Procedure concorsuali con “Pago In Rete”

Con Pago in Rete per la prima volta è possibile eseguire il pagamento telematico dei contributi di segreteria per la partecipazione ai concorsi del personale della scuola.
Il Ministero dell’Istruzione procede nel percorso di digitalizzazione, l’intervento rientra nelle attività di coordinamento strategico dello sviluppo del sistema informativo, demandate nell’ambito del Codice dell’Amministrazione Digitale al Responsabile della Transizione al Digitale del Ministero dell’Istruzione (RTD), con il fine di promuovere i processi necessari alla trasformazione digitale dell’Amministrazione.
Per partecipare alla procedura straordinaria finalizzata all’accesso ai percorsi di abilitazione, indetta ai sensi articolo 1 del Decreto Legge n. 126/2019, è previsto il versamento dei contributi di segreteria.
E’ ora possibile, accedere alla nuova “Piattaforma dei concorsi e procedure selettive” e utilizzare il servizio “Pago In Rete” che consente sia di pagare online, sia di scaricare il documento ed effettuare il versamento attraverso i canali (online e fisici) di banche e altri Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP) aderenti a pagoPA.

Accedi al servizio

OM sulla sessione straordinaria e le linee guida sull’educazione civica

Il Ministero ha illustrato la OM sulla sessione straordinaria e le linee guida sull’educazione civica

Si è tenuta oggi, in videoconferenza, la prevista riunione con il Ministero dell’istruzione per la presentazione della bozza di ordinanza sugli esami di idoneità, integrativi, preliminari e sulla sessione straordinaria dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione e della bozza di decreto ministeriale di approvazione delle linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica previste dall’articolo 3 della legge 20 agosto 2019, n. 92.

Entrambi i provvedimenti sono attualmente all’esame del CSPI per il prescritto parere.

Per quanto riguarda la bozza di ordinanza ministeriale, l’ANP ha sottolineato le criticità ricollegate ai tempi di emanazione e ai tempi in essa previsti. Il testo provvisorio fa riferimento alla possibilità di fissare le date degli esami preliminari “anche in deroga al termine iniziale del 10 luglio 2020” e “sentito il Collegio dei docenti”, ma l’ordinanza vedrà la luce solo nella seconda metà di giugno, quando le istituzioni scolastiche avranno quasi sicuramente già definito i relativi calendari e li avranno comunicati a studenti e famiglie. Inoltre, si prevede l’insediamento della commissione per lo svolgimento della sessione straordinaria in data 14 settembre 2020, giorno in cui dovrebbe avviarsi contestualmente il nuovo anno scolastico.

Nella bozza, infine, non si prevede alcunché circa i docenti in condizione di fragilità, nonostante tutti gli esami debbano svolgersi ordinariamente in presenza. L’ANP ha colto dunque l’occasione per richiedere che si prenda in considerazione questa specifica circostanza e per ricordare che, a tutt’oggi, non vi è ancora una disciplina generale applicabile a tutti i lavoratori fragili. Come sappiamo, questo sta creando difficoltà ai colleghi, soprattutto nella gestione dei collaboratori scolastici.

Per quanto riguarda la bozza di decreto che adotta le linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica – analogamente a quanto accaduto lo scorso settembre in relazione a un provvedimento molto simile nei contenuti ma che poi non ha visto la luce – si è sottolineato che esso si presta a molte critiche.

Innanzitutto, anche in questo caso, appare del tutto intempestiva l’emanazione di un decreto ministeriale che impone una riflessione approfondita in vista del prossimo anno scolastico in un momento in cui alle scuole sono già state assegnate le risorse dell’organico dell’autonomia, fondamentali nella strutturazione di un curricolo sull’educazione civica. In più, le stesse scuole sono impegnate in scrutini ed esami e in molti casi hanno già riunito il collegio dei docenti per programmare gli impegni di settembre. Né a settembre la situazione potrà essere migliore, se solo si pensa all’organizzazione delle attività di recupero, imposte dall’O.M. 11/2020 a partire dal primo giorno del mese.

Occorre inoltre considerare che l’articolo 3, comma 1, della legge n. 92/2019 demanda a un decreto ministeriale la definizione delle “linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica che individuano, ove non già previsti, specifici traguardi per lo sviluppo delle competenze e obiettivi specifici di apprendimento”. Ma le linee guida allegate alla bozza di decreto disciplinano profili afferenti all’insegnamento dell’educazione civica (dagli aspetti organizzativi alla valutazione, rimessi sia dalla legge n. 92/19 – art. 2, commi 3, 4, 5 e 6 – che dal quadro normativo preesistente alla autonomia delle Istituzioni scolastiche) e non delineano, se non apoditticamente, tali traguardi. Traguardi che, peraltro, sono affidati all’autonomia di sperimentazione delle scuole negli anni scolastici 2020/2021 e 2021/2022.

Il rischio concreto, in altri termini, è che le scuole debbano porre in essere frettolosamente una serie di adempimenti propedeutici all’avvio della sperimentazione, così aumentando le possibilità di esposizione al contenzioso (si pensi, in particolare, alla necessità di definire tempestivamente rubriche valutative e di individuare i docenti coinvolti nell’insegnamento dell’educazione civica).

L’ANP, pertanto, ha proposto di procrastinare di un anno l’introduzione di detto insegnamento, dando così tempo alle scuole di organizzare opportunamente l’anno scolastico 2021/2022 e al Ministero di erogare la formazione specifica prevista dalla legge istitutiva 92/2019.

F. Dall’Ara, Mamma, usciamo?

Francesca Dall’Ara, illustrazioni di Giada Negri

Storia di un coronavirus

MAMMA, USCIAMO?

Un e-book gratuito per accompagnare i bambini nel graduale rientro

nella nuova quotidianità, che tanto spazio lascia alla responsabilità di ognuno

All’inizio della pandemia di Covid-19, Erickson, insieme alla Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, hanno rivolto l’attenzione ai genitori e ai loro bambini, per sostenerli nel difficile momento che stavano attraversando attraverso la pubblicazione e la diffusione gratuita dell’e-book Storia di un coronavirus.

Ora, appare altrettanto importante accompagnare i più piccoli in questo graduale rientro nella nuova quotidianità, in una fase che presenta nuove «sfide» per genitori e bambini, come la gestione dell’incertezza e la convivenza con la libertà.

Nasce così il sequel di Storia di un coronavirusMamma, usciamo?, scritto da Francesca Dall’Ara e illustrato da Giada Negri, scaricabile gratuitamente qui: https://form.jotform.com/201591364115348

Questa nuova storia narra entusiasmi, paure e dubbi di Margherita e dei suoi fratellini. Il racconto ha l’intento di spiegare ai bambini le ragioni delle misure di contenimento e distanziamento provando a delineare divieti e nuove opportunità, il tutto attraverso un linguaggio semplice e dando forte rilievo alle diverse sfumature emotive di ciascun personaggio.

Anche questo libro si rivolge a tutti i bambini, a partire dai 2 anni, e pone un’attenzione specifica a quelli con bisogni comunicativi complessi e disturbi del neurosviluppo, attraverso una versione adattata e tradotta in simboli CAA con gli strumenti della comunicazione aumentativa, secondo il modello inbook.

Una nuova idea, nata all’interno del gruppo di lavoro dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, per trovare un modo concreto e immediatamente fruibile per aiutare i genitori ad affrontare questa nuova sfida al fianco dei loro piccoli.

In questa nuova fase «potrebbe non essere semplice convincere i bambini a rinunciare alle certezze e alle routine faticosamente reinventate e conquistate durante il lockdown, in favore di una normalità parziale, fatta di distanza e misure di protezione individuale. Potremo incontrare bambini entusiasti all’idea di uscire come altri che non ne hanno nessuna intenzione, bambini capaci di mantenere in modo esemplare le regole di igiene e distanziamento come altri trasgressivi e provocatori di fronte alle richieste dei genitori. Ecco perché appare fondamentale coinvolgere e spiegare ai bambini cosa sta succedendo e cosa succederà attraverso parole, tempi ma anche strumenti adatti a ciascuno, in base all’età e alla diversa capacità di comprendere, lasciando spazio alle loro domande curiose e alle loro incertezze» afferma Maria Antonella Costantino, neuropsichiatra e Direttrice dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (UONPIA) Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.

Francesca Dall’Ara è psicologa e psicoterapeuta. Lavora da molti anni nell’ambito della disabilità complessa all’interno dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.

Pagine: 51 pagine illustrate

Formato: e-book e in-book

Età: +2 anni

Disponibile gratuitamente qui: https://form.jotform.com/201591364115348

La didattica a distanza

L’emergenza Covid-19 ha costretto il mondo della scuola a ripensare alcuni suoi paradigmi per proiettarsi verso un futuro sempre più caratterizzato dalla didattica a distanza.

In questo momento storico bisogna trasformare le criticità del sistema in punti di forza e opportunità di crescita non solo per docenti, dirigenti e personale ATA, ma anche per gli studenti e le loro famiglie.

Per questo motivo la casa editrice EdiSES ha deciso di pubblicare un nuovo volume che riassume le esperienze virtuose e le best practices realizzate dalle scuole, con l’obiettivo di fornire uno strumento di lavoro che possa contribuire a migliorare la capacità organizzativa in tema di didattica a distanza.

Il testo analizza il ruolo del dirigente scolastico nell’implementazione della DaD, sintetizza le principali metodologie didattiche e passa in rassegna i principali strumenti per la didattica a distanza sincrona e asincrona, con esempi pratici di attività in diversi ambiti disciplinari (materie letterarie, matematiche, scientifiche).

Gli scrutini online sono a rischio privacy

da Il Sole 24 Ore

di Pietro Alessio Palumbo

Il Garante Privacy ha chiarito che a differenza delle tradizionali forme di pubblicità degli scrutini, che oltre ad avere una base normativa consentono la tutela dei dati personali dei ragazzi, la pubblicazione online dei voti costituisce una forma di diffusione di dati notevolmente invasiva, per ciò stesso non coerente con la più recente normativa sulla privacy di stampo nazionale ed eurounitario. A ben vedere la necessaria pubblicità degli esiti scolastici può essere realizzata, senza violare la privacy degli studenti, prevedendo la pubblicazione degli scrutini non sull’albo online, bensì utilizzando altre piattaforme che evitino rischi.

Scrutini delle classi intermedie
La prospettiva coniugata dal Garante fa il paio con le ultime indicazioni del ministero di viale Trastevere. In particolare, con riguardo alla pubblicità degli esiti degli scrutini delle classi intermedie il Dicastero ha precisato che per pubblicazione online si intende la pubblicazione esclusiva nel registro elettronico.

Gli esiti degli scrutini con la sola indicazione per ciascun studente “ammesso” o “non ammesso” alla classe successiva, vanno pubblicati nell’area riservata del registro elettronico cui accedono tutti gli studenti della classe. Diversamente i voti in decimi, riferiti alle singole discipline, vanno riportati, oltre che nel documento di valutazione, anche nell’area riservata del registro elettronico cui accede il singolo studente.

Il ministero raccomanda un chiaro “disclaimer” con cui si informi che i dati non possono essere diffusi su blog o social-network. Solo qualora l’istituzione scolastica sia sprovvista di registro elettronico è consentita la pubblicazione all’albo “fisico” con l’indicazione di ammissione/non ammissione. In ogni caso la pubblicazione non deve riportare informazioni sullo stato di salute dello studente. Per gli scrutini delle scuole intermedie il tempo massimo di pubblicazione è di 15 giorni.

Ammissioni agli esami di Stato
Anche gli esiti degli scrutini “ammesso/non ammesso” alla prova d’esame di Stato, vanno pubblicati nell’area documentale del registro elettronico aperta a tutti gli studenti della classe di riferimento. Altrimenti i voti in decimi riferiti alle singole discipline sono riportati, oltre che nel documento di valutazione, anche nell’area riservata del registro elettronico a cui può accedere il singolo studente mediante le apposite credenziali personali. Conformemente agli scrutini delle classi intermedie è possibile la pubblicazione all’albo “fisico” degli esiti degli scrutini di ammissione, esclusivamente se la scuola sia sprovvista di registro elettronico.

Il tempo massimo di pubblicazione degli esiti degli scrutini relativi all’ammissione all’esame non può eccedere i 30 giorni dalla pubblicazione degli esiti finali. Ancora una volta proibita la pubblicazione di informazioni non pertinenti e sulla salute dello studente.

Il curriculum pesa per 60/100 sul voto finale

da Il Sole 24 Ore

di Laura Virli

Il Covid 19 ha intaccato, oltre che la sicurezza delle persone, anche le tante certezze che, da un secolo, caratterizzano il mondo della scuola. Il modo, a volte quasi univoco, di fare lezione o di mettere i voti, è stato profondamente messo in discussione. Le leggi, che da sempre regolano il funzionamento didattico delle scuole di tutte le età, sono state radicalmente riviste. Così è stato, dopo gli annunci, anche per lo svolgimento degli esami di Stato nella scuola secondaria di secondo grado (Ordinanza ministeriale n. 10/2020).

Il nuovo esame di Stato

Proprio lo scorso anno era partita la nuova formula dell’esame. La legge 107/2015 aveva dato mandato di modificare il regolamento introdotto nel lontano 1997 dalla legge 425. La struttura aveva, infatti, evidenziato, nel corso degli anni, molteplici criticità tanto che il voto finale dei diplomati non era più considerato dalle università indice di una buona preparazione. Ed era anche lontano dalla certificazione delle competenze secondo gli standard europei. Inoltre, si tendeva a dare troppo peso all’esame e meno al percorso quinquennale dell’allievo.

Con il Dlgs 62/2015 è stato operato un restyling profondo che ha totalmente cambiato i connotati dell’esame. In particolare, è andata in soffitta la terza prova scritta. La prima e seconda prova sono state rivisitate e modernizzate, e anche il colloquio ha assunto una veste diversa, tesa ad accertare il conseguimento del profilo culturale, educativo e professionale dello studente. Ma la vera novità è stata quella di dare un peso maggiore al credito scolastico, passato da 25 a 40 punti, 12 al terzo anno, 13 al quarto e 15 al quinto anno.

La struttura del nuovo esame ha avuto riscontro positivo, a parte la storia infelice del sorteggio delle “buste” volute dall’ex ministro Bussetti, l’introduzione comunicata solo a gennaio delle nuove tipologie di seconda prova dalla connotazione multidisciplinare e una gestione nuova del colloquio che ha fatto fatica ad essere recepita da commissioni e studenti i quali non hanno visto di buon occhio l’eliminazione della “tesina” da portare all’orale.

Questo sarebbe stato il secondo anno di “vita”, dove mettere a punto alcune delle fasi che lo scorso anno erano in rodaggio. Gettiamo, quindi, uno sguardo su alcuni punti di questo esame, ormai imminente e molto diverso, che i candidati affronteranno dal 17 giugno 2020. L’ultima “fatica” prima di lasciarsi alle spalle la “vita “da studente.

Credito scolastico

A causa dell’emergenza sanitaria l’ordinanza ministeriale 10/2020 ha apportato ulteriori modifiche alla modalità di assegnazione del credito scolastico prevista dal Dlgs 62/2017. Ma solo per quest’anno scolastico. Si era discusso di assegnare la metà dei punti (50) al credito scolastico e l’altra metà all’orale. Ma si è poi deciso di dare al credito scolastico un valore massimo di sessanta punti (60) di cui diciotto per la classe terza, venti per la classe quarta e ventidue per la classe quinta.

Si è, infatti, pensato che, con l’esame leggero, fatto dal solo colloquio, sarebbe stato meglio dare maggior peso al curriculum degli studenti e quindi al percorso scolastico dello studente, comunque affidato ai commissari interni, ossia docenti che ben conoscono le potenzialità quanto le difficoltà in epoca pre e post coronavirus.

Il consiglio di classe, in sede di scrutinio finale, che si svolgerà per via telematica, provvederà alla conversione del credito scolastico attribuito al termine della classe terza e della classe quarta e all’attribuzione del credito scolastico per la classe quinta sulla base rispettivamente delle tabelle A, B e C di cui all’allegato A dell’ordinanza n. 10/2020.

Per il quinto anno la tabella prevede anche il caso di medie inferiori a sei e anche a cinque decimi. Questo perché, in deroga alle norme vigenti, gli studenti saranno ammessi all’esame di Stato anche in presenza di valutazioni insufficienti in una o più discipline. La non ammissione all’esame di Stato, infatti, è prevista esclusivamente nei confronti degli studenti che abbiano commesso gravi infrazioni disciplinari, per le quali il regolamento di istituto prevede l’insufficienza nel voto di comportamento.

Il nuovo colloquio

Lo scorso anno la prova orale valeva 20 punti. Non essendoci le due prove scritte, entrambe di massimo 20 punti ciascuna, la commissione, quest’anno, per la valutazione del colloquio, disporrà di ben quaranta punti che assegnerà attraverso una griglia di valutazione che adotta indicatori e descrittori di natura trasversale, allegata all’ordinanza (e pubblicata a pagina 50 di questa Guida).

Si è, infatti, ritenuto essenziale usarne una uguale a livello nazionale per garantire l’omogeneità dei criteri di valutazione, atti a rendere l’attività valutativa delle commissioni coerente alla situazione descritta nel documento del consiglio di classe.

Il colloquio, ricordiamo, sarà svolto in cinque mosse così articolate: la discussione dell’elaborato sulle discipline di indirizzo che sarebbero state oggetto della seconda prova scritta; la discussione di un breve testo di letteratura italiana, già oggetto di studio e inserito nel documento di classe; l’analisi del materiale scelto dalla commissione, finalizzato a favorire dei nodi concettuali caratterizzanti le diverse discipline e del loro rapporto interdisciplinare; l’esposizione da parte del candidato, mediante una breve relazione ovvero un elaborato multimediale, dell’esperienza di Pcto (l’ex alternanza scuola-lavoro); l’accertamento delle conoscenze e competenze relative a “Cittadinanza e Costituzione”. Questa volte senza buste da cui partire come invece era accaduto l’anno scorso. Una garanzia in più per evitare movimenti e situazioni che potrebbero favorire situazioni a rischio contagio. Ma, in tempi non sospetti, prima l’ex ministro Fioramonti e, poi, la ministra Azzolina lo avevano già messo nero su bianco.

Per i «100 e lode» premi in denaro (sempre più light) e sconti sulle tasse

da Il Sole 24 Ore

di Claudio Tucci

Prendere 100 e lode, anche quest’anno caratterizzato dall’emergenza sanitaria, che ha comportato un deciso restyling all’esame di maturità, non è un’impresa semplice in quanto conta molto il lavoro dello studente per tutto il triennio del ciclo di studi. E anche, seppur con un “peso” diverso, pure il periodo di lezioni svolto on line, a causa dello stop forzato alla didattica in presenza scattato dallo scorso 5 marzo.

I candidati al voto più alto in assoluto sono gli studenti eccellenti, quelli che hanno sempre raggiunto il massimo e sono stati sempre preparati.

Ma procediamo con ordine, e vediamo, passo passo, come si arriva ora alla lode.

Intanto, va detto che anche l’esame di Stato 2020 continua a vedere i voti finali complessivi espressi in centesimi, che è il risultato della somma dei punti attribuiti al colloquio, per un massimo di quaranta punti, e dei punti acquisiti per il credito scolastico da ciascun candidato, per un massimo di sessanta punti. Si è “maturi” con 60/100. I commissari, fermo restando il punteggio massimo di 100/100, possono, motivatamente, integrare il punteggio fino a un massimo di cinque punti per i candidati con un credito scolastico di almeno cinquanta punti e un risultato nella prova di esame pari almeno a trenta punti.

Come si assegna la lode

Ai più bravi, come detto, può essere assegnata anche la lode. Fino allo scorso anno, per arrivarci era richiesto agli alunni di totalizzare il massimo del credito scolastico, 40 punti, con voto unanime del consiglio di classe in sede di scrutinio, e aver raggiunto il 100 al termine degli esami (20 alla prima prova, 20 punti alla seconda prova, 20 punti al colloquio) senza l’aiuto dei 5 punti di bonus.

La maturità 2020 ha visto modificare i punteggi del credito scolastico, e ha cancellato le due prove scritte, mantenendo solo il colloquio orale. E così, anche quest’anno i commissari, per assegnare la lode, devono essere tutti d’accordo (la legge richiede l’unanimità e la motivazione a verbale) e possono attribuirla a coloro che conseguono il punteggio massimo di cento senza fruire dell’integrazione di 5 punti. Le novità, rispetto allo scorso anno, risiedono nei punteggi collegati alle due condizioni richieste. La prima è che gli studenti abbiano conseguito il credito scolastico massimo (60 punti, e non più 40) con voto unanime del consiglio di classe. La seconda è che abbiano conseguito il punteggio massimo previsto alla prova d’esame, ora solo orale di 40 punti.

Al top il Sud,
ma indietro per Invalsi

Lo scorso anno, con l’esame di Stato “intero”, la lode è stata assegnata all’1,5% dei diplomati, con una maggioranza schiacciante da Napoli in giù. In Puglia infatti gli studenti eccellenti sono stati il 3,4%, in Calabria il 2,7%, in Campania e Sicilia, l’1,9% in entrambe le regioni. Insomma, tutti questi quattro territori meridionali hanno superato, quanto a percentuale di ragazzi con la lode, la media nazionale. Come ogni anno, anche lo scorso non sono mancate polemiche e discussioni anche alla luce dei dati delle prove standardizzate Invalsi che, a partire dalla Calabria, ma in genere in molte parti del Sud, hanno visto assegnare agli studenti dei quei territori valutazione più basse. Vedremo quest’anno, in considerazione anche delle modifiche normative apportate, se le valutazioni riusciranno a essere meno distanti.

Non solo bonus “eccellenze”

Fatto sta che prendere 100 e lode oltre alla soddisfazione personale (e familiare) porta con se anche altre conseguenze, economiche e non. Lo studente infatti che ottiene 100 e lode ha diritto ad un premio in denaro. La valorizzazione delle eccellenze è stata introdotta nel 2007 con la legge n. 1/2007. Il premio negli ultimi anni è stato ridotto: nel 2007 l’assegno era di 1000 euro, nel 2010 di 600 euro, nel 2011 di 500, lo scorso anno è sceso a 255 euro. I ragazzi che si distinguono nell’esame di Stato vengono, inoltre, inseriti nell’Albo nazionale delle eccellenze.

Prendere il massimo dei voti può anche dare la possibilità di iscriversi a determinati corsi di laurea a numero chiuso, ma può dar diritto anche ad agevolazioni sulle tasse universitarie e rimborsi per contributi a test d’ingresso.

Studio all’estero, le competenze interculturali pesano sul voto

da Il Sole 24 Ore

di Alessia Tripodi

Le esperienze di studio all’estero regalano agli studenti un bagaglio di competenze e trasversali che possono essere valorizzate durante il colloquio di maturità e avere un loro peso sul voto finale. La valutazione spetta alle scuole e in alcuni casi viene fatta anche sulla base di protocolli condivisi, come accade, per esempio, per gli oltre 2.200 studenti che nel 2019-2020 (prima dello scoppio della pandemia) hanno viaggiato all’estero con l’associazione Intercultura per periodi di studio brevi (da poche settimane a un mese) o più lunghi, fino a un intero anno scolastico.

La valutazione

Le esperienze di studio all’estero sono equiparate ai percorsi ex alternanza scuola lavoro, ora denominati Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (Pcto). Queste esperienze contribuiscono allo sviluppo di «conoscenze e competenze disciplinari», spiega il ministero dell’Istruzione, che «possono essere valorizzate nell’ambito dell’accertamento del conseguimento del profilo culturale, educativo e professionale dello studente, che costituisce la finalità del colloquio» , unica prova prevista per l’esame di Stato di quest’anno. «Un’adeguata valorizzazione» di queste esperienze da parte del consiglio di classe, spiega ancora il ministero, «si riflette sull’attribuzione del credito scolastico relativo all’anno scolastico in cui è stata svolta l’esperienza, ovviamente sulla base dei criteri stabiliti dal collegio dei docenti per l’attribuzione del minimo o del massimo della fascia di attribuzione del credito scolastico in relazione alla media dei voti riportati dallo studente negli scrutini finali».

Gli accordi Intercultura

Molte scuole da cui sono partiti gli studenti che hanno studiato all’estero con Intercultura firmano un accordo con l’associazione nell’ambito dei progetti ex Alternanza. E grazie a tali accordi «i ragazzi – spiegano da Intercultura – hanno ampio spazio per poter riproporre durante l’esame le attività svolte, come dimostrazione di aver saputo sviluppare le competenze interculturali». Lo studente che partecipa al progetto formativo di Intercultura, sottolinea l’associazione, «sviluppa competenze trasversali e interculturali coerenti con le competenze chiave previste dalla Ue per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione». Tutte queste conoscenze, insieme con l’elenco delle attività svolte, il periodo dell’anno e il monte ore impegnato in ogni attività, sono certificate in un documento personale che viene consegnato ai ragazzi al termine dell’esperienza all’estero.

Protocolli di valutazione

Come accennato, alcune scuole sderiscono al Protocollo di Valutazione di Intercultura che fornisce un “set” di strumenti per valutare le esperienze di mobilità degli studenti. Si tratta, in particolare, di una «rubrica valutativa» messa a punto da Fondazione Intercultura insieme al professor Mattia Baiutti dell’università di Udine.

Ccompetenze certificate

Per dare alla scuola gli elementi per valutare l’intero percorso seguito dallo studente, Intercultura fornisce poi al termine di ogni fase del programma la certificazione delle competenze acquisite, così calcolate: fino a 30 ore per aver partecipato alle selezioni; fino a 40 ore per la formazione prepartenza che i volontari forniscono a tutti i vincitori del concorso di Intercultura; fino a 80 ore per il soggiorno all’estero e fino a 15 ore per la formazione al rientro.

I numeri

Prima che la pandemia da coronavirus costringesse molti a rientrare in Italia, per l’anno scolastico in corso erano stati 2.250 ( su 7mila domande presentate) i giovani selezionati da Intercultura per un periodo di studio all’estero. Di questi, 1.336 sono partititi per frequentare oltre confine l’intero anno scolastico. Un trend in continuo aumento, dice Intercultura, visto che nel 2000 i ragazzi che partivano per un anno all’estero erano poco più di 300.

Due prove orali per conquistare il doppio diploma italo-francese

da Il Sole 24 Ore

di Francesca Barbieri

Un doppio diploma riconosciuto in Italia e in Francia. Si chiama EsaBac ed è stato istituito grazie all’Accordo del 24 febbraio 2009, con il quale la Francia e l’Italia si sono impegnate a promuovere nel loro sistema scolastico un percorso bilingue triennale del secondo ciclo di istruzione che permette di conseguire simultaneamente il diploma di Esame di Stato e il Baccalauréat.

Come funziona EsaBac

Il percorso di studi italiano nelle sezioni EsaBac prevede nell’arco di un triennio l’apprendimento della lingua e della letteratura francese, per quattro ore settimanali, e della storia in lingua francese per due ore a settimana.

In Francia la didattica prevede un insegnamento in italiano di lingua e letteratura italiana e di storia.

Al termine del percorso, gli studenti raggiungono un livello di competenza linguistica pari al livello B2.

È possibile conseguire questo particolare titolo di studio esclusivamente nelle 322 scuole distribuite in tutta Italia che sono state autorizzate dal Miur. Nell’anno scolastico 2018/19, quasi 30mila ragazzi italiani risultavano iscritti a questo programma bilingue e 7.000 di loro si sono diplomati. Quest’anno i ragazzi candidati all’esame sono 8.944.

EsaBac nei licei e nei tecnici

Esistono due tipologie di diploma EsaBac: l’EsaBac generale, nei licei classici, linguistici, scientifici e delle scienze umane e l’EsaBac tecnologico (Esabac Techno) negli istituti tecnici del settore economico – indirizzi di “amministrazione, finanza e marketing” e “turismo”.

Esame solo orale

La maturità 2020 cambia anche per l’EsaBac a causa del coronavirus.

Partiamo dalle regole generali: per conseguire simultaneamente il doppio diploma EsaBac lo studente dovrebbe superare una terza prova scritta integrata all’esame di Stato, della durata complessiva di 6 ore.

Per l’EsaBac generale la prova è di lingua e letteratura francese (4 ore di durata) e di storia francese (2 ore). Le competenze di lingua e letteratura francese vengono verificate anche durante il colloquio.

Per l’EsaBac tecnologico la prova consiste in un test di lingua, cultura e comunicazione francese della durata di 4 ore. In queste sezioni il livello di conoscenza della storia insegnata in francese viene verificato durante il colloquio.

Quanto descritto in precedenza non vale per quest’anno. Per le sezioni dei licei le prove sono sostituite da un colloquio orale in lingua e letteratura francese e una prova orale che verte sulla disciplina non linguistica, storia, “veicolata” in francese.

Per le sezioni di istruzione tecnica, invece, ci sarà una prova orale che verte sulla disciplina non linguistica, storia, in francese.

Il Miur – nell’ordinanza del 16 maggio 2020 – precisa che della valutazione delle due prove orali si tiene conto della valutazione generale del colloquio.

Come si calcola il punteggio

Ai soli fini del Baccalauréat, la commissione esprime in ventesimi il punteggio per ciascuna delle due prove orali.

Il punteggio globale dell’esame EsaBac o EsaBac Techno risulta dalla media aritmetica dei voti ottenuti nelle specifiche prove orali.

Per il rilascio dei relativi diplomi, il candidato deve aver avuto nei relativi esami un punteggio complessivo almeno pari a 12/20, che costituisce la soglia della sufficienza.

L’esito della parte specifica dell’esame EsaBac o EsaBac Techno, con l’indicazione del punteggio finale conseguito, è pubblicato, per tutti i candidati, nell’albo dell’istituto sede della commissione, con la sola indicazione della dicitura esito negativo nel caso di mancato superamento.

Una settimana al via, ancora incertezze sul nuovo maxi orale

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

Della maturità 2020 se n’è parlato così tanto negli ultimi due mesi che, ormai, anche il più minimo dettaglio sull’inedito maxi-orale dovrebbe essere chiaro a chi ne sarà coinvolto. In particolare agli studenti. Eppure le cose non stanno propriamente così. Secondo un sondaggio effettuato da Skuola.net tra 5mila maturandi, una quota che oscilla (a seconda delle domande) tra il 10% e il 20% degli intervistati dimostra di non aver compreso fino in fondo cosa lo aspetterà tra pochi giorni. Un problema, visto che manca solo una settimana al via. E già su questo iniziano i primi guai: qualcuno (per fortuna pochi, il 5%) non sa che le prove inizieranno il 17 giugno ma è convinto che ogni scuola possa decidere in autonomia quando partire. Se può rassicurare, non è colpa della congiuntura storica attuale: nel 2019 sempre Skuola.net rilevava che ad una settimana dall’inizio dell’esame, con una struttura però più articolata, era 1 studente su 5 a non saper indicare con precisione la data di inizio dell’esame.
Ma è sui contenuti del colloquio che la confusione, in parecchie teste, regna sovrana. Più di 1 su 6, ad esempio, non sa che l’orale partirà per tutti dall’elaborato sulle materie d’indirizzo, su un tema assegnato proprio dai professori di quelle discipline (in sostituzione della seconda prova). Inoltre, quasi 1 su 10, non ha capito veramente di che cosa si tratti: qualcuno pensa che debba essere un lavoro multidisciplinare, in stile tesina, qualcun altro che andrà discussa ‘a braccio’, senza preparare nulla a casa. Cosa quest’ultima che, va detto, sulla carta non è del tutto impossibile: non è infatti prevista l’esclusione dall’esame o una “pena” per chi non invia l’elaborato alla commissione entro il 13 giugno (data ultima di consegna). Anche se il ministero dell’Istruzione specifica, ovviamente, che “se ne terrà conto in sede di valutazione”.
Un altro passaggio su cui i maturandi appaiono molto disorientati sono i materiali predisposti dalla commissione; quelli che l’anno scorso erano inseriti nelle famigerate ‘buste’ a sorteggio, ora eliminate. Peccato che il 10% crede che le buste ci saranno anche stavolta, a cui va aggiunto un 8% secondo cui i commissari non prepareranno nessuno spunto per verificare le capacità dello studente di collegare le varie materie tra loro.
E allora non deve stupire che il 15% era già pronto a presentarsi di fronte ai professori senza aver ripassato nulla del programma scolastico di quinta superiore, pensando che il colloquio non possa comprendere anche “classiche” domande sulle materie studiate. Non solo: una volta compreso che dovrà darsi da fare per recuperare il tempo perso, 3 su 4 non saprebbero circoscrivere gli argomenti da studiare (il 5% si limiterebbe alle materie d’indirizzo, il 7% aggiungerebbe solo l’Italiano, il 13% andrebbe alla deriva tornando indietro fino al programma di terzo superiore).
Solamente sugli aspetti più dibattuti sin dall’annuncio dei cambiamenti apportati quest’anno alla Maturità le cose sembrano migliorare. Il 90% dei ‘diplomandi’ è consapevole che, ad esempio, lo scritto d’Italiano (cancellato per ovvie ragioni) verrà rimpiazzato da un’analisi di un testo di letteratura – tra quelli affrontati dai docenti – da fare oralmente. Ancora più ampia la platea di quelli che sono al corrente che dovranno rispondere anche a domande su ‘Cittadinanza e Costituzione’ e illustrare una relazione sulla propria esperienza di ‘Alternanza scuola lavoro’ (gli attuali PCTO, Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento): lo sa il 96%, praticamente tutti.
Anche sulle questioni formali, però, per una percentuale non trascurabile di maturandi sarebbe consigliabile un veloce sguardo alle ordinanze. Per circa 1 su 10, la commissione non sarà composta da tutti membri interni (tranne il presidente): una metà di questi pensa che la composizione sarà identica a quella degli altri anni (mista, metà esterni e metà interni), l’altra metà è tranquilla del fatto che pure il presidente sarà un docente interno. Così come il 16% non ha idea di quale sia il punteggio d’esame: per il 13% l’orale attribuisce fino a 60 punti (quando, invece, sono 40), per il 3% avrà lo stesso peso del curriculum scolastico (50 punti per entrambi).
Deve essere stata una brutta sorpresa scoprirlo così. Ma, in fondo, loro stessi avevano ammesso le proprie lacune: più di 1 su 2, ancor prima di cimentarsi con le domande, riconosceva di ignorare molti passaggi del maxi-orale e circa 1 su 4 di averci capito davvero poco. Tutto sommato, quindi, ne sanno di più di quello che pensavano.

Immissioni in ruolo: novità fascia aggiuntiva ai concorsi 2018. Sindacati convocati domani per le modalità

da Orizzontescuola

di redazione

Immissioni in ruolo: prosegue il lavoro del Ministero per definire criteri e modalità per l’anno scolastico 2020/21. Sindacati convocati domani in videoconferenza.

Le immissioni in ruolo dell’anno scolastico 2020/21  si svolgeranno seguendo la modalità ordinaria di assegnazione del 50% ai posti dalle Graduatorie ad esaurimento e 50% ai concorsi.

Le novità delle immissioni in ruolo 2020/21

  1. la call veloce, per la quale il Ministero ha già pubblicato il decreto con le relative indicazioni, per cui i docenti di Gae e concorsi possono essere assunti in provincia/regione diversa dalla propria sui posti che eventualmente rimangono disponibili dopo le operazioni ordinarie
  2. la fascia aggiuntiva ai concorsi 2018.

Per concorsi 2018 si intende 

  • concorso infanzia e primaria, bandito con con DDG n. 1546 del 7 novembre 2018
  • concorso secondaria I e II grado bandito con DDG n. 85 del 1° febbraio 2018

I docenti inseriti nelle graduatorie e negli elenchi aggiuntivi del concorso ordinario 2016 potranno inserirsi, a domanda, in una fascia aggiuntiva ai rispettivi concorsi 2018 anche in altra regione, per aumentare le possibilità di immissione in ruolo.

L’inserimento interessa sia i posti comuni che di sostegno.

La norma è contenuta nel decreto legge n. 126/2019 convertito con modificazioni nella legge 20 dicembre 2019 n. 159, all’art. 1 comma 18-bis.

Le modifiche inserite nel Decreto Scuola di aprile

E’ stato il Decreto scuola approvato in Parlamento il 6 giugno e pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo stesso giorno a modificare il testo della legge precedente, limitando l’iscrizione ad un’altra unica regione.

Vincolo territoriale almeno 5 anni

Ricordiamo che per tutti i docenti neoassunti dal 1° settembre 2020 sarà applicato il vincolo territoriale di almeno cinque anni, per cui non sarà possibile richiedere trasferimento provinciale e/o interprovinciale;

Il blocco quinquennale non si applicherà solo in caso di soprannumerarietà o per i docenti che usufruiscono dell’articolo 33, commi 3 e 6, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, purché la certificazione della disabilità sia successiva alla data di iscrizione ai rispettivi bandi concorsuali ovvero all’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento.

Settima incursione in un mese in una scuola siracusana. Azzolina: sì a telecamere

da Orizzontescuola

di redazione

“Non c’è più niente da rubare”: è il cartello affisso dalla dirigente scolastica Pinella Gioffrida all’ingresso dell’istituto comprensivo Vittorini di Siracusa. La disperazione della preside oggi in un servizio del Tg1.

Ho sentito la dirigente della scuola Vittorini di Siracusa, colpita più volte dai ladri. “Non c’è più niente da rubare” ha scritto, disperata, sulle porte del suo istituto. Come Ministero le saremo vicini. La aiuteremo a reagire. A ricomprare quel che serve. Da tempo chiede il permesso per installare telecamere all’Amministrazione locale. Sosterremo la sua richiesta. Ha scritto Azzolina.

Intanto colgo l’occasione per condannare con fermezza gli atti subiti da questa scuola, di cui speriamo siano presto individuati i colpevoli. Ignoti che non si sono accontentati di entrare in un edificio pubblico per rubare, ma hanno infierito sui giocattoli dei più piccoli, distruggendo macchinine e bambole. Sono gesti semplicemente ignobili e intollerabili. Che colpiscono immotivatamente i bambini e il loro diritto a giocare e ad andare a scuola sereni. Reagiremo. Come fa sempre la scuola.

Decreto rilancio, settimana decisiva per emendamenti scuola. Numerosi quelli per organico e assunzioni

da Orizzontescuola

di redazione

Decreto rilancio, settimana decisiva per gli emendamenti. E’slittata infatti a martedì 16 giugno l’avvio delle votazioni in commissione Bilancio alla Camera.

Il sindacato Anief invita i gruppi parlamentari a votare alcuni dei 40 emendamenti all’articolo 230 sull’aumento degli organici anche su posto di sostegno, su reclutamento dei docenti precari, del personale Ata e dei facenti funzioni, sulla partecipazione al concorso straordinario del personale delle scuole paritarie, sul contenzioso del concorso dirigenti scolastici, sulla card docenti, sulla conferma degli incarichi ai supplenti, risorse per mense scolastiche al Sud e bonus 350 agli insegnanti.

Marcello Pacifico (presidente Anief): “Il fatto che quasi tutti i gruppi parlamentari hanno presentato emendamenti su organici e assunzioni ci conferma che l’approvazione della Legge 41/2020 non ha ancora risolto come avevamo denunciato diverse questioni aperte. Le scuole, infatti, non possono aprire a settembre con l’attuale numero di classi e di personale docente, educativo e amministrativo, né si può pensare di risolvere il problema della supplentite con concorsi straordinari a data da destinarsi. Ancora una volta lanciamo un appello alla politica perché affronti e non rifugga i problemi del Paese. Noi come sindacato ancora una volta facciamo la nostra parte segnalando delle proposte che speriamo vengano segnalate e approvate”.

Le proposte segnalate dal sindacato sono le seguenti:

ORGANICI

230.3 passaggio in organico di diritto dei posti in deroga di sostegno per 24 mesi

230.016 eliminazione deroghe al tetto di norma stabilito di alunni per classe con presenza di alunni disabili

230.058 aumento di 50 mila posti in organico di diritto su posti di sostegno

230.044 aumento di 50 mila posti sostegno in organico di diritto + 10 mila su potenziamento

230.08 riorganizzazione della rete scolastica ogni 300 alunni

230.018 rimodulazione delle classi fino a 15 alunni

230.017 dimensionamento a 22 alunni per classe e di 20 con alunni disabile

230.022 rimodulazione delle classi fino a 18 alunni e di 15 nelle zone colpite da covid-19

ASSUNZIONE DOCENTI DI SOSTEGNO

230.020 e 230.040 concorso straordinario per chi la specializzazione semplificato con sola prova orale

230.023 concorso per titoli e servizi per 80 mila docenti di sostegno senza specializzazione con tre anni di servizio di cui uno su sostegno

230.060 graduatoria per assunzione per docenti di sostegno senza titolo con tre anni di servizio

ASSUNZIONE PRECARI

230.16 assunzione nei ruoli da elenchi aggiuntivi per titoli per chi tra i docenti ha 36 mesi di servizio

230.11 assunzioni nei ruoli dalle graduatorie di istituto provinciali

230.027 e 230.030 assunzione nei ruoli da graduatorie per titoli per Diplomati magistrali, insegnanti di religione cattolica, insegnanti tecnico pratici, educatori e amministrativi con 24 mesi di servizio

230.15 assunzione nei ruoli da graduatoria per titolo per 7 mila IRC con 36 mesi

230.036 assunzione nei ruoli da graduatoria per titoli IRC con 24 mesi

230.056 assunzione personale docente da graduatorie per titoli con 36 mesi

230.04 concorso straordinario per titoli per docenti A57, 58, 59

230.9 stabilizzazione docenti CPIA

230.062 ammissione personale paritarie al concorso straordinario già bandito

PRECARI

230.010 assegnazione della CARD docenti anche ai precari

230.032 conferma incarichi per a.s. 2020/2021 per quelli assegnati durante covid-19

PERSONALE ATA e FF DSGA

230.029 semplificazione concorso straordinario per titoli aperto anche ai Dsga ff

230.014 orali per concorso Dsga in corso e istituzione graduatoria ff per incarichi a td

230.037 scorrimento graduatoria 2010 passaggi verticali per assunzioni

230.025 aumento di 2020 Ata in più in organico diritto

230.041 conferma di mille assistenti tecnici fino al 30 giugno 2021

230.12 stabilizzazione negli organici del personale ATA profilo amministrativo degli assistenti tecnici e alla comunicazione

CORSO-CONCORSO DS e CONTENZIOSO

230.05, 230.03, 230.07, 230.013, 230.042, 230.034, 230.049 e 230.045 per Trento e Bolzano

DOCENTI

230.015

Mense scolastiche il 6% di 75 mln fondo coesione sociale per sud

Maturità 2020, tornano a scuola 50 mila commissari e presidenti: quali rischi?

da La Tecnica della Scuola

In Campania è confortante il resoconto sullo screening di massa con tamponi, dedicato al personale docente e Ata: alla vigilia dell’insediamento delle commissioni degli esami di maturità, ne dà notizia l’Unità di Crisi della Regione che ha avviato il piano delle “Scuole sicure”.

Lo screening campano

A fronte di uno screening previsto per 21.345 docenti e Ata potenziali, il totale del personale sottoposto a tampone su base volontaria è stato pari a 12.862, quindi con una percentuale di adesione del 60,3 per cento. Ebbene, non è stato riscontrato alcun caso di positività.

“Lo screening per i commissari degli esami di maturità e per tutto il personale scolastico è stata una iniziativa unica in Italia – ha detto il presidente della Giunta regionale, Vincenzo de Luca – E’ la prima operazione del programma che proseguirà in vista dell’apertura del nuovo anno scolastico, e che prevede il monitoraggio sanitario del personale docente e non docente per dare tranquillità alle famiglie”.

“È una scelta della Regione, ne siamo orgogliosi, ed è un atto di responsabilità e di rispetto per tutto il mondo della scuola che ha vissuto momenti difficili in questi mesi e che ha registrato l’impegno straordinario del corpo docente e del personale a cui va la gratitudine della nostra regione”.

Si riaprono le scuole per le 13 mila commissioni d’esame

L’operazione si è conclusa alla vigilia ritorno a scuola, dopo la lunga chiusura per l’emergenza Coronavirus, di circa 50 mila docenti in qualità di commissari della maturità 2020, i quali andranno a collocarsi nelle 13 mila commissioni: lunedì 15 giugno, infatti, è previsto l’insediamento di docenti (interni) e presidenti (esterni), in presenza, attraverso la cosiddetta riunione plenaria che anticipa di due giorni il colloquio dei primi maturandi.

La riunione, come poi gli esami, si svolgerà sulla base delle disposizioni sanitarie previste dai protocolli di sicurezza. Questi prevedono: autocertificazioni sullo stato di salute, anche per i docenti, distanziamento fisico, mascherine indossate, stanze areate. Adottando tali disposizioni, quindi, secondo gli esperti i rischi di essere contagiati saranno davvero minimali.

La riunione plenaria del 15 giugno

La riunione è prevista dalle ore 8,30. Ogni commissione sorteggerà una lettera dell’alfabeto e da lì si procederà in ordine alfabetico. Il numero dei candidati che sostengono il colloquio, per ogni giornata, non potrà essere superiore a cinque, salvo esigenza organizzativa motivata.

Entro il 13 giugno i maturandi – secondo quanto stabilito dalla ordinanza ministeriale del 16 maggio scorso – hanno dovuto presentare via e-mail l’elaborato, sulle discipline di indirizzo, che dovranno discutere nel corso del colloquio.

I contenuti dell’elaborato sono stati assegnati a ciascun maturando ammesso entro il 1° giugno scorso, dai docenti delle stesse discipline di indirizzo.

Come si svolgerà il colloquio con gli studenti

Per gli studenti dei licei musicali e coreutici, la discussione è stata integrata da una parte performativa individuale, a scelta del candidato, della durata massima di 10 minuti.

Il colloquio, che durerà circa un’ora, proseguirà con la discussione di un breve testo, già oggetto di studio nell’ambito dell’insegnamento di lingua e letteratura italiana durante il quinto anno; con l’analisi, da parte del candidato, del materiale scelto dalla commissione; con l’esposizione da parte del maturando, mediante una breve relazione ovvero un elaborato multimediale, dell’esperienza di alternanza scuola lavoro svolta nel corso del percorso di studi e infine con l’accertamento delle conoscenze e delle competenze maturate nell’ambito delle attività relative a “Cittadinanza e Costituzione”.

Cosa deve fare la Commissione

La Commissione dovrà provvedere alla predisposizione dei materiali prima di ogni giornata di colloquio, per i relativi candidati.

Il materiale sarà costituito da un testo, un documento, un’esperienza, un progetto, un problema ed è finalizzato a favorire la trattazione dei nodi concettuali che caratterizzano le diverse discipline e del loro rapporto interdisciplinare.

Nella predisposizione dei materiali e nella preliminare assegnazione ai candidati, la commissione deve tenere conto del percorso didattico effettivamente svolto, in coerenza con il documento di ciascun consiglio di classe, considerare le metodologie adottate, i progetti e le esperienze svolte.

Smart Class II ciclo

Avviso pubblico per la realizzazione di smart classes per la scuola del secondo ciclo
Prot. 11978 del 15 giugno 2020


Sono le risorse messe a disposizione attraverso il bando PON, per l’acquisto di strumenti e dispositivi digitali, accessori e periferiche hardware, software e licenze per piattaforme di e-learning, monitor touch screen e per creare nuovi spazi digitali nelle scuole, favorendo nuove metodologie di apprendimento, anche in vista della ripresa di settembre.

Ogni scuola ammessa al finanziamento potrà ricevere un contributo fino a 10.000 euro. Le proposte possono essere presentate su http://www.istruzione.it/pon/ dalle ore 10.00 del 16 giugno 2020 alle ore 12.00 del 26 giugno 2020.

L’Avviso si pone a supporto delle istituzioni scolastiche statali del secondo ciclo di istruzione per il potenziamento di forme di didattica digitale, anche a seguito dell’emergenza epidemiologica connessa al diffondersi del Covid-19 e alle conseguenti attività di contenimento e prevenzione in ambito scolastico.

Tale misura rientra anche nelle priorità delle Azioni #4 e #6 del Piano nazionale per la scuola digitale (PNSD), che contribuirà al finanziamento dei progetti, presentati sulla base del presente Avviso, in alcune delle regioni c.d. “più sviluppate”, al fine di garantire la più ampia copertura possibile.

L’obiettivo è quello di consentire alle scuole di realizzare centri didattici digitali volti a garantire e supportare l’accrescimento delle competenze degli studenti attraverso nuove metodologie di apprendimento anche in coerenza con le necessità di adeguamento degli spazi per ridurre il rischio da contagio.