Covid-19: obbligo di sorveglianza sanitaria eccezionale

Covid-19: obbligo di sorveglianza sanitaria eccezionale

L’art. 83 del decreto-legge 34/2020 “Rilancio” dispone che, fino alla data di cessazione dello stato di emergenza per rischio sanitario sul territorio nazionale (ovvero fino al 31 luglio), i datori di lavoro pubblici e privati sono tenuti ad assicurare la sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, anche da patologia COVID-19, o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o comunque da comorbilità che possono caratterizzare una maggiore rischiosità.

Il comma 2 dello stesso articolo prosegue sostenendo che, per i datori di lavoro che, ai sensi dell’articolo 18, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, non sono tenuti alla nomina del medico competente per l’effettuazione della sorveglianza sanitaria nei casi previsti dal medesimo decreto, ferma restando la possibilità di nominarne uno per il periodo emergenziale, la sorveglianza sanitaria eccezionale può essere richiesta ai servizi territoriali dell’INAIL che vi provvedono con propri medici del lavoro, su richiesta del datore di lavoro.

In vista dello svolgimento in presenza dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo, consigliamo ai colleghi di procedere, innanzitutto, alla ricognizione dei lavoratori che ritengono di trovarsi in condizione di fragilità per avviarli alla sorveglianza sanitaria eccezionale, avvalendosi del modello messo a disposizione degli iscritti ANP.

Inoltre, qualora non fosse già stato nominato il Medico competente, suggeriamo di provvedere per far fronte all’attuale necessità assegnando un incarico temporaneo fino al 31 luglio, data attualmente individuata come termine della fase emergenziale. Data la durata ridotta dell’incarico e la conseguente contenuta remunerazione dello stesso, nonché l’urgenza di garantire la sorveglianza sanitaria eccezionale in vista dell’avvio dell’esame, è possibile procedere alla individuazione anche senza la previa procedura comparativa ex art. 7, comma 6, del d.lgs. 165/2001.

In alternativa alla nomina, permanente o temporanea, del Medico competente, i colleghi rivolgeranno all’INAIL la richiesta di sorveglianza sanitaria eccezionale resa obbligatoria dal DL 34/2020, avvalendosi del modello appositamente predisposto dall’ANP .

Scuola, Azzolina: «Le mie sono scelte condivise, alle provocazioni dico basta»

da Il Messaggero

Simone Canettieri

Una ministra nel mirino. Della satira, poco male (e va detto che l’imitazione di Sabina Guzzanti è fantastica, e le piace). Il problema di Lucia Azzolina, titolare dell’Istruzione, non sono nemmeno le bordate dell’opposizione. Ma le critiche dirette, i sopraccigli alzati che arrivano dalla sua maggioranza. Fronte Pd-Italia Viva. È nel mirino, appunto. Il suo nome gira tra quelli rimpastabili. Nonostante il muro eretto dai colleghi e dai vertici del M5S. Si sente sott’attacco? «Le critiche servono, le polemiche molto meno. Ho letto anche tante provocazioni. Dispiace perché colpiscono la scuola, non me», dice la ministra in un corridoio della Camera subito dopo aver parlato in Aula.Al di là dell’intesa sul decreto scuola rinviata a un vertice di maggioranza previsto per oggi a con il premier Conte, rimane intorno a lei la sensazione che tanti attacchi siano finalizzati ad altro: la sua sostituzione.
Insomma, Azzolina inutile girarci intorno: è consapevole delle manovre dietro di lei? Prima una risata, poi le sue braccia che si aprono: «Non credo che in piena emergenza ci sia davvero il tempo di dedicarsi a questo». E però l’aria è così così. Anche se mentre parla sono in corso contatti con il ministro della Salute Roberto Speranza per fare sponda: cosa che avviene.
D’altronde la decisione di chiudere le scuole per il coronavirus e poi di rimettere in dubbio il concorso per i docenti precari è il frutto di un’intenzione politica condivisa, certo, ma di dati e pareri scientifici. «Posso dire – continua la ministra – di aver un ottimo rapporto con tutti i colleghi di Governo. Abbiamo preso tutti insieme la decisione sulla chiusura delle scuole, ed è stata una decisione sofferta, ma responsabile».Più che del passato occorre ragionare sul futuro prossimo. E sulla possibilità che il concorsone per gli insegnanti possa fare i conti con un ritorno della pandemia. Uno scenario calcolato, fa capire Azzolina. Per il quale ha già in mente un piano B che porterà di sera al vertice con il presidente del Consiglio. E qui la ministra sembra perdere la pazienza, costretta a ripetere una via d’uscita che va dicendo ormai da tempo. Ovvero: « «Ho accolto la preoccupazione di chi teme che con il Coronavirus non si possa fare il concorso ad agosto. Per questo ho proposto di coinvolgere il Cts. Se il contagio malauguratamente risalisse è pronto un piano b. L’importante è voler trovare un accordo. Io lavoro per soluzioni efficaci e condivise».

Intanto, però la situazione continua a essere complicata. E piena di attori pronti a recitare la parte dei protagonisti. A partire dalla Cgil che minaccia uno sciopero contro la ministra. Un’iniziativa benedetta anche dal capogruppo del Pd in Senato Andrea Marcucci con queste parole a dir poco ostili affidate a questo tweet: «In questa situazione di emergenza, e con tutte le difficoltà che sta registrando la scuola, sono comprensibili le ragioni che stanno convincendo i sindacati ad indire uno sciopero».
Ecco cosa risponde ministra a quanto le abbiamo appena letto? «Ai sindacati dico: Abbiamo un obiettivo comune: avere i docenti in classe a settembre». Inutile insistere, Azzolina fa capire con una gestualità chiara che non intende alimentare questo gioco, il fuoco amico della sua maggioranza. Ma cosa propone nel merito per superare questo clima di sospetti e veleni? «Ci sono bandi già pubblicati per assumere 80 mila assunzioni, è un risultato enorme. I concorsi vanno avanti in tutta la Pa e nell’università perché a scuola no?».
Di sicuro c’è la palude che si intravede di prima mattina, appena la ministra riesce a prendere una pausa tra un intervento e l’altro a Montecitorio. Il timore, evocato da molti, e che il decreto Scuola possa finire in un tunnel. Peggio: un vicolo cieco. Ecco, Azzolina teme che salti tutto? «Non scherziamo col fuoco. In ballo c’è il futuro degli studenti».


Scuola, Azzolina: “Per i privatisti prova di accesso alla Maturità il 10 luglio”

da la Repubblica

Corrado Zunino

In audizione alla Camera, per le risposte da offrire ai deputati della Commissione Istruzione, la ministra Lucia Azzolina ricorda e ribadisce il percorso dei candidati alla Maturità dall’esterno, i cosiddetti privatisti. Per loro cambiano diverse cose.

A partire dal 10 luglio dovranno sostenere una prova in presenza: una prova di idoneità, necessaria, secondo la ministra, “perché la commissione deve poterli valutare appieno visto che i loro coetanei interni alle scuole sono invece conosciuti dai membri interni, i loro docenti quest’anno, che ne hanno seguito l’anno scolastico. I privatisti, poi, sosterranno l’esame vero e proprio a settembre (in data ancora da definire).La Azzolina ha assicurato che questo spostamento di data non diventerà un ostacolo né “a un’eventuale iscrizione al test di Medicina né alla partecipazione ai concorsi”.

I maturandi privatisti, che hanno diffuso una petizione in rete, sono contrari alla scelta del doppio esame. Scrivono: “Abbiamo difficoltà a reperire materiale di studio, contattare le segreterie e non possiamo accedere alla didattica online. Il test di idoneità non deve essere effettuato e anche per noi deve essere previsto un accesso diretto all’esame, come avviene per tutti gli altri maturandi”.La Azzolina, però, ha ribadito alla Camera che dal 10 luglio ci sarà il test di idoneità. Ci saranno anche i maturandi privatisti, nelle scuole a settembre, che devono ospirare gli studenti con i crediti da recuperare, avviare l’anno scolastico.
Sul fronte dei concorsi, una ministra in difficoltà politica – ieri in una riunione di maggioranza ristretta c’è stato l’ultimo scontro con il Pd – è tornata nell’Aula della Commissione Affari costituzionali sul tema. Il concorso straordinario per assumere 24 mila docenti resta fissato per l’estate: “Stiamo valutando possibili alternative”, ha aggiunto, “qualora lo scenario epidemiologico dovesse cambiare improvvisamente: è una proposta, credo, di buonsenso”, ha detto, “il mio obiettivo è assumere i precari”. L’alternativa sempre proposta dai sindacati, e poi appoggiata dal Pd, è quella di un concorso senza prova e graduatorie in base a titoli e anzianità con una formazione triennale successiva.
Oggi il ministero dell’Università, a proposito dei test di Medicina, ha diffuso il nuovo calendario delle prove di ammissione ai corsi di laurea ad accesso programmato. Sostituisce il precedente.

Le date dei test sono definitivamente queste: Medicina e Veterinaria martedì 1 settembre; laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia e in Odontoiatria e Protesi dentaria (in lingua italiana) giovedì 3 settembre (era previsto l’1 settembre); laurea magistrale a ciclo unico in Architettura entro venerdì 25 settembre (la data è definita da ciascun ateneo nel proprio bando); corsi di laurea delle Professioni sanitarie martedì 8 settembre; laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia e in Odontoiatria e Protesidentaria (in lingua inglese) giovedì 10 settembre; laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria mercoledì 16 settembre; laurea magistrale delle Professioni sanitarie venerdì 30 ottobre (https://www.miur.gov.it/).

Repubblica il ministro Gaetano Manfredi ha detto che quest’anno i posti disponibili, su 70 mila candidati, saranno 13.500, più dei 12 mila dell’anno scorso, meno dei 15 mila attesi. “Per garantire la sicurezza organizzeremo i test su un numero di sedi superiore”.


Procedura nazionale per stabilizzazione ex LSU: avviso in Gazzetta Ufficiale. Domande dal 23 maggio

da Orizzontescuola

di redazione

Nella Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il bando relativo alla fase nazionale della procedura per la predisposizione della graduatoria nazionale di cui all’art. 58, comma 5-quater, del decreto legge 21.6.2013, n. 69.

Le domande potranno essere inviate, tramite Istanze On Line, dal 23 maggio e fino alle ore 23,59 del 6 giugno 2020.

Alla procedura potrà partecipare il personale:

già assunto a tempo indeterminato con contratto part time (50%) che intenda passare a un contratto a tempo indeterminato full time;

il personale a suo tempo non assunto, perché rimasto in esubero sulla provincia di competenza, che voglia accedere alla stipula di un contratto a tempo indeterminato part time (tale personale potrà partecipare anche per la propria provincia).

Le domande potranno essere presentate esclusivamente per le province che presentano posti disponibili, come da prospetto riportato nel bando. Le province che attualmente presentano esubero sono Taranto (70), Palermo (20), Enna (11), Catanzaro (27).

I posti disponibili sono 1.817.

La graduatoria nazionale è formata sulla base del punteggio e dei titoli attribuiti nelle graduatorie provinciali.

Avviso

Libri di testo, ecco ordinanza: si possono confermare quelli di quest’anno. C’è tempo fino all’11 giugno

da Orizzontescuola

di redazione

Firmata oggi l’ordinanza sull’adozione dei libri di testo per l’anno scolastico 2020/21.

Le scuole possono adottare le relative delibere per l’adozione di libri di testo o  uso di strumenti didattici alternativi ai libri di testo entro l’11 giugno.

L’ordinanza spiega che “nel caso in cui, per motivi legati all’emergenza coronavirus, non si siano verificate le condizioni per operare la scelta di nuovi testi da proporre alle classi del prossimo anno, i Collegi dei docenti potranno deliberare la conferma dei testi già proposti alle classi corrispondenti nel 2019/2020”.

Riunioni collegiali sono in modalità online fino al 14 giugno

L’ordinanza precisa che fino al 14 giugno le riunioni degli organi collegiali dovranno svolgersi, in via esclusiva, in videoconferenza.

L’ordinanza ministeriale

Concorso scuola straordinario, entro 8 giugno le aule in cui svolgere la prova. Un metro di distanza tra i candidati

da Orizzontescuola

di redazione

Concorso straordinario: alla ricerca delle aule in cui svolgere la prova selettiva computer based, così come disposto dal bando pubblicato in gazzetta ufficiale il 28 aprile scorso.

Le domande di partecipazione al concorso potranno essere presentate sul sito del Ministero dell’istruzione, piattaforma Polis Istanze online, tramite SPID o utenza specifica di Polis.

La finestra temporale per la presentazione della domanda si aprirà il 28 maggio e chiuderà il 3 luglio.

I requisiti di accesso al concorso straordinario secondaria

Ricognizione aule per lo svolgimento delle prove

Il Ministero ha inviato agli Uffici Scolastici  la nota prot. n. AOODPPR 918 del 15/05/2020 con cui si dà avvio al  censimento delle aule informatizzate e dei relativi responsabili tecnici d’aula delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.

Il Ministero ha messo a disposizione una piattaforma che consentirà alle istituzioni scolastiche di procedere al censimento delle aule.

Tale piattaforma, volta a raccogliere le informazioni relative alla capienza ed alle caratteristiche tecniche di ogni singola aula, è già  disponibile al seguente link https://concorsi.scuola.miur.it/ dal 20 maggio e sarà aperta fino all’8 giugno.

Prova con distanziamento sociale

In considerazione dell’alto numero di candidati attesi (sono circa 77.000 i candidati censiti dal Ministero ad essere in possesso dei requisiti richiesti)  e delle norme di distanziamento sociale che dovranno essere rispettate [un metro da ogni candidato per ogni lato] gli Uffici Scolastici stanno chiedendo la disponibilità anche alle scuole del primo ciclo di istruzioni che possano garantire questi standard di sicurezza.

Due responsabili tecnici per ogni aula

I Dirigenti Scolastici dovranno comunicare i nominativi di due responsabili tecnici per ogni aula, da individuare tra il personale con competenze informatiche o di animatore digitale, ove possibile con esperienza nelle precedenti procedure concorsuali.

Le postazioni informatiche censite saranno successivamente collaudate secondo successive istruzioni del Ministero.

Sospensione attività didattiche in presenza fino al 14 giugno: scuola di infanzia anticipa chiusura?

da Orizzontescuola

di redazione

Il DPCM del 17 maggio 2020 ha sospeso le attività didattiche in presenza fino alle fine delle lezioni. La data di fine era compresa infatti per tutte le regioni tra il 6 giugno e il 12 giugno.

Quindi fino al termine delle lezioni, giorno fissato in autonomia dalle regioni, si proseguirà con la didattica a distanza.

Solo a Trento e Bolzano la data era fissata per il 16 giugno.

E la scuola di infanzia?

Le attività scolastiche della scuola di infanzia? Proseguono sicuramente a distanza fino al 14 giugno e non riprenderanno in presenza dopo tale data.

Dal 15 giugno avvio dei servizi educativi

Dal 15 giugno – si legge sempre nel DPCM 17 maggio 2020 – è consentito l’accesso di bambini e ragazzi allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all’aria aperta, con l’ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con l’obbligo di adottare protocolli di sicurezza per il distanziamento.

Stop alla didattica a distanza?

Il bilanciamento di queste due disposizioni nel DPCM induce a pensare che dopo il 14 giugno ci sarà lo stop della didattica a distanza anche per la scuola dell’infanzia, ma sicuramente il Ministero fornirà delle precisazioni in merito, per due motivi: l’iscrizione ai servizi educativi in alcuni casi è a pagamento, inoltre le famiglie devono essere posto per tempo nella condizione di organizzarsi.

Concorso per titoli, niente accordo: l’unica novità è che ora Renzi sostiene Azzolina

da La Tecnica della Scuola

Nulla di nuovo sul decreto scuola e sull’emendamento Pd-Leu sul concorso per docenti per soli titoli: non sono bastate tre ore di vertice a Palazzo Chigi per convincere i “grillini” e la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina a cedere all’assunzione diretta da graduatorie dei 24 mila docenti della procedura riservata, con aggiunta di altri 8 mila posti approvati con il decreto Rilancio.

Ora Italia Viva sostiene i 5 Stelle

Anzi, una novità ci sarebbe: ora con il M5S c’è pure Italia Viva, guidata da Matteo Renzi, a portare avanti la battaglia del merito per l’accesso a tempo indeterminato alla docenza, tenendo così la porta chiusa ai candidati al ruolo da individuare direttamente dalle graduatorie d’istituto (con corso intensivo, anche abilitante, nell’anno di prova).

Per questo raggruppamento, che però rimarrebbe in netta minoranza se l’opposizione dovesse, come sembra, sostenere l’emendamento Pd-Leu, l’unico motivo per non svolgere i concorsi tradizionale con prove sarebbe quello del ritorno di numeri importanti in estate del contagio da Covid-19.

Posizioni ferme

Dopo un confronto, a tratti anche teso, le parti si sono così lasciate con le posizioni immutate e quindi sempre distanti: l’irrigidimento è tale che l’emendamento della discordia ad oggi potrebbe far cadere la maggioranza al Senato. Una circostanza che in rarissime occasioni, anche negli ultimi decenni, è stata addebitata a vicende di gestione politica della scuola.

Così, sarà direttamente il premier Giuseppe Conte, è stato deciso, ad avanzare una proposta di mediazione per arrivare a un accordo sulla proposta inserita nel decreto scuola e che dovrà essere votata nella VII commissione del Senato lunedì pomeriggio a partire delle ore 15.

Il tentativo del presidente del Consiglio potrebbe essere messo in atto già sabato 23 maggio. Ma non sarà facile, visto che i due schieramenti vengono definiti “cristallizzati”.

Il Pd non torna indietro

Per il Pd non c’è alternativa: le prove non si fanno e considerando l’alto numero di precari si deve procedere all’individuazione dei docenti precari anche direttamente da graduatorie. Una procedura, prevista dalla Costituzione, e ampiamente giustificata dall’emergenza Coronavirus.

“Il vertice di maggioranza è terminato con la decisione di Conte di proporre una proposta di mediazione. Per il Pd il concorso con le prove resta molto difficile da prevedere”, hanno fatto sapere fonti parlamentari Dem presenti alla riunione.

Il M5S è irremovibile

Fonti M5S ribadiscono invece il no alle graduatorie per titoli: qualsiasi accordo, fanno sapere alcuni pentastellati del Senato, è possibile solo tramite un concorso che garantisca il merito:

E continua il pressing dei parlamentari “grillini” a sostegno della ministra Lucia Azzolina: “”I nostri ragazzi, gli studenti di oggi – ha scritto su twitter il viceministro al Mise Stefano Buffagni – rappresentano il futuro del nostro Paese. Meritano un’educazione di assoluto valore che deve arrivare loro attraverso una scuola di qualità e al passo coi tempi. No ai ricatti, no concorsi per soli titoli”.

Peccato che l’estate sia quasi alle porte. E il tempo per andare a determinare i meritevoli che dovranno salire in cattedra a tempo indeterminato è rimasto davvero poco.

Maturità 2020, acquisto mascherine per studenti e commissioni: presto chiarimenti dal Ministero

da La Tecnica della Scuola

Nell’articolo di ieri sugli stanziamenti previsti dall’art. 231 del  cd. Decreto Rilancio (D.L. 34/2020) per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale (DPI) per il personale e gli studenti, avevamo evidenziato un’incongruenza rispetto al Documento tecnico, allegato alla O.M. 10/2020, riguardante la rimodulazione delle misure contenitive nel settore scolastico per lo svolgimento dell’esame di stato nella scuola secondaria di secondo grado.

Da un lato il Documento tecnico, elaborato dal Comitato Tecnico Scientifico, prevede infatti che il candidato e  l’eventuale accompagnatore dovranno indossare per l’intera permanenza nei locali scolastici una mascherina chirurgica o di comunità di propria dotazione; dall’altro il D.L. Rilancio stanzia una cifra consistente di fondi per l’acquisto di mascherine, oltre che per il personale e la commissione, anche per gli studenti.

Di che cifre stiamo parlando?

Gli importi esatti stanziati per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale sono riportati nella relazione tecnica allegata al D.L. Rilancio.

Per gli studenti, si prevede l’acquisto di 541.657 dispositivi al costo unitario di 60 centesimi (324.994,20 euro) più un 10% di riserva (32.499,42 euro). In totale quindi lo Stato spenderà per le mascherine degli studenti, che verranno utilizzate un solo giorno, più di 350.000 euro, per l’esattezza 357.493,62.

A questa cifra dobbiamo aggiungere l’acquisto dei dispositivi per le commissioni e il personale per i 20 giorni previsti per i lavori:

  • 308.000 euro per le circa 25.000 mascherine per il personale ATA
  • 102.000 euro per gli 8.500 tra Dirigenti scolastici e Dsga
  • 2.170.000 euro per i 7 membri delle commissioni d’esame.

Aggiungendo le quote di riserva arriviamo in totale, tra studenti e personale, a circa 3,2 milioni di euro solo per i dispositivi individuali.

Presto una nota di chiarimento

Dopo il nostro articolo, abbiamo ricevuto alcuni importanti chiarimenti.

Innanzitutto la relazione tecnica al D.L. Rilancio è stata scritta prima del Documento tecnico del CTS.

Inoltre, ci è stato precisato che nella relazione tecnica sono semplicemente definiti i criteri che hanno portato alla quantificazione dello stanziamento; quindi, nel caso degli esami in presenza, il numero di tutte le persone potenzialmente coinvolte (docenti, ATA, Presidente di commissione e studenti).

In merito alla destinazione effettiva di questi fondi, ci è stato anticipato che a breve arriverà una nota del Ministero che fornirà gli opportuni chiarimenti. In particolare, le scuole potranno utilizzare le risorse del D.L. Rilancio per l’acquisto di DPI da utilizzare anche successivamente agli esami. L’obiettivo è comunque dare un po’ di ossigeno alle scuole, in un momento così particolarmente difficile.

4.500 euro per la pulizia delle scuole

Sempre l’art. 231 del Decreto Rilancio prevede infine che una parte consistente dei 39,23 milioni stanziati per lo svolgimento degli esami in sicurezza sia destinato alla pulizia degli ambienti scolastici secondo gli standard previsti dalla normativa vigente.

Sono per la precisione 36 i milioni che potranno essere utilizzati per questa finalità. I plessi totali, tra scuole statali e paritarie, sono 8.006. Questo significa che ogni istituto riceverà 4.500 euro da destinare alle operazioni di igienizzazione.

Adozione libri di testo: delibere entro l’11 giugno. Lo stabilisce l’OM del 22 maggio

da La Tecnica della Scuola

E’ stata diramata poco fa l’Ordinanza ministeriale sulle adozioni dei libri di testo per l’anno scolastico 2020/2021 che nei giorni scorsi era già stata sottoposta anche alle organizzazioni sindacali.
I collegi dei docenti, dopo aver sentito consigli di classe e di interclasse, avranno tempo fino all’11 giugno prossimo per deliberare le adozioni dei libri di testo o l’uso di strumenti didattici alternativi.
Ovviamente, spiega però il Ministero, “nel caso in cui, per motivi legati all’emergenza coronavirus, non si siano verificate le condizioni per operare la scelta di nuovi testi da proporre alle classi del prossimo anno, i Collegi potranno deliberare la conferma dei testi già proposti alle classi corrispondenti nel 2019/2020”.
Le adozioni dovranno essere rese pubbliche entro il 22 giugno.
Un articolo dell’ordinanza chiarisce che gli organi collegiali potranno riunirsi anche in videoconferenza: “Tale modalità – si legge ancora nell’articolo 3 – deve intendersi adottabile in via esclusiva, fino alla data del 14 giugno 2020, stante quanto disposto all’art. 1, comma 1, lettera q) del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 17 maggio 2020, ai sensi del quale sono sospese le riunioni degli organi collegiali in presenza”.

Maturità 2020, nel Decreto Rilancio 4.500 euro a istituto per la pulizia delle scuole

da La Tecnica della Scuola

L’art. 231 del cd. Decreto Rilancio (DL 34/2020) prevede che per garantire il corretto svolgimento degli esami di Stato per l’anno scolastico 2019/2020, assicurando la pulizia degli ambienti scolastici secondo gli standard previsti dalla normativa vigente e la possibilità di utilizzare, ove necessario, dispositivi di protezione individuale da parte degli studenti e del personale scolastico durante le attività in presenza, il Ministero dell’istruzione assegnerà tempestivamente alle istituzioni scolastiche statali e paritarie, che sono sede di esame di Stato, apposite risorse finanziarie tenendo conto del numero di studenti e di unità di personale coinvolti. Per tali finalità sono stanziati euro 39,23 milioni nel 2020 sui pertinenti capitoli del fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche e delle scuole paritarie.

Come abbiamo già evidenziato in un altro articolo, di questa cifra circa 3,2 milioni di euro saranno destinati all’acquisto di mascherine chirurgiche per il personale, la commissione e gli studenti.

I restanti 36 milioni di euro saranno invece stanziati per gli interventi di pulizia. I plessi totali, tra scuole statali e paritarie, sono 8.006. questo significa che ogni istituto riceverà 4.500 euro da destinare alle operazioni di igienizzazione.

In proposito, il Documento tecnico elaborato dal Comitato tecnico Scientifico per lo svolgimento degli esami in Sicurezza prevede un paragrafo dedicato alle misure di pulizia e di igienizzazione.

In via preliminare il Dirigente scolastico assicurerà una pulizia approfondita, ad opera dei collaboratori scolastici, dei locali destinati all’effettuazione dell’esame di stato, compresi androne, corridoi, bagni, uffici di segreteria e ogni altro ambiente che si prevede di utilizzare.

La pulizia approfondita con detergente neutro di superfici in locali generali (vale a dire per i locali che non sono stati frequentati da un caso sospetto o confermato di COVID-19) è una misura sufficiente nel contesto scolastico, e non sono richieste ulteriori procedure di disinfezione; nella pulizia approfondita si dovrà porre particolare attenzione alle superfici più toccate quali maniglie e barre delle porte, delle finestre, sedie e braccioli, tavoli/banchi/cattedre, interruttori della luce, corrimano, rubinetti dell’acqua, pulsanti dell’ascensore, distributori automatici di cibi e bevande, ecc.

Alle quotidiane operazioni di pulizia dovranno inoltre essere assicurate dai collaboratori scolastici, al termine di ogni sessione di esame (mattutina/pomeridiana), misure specifiche di pulizia delle superfici e degli arredi/materiali scolastici utilizzati nell’espletamento della prova.

È necessario rendere disponibili prodotti igienizzanti (dispenser di soluzione idroalcolica) per i candidati e il personale della scuola, in più punti dell’edificio scolastico e, in particolare, per l’accesso al locale destinato allo svolgimento della prova d’esame per permettere l’igiene frequente delle mani.

Pubblicazione voti scrutini: OnLine per evitare possibili assembramenti

da La Tecnica della Scuola

Tra un paio di settimane, con la seconda settimana di giugno, si svolgeranno in tutta Italia gli scrutini finali del tribolato anno scolastico 2019/2020. Come si regoleranno le scuole per pubblicare i tabelloni per gli esiti finali? Saranno pubblicati all’albo della scuola oppure più prudentemente sarà disposta una pubblicazione OnLine per evitare assembramenti e un via vai di curioso e interessati negli androni delle scuole?

C’è chi propone pubblicazione OnLine

Il Ministero dell’Istruzione non si è espresso sulle modalità di pubblicazione degli esiti finali degli scrutini di tutte le scuole di ogni ordine e grado e sulla pubblicazione dei voti degli esami di Stato del I ciclo e della scuola secondaria di II grado.

Il problema della pubblicazione dei tabelloni degli esiti degli scrutini finali delle scuole, non è un problema banale, anzi al contrario, è una questione che va presa in seria considerazione e dovrebbe essere regolamentata a livello nazionale per garantire il diritto alla trasparenza e allo stesso tempo la sicurezza di evitare assembramenti e il via vai nei locali scolastici.

La proposta più sensata, adottata tra l’altro già da qualche anno da alcune scuole, è quella di pubblicare i tabelloni, nel rispetto della privacy e della normativa vigente, nei siti istituzionali delle scuole. Si tratterebbe di una pubblicazione OnLine volta a pubblicizzare i risultati in modo da garantire la trasparenza ed evitare la presenza a scuola di migliaia di studenti e genitori.

Voti, esiti finali e privacy degli studenti

Il Garante della privacy ha ritenuto utile fornire, fin dal 2011, chiarimenti sulla corretta applicazione della normativa in materia di protezione dei dati personali all’interno delle scuole, anche allo scopo di sviluppare nella comunità scolastica (che include alunni, famiglie e personale della scuola) una sempre maggiore consapevolezza dei propri diritti e doveri.

A tal proposito è utile ricordare che il Garante della privacy scrive che i voti dei compiti in classe e delle interrogazioni, gli esiti degli scrutini o degli esami di Stato sono pubblici. Questo chiarimento del Garante della privacy, consentirebbe la pubblicazione OnLine dei tabelloni degli scrutini finali, dell’Ammissione agli esami di Stato con riferimento al credito scolastico e anche gli esiti del colloquio orale dello stesso esame di Stato 2019/2020.

Le informazioni sul rendimento scolastico sono soggette ad un regime di trasparenza e il regime della loro conoscibilità è stabilito dal Ministero dell’istruzione. È necessario però, nel pubblicare voti degli scrutini e degli esami nei tabelloni, che l’istituto eviti di fornire, anche indirettamente, informazioni sulle condizioni di salute degli studenti: il riferimento alle “prove differenziate” sostenute dagli studenti portatori di handicap, ad esempio, non va inserito nei tabelloni, ma deve essere indicato solamente nell’attestazione da rilasciare allo studente.

È di fondamentale importanza specificare che nel comunicare o pubblicare un voto non deve esserci traccia delle diverse modalità di somministrazione del compito o modalità di svolgimento di un colloquio orale e delle conseguenti valutazioni differenziate. Come non devono essere palesate eventuali utilizzazioni di misure compensative e dispensative, adottate in particolare con gli allievi con accertati e certificati disturbi specifici dell’apprendimento. In buona sostanza gli alunni della classe non devono conoscere i casi di BES e di tutti gli alunni che dovessero avere una programmazione differenziata personale.

Valutazione delle scuole, quando dovranno essere aggiornati RAV e PTOF

da La Tecnica della Scuola

L’emergenza epidemiologica da COVID-19 e le connesse disposizioni per fronteggiarla, tra
cui la sospensione delle attività didattiche e l’introduzione della didattica a distanza quale modalità ordinaria di insegnamento/apprendimento a cui fare ricorso, hanno avuto un grande impatto sulle pratiche educative e didattiche e, allo stesso tempo, sui processi gestionali ed organizzativi.

Di fatto sono mancate le condizioni per realizzare i percorsi di miglioramento e le attività legate all’offerta formativa dell’Istituto inizialmente progettati.

Il Sistema di valutazione deve necessariamente ripartire dalla nuova situazione determinata a
seguito dell’emergenza per facilitare il lavoro delle scuole che intendano rivedere la propria progettualità strategica.

Con la nota 7851 del 19 maggio 2020 il Ministero ha fornito indicazioni per l’aggiornamento dei documenti strategici delle istituzioni scolastiche (Rapporto di autovalutazione, Piano di miglioramento, Piano triennale dell’offerta formativa).

Per quanto riguarda il RAV “considerato che l’autovalutazione è un processo che coinvolge tutta la comunità professionale e tenuto conto che la conclusione dell’anno scolastico sarà particolarmente gravosa per le situazioni determinate dall’emergenza, le funzioni per l’eventuale aggiornamento del RAV saranno messe a disposizione delle scuole all’interno della Scrivania del Portale SNV a partire dal mese di settembre“.

Inoltre, per poter accompagnare e guidare le istituzioni scolastiche nello svolgimento delle riflessioni propedeutiche all’aggiornamento del PTOF all’interno della piattaforma predisposta in ambiente SIDI verrà attivata dal mese di settembre 2020 la quinta sezione “Il monitoraggio, la verifica e la rendicontazione”. Sempre dal mese di settembre saranno attivate le funzioni per procedere alla revisione annuale e alla pubblicazione del PTOF così aggiornato. Ricordiamo che il PTOF è rivedibile annualmente entro il mese di ottobre, termine ordinatorio che negli ultimi anni scolastici è stato prolungato fino all’inizio della fase delle iscrizioni, vista la funzione del documento quale principale strumento di comunicazione tra la scuola e la famiglia e di presentazione dell’offerta formativa.

Quindi, in sostanza, le funzioni per rivedere i documenti strategici delle istituzioni scolastiche nelle piattaforme appositamente predisposte verranno attivate a settembre.

Assegno nucleo familiare, nuove tabelle valide dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2021

da La Tecnica della Scuola

Come ogni anno, l’INPS ha aggiornato le tabelle riferite alla corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare.

Le nuove tabelle entreranno in vigore il 1° luglio 2020 e resteranno valide fino al 30 giugno 2021.

I nuovi importi sono stati comunicati dall’INPS, con la circolare n. 60 del 21 maggio 2020.

Cos’è

L’assegno al nucleo familiare (ANF) è un sostegno economico per i lavoratori dipendenti, legato alle tipologie del Nucleo Familiare, al numero dei componenti  e all’entità del reddito complessivo delle famiglie che risulta inferiore ai valori rideterminati dalla Legge ogni anno. La normativa ha previsto importi e fasce reddituali favorevoli in situazioni di disagio come i nuclei mono parentali o con componenti inabili.

L’importo dell’ANF è quindi determinato annualmente secondo la tipologia, il numero dei componenti e il reddito complessivo del nucleo familiare.

Chi può usufruire dell’assegno

La corresponsione dell’assegno spetta, di norma, al dipendente che effettua una specifica richiesta.

Inoltre, anche il coniuge del lavoratore titolare del diritto all’assegno può formulare apposita domanda al datore di lavoro del consorte per richiedere il pagamento diretto degli importi spettanti.

Cosa c’è da sapere

Per richiedere l’ANF, occorre sapere che:

  • lo stesso nucleo familiare  può beneficiare di un solo assegno
  • la domanda deve essere ripresentata ogni anno e devono essere comunicate tempestivamente le variazioni che comportino la cessazione o la rideterminazione dell’importo dell’assegno
  • l’assegno è esente dal calcolo delle ritenute previdenziali e fiscali, in quanto non concorre alla formazione del reddito
  • il diritto all’assegno si prescrive in cinque anni. E’ quindi possibile richiedere gli arretrati entro un periodo massimo di cinque anni dalla data della domanda stessa.

Come richiedere l’assegno

Il dipendente, in possesso dei redditi complessivi relativi all’anno precedente e attestati dalla CU o dalla dichiarazione dei redditi (modello 730 o Modello Unico), può presentare la richiesta dell’ANF con decorrenza al 1° luglio di ogni anno, utilizzando il modello “Richiesta assegno al nucleo familiare (Dipendente)” disponibile sul portale NoiPA.

I modelli di domanda per l’attribuzione o rideterminazione dell’assegno al nucleo familiare sono disponibili alla pagina “Modulistica“ (il nuovo modulo non è ancora disponibile)

Casi particolari

Nei casi di separazione, divorzio o presenza di persone inabili all’interno del nucleo familiare, gli amministrati che presentino la domanda per la prima volta, hanno l’obbligo di allegare i documenti relativi alle condizioni sopra elencate e, in particolare, alla composizione del nucleo.

Sospensione dell’assegno

Per tutti i percettori dell’ANF che non rinnovino l’apposita domanda annuale direttamente agli uffici competenti, NoiPA provvede automaticamente alla sospensione dell’assegno a decorrere dal 1° luglio di ogni anno.

Variazioni

Il richiedente deve comunicare tempestivamente eventuali variazioni relative alla composizione del nucleo o del reddito complessivo, che comportino una cessazione o una rideterminazione dell’importo dell’assegno.

Cosa si intende per nucleo familiare?

L’ANF spetta per nucleo familiare che può essere composto da:

  • il richiedente lavoratore o il titolare della pensione;
  • il coniuge che non sia legalmente ed effettivamente separato, anche se non convivente, o che non abbia abbandonato la famiglia (gli stranieri poligami nel loro paese possono includere nel proprio nucleo familiare solo una moglie);
  • i figli ed equiparati di età inferiore a 18 anni, conviventi o meno;
  • i figli ed equiparati maggiorenni inabili, purché non coniugati, previa autorizzazione.

E le unioni civili e le convivenze?

Con la circolare n. 84 del 5 maggio 2017 l’INPS aveva dato indicazioni sugli effetti della legge 76/2016 sulle unioni civili e le convivenze di fatto sulle prestazioni a sostegno del reddito erogate dall’INPS, tra cui l’assegno per il nucleo familiare.

In particolare, l’Inps aveva chiarito qual è il nucleo di riferimento per le unioni civili:

  • Nucleo in cui solo una delle due parti dell’unione è lavoratore dipendente o titolare di prestazione previdenziale: in questo caso, al pari del diritto riconosciuto nell’ambito del matrimonio per il coniuge non separato legalmente ed effettivamente –  che non sia titolare di posizione tutelata, devono essere riconosciute le prestazioni familiari per la parte dell’unione civile priva di posizione tutelata.
  • Nucleo formato da persone dello stesso sesso con unione civile e figli di una delle due parti dell’unione nati precedentemente all’unione stessa: nel caso di genitori separati o naturali con figli nati precedentemente all’unione civile, nulla cambia nel caso in cui uno dei due genitori abbia la posizione tutelata e l’affido sia condiviso oppure esclusivo. A tali figli, infatti, viene garantito in ogni caso il trattamento di famiglia su una delle due posizioni dei propri genitori, a nulla rilevando la successiva unione civile contratta da uno di essi. Ove si tratti di genitori separati o naturali, privi entrambi di una posizione tutelata, la successiva unione civile di uno dei due con altro soggetto – lavoratore dipendente o titolare di prestazione previdenziale sostitutiva – garantisce il diritto all’ANF/AF per i figli dell’altra parte dell’unione civile.
  • Nucleo formato da persone dello stesso sesso con unione civile e figli di una delle due parti nati dopo l’unione: in tale situazione l’assegno potrà essere erogato dall’Istituto allorché il figlio sia stato inserito all’interno dell’unione civile, anche mediante il procedimento descritto dall’art. 252 c.c..

In caso di scioglimento dell’unione civile, il diritto alle prestazioni familiari sarà regolato ove possibile in conformità con quanto disposto dal codice civile se compatibile ed espressamente previsto. Per quanto concerne, in particolare, il nucleo formato da persone dello stesso sesso con unione civile e figli di una delle due parti nati dopo l’unione, l’Istituto ha sottoposto la questione al Ministero del lavoro.

Per quanto riguarda invece le convivenze, ai fini della misura dell’ANF, per la determinazione del reddito complessivo è assimilabile ai nuclei familiari coniugali la sola situazione dei conviventi di fatto che abbiano stipulato il contratto di convivenza, qualora dal suo contenuto emerga con chiarezza l’entità dell’apporto economico di ciascuno alla vita in comune.

23 maggio 2020, le iniziative per le scuole per l’anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio

da La Tecnica della Scuola

Tutte le iniziative previste sono state illustrate dal Ministero con la nota prot. 873 dell’8 maggio 2020.

Ovviamente, considerata l’impossibilità di organizzare manifestazioni in presenza, gli studenti e i cittadini sono invitati ad affacciarsi dai balconi di casa appendendo un lenzuolo bianco, striscioni o cantando l’Inno d’Italia, esprimendo un pensiero di gratitudine a chi, nella lotta alla mafia, o nella dura battaglia contro la pandemia, ha fatto la propria parte.

Lo slogan sarà “il mio balcone è una piazza” e si potranno utilizzare i seguenti hashtag: #23maggio2020, #PalermochiamaItalia, #ilcoraggiodiognigiorno, #ilmiobalconeèunapiazza.

Inoltre, le istituzioni scolastiche, i docenti, gli studenti e le famiglie che desiderino inviare elaborati come video (durata massima 3 minuti), pensieri, poesie, immagini e ogni altro genere di materiale relativo ai temi della giornata, possono inviare i loro contributi  l’indirizzo mail: palermochiamaitalia@gmail.com

I contributi ricevuti verranno condivisi sui canali social della manifestazione.