definire le (sole) prove scritte (e non più le “tracce delle prove di esame”) e le relative griglie di valutazione (art. 1, co. 10-duodecies).

Novità programma concorso straordinario secondaria

Concorso straordinario secondaria: il decreto Milleproroghe ha stabilito che la prova scritta della procedura per il reclutamento, nonché la prova scritta della procedura per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento, riguardano il programma di esame previsto per il concorso ordinario, per titoli ed esami, per la scuola secondaria, che sarà avviato contestualmente alla procedura straordinaria (e non più il programma di esame del concorso ordinario bandito nel 2016) (art. 1, co. 10-terdecies).

Stop classi pollaio

Oltre 55 milioni di euro per aumentare l’organico e diminuire il numero di alunni nelle classi a partire da quelle dove ci sono ragazzi con disabilità. Si comincia dalla scuola secondaria di secondo grado.

Si tratta – come ha spiegato l’On. Casa (M5S) – di 6,3 milioni di euro nel 2020, 25,4 milioni nel 2021 e 23,9 milioni annui dal 2022 per dotare le scuole secondarie di secondo grado di nuovi docenti.

Le risorse saranno ripartite su base regionale, tenendo conto del numero di classi con un numero di iscritti superiore a 22 alunni, ridotti a 20 in presenza di studenti con grave disabilità certificata.

Invalsi: i risultati della prova non saranno inseriti nel Curriculum studente

Si fa slittare l’ingresso del curriculum allegato al diploma al 1° settembre 2020. E in ogni caso non potrà comunque contenere i risultati delle prove Invalsi.

Prima del settembre 2020 le scuole potranno introdurre una sperimentazione, ma in ogni caso il curriculum non potrà contenere i risultati delle prove Invalsi né le eventuali certificazioni sulle competenze di lingua inglese.

Edilizia scolastica

Si proroga al 31 dicembre 2020 il termine per i pagamenti dei lavori di sicurezza, da parte degli enti locali, secondo stati di avanzamento debitamente certificati, dei lavori di riqualificazione e messa in sicurezza degli istituti scolastici statali.

Coronavirus, prove Invalsi V superiore dal 2 al 31 marzo

da Orizzontescuola

di redazione

Le prove Invalsi per la V superiore continuano ad essere dal 2 al 31 marzo, “il fatto che si facciano al Pc ci aiuta” A dirlo il Responsabile Area Prove Invalsi, Roberto Ricci, in un video live sul portale Skuola.net prima dello svolgimento delle prove, previsto a partire dalla prossima settimana per la V secondaria di secondo grado.

Le prove Invalsi per la V superiore continuano ad essere dal 2 al 31 marzo, “il fatto che si facciano al Pc ci aiuta: dove le scuole saranno aperte inizieremo il 2, laddove saranno chiuse recupereremo dopo il tempo che è stato perduto. I presidi – conclude – hanno già ricevuto un primo avviso. Non c’è ragione di preoccuparsi, anche se partiremo dopo i tempi non saranno più stretti, non vogliamo mettere fretta agli studenti”.

Emergenza Coronavirus, istruzioni agli Uffici Scolastici: svolgimento attività, lavoro agile, contenere accesso del pubblico

da Orizzontescuola

di redazione

Il Ministero dell’istruzione ha diramato agli Uffici Scolastici una circolare con Misure Urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019.

Si tratta dell’applicazione del D.P.C.M. 25 febbraio 2020 e della Direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 1/2020, prot. 12035 del 25.2.2020.

Le misure

Ordinario svolgimento dell’attività amministrativa

Gli Uffici dell’Amministrazione situati nelle zone non soggette a misure di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica continuano ad assicurare la normale apertura e il regolare svolgimento di tutte le attività istituzionali a meno che non intervengano specifici provvedimenti di interruzione/chiusura con espressa ordinanza amministrativa.

Lavoro agile

Il lavoro agile può essere avviato fino alla data del 15 marzo 2020, nelle Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Liguria, Piemonte, Veneto.

Per effetto della citata disposizione, negli uffici scolastici interessati, a partire dalla data odierna e fino al 15 marzo p.v., potranno essere autorizzate forme di “smart working” direttamente da parte dei dirigenti e, per questi ultimi, da parte dei Direttori Generali.

Per quanto riguarda gli altri uffici scolastici Regionali, tenuto conto di quanto disposto dalla Direttiva della Presidenza del Consiglio, potranno essere avviati progetti di lavoro agile previo accordo tra dipendente e datore di lavoro (dirigente e direttore generale secondo quanto chiarito sopra), nel rispetto dei principi generali sanciti normativamente.

Obblighi informativi dei lavoratori

Il personale delle amministrazioni e coloro i quali, a diverso titolo, operino presso le medesime e provengano da una delle aree “a rischio” di cui all’art. 1, co. 1, del decreto legge n. 6 del 2020 o abbiano avuto contatto con persone provenienti dalle medesime aree, sono tenuti a comunicarlo all’amministrazione ai sensi dell’art. 20, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, anche per la conseguente informativa all’Autorità sanitaria competente ai fini della salvaguardia della salute del luogo di lavoro.

Accesso del pubblico

Ferma restando la necessità di garantire il regolare funzionamento dei predetti uffici si raccomanda di incentivare forme di comunicazione telematica con l’utenza e contenere gli accessi del pubblico.

La circolare del Ministero

DPCM 25 febbraio 2020

Direttiva n. 1/2020

Coronavirus: annullati i campionati studenteschi

da La Tecnica della Scuola

Il Ministero dell’Istruzione ha comunicato che, in ottemperanza di quanto previsto dal decreto legge 6 del 23 febbraio 2020 e dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 febbraio 2020, devono ritenersi sospese le attività connesse ai “Campionati studenteschi”.

Dal 23 al 27 marzo

Saranno pertanto annullate le finali nazionali dei Campionati studenteschi di sport invernali previsti dal 23 al 27 marzo 2020 in val di Fiemme.
Il Servizio istruzione della Provincia autonoma di Trento fa sapere in una nota che tutte le attività ordinarie relative ai Campionati studenteschi provinciali sono sospese fino al 31 marzo e che riprenderanno a partire dal mese di aprile 2020.

La piattaforma per la scuola a distanza: ma come realizzarla?

da La Tecnica della Scuola

 

Lucia Azzolina, ministra dell’Istruzione, ha annunciato a Radio24, dopo la chiusura delle scuole in diverse regioni italiane per via del coronavirus: «Abbiamo già istituito una task force per garantire la didattica a distanza. Il materiale è disponibile, e stiamo preparando una piattaforma dove caricare i contenuti».

Nord e Sud

«Il Nord Italia è ben attrezzato per rispondere a queste esigenze, ci sono molte scuole che la fanno già. C’è una scuola produttiva, e dove ci sono delle difficoltà arriveremo, la nostra task force andrà a fare formazione ai docenti per iniziare immediatamente con la didattica a distanza».

Mancano le indicazioni

Ma, come al solito, secondo Linkiesta, la ministra non è scesa di più nel merito e, mancando di dare indicazioni precise circa i tempi e le modalità di erogazione dei contenuti, il risultato è che la comunicazione rimane per il momento molto vaga, anche perchè il comparto scolastico italiano in generale è ancora parecchio indietro sul fronte della didattica digitale. Ed è difficile immaginare che, a tempi record, si possa consentire agli studenti di ogni ordine e grado di usufruire di lezioni a tempo pieno dal divano di casa. Così come ai docenti di sapere come fargliele fare.

La didattica digitale è una cosa seria

Infatti, confermano gli esperti che fare didattica digitale non è proprio “un gioco da ragazzi. Non è solo un problema di infrastruttura tecnologica, ma anche formativo e normativo».

Inoltre, non si tratta soltanto di consentire che tutti abbiano l’hardware necessario e una connessione sufficientemente veloce per mantenere il contatto online, ma anche di fare in modo che i docenti sappiano, sia quali sono i software a loro disposizione per strutturare le lezioni, sia come utilizzarli.

Per cui “riuscire a mettere in piedi qualcosa di concreto in queste settimane di chiusura delle scuole non è pensabile: «Speriamo -dicono ancora gli esperti- che sia il via per un progetto che prosegua anche dopo l’emergenza del coronavirus. Se c’è una cosa positiva, è che ha messo sotto agli occhi di tutti un bisogno che c’è da anni».

Le potenzialità del digitale

Infatti, il digitale “può consentire di fare lezione in maniera molto più coinvolgente e stimolante, sia per gli alunni che per gli insegnanti, perché «è molto più orientato all’inclusività rispetto all’attività di aula normale», consentendo di rivedere più volte i contenuti video, per esempio, e adattandosi quindi al ritmo di apprendimento del singolo studente. E poi aumenta molto la possibilità di avere una risposta da parte del docente su esercizi e altro, di fatto democratizzando il rapporto. Per non parlare delle potenzialità che consente nel rivoluzionamento della didattica in termini di flipped classroom  e altre novità simili che puntano a scardinare la classica concezione novecentesca della scuola, con il docente in cattedra e gli alunni seduti ciascuno al proprio banco, a imparare in silenzio.

C’è il Coronavirus, non è tempo di scioperi: il 6 marzo tutti al lavoro (o a casa)

da La Tecnica della Scuola

Il prossimo 6 marzo non ci sarà alcuno sciopero della scuola: dopo la rinuncia, per l’emergenza coronavirus, dei sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda degli insegnanti, il 27 febbraio è toccato all’Unicobas. Solo che per l’organizzazione di base non si è stata una scelta, ma un’imposizione della Commissione di garanzia Sciopero, la quale ha applicato la normativa vigente in presenza “di avvenimenti eccezionali di particolare gravità o di calamità naturale”, invitato l’organizzazione sindacale “a sospendere l’azione di sciopero” e anticipato che verificherà “ogni altra violazione che dovesse emergere”.

D’Errico (Unicobas): eppure le scuole saranno aperte

Secondo Stefano d’Errico, segretario nazionale Unicobas, la Commissione di garanzia avrebbe “preteso la revoca dello sciopero del 6 marzo quando persino in Lombardia e Veneto le scuole sono chiuse solo fino al 2 marzo e mentre lo stesso Luca Zaia (governatore della regione veneta n.d.r.) dice che sta valutandone la riapertura”.

D’Errico non concorda con l’imposizione: dice che “dove c’è l’onere di andare a scuola, ci deve essere anche il diritto di scioperare. Inoltre gli scioperi non solo veicoli di contagio (semmai il contrario). Che precedente è questo per il diritto di sciopero? Il nostro non è uno sciopero nella Sanità. Lo hanno fatto con un atto d’autorità, quello qui riprodotto: così ora tutti sanno”.

L’attacco agli altri sindacati

Il segretario nazionale Unicobas sostiene che per Confederali, Snals e Gilda lo sciopero era “fatto apposta per essere revocato “appoggiandosi” anche al problema epidemiologico ed all’invito – fino a ieri non cogente – che prontamente la Commissione di Garanzia aveva già indirizzato a tutte le organizzazioni sindacali, chiedendo la sospensione degli scioperi fino a tutto marzo”.

Sempre d’Errico imputa ai sindacati maggiori il fatto che contro amministrazione e Governo “lamentavano solo la rottura del tavolo relativo al concorso”, oltre che “la mancata sanatoria di 2000 Dsga facenti funzione (cosa giusta ma non sufficiente)” e “il mancato accordo sulla mobilità, territoriale e professionale”, mentre “erano tiepidi sui nuovi, onerosi, percorsi di “abilitazione” per “spennare” gli aspiranti docenti”.

“Poco o nulla – conclude il sindacalista a capo di Unicobas – hanno avuto da dire sul contratto, e nulla sull’incombente regionalizzazione, sugli Ata ex enti locali e su tutto il resto”.

L’Italia non ha soldi per l’Istruzione, ma per chi invecchia li trova e spende più di tutti

da La Tecnica della Scuola

Sono ancora negative le notizie sulla spesa che l’Italia affronta ogni anno per l’Istruzione: lo confermano i dati Eurostat relativi al 2018, pubblicati a Buxelles giovedì 27 febbraio.  Ma se mancano i soldi per i giovani, lo stesso non si può dire per i loro nonni: alla popolazione che invecchia vengono infatti assegnata una quantità di risorse decisamente alta.

Il rapporto Eurostat sulla spesa sociale

Il rapporto annuale dell’Istituto europeo di statistica dice che l’Italia risulta il primo Paese in Europa per la spesa sociale dedicata alle pensioni di reversibilità (destinate al coniuge, quindi con taglio dell’assegno originario del 40%) e il secondo per la spesa indirizzata agli anziani: alle pensioni di reversibilità è andato il 5,4% della spesa sociale complessiva, mentre agli anziani il 27,5%, seconda solo alla Grecia (28,1%).

La spesa per questi due “capitoli” sociali è ben oltre la media Ue a 27, la quale spende il 3,3% per la reversibilità e il 22% per gli anziani.

Per l’Istruzione solo l’8,2%, contro una media Ue del 9,9%.

Se la spesa per chi invecchia è altissima, il nostro Paese rimane desolatamene ultimo nell’area Ue per la quella a sostegno dell’istruzione: i finanziamenti profusi nel 2018, si sono infatti fermati all’8,2%, contro una media Ue del 9,9%.

A spendere molto più dell’Italia per la formazione dei suoi cittadini è la Svezia, poi la Danimarca, il Belgio e l’Estonia.

Il precedente rapporto di Eurostat

Pochi mesi fa, sempre Eurostat aveva rilevato gli investimenti dell’Italia rispetto al Prodotto interno lordo: nell’istruzione, aveva detto da Bruxelles, l’investimento in riferimento al Pil è di appena il 3,8%. E la percentuale è quella che fa risultare il gap maggiore rispetto agli altri Paesi moderni del vecchio Continente, la cui media è del 4,6% rispetto al Pil.

A pesare negativamente è soprattutto la formazione post-diploma. Se la quota di Pil investita dall’Italia nell’istruzione primaria e secondaria è infatti quasi in linea con la media Ue, la spesa per l’istruzione terziaria è la più bassa dell’Ue: solamente lo 0,3% del Pil nel 2017 (contro lo 0,7% dell’Unione europea).

Bassa considerazione per i docenti

Inoltre, non si può non sottolineare che la bassa propensione del nostro Paese a spendere per l’Istruzione dei suoi cittadini, si riflette anche sugli stipendi dei docenti e Ata, anche questi tra i più bassi nell’area Ue, dopo i Paesi dell’Est e la Grecia.

Un altro dato su cui riflettere è anche quello sull’età degli insegnanti: secondo la Commissione Ue, nel 2017 oltre la metà (58%) dei docenti della scuola primaria e secondaria aveva più di 50 anni (contro il 37% nell’Ue) e il 17% superava i 60 anni (contro il 9% nell’Ue).

La percentuale dei docenti prossimi alla pensione è dunque “elevata” e “nei prossimi 15 anni una media di 3,8% docenti all’anno potrebbero ritirarsi”, ha scritto Bruxelles nel rapporto nazionale.

Pochi soldi anche per famiglie e case popolari

Tornando alle stime fornite da Eurostat sull’anno 2018, altrettanto deludente è la spesa sociale che il Bel Paese realizza a favore delle famiglie: è pari ad appena il 2,1% della spesa sociale totale, la più bassa dopo la Grecia (1,8%).

Male anche gli investimenti che l’Italia realizza per le case popolari e per i servizi dedicati specificatamente alla comunità: in questo caso, la spesa è appena dell’1%, secondo solo alla Grecia, dove si investe un misero 0,4% della spesa sociale.

Tfa sostegno 2020, a chi spettano i percorsi abbreviati

da La Tecnica della Scuola

Il Tfa sostegno V ciclo 2020 si avvicina sempre più dopo la pubblicazione del decreto ministeriale. Il 2 e 3 aprile ci saranno le prove preselettive per accedere ai corsi di specializzazione sostegno. Ecco chi invece parteciperà tramite percorsi abbreviati.

Tfa sostegno V ciclo: percorsi abbreviati

Il Dm 92/19 prevede: “Gli Atenei predispongono percorsi abbreviati, finalizzati all’acquisizione del titolo, per i soggetti che hanno già conseguito il titolo di specializzazione sul sostegno in un altro grado di istruzione e risultino utilmente collocati in graduatoria di merito, ovvero ammessi in soprannumero ai sensi dell’articolo 4, comma 4“.

Ciò vuol dire che al prossimo Tfa specializzazione sostegno V ciclo, potranno frequentare tramite percorsi abbreviati i candidati:

  • già specializzati in altro grado di istruzione e che supereranno le prove d’accesso, collocandosi in posizione utile in graduatoria di merito, ovvero rientreranno nel contingente di posti banditi dall’Ateneo;
  • già specializzati in altro grado di istruzione e ammessi ai percorsi di Tfa sostegno V ciclo in soprannumero, ossia senza partecipare alle prove d’accesso.

Ricordiamo che, ai sensi dell’articolo 4, comma 4, del DM n. 92 dell’8 febbraio 2019, sono ammessi in soprannumero al Tfa specializzazione sostegno V ciclo coloro che:

a. abbiano sospeso il percorso ovvero, pur in posizione utile, non si siano iscritti al percorso;
b. siano risultati vincitori di più procedure e abbiano esercitato le relative opzioni;
c. siano risultati inseriti nelle rispettive graduatorie di merito, ma non in posizione utile.

Abbiamo già ricordato che il Ministero ha deciso di rispettare le indicazioni previste dal decreto dello scorso anno, e cioè che gli idonei, ovvero i candidati che hanno superato le prove lo scorso ciclo del corso di specializzazione sostegno ma che non sono rientrati nel contingente dei posti disponibili in base alla graduatoria, partecipano direttamente al Tfa sostegno V ciclo.

Saranno i bandi delle Università a stabilire come si svolgeranno nello specifico tali percorsi abbreviati.

Tfa sostegno 2020, i bandi pubblicati dalle università. Gli ultimi aggiornamenti

Ad esempio, prendiamo il bando dell’Università di Pisa:

Articolo 11 – Ammissione in soprannumero

1. Su esplicita richiesta sono ammessi in soprannumero ai relativi percorsi, senza nessuna valutazione, coloro che, in occasione dei precedenti cicli di specializzazione del sostegno presso l’Università di Pisa: a. abbiano sospeso il percorso; b. pur in posizione utile, non si siano iscritti al percorso; c. siano risultati vincitori di più procedure e abbiano esercitato le relative opzioni; d. siano risultati inseriti nelle rispettive graduatorie di merito, ma in posizione non utile.

2. Tali richieste dovranno essere presentate secondo i tempi e le modalità che saranno indicate in un apposito avviso pubblicato sul sito di Ateneo alla pagina web dedicata alla “formazione insegnanti-corsi di specializzazione per il sostegno” entro l’8 aprile 2020.

3. In considerazione dell’elevato numero di posti previsti per il V ciclo (anno accademico 2019/2020) nei vari ordini di scuola, si ammettono come soprannumerari solo coloro che rientrino nelle quattro categorie sopra elencate e abbiano, nei precedenti cicli, superato le selezioni presso l’Università di Pisa

Tfa sostegno V ciclo, i requisiti

Tuttavia, è bene ricordare i requisiti per partecipare al corso di specializzazione sostegno.

Per la scuola dell’infanzia e primaria chi possiede il  titolo di abilitazione all’insegnamento conseguito:

  •  i corsi di laurea in scienze della formazione primaria o analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente;
  • diploma magistrale, compreso il diploma sperimentale a indirizzo psicopedagogico, con valore di abilitazione e diploma
    sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico 2001/2002;

Invece, per la scuola secondaria di primo e secondo grado, possono partecipare i candidati che hanno l’abilitazione alla classe di concorso o la laurea magistrale o a ciclo unico, oppure diploma di II livello dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, oppure titolo equipollente o equiparato, coerente con le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso. A questi bisogna aggiungere i 24 Cfu, crediti formativi universitari o accademici, acquisiti in forma curricolare, aggiuntiva o extra curricolare nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.

diplomati Itp potranno accedere al corso specializzazione sostegno con il diploma senza l’aggiunta dei 24 Cfu, così come previsto dal decreto 2020, che rimanda al decreto del 2019 in cui si prorogava fino al 2024/2025 il possesso dei nuovi requisiti.

Coronavirus, niente PCTO fino al 15 marzo

da La Tecnica della Scuola

Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato alcune FAQ relative all’emergenza coronavirus. Fra queste, c’è anche un chiarimento relativo ai percorsi di PCTO (ex alternanza scuola lavoro).

Coronavirus scuola: stop al PCTO fino al 15 marzo

La norma viene ricompresa fra quelle relative alle gite scolastiche: il provvedimento di sospensione vale anche per le attività esterne agli edifici scolastici organizzate per la realizzazione dei Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (ex alternanza scuola-lavoro), in quanto queste attività sono assimilate alle uscite didattiche. Anche in questo caso, la sospensione vale fino al 15 marzo.

In effetti, sin dall’inizio dell’emergenza coronavirus, è sorto questo problema, segnalato anche da questa testata.

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SCUOLE CHIUSE

Le scuole sono chiuse fino al 1° marzo in queste regioni: Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Trentino Alto-Adige, Friuli Venezia Giulia. Entro il fine settimana si deciderà se prolungherà lo stop delle attività didattiche nelle regioni già sottoposte alla misura o restringerla ulteriormente.

Scuole chiuse (interruzione dell’attività didattica) in Campania fino a sabato 29 febbraio. Le Marche, invece, hanno sospeso le lezioni fino a mercoledì 4 marzo.

Da oggi sono chiuse le scuole in provincia di Taranto.

Per quanto riguarda le Università, che rimarranno aperte, gli atenei di Firenze, Pisa, Siena e Siena Stranieri hanno comunicato che, dopo consultazioni con il Ministero, nonché con la Regione Toscana, le attività didattiche non saranno sospese. L’università di Firenze e l’università di Pisa hanno tuttavia esonerato gli studenti dalla frequenza obbligatoria delle lezioni.

Anche al Sud sono regolari le lezioni, salvo alcune eccezioni a livello comunale: a Sant’Agata de’ Goti le scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private, nidi compresi, resteranno chiusi fino a giovedì 27 febbraio. A Eboli le scuole di ogni ordine e grado resteranno chiuse fino al 29 febbraio così come a Scafati. Scuole chiuse nell’Agro Aversano (Caserta) e a Castellammare di Stabia (Napoli). Alunni a casa nei comuni di Nocera Terinese, in provincia di Catanzaro, e Fuscaldo, in provincia di Catanzaro, fino al 29 febbraio. Scuole chiuse a Napoli fino a sabato 29 febbraio.

Lezioni sospese fino al 9 marzo, ricevimento degli studenti solo a distanza, regole ferree per gli esami e divieto per i parenti dei laureandi di assistere all’esame. L’Università di Palermo adotta misure rigidissime contro la diffusione del coronavirus. Stesse misure pure per la Kore di Enna. Scuole chiuse a Palermo e provincia fino a lunedì 2 marzo compreso.

SCIOPERO 

Salta lo sciopero scuola del 6 marzo: lo annunciano tramite una nota unitaria i sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda degli insegnanti. Confermato, invece, quello indetto da Unicobas, sempre per il 6 marzo.

PROVE INVALSI

Dal 2 marzo iniziano le prove Invalsi per le classi dell’ultimo anno di scuola secondaria. Allo stato attuale non c’è uno slittamento, ma non è da escludere che nei prossimi giorni possano essere prese misure in tal senso.

MATURITÀ

Per il momento nessun pericolo per l’Esame di Stato in programma a metà giugno.

ANNO SCOLASTICO VALIDO

Coronavirus e assenze da lavoro: le situazioni da conoscere. Il documento [PDF]

Nulla deve essere recuperato in caso di chiusura della scuola o di sospensione dell’attività didattica per evento imprevedibile o per oggettiva impossibilità di espletare la prestazione lavorativa.

Salva anche la validità dell’intero anno scolastico in caso che la chiusura prolungata delle scuole faccia scendere il limite delle lezioni annue al di sotto dei fatidici 200 giorni.

IL TESTO DEL DECRETO ATTUATIVO

Dai viaggi di istruzione, alla didattica a distanza nelle scuole dove le attività sono sospese per l’emergenza sanitaria. È stato firmato ieri sera il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri con ulteriori misure di contenimento dell’epidemia, comprese quelle per il mondo della scuola.

In particolare, per effetto del provvedimento, sono sospesi fino al 15 marzo 2020 i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche programmate dalle istituzioni scolastiche. È possibile esercitare il diritto di recesso come previsto dal codice del turismo. Fino al prossimo 15 marzo la riammissione nelle scuole di ogni ordine e grado per assenze dovute a malattia di durata superiore a cinque giorni avverrà solo dietro presentazione di certificato medico.

I dirigenti scolastici delle scuole in cui l’attività didattica è stata sospesa per l’emergenza sanitaria possono attivare, di concerto con gli organi collegiali competenti e per la durata della sospensione, modalità di didattica a distanza, ponendo particolare attenzione alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità.

Il Ministero dell’Istruzione è al lavoro, attraverso la propria task force, per supportare le scuole per la didattica a distanza. Si partirà dalle numerose buone pratiche già messe in campo dalle scuole. E si lavorerà anche con realtà pubbliche e private che collaborano da tempo con il dicastero e che metteranno a disposizione contenuti e supporti digitali.

Leggi anche

  • Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23/02/2020 Disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.
  • Decreto-Legge del Presidente del Consiglio dei Ministri del 20/02/2020 Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19

Normativa emergenza Coronavirus

Ministero della Salute – normativa Coronavirus
Regione Veneto – normativa Coronavirus
Regione Lombardia – normativa Coronavirus
Regione Friuli Venezia Giulia – normativa Coronavirus
Regione Emilia-Romagna – normativa Coronavirus
Regione Piemonte – normativa Coronavirus
Provincia Autonoma di Trento
Regione Toscana – normativa Coronavirs
Regione Liguria – normativa Coronavirus

Cessazioni servizio DS

Il termine per la presentazione della domanda di cessazione dal servizio dei dirigenti scolastici è fissato al 28 febbraio dall’art. 12 del C.C.N.L. per l’Area V della dirigenza sottoscritto il 15 luglio 2010.


Il Decreto Ministeriale 27 dicembre 2019, AOOUFGAB 1176, proroga al 10 gennaio 2020 il termine per la presentazione delle domande di cessazione da parte del personale a tempo indeterminato docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola con effetti dal 1° settembre 2020.

Il Decreto Ministeriale 12 dicembre 2019, AOOUFGAB 1137 proroga al 30 dicembre 2019 il termine finale per la presentazione, da parte di tutto il personale del comparto scuola, delle domande di cessazione per dimissioni volontarie dal servizio o delle istanze di permanenza in servizio.


Decreto Ministeriale 27 dicembre 2019, AOOUFGAB 1176
Cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2020. Trattamento di quiescenza e di previdenza. Proroga del termine per la presentazione delle domande di cessazione

Nota 27 dicembre 2019, AOODPIT 2346
Decreto Ministeriale in corso di emanazione in materia di cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2020. Trattamento di quiescenza e di previdenza. Proroga del termine per la presentazione delle domande di cessazione

Decreto Ministeriale 12 dicembre 2019, AOOUFGAB 1137
Cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2020. Trattamento di quiescenza e di previdenza. Proroga del termine per la presentazione delle domande di cessazione previsto dal D.M. n. 1124 del 06/12/2019

Nota 11 dicembre 2019, AOODGPER 50487
D.M. n. 1124 del 06/12/2019 e successivo decreto in corso di emanazione. Cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2020. Trattamento di quiescenza e di previdenza. Indicazioni operative

Decreto Ministeriale 6 dicembre 2019, AOOUFGAB 1124
Cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2020

COSTRETTI A SOSPENDERE LO SCIOPERO DI VENERDÌ 6 MARZO 2020

UNICOBAS: COSTRETTI A SOSPENDERE LO SCIOPERO DI VENERDÌ 6 MARZO 2020

La Commissione di garanzia ha preteso la revoca dello sciopero del 6 Marzo quando persino in Lombardia e Veneto le scuole sono chiuse solo fino al 2 Marzo e mentre lo stesso Zaia dice che sta valutandone la riapertura. Dove c’è l’onere di andare a scuola, ci deve essere anche il diritto di scioperare. Inoltre gli scioperi non solo veicoli di contagio (semmai il contrario). Che precedente è questo per il diritto di sciopero? Il nostro non è uno sciopero nella Sanità. Lo hanno fatto con un atto d’autorità, quello qui riprodotto: così ora tutti sanno. NOI NON AVEVAMO REVOCATO LO SCIOPERO COME CONFEDERALI, SNALS E GILDA. Il loro era uno “sciopero” fatto apposta per essere revocato “appoggiandosi” anche al problema epidemiologico ed all’invito – fino a ieri non cogente – che prontamente la Commissione di Garanzia aveva già indirizzato a tutte le OOSS chiedendo la sospensione degli scioperi fino a tutto Marzo. DEL RESTO lamentavano solo la rottura del tavolo relativo al concorso (cosa che non risolve i problemi strutturali del precariato), erano tiepidi sui nuovi, onerosi, percorsi di “abilitazione” per “spennare” gli aspiranti docenti, lamentavano la mancata sanatoria di 2000 Dsga facenti funzione (cosa giusta ma non sufficiente); nonché il mancato accordo sulla mobilità, territoriale e professionale (perché i pronta-firma, anziché pretendere l’abolizione della cattiva scuola renziana e della chiamata diretta, preferiscono “amministrare” in proprio le vergogne – eliminazione della titolarità, etc. – che quella legge ha creato). POCO O NULLA SUL CONTRATTO, E NULLA SULL’INCOMBENTE REGIONALIZZAZIONE, SUGLI ATA EX ENTI LOCALI E SU TUTTO IL RESTO.

La Ministra al vertice di Napoli

“Italia e Francia collaboreranno per la creazione di una rete tra i Campus dei mestieri e delle qualifiche francesi e le realtà organizzate intorno agli Istituti Tecnici Superiori (ITS) italiani. Un impegno nell’ottica dell’adozione di una nuova strategia europea per la crescita sostenibile, del Green Deal europeo e in vista dell’aggiornamento dell’Agenda per le competenze per l’Europa”.

Lo ha annunciato la Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, nel corso del suo intervento in Plenaria del vertice intergovernativo italo-francese svolto oggi a Napoli.

Nell’anno del decennale dell’ESABAC, il programma di studi bilingue che permette agli allievi di Italia e Francia, che abbiano completato il percorso di istruzione integrata, di conseguire simultaneamente il Diploma dell’Esame di Stato italiano e il Baccalaureàt général francese, la Ministra ha annunciato l’intenzione dei due Paesi di “dare ulteriore sviluppo al programma, che sta raccogliendo un grande successo tra gli studenti e le famiglie dei nostri Paesi”.

Con l’obiettivo di accrescere ulteriormente la mobilità degli studenti e del personale scolastico nell’ambito del programma europeo Erasmus+, la Ministra Azzolina e il Ministro dell’Educazione e della Gioventù Jean-Michel Blanquer hanno convenuto “di rafforzare la collaborazione per arrivare quanto prima al riconoscimento reciproco e automatico dei titoli di scuola secondaria superiore conseguiti al di fuori dell’ESABAC, anche attraverso la collaborazione dei rispettivi Centri nazionali per l’informazione sull’equivalenza dei titoli”.

In questa ottica, ha proseguito la Ministra, Italia e Francia “sono concordi nel sostenere che il bilancio dell’Unione deve dare più spazio all’istruzione e alla formazione: a partire da un considerevole aumento dei fondi per il Programma Erasmus+ e degli altri fondi che promuovono la mobilità per l’apprendimento e la circolazione dei saperi”. A tal fine, ha annunciato, i due Paesi hanno chiesto “la costituzione di un gruppo di esperti degli Stati membri per approfondire gli impatti degli investimenti in istruzione e formazione”.

Azzolina ha infine sottolineato l’intenzione di entrambi i Paesi “di collaborare a Bruxelles per lo sviluppo e la piena attuazione dello Spazio europeo dell’Istruzione e l’elaborazione e adozione della nuova strategia quadro di cooperazione su Istruzione e Formazione ET2030”.