Ministero Istruzione al lavoro per far partire i concorsi

Le cattedre vuote non sono, purtroppo, una novità e sono la conseguenza di una mancata programmazione sui concorsi degli ultimi anni. Anche per questo è importante, come ha più volte sottolineato la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, che la macchina concorsuale possa ripartire al più presto, che sia invertita la rotta e si possano poi fare concorsi con cadenza periodica, senza andamenti a singhiozzo.

Con questo obiettivo, a fine aprile, sono stati banditi concorsi per 62mila posti, successivamente portati a 78mila. Di questi, 32mila sono destinati ad una procedura straordinaria per la scuola secondaria di primo e secondo grado e, dunque, ai precari. In sede di conversione del decreto scuola il Parlamento ha approvato una variazione proprio sul concorso straordinario, rivedendo la modalità delle prove di accesso. Il Ministero sta per questo lavorando per rivedere il bando e far partire quanto prima lo straordinario e gli altri concorsi rispetto ai quali si sono svolte le necessarie informative sindacali e si sta acquisendo il parere del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione.

Nel frattempo, nei prossimi giorni, il Ministero dell’Istruzione renderà noto il contingente per le assunzioni di quest’anno che sarà autorizzato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e procederà poi con le nomine in ruolo, come ogni anno, dalle graduatorie ad esaurimento e dalle graduatorie di concorso ancora vigenti.

Olimpiadi di Robotica

Acqua, terra e cielo: premiati i progetti vincitori delle Olimpiadi di Robotica – Circa 100 le squadre in gara

Il monitoraggio della quantità di acqua durante le irrigazioni agricole per evitarne lo spreco. La prevenzione degli incendi boschivi tenendo sotto controllo l’umidità, la temperatura e la velocità del vento. Il controllo dell’attività sismica tramite l’analisi dei danni alle strutture. Sono i tre progetti vincitori delle Olimpiadi di Robotica, organizzate dal Ministero dell’Istruzione in collaborazione con la Scuola di Robotica. La quinta edizione si è conclusa martedì pomeriggio con la premiazione delle scuole che hanno presentato i progetti più validi. Circa 100 le squadre di in gara – di tre studenti ciascuna – nella prima fase di selezione. In 30 quelle che hanno affrontato la finale.

“Abbiamo vissuto tutti un anno scolastico particolare e difficile, caratterizzato dalla chiusura della scuola a causa della pandemia – ha detto la Ministra Lucia Azzolinasalutando tutti i partecipanti all’iniziativa -. Proprio per questo la premiazione di questa competizione ha un valore ancora più elevato perché è un’ulteriore dimostrazione che, nonostante le difficoltà, la comunità scolastica ha saputo stringersi e andare avanti. Ringrazio le studentesse e gli studenti per la partecipazione che so essere stata, come ogni anno, molto intensa e di grande qualità. Grazie ai docenti e alle famiglie che hanno accompagnato gli ‘olimpionici’ nella preparazione e nelle varie fasi di gara”.

Quest’anno le Olimpiadi sono state trasformate in un hackathon online per permettere a tutti gli studenti iscritti la partecipazione da remoto, a causa dell’emergenza sanitaria. Ai ragazzi è stato chiesto di realizzare un progetto robotico orientato all’analisi dell’ambiente e alla raccolta dati e alla creazione di una rete nazionale tra le scuole partecipanti per accumulare e analizzare i dati sull’ambiente raccolti durante le prove.

Tra gli obiettivi della competizione: l’ideazione, la progettazione e la costruzione di prototipi di robot in grado di svolgere funzioni utili al miglioramento delle condizioni ambientali del nostro pianeta e delle condizioni di vita dell’uomo, grazie allo sviluppo di strumenti in grado di rilevare dati in maniera sensibile in luoghi difficili da raggiungere.

A far da cornice alla sfida dei ragazzi, un seminario con la partecipazione di numerosi ospiti con interventi legati all’utilizzo della robotica in campo ambientale e non solo.

Tutti i progetti presentati durante la Finale Nazionale erano open source, con la possibilità di essere replicati, modificati e riprodotti per fornire ispirazione ad altri studenti sul territorio nazionale.

Le squadre vincitrici

Per la categoria ‘Aria’:
il team ‘GREEN BOT’ dell’Istituto d’Istruzione Superiore “ITI – ITG” di Vibo Valentia.

Per la categoria ‘Terra’:
il team ‘ATP’ del Liceo scientifico “Arcangelo Scacchi” di Bari.

Per la categoria ‘Acqua’:
il team ‘SENSO’ dell’Istituto tecnico “John Fitzgerald Kennedy” di Pordenone.

Educazione&Scuola Newsletter n. 1114


Educazione&Scuola Newsletter n. 1114

Giugno 2020 – XXV Anno

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Notizie
Verifica Programma annuale

Entro il 30 giugno il Consiglio d’Istituto verifica le disponibilità finanziarie dell’Istituto nonché lo stato di attuazione del programma e le modifiche che si rendano eventualmente necessarie

Piano Scuola 2020-2021

Il DM 39 del 26 giugno 2020 adotta il “Piano Scuola 2020-2021”

Adozione Libri di Testo a.s. 2020/2021

Le istituzioni scolastiche comunicano i dati adozionali on line entro il 22 giugno 2020

Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica

Tre gli assi portanti: studio della Costituzione, sviluppo sostenibile, cittadinanza digitale

Smart Class II ciclo

Ventinove milioni di euro per finanziare le smart class nelle scuole secondarie di II grado statali

Emergenza epidemiologica da COVID-19

Pubblicato in GU il DPCM 11 giugno 2020

Al via la ‘chiamata veloce’

Velocizzati i tempi di accesso al ruolo per gli insegnanti

DL Scrutini ed Esami alla Camera

Il 6 giugno l’Aula della Camera approva definitivamente il disegno di legge di conversione del Decreto-Legge 8 aprile 2020, n. 22

Dotazioni finanziarie alle Scuole

Ripresa dell’Attività didattica a settembre e svolgimento degli Esami di Stato

Norme

Ordinanza Ministeriale 27 giugno 2020, AOOGABMI 41

Esami di idoneità, integrativi, preliminari e sessione straordinaria dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2019/2020

Lettera Ministra alla Comunità scolastica (27.6.2020)

Riapertura delle Scuole a settembre

Decreto Ministeriale 26 giugno 2020, AOOGABMI 39

Adozione del Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione

Decreto Dipartimentale 24 giugno 2020, AOODPIT 713

Rettifica Graduatoria nazionale Internalizzazione dei servizi di pulizia

Avviso 24 giugno 2020, AOODGOSV 10403

Individuazione di licei classici e scientifici in cui attuare il percorso di potenziamento-orientamento – “Biologia con curvatura biomedica”

Avviso Adeguamento spazi e aule (FESR)

Avviso 13194 del 24 giugno 2020

Decreto Ministeriale 23 giugno 2020, AOOGABMI 36

Procedure di scioglimento delle riserve e di inserimento dei titoli di specializzazione sul sostegno e di didattica differenziata degli aspiranti presenti nelle Graduatorie ad esaurimento

CTS 22 giugno 2020 (AOOGABMI 3424)

Modalità di ripresa delle attività didattiche del prossimo anno scolastico

Decreto Ministeriale 22 giugno 2020, AOOGABMI 35

Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, ai sensi dell’articolo 3 della legge 20 agosto 2019, n. 92

Legge 19 giugno 2020, n. 59

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 20 aprile 2020, n. 26, recante disposizioni urgenti in materia di consultazioni elettorali per l’anno 2020

Nota 17 giugno 2020, AOODPIT 1068

Alunni con disabilità – Reiscrizione alla medesima classe – Indicazioni esami finali

Decreto Dipartimentalen16 giugno 2020, AOODPIT 686

Graduatoria nazionale di cui all’art. 58, comma 5-quater, del decreto legge 21.6.2013, n. 69 – Internalizzazione dei servizi di pulizia

Decreto MUR 16 giugno 2020, AOOGABMUR 218

Modalità e contenuti delle prove di ammissione ai corsi di laurea e laurea magistrale a ciclo unico in lingua italiana ad accesso programmato a livello nazionale a.a. 2020/2021

Nota 15 giugno 2020, AOODGRUF 14689

Indicazioni operative per l’approvazione del Conto Consuntivo 2019 e per lo svolgimento delle visite periodiche per l’espletamento dei controlli di regolarità amministrativo contabile dei revisori …

Nota 15 giugno 2020, AOODPIT 1041

Piani Educativi Individualizzati e inclusione

Avviso pubblico per la realizzazione di smart classes per la scuola del secondo ciclo

Prot. 11978 del 15 giugno 2020

Progetti PON e POC per la Scuola: proroga d’ufficio

Prot. 11951 del 15 giugno 2020

Decreto Dipartimentale 12 giugno 2020, AOODPIT 670

Aggiornamento elenco soggetti esterni accreditati per il triennio scolastico 2020/2023 al fine di collaborare con l’Amministrazione scolastica per promuovere e realizzare procedure di confronto e di competizione, …

Proposte CR 11 giugno 2020

LINEE GUIDA RELATIVE ALLA RIAPERTURA DELLE SCUOLE

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 giugno 2020

Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, recante …

Nota 11 giugno 2020, AOODGOSV 9211

Commissioni esaminatrici per gli Esami di Stato di abilitazione all’esercizio della libera professione di Perito Industriale, Agrotecnico Perito Agrario e Geometra – Sessione 2020– Reperimento dei …

Pubblicazione voti online è invasiva

Garante protezione dati personali (11.6.2020)

Nota 9 giugno 2020, AOODGOSV 9168

Ulteriori precisazioni e chiarimenti sull’applicazione dell’O.M. n. 11 del 16 maggio 2020 concernente la “valutazione finale degli alunni per l’anno scolastico 2019/2020 e prime disposizioni per …

Nota 9 giugno 2020, AOODGOSV 9166

Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione a.s. 2019/2020 nelle sezioni dei percorsi con opzione internazionale spagnola, tedesca, cinese. Indicazioni operative

Nota 9 giugno 2020, AOODGCASIS 1348

Comunicazione esiti finali in Anagrafe Nazionale Studenti – a.s. 2019/2020

Decreto Ministeriale 8 giugno 2020, AOOGABMI 25

Procedura assunzionale per chiamata di cui all’articolo 1, commi da 17 a 17-septies, del decreto-legge 29 ottobre 2019 n. 126, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 dicembre 2019 n. 159

Iniziative per il rilancio “Italia 2020-2022”

Comitato di esperti in materia economica e sociale

Nota 8 giugno 2020, AOODPIT 793

Alunni con disabilità – Reiscrizione alla medesima classe – Indicazioni

Legge 6 giugno 2020, n. 41

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 22, recante misure urgenti sulla regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli …

Nota 5 giugno 2020, AOODGOSV 8957

Iscrizione corso on line “Competenze digitali” – Decima edizione

Nota 5 giugno 2020, AOODPPR 1088

Cerimonia d’inaugurazione dell’anno scolastico 2020/2021

Nota 5 giugno 2020, AOODGPER 14232

Operazioni di attribuzione degli incarichi dirigenziali: conferme, mutamenti, mobilità interregionale con decorrenza 01/09/2020 – C.C.N.L. sottoscritto in data 15/07/2010 per il personale dell’Area …

Nota 4 giugno 2020, AOODGOSV 8843

SCUOLA ESTIVA La pratica filosofica per lo sviluppo sostenibile. L’educazione resiliente al tempo dell’emergenza – III edizione A.S. 2019-2020 – Piattaforma della Scuola di Alberobello, 7-8-9 luglio …

Nota 4 giugno 2020, AOODGCASIS 1319

Comunicazione Esami di Stato secondo ciclo a.s. 2019/2020 – Attività a supporto della procedura e adempimenti sulla comunicazione dei dati

Nota 4 giugno 2020, AOODGOSV 8843

SCUOLA ESTIVA La pratica filosofica per lo sviluppo sostenibile. L’educazione resiliente al tempo dell’emergenza – III edizione A.S. 2019-2020 – Piattaforma della Scuola di Alberobello, 7-8-9 luglio …

Ordinanza Ministeriale 3 giugno 2020, AOOGABMI 21

Commissioni Esame conclusivo secondo ciclo Istruzione a.s. 2019/20. Nomina personale non inserito nell’elenco regionale dei presidenti che non abbia presentato istanza di partecipazione

Rubriche

in Bacheca della Didattica

Smartworking e amministrazione scolastica

di Gabriele Boselli

La logica del terzo incluso

di Maria Grazia Carnazzola

Il Rischio legionella alla luce dell’emergenza Covid-19

di Leon Zingales

Come seduti su un vecchio baule…

di Giovanni Fioravanti

Ambientamento del bambino e Scuola dell’infanzia

di Mario Maviglia

Sul disastro annunciato del concorso a DSGA

di Francesco G. Nuzzaci

Riflessione semiseria in forma di abecedario

di Alessandra Condito

10 e lode con la DAD

di Bruno Lorenzo Castrovinci

Una Scuola, un Dirigente (e un DSGA)

di Francesco G. Nuzzaci

Curvare la Didattica

di Giuseppe Adernò

Con il plexiglass nulla si sente

di Gabriele Boselli

La scuola ridotta ad uno scheletro

di Laura Cascianini

La valutazione finale ai tempi del Covid 19

di Fiorella Ricciardi e Ugo Vitti

Modeste proposte per prevenire

di Stefano Stefanel

in Esami

Esami di Stato e Scrutini A.S. 2019/2020
Il 17 giugno 2020, alle ore 8:30, con l’avvio dei colloqui ha inizio la sessione dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione

Il diploma come progetto di vita

di Rita Manzara

Diario d’Esame 2019-2020

di Dario Cillo

in Europ@ Fondi Strutturali di Fabio Navanteri



in Handicap&Società di Rolando Alberto Borzetti

FAQ Handicap e Scuola – 65

a cura dell’avv. Salvatore Nocera e di Evelina Chiocca

Ausili per la didattica inclusiva

Online nuovi strumenti per scegliere e acquistare tecnologie e sussidi

in LRE di Paolo Manzelli

Il REALISMO LOCALE

di Paolo Manzelli

LA SCIENZA NON E NEUTRALE

Paolo Manzelli

NULLA POTRA TORNARE COME PRIMA

di Paolo Manzelli

Che fine ha fatto la FORZA NUCLEARE DEBOLE (FND)?

di Paolo Manzelli

Mobilità 2020/2021

Il 29 giugno 2020 pubblicati gli esiti dei trasferimenti

in Recensioni

J. Asher, Tredici

di Antonio Stanca

F. Dall’Ara, Mamma, usciamo?

illustrazioni di Giada Negri

La didattica a distanza

Metodologie e tecnologie per la DaD e l’e-learning

L’Italia dei problemi

di Antonio Stanca

A. Nothomb, Sete

di Antonio Stanca

Anne Frank, una voce ancora attuale

di Federica Pannocchia

in Riforme On Line di Giancarlo Cerini

Dieci schede per la Scuola

Ritrovate le schede del “Progetto Colao” dedicate alla Scuola

L’esame finale del primo ciclo

di Rita La Tona e Maria Rosa Turrisi

in Scuola&Territorio di Gian Carlo Sacchi

L’Istruzione ai margini degli Stati generali sull’Economia

di Gian Carlo Sacchi

in Software

Internet, Reti, Nuove tecnologie

La didattica a distanza

Metodologie e tecnologie per la DaD e l’e-learning

10 e lode con la DAD


in Tiriticcheide di Maurizio Tiriticco

Fare come e perchè

di Maurizio Tiriticco

I bambini penalizzati

di Maurizio Tiriticco

Cara Mastrocola!

di Maurizio Tiriticco

La DAD secondo Recalcati

di Maurizio Tiriticco

Lettera a Maurizio

di Maurizio Tiriticco

10 giugno 1940! Finalmente la guerra!

di Maurizio Tiriticco

Della DAD ed altre amenità

di Maurizio Tiriticco

Cenni di psicologia relazionale e dinamica di gruppo

di Maurizio Tiriticco

La fatica dell’insegnante

di Maurizio Tiriticco

Il mio quattro giugno

di Maurizio Tiriticco

Il mio lontano “due giugno”

di Maurizio Tiriticco

Rassegne a cura di Fabio Navanteri

Stampa

Sindacato

Gazzetta Ufficiale


Riapertura di settembre, tutte le indicazioni per la nomina del medico competente

da Il Sole 24 Ore

di Laura Virli

L’Ufficio scolastico dell’Emilia Romagna ha pubblicato la nota 8724 del 19 giugno 2020 per aiutare i dirigenti scolastici nel difficile compito di predisporre l’avvio in sicurezza del prossimo anno scolastico e di approntare quanto necessario rispetto al possibile ripresentarsi del contagio. In particolare, le indicazioni affrontano il tema del medico competente.

L’articolo 18 del Dlgs 81/2008 obbliga, infatti, il dirigente scolastico, in qualità di datore di lavoro, qualora i lavoratori risultino esposti a rischio, a nominare il medico competente.
I rischi comunemente rilevati in una scuola non sono alti, per lo più collegati all’uso dei videoterminali da parte della segreteria, al maneggio di sostanze chimiche nei laboratori, alla rumorosità nelle aule, nelle palestre e nelle mense, alla movimentazione manuale dei carichi, allo stato di gravidanza delle lavoratrici e altro.

Ma la pandemia ha introdotto un rischio nuovo e imprevedibile, il contagio da Covid 19. Tanto che in questi mesi si è reso necessario integrare il “Documento di valutazione dei rischi” (Dvr, previsto dall’articolo 28 del Dlgs 81/2008) con le procedure necessarie ad evitare, per quanto possibile, e con modalità diversificate, il rischio di contagio da coronavirus.

Lo stesso ministero della Salute, con la nota protocollo 14915 del 29 aprile 2020, ha precisato che, per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus, il medico competente è chiamato ad una «collaborazione attiva ed integrata» per l’organizzazione degli spazi, la formazione e l’informazione, l’igiene e sanificazione degli ambienti, la sorveglianza sanitaria e la tutela dei lavoratori “fragili”. Ciò sia ai fini della salute e sicurezza del lavoratore, che a tutela della collettività.

Pertanto, in ragione dell’attuale contingenza, la nota del Usr Emilia Romagna invita le scuole, che non hanno il medico competente, ad attivare, con urgenza, la procedura di nomina.

Il medico competente collabora con il dirigente scolastico, anche ai fini della programmazione, ove necessario, della sorveglianza sanitaria dei lavoratori (docenti e Ata), ma anche degli alunni, in modo particolare di quelli più vulnerabili, che potrebbero necessitare di protezioni maggiori. Ci si riferisce, non soltanto a condizioni collegate a certificazioni secondo la legge 104/1992, ma, ad esempio, ad allievi allergici alle sostanze a base alcolica o alle diluizioni di ipoclorito di sodio, indicate per la pulizia e la disinfezione degli ambienti.

È opportuno, quindi, che, in caso di sussistenza di particolari condizioni di rischio a conoscenza delle famiglie stesse, queste vadano attestate tramite l’invio, in forma riservata, della relativa documentazione sanitaria. Il dirigente scolastico con la collaborazione del medico competente, del responsabile del servizio di prevenzione e protezione (Rspp), del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (Rls), procederà all’aggiornamento del Dvr che tenga in debito conto anche le situazioni di “fragilità” degli alunni.

Si rischiano riunioni collegiali straordinarie in estate? Occhio alla ferie, non c’è obbligo di reperibilità

da Orizzontescuola

di Avv. Marco Barone

Il documento tecnico del CTS che sta ponendo le basi con cui dovrà iniziare il prossimo anno scolastico per essere efficace andrà recepito dalle Istituzioni scolastiche tramite specifiche delibere sia del Collegio dei docenti che del Consiglio d’Istituto. Sono forse da mettere in conto delle convocazioni straordinarie degli organi collegiali?

Tenendo conto che è in questo periodo dell’anno che il personale scolastico è in ferie come da CCNL. Si pone dunque un problema gestionale non da poco conto. Va ricordato che le convocazioni degli organi collegiali sono possibili sia in presenza, purché garantite le idonee misure di sicurezza che in via telematica. Il DPCM dell’11 giugno, salvo diverse successive modificazioni, afferma che: “le riunioni degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche ed educative di ogni  ordine e grado possono essere svolte in presenza o a distanza sulla base della possibilità di garantire il distanziamento fisico e, di conseguenza, la sicurezza del personale convocato”. Comunque se svolte in via telematica andranno riconosciute ovviamente come attività piena di servizio e non come attività di volontariato, ciò è sempre bene ribadirlo.

Entro la seconda decade di luglio i DS dovranno conoscere il documento del CTS

Il documento del CTS afferma che “I Direttori e i dirigenti responsabili degli Uffici scolastici Regionali, nell’ambito delle proprie competenze, cureranno la diffusione e la conoscenza del presente documento attraverso l’organizzazione di apposite conferenze di servizio, rivolte ai Dirigenti scolastici e ai Coordinatori delle scuole paritarie, da realizzarsi entro la seconda decade di luglio, anche in modalità di videoconferenza”. Dunque, da ciò si presume che dopo questa presa di conoscenza si potrà procedere con l’eventuale convocazione degli organi collegiali.

Dopo le lezioni solo attività pianificate

L’art. 28, c. 5 del CCNL 2006-09 afferma chiaramente che l’attività di insegnamento si svolge “nell’ambito del calendario scolastico delle lezioni definito a livello regionale”. Le uniche attività dovute, al termine delle lezioni, sono solo quelle qualificabili in attività funzionali o aggiuntive, stabilite dall’art 29:

  • eventuali consigli di classe, per un impegno complessivo fino a 40 ore annue;
  • scrutini, esami e adempimenti connessi;
  • riunioni del Collegio dei docenti, attività di programmazione e verifica fino a 40 ore annue, con l’avvertenza che le ore eccedenti vanno retribuite con il fondo di istituto;
  • eventuali attività di aggiornamento, da svolgere su base volontaria;
  • attività aggiuntive (anche queste da svolgere su base volontaria) previste nel PTOF o deliberate dal Collegio dei docenti, che danno diritto al compenso orario o forfettario.

Si tratta comunque di attività pianificate. Ma nulla osta che in via straordinaria si possa provvedere alla convocazione di attività non pianificate.

Necessarie le delibere degli organi collegiali per recepire il documento del CTS?

Non si può pensare che sia il solo DS a dover decidere su come la scuola debba partire dal primo settembre del prossimo anno scolastico. Ci sono prerogative riconosciute dalla legge, TU scuola e Legge 107 del 2015 e DPR sull’autonomia, che non possono sicuramente essere scavalcate da un documento che comunque riconosce la necessità del coinvolgimento degli organi collegiali. Questi saranno chiamati ad esempio a pronunciarsi sulla riconfigurazione del gruppo classe in più gruppi di apprendimento; sull’articolazione modulare di gruppi di alunni, sulla frequenza scolastica in turni differenziati, sulla fruizione per gli studenti, opportunamente pianificata, di attività didattica in presenza e, in via complementare, didattica digitale integrata, sull’aggregazione delle discipline in aree e ambiti disciplinari, ove non già previsto dalle recenti innovazioni ordinamentali; sulla diversa modulazione settimanale del tempo scuola; sull’integrazione del proprio piano di formazione, presente nel PTOF, con ogni ulteriore azione formativa derivante dai fabbisogni emergenti dalla comunità scolastica e dal territorio, oltre che sull’integrazione del PTOF che dovrà recepire le Linee guida per la Didattica digitale integrata, ecc.

La questione ferie e la convocazione degli organi collegiali non pianificati e straordinari

Il CCNL scuola all’articolo 13 comma 10, 12 e 15 affronta la questione ferie :

Il comma 10. In caso di particolari esigenze di servizio ovvero in caso di motivate esigenze di carattere personale e di malattia, che abbiano impedito il godimento in tutto o in parte delle ferie nel corso dell’anno scolastico di riferimento, le ferie stesse saranno fruite dal personale docente, a tempo indeterminato, entro l’anno scolastico successivo nei periodi di sospensione dell’attività didattica. In analoga situazione, il personale A.T.A. fruirà delle ferie non godute di norma non oltre il mese di aprile dell’anno successivo, sentito il parere del DSGA.

Il comma 12. Qualora le ferie già in godimento siano interrotte o sospese per motivi di servizio, il dipendente ha diritto al rimborso delle spese documentate per il viaggio di rientro in sede e per quello di ritorno al luogo di svolgimento delle ferie medesime. Il dipendente ha, inoltre, diritto al rimborso delle spese sostenute per il periodo di ferie non goduto.

Il comma 15. Le ferie maturate e non godute per esigenze di servizio sono monetizzabili solo all’atto della cessazione del rapporto di lavoro, nei limiti delle vigenti norme di legge e delle relative disposizioni applicative.

Da ciò si desume che esiste certamente la possibilità di interrompere le ferie per esigenze di servizio, che queste potranno essere fruite entro l’anno scolastico successivo e che si avrà diritto anche al rimborso. Il problema si pone però con la reperibilità. Perché il personale docente già collocato in ferie e che si trova nell’esercizio delle ferie non ha alcun obbligo di reperibilità ed il CCNL non contempla questa casistica, anche se parla della possibilità di interruzione delle ferie per ragioni di servizio che è possibile pertanto, non sussistendo la reperibilità, solo se sussiste la disponibilità del lavoratore.

Non esiste l’obbligo di reperibilità per il personale in ferie

La Corte Cassazione, Sezione Lavoro civile, Sentenza 3 dicembre 2013, n. 27057 afferma chiaramente che “il lavoratore non e’ tenuto, salvo patti contrari, ad essere reperibile durante il godimento delle ferie (e salvo il diverso caso di comunicata malattia insorta nel periodo feriale, al fine di sospenderne il decorso e consentire al datore di lavoro i controlli sanitari, Cass. n. 12406/99). Il lavoratore e’ infatti libero di scegliere le modalita’ (e localita’) di godimento delle ferie che ritenga piu’ utili (salva la diversa questione dell’obbligo di preservare la sua idoneita’ fisica, Cass. sez. un. n. 1892/82), mentre la reperibilita’ del lavoratore puo’ essere oggetto di specifico obbligo disciplinato dal contratto individuale o collettivo del lavoratore in servizio ma non gia’ del lavoratore in ferie”.

Sulla stessa onda anche l’ordinanza n. 7410 emessa dalla Corte di Cassazione del 26 Marzo 2018: “in linea di puro diritto, come, contrariamente all’assunto di cui al primo motivo, non possa farsi discendere dal combinato disposto degli artt. 2086, 2094 e 2104 c.c., un obbligo a carico del lavoratore di esecuzione di compiti, quale quello di reperibilità, palesemente aggiuntivi ed estranei alla prestazione ordinaria”.

L’ARAN sulla reperibilità riconosce che “è indubbio che la reperibilità, anche se non equivale alla esecuzione della prestazione lavorativa, incide ugualmente sul riposo e sulla piena possibilità di svago che le ferie devono garantire (ad esempio il dipendente non potrebbe allontanarsi per una crociera)”.

Esiste il diritto alla disconnessione

L’art. 22 del nuovo CCNL Scuola afferma che sono oggetto di contrattazione integrativa, a livello di istituzione scolastica ed educativa, i criteri generali per l’utilizzo di strumentazioni tecnologiche di lavoro in orario diverso da quello di servizio, al fine di una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare (diritto alla disconnessione).

Il datore di lavoro può modificare le ferie ma con il debito preavviso

L’ARAN sul punto richiama un precedente giurisprudenziale che può essere di orientamento. Citando la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con sentenza n.1557 dell’11 febbraio 2000, che avuto modo di affermare che: “a)in base al dato letterale dell’art. 2109 c.c., è il datore di lavoro che stabilisce nel tempo il periodo annuale di ferie retribuito, tenuto conto delle esigenze dell’impresa e degli interessi del prestatore di lavoro. La legge prevede la determinazione unilaterale del periodo annuale di ferie da parte del datore di lavoro e in detta determinazione egli deve soltanto tener conto degli interessi del lavoratore. La stessa legge stabilisce, inoltre, che il datore di lavoro deve preventivamente comunicare al prestatore di lavoro il periodo stabilito per il godimento delle ferie;b)la rilevanza degli interessi del prestatore non esclude il permanere del potere del datore di lavoro di modificare il periodo originariamente assegnato in relazione alle esigenze dell’impresa (il sopravvenire di esigenze eccezionali ed imprevedibili) e, quindi, di modificare, salva la obbligatoria preventiva comunicazione, il periodo di ferie assegnato;c)pertanto, il potere attribuito al datore di lavoro di stabilire il periodo delle ferie, implica quello di modificarlo, con il solo limite del preavviso (secondo la Corte ai fini della modifica non sarebbe necessario il sopravvenire di circostanze eccezionali ed imprevedibili in quanto la modifica del periodo feriale può derivare anche soltanto da una riconsiderazione delle esigenze aziendali, alle quali per legge è legata l’assegnazione delle ferie); d)la rilevanza degli interessi del prestatore comporta che, eventualmente, questi potrà richiedere di essere indennizzato per i danni derivanti dal mutamento del periodo feriale, qualora il datore di lavoro non abbia rispettato l’onere sullo stesso incombente di dare comunicazione al lavoratore con congruo preavviso della decisione di modifica del periodo di fruizione delle ferie. -alla luce di tali indicazioni giurisprudenziali (non sono numerose le pronunce dei giudici su tale particolare materia e, quindi, non si può parlare di orientamenti consolidati), si dovrebbe ritenere che la possibilità di indennizzare il lavoratore delle spese sostenute nel caso di modifica del periodo di ferie già assegnato, prima della fruizione delle stesse, sussista solo nel caso in cui il datore di lavoro non abbia adempiuto all’onere della comunicazione al lavoratore, con congruo preavviso, della decisione di modifica, come richiesto dalla normativa codicistica. Il che potrebbe comportare, implicitamente, il riconoscimento di una forma di responsabilità per il pagamento dell’indennizzo a carico del soggetto datoriale che a tale comunicazione era tenuto e che non vi ha provveduto si ritiene, comunque, necessario evidenziare che spetta sempre all’ente, anche alla luce delle indicazioni giurisprudenziali fornite, decidere quale comportamento adottare, trattandosi di attività tipicamente gestionale di una materia, che, ad oggi, trova la sua fonte regolativa esclusivamente nelle previsioni dell’art.2109 del codice civile”.

No alla regola del collegio perfetto per le sedute del Collegio Docenti e Consiglio d’Istituto

Di tutto ciò si deve tenere conte che in merito alla validità delle sedute dell’organo del CDI e del CDD si deve tenere conto di quanto affermato dall’art.37 commi 1 e 2 del D.Lgs. n.297 del 1994 “l’organo collegiale è validamente costituito anche nel caso in cui non tutte le componenti abbiano espresso la propria rappresentanza. Per la validità dell’adunanza del collegio dei docenti (…) è richiesta la presenza di almeno la metà più uno dei componenti in carica”. Nessun regola del collegio perfetto sussiste in materia e le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi, salvo che disposizioni speciali prescrivano diversamente. In caso di parita’, prevale il voto del presidente.

Conclusione

Da ciò si può desumere che saranno certamente necessarie delle delibere del Collegio dei docenti e del Consiglio d’Istituto per recepire le indicazioni del CTS, per definire nell’esercizio della propria autonomia e competenze modalità, strategie e applicazioni. Che non sono contemplate decisioni unilaterali da parte dirigenziale. Che nel caso di convocazioni straordinarie degli organi collegiali queste, per quanto straordinarie, dovranno avvenire con debito preavviso. Che il personale già collocato in ferie, nel corso delle stesse non ha alcun obbligo di reperibilità. Pertanto non ha alcun obbligo di controllare disposizioni di servizio, mail, il sito istituzionale della scuola e neanche di rispondere al telefono. Va rilevato che le ferie, non ancora usufruite ma pianificate, possono subire delle modifiche nella loro pianificazione con l’eventuale indennizzo, risarcimento danno da chiedere all’istituzione scolastica per le spese già sostenute, nel caso in cui la modifica delle stesse da parte dell’amministrazione non sia avvenuta con congruo preavviso. Che non è necessaria la partecipazione di tutti i soggetti componenti il CDI e il CDD per il raggiungimento del numero legale alle dette convocazioni e la validità della seduta e che le sedute si possono svolgere anche in via telematica. E ricordiamo che seppur svolte in via telematica è attività sempre lavorativa e nel caso questa comporti l’interruzione delle ferie, previa disponibilità del lavoratore, dovrà essere recuperata come giornata da parte del personale in questione o eventualmente indennizzata.

Ingressi scaglionati e sui mezzi pubblici per fasce d’età: ecco la scuola post Covid-19

da Orizzontescuola

di redazione

Gli studenti italiani torneranno a scuola il 14 settembre 2020. La ministra dell’istruzione Lucia Azzolina ha presentato le linee guida per la riapertura delle scuole con più di 3 miliardi a disposizione. Un dispiegamento di fondi mai visto.

Più di 3 miliardi per la ripartenza della scuola, banchi singoli, lezioni anche nei cinema, ingressi scaglionati in classe e sui mezzi pubblici per fasce d’età per evitare sovraffollamenti. Ecco la nuova scuola post Covid-19.

Il Ministero dell’Istruzione, così come segnala l’Ansa, fa già i primi conti di quanto destinato dal governo: “Quando sono arrivata al ministero ho chiesto di poter vedere i conti e i soldi non spesi. Mi è stato detto che ero il primo ministro a fare questa domanda. C’erano 800 milioni di euro del Programma operativo nazionale del Ministero dell’Istruzione non spesi e ora li stiamo spendendo. Quindi quel miliardo che si cercava in realtà c’era già ma nessuno lo aveva visto. Quindi per settembre abbiamo 2,5 miliardi, perché 1,5 lo avevamo messo nel decreto rilancio e ora abbiamo un miliardo in più”, a cui si sommano gli 800 milioni di euro. Totale, 3,3 miliardi”, ha affermato la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina a Radio 24.

I fondi serviranno anche ad implementare l’organico, “soprattutto quello della scuola dell’infanzia perché se si dovranno tenere lezioni a piccoli gruppi di bambini – spiega Azzolina – allora saranno necessari più docenti”.

Intanto il sottosegretario all’Istruzione, Giuseppe De Cristofaro, chiede test sierologici per i docenti: “Significherebbe tutelare la salute non solo delle lavoratrici e dei lavoratori, ma anche degli 8 milioni di studenti e delle loro famiglie”.

Una proposta che è già contenuta nelle linee del Comitato tecnico scientifico che parla di “programmi di screening in ambito scolastico sia di un programma coordinato di campionamento random o per classi di operatori scolastici e studenti per l’analisi molecolare d’identificazione dell’Rna di Sars Cov-2.

Rientro a scuola, De Cristofaro: test sierologici a docenti, Ata, dirigenti

da Orizzontescuola

di redazione

“Da settembre con il rientro in classe di tutti gli studenti dobbiamo inaugurare un nuovo rapporto tra istruzione e salute”.

Lo scrive su Facebook il sottosegretario all’istruzione Peppe De Cristofaro.

“La scuola può e deve diventare l’avanposto strategico per fare prevenzione e informazione.

Tutti abbiamo figli, parenti o amici che frequentano quotidianamente le aule scolastiche – aggiunge De Cristofaro –, fare prevenzione sanitaria a scuola significa farla all’intero Paese.

Per questo ritengo importante e strategico riuscire a fare test seriologici a tutto il personale scolastico.

Significherebbe tutelare la salute non solo delle lavoratrici e dei lavoratori, ma anche degli 8 milioni di studenti e delle loro famiglie”, conclude.

Trasferimenti docenti, più della metà sorride: 8 mila cambiando Regione. Azzolina: bene così, ora tocca alle assunzioni

da La Tecnica della Scuola

Il 55% delle richieste di trasferimento dei docenti sono state soddisfatte: il dato, emesso dal ministero dell’Istruzione, emerge dall’analisi degli esiti della mobilità dei docenti per l’anno scolastico 2020/21 pubblicati il 29 giugno.

I numeri ufficiali

Quest’anno sono state 108.676 le domande elaborate, di cui 90.306 per la mobilità territoriale e 18.370 per quella professionale. Oltre 96 mila i docenti effettivamente coinvolti – al netto delle domande non accoglibili – 78.881 le donne e 17.696 gli uomini. Le domande soddisfatte a livello nazionale sono state 55.008, pari a oltre il 55% del totale dei docenti che hanno partecipato alla mobilità ordinaria. Nel dettaglio, sono state accolte 49.053 domande di mobilità territoriale, il 54,3% di quelle presentate, per un totale di 8.000 spostamenti circa fuori Regione garantiti agli insegnanti.

La ministra: non era un risultato scontato

“Aver garantito la procedura mobilità è stato importante e non scontato, dato che eravamo in piena emergenza sanitaria – ha detto la ministra Lucia Azzolina -.  Il Ministero ha svolto un grande lavoro, ha supportato il personale, ha portato avanti un’operazione normalmente ordinaria in tempi straordinari. Oggi questo risultato può sembrare scontato, ma ricordo che qualche mese fa non era considerato tale”.

“Abbiamo garantito i diritti degli insegnanti, per 8 mila di loro c’è uno spostamento fuori Regione che significa riavvicinamento a casa”.

“Ora – ha concluso Azzolina – lavoriamo per le assunzioni da fare questa estate (se ne prevedono non meno di 50 mila ndr) anche in vista della ripresa di settembre”.

Gli esiti

Di seguito, vi proponiamo gli esiti trasferimenti dei docenti accordati per tutti gli ordini scolastici (dalla scuola dell’Infanzia alle superiori) con effetto 1° settembre 2020.

Infanzia: tutti i trasferimenti sul territorio nazionale

Primaria: tutti i trasferimenti sul territorio nazionale

Secondaria di I grado: tutti i trasferimenti sul territorio nazionale

Secondaria di II grado: tutti i trasferimenti sul territorio nazionale

La verifica individuale

Ogni docente interessato può verificare personalmente l’esito della domanda prodotta consultando il sistema telematico Sidi ed introdurre le sue credenziali: si collegherà al sito internet Istanze On Line, poi cliccerà su “Altri servizi”; successivamente sul link “Mobilità in Organico di diritto – Personale Docente” ed infine verificare il risultato finale della domanda prodotta.

La comunicazione dell’esito del trasferimento viene infine inviata dal ministero dell’Istruzione all’indirizzo idi posta elettronica istituzionale di ogni docente.

Rientro in classe, i soldi ci sono: Azzolina scopre un miliardo di fondi Pon “dimenticati”. M5S: fanno 5,6 miliardi

da La Tecnica della Scuola

Quasi un altro miliardo per la scuola. È quello che ha “scoperto” di avere nel dicastero dell’Istruzione la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina e che ora utilizzerà per finanziare il rientro in sicurezza nel mese di settembre: parlando ai microfoni di Radio 24, la titolare del MI ha detto che dopo essere giunta al ministero ha “chiesto di poter vedere i conti e i soldi non spesi. Mi è stato detto che ero il primo ministro a fare questa domanda. C’erano 800 milioni di euro di Pon (programmi operativi nazionali del ministero dell’Istruzione ndr) non spesi e ora li stiamo spendendo”.

Quel miliardo che “nessuno aveva visto”

Azzolina ha aggiunto che “quindi quel miliardo che si cercava in realtà c’era già ma nessuno lo aveva visto”.

A questo punto, ai 2,4 miliardi già assicurati per il ritorno in classe in presenza a settembre (circa 1,4 miliardi dal Decreto Rilancio e un altro miliardo ulteriore concesso dal titolare del Mef Roberto Gualtieri) , secondo i calcoli della ministra dell’Istruzione, vanno aggiunti gli 800 milioni di euro del Piano operativo nazionale messi in stand by e poi “dimenticati” nelle stanze del palazzo bianco di Viale Trastevere a Roma.

Nuovi arredi, nuovi spazi

Azzolina ha anche confermato che questi finanziamenti saranno “destinati al rinnovo degli arredi”. Quindi, all’acquisto dei banchi singoli al posto degli attuali banchi doppi: questa sostituzione permetterebbe, ha spiegato, “di recuperare spazio e noi al momento, sulla base delle indicazioni del Comitato tecnico scientifico: dobbiamo mantenere il metro di distanza”.

Come indicato nelle Linee Guida approvate venerdì scorso, la ministra ha ricordato che per la ripresa delle lezioni, considerando il perdurare del rischio epidemiologico, i finanziamenti serviranno per “spazi nuovi, nuove aule e pensiamo a edifici scolastici dismessi, ma anche patti territoriali per portare gli studenti fuori dalla scuola intesa in maniera tradizionale”.

I 3,2 miliardi complessivi saranno inoltre utili a rimpinguare “l’organico, soprattutto nella scuola dell’infanzia per poter fare lezioni in piccoli gruppi”.

Alla titolare del ministero dell’Istruzione è stato anche chiesto se c’è l’intenzione di utilizzare il plexiglass in classe, sul quale si è soffermato nel week end ancora una volta l’ex vice-premier Matteo Salvini: “è una bufala e lo è stata sempre, fin dal primo momento. Le Linee guida non ne parlano da nessuna parte”, ha tagliato corto Azzolina sempre ai microfoni di Radio 24.

Il M5S: per la scuola tanti soldi pronti, tanti per il futuro

Sui finanziamenti per la ripresa delle lezioni, si è espresso anche il M5S sostenendo che i fondi (evidentemente includendone altri dedicati all’edilizia) sono addirittura pari a 5,6 miliardi di euro: con un post pubblicato sul Blog del Movimento, sostengono che “la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte hanno annunciato che le scuole italiane disporranno di un miliardo di euro in più rispetto ai 4,6 già stanziati da inizio anno”.

I 4,6 i miliardi di euro citati dai 5 Stelle sono quelli stanziati nella scuole nel 2020; poi ce n’è un altro derivante dallo sblocco dei cantieri edili e dai fondi per il digitale. Per un totale, dunque, di 5,6 miliardi.

Dai calcoli dei “grillini”, quindi, i finanziamenti sarebbe consistente: si tratterebbe di “fondi per l’edilizia scolastica, per la gestione dell’emergenza, per la chiusura dell’anno scolastico in corso e per l’avvio del prossimo”.

I 5 Stelle confermano anche un “Piano pluriennale di intervento attraverso il finanziamento dei nuovi fondi europei, a partire dal cosiddetto Recovery fund. Questo Piano deve partire dal tema dell’edilizia e della sicurezza di studentesse, studenti e personale per dar vita a un radicale rinnovamento degli spazi e della didattica, investendo sulla digitalizzazione, sulla formazione dei docenti, sulla lotta alla povertà educativa e su una effettiva apertura delle scuole ai territori. L’istruzione dei nostri figli è l’investimento più proficuo che possiamo fare, la base da cui far ripartire il Paese”, concludono i pentastellati.

Ritorno a scuola, se le palestre diventano aule che ne sarà dell’educazione fisica e dello sport?

da La Tecnica della Scuola

Il piano per il ritorno a scuola a settembre? Trovare le 70 mila aule aggiuntive dove collocare oltre un milione di alunni che a settembre non potranno rimanere nelle loro scuole.

Le linee guida parlano chiaro: trovare spazi alternativi dove svolgere le lezioni. Fra questi spazi nuovi si parla di cortili e palestre scolastiche da utilizzare come aule. Ma utilizzare le palestre potrebbe essere una soluzione valida? Forse, ma la scelta nasconde subito un problema di non poco conto.

Le palestre diventano aule. E l’educazione fisica?

Infatti, se davvero le scuole iniziassero ad utilizzare le palestre come nuovi spazi dove collocare banchi, anzi banchi singoli e svolgere lezioni, significherebbe andare a penalizzare l’attività fisica degli studenti, con l’educazione fisica che potrebbe infatti risentire della nuova organizzazione.

Lo sa anche il CONI, che si è espresso sul tema: “Il ritorno tra i banchi creerà difficoltà complesse relative agli spazi e agli orari, con il rischio da un lato di sacrificare l’educazione fisica, materia che ha pari dignità con le altre e che deve essere adeguatamente considerata nella proposta organizzativa, dall’altro di mettere in ginocchio le realtà sportive legate soprattutto ai cosiddetti sport minori“, si legge sulla Gazzetta del Mezzogiorno.

Già, perchè secondo le nuove prospettive, da settembre il nuovo assetto post-covid potrebbe andare a danneggiare proprio l’educazione fisica: come si dovrebbero svolgere le lezioni pratiche di educazione fisica con banchi e sedie collocate in palestra? E’ certamente impensabile montare e smontare da un’ora all’altra un’aula a tutti gli effetti.

Ecco che allora, lo scenario appare proprio questo, con l’educazione fisica, o meglio, la lezione pratica, sacrificata in nome delle lezioni di italiano e matematica.

Certamente si tratterebbe di una situazione straordinaria, ma è chiaro che se si guarda la questione da ogni angolazione, il piano per settembre, se da un lato potrebbe provare a restituire una forma di normalità alla scuola, dall’altro non potrà contemplare molti aspetti di quella stessa normalità ricercata.

Ma soffrirebbe anche lo sport locale

C’è anche un aspetto non secondario da non trascurare: le società sportive locali hanno solo da perdere dal piano scuola per il rientro a settembre: infatti, il rispetto dei protocolli di sicurezza comporterebbe costi aggiuntivi per società e associazioni che intendono utilizzare gli spazi delle palestre scolastiche per le loro attività.

A questo si aggiunge il taglio delle sponsorizzazioni, le quote di iscrizione ai corsi perdute, le difficoltà di sostegno agli operatori del settore.
E per finire: e se qualcuno venisse contagiato di chi è la responsabilità? Del dirigente scolastico o delle società? Tutti punti che vanno a costruire un clima di incertezza che a settembre si respirerà inevitabilmente.

A ben vedere, se da un lato con l’uso delle palestre scolastiche potrebbe servire a risolvere un aspetto del problema rientro a scuola, dall’altro ne solleva altri: sacrificare l’ora di educazione fisica e “azzoppare” le società sportive locali che utilizzano da sempre quegli spazi per le loro attività ma che in tali circostanze non potrebbero usufruirne.

Forse, è il caso di riflettere anche su questo. Magari coinvolgendo i ministeri competenti (Istruzione e Sport) e gli enti locali.

Educazione civica, a chi spetterà insegnarla?

da La Tecnica della Scuola

Il Ministero dell’Istruzione ha inviato a tutte le scuole le Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica.

NOTA 35 DEL 22 GIUGNO 2020

LINEE GUIDA

Ricordiamo che a partire dal prossimo anno scolastico 2020/2021 questo insegnamento, trasversale alle altre materie, sarà infatti obbligatorio in tutti i gradi dell’istruzione, a partire dalle scuole dell’infanzia.

Ai sensi della legge 92 del 2019 l’insegnamento di Educazione civica avrà, dal prossimo anno scolastico, un proprio voto, con almeno 33 ore all’anno dedicate.

Tre sono gli assi attorno a cui ruoterà l’Educazione civica: lo studio della Costituzione, lo sviluppo sostenibile, la cittadinanza digitale.

Le linee guida affrontano anche il tema della contitolarità dell’insegnamento e del coordinamento delle attività.

In via ordinaria, le minimo 33 ore all’anno saranno svolte da uno o più docenti della classe o del Consiglio di Classe cui l’insegnamento dovrà essere affidato con delibera del Collegio dei docenti su proposta degli stessi docenti della classe o del consiglio di classe.

Se invece, ad organici invariati, l’insegnamento dell’educazione civica dovesse rientrare nell’utilizzo della quota di autonomia del 20%, configurandosi così uno spazio apposito nell’ambito dell’orario settimanale come per le discipline del curricolo, il Ministero precisa che ciò non dovrà comunque pregiudicare la trasversalità e la corresponsabilità collegiale dell’insegnamento all’interno del team docente e del Consiglio di Classe.

Nello specifico, nelle scuole del primo ciclo l’insegnamento trasversale dell’educazione civica sarà affidato, in contitolarità, a docenti di classe individuati sulla base dei contenuti del curricolo, utilizzando le risorse dell’organico dell’autonomia. Tra questi docenti sarà individuato un coordinatore.

Per le scuole del secondo ciclo invece le soluzioni organizzative che potranno adottare, potranno essere differenti.

Se il docente abilitato nelle discipline giuridico-economiche è contitolare nel Consiglio di Classe, negli istituti superiori nel cui curricolo siano presenti gli insegnamenti dell’area giuridico-economica, gli sarà affidato l’insegnamento di educazione civica, di cui curerà il coordinamento, fermo restando il coinvolgimento degli altri docenti competenti.

Se al contrario il docente abilitato nelle discipline giuridico-economiche è presente in organico dell’autonomia ma non è già contitolare del Consiglio di Classe, egli potrà assumere il coordinamento della disciplina per una o più classi, fatta salva la necessità che in esse si crei uno spazio settimanale in cui, anche in compresenza con altri docenti, possa procedere alla didattica dell’educazione civica all’interno della quota oraria settimanale, o all’interno della quota di autonomia eventualmente attivata. In questo caso, il coordinatore dell’educazione civica, in quanto titolare di un insegnamento aggiuntivo, entra a far parte a pieno titolo del Consiglio o dei Consigli di Classe in cui opera.

Se infine nell’istituto non ci sono docenti abilitati all’insegnamento delle discipline giuridico-economiche, l’insegnamento di educazione civica sarà attribuito in contitolarità a più docenti, competenti per i diversi obiettivi/risultati di apprendimento condivisi in sede di programmazione dai rispettivi Consigli di classe. In questo caso, il coordinamento sarà affidato ad uno dei docenti contitolari dell’insegnamento.

Attività laboratoriali, come si svolgeranno da settembre

da La Tecnica della Scuola

Il Piano scuola 2020-2021 per il rientro a settembre affronta anche il tema delle attività nei laboratori della scuola primaria, secondaria di I e II grado.

Innanzitutto, sarà necessario predisporre l’ambiente, sia che siano laboratori interni sia che siano all’aperto come, ad esempio, nelle aziende annesse agli istituti agrari), adottando le normali accortezze in ordine alla sicurezza. Dovrà essere però posta particolare attenzione affinché lo svolgimento di ogni attività non avvenga prima che il luogo dell’attività didattica non sia stato opportunamente e approfonditamente igienizzato, nell’alternarsi tra un gruppo classe e l’altro.

Inoltre, a seconda dell’indirizzo e delle particolari attività svolte, sarà opportuno sensibilizzare gli studenti a provvedere autonomamente al riassetto della postazione di lavoro, ovviamente escludendo le operazioni più complesse di competenza del personale tecnico.

In merito alla pianificazione del curricolo e alla conseguente organizzazione delle attività, il Ministero spiega che le scuole secondarie di II grado hanno facoltà di collocare, ove possibile, le attività che prevedano l’utilizzo dei laboratori di indirizzo nella prima parte dell’anno scolastico, anche in forma di aggregazione per ambiti disciplinari, adottando ogni soluzione che consenta di realizzare l’integrazione o il consolidamento degli apprendimenti tecnico pratici non svolti nell’a.s. 2019-2020 a causa della sospensione delle attività didattiche in presenza.

Anche per le attività laboratoriali restano comunque ferme le indicazioni di distanziamento fisico previste per le aule.

Esami di idoneità, integrativi, preliminari e sessione straordinaria: on-line l’Ordinanza

da La Tecnica della Scuola

Dopo una lunga attesa finalmente il Ministero ha messo la parola fine alla questione degli esami preliminari e della sessione straordinaria della Maturità.

E’ stata infatti pubblicata l’O.M. n. 41/2020, recante “Ordinanza concernente gli esami di idoneità, integrativi, preliminari e la sessione straordinaria dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2019/2020”.

Sessione straordinaria degli esami del secondo ciclo

La sessione straordinaria degli esami di Stato del secondo ciclo avrà inizio il 9 settembre con l’avvio dei colloqui. La sessione straordinaria riguarda:

  • i candidati interni di cui all’articolo 21 dell’Ordinanza esame di Stato secondo ciclo
  • tutti i candidati esterni che abbiano superato gli esami preliminari.

L’O.M. 41 conferma quanto previsto all’articolo 1, comma 7, del Decreto legge in merito
all’eventuale partecipazione con riserva alle prove di ammissione ai corsi di laurea a numero programmato, ad altre prove previste dalle università, dalle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica e da altre istituzioni di formazione superiore post-diploma per l’anno accademico 2020/2021, nonché a procedure concorsuali pubbliche, selezioni e procedure di abilitazione, per le quali sia richiesto il diploma di scuola secondaria di secondo grado.

Le commissioni si insedieranno lunedì 7 settembre 2020, nella stessa composizione in cui hanno operato nella sessione ordinaria, presso gli istituti ove sono presenti candidati che hanno chiesto di sostenere gli esami nella sessione straordinaria e ove sono stati assegnati i candidati esterni da parte degli USR.

Esami di idoneità del primo ciclo

Gli esami di idoneità nel primo ciclo saranno svolti in presenza, salvo comprovate ragioni di salute o di carattere sanitario legate alla diffusione dell’emergenza epidemiologica. Il dirigente scolastico dovrà rendere noto il relativo calendario in tempi utili per il necessario preavviso alle famiglie. Gli esami dovranno essere calendarizzati a decorrere dal termine delle lezioni e non oltre il 1° settembre 2020.

Esami di idoneità del secondo ciclo

Gli esami di idoneità nella scuola secondaria di secondo grado saranno svolti anch’essi in presenza, entro la data d’inizio della sessione straordinaria, che quest’anno è fissata per il 9 settembre. I dirigenti scolastici definiranno il calendario delle prove scritte e orali degli esami di
idoneità e lo comunicheranno ai candidati in tempi utili per garantire loro adeguata conoscenza. Dovranno sostenere gli esami di idoneità:

  • candidati esterni, al fine di accedere ad una classe di istituto secondario di secondo grado successiva alla prima (per la partecipazione agli esami di idoneità sono considerati candidati esterni anche coloro che cessino la frequenza prima del 15 marzo);
  • candidati interni, che hanno conseguito la promozione nello scrutinio finale, al fine di accedere a una classe successiva a quella per cui possiedono il titolo di ammissione, purché iscritti alla classe prima della scuola secondaria di secondo grado da un numero di anni non inferiore a quello del corso normale di studi.

Esami integrativi nella scuola secondaria di secondo grado

Anche gli esami integrativi nella scuola secondaria di secondo grado saranno svolti anch’essi in presenza, entro la data d’inizio della sessione straordinaria, I dirigenti scolastici definiranno il calendario delle prove scritte e orali degli esami di idoneità e lo comunicheranno ai candidati in tempi utili per garantire loro adeguata conoscenza. Dovranno sostenere gli esami integrativi:

  • gli alunni ammessi alla classe successiva in sede di scrutinio finale, al fine di ottenere il passaggio a una classe corrispondente di un altro percorso, indirizzo, articolazione, opzione di scuola secondaria di secondo grado;
  • gli alunni non ammessi alla classe successiva in sede di scrutinio finale, al fine di ottenere il passaggio in una classe di un altro percorso, indirizzo, articolazione, opzione di scuola secondaria di secondo grado, corrispondente a quella frequentata con esito negativo.

Esami preliminari dei candidati esterni

L’ammissione dei candidati esterni agli esami di Stato è subordinata al superamento in presenza degli esami preliminari, le cui sessioni si svolgeranno secondo i calendari predisposti dalle singole istituzioni scolastiche, previa comunicazione al competente USR, anche in deroga al termine iniziale del 10 luglio 2020, purché resi noti ai candidati in tempi utili per garantire loro adeguata conoscenza dei calendari stessi.

Concorso straordinario abilitazione, le FAQ del Ministero

da La Tecnica della Scuola

C’è tempo fino al 3 luglio per inoltrare la domanda di partecipazione al concorso straordinario abilitante per la scuola secondaria.

Concorso straordinario abilitante: le FAQ

Il Ministero, all’interno della pagina dedicata al concorso straordinario abilitazione ha pubblicato delle FAQ che riportiamo:

L’espressione ‘in qualunque grado di istruzione’ che si rinviene all’articolo 2, comma 1, lettera a) del decreto dipartimentale n. 497/20 a proposito del servizio utilmente svolto ai fini dell’accesso ai percorsi di abilitazione, circoscrive la partecipazione ai soli aspiranti che abbiano prestato servizio nella scuola secondaria, o consente la partecipazione anche a quanti abbiano prestato servizio in altro ordine di scuola (scuola dell’infanzia e primaria)?

L’espressione si riferisce al servizio prestato, anche, nella scuola dell’infanzia e primaria ed è, quindi, consentita la partecipazione agli aspiranti che abbiano prestato servizio in tali ordini di scuola.

La mia classe di concorso è la A66. Il servizio prestato in tale classe di concorso è considerato valido ai fini della partecipazione alla procedura straordinaria finalizzata all’accesso ai percorsi di abilitazione per la classe di concorso A41?

È utile, ai fini della partecipazione alla procedura straordinaria finalizzata all’accesso dei percorsi di abilitazione e valido in relazione al compimento delle tre annualità di servizio richieste, sia il servizio prestato sulla classe di concorso A41, che quello prestato sulla classe di concorso A66, purché sia assolto, per ciascun anno scolastico, il requisito dei 180 giorni o il servizio sia stato prestato ininterrottamente dal primo febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale ai sensi dell’articolo 11, comma 14, della legge n. 124/99. 

Sono un docente di ruolo, vorrei partecipare alla procedura straordinaria finalizzata all’accesso dei percorsi di abilitazione per altra classe di concorso ma ho solo tre anni di ruolo sul sostegno, senza servizio specifico nella materia. Essendo un docente di ruolo è richiesto, comunque, il possesso di una annualità di servizio nella specifica classe di concorso per cui si chiede di partecipare?

No, per il personale di ruolo si può prescindere dal possesso di tale annualità.

Posso partecipare, avendone i titoli, a più concorsi in regioni diverse?

Ogni decreto dipartimentale prevede la presentazione della domanda di partecipazione per una o più procedure concorsuali e una sola regione destinataria dell’inoltro telematico della domanda. Il vincolo dell’unica regione rileva, quindi, solo in riferimento a distinte procedure di uno stesso decreto e, pertanto, in caso di presentazione della domanda per procedure previste da decreti dipartimentali distinti, le domande possono essere presentate in regioni diverse.
Ad esempio, qualora un candidato intenda presentare la propria domanda sia per la procedura straordinaria, per titoli ed esami, finalizzata all’immissione in ruolo di personale docente della scuola secondaria di primo e secondo grado su posto comune e di sostegno perché in possesso dei requisiti previsti dal relativo decreto dipartimentale, sia per la procedura straordinaria, per esami, finalizzata all’accesso ai percorsi di abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado su posto comune, in virtù del possesso dei requisiti di ammissione previsti dal decreto n. 497/20, questi potrà presentare domanda di partecipazione in una regione per la prima istanza e in una diversa regione per l’altra.

E’ previsto un limite di età per partecipare al concorso?

No. La legge 15 maggio 1997 n. 127, all’art. 3, comma 6, prevede che la partecipazione ai concorsi indetti da pubbliche amministrazioni non sia soggetta a limiti di età, “salvo deroghe dettate da regolamenti delle singole amministrazioni connesse alla natura del servizio o ad oggettive necessità dell’amministrazione” che nel caso in esame non sono previste.
Entro quale data devono essere posseduti i requisiti necessari per la partecipazione al concorso?

Come disposto dal decreto dipartimentale di indizione della procedura, salvo riserve espresse, i titoli devono essere posseduti dal candidato entro la data di scadenza del termine fissato nel bando di concorso per la presentazione della domanda.

A chi mi devo rivolgere per problematiche tecniche riguardanti la registrazione, la compilazione della domanda o altre questioni di carattere amministrativo legate alle procedure concorsuali?

Nella sezione “Contatti” dello spazio informativo, è possibile reperire i numeri dell’assistenza tecnica. Per questioni e informazioni di carattere amministrativo è, invece, necessario rivolgersi all’Ufficio Scolastico Regionale competente a gestire la procedura concorsuale alla quale si intende partecipare. Nello stesso spazio informativo è disponibile una sezione ove sono riportati i link degli Uffici Scolastici Regionali.

Per la procedura straordinaria finalizzata all’accesso ai percorsi di abilitazione è valutabile come requisito di accesso il servizio svolto su IRC o su alternativa alla IRC?  La piattaforma non consente di inserire questa tipologia di servizio.

No, non è valutabile. Il servizio valido è quello prestato sui posti comuni o di sostegno.

Il servizio svolto senza il possesso del prescritto titolo di studio è valutabile ai fini del requisito di accesso purché il candidato sia in possesso del titolo di studio alla scadenza dei termini di presentazione della domanda?

Il servizio prestato senza titolo di accesso è valido ai fini dei requisiti di servizio di cui alle lettere a) e b) dell’articolo 2 comma 1 del bando, fermo restando il possesso del suddetto titolo di accesso al momento della presentazione della domanda.

Ai fini del calcolo del triennio di servizio per la partecipazione alla procedura straordinaria ai fini dell’accesso al percorso di abilitazione, è valido il servizio prestato sulle classi di concorso in lingua tedesca, ladina e slovena?

Si, è valido il servizio  prestato nelle classi di concorso di cui al D.P.R. n. 19/2016, ivi incluse le classi di concorso in lingua tedesca, ladina e slovena

Nel caso di pagamento tramite “pago in rete” non risulta nella causale la classe di concorso di partecipazione e la regione. E’ valido il versamento?

Si, è comunque valido.

In relazione ai titoli di accesso alla classe di concorso A-08 Discipline geometriche, architettura, design d’arredamento e scenotecnica di cui alla tabella A allegata al DPR 14 febbraio 2016 n. 19, per le lauree LS 3 / LM 3 Architettura del paesaggio e LS 4 / LM 4 Architettura e ingegneria edile-architettura trova applicazione la sola nota 2) o anche la nota 1)?

In relazione alla classe di concorso A-08 Discipline geometriche, architettura, design d’arredamento e scenotecnica, per mero errore materiale, alle lauree LS 3 / LM 3 Architettura del paesaggio e LS 4 / LM 4 Architettura e ingegneria edile-architettura è indicata la sola nota 2). Si chiarisce, invece, che, in analogia a quanto avviene per la corrispondente Laurea in Architettura di vecchio ordinamento, alle suddette lauree si applicano, in alternativa a quelle previste dalla nota 2), anche le condizioni previste dalla nota 1) che così recita: purché il piano di studi abbia compreso un corso annuale (o due semestrali) di geometria o geometria descrittiva. In alternativa al possesso dei titoli congiunti di cui alla nota 2) si richiede pertanto la presenza nel piano di studi di 12 CFU nei settori scientifico disciplinari MAT/03 Geometria o ICAR/17 Disegno”.

Concorso straordinario abilitazione: come funziona

La prova del concorso straordinario abilitante prevede pertanto 60 domande a risposta multipla a cui rispondere in 60 minuti.

I quesiti sono così suddivisi:

a. competenze disciplinari relative alla classe di concorso: 40 quesiti

b. competenze didattico/metodologiche: 20 quesiti. Per le classi di concorso di lingua straniera la prova scritta si svolge interamente nella lingua stessa.

La risposta corretta vale 1 punto, la risposta non data oerrata vale 0 punti.

La commissione, pertanto, procede alla compilazione di elenchi non graduati, distinti per classe di concorso, in cui sono inclusi i soggetti che hanno conseguito alla prova il punteggio minimo di 42 punti su 60.

Chi ottiene almeno 42 punti su 60 potrà conseguire l’abilitazione secondo le condizioni e il percorso indicato nel Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 20 dicembre 2019, n. 159 a decorrere dall’anno scolastico 2020/2021, su tutto il territorio nazionale.

Ricordiamo che sono escluse le classi di concorso a esaurimento e le classi di concorso i cui insegnamenti non sono più previsti dagli ordinamenti vigenti e precisamente: A-29, A-66, B-01, B-29, B-30, B-31, B-32 e B-33.

La procedura straordinaria è bandita a livello nazionale e organizzata su base regionale.

Le FAQ MI

La scuola a un bivio: riforma strutturale o razionalizzazione dell’esistente?

da Tuttoscuola

Obiettivo primario del Piano Scuola 2020-2021 è sostanzialmente quello di ripristinare la normalità per una scuola duramente provata da mesi di lockdown e di emergenza sanitaria.

Il 2020-2021 sarà necessariamente un anno di transizione e di assestamento, ma potrebbe essere trasformato anche in un’occasione per avviare una vera riforma del sistema, impiegando gli interventi congiunturali come primo avvio di interventi strutturali.

Alcuni elementi di questi obiettivi di revisione del sistema si possono anche rinvenire all’interno dello stesso Piano dove, ad esempio, si richiamano diverse potenzialità già individuate dall’autonomia didattica.

La stessa ministra Azzolina nella sua lettera alla comunità dice che “quella di settembre sarà una scuola innovativa e aperta, sarà una scuola radicata nel presente, ma con lo sguardo rivolto al futuro (…). La ripartenza del Paese non può che passare dunque da un nuovo slancio innovativo della scuola”.

La scuola, momentaneamente al centro dell’attenzione generale, è ora a una svolta: riformarsi coraggiosamente o accontentarsi di razionalizzare l’esistente.

Nel primo caso potrà assumere centralità all’interno della società e diventare volano per lo sviluppo del Paese e per il conseguimento della cittadinanza attiva soprattutto da parte delle giovani generazioni. Conseguentemente per il prossimo decennio il nostro sistema scolastico potrebbe recuperare quei livelli di prestazione e credibilità che attualmente lo vedono agli ultimi posti in Europa.

Nel secondo caso la scuola continuerà a sopravvivere nelle sue ordinarie criticità, forse un po’ più contenute, tra eccellenze e negatività, rimesse soggettivamente alle capacità o ai limiti delle singole scuole in una logica asistemica.

La riforma strutturale del sistema deve prendere di petto:

  • il dimensionamento del sistema
  • le regole di funzionamento (orari, reclutamento, supplenze, etc)
  • l’organizzazione degli ambienti di apprendimento e la struttura delle classi
  • la revisione della didattica, spostando il baricentro dall’insegnamento trasmissivo all’apprendimento partecipato
  • la valutazione
  • la formazione (obbligatoria) del personale
  • il percorso professionale, commisurato alle competenze e all’impegno di ciascuno. Con incrementi salariali per tutti (perché i livelli stipendiali sono intollerabilmente bassi), ma maggiori per chi si impegna di più

Conseguentemente per sostenere la riforma del sistema occorre impiegare cospicue risorse finanziarie, attingendo anche ai fondi europei, che sembrano ora accessibili. C’è inoltre una finestra di opportunità dovuta al trend demografico, che sa anche di ultima chance: tra 10 anni ci saranno un milione e 300 mila studenti in meno, con un turnover del 40% degli insegnanti (ne abbiamo parlato nel report “Il dibattito sulla crisi e sul futuro del Paese: la grande assente è la scuola. Eppure c’è un grande opportunità”). Ci vuole un vero progetto. Quale modello di scuola vogliamo per il Paese? Serve un piano strategico 2020-2030 per la scuola.

Occorre visione e il coraggio di una scelta convinta da parte di tutto il Governo e delle forze politiche che lo sostengono, e sarebbe auspicabile (e doverosa) la partecipazione dell’opposizione. Si sono da poco conclusi gli Stati Generali dell’Economia “per far ripartire l’Italia”. Non se ne è sentito parlare. Se non si riparte dalla scuola, da dove?