Il middle management

Il middle management

di Maurizio Tiriticco e Alessandra Silvestri

L’Atto di Indirizzo per il 2021 della Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, per quanto concerne le attività di un’istituzione scolastica, propose, per la prima volta, il cosiddetto middle management: ovvero l’insieme delle azioni necessarie ad una organizzazione al fine di raggiungere determinati obiettivi. Il che si realizza mediante la combinazione e la valorizzazione di tutte le diverse risorse umane presenti in una struttura lavorativa, permettendone un proficuo coordinamento. In tal modo è possibile avviare una produttiva collaborazione all’interno dell’intera struttura tra il vertice, i singoli operatori e gli stakeholders, ovvero i soggetti che direttamente o indirettamente sono coinvolti in un progetto o nell’attività di un’istituzione o di una qualsiasi azienda.

In questa prospettiva, spetta proprio al middle management la funzione di integrare la rigidità delle norme e la discrezionalità dei singoli, l’immaterialità degli obiettivi e la concretezza delle azioni per conseguirli, il mantenimento dello status quo e l’innovazione, l’azione individuale e quella collettiva.

Lucia Azzolina, nel suo Atto di Indirizzo, afferma che è necessario regolamentare e riconoscere contrattualmente e giuridicamente quanto il personale della scuola fa, per passione, competenza, deontologia e motivazione intrinseca, svolgendo al meglio i compiti assegnati dalla Dirigenza scolastica per la gestione efficiente ed efficace dell’organizzazione complessa, qual è diventata la scuola dopo l’avvio dell’autonomia: si veda al proposito il dpr 275/1999.

La scuola è un’organizzazione complessa: sia per quanto concerne le finalità, in quanto deve soddisfare diritti costituzionalmente riconosciuti, come il diritto all’apprendimento e al successo formativo delle studentesse e degli studenti, sia per quanto riguarda le azioni, che richiedono a ciascun operatorecondivisione, responsabilità, iniziativa. La scuola èun’organizzazione complessa anche in quanto è un’“istituzione autonoma” che deve cooperare, per raggiungere le sue finalità, con altre Istituzioni autonome (altre istituzioni scolastiche, Enti locali, Aziende Sanitarie locali, famiglie, altre istituzioni del territorio), con cui poter creare quelle sinergie utili per migliorale costantemente la qualità del servizio offertoed il raggiungimento delle finalità e degli obiettivi che si sono liberamente indicati e adottati. Ed è complessa anche per le dimensioni organizzative, in quanto l’istituzione scolastica a volte, a causa di dimensionamenti “selvaggi”, opera con 1200 studenti e rispettive famiglie, se non di più, con diversi sindaci, con collegi di un centinaio di docenti ed oltre.

Per un’efficace gestione di questa complessità, negli anni, si è cercato di creare un middle management, prima con la creazione delle cosiddette funzioni obiettivo, diventate poi funzioni strumentali, e, ultimamente, con la Legge 107 del 2015, con l’assegnazione al Dirigente scolastico, ai sensi del comma 83 dell’unico articolo, della possibilità di poter disporre di uno staff, sino al 10% dei componenti del collegio docenti, completando così un percorso che già la Legge n. 59 del 1997 aveva individuato come necessario per dare gambe all’autonomia delle Istituzioni scolastiche.

In tale contesto/scenario la formazione e la concorrenza progettuale del middle management alla qualità del servizio è diventata indispensabile, e proprio in forza dell’autonomia, che ha aperto spazi organizzativi che riguardano le varie funzioni interne alla scuola, con riferimento ai servizi forniti e alle progettualità generali. Queste prefigurano spazi da gestire con modelli cosiddetti adocratici, che sono opposti a quelli burocratici. L’adocrazia è un neologismo sincretico che deriva dal latino ad hocovvero ‘su misura’, o ‘appropriato’, e dal suffisso crazia, dal greco antico kratèin (κρατεῖν), che significa ‘governare’. Questa struttura organizzativa è caratterizzata da grande capacità di adattamento.Pertanto l’organizzazione deve essere snella a tutti i livelli, dinamica, e con poca formalizzazione. Pertanto,un avvio intelligente e condiviso di una simile operazione ricopre una grande importanza.

Tutte le moderne teorie sul management fanno riferimento, sia pure con concezioni e approcci diversi, alle interazioni strutturali tra le varie parti dell’organizzazione, alle influenze dell’ambiente, alle relazioni dei soggetti coinvolti e ai loro ruoli, anche se gli sviluppi più recenti insistono sulle variabili soft, quali il benessere, il clima, l’empowerment, ovvero “laconquista della consapevolezza di sé e del controllo sulle proprie scelte, decisioni e azioni, sia nell’ambito delle relazioni personali sia in quello della vita politica e sociale”, la leadership, il sensemaking, ovvero la disciplina che studia la produzione di senso, dai miti alsignificato delle organizzazioni sociali, e il cosiddetto apprendimento organizzativo. Conseguentemente, dovremmo veramente avere il coraggio di ripensare la scuola, coniugando lo sviluppo organizzativo con lo sviluppo professionale, l’efficienza con l’efficacia, il management diffuso con una leadership diffusa.

In relazione a quanto detto fin qui ci soccorre una serie di sudi che riguardano il rapporto che si crea tra il SOGGETTO che opera in una organizzazione e gli OBIETTIVI che l’organizzazione si propone di realizzare. Ed in questo rapporto/legame l’attenzione e l’azione del DIRIGENTE deve essere sempre duplice e coordinata. A questo proposito ci soccorre un testo, datato, ma sempre attuale: R. R. Blake e J. S. Mouton, “Gli stili di direzione”, Etas Kompass, Milano, 1969. Ne risulta che il dirigente ottimale è colui che attende unitariamente e con azioni coordinate sia alla realizzazione degli OBIETTIVI che ad una continua ed operativa attenzione alle operazioni che attendono ai SOGGETTI che sono tenuti a realizzarli. 

A proposto dei componenti dello staff, l’art. 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59 prevede al comma 16 la necessità di una diversa articolazione della funzione docente. Ciò soddisfa le esigenze di un’organizzazione complessa che punta al successo formativo, e costituisce un giusto riconoscimento delle azioni condotte dai docenti.

In tanti anni di contrattazione sindacale non si è mai voluto affrontare o almeno discutere, di un riconoscimento giuridico e contrattuale delle figure dei collaboratori del Dirigente Scolastico, dei componenti lo staff, dei responsabili di plesso e preposti alla sicurezza, degli animatori digitali, del team per il Codice Amministrazione Digitale, dei coordinatori di classe, dei responsabili di dipartimento, dei responsabili della progettualità sollecitata dal Ministero e dall’Europa, dei docenti incaricati di svolgere funzioni strumentali, dei docenti tutor per l’alternanza scuola lavoro e dei docenti neo-immessi, dei docenti referenti per l’inclusione, per il cyberbullismo, dei docenti mentori per il Progetto Formativo Individuale previsto dall’art.4 del Decreto Legislativo 61 del 2017 sulla formazione professionale.

E, riguardo al middle management, ci si è limitati aflebili riconoscimenti economici che, più che incoraggiare, spingono i docenti a disdegnarli, a volte pur avendone interesse. Nell’atto di indirizzo della Ministra per il 2021, oltre al riconoscimento giusto ed opportuno del ruolo del middle management e della necessità di arrivare ad una definizione per legge e tramite un dispositivo contrattuale, si è anche previsto che la selezione dei futuri Dirigenti Scolastici prediliga o sia limitata, appunto, ai componenti del middlemanagement.

Questa ipotesi ha scatenato presso molti docenti commenti variopinti, retropensieri e atteggiamenti di disapprovazione che, purtroppo, si riscontrano nell’ultimo decennio di fronte ad ogni novità. Sarebbeopportuno, invece, assumere atteggiamenti professionali di confronto e di dialogo e sollecitare il Ministero e le Organizzazioni Sindacali ad affrontare e trovare soluzioni che riconoscano il merito e l’impegno dei docenti che si impegnano a dedicare tempo e passione per migliorare la propria scuola prima come docenti e poi anche come Dirigenti scolastici.

Stop alla lezione frontale, largo alla didattica per competenze e al digitale: la ‘rivoluzione’ di Bianchi

da OrizzonteScuola

Di Fabrizio De Angelis

Quella di quest’anno “è una scuola che deve ripensarsi ed essere più consapevole di se stessa” e che deve “farci sentire un Paese”, ha detto il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi pochi giorni fa in merito al nuovo anno scolastico. In realtà il quadro di come la scuola debba ripensarsi il Ministro lo ha impresso nell’atto di indirizzo reso pubblico il 16 settembre.

Stop alla lezione frontale

In altre occasioni il Ministro aveva proposto un cambio di passo sulle metodologie didattiche. Adesso, il tutto si trova nero su bianco: “È prioritario continuare a promuovere la sperimentazione e la diffusione capillare in tutte le scuole di nuove metodologie didattiche, orientate al superamento del modello di insegnamento tradizionale di stampo trasmissivo, incentrato sulla lezione frontale“.

Largo alla didattica per competenze

Bianchi però ha già una traccia precisa, ovvero quello della didattica per competenze, tanto discussa negli ultimi anni, “necessario favorire lo sviluppo di una didattica per competenze, di tipo collaborativo ed esperienziale, per consentire una maggiore personalizzazione dei processi di apprendimento degli studenti, in considerazione delle loro specifiche esigenze“.

Secondo Bianchi bisogna essere molto precisi per arrivare all’obiettivo, e dunque, a suo modo di vedere, “occorrerà valorizzare ogni strumento, a partire dai materiali didattici tradizionali e dei libri di testo, rispetto ai quali costituirà impegno specifico del Ministero fornire alle scuole indicazioni e strumenti diretti a favorire le migliori scelte adozionali e l’individuazione delle più efficaci metodologie per la costruzione di materiali didattici”.

Dunque, in base a quanto si legge, Bianchi vuole fornire delle vere e proprie linee di indirizzo, destinate per i docenti affinché possano impiegare tali “consigli” per le lezioni da svolgere in classe.

Già alcuni sindacati, come la Gilda, non piace molto questa formula pensata dal Ministro: “Affermare che la lezione frontale debba essere superata in favore di nuovi approcci significa entrare a gamba tesa su un terreno che non è affatto di competenza del ministro dell’Istruzione ma che spetta ai docenti. Soltanto a loro deve essere affidato il compito di decidere, in base agli specifici contesti in cui operano, quali metodologie e strumenti didattici utilizzare, nel pieno rispetto della libertà di insegnamento che l’articolo 33 della Costituzione assegna loro”, dice Rino di Meglio, coordinatore nazionale Gilda degli insegnanti.

Il digitale a scuola

Infine il digitale: non è un mistero che Bianchi voglia superare l’immagine della Dad in piena pandemia e svoltare verso nuovi orizzonti: “In futuro – spiega Patrizio Bianchi partecipando al videoforum de La Stampa, “30 minuti al Massimo” – ci sarà ancora la dad, ma non quella abbiamo conosciuto in questi mesi: sarà una didattica di avvicinamento. Abbiamo investito molto sulla parte digitale“.

E in effetti, l’atto di indirizzo spiega: “Particolare attenzione sarà dedicata all’integrazione nella didattica delle tecnologie digitali, necessarie per favorire l’adesione ad approcci metodologici e pratiche di insegnamento innovative“.

Come previsto nel PNRR, continua Bianchi sull’atto di indirizzo, “il Ministero intende sostenere lo sviluppo della didattica digitale e realizzare un sistema multidimensionale di formazione continua del personale scolastico, attraverso percorsi innovativi in materia di istruzione digitale, integrazione delle tecnologie nella didattica e transizione digitale delle scuole, a partire dalle esperienze del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD)“.

E ancora: “Verrà, inoltre, adottato un quadro nazionale di riferimento per la didattica digitale integrata, con contenuti e metodologie digitali ad uso dei docenti, degli studenti e delle famiglie“.

ATTO DI INDIRIZZO


Green pass, dal 15 ottobre multe più salate per i dipendenti pubblici: fino a 1500 euro

da OrizzonteScuola

Di redazione

Il nuovo decreto, che estende l’obbligo del green pass a tutti i dipendenti pubblici e al settore privato, prevede multe più salate per coloro che sono sprovvisti delle certificazione verde covid19. Per coloro che sono colti senza la certificazione sul luogo di lavoro – si legge nella nota diffusa dal governo – è prevista la sanzione pecuniaria da 600 a 1.500 euro e restano ferme le conseguenze disciplinari.

Per i datori di lavoro che non abbiano verificato il rispetto delle regole e che non abbiano predisposto le modalità di verifica è invece prevista una sanzione da 400 a 1.000 euro.

Il decreto entrerà in vigore dal 15 ottobre.

Il decreto – si legge inoltre nel comunicato – prevede che il personale che ha l’obbligo del Green Pass, se comunica di non averlo o ne risulti privo al momento dell’accesso al luogo di lavoro, è considerato assente ingiustificato fino alla presentazione della Certificazione Verde; dopo cinque giorni di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso e la retribuzione non è dovuta dal primo giorno di sospensione. Non ci sono conseguenze disciplinari e si mantiene il diritto alla conservazione del rapporto di lavoro.

Non è chiaro se l’aumento delle sanzioni comprenderà anche i lavoratori della scuola per i quali l’obbligo di esibizione del green pass vige dal 1° settembre, in quanto dipendenti PA, o se interesserà soltanto gli altri settori per i quali l’obbligo scatterà il 15 ottobre.

Al momento per docenti e Ata sprovvisti di certificazione verde le multe vanno dai 400 ai 1000 euro.


Anagrafe Nazionale Studenti, al via l’aggiornamento dei dati

da La Tecnica della Scuola

Anche quest’anno, in avvio di anno scolastico, il MI rende disponibili le funzioni per l’aggiornamento dell’Anagrafe Nazionale Studenti per le scuole di ogni ordine e grado, statali e paritarie, compresi i percorsi di primo e secondo livello.

Prima di effettuare le operazioni di aggiornamento è necessario effettuare il
consolidamento dei dati dell’anno scolastico 2020/2021 tramite il cruscotto riepilogativo “Cruscotto di consolidamento” dove vengono prospettate le frequenze e gli esiti presenti sul SIDI. Solo dopo aver effettuato tale consolidamento, tramite la funzione “Consolidamento frequenze
a.s.”, si potrà procedere alla trasmissione dei dati dei frequentanti per l’anno scolastico in corso.

Le funzioni saranno disponibili sul SIDI in “Alunni”-“Gestione alunni”-“Avvio anno scolastico” dal 18 settembre al 15 ottobre 2021.

Tutte le istruzioni sono contenute nella nota 2813 del 17 settembre 2021.

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Report vaccini, scende al di sotto del 6% il personale non vaccinato nella scuola

da La Tecnica della Scuola

Aumenta, anche se non di molto, la percentuale di vaccinati nel mondo della scuola.

Secondo l’ultimo report del Governo, rispetto alla settimana scorsa, il personale che ha ricevuto la prima dose o la dose unica passa dal 93,16% al 93,95%, mentre per coloro che hanno completato il ciclo vaccinale si passa dall’88,44% all’89,94%.

In calo dunque la percentuale di non vaccinati: al 10 settembre erano al 6,74%, mentre nell’ultimo report aggiornato al 17 settembre la percentuale è scesa al 5,89%.

In totale, dunque, in attesa della prima dose o di dose unica sono 90.976 lavoratori della scuola.

Green pass prima dose, anche per la scuola valido subito dopo il vaccino

da La Tecnica della Scuola

Dal 15 ottobre il green pass per chi effettua la prima dose di vaccino, sarà rilasciato da subito. Verrà dunque eliminato quel passaggio che insegnanti e personale scolastico hanno dovuto effettuare per via dei 15 giorni di attesa tra la prima somministrazione e la ricevuta attestazione del certificato verde. In quel lasso di tempo, i lavoratori dovevano certificare la loro assenza del Covid con tamponi dall’esito negativo e non pochi disagi segnalati da chi si è sottoposto alla somministrazione. La novità è stata introdotta dal decreto approvato dal Consiglio dei ministri e che entrerà in vigore, come detto, dal 15 ottobre. Un modo per accorciare i tempi ed agevolare chi ancora non si è immunizzato.

Per la scuola, il certificato verde è obbligatorio per il personale scolastico, ma anche per gli operatori esterni che lavorano all’interno degli istituti e per i genitori che fanno accesso alle strutture. Non lo è invece per gli studenti.

Per ottenere il Green pass bisogna aver ricevuto il vaccino anti Covid, risultare negativi al test molecolare (ultime 72 ore) o antigenico rapido (ultime 48 ore), essere guariti dal Covid negli ultimi sei mesi.

IL TESTO DEL DECRETO LEGGE GREEN PASS APPROVATO DAL CDM

Green pass, i genitori di alunni disabili devono averlo per portare e prendere i figli a scuola?

da La Tecnica della Scuola

Non è preclusa la possibilità ai genitori di alunni con disabilità non muniti di Green pass di accompagnare e andare a prendere i figli a scuola.

Il Ministero dell’Istruzione, con apposita faq, ha evidenziato che il possesso del Green pass non rileva per l’accesso ai cortili all’aperto degli edifici scolastici dal momento che la verifica del suo possesso avviene all’accesso negli ambienti chiusi delle strutture scolastiche. Pertanto, i genitori di alunni disabili possono accompagnare e prendere i loro figli all’ingresso/uscita della scuola.

Ovviamente, è bene chiarirlo, se i genitori avessero la necessità di entrare nell’edificio scolastico, dovranno possedere ed esibire la Certificazione verde per le dovute verifiche.

TUTTE LE FAQ DEL MINISTERO

Concorso scuola. L’atto di indirizzo: verso semplificazione delle procedure

da La Tecnica della Scuola

Il ministro dell’Istruzione Bianchi anche nell’atto di indirizzo per l’anno 2022 torna a parlare di concorso scuola e di reclutamento docenti. L’indirizzo del Ministero, quanto a procedure di concorso per il personale scolastico, parla di semplificazione, di continuità, di programmazione. Peraltro sul tema della semplificazione, il documento esplicita la necessità di snellire le attuali procedure di concorso.

Quale semplificazione?

In cosa consisterà la semplificazione? Considerato che nel merito delle procedure si è già ampiamente intervenuto, fino al recente Dl Sostegni bis poi convertito in legge, che mantiene lo scritto concorsuale con un test a risposta multipla, l’interpretazione dell’atto di indirizzo lascia presagire che la semplificazione cui si fa riferimento riguardi solo la tempistica delle procedure concorsuali ovvero la cadenza regolare con cui si intende provvedere al reclutamento docenti, al fine di garantire ogni anno, a inizio scuola, la copertura delle cattedre.

Il reclutamento secondo l’atto di indirizzo

Ecco cosa si legge nell’atto di indirizzo quanto a modalità di riformare il sistema di reclutamento degli insegnanti: Ciò sarà garantito attraverso la formazione degli insegnanti e la semplificazione delle attuali procedure di concorso per il personale scolastico, prevedendo una periodica continuità delle prove, al fine di superare le difficoltà connesse alla ripresa annuale delle attività didattiche e attraverso nuovi concorsi a cadenza regolare e con logica di programmazione.

Le 8 priorità di Patrizio Bianchi

Ecco le 8 priorità del Ministero dell’Istruzione disposte nell’atto di indirizzo.

  1. garantire il diritto allo studio per tutte le studentesse e tutti gli studenti,
  2. potenziare l’offerta formativa nelle scuole di ogni ordine e grado,
  3. promuovere processi di innovazione didattica e digitale,
  4. promuovere politiche efficaci per la valorizzazione del personale scolastico,
  5. investire sull’edilizia scolastica e ripensare gli ambienti di apprendimento in chiave innovativa,
  6. rilanciare l’autonomia scolastica e valorizzare il sistema nazionale di valutazione,
  7. investire sul sistema integrato 0-6,
  8. rafforzare la capacità amministrativa e gestionale del Ministero.

ATTO DI INDIRIZZO 2022 – MINISTRO BIANCHI

Corsi di preparazione al concorso scuola

Per prepararti al concorso, segui il corso Guida alla normativa scolastica, come da ALLEGATO A del concorso ordinario per scuola secondaria.

Per prepararti al concorso, segui il corso Guida alla normativa scolastica, come da ALLEGATO A del concorso ordinario per scuola dell’infanzia e primaria.

Per prepararti sui temi pedagogico-didattici, il corso Conoscenze pedagogico-didattiche di base del docentescuola secondaria.

Per prepararti sui temi pedagogico-didattici, il corso Conoscenze pedagogico-didattiche di base del docentescuola infanzia e primaria.

Per prepararti sui temi della didattica digitale, il corso e-learning Nuove tendenze della didattica, tra digitale e innovazione, destinato a docenti di ogni ordine e grado.

Ambiti disciplinari

Per prepararsi in ambito disciplinare, area filosofica, classe di concorso A18, segui il corso Preparazione concorso ordinario Filosofia e Scienze umane, a cura di Angelo Morales.

Per prepararsi in ambito disciplinare, area filosofica classe di concorso A19, segui il corso Preparazione concorso ordinario Filosofia e Storia, a cura di Salvatore Di Stefano.

Per prepararti al concorso ordinario in ambito linguistico segui il corso Concorso ordinario Ingleseclasse di concorso A24, A25.

PEI: le indicazioni alle scuole per la redazione dopo la sentenza del TAR. La nota MI

da Tuttoscuola

Con sentenza n. 9795/2021 del 14 settembre 2021, il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha disposto l’annullamento del Decreto interministeriale n. 182/2020 e dei suoi allegati (Linee guida, Modelli di PEI, Allegati C e C1).  Il Ministero ha quindi inviato comunicazione per informare tempestivamente le scuole, in primis su quanto disposto dal TAR – a cui ci si dovrà attenere – e, al contempo, fornire indicazioni operative sugli adempimenti relativi ai processi di inclusione degli alunni con disabilità nonché, in particolare, sulle modalità di redazione dei PEI per l’a.s.2021/2022, al fine di tutelare il diritto all’inclusione scolastica, nelle more dell’emanazione di nuovi provvedimenti e/o degli esiti definitivi dell’iter giudiziario.

Leggi la nota del MI con le indicazioni alle scuole per la redazione del PEI

Normativa di riferimento

Il Ministero precisa che, in materia, resta vigente il decreto legislativo n. 66/2017 e ss.mm..ii.. in cui sono contenute indicazioni dettagliate al fine di assicurare la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti nel progetto di inclusione relativamente:

a) al Piano Educativo Individualizzato-PEI (Art. 7, comma 2), con riferimento alle modalità e ai tempi di redazione; all’individuazione degli obiettivi educativi e didattici; etc.
b) ai Gruppi per l’inclusione scolastica (Art. 9) e, nello specifico, ai GLO – Gruppi di Lavoro Operativo per l’inclusione, con particolare riguardo alla composizione e alle sue funzioni (comma 10) oltre che alla partecipazione degli studenti (comma 11).

La nota ministeriale precisa poi che le disposizioni concernenti le modalità di assegnazione delle misure di sostegno sono contenute in altri articoli del decreto, tuttavia, ciò che si vuole qui sottolineare è l’assoluta necessità di dare continuità all’azione educativa e didattica a favore di bambini e bambine, alunni e alunne, studenti e studentesse con disabilità, nel rispetto delle norme sancite dalla Carta Costituzionale e dell’assoluta preminenza del diritto allo studio.

Redazione del PEI: istruzioni operative

Le Istituzioni scolastiche per l’elaborazione dei PEI potranno ricorrere alla precedente modulistica già adoperata nell’a.s. 2019/20, riadattata secondo le disposizioni sopra richiamate, contenute agli artt. 7 e 9 del D.Lgs 66/2017, prestando attenzione a non confliggere con i motivi di censura indicati nella sentenza, cui comunque si rimanda per un’attenta lettura e applicazione. In particolare, si dovrà tener conto dei motivi di censura del ricorso incidenti nel merito, tra cui:

a) Composizione e funzioni del GLO;
b) Possibilità di frequenza con orario ridotto;
c) Esonero dalle materie per gli studenti con disabilità;
d) Assegnazione delle risorse professionali per il sostegno e l’assistenza.

A tal fine, a titolo esemplificativo, si forniscono alcune indicazioni di massima, onde ottemperare a quanto disposto dai Giudici amministrativi.

Composizione e funzioni del GLO

Il MI ritiene opportuno che nel funzionamento di tale organismo non siano poste limitazioni al numero degli esperti indicati dalla famiglia, anche se retribuiti dalla stessa, considerato che diversamente si conferirebbe al dirigente scolastico un potere di autorizzazione – che ad avviso dei giudici del TAR non ha un espresso riferimento in normativa – incidente sulle garanzie procedimentali delle famiglie e/o degli alunni con disabilità (Art. 3 e 4, DI 182/2020).

Possibilità di frequenza con orario ridotto

Non può essere previsto un orario ridotto di frequenza alle lezioni dovuto a terapie e/o prestazioni di natura sanitaria – con conseguente contrasto con le disposizioni di carattere generale sull’obbligo di frequenza – in assenza di possibilità di recuperare le ore perdute [Art. 13, comma 2, lettera a) DI 182/2020].

Esonero dalle materie per gli studenti con disabilità

Non può essere previsto un esonero generalizzato degli alunni con disabilità da alcune attività della classe, con partecipazione ad attività di laboratorio separate, in contrasto con le disposizioni di cui al d.lgs. n. 62/2017, in cui la possibilità di esonero è contemplata per i soli studenti con DSA (disturbi specifici dell’apprendimento), qualora siano presenti ulteriori comorbilità adeguatamente certificate, e soltanto per le lingue straniere, peraltro previo assenso della famiglia e deliberazione del consiglio di classe (Art. 10, comma 2, lettera d) DI 182/2020).

Assegnazione delle risorse professionali per il sostegno e l’assistenza

In assenza di una modifica effettiva delle modalità di accertamento della disabilità in età evolutiva e delle discendenti certificazioni – che dovrà attuarsi mediante l’adozione delle Linee guida da parte del Ministero della Salute – non si è ancora realizzato, in concreto, il coordinamento tra certificazioni/profili di funzionamento e le modalità di assegnazione delle ore di sostegno, ovvero di redazione del PEI. Pertanto, non si possono predeterminare, attraverso un “range”, le ore di sostegno attribuibili dal GLO, con stretto legame dello stesso rispetto al “debito di funzionamento ed esautorazione della discrezionalità tecnica dell’organo collegiale” (Art. 18, DI 182/2020).

In conclusione, il Ministero dell’Istruzione specifica che risulta prioritario – in questa fase – redigere i Piani Educativi Individualizzati entro i termini indicati all’art. 7, comma 2, lettera g) del citato D.Lgs. 66/2017 (“di norma, non oltre il mese di ottobre”), pur sempre nel rispetto della recente sentenza TAR. Sarà cura del MI fornire aggiornamenti ed eventuali ulteriori indicazioni alle istituzioni scolastiche e ai competenti uffici territoriali in base all’evoluzione giurisprudenziale e normativa di riferimento.

Uso delle mascherine a scuola: domande e risposte

da Tuttoscuola

La mascherina è obbligatoria in una classe dove sono i presenti sono tutti vaccinati? Per quanto tempo si deve tenere? E quando è possibile abbassarla? Le faq del Ministero dell’Istruzione presenti sul sito #IoTornoAScuola ci aiutano a fare chiarezza.

Chi deve indossare la mascherina a scuola?

Con l’eccezione dei bambini di età inferiore ai sei anni, dei soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie e per lo svolgimento delle attività sportive, all’interno dei locali scolastici, l’uso delle mascherine è obbligatorio per tutti.

Si è obbligati a usare la mascherina chirurgica?

Per il personale della scuola, il dispositivo di protezione delle vie respiratorie da adottarsi è la mascherina chirurgica. Unica possibile eccezione l’utilizzo di altro dispositivo previsto dal datore di lavoro sulla base della valutazione del rischio.
Per gli studenti, è fortemente raccomandato l’utilizzo di mascherine di tipo chirurgico, peraltro obbligatorie laddove non è possibile mantenere il previsto distanziamento fisico.

Chi fornisce alla scuola mascherine e igienizzanti? 

Anche per l’anno scolastico 2021/2022, sulla base del fabbisogno, la struttura commissariale provvede alla fornitura, direttamente presso la sede scolastica, di mascherine chirurgiche per il personale e per gli studenti.

Gli alunni con disabilità devono indossare la mascherina?

È prioritario assicurare la presenza quotidiana a scuola degli alunni con bisogni educativi speciali, in particolare di quelli con disabilità. Non sono soggetti all’obbligo di utilizzo gli studenti con forme di disabilità certificata che l’autorità sanitaria attesti non essere compatibile con l’uso continuativo della mascherina. Per il personale dedicato alla loro assistenza, non essendo sempre possibile garantire il distanziamento fisico, potrà essere previsto l’utilizzo di ulteriori dispositivi sulla base della valutazione del rischio.

Niente green pass per il personale scolastico? Come funziona la sospensione del rapporto di lavoro

da Tuttoscuola

Nello stesso giorno in cui il CdM dà il via libera all’obbligo di green pass per tutti i lavoratori, pubblici e privati, il Ministero dell’Istruzione invia una nota alle scuole per spiegare come funziona la sospensione dal lavoro per il personale scolastico privo di certificazione verde. Ricordiamo che la sospensione dal lavoro con blocco dello stipendio parte dal 5 giorno di assenza ingiustificata.

Leggi la nota del MI

La nota ricorda che la sospensione del rapporto di lavoro non è qualificabile come sanzione disciplinare e limitatamente alla gestione delle conseguenze del mancato possesso della certificazione verde COVID-19 da parte del personale scolastico sottolinea il suo intento di fornire supporto alle scuola fornendo un modello di “Decreto di sospensione del rapporto di lavoro”. Aggiunge anche un fac-simile di “Comunicazione esito negativo verifica QR Code Certificazione verde COVID-19”.

Evidenzia inoltre che la sospensione dal servizio è prevista dalla norma e che dunque il decreto che la commina è un atto dovuto per il Dirigente scolastico. La comunicazione di esito negativo della verifica, invece, non è né prevista , né dovuta ed è eventualmente da inviarsi per mezzo mail, senza particolari ritualità, la solo fine di segnalare al destinatario l’assenza ingiustificata.

Erasmus+, Premio europeo per l’insegnamento innovativo

Erasmus+, quattro scuole italiane vincono il Premio europeo per l’insegnamento innovativo

Annunciati dalla Commissione europea gli European Teaching Award, 
il 20 ottobre la cerimonia ufficiale di premiazione

Firenze, 17 settembre 2021 – La Commissione europea ha annunciato gli istituti scolastici vincitori del nuovo Premio europeo per l’insegnamento innovativo EITA- European Innovative Teaching Award.

Il riconoscimento è andato alle scuole dei Paesi aderenti al Programma Erasmus+ che, tra il 2014 e il 2020, hanno fatto dei loro progetti la chiave per innovare l’insegnamento e l’apprendimento, in presenza e con supporti digitali. Il lancio della nuova iniziativa e una prima presentazione degli istituti vincitori è avvenuta ieri, in un eventoonline a cui hanno  partecipato Mariya Gabriel, Commissaria europea per l’innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e la gioventù e Simona Kustec, Ministra dell’Istruzione, della Scienza e dello Sport, in Slovenia.

Il premio celebra i risultati raggiunti dagli insegnanti e dalle scuole che utilizzano pratiche di insegnamento e apprendimento innovative in partnership europee; mira a dare maggiore visibilità al loro lavoro e a promuovere l’apprendimento reciproco tra insegnanti e personale scolastico. Inoltre, il riconoscimento evidenzia il valore del Programma Erasmus+ per la collaborazione degli insegnanti in Europa.

Ogni paese aderente al Programma ha selezionato quattro progetti Erasmus+. In l’Italia l’Agenzia nazionale Erasmus+ Indire ha individuato le attività migliori realizzate dagli istituti scolastici nell’ambito dell’Azione Chiave 1 per la mobilità e Azione Chiave 2 per la cooperazione in progetti. Le scuole selezionate rappresentano tutti i livelli scolastici: educazione e cura della prima infanzia; istruzione primaria; istruzione secondaria di I grado e di II grado con percorsi generali; istruzione secondaria di II grado con percorsi professionali (istituti tecnici/professionali). Nella fase di selezione dei progetti l’Agenzia ha tenuto conto di una serie di indicatori di qualità inerenti le metodologie, gli ambienti di apprendimento (incluso il digital learning), e l’impatto sui processi di apprendimento e insegnamento nella scuola.

Le scuole italiane vincitrici di EITA 2021

Il riconoscimento EITA 2021 per il livello tecnico professionale va all’Istituto Scolastico G. Galilei di Treviso e all’insegnante Iola Da Monte, referente per il progetto Erasmus+ Young European generation towards a connected world with the use of domotics in housing renovation.L’Istituto ha realizzato in partnership con una scuola francese un progetto sull’uso delle nuove tecnologie a supporto di un’ampia gamma di disabilità, per affrontare l’inclusione in diversi contesti.

Il progetto Natura, Innovazione e ICTdell’Istituto Comprensivo di Bobbio Capoluogo, Piacenza è stato selezionato per il livello educazione e cura della prima infanzia e istruzione primaria. L’insegnante coordinatrice, Vittoria Volterrani con i colleghi e gli alunni della scuola ha lavorato sul tema dell’ambiente, utilizzando l’apprendimento digitale e le nuove tecnologie. La scuola di Piacenza ha realizzato il progetto Erasmus+ con istituti partner di Spagna, Regno Unito, Belgio, Finlandia, Norvegia, Islanda e Repubblica Ceca.

All’Istituto statale di istruzione secondaria superiore Federico Enriques, di Castelfiorentino, Firenze va il premio per il progetto E-Learning from Nature relativo al livello istruzione secondaria generale. L’insegnante coordinatore Andrea Conforti ha lavorato in partenariato con scuole in Irlanda, Belgio, Grecia, Lituania, Portogallo e Romania per promuovere la conoscenza delle materie scientifiche, con un approccio didattico multidisciplinare, che ha portato gli studenti a costruire il loro personale processo di apprendimento delle scienze a partire dall’osservazione del mondo reale.

Il progetto Better teachers for better students’ language skills dell’Istituto comprensivo G. Barone, di Baranello, Campobasso è stato selezionato nell’ambito dei progetti per la mobilità Erasmus+ per la formazione degli insegnanti. Un gruppo di docenti della scuola e l’insegnante referente, Carmela Pietrangelo, hanno frequentato nel Regno Unito corsi sulle metodologie CLIL(Content and Language Integrated Learning) per introdurre nuove strategie didattiche da utilizzare nella scuola materna e nella scuola primaria.

Il prossimo 20 ottobre è in programma una Cerimonia europea per la consegna dei premi, che si terrà sotto forma di evento online e aperto a tutti.

Hashtag ufficiale #EITA2021

 

Per info e approfondimenti:

Premio europeo per l’insegnamento innovativo EITA 2021:

http://www.erasmusplus.it/eita-il-16-settembre-levento-online-di-lancio-del-nuovo-riconoscimento-europeo-per-i-docenti-segui-la-diretta/

https://ec.europa.eu/education/education-in-the-eu/european-education-area/european-innovative-teaching-award_en

Il video dell’evento di lancio del Premio EITA 2021https://webcast.ec.europa.eu/european-innovative-teaching-award

Il video con la presentazione delle scuole europee vincitrici del Premio EITA 2021: https://fb.watch/82UoUrmHHV/

ATTO INDIRIZZO MINISTERO, LUCI E OMBRE

“Un documento programmatico con luci e ombre, di cui apprezziamo alcune priorità politiche, ma che per certi aspetti riteniamo un’incursione in campi non di pertinenza del ministro e improntato a una visione della scuola che non condividiamo”. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta l’Atto di indirizzo politico-istituzionale per il 2022 firmato dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.
“Una nota positiva è sicuramente la volontà di combattere il fenomeno del sovraffollamento delle classi, molto più diffuso di quanto dichiari viale Trastevere e assai deleterio per la qualità dell’insegnamento. Accogliamo positivamente anche i progetti relativi all’edilizia scolastica, – afferma Di Meglio – augurandoci che il PNRR rappresenti davvero l’occasione giusta per invertire la rotta e che i limiti imposti dall’Europa non facciano sparire nel nulla anche stavolta gli interventi per riqualificare il patrimonio edilizio esistente e costruire nuove scuole”.
“Condividiamo anche l’intento di semplificare il sistema di reclutamento, tema sul quale ci siamo più volte espressi sottolineando l’esigenza di snellire le procedure per la selezione e l’immissione in ruolo dei docenti. A tale riguardo, auspichiamo che il ministro tenga in conto la nostra proposta di riforma del reclutamento per la scuola secondaria di primo e secondo grado che, sulla stregua di quanto già avviene per la scuola primaria e dell’infanzia, prevede l’istituzione di una laurea abilitante. In tal modo, si potrebbe ridurre il numero dei precari e avere in cattedra docenti altamente motivati”.   
Nettamente negativo, invece, il giudizio sul fronte delle metodologie didattiche: “Affermare che la lezione frontale debba essere superata in favore di nuovi approcci significa entrare a gamba tesa su un terreno che non è affatto di competenza del ministro dell’Istruzione ma che spetta ai docenti. Soltanto a loro deve essere affidato il compito di decidere, in base agli specifici contesti in cui operano, quali metodologie e strumenti didattici utilizzare, nel pieno rispetto della libertà di insegnamento che l’articolo 33 della Costituzione assegna loro. Inoltre – prosegue il coordinatore nazionale della Gilda – ogni nuovo sistema deve essere  verificato per valutarne l’efficacia. Prima di mettere in soffitta alcuni metodi a vantaggio di altri, dunque, è opportuno disporre di dati che accertino i risultati conseguiti. A tal proposito, ci piacerebbe sapere soprattutto quali esiti hanno dato le infinite sperimentazioni della didattica per competenze su cui tanto insiste il ministro Bianchi. La scuola deve prima di tutto formare coscienze critiche e cittadini consapevoli, non preparare al mercato del lavoro”.
“Quando poi si parla di didattica digitale integrata, – conclude Di Meglio – ci sembra che si costruisca una carta dei quadri improbabili e che si dovrebbe scendere di più con i piedi per terra. Senza, per esempio, una valida connessione internet in tutte le scuole, voler introdurre nuove metodologie basate sulla DDI è un po’ come decidere di partire per la conquista dello spazio senza un’adeguata rampa di lancio per il razzo”. 

TAR boccia nuovo PEI: occorre intervenire subito

Il Garante dei disabili, avv. Paolo Colombo:“TAR boccia nuovo PEI: occorre intervenire subito”

Il Garante dei diritti delle persone con disabilità della Regione Campania, l’avv. Paolo Colombo,rende noto che con una durissima sentenza il Tar, accogliendo il ricorso di alcune associazioni di genitori, dell’associazione Coordown, CIIS e altre sigle, ha annullato il decreto Interministeriale numero 182 del 2020 recante l’adozione del modello nazionale di PEI e delle correlate linee guida, nonché modalità di assegnazione delle misure di sostegno agli alunni con disabilità.

In particolare, i giudici hanno dato ragione ai ricorrenti su alcuni aspetti: la composizione del GLO, l’esonero dalle discipline per alcune categorie di studenti con disabilità, le nuove modalità dideterminazione del sostegno didattico in base a range predeterminato e in base al ‘debito di funzionamento’.

Inoltre, il Tar ha osservato che l’amministrazione non avrebbe potuto emanare il nuovo modello di PEI senza la previa disciplina delle modalità diaccertamento della disabilità e del profilo di funzionamento.

“Occorre intervenire subito – dichiara il Garante dei disabili, l’avv. Paolo Colombo – per superare la situazione di grande confusione creatasi in capo agli operatori scolastici e alle famiglie degli alunni con disabilità. 

E, una volta per tutte, è giunto il tempo di una riflessione approfondita, coerente e condivisa con tutti i soggetti interessati sul modello di inclusione scolastica degli alunni con disabilità in Italia. 

D’altra parte, – conclude il Garante dei disabili, l’avv. Paolo Colombo – mi auguro che si metta un punto definitivo a questa politica normativa di mettere toppe e pezze, che spesso si rivelano peggiori del buco che vogliono coprire al fine dievitare di vanificare in concreto una conquista di civiltà del nostro Paese anche sul pianointernazionale”.

Napoli, 17.09.2021

Il Garante dei disabili

Avv. Paolo Colombo

Dirigenti scolastici: in quarantena qualche centinaio di classi su 400mila

da Il Sole 24 Ore

Rusconi (Anp-Roma): «Non sappiamo quale sarà l’evoluzione: ci sono ben 12mila classi con un numero di oltre 25 studenti». Piattaforma per i controlli ok.

di Redazione Scuola

Con la ripresa della scuola in tutta Italia – oggi è stata la volta del Friuli Venezia Giulia e con la ripartenza, il 20 settembre, in Puglia e Calabria, tutti gli studenti italiani saranno tornati in classe – cominciano a diffondersi le notizie di contagi sia tra gli alunni che tra i docenti che stanno già causando, di conseguenza, quarantene, disagi e nuova didattica a distanza. «Al momento in tutta Italia sono qualche centinaia le classi in quarantena su un totale di 400mila. A Roma poche decine», spiega Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale presidi di Roma, che aggiunge: «Non sappiamo quale sarà l’evoluzione perché ci sono ben 12mila classi con un numero di oltre 25 studenti. È pensabile che qui possa esserci una maggiore diffusione del virus, pur indossando le mascherine. Per questo auspichiamo che i ragazzi dai 12 anni si vaccinino. La risposta dei 16-17enni è molto ampia. L’educazione scientifica sui giovani sta funzionando ed è merito della scuola».
«Si allargano a macchia d’olio i casi di classi in quarantena: un fenomeno che ha preso corpo nei primissimi giorni di scuola prima a Bolzano, per poi trovare terreno fertile anche in Lombardia, Emilia Romagna, Sardegna e Lazio. Le lezioni sono riprese da una settimana è già si contano già un centinaio di classi costrette a rimanere a casa, quindi a tornare a quella dad che chi governa la scuola ha detto che ci eravamo messi alle spalle», dice allarmato Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief, che chiede più distanziamento nelle classi e un numero maggiore di tamponi salivari per ora partiti solo nelle “scuole sentinella” ma che il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha già detto di voler estendere.

Il ministro Bianchi

Il titolare del dicastero di viale Trastevere, dal canto suo, getta acqua sul fuoco delle polemiche: «Sono situazioni specifiche, non sono decine, le stiamo controllando. Lo abbiamo scritto nel decreto del 6 agosto che laddove ci fossero state delle situazioni di contagio saremmo stati in grado di controllarle e così stiamo facendo. Parliamo di numeri limitati rispetto al totale che, con molta, gioia è ripartito».

La gestione e le indicazioni

C’è poi malessere tra i dirigenti scolastici per alcune modifiche nella gestione dei casi in cui emerga una positività. «La gestione delle quarantene è cambiata ma noi presidi non siamo stati informati – denuncia Cristina Costarelli, presidente Associazione nazionale presidi di Roma e dirigente del liceo Newton della capitale – proprio da domani avremo nella mia scuola due classi in quarantena e così ho scoperto che mentre lo scorso anno la gestione delle quarantene era in carico alle Asl ora passa ai medici di base: tutto questo non è stato anticipato da alcuna circolare, noi dirigenti non siamo stati informati di questa nuova misura. Le scuole rimangono all’oscuro su aspetti importanti che invece devono conoscere: con questa novità potremmo avere rientri alla spicciolata». La stessa quarantena diversificata – 7 giorni per i vaccinati, 10 per i non vaccinati – crea disagi alle scuole, fa notare Costarelli «e alla fine per ogni quarantena si perdono due settime di attività scolastica, perchè certamente il docente non può andare avanti con i programmi se ha pochi ragazzi in classe».

Piattaforma ok

Ad andare bene sono i controlli con la nuova piattaforma per il controllo del Green pass: «sta funzionando», dicono i dirigenti scolastici. Infine, alcuni provveditori agli studi stanno mandando alle scuole circolari in cui invitano – come quello del Lazio – ad «usare buon senso» e consentire, in alcuni determinati casi, l’accesso agli istituti anche se il green pass risulta “rosso” ma il lavoratore è in regola con la vaccinazione.